Articoli marcati con tag ‘bonino’

5/3/10 – Scorpioni

venerdì, 5 marzo 2010

Lo scorpione deve attraversare il torrente e chiede alla rana di portarlo in groppa. La rana si rifiuta perché, dice allo scorpione, quando arriveremo tu mi pungerai a morte. Lo scorpione rassicura la rana che non lo farà. La rana si persuade e lo porta in groppa, ma arrivati a destinazione lo scorpione la punge a morte e gli dice, mi spiace, ma è la mia natura.

Perché l’Italia è un paese fermo? Ha senso che mentre gli altri camminano, talvolta anche in direzioni sbagliate, noi siamo inchiodati a sentire Polverini che incita i suoi fans a cantare “come può un scoglio arginare il mareeee”, laddove per scoglio deve intendersi l’imbroglio non riuscito dei cacicchi del Pdl? Spesso ci si chiede il perché della lentezza italiana rispetto alla veloce Spagna che pure si è liberata da un regime totalitario dopo di noi e, come noi, conosce il peso della teocrazia. Credo che qui finiscano le somiglianze. La Spagna infatti è un paese che ha imboccato la modernità da tempo, a cominciare dalle infrastrutture che lasciano a bocca aperta il turista (specialmente se ci sei ritornato a distanza di vent’anni). Alla fine del suo mandato il primo ministro Aznar, commissionò un sondaggio dal quale risultò che gli spagnoli trovavano una istituzione screditata la Chiesa cattolica e solo al terzo o quarto posto il governo in carica. Tenendo a mente quel sondaggio, e dopo due mandati ai socialisti, i dirigenti del partito popolare sono stati tiepidissimi con il clero per le nuove normative sull’aborto recentemente varate dal governo guidato da Zapatero. Come è noto i politici italiani prevengono i desiderata della Chiesa a sprezzo del ridicolo, come per la questione crocefisso, o danneggiando economicamente e culturalmente i propri cittadini, come per il caso della costosa ora di religione facoltativa nelle scuole. Quale sarebbe però la reazione degli italiani se dovessero dare un giudizio sulla Chiesa cattolica? Certamente io non ho visto manifestazioni di piazza a sostegno della richiesta – che ha inorgoglito il nostro ministro degli Esteri – per inchiodare la croce sulle pareti delle scuole, ma non vedo genitori che non iscrivono i bambini alla ora facoltativa di religione. Se pure hanno qualche ragione nell’essere turbati dal vedere i propri figlioli giocare nei corridoi senza maestro che gli spiega le regole fondamentali del nascondino, non hanno nessuna coscienza che con questo atteggiamento perpetrano l’arroganza clericale. Ed è difficile che qualcosa cambi senza pagare un piccolo prezzo. C’entra con questo il familismo, padre e padrone dell’italiano, quello che per la famiglia tutto si fa e s’abbozza, pure l’ora confessionale per non traumatizzare il pupo lasciandolo giocare con gli amichetti agnostici. Certo che questi non sono argomenti che entrano nei talk show rai, inspiegabilmente chiusi in questo mese. Ovviamente non si può che essere solidali con Floris Paragone Santoro Vespa che per un mese hanno avuto un incomprensibile stop. Va però detto per la verità che questi quattro giornalisti, bravissimi sicuramente ma non persone di cui si è gettato lo stampo, non hanno nessun problema a sospendere per una estate che comincia a primavera e finisce in autunno e per il santo natale che dura un mese il loro lavoro. Dei quattro però vorrei dire che ho disprezzato il loro atteggiamento di sufficienza per le questioni legate alle elezioni regionali: “dovrei forse mettermi a fare domande a candidati di partitini”? Perché no? E’ così insignificante sapere cosa propongono i diversi candidati? E’ o no un problema che il centro destra nel Lazio ha creato uno strappo nella sanità che il suo successore ha molto parzialmente ripianato? O che in Lombardia non si faccia un aborto? O che il Piemonte da cui è partita l’Italia passi alla Lega? E’ possibile che la gente comune in questo paese vale zero? E’ poi così diversa l’arroganza della Chiesa da quella della politica o di quella dell’informazione che non informa?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Emma Bonino aveva ragione !

