Articoli marcati con tag ‘geert wilders’

17/6/10 – Ad occhi chiusi

giovedì, 17 giugno 2010

Oriente e Occidente – Occorre capire che quello in corso non è uno scontro di civiltà né di religione. E’ una lotta tra dittature e democrazie (Cristina Sivieri Tagliabue, Alfabeto Bonino, Bompiani, € 14)
Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché non si osa più cambiarle (André Gide)

Il socialista Elio Di Rupo probabilmente diventerà il premier del Belgio. I suoi genitori, contadini abruzzesi, partirono da San Valentino in Abruzzo Citeriore e arrivarono in Belgio per sfuggire alla povertà. La famiglia si stabilì a Morlanwelz cittadina vallona (tremila italiani su 18mila abitanti). Dopo appena un anno di lavoro in una miniera di carbone, il padre morì e il giovane Di Rupo rimase con la madre e i sette fratelli. Recentemente ha detto “a differenza di altri figli di immigrati i miei fratelli ed io siamo cresciuti impregnati di cultura belga perché la pubblica assistenza ci seguiva in tutto, e oggi sono fiero di essere belga e di avere radici italiane”. Mentre Di Rupo alzava il calice per brindare alla sua vittoria, in Italia un tribunale confermava l’ergastolo a Katawi Dafani per avere ucciso un anno prima la figlia 18enne Sanaa, accusata dal padre di avere costumi occidentali. La deputata Souad Sbai presidente delle donne marocchine in Italia si è rammaricata del fatto che il processo è stato disertato dalle femministe che non si sono dichiarate parte civile in difesa della sfortunata ragazza. Comprendo il rammarico di Sbai, ma un movimento non è un partito, e da quel movimento sono nate molte delle cose che oggi appaiono naturali, ad esempio il ministero delle Pari Opportunità che si è costituito parte civile. Quello che dovrebbe preoccupare la deputata è l’indifferenza pressoché totale che ha circondato questo e altri episodi di cronaca legati agli immigrati che arrivano in Italia. I media li considerano fatti che riguardano persone con una particolare etnia e/o religione. Credo che Sbai dovrebbe temere questa deriva cavalcata con furore dalla politica, ad esempio negando la cittadinanza in tempi più brevi, non riconoscendo la cittadinanza a chi nasce qui, considerando gli stranieri solo come appartenenti a una comunità religiosa. Per intenderci, la povera Sanaa Dafani difficilmente avrebbe potuto aspirare a fare il premier italiano.
Purtroppo le esperienze di molti paesi europei non ci insegnano nulla. L’Olanda, paese di gente per bene che ama i tulipani e gli zoccoli di legno e le case con grandi vetrate, ha preferito concedere molto ai pochissimi che chiedevano di vivere come in una casbah, condannando chi si era spostato dal suo paese per vivere diversamente alla casbah. Gli olandesi esasperati votano Wilders, che vivendo in una paese più civile e laico del nostro è solo islamofobo, mentre da noi abbiamo i leghisti che sono omofobi islamofobi calabrofobi eppure crociati. I musulmani che vivono in Italia oggi sono per i nove decimi persone che accettano la cultura politica italiana (e per verificarlo basta passare davanti ad una scuola elementare e gettare uno sguardo ai genitori per vedere addirittura un eccesso di assimilazione), cioè europea. Non si deve consentire agli europei su richiesta di pochi leader religiosi di accettare che si costituiscano comunità o ghetti musulmani. Similmente trovo paradossale che si possa discutere di una legge per vietare il burqa, perché è previsto dalle nostre norme che nello spazio pubblico il volto sia scoperto e si deve essere rigorosi nel far rispettare la norma. Sarebbe come invocare una legge per proibire le infrazioni mentre si guida. Questo è già previsto dal codice della strada e se la polizia municipale, ad esempio a Roma, preferisce far finta di non vedere chi parcheggia in quarta fila il problema appare di altra natura. Chi vuole introdurre leggi sul burqa o similari, ne ha bisogno per ragioni elettorali e sa di mentire, perché gli immigrati e i musulmani non compiono più crimini degli italiani. Queste fughe in avanti sono particolarmente insidiose ovunque, ma in Vaticalia, paese semiteocratico, potrebbero metter definitivamente la parola fine al paese laico a cui molti di noi (velleitariamente) aspirano.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

