Articoli marcati con tag ‘eutanasia’

La Legge contro la Tortura Obbligatoria di Fine Vita approvata in Spagna.

lunedì, 22 marzo 2010

Segnaliamo un Comunicato dell’Associazione LiberaUscita.

ANDALUSIA: APPROVATA LA LEGGE PER IL DIRITTO DI MORIRE CON DIGNITA’

L’Andalusia ha avuto da sempre un peso rilevante in tutta la Spagna. Oggi è la più popolosa e la seconda più estesa delle diciassette comunità autonome (regioni) del Paese. É composta da 8 provincie con un totale di circa 8.200.000 abitanti.

A seguito della approvazione della legge sul diritto di morire con dignità, l’Asociación Federal Derecho a Morir Dignamente (AFDMD) ha diramato un comunicato-resoconto. Se ne riporta qui sotto il testo, tradotto da Alberto Bonfiglioli per LiberaUscita.
Cordiali saluti
Giampietro Sestini

Madrid – 17 marzo 2010
Congratulazioni agli andalusi per essersi dotati di uno Statuto Autonomo che riconosce il diritto di ogni persona alla piena dignità nel processo della sua morte (art. 20); all’Assessorato alla sanità della Giunta dell’Andalusia per la sua iniziativa tendente a concretizzare in legge questo diritto e al Parlamento andaluso, in particolare alla Commissione sanità, per aver rispettato il pluralismo invitando al dibattito le organizzazioni sociali quali l’Asociación Federal Derecho a Morir Dignamente, i cui contributi sono stati accettati dalla maggioranza.
Dopo che nel 2005 la Regione di Madrid aveva citato l’ospedale Severo Ochoa de Leganés per la sedazione palliativa di malati terminali, creando un ingiustificabile allarme sociale e sfiducia dei cittadini, la legge della Regione autonoma dell’Andalusia rappresenta un cambiamento di grande importanza. La legge permette di chiarire e precisare i diritti dei cittadini alla fine della loro vita, i doveri del personale sanitario e le garanzie che devono fornire le istituzioni sanitarie. Questi diritti erano già riconosciuti in un certo modo nella legge dello Stato del 2002 sull’autonomia del paziente.
A giudizio dell’AFDMD gli aspetti più significativi della nuova legge sono i seguenti:
1. La legge chiarisce il diritto all’informazione clinica e al rifiuto del consenso ad ogni intervento (legge 41/2002) e stabilisce il dovere di rispettare la volontà del paziente. Quest’ultimo dovrà essere informato della trascendenza della sua decisione e gli verrà richiesto di nominare una persona che accetti di rappresentarlo, con capacità di ricevere informazioni e di prendere decisioni (art. 6). Attualmente, oltre la metà dei malati terminali non sono stati informati esplicitamente né sulla loro malattia né sulla relativa prognosi. Nella maggior parte dei casi, in effetti, non si è dedicato sufficiente tempo alla comunicazione con il paziente, sostituendola frequentemente con l’informazione a un familiare.
2. Le persone che si trovano nella fase terminale o che devono affrontare decisioni relative alla stessa hanno diritto a decidere sugli interventi sanitari che li riguardano. Ogni intervento richiede il consenso libero e volontario dei pazienti (art. 7). Il consenso informato non é una formalità burocratica o una firma su un pezzo di carta, ma rappresenta il diritto fondamentale di ogni individuo a decidere sulla sua integrità fisica e psichica.
3. Ogni persona ha il diritto a rifiutare un intervento (art.8), come l’alimentazione-idratazione artificiale (per sonda naso-gastrica o gastrostomia percutanea) o qualsiasi altra misura di supporto vitale (antibiotici, sieri, trasfusioni, ecc.). Permettere la morte mediante la sospensione di trattamenti o per limitazione dello sforzo terapeutico fa parte della buona prassi o lex artis, così come lo stabilisce chiaramente la legge. Tuttavia, non è la stessa cosa permettere la morte, atto non punibile, e provocare la morte su richiesta del malato terminale mediante un’iniezione letale. Anche se questo atto per l’AFDMD è eticamente ineccepibile, è punibile secondo il codice penale e, pertanto, rimane fuori dell’ambito della legislazione di una regione autonoma.
4. Il testamento biologico – in Andalusia documento di volontà di vita anticipata – è uno strumento al servizio dell’autonomia del paziente che deve far parte della storia clinica (art. 9). I professionisti sono obbligati a informare il paziente su questo diritto e a rispettare i valori e le istruzioni contenuti nel testamento (art. 19). La diffusione dei diritti dei pazienti (legge 41/2002) non è stata ancora realizzata nell’intero territorio nazionale. É fondamentale attuare un’efficace campagna informativa sul nuovo paradigma dell’autonomia del malato che ancora sono in molti ad ignorare.
