Articoli marcati con tag ‘Gadhimai’

A proposito degli animali sacrificati alla dea Gadhimai.

giovedì, 26 novembre 2009

La sanguinosa cerimonia che si celebra ogni 5 anni nel sud del Nepal ha susciato generale raccapriccio anche per l’enorme quantità di animali sacrificati. Riteniamo utile fornire qualche informazione più dettagliata al riguardo.

Dal nostro amico Marcus Prometheus

Gli animali sacrificati in onore degli dei nelle religioni politeiste antiche (Europa, mediterraneo ecc.) e nelle religioni moderne (India, Nepal sud est asiatico ecc.) vengono semplicemente dedicati a vari dei ma poi
mangiati fino all’ultimo pezzo commestibile, salvo parti riservate ritualmente agli dei stessi che vengono lasciate bruciare sugli altari. Le parti riservate agli dei sono un po’ di grasso, ossa, e talvolta alcuni pezzi di interiora, insomma una cosa esclusivamente simbolica. Tutto il resto, non solo e’ mangiato fino all’ultimo e non sprecato, ma e’ distribuito gratuitamente a tutti, inclusi i poveri. Si tratta dunque di elargizioni benefiche fatte dai piu’ ricchi che pagano ed offrono glianimali, ai piu’ poveri che a volte in vita loro non mangiano altra carne se non quello che tocca loro dai sacrifici, non essendo altrimenti molto
diffuso il consumo di carne in generale in tutta la societa’, e tantomeno per i poveri.
Leggo anche che la festa nepalese e’ quinquennale e vi partecipano ben due milioni di persone nel luogo del pellegrinaggio e 5 milioni di persone nel resto del Nepal.

Dunque la conclusione e’ che anche se alto il numero di animali sacrificati, non e’ spropositato e tutta la carne servira’ a fornire proteine ad affamati, non andra’ certo ad imputridire, anzi e’ proprio assurdo pensarlo. La stessa idea di “sacrificio in onore degli dei” e’ talmente simbolica da essere quasi una presa in giro degli dei stessi in quanto praticamente niente viene lasciato ad essi (diversa e’ la situazione ove esita un clero numeroso che si appropri delle parti migliori e pretenda di consumarle “in nome del dio”, con sacrifici molto frequenti, ma questo parassitismo alla grande e’ impossibile per feste rare come quelle quinquennali)

ANZI, si potrebbe dire, e fu proprio scritto dal grande Esiodo, autore della Teogonia (che insieme alla tragedia di Eschilo “Prometeo incatenato” riguardano l’eroe da cui io riprendo il nome, il titano Prometeo) che tutta la faccenda e’ un trucco a favore degli uomini (trucco inventato dal titano Prometeo ai danni di Zeus) per non lasciar niente agli dei!

E’ comunque da rilevare che anche nell’ambito del politeismo indu’ la stragrande maggioranza della gente rifiuta oggi i sacrifici animali che sussistono solo in zone periferiche (appunto il Nepal) e rurali arretrate e
conservatrici. La maggior parte degli indiani e’ addirittura vegetariana. (L’induismo e’ oggi una costellazione di riti di fedi e di filosofie contrastanti, con qualcosa di comune piu’ nel passato che nel presente).
Queste pratiche dunque, pur legittime e non assurde come qualcuno non conoscendole ha ipotizzato non fanno minimamente parte del modo di vivere e di sentire della maggioranza degli indiani, ma semmai della loro tolleranza verso modi di vita diversi

Comunque il modo di sacrificio rituale delgli animali, presso i politeisti indu’ prevede la decapitazione completa con un unico colpo di una spada molto pesante, tagliando di netto il midollo spinale ed il canale
respiratorio ed e’ paragonabile alla ghigliottina per rapidita’ e limitazione al massimo delle sofferenze dell’animale, a differenza del sistema islamico che prevede di sgozzare l’animale senza recidere il midollo
spinale per permettere cosi’ al cuore di battere ancora. I lunghi spasmi sono considerati dai mussulmani utili e desiderati allo scopo di espulsione del sangue dall’animale stesso fino alla piu’ completa dissanguazione.