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	<title>.:: No God ::. &#187; insegnanti precari</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Ma non basta la fede&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 06:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti precari]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;per risolvere il problema degli insegnanti precari, anzi non serve a niente. Riceviamo e volentieri pubblichaimo questa segnalazione del Comitato Insegnanti Precari di Caserta che chiedono le dimissioni della Ministra Gelmini. Salve, siamo un&#8217;associazione di insegnanti precari, riconosciuta dal MIUR. Le nostre sedi sono su tutto il territorio nazionale. Ultimamente abbiamo chiesto le dimissioni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;per risolvere il problema degli insegnanti precari, anzi non serve a niente.</p>
<p><strong>Riceviamo e volentieri pubblichaimo</strong> questa segnalazione del Comitato Insegnanti Precari di Caserta che chiedono le dimissioni della Ministra Gelmini.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Salve, siamo un&#8217;associazione di insegnanti precari,</strong></span> riconosciuta dal MIUR. Le  nostre sedi sono su tutto il territorio nazionale. Ultimamente abbiamo chiesto  le dimissioni della Gelmini in modo ufficiale. Stiamo cercando di far conoscere  questo documento, a tanti italiani, in modo da poterlo condividere e  pubblicizzarlo. Chi vi scrive è la responsabile della suddetta associazione che,  si trova a Caserta e che si sta occupando di inviare più comunicati stampa  possibili.<br />
Vi invio il documento delle dimissioni della Gelmini, con la  certeza di una vostra pubblicazione e diffusione.<br />
Caterina Russo</p>
<p>P.S.  potete pubblicare l&#8217;indirizzo del nostro blog</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">PERCHE&#8217; CHIEDIAMO LE  DIMISSIONI DELLA GELMINI</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Dall’interesse pubblico a  quello privato.<span> </span>Dal governo alle offese.<span> </span>Incaricata  di amministrare la scuola di tutti, e retribuita con i soldi di tutti, il  ministro Gelmini travasa risorse finanziarie pubbliche a beneficio della scuola  privata. Lo fa mediante elargizioni incondizionate di superbonus a chi frequenta  diplomifici e istituti confessionali. E non finisce qui. Dà pure del pirla a chi  la contesta civilmente.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span> </span>Lasciando  perdere la caduta di stile e il deficit di rispetto democratico palesato,  cerchiamo di scoprire le ragioni di tanto nervosismo. Di certo i motivi di  insoddisfazione e frustrazione non mancano. In un anno non si poteva far di  peggio.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Critiche e censure sono  arrivate dai media indipendenti, dal C.N.P.I. (Consigli Nazionale della Pubblica  Istruzione), dalle OO.SS. (Organizzazioni Sindacali) e da quelle di categoria,  dagli studenti e dai genitori, dai presidi fino ai bidelli passando per i  docenti di ruolo e quelli precari, oltre che dalle opposizioni nelle commissioni  come nelle aule parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Un fallimento totale.<span> </span>Dal Piano programmatico ai Regolamenti, dalla chiusura delle scuole nei  piccoli centri alla determinazione del numero degli alunni per classe,<span> </span>dalla circolare sulle iscrizioni a quella sui libri di testo, dal sistema  di valutazione alla quantificazione degli organici, dal voto in condotta a  quello di ammissione all’esame di stato, abbiamo assistito ad una lunga serie di  provvedimenti raffazzonati, velleitari, demagogici, scoordinati tra loro e  disarticolati dalla realtà e dall’impianto normativo e funzionale del sistema  scolastico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Norme scritte e poi  corrette, proposte e contraddette, avanzate e rinnegate, varate con decretazione  d’urgenza e rimandate a data da destinarsi. <span> </span>Specchio di ignoranza,  <span> </span>inettitudine, idiozia. Tre “i” vere al posto delle tre “i”  millantate dalla allora ministra Moratti: impresa, informatica e inglese. Una  conduzione contraddistinta da presunzione e arroganza. Da una furia persecutoria  e da un livore senza pari nei confronti della scuola statale, di chi la  frequenta e di chi ci lavora.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Il comportamento supino e  vigliaccamente subalterno verso il ministero dell’economia ha permesso, inoltre,  che si saccheggiassero le già esigue risorse disponibili per l’esercizio  didattico essenziale. Tipica condotta di chi non ha conosciuto ed apprezzato le  scuole statali, avendole preferito i più comodi istituti privati, e nutre nei  confronti dell’istruzione pubblica un rancore antico, corroborato da un più  recente antagonismo politico, visto che la scuola statale sarebbe territorio di  facinorosi comunisti.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Una prova? Meglio due. La  prima: la ministra, in collegamento telefonico con “Uno mattina estate” si è  recentemente dichiarata orgogliosa del minor numero di ammessi agli esami di  stato e del maggior numero di bocciati nelle classi intermedie.<strong> </strong>Si è  inorgoglita dei suoi fallimenti. Confondendo la serietà con la severità.  Omettendo, per ignoranza o malafede, la causa di questi insuccessi.  