Il primo ministro neozelandese ha annunciato la sua presenza in Sudafrica per sostenere gli All Whites che incontreranno l’Italia. Il premier John Key guida il paese dal 2008 sostenuto dal National Party che fa del patriottismo il suo caposaldo. Ad Aotearoa, il nome maori della Nuova Zelanda, dicono che il premier parte per fuggire dalle critiche che lo inseguono: l’economia del paese è in forte crisi e il suo governo è in caduta libera, e una vittoria sportiva… è il vecchio panem et circenses.
Italia-Nuova Zelanda si disputerà domenica 20 giugno. Esattamente un anno prima moriva Neda, uccisa dalla polizia iraniana mentre partecipava ad una manifestazione dell’Onda verde. L’Iran non è presente con la sua squadra ai mondiali, ma gli iraniani amano il calcio. Sappiamo che non sarà così, ma sarebbe bello che i tifosi sugli spalti mostrassero dei cartelli per ricordare le speranze nel cambiamento della giovane Neda.

http://www.ilpost.it/2010/06/16/documentario-neda-agha-soltan/

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Geert Wilders, xenofobo e razzista !

mercoledì, 16 giugno 2010

Sono più o meno unanimi i giudizi dei giornali italiani (e lasciamo stare i commenti dei giornali “de sinsitra”) sul leader del terzo partito olandese, grande sorpresa delle ultime elezioni politiche. Sono gli stessi giudizi che i benpensanti “democratici” italiani, compresi i gay “de sinistra” davano di Pim Fortuyn, gay liberale ammazzato poi da un democraticissimo ambientalista “de sinistra”. La colpa di entrambi era ed è quella di mettere in guardia i propri connazionali sul pericolo degli islamisti aggressivi e prepotenti che approfittano delle libertà occidentali, ignote nell’islam, per sovvertire e sottomettere chi non crede e non si appecorona ai dettami della loro immaginaria entità soprannaturale

