Nel 1956 il vescovo di Prato diffamò così due cittadini italiani che si erano sposati in municipio anzichè in chiesa come avrebbero dovuto, secondo lui, in quanto battezzati cattolici. LEGGI
Fu un caso clamoroso che suscitò enormi polemiche e si concluse con una sentenza di tribunale che riconobbe il diritto del vescovo a definirli in tal modo dal momento che ( incredibile ! ) i cittadini italiani battezzati con rito cattolico sono “sudditi” del papa e quindi soggiacciono anche al diritto canonico che prevede esplicitamente quella definizione per chi non si sposa in chiesa. Siamo curiosi di vedere se qualche altro vescovo si azzarderà a definire nello stesso modo la Ministra Gelmini, cattolicissima, e il suo compagno che si sono sposati ieri nel comune di Sirmione del Garda con rito civile.
Qui la fonte della notizia da il Giornale LEGGI
