Articoli marcati con tag ‘eluana englaro’

6/2/10 – A che punto è la notte?

sabato, 6 febbraio 2010

“Morgan ha sbagliato ma non va massacrato. Bisogna dargli un’altra possibilità…”. Un po’ più di coraggio, dài Bersani. Non dico che dovevi dire: “Condivido Morgan”. Potevi dire: “Non condivido ma vorrei vivere in un Paese libero”. Neanche Bersani ha osato spingersi fino a questo punto (cioè fino a esprimere chiaramente il suo pensiero). Perché? E’ un uomo prudente. Già, temo che la campagna bigotta d’estate contro gli eccessi sessuali di Berlusconi abbia lasciato nella sinistra uno strascico “beghino” che sarà lungo e difficile eliminare. (Piero Sansonetti, Gli Altri)

Già è passato un anno dalla morte di Eluana Englaro e la legge sul testamento biologico che il Parlamento aveva minacciato all’indomani delle scompostezze che aveva provocato nel mondo partitico italiano il decesso della donna – il disegno di legge Calabrò – si strascica stracca. Le posizioni nel frattempo si sono cristallizzate ancora di più, grazie all’arroccamento bypartisan di molti (nei partiti) nella difesa estremista della vita comunque e per tutti.
Ieri notte è morta Francesca, alla quale solo due mesi fa era stato diagnosticato un tumore tra i più cattivi. In questo breve periodo ha usufruito solo di cure antidolorifiche decise dalle due giovanissime figlie… se penso che solo fino a qualche giorno fa alla Camera i deputati parlavano di quanti milligrammi di morfina si possono somministrare a un malato terminale.
Lo Stato può fissare delle regole, può varare una norma di legge con pochi semplici articoli che diano ampia libertà di scelta, perché le questioni legate alla vita, alla morte, alla libertà di cura devono restare di appartenenza della persona, dei familiari e amici, del medico personale. E’ così difficile per i parlamentari comprendere che certe tecniche mediche possono diventare, per alcuni, invasive o non sopportabili? E veramente offende i sentimenti religiosi di qualcuno stabilire che l’idratazione e l’alimentazione forzate possono essere interrotte? La libertà di opinione è solo la libertà di sostenere le opinioni di qualche politicastro sostenuto da media compiacenti? Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici italiani – ha deciso di fare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano perché hanno una diversa base valoriale della gente comune, ma solo perché ignorano che la democrazia è importante.
Dove sono i cittadini che dopo la decisione della Corte di Strasburgo sul crocefisso hanno manifestato nelle piazze per chiederne l’obbligatorietà? Quali sono i cittadini che hanno chiesto al ministro degli Esteri di sondare i colleghi europei per verificare la possibilità di chiedere “una moratoria sull’aborto”? Lo zero virgola raccolto dalla lista pazza di Ferrara vale più del resto della popolazione italiana? Conta più una teocrazia che in questi giorni sta mostrando al mondo la telenovela Boffo Vian (e in ansia per le “rivelazioni” che Feltri il 22 febbraio potrebbe rendere all’ordine dei giornalisti per audizioni sulla “manina”?)
Domande, troppe e retoriche.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

2/3/09 – La precauzione suprema è morire

lunedì, 2 marzo 2009

 