5. Quando una persona non sia in grado di esprimersi, i diritti all’informazione, al consenso o al rifiuto di trattamento saranno esercitati da un suo rappresentante designato nel testamento biologico o, in mancanza di tale designazione, dal coniuge o da altri familiari (art.10). I familiari di malati di demenza, in stato vegetativo o qualsiasi altra situazione irreversibile che impedisca loro di esprimere la propria volontà, potranno decidere cosa riterranno meglio per il loro caro, senza ledere i dritti di quest’ultimo.
6. Diritto alle cure palliative (art.12). Una volta garantito questo diritto, diventa evidente la fallacia dell’”alibi palliativo” (“le cure palliative universali cancellano la domanda di eutanasia, rendendo inutile il dibattito sulla disponibilità della propria vita”). L’esperienza nei paesi con più risorse palliative, quali l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, dimostra che voler disporre della propria vita è un diritto che va al di là della medicina, palliativa o non.
7. Diritto al trattamento del dolore (art.13). La Spagna è uno dei paesi d’Europa con il più basso consumo di analgesici oppiacei. Il dolore non si tratta adeguatamente. 
8.
I pazienti terminali o agonizzanti hanno il diritto alla sedazione palliativa (art.14). Per la maggior parte dei cittadini, una morte di qualità è una morte tranquilla, senza dolore, accompagnata; una morte dolce, un transito mentre il paziente dorme, cioè è sedato. La sedazione del paziente in agonia è un imperativo morale per il professionista della medicina. Nel caso del malato terminale in grave sofferenza alla quale non è possibile dare sollievo, si deve rispettare la sua volontà di essere sedato. Negare al malato tale trattamento può essere accanimento terapeutico, un atto inammissibile di fronte ad una sofferenza evitabile. Il professionista della sanità in questo caso è responsabile delle conseguenze di non aver rispettato, come è suo dovere, i valori, le credenze e le volontà del paziente (art.18).
9. Diritto all’intimità personale e familiare nonché alla confidenzialità (Art.15). Diritto all’accompagnamento dei familiari. Si dovrà garantire al malato terminale una stanza singola con il livello di conforto e di intimità che richiede il suo stato di salute (Art.26). Molti pazienti terminali muoiono in condizioni deplorevoli, in un luogo inadeguato, dividendo la stanza con sconosciuti, senza intimità né compagnia. L’AFDMD augura che questo impegno non sia un “brindisi al sole” e che si provveda alle risorse necessarie perché diventi realtà.
Le leggi non cambiano la società, ma aiutano la società. Con questa legge non sarà più possibile, senza incorrere in reato, denunciare un professionista per la sedazione palliativa consentita dal paziente e dalla sua famiglia, come è avvenuto nel 2005. L’obiettivo della legge non è tutelare i professionisti ma il diritto dei cittadini (anche i medici sono cittadini) a morire con dignità. Applaudiamo l’iniziativa del Parlamento dell’Andalusia di realizzare uno studio sul modo in cui muoiono gli andalusi, che permetterà di valutare l’impatto della nuova legge sulla qualità della morte in quella regione.
Diffondere la filosofia della legge sulla morte dignitosa promulgata nell’Andalusia è una sfida e l’AFDMD esigerà dall’amministrazione autonoma l’impegno nella sua applicazione, e vigilando affinché i diritti dei cittadini diventino reali.
Speriamo che il governo della Spagna prenda nota ed impari ad affrontare questioni fondamentali come la morte dignitosa, abbandonando pretesti quali “questo non si tocca” o “non esiste domanda sociale”. L’eutanasia e il suicidio assistito sono oramai parte di un dibattito che è nella gente. Secondo il CIS (studio 2440 del 2002) il 59,9% dei medici è favorevole all’eutanasia e al suicidio assistito e il 97% crede che i palliativi non riducano sostanzialmente la domanda di eutanasia. Al posto di dichiarazioni vuote chiediamo al Governo di assumere un atteggiamento serio: dovrebbe cominciare con uno studio sociologico per capire cosa pensano e sentono i cittadini (dal 1995, il CIS ignora questo tipo di indagine) e conoscere come si muore in Spagna. Esiste un’esigenza popolare perche si considerino i problemi che preoccupano la gente, perché con o senza crisi, la vita continua e oltre mille persone muoiono tutti i giorni in Spagna (5-6 per eutanasia clandestina), senza sufficienti garanzie di una morte dignitosa.

