Articoli marcati con tag ‘elezioni regionali’

Parte da Torino la riconquista cattolica dell’Italia.

mercoledì, 31 marzo 2010

Ieri sera a Porta a Porta veemente intervento di Roberto Cota, neo Presidente del Piemonte, a favore delle posizioni politiche espresse dai vescovi cattolici in campagna elettorale. Preoccupante segnale che ci ricorda quello che succede nella Repubblica Islamica Iraniana. L’Italia diventerà da Repubblica Democratica una Repubblica Teocratica fondamentalista cattolica ? Intanto una cosa pare certa, la Lega sta diventando nel nord una sorta di nuova DC, ma molto più integralista della vecchia sui diritti civili e su alcune cose anche più a destra della CEI..

La Lega si pappa Veneto e Piemonte e prenota la Lombardia.

martedì, 30 marzo 2010

Al PDL-Partito della Libertà vigilata dal Vaticano il centro-sud tirrenico. Come diceva Pulcinella ogni popolo ha il re che si merita. Evidentemente al nord ci meritiamo Bossi e al centro sud Berlusconi. La differenza fra oggi e i tempi di Pulcinella è che allora i re non se li sceglievano i popoli, mentre oggi li mettiamo in trono con i nostri voti. Meno male che votiamo abbastanza spesso e possiamo cambiare scelta. Almeno si spera. L’astensione dal voto intanto dimostra che avvantaggia il centro-destra. A Roma in nottata chierichetti e perpetue hanno festeggiato a Piazza del Popolo il ritorno del Papa Re. LEGGI – Per quanto riguarda la clamorosa crescita dell’astensionismo dal voto ieri ci chiedevamo se fosse vero, come diceva DuceSilvio, che avrebbe favorito i “comunisti”. In realtà siamo convinti che, almeno nel Lazio, i comunisti duri e puri non hanno sicuramente votato la liberal, libertaria, liberista Emma Bonino.- E adesso i gerarchi della SS Vaticana passeranno all’incasso. I veri vincitori di queste elezioni otterrano subito la legge che imporrà la tortura obbligatoria di fine vita . Sarà il primo prezzo che DuceSilvio e DuceUmberto dovranno pagare ai Vescovi Guardiani per il loro appoggio contro le “abortiste” Bresso e Bonino. Ma prepariamoci a molte altre lucrose concessioni a cominciare dalle scuole private con il rilancio e l’arricchimento dei “bonus”, ma privilegi sicuri otterrano anche nelle scuole pubbliche con premi esclusivi (crediti formativi) a chi frequenterà l’ora di religione. Per no parlare poi del pozzo senza fondo della sanità che nel Lazio, dove ospedali e cliniche di proprietà religiosa monopolizzano quasi tutto il business relativo finiranno tutte le risorse economiche della Regione. Ad maiorem dei gloriam.

Ci pensa mons. Fisichella, il cappellano della Camera dei Deputati, quello che nella trasmissione di AnnoZero del 31/5/07 disse che i casi di pedofilia pretesca erano pochi e isolati, ad avanzare le prime rivendicazioni ufficiali preparandosi ad incassare le cambiali elettorali : L’intervento dei vescovi era necessario” ”Nel periodo elettorale c’è stata grande confusione. Per questo era ancor più necessario che i vescovi intervenissero. E quando sono in gioco valori fondamentali, non solo per i cattolici, è inevitabile che la voce dei vescovi si faccia sentire, chiara e convincente”. Ad affermarlo, è monsignor Rino Fisichella, presidente della pontificia Accademia per la vita. ”I cattolici, in queste elezioni, hanno una presenza determinante, come nel caso di Formigoni o Cota”, afferma l’arcivescovo. E la Lega, anche sui problemi etici, per monsignor Fisichella, ”manifesta una piena condivisione con il pensiero della Chiesa”

26/3/10 – Post romanocentrico

venerdì, 26 marzo 2010

I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli: li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più, al punto che non sapevano più dove metterli i soldi. Così hanno inventato la guerra, ci hanno mandato in Africa, in Russia, in Grecia, in Albania, in Spagna… ma chi paga siamo sempre noi (dal film  Novecento di B. Bertolucci)
Ricorda la prima legge della politica: le schede non fanno il risultato. Gli scrutatori fanno il risultato! (dal film Gangs of NY di M. Scorsese)