Nei giorni estremi del caso E., qualche giornale ha parlato, a sproposito, del corpo inerme di Sharon. I media israeliani non hanno mai smesso di seguire il battito lento di quel cuore. A Tel Hashomer, una cittadina che ruota intorno allo Sheba Medical Center, nel reparto neurologia B, Ariel Sharon vive in coma dal gennaio 2006. Paziente importante, è stato sottoposto a diversi interventi (ben sette al cervello) ma non ha mai ripreso conoscenza. E’ attaccato al respiratore, è arrivato a pesare 50 kg e subisce continue infezioni polmonari. Il coraggioso capitano ferito dagli inglesi, il comandante di tre guerre, il soldato che non volle fermare il massacro di Sabra e Chatila* compiuto dai falangisti cristiani, il politico tante volte ministro, l’undicesimo premier, l’ideatore – insieme al movimento pacifista Shalom akshav – della barriera difensiva, il regista dello sgombero dei coloni da Gaza, il fondatore di Kadima, giace immobile nel letto vigilato dai figli Gilad, Omri, Inban.
Israele è uno strano paese. Quando il comandante si ammalò la prima volta, e i medici ordinarono una dieta ferrea, i cittadini facevano a gara per suggerire ricette gustose. Sharon era conosciuto per la sua bulimia e lo smodato amore per la carne, anche quella in scatola in dotazione a Tsahal**.
Israele è uno strano paese. E con il pragmatismo che gli è tipico si interroga se sia equo spendere tante risorse per tenere in vita un corpo. A sollevare il problema l’associazione dei consumatori Ometz che si chiede se non sarebbe opportuno staccare il comandante dal respiratore affinché la vita chiuda il suo cerchio. I medici hanno confermato che le cure sono superiori a quelle che avrebbe avuto qualsiasi cittadino, insomma un altro avrebbe già smesso di vivere e una stanza sarebbe stata libera per un malato. Il ranch dei sicomori, nel nord del deserto del Negev, aspetta il comandante. Lì riposa l’amata Lili, lì presto Ariel sosterà. Lì andrà chi desidera portare un fiore, accendere una luce.
Oggi il Leone morente è sepolto vivo. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Valzer con Bashir, di Ari Folman, ha vinto il Golden Globe ed è stato candidato all’Oscar. Il film-documentario animato, racconta del massacro di Sabra e Chatila. Il Bashir del titolo è il presidente libanese Bashir Gemayel ucciso poco dopo essersi insediato. La strage di Sabra e Chatila, nel settembre del 1982, venne compiuta dai falangisti cristiani libanesi per vendicare l’assassinio del presidente neoeletto. La strage pesò su Israele, non per un coinvolgimento diretto, ma perché i vertici militari non si attivarono per evitarla. Ariel Sharon, allora ministro della Difesa, aveva sottaciuto la gravità degli scontri al suo primo ministro Menachem Begin. Dice il regista Ari Folman “quello che è certo che i miliziani cristiani furono gli autori del massacro. I soldati israeliani non c’entrano. Solo chi faceva parte del nostro governo del tempo sapeva fino a che punto si era spinta la sua responsabilità”

** L’esercito. L’acronimo sta per Tsavà Haganà LeIsrael, forze per la difesa di Israele

Libertà individuali e autodeterminazione.

sabato, 21 febbraio 2009

L’ Italia laica ha trovato il suo leader: Beppino Englaro. Che però non scenderà in campo per uno scranno politico, ma farà politica civile da semplice cittadino nell’ispirazione socialista più nobile, eredità di Loris Fortuna. Gurdiamo con ammirazione questo padre dolcissimo che ha amato sua figlia fino alle estreme conseguenze dell’amore, nel rispetto assoluto della volontà di Eluana.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Chi ha pagato i manifestanti….

lunedì, 16 febbraio 2009

…che con il rosario in mano pregavano per la tortura infinita di Eluana ?

Tutti, o quasi, sanno che durante i giorni di agonia di Eluana Englaro davanti alla casa di riposo “La Quiete” di Udine c’erano gruppi di preghiera: preci, canti, rosari e, come diceva la maitresse, chi più ne ha più ne metta.

Gli udinesi avevano immaginato che si trattasse di gente venuta da fuori. La conferma, a funerale avvenuto, arriva oggi. Vi riporto più in basso l’articolo uscito sul “Messaggero Veneto giornale del Friuli”.

