Anche per le ultime due vittime del terrosismo afghano si svolgeranno solenni funerali in cui lo Stato abdicherà ai suoi compiti lasciando che vengano svolti in un contesto in cui il ruolo della religione cattolica, ancora e sempre “di Stato”, si sovrapporrà a qualunque significativa presenza e intervento dello Stato laico. In Spagna pochi mesi fa è stato posto rimedio a questa anomalia separando nettamente i due momenti, civile e religioso, nel rispetto dei diversi ruoli dei due diversi soggetti. Ma in Italia, Vicereame del Papa Re, lo Stato si presenterà in ginocchio come sempre davanti all’Autorità religiosa anche quando si tratta di onorare i suoi soldati morti per la Patria e non per il Papa Re. E’ quello che succederà anche oggi a Roma nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.
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Funerali di Stato per i nostri soldati, ma solo e sempre sotto il controllo e la regia dei gerarchi cattolici.
giovedì, 20 maggio 2010Funerali di Stato o Funerali di Stato Cattolico ?
mercoledì, 23 settembre 2009La totale identificazione dello Stato con la religione che non dovrebbe essere pù “di Stato” si è rinnovata lunedì scorso nella Basilica di San Paolo a Roma, dove la cerimonia commemorativa dei soldati della Repubblica Italiana uccisi a Kabul, celebrata tutta all’interno di un rito cattolico, ha fatto apparire quasi dei semplici chierichetti le massime autorità dello Stato. Su questo tema abbiamo ricevuto da una nostra cortese lettrice un interessante commento che volentieri pubblichiamo.
Riceviamo dalla nostra cortese lettrice Aviva De Benedetti.
Anche questa volta i militari morti in missione non hanno avuto veri funerali di Stato. Anzi ai sei parà della divisione Folgore uccisi in Afghanistan è andata anche peggio dei loro colleghi caduti in Iraq. Come si ricorderà in quel caso le salme transitarono all’Altare della Patria prima del solenne funerale nella basilica di san Paolo fuori le mura.
Torniamo ai nostri sei paracadutisti. Dapprima hanno avuto una benedizione da parte del cappellano militare a Kabul, ancora una benedizione all’arrivo a Ciampino, un saluto da parte del presidente della Repubblica, la muta presenza dei sindaci di Roma e Ciampino e altri rappresentanti delle istituzioni. Arrivati all’ospedale militare del Celio le salme hanno trovato accoglienza nella cappella dell’ospedale accolti dal saluto di molta gente che sfilava tra suore che organizzavano le preghiere distribuendo rosari. Successivamente le salme sono state trasportate nella imponente basilica per una lunga messa alla presenza di istituzioni silenziosissime.
In altri paesi europei coinvolti nella stessa missione, ben diversa è l’accoglienza fatta ai caduti. Nell’agosto del 2008 i dieci soldati francesi morti in combattimento vennero celebrati nel cortile dell’hotel des Invalides e dopo una breve cerimonia (non messa) celebrata dal cappellano militare, i parenti e i militari ascoltarono un lungo discorso del presidente Sarkozy. In Gran Bretagna Tony Blair introdusse la lettura dei nomi dei caduti in Parlamento, i funerali sono privati anche se un saluto viene portato dalle autorità a Wootton Basset, la città dove si trova la base militare della Raf e dove arrivano le salme. Anche nella (supposta) cattolicissima Spagna i funerali dei 17 soldati morti nell’agosto del 2005, vennero celebrati nella caserma di Madrid con una brevissima messa alla presenza della famiglia reale e con un intervento del premier Zapatero. I tre soldati tedeschi morti il 2 luglio scorso, sono stati accolti in Germania con una sobria cerimonia religiosa officiata da un pastore protestante e da un prete cattolico. Anche negli Stati Uniti i funerali dei soldati vengono celebrati nelle loro città in forma privata.
Sarebbe appropriato che i funerali di Stato che si decide di riservare ai militari, fossero realmente di Stato. A Roma c’è il sacrario militare presso lo Stato maggiore della Difesa (palazzo Baracchini), e l’Altare della Patria che potrebbero accogliere le salme dei militari alla presenza delle istituzioni.
Qualunque sia l’idea che ognuno di noi ha sulle missioni militari e sull’attribuzione dei funerali di Stato, penso che sarebbe più onorevole per gli italiani e per i familiari dei caduti, che al posto di tante benedizioni e scuotere di turiboli, ci fosse un saluto del Presidente della Repubblica che rappresenta tutti gli italiani (anche se ricordiamo che l’attuale maggioranza non lo votò).
Aviva De Benedetti
