La prolusione del generale-cardinale Bagnasco è stata condivisa approvata dai vescovi della CEI che, come gli Ayatollah in Iran, hanno potere assoluto sul governo italiano, qualunque sia la composizione e l’ispirazione ideologica. E tutto il mondo dei politicanti pende dalle loro labbra, chi plaudendo alle loro decisioni, chi replicando umilmente, ma tutti si adeguano sapendo benissimo chi è che comanda. E’ questo che ci ferisce e ci indigna. Questo atteggiamento remissivo e sottomesso ad una autorità religiosa che rende l’Italia l’unico Paese democratico occidentale del tutto simile ai paesi in cui vige la sharìa, cioè l’allineamento della politica ai precetti della religione dominante e delle conseguenti direttive emanate suoi rappresentanti. Non che in alcuni casi non abbiano ragione, ma l’insistenza e l’ingerenza dei gerarchi vaticani sulla politica italiana è assolutamente abnorme. Sappiamo bene che gran parte di questo debordante potere del clero deriva dal famigerato articolo 7 della nostra Costituzione che, appesantita dall’inserimento dei Patti Lateranensi nel suo Corpus, ufficializza e tutela quell’ingerenza. Ma sappiamo anche che ci si può liberare dal peso di questa anomalia (solo italiana in tutto l’occidente democratico) come è successo in due soli casi: le leggi che hanno consentito la possibilità di rifarsi una famiglia e il diritto delle donne di decidere sulla propria maternità. Si deve adesso trovare il modo di cancellare sia la mostruosità istituzionale (l’articolo 7) che impone all’Italia i meccanismi dello “stato etico” derivanti dall’entità statuale e religiosa che ci domina da oltretevere, ed anche di abbattere nello stesso tempo tuti i privilegi ed esenzioni fiscali che rendono quel sistema doppio di potere insopportabilmente parassitario della nsotra economia nazionale.
Articoli marcati con tag ‘CEI’
La Conferenza degli Ayatollah unanime contro Berlusconi.
mercoledì, 28 settembre 2011De profundis per i governanti liberi scopatori.
martedì, 27 settembre 2011Il generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei Vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, ha dettato la linea politica e morale per tutti i governanti presenti e futuri della repubblica sottomessa alla loro competenze territorialie La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al pari di tutte le altre Conferenze nazionali che il Vaticano ha costituito in tutti paesi del mondo in cui si annidi una comunità di credenti cattolici, si riunisce periodicamente più volte l’anno per esaminare la politica del paese e dare disposizioni ai poiliticanti cattolici affinché si comportino secondo il magistero della chiesa e della sua dottrina sociale. Nella sua prolusione di ieri il Bagnasco non ha dato soltanto il benservito al cattolico attualmente in carica in Italia con il compito di applicare i desiderata pontifici, ma ci sembra che, di conseguenza, anche il prossimo dovrà essere al riparo da qualsiasi illazione peccaminosa per quanto riguarda la morale sessuale. Quindi nessun cattolico gay e/o convivente more uxorio potrà avere l’approvazione del CEI. Fuori gioco Vendola e Casini ? Non ci sembra che, a parte i comportamenti sessuali, la CEI preveda ostracismo per altri comportamenti, come ad esempio quelli in contrasto con l’onestà e il rispetto della legalità. Comunque da un’attenta lettura della prolusione ci è sembrato che abbiano molta più importanza le indicazioni politiche generali che riguardano soprattutto l’obbligo per i politicanti cattolici di salvaguardare i privilegi e gli interessi concreti del Cupolone : più soldi per le scuole cattoliche, privilegi fiscali, applicazione delle direttive sulla Tortura Obbligatoria di fine vita (vedi sotto), ecc. I media vaticaliani invece sono tutti concentrati sulle presunte bastonate a Berlusconi dal quale ormai i gerachi vaticani hanno ottenuto tutto l’ottenibile e guardano ben oltre. Magari a una nuona DC in cui paracadutare anche i catto-comunisti di Bersani ormai convertiti al clericalismo più docile e puro attraverso le vecchie cariatidi democristiane da Bindi a Fioroni.
