Articoli marcati con tag ‘elezioni regionali del lazio’

15/3/10 – Sviluppo e crescita

lunedì, 15 marzo 2010

Porta guasta. Non si apre. Out of order (su molte porte della metro B di Roma)

Going for growth 2010 è l’ultimo rapporto dell’Ocse che conferma il divario di produttività tra l’Italia e il resto delle economie più avanzate. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha denunciato più volte il quindicennio perduto per la crescita. Viene da chiedersi se l’Italia ha attuato le condizioni minime per contrastare gli esiti peggiori della crisi. Sembrerebbe di no, persa come è in sanguinose quanto improduttive dispute partitiche. Anche nel caso delle recenti elezioni regionali – in particolare mi riferisco al Lazio per la mia posizione geografica – solo la candidata del centro sinistra ha avanzato ad oggi qualche idea per ripianare il buco della sanità (allargatosi a dismisura con la gestione Storace (dx) e appena rabberciato da Marrazzo (sx) di cui con troppa faciloneria sessuofobica il Pd si è liberato) e misure per lo sviluppo legato alla green economy , mentre la candidata di centro destra si muove populisticamente rassicurando le diverse categorie sociali.
Lo Stato e le pubbliche amministrazioni spendono male, mentre dovrebbero avere programmi controllabili e rendiconti precisi per valutarne i benefici. Sarebbe l’ora di un processo di semplificazione legislativa e soprattutto di riforme – alcune liberalizzazioni e soprattutto la giustizia civile – per modernizzare l’elefantiaca burocrazia italiana, oltre a promuovere una lotta reale contro l’evasione fiscale.
Anche le retribuzioni dovrebbero essere collegate alla produttività, ma con tetti verso l’alto e verso il basso. Non è ammissibile sentire lavoratori che percepiscono salari di 800 € mensili e arbitri (o quel che è il sig. Collina) 500mila € l’anno. E soprattutto, innovazione, ricerca scientifica, formazione, infrastrutture. La politica dovrebbe servire per stimolare, o anche guidare, scelte economiche che stimolino sviluppo e crescita. Più facile promettere un milione di posti di lavoro e l’eliminazione delle tasse e dell’Irap, tanto in conferenza stampa nessun giornalista chiederà mai conto delle promesse.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

25/1/10 – Bonino 2

lunedì, 25 gennaio 2010

Stimo da sempre i Radicali. Abbiamo a cuore le stesse cose: il rispetto della Costituzione, la libertà religiosa, i diritti delle minoranze (Pacifici, presidente Comunità ebraica romana a La Repubblica)
Quando ero governatore del Lazio ho fatto la legge sugli oratori e ho costruito una cappella dentro la Regione. Poi ho messo nello statuto una serie di riferimenti a valori come la famiglia e la vita. Se Bonino vince riscrive lo statuto? (Storace)

Come è noto il potere corrompe, ma anche la corsa per un posto alla guida della regione infetta. Qualcuno ricorda Polverini di prima? Era contro l’omofobia e sfilava con Concia, sdegnava il razzismo, scioperava (ben sei volte) contro il governo, raccontava che aveva sofferto come una pazza nel collegio delle suore cattive. A pochi giorni dall’avvio della sua campagna la bella foto dei manifesti con camicia bianca e jeans a vita bassa, rigorosamente senza simboli di partito, rischia di non somigliarle più. Dice di conoscere solo la coppia tradizionale, vuole il ricovero coatto per la Ru, si fa benedire da un prelato dei Legionari di Cristo (ordine sotto inchiesta per espressa volontà di BXVI), si mette in lista Olimpia Tarzia del Movimento per la vita che considera più importante l’embrione che una donna, si fa guidare come una mentecatta da Francesco Storace, noto per il suo ottuso fascismo e per aver prodotto crateri nella sanità laziale, viene accolta da un selva di braccia tese nella tana del fascista Tilgher (il 25 aprile è stato il giorno più buio per l’Italia), accetta e ride per battute sul Marrazzo cocainome che va a trans (sai che unicità). Ospite a Omnibus su La 7 si rimangia il fair play promesso e denuncia Bonino come abortista. E questo è lo scoop che hanno tirato fuori i grandi giornali: Bonino che pratica un aborto col metodo Karman, adottato oggi in tutti gli ospedali. Più di qualche imbecille con la melma fino al collo che in teoria dovrebbe sostenerla, chiede a Emma di rinnegare quel periodo: patetici stronzi che dovrebbero, al suo passaggio, solo per questo inchinarsi. E soprattutto questi schifosi dimenticano che la più parte degli italiani aderì a quelle idee, addirittura confermandole con un referendum. Ripugnanti che danno la biada a quello zero virgola che ha sputtanato ancora di più gli italiani con la mortifera lista presentata da Giuliano Ferrara, ovvero l’uomo che passa da un fideismo pericoloso (lo stalinismo) all’altro (il cristianesimo difeso con le crociate). Ultimi titoli di giornale per Tinto Brass, che se conferma la sua presenza in lista io personalmente voterò. Anzi, non lo vedo proprio male in una Italia che sta scivolando sempre più nella sessuofobia. Noi che voteremo convintamente Emma non possiamo sapere come governerà il Lazio, ma possiamo essere certi della sua trasparenza amministrativa. Intanto è bene vedere chi c’è dietro alle candidate, ma soprattutto la capacità di autonomia di ognuna: una delle due ha prestigio e autonomia che l’altra non ha mai mostrato e difficilmente potrà mostrare nei prossimi cinque anni.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2010/01/13/3436/