<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>.:: No God ::. &#187; cremazione e dispersione delle ceneri.</title>
	<atom:link href="http://www.nessundio.net/blog/tag/cremazione-e-dispersione-delle-ceneri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nessundio.net/blog</link>
	<description>Ateismo è libertà</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 08:51:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>La chiesa cattolica contro la dispersione delle ceneri.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/10/31/2888/</link>
		<comments>http://www.nessundio.net/blog/2009/10/31/2888/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingerenze vaticane]]></category>
		<category><![CDATA[cremazione e dispersione delle ceneri.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nessundio.net/blog/2009/10/31/2888/</guid>
		<description><![CDATA[I preti-padroni decideranno ad Assisi i limiti di comportamento per i cattolici che decidono di farsi cremare anzichè seppellire. Divieto di spargimento delle ceneri nell&#8217;aria, nella terra o nelle acque e divieto di conservazione in casa dell&#8217;urna. Grande apprezzamento di chi costruisce tombe, loculi e fornetti per la conservazione delle teche nonchè di tutto l&#8217;indotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I preti-padroni decideranno ad Assisi i limiti di comportamento per i cattolici che decidono di farsi cremare anzichè seppellire. Divieto di spargimento delle ceneri nell&#8217;aria, nella terra o nelle acque e divieto di conservazione in casa dell&#8217;urna. Grande apprezzamento di chi costruisce tombe, loculi e fornetti per la conservazione delle teche nonchè di tutto l&#8217;indotto che vive grazie ai morti, compresa la criminalità organizzata che nelle regioni ormai fuori dalla giurisdizione dello Stato specula allegramente anche nella gestione dei trapassati. E state tranquilli che, anche se le nuove disposizioni della CEI dovrebbero impegnare solo i credenti nella versione cattolica della MenzognaGlobale, ci sarà certamente qualche zelante zuavo pontificio in Parlamento e nelle Regioni che vorrà estendere il divieto di disperdere o conservare le ceneri come ciascuno preferisce anche a tutti quelli che alle imposizioni dei preti-padroni non vogliono sottostare.</p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;">da: la  Repubblica di venerdì 30 ottobre 2009</span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">LA CHIESA: SI A CREMAZIONE MA NIENTE CENERI AL VENTO &#8211; DI MARCO  POLITI<br />
</span></span></strong><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Cremare si può, ma niente ceneri al  vento e meno che mai tenere l’urna sul caminetto di casa. I vescovi italiani si  preparano a varare ad Assisi, nell’assemblea straordinaria del 9 novembre, il  regolamento aggiornato dei riti funebri e nel paragrafo dedicato alla cremazione  hanno deciso di porre dei paletti. Da Paolo VI in poi i buoni fedeli possono  ricorrere alla cremazione ma, nel clima di religiosità e di ritualità fai da te  che si sta diffondendo sempre più all’interno del cristianesimo, la Cei ha  scelto di vietare le pratiche che sono in contrasto con l’antica tradizione  della sepoltura in terra consacrata. All’ultimo Consiglio permanente il  dibattito ha mostrato un netto rifiuto nei confronti di riti romantico-pagani  come quelli di spargere le ceneri sulla terra o sulle acque. Non tutti i presuli  sono d’accordo su norme così rigide, ma si prevede che ad Assisi il nuovo  documento sarà approvato senza contrasti.<br />
</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Cremare o non cremare è stato per secoli  un segno di riconoscimento della cristianità. I primi seguaci di Cristo si sono  in tutto e per tutto uniformati all’usanza ebraica di inumare i morti, ma c’era  un motivo in più per farlo. Gesù era stato sepolto e al terzo giorno era  «risorto dai morti». La pietra sepolcrale rimossa e il sepolcro vuoto sono stati  sin dall’inizio il simbolo più potente di tutti per l’immaginario dei fedeli  della nuova religione. Dunque il pio cristiano veniva sepolto e nel riposo  eterno attendeva il giorno del Giudizio per risorgere. I primi cristiani sono  stati da subito in polemica con le usanze pagane dell’incinerazione. E quando  nell’Ottocento il ricorso alla cremazione ha sempre più acquisito i caratteri di  una scelta anticlericale e di libero pensiero, la Chiesa è partita al  contrattacco. Prima ha richiamato severamente i fedeli alla tradizione,  propugnando la «pia consuetudine di seppellire i defunti», poi nel Codice di  diritto canonico del 1917 è passata a vietarla solennemente come scelta  antireligiosa e soprattutto come «negazione dell’immortalità dell’anima e della  resurrezione dei corpi».<br />
</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Sarà, come in altri campi, il concilio Vaticano II ad abbattere le  barriere ideologiche finché Paolo VI promulgherà una bolla per sancire la  libertà di scelta &#8211; inumazione o incinerazione &#8211; spiegando che la cremazione  «non tocca l’anima» e quindi «non impedisce all’onnipotenza divina di  ricostruire il corpo». Nel 1968, con il decreto «Ordo Exsequiarum», la  Congregazione per il Culto stabilì definitivamente che le esequie cristiane non  erano in contrasto con l’incinerazione. In Italia la nuova usanza non è ancora  così diffusa come nel Nord Europa, ma in certe città come Milano sembra che la  cremazione sia passata in testa rispetto all’inumazione. Per molti sindaci le  piccole urne di ceneri rappresentano comunque una soluzione benvenuta al  problema della gestione e dell’ampliamento dei cimiteri. Per i vertici  ecclesiastici questi sono, tuttavia, dettagli. I vescovi temono il diffondersi  di uno spirito neo-pagano, in cui l’atto di gettare al vento le ceneri  rappresenti simbolicamente un’unione dei resti del defunto con la «grande anima»  della Madre-Terra.<br />
</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">All’opposto la pratica di tenersi in casa l’urna, per molti presuli  significa una privatizzazione e in fondo una banalizzazione dell’antico rito di  accompagnare il defunto al «camposanto», rito collettivo che esprime il senso di  una comunità dei morti unita intorno alla croce come la comunità dei vivi. Un  teologo come Enzo Bianchi è ancora più drastico: «feticismo» è a suo parere la  voglia di tenersi l’urna in famiglia.<span> </span></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nessundio.net/blog/2009/10/31/2888/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

