Articoli marcati con tag ‘donne e pensioni’

16/12/08 – Bella/che ci importa del mondo

martedì, 16 dicembre 2008

 

E’ colpa del sindaco se a Roma piove e l’acqua limacciosa del Tevere gonfio ci vieta l’aperitivo sui barconi? Forse non del tutto, ma è colpa dei governi che si susseguono se lo Stato italiano sta diventando uno Stato etico. Si parla di equiparare l’età delle pensioni a quella degli uomini e torme di donnette del governo, guarda caso per una volta appoggiate e sostenute, ricordano la primaria funzione riproduttiva della donna a scapito del lavoro. Del resto, non erano state la ministra della Gioventù (Meloni) e quella delle Pari opportunità (Carfagna) a proporre il rivoluzionario esperimento degli asili nido di caseggiato con una mamma a turno che si fa carico dei bambini delle altre? E non è della ministra dell’Istruzione (Gelmini) la faziosa idea di dimezzare l’orario scolastico delle scuole elementari affinché gli scolari possano stare più tempo con la mamma? E’ o non è la sottosegretaria alla Salute (Roccella) che si preoccupa che l’introduzione della pillola Ru lasci la donna ad espellere il feto in triste solitudine lontano dai confortevoli ospedali? Queste donne, ascari di maschi peggio di loro, hanno una idea delle loro congeneri e della famiglia ferma agli anni Cinquanta. Una visione arretrata della donna, della famiglia e una visione oscurantista sul sesso. Liberate le strade dalle mignotte per non turbare i bambini che la notte girano per le strade del vvizzio. Nel minimale piano anticrisi governativo, c’è una addizionale irpef del 25% sulla produzione e il commercio di materiale con scene di sesso esplicito. Senza tenere in nessun conto che registi e attori che lavorano in queste produzioni pagano già le tasse esattamente come chi scolpisce le statuine di padrepio. Ma il sesso no,  il governo ha deciso che non va bene, e quindi si paga di più. E le produzioni italiane andranno all’estero a girare i porno, nessun salvataggio per i siffredi nostrani, mica sono alitalia.

Ma possiamo vivere così (in più non bevendo neanche l’aperitivo sul fiume per colpa del sindaco)? Tiziana Ficacci, www.nogod.it

14/12/08 – Cambiare (donne) si deve

domenica, 14 dicembre 2008

 

Equiparare l’età della pensione delle donne a quella degli uomini è un suggerimento che Emma Bonino, l’unica donna della politica italiana, sta proponendo già dallo scorso anno al dibattito. Tutta l’Europa va in questa direzione e presto anche l’Italia, che è già oggetto di una procedura di infrazione comunitaria per quanto riguarda l’impiego pubblico, dovrà adeguarsi. La scorsa settimana durante un convegno organizzato dai radicali italiani, il ministro Sacconi ha escluso che l’Italia si adeguerà a quanto richiesto dall’Europa (!). Ieri il ministro della Funzione Pubblica Brunetta ha dichiarato che con tempi e modi flessibili nella pubblica amministrazione presto ci si adeguerà al resto dell’Europa. I sindacati tutti, dalla Cgil alla Ugl, hanno escluso che la strada è, al momento, percorribile. Va ricordato alle donne che potrebbero seccarsi di lavorare come gli uomini, che cinque anni di contribuzione in meno si traducono in una pensione minore e a maggior rischio di erosione. Le donne sanno che, tornando a casa, finiscono col fare le bambinaie ai nipotini e le badanti ai genitori e ai suoceri. I detrattori della proposta dicono che i cinque anni di lavoro in meno indennizzano le donne per il peso del lavoro domestico e di cura. Ma piuttosto che questa carità pelosa, meglio sarebbe investire in asili nido, in strutture per anziani… in breve in quei servizi, ora inesistenti, e ai quali le donne suppliscono con fatica e sacrificio di sé. In troppi, datori di lavoro, sindacati, ministrisacconi, pensano che il lavoro femminile sia uno sgradevole accidente che è meglio circoscrivere e contenere. Le donne, in genere più intelligenti e intuitive degli uomini, credo che per prime capiranno che è il caso di lavorare cinque anni per avere una pensione meno bassa (e mandare a fanculo tutti questi stronzi che vogliono sottometterci:bambini, vecchi, sindacati, ministrisacconi).

Tiziana Ficacci,  per www.nogod.it