Vomito e disgusto per questo partito di clericali viscidi che dopo il mellifluo Veltroni ora è guidato da un chierichetto doc.
Dal sito www.contrappunti.info preleviamo questi due “corsivi” del nostro amico Giancarlo Fornari e li sottoponiamo ai vostri commenti incazzati. Cosi ci sfoghiamo un po’.
POST IT PER DARIO FRANCESCHINI, CERCASI LEADER DISPERATAMENTE.
(11.4.09) Caro Franceschini, sarebbe gradito sapere che tipo di leadership Lei stia svolgendo all’interno del PD oltre ad avere imposto al Nord-Ovest, come capolista alle europee, un politico decotto come Cofferati. Tanto per dirne una, a Firenze il suo partito nomina Beppe Englaro cittadino onorario, a Roma, dove il X Municipio ha avuto l’intelligente idea di istituire un registro dei testamenti biologici, un’iniziativa che non si oppone a nessuna legge e anzi è basata su una convenzione internazionale ratificata dallo Stato italiano, chi è che per primo salta su con la bava alla bocca per chiedere le dimissioni degli autori della “trasgressione”? Incredibilmente un senatore del PD, certo D’Ubaldo. Non se la prenda, caro Segretario, ma il suo non è un partito, è un pollaio. Faccia qualcosa per giustificare la sua esistenza, altrimenti questo PD “tutto e il contrario di tutto” alle prossime elezioni rischia davvero la retrocessione in serie C.
POST IT PER IL SEGRETARIO DEL PD, SE C’E’ BATTA UN COLPO
(19.4.09) Caro Franceschini, due consigliere PD del X Municipio hanno imposto, votando insieme ai colleghi dell’Udc e del Pdl, la sospensione della delibera della Giunta che aveva istituito il registro dei testamenti biologici. Motivazione: il deposito delle proprie volontà sarebbe “contro la legge” (quale?) e “illude” i cittadini. Visto che la linea “ufficiale” del Pd in questa materia dovrebbe essere, fino a prova contraria, quella portata avanti da Ignazio Marino e dalla Finocchiaro, sarebbe il caso che lei ci dicesse una volta per tutte come la pensa a questo riguardo. Anche per capire se in vista delle elezioni europee lei tiene di più al voto dei laici e dei cattolici adulti o a quello dei cattolici con cilicio. Nel suo stesso interesse: perché se continua a nascondere il capo sotto la sabbia come il suo ex maestro Uolly rischia di perdere sia gli uni che gli altri. Ci pensi, caro Claude. You can.
CAMERLENGO D’ORO, IL PRIMO TOCCA A TREMONTI
(15.4.09) Ha inizio con Tremonti – ma analoghi riconoscimenti spetterebbero, se il premio fosse esistito un mese fa, anche al ministro Sacconi e al senatore Quagliarella – la distribuzione ufficiale del “Camerlengo d’oro”, il prestigioso premio messo in palio da Contrappunti.info per quanti si siano particolarmente distinti nel bacio dell’anello con prostrazione profonda davanti al Consesso dei Cardinali di Santa Romana Chiesa. Dovendo trovare per il soccorso ai terremotati fonti di finanziamento alternative al consueto “mettere le mani nelle tasche degli italiani” praticato dalla sinistra (e patrocinato anche in questa occasione con le proposte di addizionale all’Irpef dai vari Amato e Franceschini), Tremonti ha pensato all’inserimento dello Stato tra i beneficiari del 5 per mille accanto ad Onlus, associazioni di promozione sociale ed enti di ricerca. Che sarebbero ovviamente penalizzati dalle scelte che i contribuenti, commossi dall’evento, sarebbero indotti a fare nella dichiarazione dei redditi. Vista la svista? Il Genio della finanza globale ha finto di dimenticarsi che lo Stato è già presente tra i pochi scelti destinatari di un’altra ben più remunerativa “colletta”, quella dell’8 per mille, che ogni anno porta alla Chiesa Cattolica, tra scelte dirette e indirette, dai 700 agli 800 milioni di euro. Parliamo di scelte dirette e indirette perché solo 300 milioni spetterebbero alla Chiesa per le preferenze espresse in suo favore dai contribuenti, gli altri 4-500 milioni li incamera perché per un meccanismo perverso, la quota di 8 x 1000 relativa ai contribuenti che non hanno espresso alcuna scelta nella dichiarazione dei redditi (e sono la maggioranza, più del 60%) viene comunque distribuita ai vari enti ecclesiastici e allo Stato in percentuali corrispondenti alle scelte espresse. Meccanismo diabolico inventato da Chi? Ma da Lui, l’ineffabile genio della finanza Tremonti, all’epoca socialista e consulente di Craxi quando il grand’uomo sottoscrisse il nuovo Concordato. E’ evidente che proporre agli italiani di fare in favore dello Stato (e quindi dei terremotati abruzzesi) la scelta dell’8 per 1000 significherebbe andare a danno della grassa raccolta fatta ogni anno dalla Chiesa con questo marchingegno. Di qui la reticenza di Tremonti. Del 5 per mille si può parlare, dell’8 per mille no. Tra parentesi, le favolose cifre incamerate dalla Cei ogni anno (gli 800 milioni di euro che abbiamo citato si riferiscono ai dati del 2004, quest’anno il gettito che arriverà dall’8 x 1000 – soldi nostri – dovrebbe superare il miliardo) danno la giusta dimensione del contributo di 3 – dicesi tre – milioni stanziato dai vescovi per il sisma d’Abruzzo. Poveretti, si sono levati il pane dalla bocca.