Vorrei proprio vedere quei 20 milioni di combattenti padani pronti a battersi! Possibile che i miei concittadini romani, gli abitanti del Centro e del Sud e anche la parte più nobile del Nord non reagiscano? Ognuno può pensarla come vuole, ma io trovo ingiusto che si permetta ai ministri di fare certe sparate, mentre, per le stesse dichiarazioni, si persegue l’uomo della strada (una lettera al Corriere della Sera dal lettore Fabio Todini)
Anche alla luce di questi ultimi tuoni d’agosto, viene da chiedersi se il Pd serva.
Se – se – come più di un commentatore ipotizza una terza forza in caso di elezioni anticipate in tempi brevi, è probabile che i democristiani che oggi militano in quella formazione, trovino più naturale allearsi con l’Api di Rutelli o con l’Udc di Casini. E’ possibile che in questo caso, votando con il porcellum, i bersaniani verranno espunti dal Parlamento. Spiace per Bersani che pure nell’ultimo governo Prodi fu un buon ministro, ma questo è. Secondo me i bersaniani dovrebbero riflettere, possibilmente al chiuso e non occupando qualsiasi aiola con le feste dell’unità o come si chiamano oggi, sul perché sono arrivati a questo punto. Ad esempio potrebbero chiedersi come è stato possibile che un paese che ha avuto il partito comunista più grande del mondo ha la classe operaia e impiegatizia più povera e bistrattata dell’occidente, in questo modo condannando all’irrilevanza la più parte della popolazione che, negletta e umiliata, si vendica non votandoli. Può passare sotto silenzio che i bersaniani sono stati anche fisicamente assenti a Pomigliano? O può essere taciuto che durante la votazione in parlamento sulla manovra economica i bersaniani hanno deciso di andare in pullman – con un ritardo di oltre un anno – all’Aquila?
Se il Pd sparirà finirà una parte della nostra storia, ma è bene anche dirsi che oggi, così come è, questo partito è fonte di imbarazzo per chi lo ha votato. E’ insostenibile la pretesa di D’Alema di definirsi intelligente e continuamente fare ipotesi sbagliate come in Puglia, ingiustificabili le azioni di Veltroni che, nonostante i romani lo avessero eletto con il 70% dei voti, si è dimesso anzitempo consegnando la città ad Alemanno , inqualificabile candidare capolista in importanti città un paio di belle ragazze (solo perché belle e amiche), assurdo non avere sostenuto Bonino alla Regione Lazio (che comunque senza nessun aiuto da parte della coalizione a Roma ha stravinto). E ancora, da suicidio accodarsi alla campagna giornalistica di Repubblica sulle pupe del premier, azione che gli si è immediatamente ritorta contro con la vicenda Marrazzo, nota ai più da anni e venuta allo scoperto grazie al direttore di Chi (giornale di gossip della famiglia del premier) solo perché i sondaggi lo davano in odore di rielezione. La totale confusione – per meglio dire inconsistenza – sui temi bioetici e dei diritti civili, accompagnata ad una sudditanza affettata allo strapotere vaticano, del resto connaturata alla sua storia, fino alla apertura di credito di queste ultime ore nei confronti della Lega, completano il quadro.
Per crescere l’albero ha bisogno di essere potato, così i bersaniani dovrebbero studiare le loro radici, dissodare il terreno e provare a mettere a dimora nuove piantine.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
