Alla fine degli anni ’30 l’Europa si interrogava se valesse la pena di “morire per Danzica” di cui Adolf Hitler rivendicava l’assoluta proprietà. Oggi in quel Gran Teatro dell’Arte che è l’Italia ci si interroga se valga la pena di morire per Bergamo su cui Umberto Bossi, nelle vesti della buffonesca maschera di Capitan Fracassa, agita lo spadone protettore di Alberto da Giussano. La provincia di Bergamo non si tocca, altrimenti sarà guerra civile ! Sbagliando pure copione, dal momento che nè quella di Bergamo e probabilmente nessuna provincia sarà abolita. E’ proprio vero che, quando la storia si ripete, la tragedia del primo evento si presenta sotto forma di farsa.
Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI
…E’ proprio a questo che qualche ora prima si riferiva Umberto Bossi con l’aria di quello che un po’ sta scherzando, usando però l’espressione “guerra civile” che in una battuta ci sta stonata. Guerra civile “se toccano Bergamo”, dice infatti il Senatur dopo la conferenza stampa con la quale Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi hanno illustrato i contenuti della manovra. Il leader del Carroccio risponde ai cronisti che gli chiedono della proposta, avanzata dai parlamentari finiani con una lettera aperta sul Secolo d’Italia, di “tagliare” tutte le province (mentre la manovra si è fermata a quelle inferiori ai 220 mila abitanti con l’esclusione di quelle frontaliere). Ma sulla questione “non ci sono novità”, commenta Bossi, aggiungendo che “andare oltre sarà difficile” e che “se uno prova a tagliare la provincia di Bergamo, scoppia la guerra civile”….