Ma a chi era destinato l’intervento del presidente della Cei Angelo Bagnasco dove ha raccomandato che bisogna proteggere la vita?  Sappiamo che quel richiamo non era per Emma Bonino. La leader radicale si è fatta conoscere per essere una irriducibile nemica dell’aborto clandestino, piaga suppurante che provocava invalidità e morte,  è ha contribuito alla legalizzazione dell’aborto. I vescovi non hanno nessun interesse né per le donne né per l’aborto, ma temono Bonino che ha dichiarato che vuole essere commissario della Sanità. E la sanità laziale è appannaggio delle congregazioni cattoliche che con scarsi controlli ingrassano a spese della Regione. Infatti rivorrebbero Storace che si è autocandidato alla carica e che produsse un buco spaventoso che portò i laziali a pagare oltre al normale ticket un plus di 10 € su farmaci e analisi.  La Chiesa teme la cultura radicale del rigore morale, della trasparenza, della emersione.
Il premier del fare ha sostenuto che Bonino è una incompetente, eppure lui la indicò al posto di Commissario europeo ricavandone una delle sue poche buone intuizioni politiche.  E poi  la sfotticchia perché, come Bresso, non è una strafiga. Una concezione fuori epoca delle donne tipica degli imbolsiti che dicono “la tua amichetta” e che,  probabilmente, gli alienerà la fiducia di molte, che – e direi per fortuna – assomigliano più a quelle donne che alle intelligenti sgallettate che lo sfruttano e lo insaccano (e fanno bene).  Il premier, al quale dovrebbero tremare le vene dei polsi per la situazione economica del paese dove il popolo che ama rinuncia al dentista e non compra più la frutta, si perde in chiacchiere per lanciare Santoro su tutte le reti possibili e immaginabili (e con la cultura cattolica che intride il Paese inventare un martire è pericoloso) e fa campagne contro i magistrati che hanno superato ogni limite.  Intanto insieme ad Alemanno* sta tentando di porre mano allo “scippo” della lista Pdl che, come è noto, non hanno presentato.  Si sa che il sindaco voleva far sostituire i nomi per sfavorire Samuele Piccolo, che, sostenuto dall’Opus Dei, riuscì ad avere più preferenze d’er più alle elezioni comunali. Però si chiama panino e mano militare dei radicali.  Pare che Alemanno si sia scocciato di fare il sindaco di Roma e si voglia proporre come spalla destra del premier. E’ certo che a Roma non sta brillando. A voler essere di manica larga gli si può accreditare la chiusura del campo nomadi Casilino 900 (lavoro del prefetto che ha eseguito un piano preparato dalla precedente amministrazione), e qualcuno (non certo i romani che ne pagheranno il prezzo in ulteriori tribolazioni quotidiane di traffico e rumori) aggiunge la Formula Uno all’Eur (per la quale non esiste nessuna delibera, sarebbe un pacco dono all’organizzatore, un pezzo di città subappaltato graziosamente) . Il resto stronzate, come le armi ai pizzardoni ma solo a quelli che le vogliono, concessioni fuori mercato ai tassisti, abolizione di strade a scorrimento veloce riservate ai bus, soppressione di iniziative culturali rimpiazzate dal ridicolo carnevale romano, svuotamento del festival del cinema ritenuto fighetto ma che invece metteva in circolo parecchio lavoro, persistenza delle buche ma addebitate a dio pluvio (sic). In compenso presenzialismo imbarazzante in tutte le chiese, messe,  incensi turiboli ostensori.  Se Veltroni aveva promosso viaggi per giovani studenti romani nei luoghi dello sterminio degli ebrei romani, Alemanno accompagna gli studenti a vedere le foibe (bene, ma quale il rapporto con Roma?), a Salò,  a Lourdes (concedendo anche piccoli prestiti agli impiegati comunali desiderosi di unirsi al pellegrinaggio) e il 10 aprile a Hiroshima. Ottimo! Va anche detto che l’amore per i viaggi il sindaco lo condivide con un nutrito staff e , così per riaffermarne i valori cristiani, tutta la famiglia ( e forse per estendere questa unità madre figlio non ha creato neanche un nuovo posto negli asili nido) . E ancora, le aziende municipalizzate date in omaggio ai camerati, alcuni così criminali che si sono dovuti dimettere (senza considerare che le azioni dell’Acea in un anno sono precipitate, probabilmente per agevolare la vendita all’amico Caltagirone).  Per risolvere i problemi dei mancati consiglieri Pdl alla Regione, ha offerto un rimpasto con sostituzione di assessori al Campidoglio, il che non sarebbe certamente un peggioramento per Roma considerato il basso livello di quelli esistenti.  Le rogne di Roma sono così tante che qualcuno da’ Alemanno in via di dimettersi per più alte missioni, e per la poltrona capitolina sarebbe sponsorizzata Giorgia Meloni.  In questo sfascio una eventuale vittoria di Polverini** (che dal suo piccolo sindacato è diventata popolare grazie alle mille ospitate a Ballarò offerte dall’acuto, se pur ingiustamente oscurato, Floris) sarebbe la ciliegia avvelenata sulla torta di panna marcia.
Io voterò Bonino, darò la preferenza a un socialista a caso, così, solo per il gusto di dire che socialista è una parola di sinistra.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

