Articoli marcati con tag ‘conversione’

Nel segno di Anubi.

domenica, 19 aprile 2009

I cacciatori di atei sono sempre sul piede di guerra, o per arrosatirci sui roghi (come succedeva fino a tre secoli fa) o per impiccarci, come succede anche adesso nei paesi islamici fondamentalisti. In prima linea contro di noi i gerarchi di tutte le religioni e i manigoldi della politica che che per opportunismo diventano a volte più feroci dei preti e degli ayatollah. Ci sono poi i cacciatori di atei pentiti il cui unico scopo è quello di far credere che atei famosi sono passati all’ultimo momento fra i credenti in una qualsiasi versione della Menzogna Globale. Ci hanno provato con Oriana Fallaci, Dino Buzzati, Antonio Gramsci, Bruno Trentin e molti altri (un elenco significativo lo trovate qui,  LEGGI ). Adesso ci provano con Indro Montanelli. Se ne incarica Cesare Romiti in occasione di un convegno dedicato al grande Indro, annunciando ipotetiche informazioni in suo possesso, ma senza scendere in particolari. Povero Indro, ora tocca a lui subire la conversione forzata post mortem.

Qui la fonte della notizia LEGGI

“”"….Ma cose deliziose, imperdibili, da raccontare. Tra le quali uno scoop che ci regala Cesare Romiti. Il quale spiega (e mi dettaglia davanti alle nostre telecamere) che “da informazioni in mio possesso” (che non riesco a fargli precisare) è in grado di affermare che Montanelli non è morto ateo. Una bomba per il mangiapreti di Fucecchio. Ma Romiti, l’uomo che ha guidato per decenni la più grande azienda privata italiana, ricorda tante gustosissime cose, compreso  l’incontro a casa sua tra Indro e Monsignor Ravasi (“Lo combinai io, si annusarono e scoprirono di essere uguali. E iniziarono a parlare per ore in una serata che per me rimane una delle più belle della mia vita”). ….”"”

4/12/08 – Da vicino nessuno è normale

giovedì, 4 dicembre 2008

C’era una volta Magdi Allam che raccontava su la Repubblica la trasformazione dell’islam in fondamentalismo islamico. A molti non piaceva perché pareva che questa sua denuncia fosse un tradimento peloso alle sue origini. Sembrava più bello pensare ad un Cairo fatato, una Tangeri misteriosa, una Tripoli fascinosa e il pungente giornalista un po’ rompeva. Ma Allam non voleva essere l’ennesima Sherazade e si indignava che l’occidente non comprendesse l’avanzata (di pochi) fondamentalisti. Poi venne l’11 settembre, Magdi Allam era considerato un grande giornalista, l’islamico al quale tutti avrebbero dato in sposa la loro figliola. Ad una presentazione di un suo libro i giornalisti Gad Lerner e Lucia Annunziata facevano a chi lo elogiava di più. Finalmente la consacrazione, vicedirettore vicario del Corriere della Sera, una carriera che ha corso insieme all’avanzata del fondamentalismo islamico. Cominciano le grandi inchieste sul Corsera sulla poligamia nascosta nel nord est, sui matrimoni forzati delle giovani pachistane, sui burqa imposti alle donne. Nel frattempo Allam divorziò, conobbe una nuova donna e ebbe un terzo bambino che chiamò David. Proprio mentre diventava papà, Allam lanciò un manifesto per denunciare le persecuzioni dei cristiani nei paesi arabi; sterminio che assimila alle cacce che espunsero completamente gli ebrei sefarditi da quei paesi, e che lui, egiziano, aveva spesso raccontato in belle pagine. La manifestazione indetta il 4 luglio dello scorso anno vide pochissimi partecipanti anche se aveva goduto delle autorevoli firme di Marcello Pera e Camillo Ruini. Preceduto da un fitto chiacchiericcio finalmente la notte di Natale, in mondovisione, Magdi Allam viene accompagnato alla fonte battesimale dal padrino Maurizio Lupi (vicepresidente della Camera e fedelissimo del ciellino Formigoni) per ricevere il sacramento dalle mani di Benedetto XVI. Da quel giorno il giornalista si firma Magdi Cristiano Allam, anche se meglio sarebbe stato Magdi cattolico o Magdi papolatra.
Qualche giorno fa Allam ha dichiarato di lasciare il giornalismo per dedicarsi alla politica e ha presentato il movimento “Protagonisti dell’Europa cristiana”, valori-fede-libertà , temi che i partitanti italiani amano rimpallarsi. Allam parla di opposizione all’aborto, al divorzio, alla ricerca sugli embrioni, tanto per cominciare. Nessuna collocazione a destra o a sinistra perché i valori morali, secondo Allam, mancano completamente in questi schieramenti. E così Magdi che aveva denunciato come il fondamentalismo fosse un pericolo per l’occidente (il fondamentalismo ovviamente, perché l’islam non è incompatibile con la democrazia, ma l’ideologia integralista di molti dei suoi fedeli (?)), si appresta a capeggiare un partito che “promuove valori etici e morali” che sono patrimonio solo di “Protagonisti dell’Europa cristiana”. Sembra che il partito di Magdi Cristiano sia l’ennesima formazione integralista che compromette il sereno dispiegarsi della democrazia e della piacevolezza del vivere.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it