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	<title>.:: No God ::. &#187; crocifisso obbligatorio</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Italiani talebani.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 08:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crocifissi obbligatori]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso obbligatorio]]></category>

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		<description><![CDATA[O, se preferite, italebani. Sono quelli che vogliono imporre il simbolo della superstizione cattolica in tutti i luoghi pubblici del nostro Paese. Non c&#8217;è molta differenza da quei talebani integralisti che siamo andati a combattere in Afghanistan, ma nessuno lo dice. Però il crocifisso non si deve toccare. Lo pensa il 60 % degli italebani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O, se preferite, <strong>italebani</strong>. Sono quelli che vogliono imporre il simbolo della superstizione cattolica in tutti i luoghi pubblici del nostro Paese. Non c&#8217;è molta differenza da quei talebani integralisti che siamo andati a combattere in Afghanistan, ma nessuno lo dice. Però il crocifisso non si deve toccare. Lo pensa il 60 % degli italebani secondo una ricerca dell&#8217; Eurispes. Come se la superstizione cattolica fosse ancora &#8220;l&#8217;unica religione dello Stato&#8221;, dimenticando che questa definizione è stata cancellata dal Concordato del 1984 firmato anche dai Gerarchi della SS Vaticana. Questi ultimi intanto fanno pressioni sugli eurodeputati di Bruxelles perchè impongano il cristianesimo come superstizione ufficile dell&#8217;intera Europa. In Italebania intanto i giuristi più paraculi e i politicanti più perversi, sapendo benissimo che il crocifisso come simbolo religioso dello Stato (da mettere obbligatoriamente nei pubblici edifici ed uffici) è in aperto contrasto con il principio supremo di laicità della nostra Costituzione, si sono affannati a ridefinirlo &#8220;simbolo della nostra tradizione culturale&#8221; dandolgi di fatto lo stesso valore della pizza napoletana, del panettone e della tarantella. Povero Cristo, non più Dio, ma simbolo del Made in Italy.</p>
<p>Qui la fonte della notizia e delle statistiche dell&#8217;Eurispes <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&amp;ID_articolo=1526&amp;ID_sezione=524&amp;sezione=">LEGGI</a></p>
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		<title>9/11/09 – Ogni giorno ha la sua croce</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crocifissi obbligatori]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2009]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso obbligatorio]]></category>

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		<description><![CDATA[In Arabia Saudita un pedofilo di 22 anni è stato decapitato e poi messo in croce nel deserto. Aveva stuprato 5 bambini Dio è morto. Ma il viceministro della Salute Fazio assicura fosse già affetto da patologie pregresse (www.francesco-nardi.com) La frase “potete morire ma non toglieremo mai il crocifisso dalle aule” non può mai significare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>In Arabia Saudita </strong>un pedofilo di 22 anni è stato decapitato e poi messo in croce nel deserto. Aveva stuprato 5 bambini<br />
<strong>Dio è morto. </strong>Ma il viceministro della Salute Fazio assicura fosse già affetto da patologie pregresse (www.francesco-nardi.com)<br />
<strong>La frase “potete morire </strong>ma non toglieremo mai il crocifisso dalle aule” non può mai significare un augurio di morte per qualcuno. Come è evidente nel linguaggio comune, significa che in nessun caso riuscirete a farci togliere il crocifisso. Non capirlo è malafede. (il ministro della Difesa risponde alle (poche) critiche per il suo intervento a La vita in diretta)<br />
<strong>Gli italiani perdono le guerre</strong> come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre (Winston Churchill)</em></span></p>
