Articoli marcati con tag ‘crocifissi obbligatori’

Radiato dalla Magistratura il giudice Luigi Tosti.

Venerdì, 22 Gennaio 2010

Il CSM, forse ispirandosi alla Santa Inquisizione cattolica, ha caccito l’eretico Luigi Tosti dalla magistratura. Commise il gravissimo reato di inopportuna difesa della laicità della Repubblica rifiutandosi di fare il giudice in aule contrassegnate dal Crocifisso di Stato, quello che secondo i cristianisti cattolici, tanto simili ai talibani musulmani, deve essere affisso a martellate sulla testa di tutti. Del resto il clima di repressione della laicità a cui oggi forse non rimasti insensibili i giudici del CSM , è stato abbondantemente dimostrato ieri quando il sottosegratrio Gianni Letta ha sottoposto all’approvazione dei Gerarchi della SS vaticana la bozza di ricorso contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che aveva riconosciuto come contrario alla laicità l’affissione obbligatoria del crocifisso nelle aule scolastiche. Da parte nostra riteniamo che il CSM, con tutto lo schieramento politico clerical-berlusconiano incazzato nero contro i magistrati, non se l’è sentita di inimicarsi anche la potentissima, anzi onnipotente, gerarchia cattolica che proprio ieri ha ribadito che il suo segno del comando, il crocifisso, non si deve toccare.

Ed ecco che come ciliegina sulla torta arriva l’affermazione del Vice Presidente del CSM Nicola Mancino : “”" Con l’intenzione di risolvere una questione di principio, il giudice Luigi Tosti s’era rifiutato di tenere udienza anche dopo che il presidente del tribunale gli aveva messo a disposizione un’aula senza il crocifisso…“”" Questo è veramente il colmo ! Lo stesso Vice Presidente del CSM che l’ha condannato ammette che si possono tenere udienze in aule senza crocifisso e che quindi di fatto Luigi Tosti ha ragione. Però lo hanno cacciato dalla magistratura anche se ha ragione. Bisogna ben dire che l’Italia, culla del diritto, è diventata l’avanspettacolo del diritto.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Anche per il cardinale Martini i crocifissi devono essere imposti a martellate sulla testa di tutti.

Lunedì, 28 Dicembre 2009

Gli risponde il promotore della vertenza contro i crocifissi obbligatori nei pubblici edifici (scuole, tribunali, ministeri, ecc.).

Scrive il nostro amico Massimo Albertin :

Sul sito del Corriere della Sera, a questo link:
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/notizie/martini271209_b_880ff3f2-f2db-11de-98ab-00144f02aabe.shtml
c’è un intervento del cardinale Martini sul crocifisso con la  possibilità di scrivergli.
Io gli ho inviato la mail allegata.

Saluti
MassimoAlbertin
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Il cardinale Martini dice:
“…bisogna anche tenere conto delle tradizioni e della sensibilità della gente. Chi viene dal di fuori deve imparare a rispettare tutto ciò…”
Io sono il “capofamiglia” titolare del ricorso alla corte di Strasburgo che ha portato alla sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).
Voglio solo rimarcare che la scelta di intitolare il ricorso a nome di mia moglie (italiana nata in Finlandia) è stato dovuto esclusivamente ad un meccanismo procedurale suggerito dal nostro avvocato.
Ma io che, d’accordo col resto della famiglia, sono il reale promotore del ricorso, non vengo “dal di fuori”!
Io, da bambino, ho frequentato la stessa scuola, anzi esattamente lo stesso edificio e le stesse aule che hanno frequentato i miei figli.
Ed ho le stesse tradizioni italiane e venete che qualcuno, utilizzando il crocifisso come arma anziché come strumento di pace e di amore, dice di voler difendere attaccando la mia famiglia con parole di odio, con
lettere minatorie e con gesti di disprezzo come l’imbrattamento della mia casa con la pittura di croci. Segni forse di tolleranza e di amore?
Pensavo che il cardinal Martini non facesse parte di quella schiera che, da Berlusconi a La Russa, da Sgarbi ai leghisti e ad altre figure che ben poco di cattolico hanno da difendere, utilizza il crocifisso come “strumento degli atei devoti e dei religiosi atei che vogliono trasformare il Cristianesimo in religione civile o sistema di valori, annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà” (parole di un prete).
E che armano d’odio la mano di pazzi e fanatici che, similmente a chi ferisce Berlusconi o attacca il papa, ci perseguitano nella nostra casa.
Ma evidentemente mi sbagliavo.
Martini, non diversamente dagli altri, ritiene “incongruo ed inopportuno” quel cambiamento che, attraverso la sentenza di Strasburgo, dovrebbe portare al rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo sanciti da una dichiarazione (la Carta europea dei diritti dell’Uomo) formulata da cattolici come De Gasperi e Adenauer e sottoscritta da TUTTI gli stati europei (compresa la Svizzera), ma (guarda caso) non dallo stato della Città del Vaticano.
E qui se ne capisce il perché.
I diritti individuali, per quasi tutti i cattolici, vengono DOPO i privilegi della loro religione.
Che differenza c’è con le tanto vituperate teocrazie islamiche da cui il crocifisso dovrebbe “difenderci”?