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LiberaUscita
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Approvata in Spagna una Legge contro la Tortura Obbligatoria di Fine Vita.

sabato, 20 marzo 2010

Il Parlamento regionale dell’Andalusia a grande maggioranza (e con l’opposizione dei popolari solo su tre articoli) ha approvato una legge che consente l’eutanasia. Contrari i vescovi cattolici (eredi morali del torturatore Torquemada) da sempre ostili al diritto delle persone di sfuggire al dolore fisico e morale di malattie terribili e senza speranza di guarigione.

Da La Stampa LEGGI

Prima legge sull’eutanasia in Spagna
MADRID
Prima legge sulla “morte degna” in Spagna. Il parlamento dell’Andalusia ha approvato questo pomeriggio con la maggioranza assoluta un insieme di provvedimenti che consentono al paziente di rifiutare un trattamento che prolunghi la sua vita in modo artificiale e proibiscono in questo caso l’accanimento terapeutico. Lo riferisce l’edizione elettronica de El Pais. La legge regola anche la sedazione palliativa che un malato può ricevere anche se questa rischia di «accorciare la sua vita». Denominata “Diritti e garanzie della dignità per i pazienti in fase terminale”, la legge è stata approvata con i voti dei tre gruppi presenti nel parlamento andaluso: i socialisti (Psoe), i popolari (Pp) e la sinistra di Iu.

Mentre socialisti e Iu hanno votato a favore di tutti e 33 gli articoli, il Pp ha votato contro in tre occasioni, per difendere la possibilità del medici di fare obiezione di coscienza e per chiedere una chiara «regolazione» dei comitati di bioetica. I vescovi del sud della Spagna hanno attaccato la legge, che ritengono «non è necessaria» perchè la società non la reclama e «gli ospedali possono funzionare anche senza», hanno affermato. L’Associazione federale per il diritto a morire degnamente si è invece «congratulata» con gli andalusi per aver inserito nello Statuto d’autonomia della regione una legge che «riconosce il diritto di tutte le persone alla piena dignità» durante la fase terminale della loro vita. La legge non parla invece di eutanasia e di “suicidio assistito”, che dipendono dal codice penale spagnolo di responsabilità del governo centrale di Madrid.

Il provvedimento si propone di regolare situazioni come quella di Inmaculada Echeverria, una donna immobilizzata da 10 anni dalla distrofia muscolare che chiese -ed ottenne- nel 2007 di essere trasferita da un ospedale appartenente ad una congregazione religiosa a un pubblico per poter essere disconnessa dalla macchina per respirare che la manteneva in vita. La legge sarà pubblicata nei prossimi giorni sulla gazzetta ufficiale dell’Andalusia e, secondo Cnn+, potrebbe entrare in vigore verso Pasqua.

3/8/09 – …e svanì nella tempesta della vita quotidiana

lunedì, 3 agosto 2009

Bisognerebbe che un po’ tutti nel centrodestra riflettessero sul fatto che oltre al Ponte sullo Stretto di Messina e l’aeroporto di Malpensa ci sono altre cose che contano. Questa pastiglietta che si assume per espellere il feto annullando il senso di colpa è pericolosa. Credo che contro la pillola la Lega possa ingaggiare una seria battaglia (on. Massimo Polledri)