<p><strong>Scrive l’Avvenire</strong> che con sentenze come quella di Strasburgo l’Europa diventa terra di nessuno. Sembra essere una riflessione dettata dalla paura. A ben vedere infatti la deliberazione non è frutto del laicismo esasperato di giudici comunisti che hanno alzato il gomito (Feltri dixit), ma una sentenza europea. Se, per una volta tutti uniti, i politici nostrani sono scattati in piedi davanti alla maestà del crocefisso e molti italiani intervistati e sondaggiati hanno dichiarato di non sentirsi turbati per la presenza dell’immagine, è perché sono fondamentalmente disinteressati al mondo che li circonda. E’ vero che noi italiani – e soprattutto romani – siamo abituati alle chiese, ai preti e alle suore onnipresenti, al cupolone che si vede da ogni parte della città, inciampiamo nei simboli talmente spesso che neanche li consideriamo. Sono così frequenti che la geniale ministro Mary Star pensa che è il simbolo della nostra cultura e che, in qualche misura, ci caratterizza, al pari della tazzina di caffè, della pizza e del manico di bambù della borsa Gucci. A differenza dei saggi giudici che hanno sentenziato non di imporre qualcosa ma di non imporre qualcosa, noi italiani non consideriamo, a causa del nostro estremo provincialismo, che le persone che vengono da realtà differenti possano sentirsi escluse da un simbolo, ma, soprattutto, si chiudono gli occhi davanti alle persone educate che hanno fatto grande il paese pur non essendo cattoliche e, anche se al genio politico attuale risulta indigesto, sono innegabilmente italiane. Va per la verità detto che la maggior parte delle scuole e degli uffici pubblici – e non da oggi – hanno deciso di togliere l’effigie dai muri proprio per evitare scatenamenti di guerre non necessarie alla vita quotidiana. Guerre volgari e ignoranti che in questi giorni vediamo in tv e dove i furbi della Cei hanno pensato bene di mandare le terze-quarte-quinte file della clericaglia lasciando a scannarsi sul logo del cattolicesimo il peggio della feccia televisiva da salotto RaiSet. La capacità politica della Conferenza episcopale del resto la conosciamo anche per la difesa che fa dell’ora di religione, che sostiene essere non confessionale ma un approfondimento della nostra cultura. Non quindi una religione ma un modo di vivere, e chi lo rifiuta respinge un pezzo fondamentale dell’identità nazionale. Del resto lo Stato concordatario, o Vaticalia concede moltissimo al Vaticano come l’annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota che ha effetti civili e viene consentito con motivazioni che una società normale non potrebbe mai accettare. Esattamente come le Corti islamiche che ci fanno giustamente orrore. Ora ci sono i soliti intellettuali che mangiano nelle greppie di regime, qualunque regime, che per difendere il simbolo individuano che il vero problema è il finanziamento alla scuola religiosa. Alla buon’ora. E sempre i soliti soloni dichiarano che nessun altro idolo li disturberebbe, come se nelle scuole italiane ci fossero simboli di altre fedi. Non sono esperta di religione, materia che è conosciuta soprattutto dagli atei, ma per quel poco che so di ebraismo, mai un ebreo attaccherebbe su una porta una mezuzah o esporrebbe una menorah laddove non è rispettata, indipendentemente dal suo grado di religiosità. Noi critichiamo i paesi islamici perché usano al posto del codice civile il corano mentre pensiamo che imporre in Italia un simbolo religioso in un istituto pubblico sia normale, come è normale riconoscere un annullamento di matrimonio del tribunale rotale. Approfittando del furore razzista di una parte degli italiani che pensano di usare la croce come una clava da spaccare in testa al presunto terrorista che lava i vetri al semaforo, molti sindaci hanno cominciato a distribuire croci. A Roma un consigliere comunale, peraltro fino allora sconosciuto anche a me che sono attentissima alla politica locale, ha distribuito crocette fuori le scuole conquistandosi due righe sui giornali.<br />
Anche questa frenesia dei nuovi crociati ricade sulle spalle dei cittadini che intanto pagheranno la moltiplicazione del suppellettile. Come per l’analisi del capello dei vari sindaci (che fanno gli sciacalli sulle stronzate dei colleghi), pari a 500 € cadauno pagate dal Coni, ente pubblico che si succhia il nostro Irpef.<br />