I cristianisti del PD-Partitus Dei…

Venerdì, 18 Dicembre 2009

…implorano dall’Europa il diritto di imporre il crocifisso a martellate sulla testa di tutti. Questa l’implorazione partita da 16 (sedici) cristianisti d’assalto del PD-Partitus Dei dell’Emilia Romagna. Da non credere !

Incredibile 1 LEGGI

Sedici consiglieri regionali del pd hanno sottoscritto una risoluzione per
chiedere al Parlamento europeo di “riconoscere il pieno diritto di tutti
gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all’interno dei
luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano
rappresentativi della tradizione e dell’identita` di tutto il Paese e
dunque elementi unificanti dell’intera comunita` nazionale e
rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.

Monari, Salsi, Ercolini, Beretta, Garbi, Montanari, Zoffoli, Richetti,
Barbieri, Bosi, Majani, Pedulli, Rivi, Piva, Mazzotti, Fiammenghi.

I gerarchi della SS Vaticana ipocriti e bugiardi.

Lunedì, 30 Novembre 2009

La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. Ma la cosa paradossale è che pur di raggiungere l’obiettivo di “crocifiggere” tutti gli uffci pubblici (statali, regionali, provinciali, comunali e scolastici, nonchè tribunali, ASL, poste, stazioni, commisssariatidi PS, carabinieri, esercito, marina e aviazione) è disposto a svilire il simbolo specifico della Menzogna cattolica fino al punto di assimilarlo ai simboli storici e culturali, in altre parole politici. Come a dire che Dio e Cesare sono la stessa cosa, nè più nè meno di quanto afferma la dottrina islamica.

Fonte della notizia dal Corriere della Sera LEGGI

LA MARCIA PER IL CROCIFISSO - E il Papa ha salutato anche i partecipanti alla marcia per il crocefisso che domenica mattina hanno sfilato per le vie del centro di Roma e hanno raggiunto piazza San Pietro in tempo per assistere all’Angelus. «Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare coloro che hanno preso parte alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale». Erano un migliaio alla manifestazione promossa dall’Associazione «Famiglia piccola Chiesa», della Parrocchia di S. Tommaso ai Cenci retta da don Stefano Tardani, ma vi hanno poi aderito numerose altre associazioni, movimenti e comunità della diocesi di Roma. Alcune persone si sono unite al corteo lungo il percorso, che ha attraversato il Tevere a partire dalla piazza della Chiesa Nuova. In testa al corteo, uno striscione con la scritta: «L’amore al Crocifisso, segno di fede e di fraternità universale, simbolo dell’arte e della cultura italiana ed europea».

29 novembre 2009

Gheddafi e il crocifisso.

Martedì, 17 Novembre 2009

Un nostro cortese visitatore ci ha segnalato questa curiosa estrenazione del colonnello Gheddafi in occasione della sua visita a Roma per partecipare al vertice della FAO.