martedì, 2 marzo 2010

Tutta la partitocrazia e la stampa di regime hanno vomitato lazzi e frizzi, nel caso migliore, e insulti contro Emma Bomino per la “sceneggiata solita dei radicali” con lo sciopero della fame e della sete. Emma, come Pannella, oltre tutto è colpevole di fare quello sciopero senza però mai arriva a crepare, e quindi a togliere l’impiccio di una coscienza critica così fastidiosa per i politicanti corrotti. Ma anche stavolta, come sempre, Emma e i radicali hanno avuto ragione a richiamare il rispetto delle regole e della legalità. E a differenza delle altre volte il bubbone è scoppiato ed è sotto gli occhi di tutti l’approssimazione, l’arroganza e il disprezzo delle regole che anima i tenutari del potere. Certo, in un Paese in cui tutto si ottiene per raccomadazioni, mance ed elemosine e si impone con la prepotenza politico-mafiosa i radicali sono veramente un corpo estraneo. Ma finchè loro resistono noi resistiamo con loro.

Da: info@radicali.it

Ogg: Chi di firme ferisce, di firme perisce

Quanto accaduto in Lombardia e nel Lazio è la dimostrazione di ciò che denunciamo da anni: in Italia le elezioni sono strutturalmente illegali e quindi non democratiche.
La violazione delle regole elettorali e dei diritti civili dei cittadini è sistematica e coinvolge l’intera campagna elettorale, dalla fase di presentazione delle liste fino al voto finale.

I partiti sono abituati a raccogliere le firme in modo illegale, riempiendo i moduli con i nomi dei propri iscritti, potendo contare su complicità e un sistema di illegalità diffusa.

È bastato che un manipolo di Radicali chiedesse il rispetto delle regole per fa emergere la verità e affondare due corazzate partitocratiche come il PDL di Roma e Formigoni in Lombardia.

“Formalismi giuridici” dicono, o ancora: “la burocrazia non può battere la democrazia”. Si chiama burocrazia la legge quando una volta tanto deve essere rispettata anche da loro. Si chiama democrazia quando esclude le candidature scomode e costringe Emma Bonino a uno sciopero della sete per denunciare una serie di illegalità che hanno di fatto impedito alla lista Bonino Pannella di essere presente nella maggior parte delle regioni in cui si voterà il 28 marzo nonostante gli sforzi di tanti militanti radicali, gli stessi che pochi anni fa hanno raccolto milioni di firme per decine di referendum.

Ecco cosa è accaduto:

- in Lombardia Marco Cappato ha presentato un ricorso per l’irregolarità nella raccolta delle firme sul listino del candidato presidente Formigoni “Per la Lombardia”. A seguito della denuncia radicale, la Corte d’appello del Tribunale di Milano ha riscontrato l’irregolare autenticazione di 514 firme. Il listino di Formigoni senza quelle firme non raggiunge il numero di sottoscrizioni richieste, e per il sistema elettorale regionale il candidato presidente e le liste collegate non possono candidarsi alle elezioni

- nel Lazio il rappresentante del Pdl è arrivato dopo la scadenza delle 12 fissata per la presentazione delle liste. Era entrato prima, ma poi si è assentato, per poi tornare quando ormai la scadenza era passata. Le cronache dei giornali dicono che «ha lasciato l’edificio del Tribunale forse per andare a mangiare un panino o, forse, per cancellare qualche nome dalle liste che stava per presentare su indicazioni, pare, venute molto dall’alto». Lui fornisce versioni contrastanti a distanza di pochi minuti. Il militante radicale Diego Sabatinelli ha chiesto il rispetto dei termini di legge ed ora lo accusano di essere stato “violento”.

Per noi radicali partecipare alle elezioni significa innanzitutto superare gli ostacoli che la strutturale illegalità dello Stato pone ai diritti civili dei cittadini, denunciando le violazioni e provando a conquistare più diritto per tutti, non solo per noi. E’ la storia del nostro partito.

Prevediamo che ci saranno altri “casi Formigoni”: nelle prossime ore effettueremo in tutta Italia gli accessi agli atti per controllare le liste presentate. Solo dimostrando che siamo davanti ad un sistema criminale dei partiti possiamo avere la speranza che in Italia democrazia e diritto tornino ad avere un valore.