Gigi

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Viaggio e spese pagati per manifestare alla Quiete

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha rimborsato le decine di volontari che per
giorni si sono mobilitate in via Sant’Agostino

Sono state diverse le associazioni cattoliche che hanno voluto “presidiare”
l’ingresso de “La Quiete” (foto) negli ultimi giorni di vita di Eluana
Englaro, ma quella che è riuscita a “mobilitare” il maggior numero di fedeli
è stata la Comunità Papa Giovanni XXIII. Solo il giorno dell’arrivo di
Eluana in Friuli, sono giunti a Udine furgoni dell’Associazione fondata da
don Oreste Benzi provenienti da tutta Italia: da Rimini, sede principale, ma
anche da Piemonte, Toscana, Veneto, Lazio.
Complessivamente sono stati più di 200 i “volontari a tempo pieno” che si
sono riuniti nel capoluogo friulano. Un’onda che si è potuta muovere anche
grazie al sostegno fornito dall’associazione: tutte le spese pagate,
compresi i pasti e le consumazioni nei bar e nelle pizzerie vicini alla
Quiete. Già perché tutti gli operatori della Comunità – spiega il referente
regionale Mario Marini – sono volontari. Nessuno stipendio quindi. E nemmeno
contributi pubblici. “Per mantenere le cinque case famiglia presenti in
regione – spiega Marini -, oltre alle rette versate dai comuni per i servizi
di accoglienza garantiti ai minori e a persone con gravi difficoltà fisiche
o mentali su proposta dai servizi sociali o sanitari, facciamo ricorso
soltanto alla provvidenza che arriva in ogni forma e ci consente di aiutare
attualmente una ventina di persone”. Con lo stesso principio è stato
organizzato il “presidio” davanti alla Quiete. E con lo stesso principio
opera l’intera Comunità Papa Giovanni XXIII, nata nel 1973 e oggi presente
in 15 regioni italiane, con oltre 250 case famiglia e con strutture di
accoglienza di altre tipologie (comunità terapeutiche, capanne di Betlemme,
case di preghiera, cooperative sociali) e anche in altri 25 Paesi grazie
soprattutto ai progetti della Ong Condivisione Fra i Popoli. Ogni giorno
alla tavola della Comunità siedono più di 38mila persone, mentre i
componenti effettivi dell’Associazione sono circa 1.850. Un vero e proprio
esercito della solidarietà che ha voluto stringersi attorno a Eluana. Dopo
la prima fiaccolata nel giorno dell’arrivo di Eluana, una decina di
volontari sono rimasti sempre a pregare fuori dalla Quiete. E proprio nel
giorno in ["cui" n.d.c.] Eluana è morta era in programma un’altra preghiera
alla quale hanno partecipato più di 50 volontari arrivati da tutta Italia.
Sempre a spese della Comunità. “Non abbiamo mai smesso di vegliare su
Eluana” riferisce ancora Martini. “Abbiamo organizzato un digiuno e anche
una preghiera a staffetta coinvolgendo tutta la Comunità. E anche adesso che
Eluana non c’è più continuiamo a pregare”.

Cristian Rigo

Monsignor Fisichella…

sabato, 14 febbraio 2009

…cappellano degli zuavi pontifici che presidiano Momtecitorio, non si accontenta di spacciare la versione cattolica della Menzogna Globale, ma adesso spaccia balle clamorose anche su fatti di cronaca facilmente smentibili. Pur di giustificare il proseguimento della tortura di Eluana Englaro mediante alimentazione e idratazione forzata adesso si è inventato che dal coma si può uscire anche dopo diciannove anni. E cita un caso avvenuto all’ospedale le Molinette di Torino, con una piccola differenza, la paziente in questione mostrò un parziale risveglio, ma non dopo 19 anni, bensì dopo 19 mesi. Ma per chi campa di rendita affermando l’esistenza di immaginarie entità soprannaturali mentire spudoratamente anche su queste quisquilie è solo una forma di allenamento.

Qui la fonte della notizia, all’interno di una intervista di Marco Politi al Cappellano degli zuavi pontifici LEGGI

12/2/09 – Per E., che ci ha mostrato quanto è debole il governo più forte del secolo