Gentile Redazione,
da vostro leale, affezionato lettore,vorrei sottolineare qualcosa che sembra essere sfuggito al giudizio inquisitorio dei nostri politici/ neo-crociati appartenenti alle truppe cammellate Vaticaliane. Nonche` all’ alta gerarchia ecclesiastica. Dopo tutto il putiferio dei giorni scorsi, riguardo la sentenza della corte Europea sulla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche; nessuno dei moderni paladini di Cristo ha avuto il fegato di ribattere le affermazioni sull’immagine del cristianesimo, durante il festino del cadaverico Colonnello Gheddafi a Roma che, dopo aver cercato di convertire all’ islam le cristianissime duecento hostess taglia 60-90-60 invitate per l’occasione, proclamando la superiorita` della sua “ religione” su tutte le altre, ha dichiarato che il Cristo crocefisso era nient’altro che un sosia di quello originale. La notizia riportata da Repubblica e Corriere della Sera, al mattino del 16 novembre 2009, e` stata poi modificata ed alterata nel corso della giornata. Vorrei sapere dove e` andato a finire l’ardore, come quello dimostrato dal nostro “ ministro/caricatura della Difesa” che il 4 novembre su Rai 1 alla Vita in diretta si e` fatto venire un attacco di bile durante la sua accanita filippica in difesa delle radici cristiane della nostra Europa.O quella del nostro Presidente del consiglio, che con il suo sorriso ebete e il capello trapiantato tinto, sembra essere il compagno di merende del colonnello libico.

Un libero pensatore

15 /11/09 – Chi difende il crocefisso?

Domenica, 15 Novembre 2009

L’ultima volta che ha pianto? Mi viene sempre da piangere quando alla fine della messa cantiamo il Salve Regina. La persona scomparsa che richiamerebbe in vita? Mi vengono in mente solo persone vive che manderei a morte (Io donna intervista Camillo Langone)

La ragionevole sentenza di Strasburgo ha gettato nel panico i cattolici fanatici italiani. Ma anche i vertici ortodossi greci hanno accusato il colpo. L’arcivescovo di Atene ha convocato un sinodo ad hoc per dare una risposta forte a quello che viene erroneamente considerato un attacco ai simboli cristiani, e per avere più forza sta tentando un accordo con la Chiesa di Roma. Come è noto tra ortodossi e cattolici c’è una dialogo che dura da decenni con alti e bassi, ma non è escluso che la difesa di simboli comuni possa funzionare da propellente. I vertici della chiesa ortodossa greca temono, oltre alle sempre crescente secolarizzazione, il nuovo governo guidato dai socialisti che durante la recente campagna elettorale hanno preso l’impegno con gli elettori di tassare il ricco patrimonio ecclesiale.
La chiamata alla mobilitazione dei cristiani europei da parte della Grecia al momento non sembra aver raccolto sostenitori nel resto dell’Europa. I protestanti europei, in sintonia con quelli italiani, respingono decisamente che il crocefisso sia un simbolo identitario e/o culturale, ma riconoscendone la valenza religiosa ritengono che la sua collocazione naturale sia nella coscienza e nel cuore di chi crede. Presto sapremo se la Santa Sede preferirà aprire alla chiesa ortodossa greca (e moscovita) o se guarderà al resto d’Europa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento anche

5/11/09 La fine della religione
9/11/09 Ogni giorno ha la sua croce
14/11/09 Guerra asimmetrica

14/11/09 – Guerra asimmetrica

Sabato, 14 Novembre 2009

Io penso che una comunità sia tanto più ricca quanto meno pesi nei rapporti civili la differenza fra credenti e non credenti. La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe dar fastidio ad alunni che pratichino altre religioni o siano atei