* La lumachella de la Vanagloria/ch’era strisciata sopra n’obbelisco/guardò la bava e disse: già capisco/che lascerò n’impronta ne la storia (Trilussa)

** tale l’arroganza di questa genia di persone che il cerimoniale del Campidoglio, che dispone il palco delle istituzioni per la commemorazione alle Fosse Ardeatine il 24 marzo, Polverini è stata sistemata tra il sindaco e Ignazio il ministro dell’Attacco.  Infastidite e dispiaciute le associazioni dei partigiani, dei deportati e della comunità ebraica che hanno rilevato che la candidata non è ancora Presidente della Regione.

5/3/10 – Scorpioni

venerdì, 5 marzo 2010

Lo scorpione deve attraversare il torrente e chiede alla rana di portarlo in groppa. La rana si rifiuta perché, dice allo scorpione, quando arriveremo tu mi pungerai a morte. Lo scorpione rassicura la rana che non lo farà. La rana si persuade e lo porta in groppa, ma arrivati a destinazione lo scorpione la punge a morte e gli dice, mi spiace, ma è la mia natura.

Perché l’Italia è un paese fermo? Ha senso che mentre gli altri camminano, talvolta anche in direzioni sbagliate, noi siamo inchiodati a sentire Polverini che incita i suoi fans a cantare “come può un scoglio arginare il mareeee”, laddove per scoglio deve intendersi l’imbroglio non riuscito dei cacicchi del Pdl? Spesso ci si chiede il perché della lentezza italiana rispetto alla veloce Spagna che pure si è liberata da un regime totalitario dopo di noi e, come noi, conosce il peso della teocrazia. Credo che qui finiscano le somiglianze. La Spagna infatti è un paese che ha imboccato la modernità da tempo, a cominciare dalle infrastrutture che lasciano a bocca aperta il turista (specialmente se ci sei ritornato a distanza di vent’anni). Alla fine del suo mandato il primo ministro Aznar, commissionò un sondaggio dal quale risultò che gli spagnoli trovavano una istituzione screditata la Chiesa cattolica e solo al terzo o quarto posto il governo in carica. Tenendo a mente quel sondaggio, e dopo due mandati ai socialisti, i dirigenti del partito popolare sono stati tiepidissimi con il clero per le nuove normative sull’aborto recentemente varate dal governo guidato da Zapatero. Come è noto i politici italiani prevengono i desiderata della Chiesa a sprezzo del ridicolo, come per la questione crocefisso, o danneggiando economicamente e culturalmente i propri cittadini, come per il caso della costosa ora di religione facoltativa nelle scuole. Quale sarebbe però la reazione degli italiani se dovessero dare un giudizio sulla Chiesa cattolica? Certamente io non ho visto manifestazioni di piazza a sostegno della richiesta – che ha inorgoglito il nostro ministro degli Esteri – per inchiodare la croce sulle pareti delle scuole, ma non vedo genitori che non iscrivono i bambini alla ora facoltativa di religione. Se pure hanno qualche ragione nell’essere turbati dal vedere i propri figlioli giocare nei corridoi senza maestro che gli spiega le regole fondamentali del nascondino, non hanno nessuna coscienza che con questo atteggiamento perpetrano l’arroganza clericale. Ed è difficile che qualcosa cambi senza pagare un piccolo prezzo. C’entra con questo il familismo, padre e padrone dell’italiano, quello che per la famiglia tutto si fa e s’abbozza, pure l’ora confessionale per non traumatizzare il pupo lasciandolo giocare con gli amichetti agnostici. Certo che questi non sono argomenti che entrano nei talk show rai, inspiegabilmente chiusi in questo mese. Ovviamente non si può che essere solidali con Floris Paragone Santoro Vespa che per un mese hanno avuto un incomprensibile stop. Va però detto per la verità che questi quattro giornalisti, bravissimi sicuramente ma non persone di cui si è gettato lo stampo, non hanno nessun problema a sospendere per una estate che comincia a primavera e finisce in autunno e per il santo natale che dura un mese il loro lavoro. Dei quattro però vorrei dire che ho disprezzato il loro atteggiamento di sufficienza per le questioni legate alle elezioni regionali: “dovrei forse mettermi a fare domande a candidati di partitini”? Perché no? E’ così insignificante sapere cosa propongono i diversi candidati? E’ o no un problema che il centro destra nel Lazio ha creato uno strappo nella sanità che il suo successore ha molto parzialmente ripianato? O che in Lombardia non si faccia un aborto? O che il Piemonte da cui è partita l’Italia passi alla Lega? E’ possibile che la gente comune in questo paese vale zero? E’ poi così diversa l’arroganza della Chiesa da quella della politica o di quella dell’informazione che non informa?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

