Qualche giorno fa, alla bella età di 103 anni, è morto il sig. Daniel Carasso. Suo padre, che faceva il medico a Salonicco, si chiamava Isaac Carasso; nel 1912, per sfuggire alle guerre balcaniche, lasciò la Grecia per la Spagna stabilendosi a Barcellona. Ai suoi pazienti che soffrivano di digestione lenta, il dott. Isaac consigliava di mangiare lo yogurt come aveva appreso dalle popolazioni balcaniche. Avendo l’uzzolo per gli affari cominciò a importare il prodotto dalla Bulgaria facendolo commercializzare dalle farmacie. Lo yogurt ebbe talmente tanto successo che il dott. Isaac iniziò, nel 1919, a produrlo direttamente dando vita all’industria Danone, il nomignolo col quale veniva chiamato affettuosamente suo figlio Daniel. Che continuò l’impresa del padre in Francia dove quest’anno si festeggiano i 100 anni del marchio, come ricordano i divertenti spot mostrati sulla tv francese.
Oggi solo una piccola quota è ancora nelle mani dei Carasso, ma ciò non ha impedito, in Italia ad esempio, di chiamare al boicottaggio del prodotto in chiave antisraeliana, anche se gli yogurt Danone non arrivano nei supermercati israeliani nonostante il consumo di yogurt sia altissimo, e i Carasso siano rispettabilissimi cittadini francesi che onorano e rispettano il loro paese. Non vogliamo pensare ad un pregiudizio per la loro etnia. (e invece è così e non potrebbe essere altrimenti in un paese che si chiama Vaticalia)
Testimonial del marchio è il calciatore francese di origine algerina Zinedine Zidane, oggi dirigente del Real Madrid, e che si rese protagonista insieme (e alla pari) all’italiano Materazzi di un episodio di rara sgradevolezza nel pur antipatico mondo del calcio. Lo yogurt è buono e fa anche bene, come testimonia la lunga vita del sig. Daniel Carasso. Ma se avete compiuto 50 anni e avete problemi di digestione, una volta ogni due anni fate una colonscopia. Dobbiamo arrivare almeno a 103 anni, se non altro per provare a buttare giù qualche stupido pregiudizio.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Questa sera Nogod parteciperà alla serata di vicinanza con l’Iran, indetta da il Riformista e Radio Radicale, in piazza Farnese a Roma dalle 18,30 http://www.ilriformista.it/publisher/Prima%20pagina/section/. In Iran si spara su chi protesta, si mandano a morte gli oppositori, si impiccano gli omosessuali, si arrestano le donne che non accettano di sottomettersi. Quando si alza la voce delle persone che chiedono la libertà non possiamo tapparci le orecchie. Probabilmente lo faranno i governi, compreso il nostro. E’ la realpolitik che accarezza i dittatori dal verso del pelo sperando di essere mangiata per ultima. Ma si sa, nella palude si salva solo il coccodrillo.
Ci vediamo a piazza Farnese, e non solo per la paura di essere mangiati.