In questi giorni abbiamo capito che i politicastri italiani non conoscono la differenza tra l’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo che è una istituzione del Consiglio d’Europa. Che ha picchiato il nostro paese in pochi giorni su argomenti che molto hanno a che fare con la sottomissione dell’Italia alla Santa Sede. Quasi sotto silenzio è passato il caso del professore Luigi Lombardi Vallauri, docente dell’Università Cattolica di Milano, che undici anni fa non ebbe rinnovato l’incarico perché le sue opinioni furono ritenute “nettamente contrarie alla dottrina cattolica”. Lombardi Vallauri ricorse al Tar, poi al Consiglio di Stato, senza successo. Decise allora di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che gli ha dato ragione. Il provvedimento ha condannato l’Italia per avere violato la libertà d’espressione del professore definendo “priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio” la decisione dell’ateneo. Come si vede, il prof. Vallauri e la famiglia di Abano per la questione del crocefisso a scuola hanno percorso le stesse strade. Entrambi i dispositivi difendono i diritti individuali della persona compreso l’aspetto religioso.
Ed è davvero sbalorditivo che politici e commentatori contestino la sentenza sul crocefisso in nome dello Stato per imporre a tutti una medesima religione.
Come era prevedibile c’è stato il ricorso del governo e raccolte di firme degli eurodeputati di entrambi gli schieramenti. E’anche arrivato il sostegno, per il momento, della Grecia che si appella ai cristiani europei (http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8358027.stm).
E’ probabile che la guerra dei crocefissi l’Italia (governativa/politica) la perderà a favore della democrazia (che contempla i diritti di tutti), ma la contesa sarà lunga e totalmente squilibrata. Da una parte chi crede nel diritto, e dall’altra chi legge nel crocefisso un significato religioso, culturale, politico, identitario. L’accozzaglia di motivazioni che i difensori del simbolo portano è, pur se nel lungo periodo, perdente. Un certo riserbo dei vertici della Chiesa, che comunque incoraggia gli ascari dei partiti, è forse da leggere in una eventuale preoccupazione determinata dall’aumento degli studenti di fede islamica. Se la Chiesa si espone troppo sulla difesa del simbolo religioso e del valore spirituale per gli studenti che dovrebbero esserne confortati, potrà opporsi ad un eventuale analoga richiesta dei musulmani? A meno che non voglia ricorrere alla conversione forzata (né lontana né estranea alla sua storia) dovrebbe cedere alle richieste islamiche.
Più prudente, almeno per il momento, farlo difendere dagli “utili idioti” della politica come simbolo culturale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Sull’argomento anche
5/11/09, La fine della religione e
9/11/09, Ogni giorno ha la sua croce

Segnaliamo ai lettori di No God la presentazione del Rapporto annuale Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) “In un mondo che cambia: donne, popolazione, clima” - mercoledì 18 novembre ore 11.00, Sala della Stampa estera, via dell’Umiltà 83/c Roma

Linciagggio degli atei nel nome del crocifisso a reti unificate RAI 1 - Canale 5 .

Lunedì, 9 Novembre 2009

Su entrambi i canali è andata in onda ieri, a reti berlusconiane “unificate” nel nome del crocifisso, anche se ad orari diversi, un vero e proprio linciaggio mediatico ai danni degli atei e della laicità. Linciaggio più soft e direi più gesuitico nell’Arena di Giletti, che si è dedicato all’umiliazione del giovane nella cui scuola è stato dato inizio alla procedura che ha portato poi alla sentenza della Corte di Strasburgo. Più violento su Canale 5 dove la sinergia fra Sgarbi, Santanchè e Meluzzi ha mostrato il vero volto feroce dei talibani cattolici che non hanno lasciato dire due parole in fila nè alla rappresentante dell’UAAR, nè al giudice Tosti anche lui vittima della persecuzione cattolica per aver chiesto di togliere il crocifisso dalla aule di giustizia. Sembrava veramente il Colosseo dove secondo false tradizioni gli antichi romani si sarebbero goduta la strage dei cristiani (mai avvenuta nell’anfiteatro Flavio). Ma ieri pomeriggio cristiani veri e cattolcii purissimi applaudivano come forsennati ogni volta che il trio della Santa Inquisizione mediatica di regime impedivano ai due ospiti atei addirittura di aprire bocca. Invitiamo i nostri visitatori a dare un’occhiata sui siti di Rai 1 e Canale 5 (se disponibili) alle registrazioni di quelle infami trasmissioni per giudicare da sè a quale livello di violenza sono capaci di arrivare. Rendiamo invece omaggio alla teologa cattolica che, contro il parere dei gerarchi vaticani e dei loro scherani mediatici, ha dato prova di coraggio morale e intellettuale affermando che il significato del crocifisso è solo ed esclusivamente religioso e che trasformarlo in un simbolo di cultura e di tradizione per poterlo affiggere nei pubblici edifici è soltanto un volgare imbroglio.

Per il momento solo una multa di 500 euro…

Sabato, 7 Novembre 2009

…ma poi, forse, anche le manette per chi non espone il crocifisso. Che bello, finalmente i catto-talibani gettano la maschera e vogliono imporre la fede cattolica con la forza. Chi non si adegua commette reato.