Siamo lontani, parecchio lontani, da quei Paesi che prendono in carico la vita dei loro cittadini. Pensiamo alla vicina Francia e ai paesi del nordeuropa che accolgono ogni neonato con cospicui assegni e, soprattutto, mettendogli a disposizione da subito nidi per consentire ai loro genitori di continuare una vita produttiva, o la Spagna che ha deciso di estendere alle sedicenni il diritto di abortire senza ricorrere alla tutela della famiglia che, in alcune particolari condizioni, potrebbe interferire con le loro decisioni, o la Gran Bretagna che per tutelare i giovani da gravidanze precoci piuttosto che dal bullismo omofobo introdurrà l’educazione sessuale nelle scuole. Piccoli esempi che cozzano con l’indifferenza che vediamo da noi, dove addirittura i medici scelgono di non vaccinarsi fregandosene di contagiare (forse) i loro clienti.<br />
Concludendo, il crocifisso addosso ce lo porteremo ancora per un po’, per cui potrebbe esserci di conforto quanto scrive Emilio Gentile sul Sole 24 Ore: “… come simbolo di una tradizione nazionale, l’esposizione del crocifisso nelle scuole e nei tribunali fu resa obbligatoria in Italia, a partire dal 1923, da un regime totalitario, che predicava un’etica anticristiana, anche se siglò un concordato con la Chiesa cattolica per confermare il cattolicesimo come religione di Stato, considerandolo una espressione della tradizione italiana e un prodotto storico della romanità. Il duce che volle l’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle scuole sosteneva che l’impero romano era stato il presupposto storico del cattolicesimo, perché se fosse rimasto in Palestina, affermava il duce, la religione di Cristo sarebbe stata soltanto “una delle tante sette che fiorivano in quell’ambiente arroventato… e molto probabilmente si sarebbe spenta senza lasciar traccia di sé”. Tale interpretazione delle origini del cattolicesimo fu dichiarata eretica da Pio XI”<br />
E questo per chi si è riempito la bocca dicendo che il crocefisso è la nostra identità culturale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p>Su questi argomenti anche<br />
28/7/09 – Regno islamico di Sua Maestà la regina Elisabetta,<br />
7/9/09 – Il ’48,<br />
29/9/09 – Gli uomini non cambiano,<br />
5/11/09 – La fine della religione</p>
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		<title>E&#8217; iniziata la caccia alle streghe laiche.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/02/26/969/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 07:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso obbligatorio]]></category>
		<category><![CDATA[scula laica]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sospensione dello stipendio al professore che nella sua ora di lezione toglieva il crocifisso dalla parete. I catto-talibani vogliono che la scuola pubblica sia caratterizzata dai simboli di una e una sola religione in base al concetto che se la maggioranza degli studenti è cattolica il loro simbolo distintivo deve essere imposto a tutti. Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Sospensione dello stipendio al professore che nella sua ora di lezione toglieva il crocifisso dalla parete. I catto-talibani vogliono che la scuola pubblica sia caratterizzata dai simboli di una e una sola religione in base al concetto che se la maggioranza degli studenti è cattolica il loro simbolo distintivo deve essere imposto a tutti.</p>
<p>Qui la fonte della notizia</p>
<p>“Per la Scuola della Repubblica”<br />
tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742<br />
e-mail <a href="mailto:scuolarep@tin.it">scuolarep@tin.it</a><br />
sito <a href="http://www.scuolaecostituzione.it/">www.scuolaecostituzione.it</a></p>
<p>Il crocefisso è un simbolo religioso<br />
non un simbolo da usare a fondamento dei valori civili.</p>
<p>Le ragioni addotte dal professor Franco Coppoli per giustificare il<br />
suo gesto di rimuovere il crocifisso nell’aula durante la sua lezione<br />
non hanno convinto i cinque componenti del Consiglio di disciplina del<br />
Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione), che hanno<br />