giovedì, 12 febbraio 2009


Dopo il minuto di silenzio opportunamente chiamato dal Presidente del Senato e dopo la bagarre e la bava alla bocca di Quagliarello e di Gasparri si riparte dal progetto di legge sulle “dichiarazioni anticipate di volontà” preparato da Guido Calabrò (Pdl). Il testo esclude del tutto il diritto della persona di rifiutare in anticipo i trattamenti sanitari che egli giudica in contrasto con la propria concezione di dignità anche sapendo che portano alla morte. E’ il quarto comma dell’art. 1 che dice “la vita è inviolabile e indisponibile” e nel primo comma dell’art. 6 dove leggiamo “le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie né vincolanti”. E ancora nel comma sesto dell’art. 5 si ribadisce che “alimentazione e idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. E se ancora non bastasse le modalità per fare queste – sostanzialmente inutili – dichiarazioni di volontà sono particolarmente macchinose. Ci si deve recare da un notaio insieme ad un medico e depositare le nostre decisioni. Per aggiungere assurdità ad assurdità, il notaio deve registrare questi nostri voleri gratuitamente mentre del “costo del medico” nulla si dice. Forse si sottintende che per farlo arrivare fino allo studio notarile è comunque prezzolato.

In sostanza oltre che un atto inutile e non vincolante che non si capisce perché uno dovrebbe sottoscrivere (se non appunto per dare qualche soldo ad un medico) la proposta Calabrò umilia fortemente la persona che, almeno fino ad oggi, con la maggiore età è libera di manifestare le proprie volontà e di prendere importanti decisioni (fare figli, comprarsi casa, curarsi, partire, cambiare colore dei capelli…)

A questo punto possiamo solo contare su un ravvedimento di Berlusconi che, se crede, può con un solo gesto fermare i suoi maggiordomi. Come è noto l’uomo pende dai sondaggi, per cui dovrebbe scoprire che la società italiana, pur tra molte contraddizioni, è più avanti dello schema clericale in cui, forse per ansia di prestazione, ha cercato di imbrigliarla. Ed è più che probabile che l’estemporanea sintonia con B16 si riveli un abbraccio mortale. Scarsa fiducia di ravvedimento invece nutriamo per quei socialisti convertiti al berlusconismo e diventati i capofila del pensiero reazionario, per i quali neanche Nunzia smacchiavip o l’acqua di Lourdes basterebbe a ripulire dall’orrore di essersi detti socialisti macchiando l’onore di quanti lo sono.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

9/2/09 – Signori, chi vi ha eletto re ?

lunedì, 9 febbraio 2009

Il male conta sulla certezza che l’erba coprirà le fosse piene di calce viva, che la terra ingoierà i bossoli, che le voci umane finiranno col diventare mute e che la memoria fallirà.

E’ probabile che il padre di Eluana abbia voluto impegnarsi in una battaglia civile per dare un senso a quella tragedia. Così come fece Piergiorgio Welby che chiese pubblicamente il distacco del respiratore. Il rispetto delle regole, che in questo Paese è considerato un capriccio liberale, non paga mai.
Secondo uno studio dell’Istituto Negri, più della metà delle morti in terapia intensiva avviene per interruzione delle cure e su 150mila ricoverati, oltre 18mila decessi avvengono per decisone dei medici. E ancora, secondo la rivista Lancet il 23% dei decessi è preceduta da una decisione medica.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi, nella confusione, ha compreso che c’era un terreno fecondo per avviare la redifinizione degli equilibri costituzionali che accarezza da tempo. E i suoi maggiordomi, confondendo la parola laico con valori del cattolicesimo, gli hanno detto un entusiastico si.
Il caso di Eluana presto sarà accantonato e i giornali di questi giorni con le belle foto della ragazza sana serviranno per asciugare l’acqua che perde dalla lavastoviglie. Altre notizie prenderanno il sopravvento e in pochi rimarranno a ricordare che la Costituzione è fondamentale perché fissa le regole della nostra convivenza (e della nostra vita e come viverla). Tiziana Ficacci, www.nogod.it

In molti hanno parlato delle mancate volontà scritte di Eluana. Qualcuno ha evitto di ricordare questo episodio per non aparire uno sciacallo, altri hanno voluto nasconderlo. Noi abbiamo letto e segnaliamo dal Riformista questa lettera.