Qui la fonte della notizia da il Giornale di Berlusconi LEGGI

…Siamo nello Stato italiano. E il crocifisso è veicolo di significati universali. Esporlo in tutti gli edifici pubblici è un obbligo. Così recita l’ordinanza emessa da Riccardo Roman, sindaco combattivo di Galzignano Terme, paesino di poco più di 4mila abitanti a venti chilometri da Padova. Non esponi il crocifisso? Paghi una multa di 500 euro. E ora l’auspicio del primo cittadino è che l’ordinanza si moltiplichi in tutti i comuni del Veneto e non solo: Galzignano bandiera della difesa del crocifisso.

5/11/09 – La fine della religione

Giovedì, 5 Novembre 2009

Il pastore cerca sempre di persuadere il gregge che il loro interesse e il suo coincidono (Stendhal)ù
La religione è l’oppio dei popoli. Lo ha detto Marx a Bruno Vespa per il suo ultimo libro (www.francesco-nardi.com)
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 3 della Costituzione)

Il crocefisso diventò obbligatorio quando il fascismo decise che la religione cattolica era di Stato. La Costituzione nel 1948 sancì l’uguaglianza delle religioni davanti alla legge, successivamente la revisione del Concordato nel 1984 migliorò la situazione, ma solo formalmente. I vantaggi della revisione, tra cui la fine della congrua obbligatoria sostituita dall’8 per mille opzionale o l’obbligo dell’ora di religione trasformata in facoltativa, sono stati vanificati da modifiche legislative e da cavillosità burocratiche.
La decisione della Corte di Strasburgo è ineccepibile, anche se sappiamo già che non verrà rispettata. Per il momento però, perché la religiosità che viene difesa coi simboli inchiodati ai muri, con i preti che a pasqua benedicono addirittura la porta che non gli apri, che scampanano fastidiosamente, che difendono l’ora di religione nella scuola attribuendogli poteri taumaturgici, sono morenti. Quando si accredita che un simbolo religioso rappresenta la tradizione, l’abitudine, la consuetudine, addirittura l’identità, quando si sostiene che se non ti piace non lo guardi tanto non significa niente, vuol dire che non c’entra con la religione, e che presto finirà come finiscono le usanze. Una mattina ci sveglieremo e ci accorgeremo che imbiancando i muri dei tribunali, delle scuole, degli uffici pubblici, non è stata riappesa l’immagine, e constateremo che era una cosa che non serviva , inopportuna, come oggi la mia cartella di (vera) pelle verde delle elementari sarebbe fuori epoca sulle spalle dei ragazzini che utilizzano zainetti colorati.
E’ evidente che alla politica italiana non frega nulla di questo, le tante pagine della sentenza di Strasburgo non le leggeranno neanche sotto tortura come non leggono né studiano anche altre cose e si vede. Chiacchiereranno per un po’ dell’inamovibilità del suppellettile con la stessa superficialità di cui parlano delle nostre vite. Ben più politiche le prese di posizione dell’altro Stato italiano, quello del Vaticano, che per bocca del cardinale Walter Kasper , presidente del pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, avverte che “la laicità è legittima perché viviamo in una società pluralista nella quale convivono diverse idee e dobbiamo avere tolleranza e rispetto verso gli altri”. Da crisi diplomatica l’intervento del Segretario di Stato che ha inteso rispondere addirittura all’Europa per una condanna che riguarda l’Italia.
I nuovi crociati del cattolicesimo, quelli che accreditano il simbolo come un pezzo di legno con su un pupazzo (tra l’altro offendendo i sentimenti religiosi dei veri cattolici), pensano di usarlo come una arma contro l’invadenza islamica. Non li sfiora nemmeno che la barriera agli Stati teocratici è promuovere “il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono per se stesse”. Su questo modo di trattare uno dei loro simboli religiosi, i cattolici non rispondono. E’ forse un segno che sono molto meno numerosi di quel che si pensa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Democrazia, Laicità, Diversità – 11 novembre ore 17.30, Camera dei Deputati, Sala della Mercede, Via della Mercede 55 www.hansjonas.it