espresso parere favorevole alla sua sospensione per un mese dal<br />
servizio. La sospensione è stata inflitta dal Direttore dell’Ufficio<br />
scolastico regionale dell’Umbria.<br />
Il procedimento è stato attivato in seguito alla denuncia del<br />
dirigente scolastico dell&#8217;istituto Giuseppe Metastasio di Terni dove<br />
il docente insegna. Il dirigente scolastico ha sostenuto pubblicamente<br />
di avere il dovere di fare &#8220;rispettare la volontà degli studenti&#8221;, di<br />
coloro che si erano lamentati e che durante un’assemblea studentesca<br />
avevano ottenuto l’approvazione di una mozione che vuole il crocifisso<br />
alle pareti.<br />
E’ l’ennesimo episodio di una lunga contesa sulla strumentalizzazione<br />
del crocifisso sottratto al suo profondo significato religioso e<br />
diventato, secondo una sentenza del Consiglio di Stato che contraddice<br />
clamorosamente il principio della laicità dello Stato, un simbolo<br />
idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili, che sono<br />
poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello<br />
Stato.<br />
L’Associazione Per la Scuola della Repubblica e il Comitato Nazionale<br />
Scuola e Costituzione, nello schierarsi a difesa del professor<br />
Coppoli, riaffermano la loro denuncia di tale strumentalizzazione. Le<br />
due Associazioni, nel ribadire che la presenza del crocefisso nelle<br />
aule scolastiche non può essere decisa da maggioranze variabili,<br />
richiamano la sentenza n. 439 / 2000 della IV sezione penale della<br />
Corte di Cassazione che afferma l’incompatibilità dell’esposizione del<br />
crocifisso nelle sedi statali con i principi costituzionali di laicità<br />
e uguaglianza e col diritto alla libertà di coscienza in materia<br />
religiosa. Giova inoltre ricordare che proprio in data odierna la<br />
Corte di Cassazione ha concluso con l’assoluzione l’annosa vicenda del<br />
giudice Luigi Tosti denunciato e sospeso dal proprio ufficio per aver<br />
rifiutato di esercitare la funzione di giudice in un’aula alle cui<br />
pareti fosse appeso il crocefisso.<br />
Tutto ciò rende ancora più grave e incomprensibile il provvedimento<br />
emesso contro il professor Franco Coppoli.</p>
<p>Roma, 19 febbraio 2009</p>
<p>Comitato “Per la scuola della Repubblica” associazione onlus –<br />
Sede legale via La Marmora 26 50121, Firenze; operativa via Papiniano<br />
38, 00136 Roma,<br />
amministrativa via G. Venezian 3, 40121 Bologna. (c/c postale 23452543)</p>
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		<title>La Cassazione è la Linea Maginot&#8230;.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 15:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza Laica]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso obbligatorio]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[luigi tosti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;.della Laicità in Italia, assolto il giudice Tosti. Dopo una lunga serie di processi per essersi rifiutato di ammnistrare la giustizia all&#8217;ombra del crocifisso, Luigi Tosti, coraggioso magistrato e ultimo combattente per la laicità nel paese dei catto-talbani, è stato finalmente assolto. Attendiamo le motivazioni della sentenza per capire se sarà anche reintegrato nel ruolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.della Laicità in Italia, assolto il giudice Tosti. Dopo una lunga serie di processi per essersi rifiutato di ammnistrare la giustizia all&#8217;ombra del crocifisso, Luigi Tosti, coraggioso magistrato e ultimo combattente per la laicità nel paese dei catto-talbani, è stato finalmente assolto. Attendiamo le motivazioni della sentenza per capire se sarà anche reintegrato nel ruolo e nello stipendio. Come NO GOD abbiamo sempre sostenuto il dott. Tosti in questi anni coraggiosa resistenza laica ed ora ci congratuliamo con lui e gli confermiamo il nostro sostegno.</p>
<p>Qui la fonte della notizia <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/cassazione-1/giudice-crocifisso/giudice-crocifisso.html">LEGGI</a></p>
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