Notizia tratta da Informazione Corretta, articolo di Piera Prister

La stampa dovrebbe stare attenta a non dare dello “xenofobo” a Geert Wilders.
Da destra a sinistra, giornali e telegiornali si son passati la velina e hanno definito Wilders xenofobo e islamofobo, mentre invece e’ un liberale con i fiocchi. Lo fanno con Geert Wilders, come da 60 anni lo fanno con Israele. I bersagli sono sempre gli stessi e sono così bari che arrivano persino a truccare la verità.
Come è possibile che all’indomani delle elezioni in Olanda che ha segnato un’altra vittoria del “Partito delle Liberta’”di Wilders che si e’ collocato al terzo posto, ottenendo 24 seggi su 150 – ne aveva 9 – i giornali italiani siano stati tutti così concordi e monocordi nel definirlo “xenofobo”! Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Che si siano passati la velina? Dove è andato a finire il pluralismo dell’informazione e la libertà di stampa, nonchè il diritto di dissentire e di pensarla diversamente!
Tutti i giornali – persino il Corriere della Sera, il Giornale, e anche la Stampa e il Sole 24 Ore etc – hanno usato di concerto la stessa parola “xenofobo”, forse che nottetempo si siano intesi, magari in una teleconferenza e si siano passati la velina?
E’ assai vergognoso che la stampa, che dovrebbe riflettere diverse opinioni, abbia sposato tutta e nello stesso giorno una sola opinione: quella della “xenofobia”. L’egemonia culturale della sinistra filoislamista colpisce ancora. Ieri, chi dissentiva era zittito con il termine di “fascista”, oggi se dissenti ti danno del “razzista xenofobo”.
I tempi sono cambiati ma il ritornello è sempre lo stesso. Se Geert Wilders e’ stato votato ed il suo e’ diventato il terzo partito in Olanda significa che gli olandesi non vogliono più seguire il coro e cominciano a ragionare con la propria testa.
No, non ci va proprio giù che in una democrazia un leader di un partito che ha vinto 24 seggi su 150 in Parlamento, debba essere scortato dalle guardie del corpo ed essere costretto a condurre una vita blindata come Geert Wilders, Hirsi Ali’, Magdi Allam e Salman Rushdie e come molti altri, anche in Italia.
E’ chiaro che il parlamentarismo è minacciato. E voi del Corriere che considerate il leader olandese “xenofobo”, dovreste essere più attenti ad appiccicare tali etichette a persone che invece si battono per i valori della democrazia. Non avevate come vicedirettore Magdi Allam, ve lo siete dimenticato?
E’ chiaro che sulla sua testa pende minacciosa la spada dell’Islam che lo considera un apostata. E’ questa la solidarieta’ che gli dimostrate? Noi invece siamo contentissimi del risultato delle elezioni perche’ finalmente qualcuno ha il fegato di sbarrare il passo alla minaccia dell’Islam e alla sua ideologia fanatica e radicale, di sopraffazione e di morte, mentre in Europa i governi da sessanta anni hanno facilitato la sua ascesa, chiudendo un occhio sulle stragi, avvenute anche in Italia, che sono state mascherate, travestite e fatte dimenticare. Come avete già dimenticato le parole di Francesco Cossiga che intervistato da un giornalista israeliano sulla strage nel Ghetto di Roma del 1982, disse: “Vi abbiamo venduti”.
Quando il governo italiano filopalestinese di allora sapeva che alla Sinagoga ci sarebbe stata una strage e quei vigliacchi cattocomunisti del governo che ancora non hanno pagato per il male fatto, l’avevano facilitata, ritirando le volanti della polizia che di solito sono a difesa del ghetto, senza nemmeno un avvertimento. E questa storia continueraà se la stampa non usera’ discernimento nell’informazione, perchè la plebaglia è sempre pronta a fare nuove vittime se si monta l’opinione pubblica, e se si crea l’atmosfera favorevole per la “caccia all’untore” come è avvenuto di recente in tutta Italia contro gli ebrei per la storia della flottiglia.
Proprio oggi, intervistato dal Jerusalem Post, Wilders ha detto: “La gente in Olanda finalmente comincia a capire, perche’ le donne sono sempre piu’ molestate in strada, i quartieri non sono sicuri e così anche le scuole. Anche omosessuali e apostati ricevono continue minacce. La libertà di parola e di espressione sono sotto assalto così come il principio della separazione tra Chiesa e Stato. Lo sanno bene vignettisti e giornalisti che sono stati arrestati e condotti in galera come criminali”.
Insomma non si deve tollerare la loro intolleranza , tanto più che la popolazione musulmana è in costante aumento. In Olanda, su 16 milioni di abitanti un milione sono musulmani, e 10.000 mila circa ne arrivano ogni anno dalla Somalia, Turchia, Iraq e Marocco.

Piera Prister Bracaglia Morante

Tutti contro Geert Wilders.

venerdì, 13 febbraio 2009

Il premier britannico Gordon Brown per paura dei musulmani che ormai controllano la Gran Bretagna come il papa controlla l’ Italia, ha rifiutato l’ingresso al deputato olandese Geert Wilders, colpevole di aver denunciato in un film di 17 minuti il pericolo islamico. Inevitabili le polemiche per l’evidente sopruso non solo ai danni di un cittadino europeo, e per di più parlamentare eletto, ma soprattutto per la limitazione alla libertà di espressione che quel rifiuto sottintende. Dicono che questo Geert Wilders sia un deputato di estrema destra. Si dice sempre così quando qualcuno non sia sufficientemente anti-occidentale e anti-capitalista secondo i parametri dell’estrema sinistra. Noi non conosciamo più precisamente le posizioni politiche e ideologiche di questo signore, e ci dispiace pure che in sia stato invitato in Italia solo da un Circolo della Libertà vigilata da Berlusconi (e dal Vaticano), ma siamo prontissimi a difendere il suo diritto a criticare la religione islamica come qualunque altra religione che faccia parte, come i visitatori di questo sito sanno bene, della Menzogna Globale.

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