La signora Roccella ha affermato che la volontà di Eluana non è testimoniata da un documento ufficiale registrato da un notaio e questo è certamente vero. Ma dire così significa dare del bugiardo a suo padre. E allora eccoci davanti a un caso sfacciato di due pesi e due misure: il maresciallo D’Auria, portato in Italia da Nassirya in stato di coma irreversibile, è stato sposato “in articolo mortis” da un cappellano militare con la compagna da cui aveva avuto tre figli. Per celebrare un matrimonio cattolico che, ricordiamo, ha effetti civili e che dichiaratamente è servito per garantire alla vedova una pensione di reversibilità, è bastata una “diceria” sulla volontà del D’Auria, non si è prteso un documento valido. A cittadini di altre religioni o atei questa credibilità non sarebbe mai stata accordata. Che dire dell’art. 3 della nostra Costituzione?

(stralci di una lettera del sig. Mario Previtera al Riformista)

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

LiberaUscita risponde al cardinale Barragan.

giovedì, 5 febbraio 2009

5/02/09 – Da Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita http://www.liberauscita.it/online/

Su “la Repubblica” del 3 febbraio è stato pubblicata l’intervista sottoriportata di Orazio La Rocca al Cardinale messicano Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio degli operatori sanitari della Santa Sede, carica equivalente al ns. Ministro della salute.

L’esimio cardinale afferma che:

- “Non è certamente questo il momento di alzare il livello delle polemiche”. Benissimo. Poi dichiara che “interrompere alimentazione ed idratazione equivarrebbe ad un abominevole assassinio”. I casi sono due: o il Cardinale si riferisce solamente alle polemiche altrui (che comunque non raggiungono mai il suo livello), oppure ritiene che accusare di assassinio un padre che per amore della figlia vuole rispettarne le volontà, o i medici che ritengono loro dovere applicare le sentenze esecutive della Magistratura, non significhi alzare il livello delle polemiche. Sorge spontanea una domanda: quali altri abominevoli accuse ha in serbo il cardinale Barragan?

- “la posizione della Chiesa in difesa della vita è sempre la stessa”. Il cardinale ha la memoria corta oppure a senso unico. A parte la posizione assunta storicamente dalla Chiesa nei confronti della vita di milioni di persone che non condividevano o mettevano semplicemente in dubbio i comandamenti e i dogmi della Chiesa cattolica, come giustifica il clamore organizzato sulla vicenda di una persona in coma persistente e irreversibile da 17 anni rispetto al silenzio – o quasi – su casi di torture e di omicidi di massa?

- “la vita è un bene inestimabile di Dio, dal concepimento alla morte naturale”. Ma l’ovulo e lo spermatozoo, prima del concepimento, non sono vita? E cosa si intende per “morte naturale”? E’ “morte naturale” mantenere artificialmente in vita una persona mediante macchinari inventati dall’uomo solo recentemente? E prima di tale invenzione, cosa intendeva la Chiesa per “morte naturale”?

- “Per la dolorosissima vicenda Englaro non si tratta di accanimento terapeutico”. Ma il cardinale Barragan ha idea di come occorre nutrire Eluana? O crede forse che basti imboccarla quando ha fame e farla bere quando ha sete? E l’introduzione chirurgica di sondini, la somministrazione di preparati appositi confezionati in laboratorio e non in cucina, le terapie necessarie per evitare complicazioni e infezioni, il tutto mediante l’opera di medici ed infermieri, non sono forse “trattamenti sanitari”? E quindi non ricadono – se inutili e se rifiutati – nei casi di “accanimento terapeutico” vietati dalla Costituzione?

- “La vita è un dono di Dio irrinunciabile”. Sia logico, cardinale Barragan: se è un dono, non solo può essere rifiutato, ma quando è accettato non rientra più nella disponibilità del donatore. A meno che non si tratti di un dono, ma di un “leasing”, con patto di riservato dominio.

- “non posso che affidarmi alla misericordia divina, pensando in primo luogo alle persone che soffrono e che non possono difendersi. Come Eluana Englaro”. Non tiri in ballo la misericordia, cardinale Barragan: se davvero crede nella misericordia verso le persone che soffrono e che non possono difendersi, dovrebbe augurarsi che questa disumana, assurda, prolungata tortura di un essere umano, a ciò chiaramente contrario quando poteva intendere e volere, cessi al più presto.