L’impossibilità materiale di attivare gli interventi di recupero e sostegno  preventivo degli alunni in difficoltà dovuta all’assenza di fondi che, com’è  noto, sono stati tagliati dalla pseudoriforma targata Gelmini-Tremonti. Fondi  ora travasati<span> </span>dalla scuola di tutti e per tutti<span> </span>alle  scuole private.<span> </span>Ed ecco la seconda:<span> </span>la Nostra ha  pensato ad un ulteriore superbonus da elargire a chi opta per scuole private e  diplomifici. In sostanza, siamo di fronte ad una politica che, nella scuola  settaria ed elitaria, penalizza gli studenti e favorisce i paganti. A misura di  furbi, insomma, a misura di chi la governa.<span> </span>Di chi cerca “lidi di  comodo” (leggi Reggio Calabria, per esempio) <span> </span>per raccattare titoli  che, altrove, non avrebbe conseguito (leggi Brescia, e non a caso).<span> </span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Tornando all’attualità, il  TAR del Lazio sta mettendo in discussione il castello di carte con i  provvedimenti applicativi delle pseudoriforme Gelmini. Dapprima la sospensiva  della circolare sui libri di testo, frettolosamente insabbiata dal Consiglio di  Stato senza neppure rispettare le procedure formali. Poi l’impugnativa della  circolare sulle iscrizioni e di tutti gli atti connessi, compresi gli organici,  per l’assenza dei definitivi atti fondamentali, necessari all’attuazione: dal  Piano programmatico al Regolamento del primo ciclo, fino al dimensionamento  degli organici.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">A dimostrazione di come le  cosiddette riforme Gelmini siano solo “sparate a salve” e non si rivelino  applicabili. Oltre alle puntuali bocciature del Tar, sono arrivate anche quelle  della Corte costituzionale. La Consulta<em> </em>ha appena accolto i ricorsi  proposti da alcune regioni sugli accorpamenti tra le scuole che, per mere  logiche di ragioneria contabile, sopprimono nei piccoli centri i residui presidi  identitari e di legalità presenti sul territorio. Ancora il Tar del Lazio ha, in  questi giorni e per la seconda volta, accolto i ricorsi dei precari contro il  Decreto sull’inserimento “in coda” nella graduatorie ad esaurimento. Il  tribunale amministrativo, infatti, ha sospeso l’applicazione della norma con  tutte le conseguenze che questo determinerà sull’impiego delle stesse  graduatorie sia per le assunzioni in ruolo, sia gli incarichi annuali e le  supplenze temporanee. In sintesi per il regolare funzionamento della scuola.  Quindi, salvo impugnativa del MIUR al Consiglio di Stato, l’inserimento a  “pettine” e non più “in coda” sarà consentito a tutti quei precari che volessero  cambiare provincia. Questa novità – l’ennesima in corsa – avrà un effetto  devastante sugli Uffici scolastici provinciali, con l’ulteriore slittamento,  peraltro già disposto dal Miur, delle operazioni sugli organici, sui  trasferimenti, sulle assegnazioni provvisorie e sulle nomine.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">A questo punto nel mese di  agosto – feriale anche per scuole e U.S.P. (Uffici Scolastici Provinciali) – si  dovrebbero compiere tutti gli adempimenti per la messa a punto dell’organico di  fatto.<br />
Nel frattempo, con l’avvento del nuovo anno scolastico, si dovrà  provvedere alla copertura dei posti vacanti utilizzando le vecchie graduatorie e  i supplenti temporanei. Ciò in attesa del reclutamento degli aventi diritto  dalle nuove graduatorie che, con tutta probabilità, saranno disponibili non  prima di dicembre/gennaio. Questo provocherà l’inevitabile avvicendamento di  circa centomila docenti, con tutti i contraccolpi educativi, cognitivi,  metodologici ed affettivi conseguenti alla discontinuità didattica procurata, a  metà anno, in tutte le scuole, specie in quelle di “frontiera”. È qui che la  precarietà lavorativa di un numero cospicuo di insegnanti, di norma, si salda  con quella esistenziale, sociale e culturale degli alunni, quelli che  frequentano le “scuole del disagio” se non della dispersione e della elusione  scolastica. È da queste scuole che i docenti in ruolo si allontanano appena  possono. Proprio quelle dove, per contro, sarebbe necessario fornire agli alunni  più svantaggiati maggiore stabilità didattica e affettiva, maggiore collegialità  ed esperienza professionale.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;">Caos, inefficienza, danni  per l’erario, sconquassi didattici e perenni valzer di cattedre, con tutto il  corollario di ricorsi e perdita di qualità del sistema scolastico nazionale,  questo è il risultato della nuova conduzione del ministero di viale Trastevere.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 36pt;">Senza entrare nel merito della  insensatezza e del bassissimo profilo scientifico, didattico e funzionale dei  provvedimenti di riforma varati dall’attuale esecutivo, la sola conduzione del  dicastero dell’Istruzione è sufficiente perché si richiedano le immediate  dimissioni del ministro.</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;">Roma, 12 Luglio  2009<span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;">C.I.P.- Comi</span>tato Insegnanti  Precari</p>
<p>Caserta, 19 luglio 2009<br />
<a href="http://comitatoinsegnantiprecaricaserta.blogspot.com/">comitatoinsegnantiprecaricaserta.blogspot.com</a></p>
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