26/2/10 – Bonino 3

venerdì, 26 febbraio 2010

“Imparate a suonare!” “E lei a comporre!” “Allora andate tutti a fare in culo!” Questo scambio di battute, conclusosi con relativo lancio di leggii e parti, risale ai primi anni ’80 ed ebbe per protagonisti l’autore Luigi Nono e l’orchestra del Maggio fiorentino, in occasione della prova generale di “Varianti per violino e 38 strumenti” del compositore veneziano morto nel 1990
Meglio un culo che una faccia da culo (manifesto elettorale di Tinto Brass, candidato nel Veneto)

Il lupo perde il pelo ma non il vizio è un adagio che ben sintetizza lo stile del Pd. Convinti di essere i mejo fighi del bigoncio, hanno cominciato a rilasciare interviste a destra e a manca sul fatto che forse Bonino non è stata la giusta scelta per la presidenza della Regione Lazio. Sia chiaro, il Pd poteva designare chi voleva invece di accodarsi a Bonino candidatasi per la sua lista. Ma ha oggi il diritto di accorgersi – e pentirsi – che ha candidato una radicale? I soliti stronzi che popolano la stampa di regime (praticamente tutte le testate in edicola), dicono che Bonino è ostaggio di Pannella come fosse una qualsiasi Finocchiaro o Brambilla. Non lo credo, anzi disprezzo chi lo sostiene. Perché questi giudici dattilografi non sono neanche sfiorati dall’idea che una persona può muoversi in base alle proprie idee e/o i propri sogni; non sono lambiti neanche lontanamente dal pensiero che per qualcuno conta la democrazia e l’equità, e non solo una comoda poltrona.
Emma Bonino solo raramente è ricorsa allo sciopero della fame e della sete, e una donna non più giovanissima che con i suoi 45 chilogrammi affronta un metodo di protesta così oneroso, non merita almeno una seria riflessione invece che giudizi superficiali e trancianti? E’ così distante dal pensiero del Pd la legalità, il rispetto delle leggi elettorali, il diritto a conoscere per deliberare? Oppure fa schifo la pelle screpolata, le labbra spaccate, il corpo rinsecchito? Deve essere proprio questo che da disagio, considerato che pochi sono stati i pensieri dedicati dai nostri pseudopolitici e pseudointellettuali alla morte del cubano Orlando Zapata, un combattente per la libertà rinchiuso in carcere dal 2003. Condannato a trentasei anni per aver richiesto diritti civili e vilipeso Fidel Castro, il muratore di Santiago di Cuba Zapata aveva cominciato uno sciopero della fame durato ottantacinque giorni. La sua morte non ha destato clamore, non voglio pensare perché la lobby castrista e antiamericana è forte in Vaticalia.
La vera vergogna è quella del Pd che dovrebbe, dopo aver deciso di stare con lei, sostenere Bonino per quello che è non come la vorrebbe chi le rema contro.
Svegliatevi dormienti!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2010/01/13/3436/

http://www.nessundio.net/blog/2010/01/25/3488/

http://www.fainotizia.it/2008/01/21/il-funo-fa-male-marco-smetti