La scorsa settimana Fox ha mandato in onda Mypods and Boomsticks, un episodio dei Simpsons, nel quale una famiglia musulmana si trasferisce a Springfield. Homer Simpson (il padre) è convinto che la famigliola islamica stia progettando un attacco terroristico, ma Bart Simpson (il figlio) prende le difese di Bashir (il suo coetaneo islamico) che viene vilipeso a scuola stabilendo buoni rapporti di vicinato. La puntata è talmente piaciuta al Cair (Consiglio per le relazioni tra Islam e America) da invitare i suoi aderenti a scrivere una lettera di ringraziamento a Matt Groening, autore dei Simpsons. In stile obamiano Cair ha detto: “questo episodio ha mostrato come gli americani possano lavorare per il rispetto reciproco e l’inclusione attraverso i rapporti tra i vicini di casa”. Cair è stato fondato nel ’94 e fa azione di lobbyng per favorire la conoscenza dell’islam e la sua corretta rappresentazione.
Non è chiarissimo invece cosa ha voluto dimostrare A.J.Jacobs che si è letto ben bene la bibbia e ha deciso di vivere per un anno secondo le regole prescritte: non si è rasato i lati della barba come indicato dal Levitico, ha acquistato uno shofar (corno d’ariete) per suonarlo all’inizio del mese (come si legge nei Salmi), ha indossato solo fibre naturali (ancora il Levitico), e, come prescritto in Esodo “non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre”, non ha mangiato carne e latte insieme (e ne siamo certi la sua salute ne avrà guadagnato). Dalla esperienza Jacobs ha tratto un libro, pubblicato in Italia da Rizzoli, Un anno vissuto biblicamente (18 €), divertente e soprattutto non pretenzioso.
Dalla Revision Studios di Las Crucis nel Nuovo Messico, il sud cristiano e profondo degli Usa, nasce l’idea di una riscrittura della bibbia in chiave omo, che comincia con l’Eden abitato da due donne, Aida ed Eva. Sarà presto un film che farà incazzare la Santa Sede che ha l’imprimatur dello stravolgimento delle scritture (perché si creda o no, l’interpretazione vaticana è molto personalistica e restrittiva). La bibbia gay-friendly si può iniziare a leggere (per ora solo il Genesi) su www.princessdianabible.com
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