- Infine, anche se il cardinal Barragan non l’ha citato – almeno nell’intervista da lui rilasciata – veniamo alla accusa di “eutanasia” che viene continuamente lanciata nel caso di Eluana Englaro, come se fosse una bestemmia. Premesso che “eutanasia” significa letteralmente “buona morte”, ne deriva che chi è contrario all’eutanasia è favorevole alla “cattiva morte”. Ed infatti, è proprio quello che sostengono i “fautori della vita ad ogni costo” per la povera Eluana e per quanti si trovino nelle sue tragiche condizioni.

Cordiali saluti

Giampietro Sestini.

IL CARD. BARRAGAN FERMATE QUELLA MANO ASSASSINA – DI ORAZIO LA ROCCA

da: la Repubblica di martedì 3 febbraio 2009

CITTÀ DEL VATICANO — «Fermate quella mano assassina!». Anatema, misto a dolore e pietas cristiana, per la sorte di Eluana Englaro, da un cardinale di Santa Romana Chiesa. Lo lancia, con toni fermi e decisi, il messicano Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, carica equivalente a ministro della Salute della Santa Sede. Appena – ieri sera – si è diffusa la notizia del trasferimento da Lecco a Udine della donna che da 17 anni vive in stato vegetativo permanente, il porporato è uscito allo scoperto con un vero e proprio altolà a chi, nella casa di riposo di Udine dove è stata portata Eluana, che «interromperle alimentazione ed idratazione equivarrebbe ad un abominevole assassinio e la Chiesa lo griderà sempre ad alta voce».

Cardinale Lozano Barragan, ma c’è una sentenza della Cassazione che autorizza i sanitari a bloccare l’alimentazione forzata alla ragazza.

«Con tutto il rispetto per le sentenze, la posizione della Chiesa in difesa della vita è sempre la stessa. E non può certamente cambiare in seguito ad un pronunciamento dei giudici. Non solo nei confronti di Eluana Englaro, ma in ogni caso in cui si tratta di salvaguardare quel bene inestimabile di Dio che è la vita, dal primo concepimento fino alla conclusione naturale».

Lei, quindi, esclude che si possa interrompere la somministrazione forzata di cibo e acqua per una persona da anni costretta a stare a letto in stato vegetativo permanente senza nessuna prospettiva di miglioramento?

«Per la dolorosissima vicenda Englaro non si tratta di accanimento terapeutico perché i sanitari non provvederanno ad interrompere le terapie. Ripeto, togliere ad una persona cibo ed acqua significa una cosa sola, ucciderla deliberatamente. E la Chiesa e tutte le persone di buona volontà non potranno mai accettarlo».

Comunque, alla casa di riposo di Udine il destino di Eluana potrebbe andare incontro a quella svolta per la quale si è tanto battuto il padre. In momenti così drammatici, lei come pastore della Chiesa cosa si sente di dire?

«Non è certamente questo il momento di alzare il livello delle polemiche. Ma, come uomo di Chiesa, mi sento solo di ricordare che c’è un preciso comandamento biblico, il quinto del Decalogo dettato da Dio, che dice “Non uccidere”. Per cui, se la sorte di Eluana sarà segnata tragicamente dal blocco dell’alimentazione, significa che si tratterà di un assassinio. Non vedo come si possa definire diversamente la decisione di non far mangiare più una persona».

Ma Beppino Englaro, il papà di Eluana, ha sempre detto che lui intende rispettare, in coscienza, la volontà della figlia che prima dell’incidente stradale di 17 anni fa più volte gli avrebbe confidato che non avrebbe voluto vivere attaccata alle macchine…

«No, non voglio assolutamente rispondere a questa domanda, perché il signor Englaro è già tanto arrabbiato con me. Lo ha detto tante volte in passato quando ho spiegato la posizione della Chiesa su queste problematiche, riferendomi, non solo al caso della signorina Eluana, ma a tutti i casi in cui occorre salvaguardare il rispetto della vita, anche quella delle persone più deboli ed indifese. Ma con dolore vedo che stiamo andando sempre più verso una cultura di morte».

Se Eluana si spegnerà per mancanza di cibo, la Chiesa si sentirà sconfitta?