Debbie Purdy è una 46enne di Bradford (Yorkshire) malata di sclerosi multipla che presto si recherà alla Dignitas, in Svizzera, per mettere fine alla sua vita dolorosa accompagnata dal marito Omar Puente, un violinista di origine cubana. Al rientro Puente non sarà perseguito. Infatti, anche se solo formalmente, la Gran Bretagna punisce con una pena fino a 14 anni di carcere, chiunque agevoli, sia pure solo accompagnando un sofferente, il suicidio assistito. Farà giurisprudenza il parere emesso la scorsa settimana (30 luglio) dai Law Lords di Londra che hanno sancito che la legge sulla punibilità è poco chiara e deve essere approfondita; nel frattempo è sospesa la applicabilità della pena. Decisione presa anche grazie alla spinta di un sondaggio pubblicato con grande rilievo sul Times, in base al quale il 74% dei britannici è favorevole all’eutanasia.
Anche in Italia i sondaggi dei quotidiani rilevano continuamente che la gente è favorevole al testamento biologico e molto di più. Per colpa sicuramente nostra, abbiamo una classe dirigente (non solo politica) che mette in discussione la scienza, e ci ridicolizza davanti al resto del mondo per questioni inesistenti quali, ad esempio, l’introduzione della RU486. Politici (che coprono spesso e volentieri scandali sanitari) mostrano di preoccuparsi dei rischi legati al farmaco accreditando 26 casi di morte, anche se l’Oms e l’Istituto Superiore di Sanità stimano 11 casi (dall’87) di donne che sono morte per un rapporto di causalità. In realtà sappiamo che le resistenze sono dovute a questioni “etiche”, cioè quello che la Chiesa, interlocutore privilegiato del pubblico potere, considera etico. Roccella, sottosegretario al Welfare (si chiama così ed è una delle tante ridicolaggini di Magic Italy), contraria alla 194, è politica ideologica e antidemocratica e risponde solo alle sue idee e a quelle della Santa Sede, un club di gente non democratica e soprattutto con soci solo maschi. Sacconi, ministro del Welfare (con l’aggravante che un tempo è stato socialista) chiede garanzie e impone improponibili paletti punitivi. Paesi che non sono meno rigorosi del nostro dal punto di vista della tutela della salute pubblica accettano che le donne abortiscano nel modo che considerano meno traumatico. Qui si da credito ai monsignori Elio Sgreccia e Rino Fisichella, di cui, intimamente, non frega (quasi sicuramente) niente a nessuno.
Sarebbe bene che il Presidente del Consiglio meditasse durante le sue vacanze, che per essere all’altezza dei leader mondiali dovrebbe quanto meno giudicare gli italiani che governa alla pari dei cittadini degli altri paesi, e non come degli eterni minorenni che devono essere messi sotto la tutela di medici e Sacconi. E per non essere un Presidente dimezzato, che all’estero poi gli chiacchierano dietro, non deve consentire che il clero e i suoi volenterosi camerieri intervengano in sede legislativa suggerendo ai parlamentari le soluzioni più gradite quando sono in ballo decisioni politiche che coinvolgono l’etica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Eutanasìa e suicidio assitito in Svizzera.

giovedì, 9 aprile 2009

Notizia tratta da una mailing list.

da agenzia swissinfo:

8 aprile 2009 – 16.00
Svizzeri favorevoli al suicidio assistito

La maggioranza della popolazione ritiene legittimo aiutare a morire persone
afflitte da malattie incurabili o anziani che non sopportano più le loro
condizioni di vita. Il turismo della morte è invece osteggiato.
Secondo l’indagine demoscopica effettuata su un campione rappresentativo di
603 persone dai 18 ai 74 anni nella Svizzera tedesca e francese, per conto
della rivista L’Hebdo, i tre quarti degli intervistati si dicono da
“abbastanza” a “molto favorevoli” al suicidio assistito.

Il 63,2% si è anche detto da “abbastanza” a “molto favorevole” ad
autorizzare il suicidio assistito nella case per anziani medicalizzate.

Il turismo della morte è invece un fenomeno controverso. Il 45,8% pensa che
si debba proibire il suicidio assistito a persone che vengono in Svizzera a
tale scopo perché le leggi in materia nel loro paese di provenienza sono più
restrittive. Invece il 45,7% ha un’opinione opposta.

Intanto il Tribunale federale ha stabilito che l’organizzazione di aiuto al
suicidio Dignitas non potrà dotarsi di una riserva di pentobarbitale sodico,
la sostanza letale che somministra ai pazienti che desiderano abbreviare le
loro sofferenze. La Corte suprema elvetica ha così confermato una decisione
dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic).

Propaganda liberticida del vaticano

giovedì, 12 marzo 2009

….a spese dei contribuenti italiani. Ieri tutte le TV vaticaliane pubbliche e private hanno mostrato il volto e il corpo devastato di un disabile totale che, nel suo pieno diritto, vuole continuare a vivere in quelle condizioni. O almeno così dicono i suoi parenti ai quali abbiamo l’obbligo di credere, come siamo certi di quanto affermato da Beppino Englaro a proposito della ben diversa volontà di sua figlia. Ma chi di noi vorrebbe vivere in quelle condizioni ? Eppure è proprio per costringerci a farci vegetare in quel modo che ieri il Vaticano ha fatto diffondere in interminabili servizi TV in tutti i telegiornali le immagini di B 16 che carezzava il povero disabile, quasi a volerci convincere che è tanto bello sopravvivere in quel modo. E anche peggio, con un sondino naso-gastrico per l’alimentazione obbligatoria anche contro la nostra volontà e la tortura di mani estranee che entrano  tutti giorni nel nostro corpo per svuotarci l’intestino. E tutto per affermare che la proprietà esclusiva dei nostri corpi appartiene ai preti torturatori che hanno dettato ai loro complici nel parlamento vaticaliano la Legge che priverà tutti noi del diritto di decidere sulla nostra salute, sui nostri corpi e sulla nostra vita.

