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18/11/09 – Roma 16/18 novembre 2009, per non morire più di fame

mercoledì, 18 novembre 2009

“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill. “In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di colpo” (Fiesta)
La mancanza di cibo è la più terribile arma di distruzione di massa e le vittime sono gli innocenti (Luìs Inacio Lula, presidente del Brasile)

Jacques Diouf direttore generale della Fao dal 1994, invece di fare un (1) giorno di sciopero della fame avrebbe dovuto dimettersi. Nel 2000 l’organizzazione annunciò che avrebbe dimezzato la percentuale degli affamati entro il 2015 e oggi, dopo un decennio in cui questo obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto, lui è ancora al suo posto. Ancora oggi Diouf ha chiesto 44 miliardi di € che, tra l’altro, non avrà, ma i soldi da soli non servono se manca una visione strategica. Intanto la povertà non si affronta se non si parla di democrazia e se non si comprende il senso e l’utilità delle biotecnologie che devono sposarsi con istruzione, educazione, salute, modernizzazione, prioritario ruolo delle donne. Diouf, incoraggiato dal sindaco di Roma che si è unito alle 24 ore di digiuno, sembra lavorare (poco) solo per fornire ai poveri una ciotola di riso.
Eppure Diouf, senegalese cittadino del mondo che ha cazzeggiato amabilmente con il nostro premier, dovrebbe sapere che il piatto non lo riempiono i tiranni. Basti per tutti la presenza di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe che affama il suo ricco paese per piegare la resistenza interna. E basta soprattutto ricordare il monito del grande economista Amartya Sen, studioso delle carestie che ricorda che “nessun governo democratico potrebbe vivere affamando i suoi elettori”.
Folle folle folle idea quella della sindachessa Isabella Rauti, che comunque ha anche un incarico assegnatogli dalla ministra Carfagna, che ha partecipato al vertice delle dittatrici. Piccolo elenco: la moglie di Ahmadinejad completamente coperta dal chador nero che ha denunciato il pianto dei bambini di Gaza all’egiziana Suzanne Mubarak, dimenticando però di chiederle se il suo grande paese gli apriva le frontiere. Poi Aisha Hassan , prima dama della Somalia un paese dove si è messi a morte dopo un processo sommario, Grace Mugabe dello Zimbabwe il paese più povero dell’Africa nera. Alle mogli si è aggiunta la signora Maria Esther Reus Gonzalez, ministro della Giustizia di Cuba paese che viola costantemente diritti civili e umani. In compenso il sindaco Alemanno prima ha organizzato un bel cocktail, poi si è ricordato che era di cattivo gusto ingozzarsi al Campidoglio a pochi metri dalla Fao e ha annullato tutto. Chissà chi ha mangiato il rinfresco ordinato. In compenso il sindaco Alemanno prima ha imbottigliato i romani in una morsa di traffico e poi ha chiesto scusa. Pare che la prossima volta invece di isolare la Fao dal resto della città faranno un corridoio di fuga. La strada dello sviluppo è lunga e tortuosa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

er più, ovvero er sindaco pasticcione

Ricordate la visita di Benedetto XVI al Campidoglio il 9 marzo? Al Sindaco Alemanno sembrava un po’ poco la solita statuina della lupacchiotta che allatta Romolo e Remo e decise di donare un bel terreno a via dell’Inviolatella Borghese, dentro il parco di Veio. Il dono doveva servire a don Giovanni D’Ercole (appena nominato vescovo ausiliario dell’Aquila) per il villaggio degli ercolini. Da subito iniziarono proteste da parte degli abitanti della zona, spalleggiati da Italia Nostra, che fecero ricorso al Tar perché quell’area era stata assegnata dal demanio al Comune per destinarla a parco pubblico. La Santa Sede accortasi della situazione in cui era stata messa dal sindaco pasticcione ha deciso di fare un passo indietro. Il sindaco ne ha preso atto e ha riacquisito il terreno che sarà finalmente destinato a parco per i cittadini tutti volendo potranno passeggiarci anche gli ercolini) . Per rappezzare col papa il Campidoglio ha concesso un palazzo in via Gomenizza 81 (angolo via Teulada) dove i famosi ercolini si spera troveranno pace.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it