Con il consueto omaggio di una corona di fiori al manufatto bronzeo raffigurante una figura femminile, oggi 8 dicembre il papa inaugura a Roma, Piazza di Spagna, il Festival dell’ Idolatria, che proseguirà il 25 dicembre con altri omaggi a statuine di coccio raffiguranti bambini ignudi, e poi fino a primavera con omaggi a statue dei più diversi materiali raffiguranti il cadavere di un uomo segnato da ferite profonde e sanguinolenti. Ma il festival proseguirà tutto l’anno con la venerazione della più variegata congerie di idoli in metallo, legno, plastica, terracotta, stoffa, pietra e cartapesta. Alcuni degli idoli si presentano lacrimanti anche sangue umano e in questo caso viene subito costruito un santuario. Vale la pena di ricordare che l’ immaginaria entità soprannaturale a cui il papa fa riferimento nel Decalogo consegnato a Mosè ha espressamente proibito con il 2° comandamento la venerazione di idoli di qualunque tipo : ” Non ti farai idoli, nè di pietra, nè di legno…..“. Ma un altro papa molto furbo ha fatto sparire quel comandamento riempiendo il buco con il raddoppio del 9°, aggiungendo al divieto di desiderare la roba d’ altri anche quello di desiderare la donna altrui. Ricordiamo infine che l’ idolo inaugurale raffigura una donna, ma simboleggia l’ immacolata concezione, vale a dire il dogma con il quale nel 1854 Pio IX, il papa assassino di italiani beatificato da Wojtyla, affermò che Maria (la Madonna) fu concepita da sua madre Anna senza la macchia del peccato originale. Cosa che le ha consentito, al momento della morte, di salire in cielo in anima e corpo, calzata e vestita, senza essere stata purificata dal peccato originale mediante battesimo. Infatti, non essendoci nelle sacre menzogne alcun riferimento al battesimo della Madonna (a differenza di Cristo) per giustificare quell’altrimenti impossibile assunzione in cielo era necessario sparare una balla geniale per colmare quell’ omissione. E la genialità non difetta ai preti. Per ovviare a quella lacuna un altro papa, Pio XII, si inventò e promulgò nel 1950 il dogma dell’ assunzione diretta in cielo. Come per le ciliege una balla tira l’altra, e prima o poi la gente se ne accorgerà.