Queste lotte costano, specie per chi come noi non si arricchisce con la truffa dei finanziamenti pubblici. Per poterle fare, e per sostenere le spese campagna elettorale, donaci almeno 1 euro con un versamento online.

http://www.boninopannella.it/contribuisci

26/2/10 – Bonino 3

venerdì, 26 febbraio 2010

“Imparate a suonare!” “E lei a comporre!” “Allora andate tutti a fare in culo!” Questo scambio di battute, conclusosi con relativo lancio di leggii e parti, risale ai primi anni ’80 ed ebbe per protagonisti l’autore Luigi Nono e l’orchestra del Maggio fiorentino, in occasione della prova generale di “Varianti per violino e 38 strumenti” del compositore veneziano morto nel 1990
Meglio un culo che una faccia da culo (manifesto elettorale di Tinto Brass, candidato nel Veneto)

Il lupo perde il pelo ma non il vizio è un adagio che ben sintetizza lo stile del Pd. Convinti di essere i mejo fighi del bigoncio, hanno cominciato a rilasciare interviste a destra e a manca sul fatto che forse Bonino non è stata la giusta scelta per la presidenza della Regione Lazio. Sia chiaro, il Pd poteva designare chi voleva invece di accodarsi a Bonino candidatasi per la sua lista. Ma ha oggi il diritto di accorgersi – e pentirsi – che ha candidato una radicale? I soliti stronzi che popolano la stampa di regime (praticamente tutte le testate in edicola), dicono che Bonino è ostaggio di Pannella come fosse una qualsiasi Finocchiaro o Brambilla. Non lo credo, anzi disprezzo chi lo sostiene. Perché questi giudici dattilografi non sono neanche sfiorati dall’idea che una persona può muoversi in base alle proprie idee e/o i propri sogni; non sono lambiti neanche lontanamente dal pensiero che per qualcuno conta la democrazia e l’equità, e non solo una comoda poltrona.
Emma Bonino solo raramente è ricorsa allo sciopero della fame e della sete, e una donna non più giovanissima che con i suoi 45 chilogrammi affronta un metodo di protesta così oneroso, non merita almeno una seria riflessione invece che giudizi superficiali e trancianti? E’ così distante dal pensiero del Pd la legalità, il rispetto delle leggi elettorali, il diritto a conoscere per deliberare? Oppure fa schifo la pelle screpolata, le labbra spaccate, il corpo rinsecchito? Deve essere proprio questo che da disagio, considerato che pochi sono stati i pensieri dedicati dai nostri pseudopolitici e pseudointellettuali alla morte del cubano Orlando Zapata, un combattente per la libertà rinchiuso in carcere dal 2003. Condannato a trentasei anni per aver richiesto diritti civili e vilipeso Fidel Castro, il muratore di Santiago di Cuba Zapata aveva cominciato uno sciopero della fame durato ottantacinque giorni. La sua morte non ha destato clamore, non voglio pensare perché la lobby castrista e antiamericana è forte in Vaticalia.
La vera vergogna è quella del Pd che dovrebbe, dopo aver deciso di stare con lei, sostenere Bonino per quello che è non come la vorrebbe chi le rema contro.
Svegliatevi dormienti!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2010/01/13/3436/

http://www.nessundio.net/blog/2010/01/25/3488/

http://www.fainotizia.it/2008/01/21/il-funo-fa-male-marco-smetti

Scandalopoli italiana, non si salva nessuno ?

mercoledì, 24 dicembre 2008

 Anche Di Pietro viene chiamato in causa nell’ultimo scandalo che ha colpito La Casta politica. In pratica da quando cominciò tangentopoli nel 1992 nessun partito è uscito indenne dal mare di fango che li ha ricoperti. Tranne uno. Ma i media di regime vicini a questo o a quello schieramento evitano accuratamente di farlo notare, Si tratta dell’unico partito testardamente impegnato da sempre sui valori della laicità e dei diritti civili, guidato da Marco Pannella ed Emma Bonino, mai sfiorati da alcun sospetto legato a imbrogli finanziari o corruzione. Ma una domanda sorge spontanea. La cicostanza che l’intero arco mediatico su carta stampata e via etere, publico o privato, continui a ignorare la straordinaria impermeabilità alla corruzione dimostrata dalla strana coppia non dipenderà anche dal fatto che la stragrande maggioranza degli italiani non vorrebbe mai vedere al potere gente che rifiuta di servirsi della corruzione, del voto di scambio, dei favoritismi e delle raccomandazioni ?