E quanto è costata ai contribuenti italiani quella messinscena di ieri ?

Vi proponiamo qui di seguito quanto ci ha scritto un nostro coertese visitatore e subito sotto il pezzo tratto dalle Ultimissime dell’UAAR.

Ieri Giampiero Steccato, un uomo di 58 anni paralizzato da 10 anni che aveva chiesto di incontrare il Papa per testimonargli il suo impegno in difesa della vita contro ogni forma di eutanasia, ha realizzato il suo sogno. L’Aeronautica militare (Pantalone),infatti, lo ha portato questa mattina su un aereo da Piacenza a Ciampino da dove il disabile ha raggiunto in ambulaza piazza S.Pietro per consegnare al Pontefice un messaggio per “il diritto alla vita”.
Ogni commento è superfluo. Dico solo che non è giusto che ci siano bambini paraplegici o altri ammalati gravi  cui viene negata o ridotta l’assistenza sanitaria e poi si spedano decine di migliaia di euro di denaro pubblico per una manifestazione di parte della chiesa. Si può fare una denuncia alla Corte dei Conti? Cordiali saluti. M.M.

Dalle Ultimissime
dell’UAAR LEGGI

2/3/09 – La precauzione suprema è morire

lunedì, 2 marzo 2009

 

Nei giorni estremi del caso E., qualche giornale ha parlato, a sproposito, del corpo inerme di Sharon. I media israeliani non hanno mai smesso di seguire il battito lento di quel cuore. A Tel Hashomer, una cittadina che ruota intorno allo Sheba Medical Center, nel reparto neurologia B, Ariel Sharon vive in coma dal gennaio 2006. Paziente importante, è stato sottoposto a diversi interventi (ben sette al cervello) ma non ha mai ripreso conoscenza. E’ attaccato al respiratore, è arrivato a pesare 50 kg e subisce continue infezioni polmonari. Il coraggioso capitano ferito dagli inglesi, il comandante di tre guerre, il soldato che non volle fermare il massacro di Sabra e Chatila* compiuto dai falangisti cristiani, il politico tante volte ministro, l’undicesimo premier, l’ideatore – insieme al movimento pacifista Shalom akshav – della barriera difensiva, il regista dello sgombero dei coloni da Gaza, il fondatore di Kadima, giace immobile nel letto vigilato dai figli Gilad, Omri, Inban.
Israele è uno strano paese. Quando il comandante si ammalò la prima volta, e i medici ordinarono una dieta ferrea, i cittadini facevano a gara per suggerire ricette gustose. Sharon era conosciuto per la sua bulimia e lo smodato amore per la carne, anche quella in scatola in dotazione a Tsahal**.
Israele è uno strano paese. E con il pragmatismo che gli è tipico si interroga se sia equo spendere tante risorse per tenere in vita un corpo. A sollevare il problema l’associazione dei consumatori Ometz che si chiede se non sarebbe opportuno staccare il comandante dal respiratore affinché la vita chiuda il suo cerchio. I medici hanno confermato che le cure sono superiori a quelle che avrebbe avuto qualsiasi cittadino, insomma un altro avrebbe già smesso di vivere e una stanza sarebbe stata libera per un malato. Il ranch dei sicomori, nel nord del deserto del Negev, aspetta il comandante. Lì riposa l’amata Lili, lì presto Ariel sosterà. Lì andrà chi desidera portare un fiore, accendere una luce.
Oggi il Leone morente è sepolto vivo. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Valzer con Bashir, di Ari Folman, ha vinto il Golden Globe ed è stato candidato all’Oscar. Il film-documentario animato, racconta del massacro di Sabra e Chatila. Il Bashir del titolo è il presidente libanese Bashir Gemayel ucciso poco dopo essersi insediato. La strage di Sabra e Chatila, nel settembre del 1982, venne compiuta dai falangisti cristiani libanesi per vendicare l’assassinio del presidente neoeletto. La strage pesò su Israele, non per un coinvolgimento diretto, ma perché i vertici militari non si attivarono per evitarla. Ariel Sharon, allora ministro della Difesa, aveva sottaciuto la gravità degli scontri al suo primo ministro Menachem Begin. Dice il regista Ari Folman “quello che è certo che i miliziani cristiani furono gli autori del massacro. I soldati israeliani non c’entrano. Solo chi faceva parte del nostro governo del tempo sapeva fino a che punto si era spinta la sua responsabilità”