Un de profundis per Berlusconi ?
mercoledì, 21 settembre 2011Pochi giorni fa scrivevamo che la sorte del Governo Berlusconi era legata alle decisioni che avrebbe preso il generale-cardinale Bagnasco nella prossima riunione del Governo Ombra dei vescovi italiani. LEGGI
- Ora anche all’interno del mondo cattolico aumentano quelli che si chiedono come i preti-padroni d’Italia possano continuare a sostenere il grande scopatore. LEGGI
- Se lo chiede anche qualche giornalista celebre. LEGGI
- Da parte nostra però non vorremmo che la fine del governo Berlusconi dipendesse dai comportamenti sessuali del leader. Preferiremmo che cadesse innanzi tutto per la sua manifesta incapacità di risolvere i problemi economici, politici e sociali del nostro paese e anche per il suo “immorale” asservimento agli interessi e ai privilegi dei gerarchi vaticani oltre che per aver messo nelle loro mani con la Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita il nostro diritto a decidere sul nostro corpo e sulla nostra salute. Ma se saranno i gerarchi vaticani a farlo cadere chiunque lo sostituirà continuerà come lui a sottomettere l’Italia alla volontà della teocrazia oggi dominate.
25/1/11 – Alzare il prezzo (4)
martedì, 25 gennaio 2011La gente in Italia non protesta perché, probabilmente per una cultura tutta cattolica, prevalgono fatalismo e rassegnazione (Guy Dinmore, Financial Times)
Apprezzo le parole di Bagnasco che chiede una tregua nei conflitti di potere. Del resto la Chiesa parla a tutti, ai cristiani e ai non cristiani (Ministro del Welfare Sacconi)
Mannaggia il diavoletto che cia’ fatto litigà. Pace pace pace!!!
Le parole esplicite da parte della Cei sono arrivate, ma non c’è stato l’intervento ad personam che la parte peggiore dell’opposizione e parecchi media estranei al libero pensiero si aspettavano. E’ il caso di rileggersi - e meditare – l’intervista rilasciata al Corriere della Sera (24/12/10) da Camillo Ruini che ad un Aldo Cazzullo in ginocchio diceva: “Non amo dare giudizi pubblici su comportamenti privati delle singole persone, specialmente quando questi giudizi verrebbero subito interpretati in chiave di lotta politica”.
E questo si che è un astuto politico che ha fatto gli interessi della Cei finché l’ha presieduta e oggi continua a farli per il suo Stato di riferimento che non è l’Italia ma il Vaticano. Quanto ai politici italiani che si buttano sulla Chiesa in modo strumentale, il puntuto Ruini dice: “Giudicare le intenzioni è molto difficile. Che i leader pensino ad un ritorno in termini politici forse è normale. Ma sono scelte che hanno dei costi. Perché la Chiesa dice spesso delle cose controcorrente”.
Proprio sicuri che bisogna chiedere l’ingerenza della Chiesa cattolica? Sono certi i politici nostrani che la potenza di fuoco del clero non spazzi via le macerie italiane?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
19/1/11 Alzare il prezzo
21/1/11 Alzare il prezzo (2)
24/1/11 Alzare il prezzo (3)
Salvare Alemanno
Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, lancia l’idea di un Coordinamento cattolici per Roma. “Unirà le personalità del mondo politico cattolico romano che hanno aderito al progetto di Silvio Berlusconi di mettere insieme moderati e riformisti in un unico partito, il Pdl. Contatterò Tajani, Baccini, Antoniozzi e tanti altri. L’impegno sarà un contributo al sindaco Alemanno nella seconda fase del suo mandato amministrativo sancito dalla nascita della nuova giunta” (la Repubblica, 24/1/11)
