Chi paga? “L’evento – dice il sindaco – dovrebbe costare 3,5 – 4 milioni di euro. Ma poi lo vedremo a pie’ di lista. E Gianni Letta, col governo, si è impegnato a coprirne una parte”. Anche il Vaticano farà il suo: “La Santa Sede ci è venuta incontro. Tutti i video che ci sono in città sono pagati dall’Opera Romana Pellegrinaggi”. (Alemanno al Corriere della Sera del 1° maggio)
29 aprile – ore 10.00 Omaggio alla Statua di Santa Caterina da Siena con la banda della polizia municipale, ore 12.15 Palazzo del Vicariato per la cerimonia di emissione del francobollo e annullo per la beatificazione, ore 13.30 Sala Sistema Roma per verificare i servizi di accoglienza, ore 14.50 Mostra Karol il papa dei popoli, ore 16.00 Incontro col sindaco di Cracovia, ore 17.00 Circo Massimo sopralluogo per i lavori del palco per la veglia di preghiera, ore 18.00 Stazione Termini sopralluogo agli info point per l’accoglienza ai pellegrini.
30 aprile – ore 17.30 Piazza di Spagna per la mostra GPII papa missionario, 19.30 Circo Massimo veglia di preghiera col cardinale Vallini
1 maggio – ore 10.00 San Pietro messa di beatificazione con B16 e omaggio della città alle spoglie di GPII
2 maggio – ore 10.00 San Pietro messa di ringraziamento con Tarcisio Bertone, ore 16.30 Tor Vergata piazza della Croce intitolazione del piazzale della Croce della Giornata Mondiale della Gioventù con GPII, ore 20.00 concerto di Roma Capitale sulla piazza del Campidoglio in onore del beato GPII (dall’agenda del sindaco di Roma)
Fermo restando che le tante persone, cittadini polacchi soprattutto, che in questi giorni sono arrivati a Roma felici per la beatificazione di Giovanni Paolo II meritano l’attenzione dovuta a tutti coloro che hanno una idea, a noi agnostici, non cattolici, ma forse anche ai cattolici meno supini, pare lecito chiedersi il perché di questa beatificazione. Le numerose interviste che tutte le reti rai sky mediaset la7… hanno mandato in questi interminabili giornate, ci hanno mostrato belle facce di giovani che hanno detto che era uno come noi, uno che ci amava. In molti hanno sostenuto che ha dato un colpo di piccone al comunismo – addirittura una spallata al muro di Berlino – evento certamente non religioso. Per la verità dei fatti l’implosione di quei regimi sembra dovuta piuttosto al fallito incontro con la modernità, un po’ come oggi sta accadendo nei paesi nordafricani. Ma i commentatori considerati autorevoli hanno posto l’enfasi sul papa politico. Eppure nonostante i suoi tanti viaggi non è riuscito a ricucire i rapporti tra le chiese cristiane (non è mai andato a Mosca), ma neanche è riuscito a segnare un punto in Cina. Non va inoltre dimenticato che insieme alla inevitabile secolarizzazione il cattolicesimo diminuisce proprio in America latina dove la teologia della liberazione è stata così vilipesa da GPII.
I giovani cattolici con gli zaini in spalla avvolti nelle bandiere vaticane (generosamente distribuite dal Comune di Roma) non hanno nessuna intenzione di seguire la strada che il beato ha indicato loro: no alla contraccezione, no all’omosessualità, si alla sofferenza… ma partecipano all’evento in maniera mistica.
Abbiamo visto facce molto simili per un episodio egualmente fuori dal tempo ma immensamente più allegro come il matrimonio di William e Kate. Anche se, nonostante la pomposità anacronistica del matrimonio reale, c’è stato un fiato di contemporaneità con la presenza del calciatore e la cantante, dei coniugi omosessuali… mentre alla beatificazione abbiamo visto Mugabe (a piede libero a Roma solo in virtù del Concordato), donne della politica romana e laziale vestite in nero e velate (mai il nero di mattina e mai il velo se non in udienza privata e neanche più obbligatoriamente. E qualsiasi signorina che non vive solo in orizzontale dovrebbe saperlo ).
E’ probabile che queste folle non cercano molto, forse è solo il bisogno di sentimento e di riti. Gli agnostici ignorano, purtroppo, il potere dei sentimenti.
A tutti quelli noi che amano nonostante tutto il Paese, rimane la ferita aperta di un evento che ha riguardato una minoranza di persone del mondo e che però, soprattutto grazie all’apporto dei nostri politici e del sindaco di Roma, ha avuto una rilevanza mediatica molto più ampia delle celebrazioni del 17 marzo. Un ulteriore schizzo di fango nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia che ebbe come atto fondativo la separazione fra Stato e Chiesa.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