** L’esercito. L’acronimo sta per Tsavà Haganà LeIsrael, forze per la difesa di Israele

Potere assoluto.

mercoledì, 25 febbraio 2009

I gerarchi della SS Vaticana, assecondati dai loro lacchè nel parlamento vaticaliano, sono convinti di poter fare tutto quello che gli pare. Dal quisling Silvio, ai gauleiter regionali e locali, quasi tutti i politicanti e gli amministratori sono al loro totale servizio. Non ci sono più speranze di uscire dalla morsa della teocrazia che ormai domina in Vaticalia con lo stesso potere oppressivo della teocrazia islamica in Iran. Manca solo un timbro per suggellare definitivamente il potere assoluto dei catto-ayatollah, quello che verrà messo sulla Legge del cosiddetto testamento biologico che affermerà e codificherà nero su bianco il loro potere assoluto anche sui nostri corpi fisici. Perchè è il possesso dei corpi quello che interessa e che arricchisce la Santa Ditta Trangugia e Divora. Un indotto economico alimentato da quel possesso sia quando siamo ricoverati nelle migliaia di cliniche di proprietà degli ordini religiosi, che quando ci rechiamo a milioni in pellegrinaggio in quelle Las Vegas della speranza di guarigione che sono i santuari religiosi. L’unica industria, quella dei miracoli, che non risente della crisi economica globale, ma che anzi da quella trova nuovi stimoli e risorse. Codificare per legge che non possiamo interrompere i meccanismi infernali di tortura per prolungare indefinitivamente la nostra vita, ancorchè soltanto vegetativa e addirittura contro la nostra stessa volontà, mette definitivamente i nostri corpi fisici al servizio e beneficio esclusivo ddella Santa Ditta Trangugia e Divora. E il corpo fisico rende molto di più di quell’ animula vagula blandula alla cui esistenza reale, siamo sicuri, non credono nemmeno i catto-ayatollah.

Povero PD-Partitus Dei,

martedì, 24 febbraio 2009

…è malato terminale di vaticanite e non può nemmeno ricorrere all’eutanasìa. I guastatori agli ordini del generale-cardinale Bagnasco minano dall’interno le difese immunitarie laiche del PD che si spacca sul dirito dei cittadini a decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita. Per gli zuavi del Papa Re che presidiano il parlamento vaticaliano la legge deve rispecchiare fedelmente le direttive tracciate dai gerarchi della SS vaticana.

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Libertà individuali e autodeterminazione.

sabato, 21 febbraio 2009

L’ Italia laica ha trovato il suo leader: Beppino Englaro. Che però non scenderà in campo per uno scranno politico, ma farà politica civile da semplice cittadino nell’ispirazione socialista più nobile, eredità di Loris Fortuna. Gurdiamo con ammirazione questo padre dolcissimo che ha amato sua figlia fino alle estreme conseguenze dell’amore, nel rispetto assoluto della volontà di Eluana.

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Obbilgatori torture e crocifissi per tutti.

mercoledì, 11 febbraio 2009

Gli zuavi catto-talibani, che in maggioranza presidiano il Senato della repubblica vaticaliana, hanno approvato una mozione che obbliga all’alimentazione e all’idratazione forzata anche quelli che non la vogliono e la considerano, in circostanze precise e delimitate, una insopportabile tortura fisica. E contemporaneamente si apre il processo a un insegnante che vorrebbe fare le sue lezioni nel pieno rispetto della laicità dello Stato e della Scuola pubblica. Rischia infatti il licenziamento un professore ternano che nelle sue ore di lezione toglieva dalla parete il crocefisso, simbolo di una (e una sola) religione e lo riappendeva a lezione finita. Questo gesto di scrupoloso rispetto della laicità della scuola potrà determinare anche il licenziamento del docente. Insomma, nel Vicereame del Papa Re, torture e crocifissi obbligatori per tutti.

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