«Saremmo sconfitti tutti se ad Udine si andrà verso questo tragico epilogo. Ma, prima di tutto, ad essere sconfitto sarebbe il rispetto della vita umana. La Chiesa, pur nel dolore, continuerà a pregare, a proclamare la difesa della vita perché dono di Dio irrinunciabile e a proporre – non a imporre – la sua dottrina di vita. I sanitari di Udine applicheranno la sentenza dei giudici di Milano? Fino all’ultimo momento mi augurerò che ciò non accada. Per il resto, come cristiano, non posso che affidarmi alla misericordia divina, pensando in primo luogo alle persone che soffrono e che non possono difendersi. Come Eluana Englaro».

26/1/09 – Su Eluana per favore state zitti.

lunedì, 26 gennaio 2009

Sul testamento biologico i parlamentari del Pd non sono riusciti a votare un testo condiviso. Su questo tema il Pd deve decidere. Il disegno di legge proposto da Marino, punto di sintesi efficace deve essere percorso. Il resto sono chiacchiere che hanno poco a che vedere con l’effettiva soluzione del problema. (Nicola Latorre, vicepresidente Pd al Senato intervistato dal Riformista)

E’ umiliante leggere ogni giorno le opinioni dei pretoni e dei politiconi sulla tristissima vicenda di Eluana. C’è la fazione che chiede se non è più bella una vita dove qualcuno, magari le suore misericordine, si prende cura del nostro corpo alimentandoci forzatamente e svuotandoci forzatamente l’intestino. E che si spinge ad affermare che solo la concezione cristiana della vita la ama e la difende, come se un ateo o un altro tipo di credente non avesse un uguale sentimento di compassione e amore per la vita. Fino a non molto tempo fa Eluana sarebbe morta dopo l’incidente, ma i progressi della medicina (meravigliosi e non dobbiamo mai smettere di ricordarlo), le tecniche di rianimazione, i supporti meccanici, possono rappresentare in qualche caso un danno collaterale per alcuni che sopravvivono senza però recuperare la propria vita.
L’eutanasia è una scelta dura per tutti, anche per quei malati che smettono di vivere consapevolmente. Dobbiamo essere grati al padre di Eluana che ha voluto rendere pubblica la sua storia offrendoci la possibilità di discutere di vita e di morte. Ma nel dibattito pubblico si deve prendere in considerazione che ognuno ha idee diverse e che le idee diverse dalle nostre devono essere accettate. Ricordando però che la vita ci appartiene e dobbiamo farne un buon uso mentre siamo vivi, ammettendo le nostre differenze senza ferire e vietare con convinzioni integraliste.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

La peggiore canaglia !

sabato, 24 gennaio 2009
Carissime/i,
grazie a Meri Negrelli, per questo suo nuovo sforzo, per essere sta là a nome anche nostro, là dove tutti eravamo anche se non fisicamente. (la fiaccolata per Eluana Englaro)
Noi ” LA PEGGIORE CANAGLIA” come oggi siamo definiti da un editoriale dell’ Avvenire, il giornale dei vescovi.
Proprio così: “la peggiore canaglia”. Cosa rispondere? La coscienza ribolle d’indignazione e le parole sembrano davvero insufficienti ad esprimerla tanto grande essa è! La voglia d’inondare le piazze d’Italia, di correre davanti alle sedi del PD per gridare a “Veltrusconi” che se il suo partito non intende pronunciarsi sui diritti civili, chè di questo si parla, tradisce i suoi elettori, i suoi iscritti, il Paese tutto.
Sì, l’indignazione è grande e, davvero, come si diceva un tempo, il sangue ribolle nelle vene, e non possiamo accontentarci degli intellettuali, tanti, per fortuna che si stanno spendendo sulla stampa a sostegno delle ragioni della civiltà, del diritto, della pietas, dell’umanità. Occorre andare oltre e come diceva Ignazio Marino recentemente  è tempo che i partiti della Sinistra, se ancora esiste in Italia, si mobilitino  unitariamente a difesa di queste Ragioni insieme  a tutti i politici, e sono tanti, dello schieramento di maggioranza che non condividono le scelte di Roccella,  Sacconi e gerarchie vaticane.
maria laura cattinari