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6/03/10 – Hanno tentato di avvelenare Souad Sbai

sabato, 6 marzo 2010

*La cronaca di Andrea Morigi*

*Testata*: Libero
*Data*: 05 marzo 2010
*Pagina*: 15
*Autore*: Andrea Morigi
*Titolo*: «Combatte l’islam fanatico, veleno alla deputata»

*Su LIBERO di oggi, 05/03/2010, a pag.15, con il titolo ” Combatte l’islam fanatico, veleno alla deputata” Andrea Morigi racconta il tentativo, per fortuna fallito di eliminare Suoad Sbai, deputata del Pdl al Parlamento.
Ecco il pezzo:*

*Souad Sbai*
*Hanno avvelenato Souad Sbai. Sta in piedi per miracolo, la parlamentare marocchina del PdL, dopo un’operazione chirurgica che le ha sistemato provvisoriamente i danni all’esofago.* Ma ne dovrà subire almeno un’altra, e intanto da mesi si alimenta come riesce con yogurt, pappine, miele e gelato. Ma talvolta il suo stomaco non riesce a reggere nemmeno un bicchiere d’acqua. Ha perso il sonno ed è calata di quattordici chili. In attesa di tornare sotto i ferri, rischia la vita per aver mangiato un solo cucchiaino di cous cous, mischiato a una sostanza di cui nonsi era accorta. Glieloavevaofferto – spiega in una denuncia presentata il 15 febbraio scorso al comando provinciale dei Carabinieri di Roma – una ragazza «frequentatrice della moschea di Roma Centocelle» nei locali del centro culturale che ha fondato lei stessa, intitolato al filosofo Averroè. «Mi accorsi che era insolitamente molto piccante», ma non poteva certo immaginare che se avesse consumato tutto quel cibo, preparato appositamente per ucciderla, sarebbe
morta stecchita. E probabilmente nemmeno l’autopsia avrebbe rivelato la causa violenta del decesso. L’ha salvata un sms provvidenziale, richiamandola a Montecitorio, per una votazione in Aula che poi era stata
annullata. Intanto, il veleno agisce. «Due ore e mezza dopo aver mangiato il cous cous, ho accusato un forte dolore allo stomaco, sono andata in bagno e, viste le mie condizioni, decidevo di andare presso l’infermeria dove, per circa due ore, ho avuto conati di vomito, tachicardia e sudorazione». Rigetta tutto, o quasi. E forse per questo se la cava, per il momento. Iniezioni e flebo non aiutano. Perciò «venivo trasportata d’urgenza presso l’ospe – dale Gemelli dove sono rimasta per circa quattro giorni in stato di ricovero». Viene dimessa, ma senza una diagnosi precisa. Si elencano i sintomi, non la loro causa. Non migliorano però le sue condizioni. Non mangia, soffre e nessuno capisce perché. Gli esami e una quarantina di specialisti consultati non arrivano a capo di nulla finché decide di andare all’estero. Le hanno segnalato il professor Kevin M. Cahill, di New York, che la visita il 5 gennaio scorso poi le rilascia un certificato, ora
allegato alla denuncia, in cui scrive che «l’improvviso verificarsi di una restrizione esofagea può essere dovuto al deliberato (o accidentale) avvelenamento con un numero di forti composti acidi o basici». Si è
consultato anche con il dottor Lewis R. Goldfrank, direttore del Centro Veleni di New York, secondo ilquale«i cristalli di acido solforico, idrossido di sodio o acido idrocloridrico possono essere ingeriti con il
cibo senza causare lesioni orali o laringeali, ma sviluppano restrizioni esofagee o gastriche o anche perforazioni». Non è l’unico caso: la letteratura scientifica ne conosce già in Nigeria. Ma non c’è bisogno di
andare così lontano. È sufficiente dare un’occhiata alle radiografie di Souad Sbai per verificare un decorso clinico identico. Fino al novembre scorso, non compare nessun segno di degenerazione. Poi, l’esofago inizia ad assottigliarsi sempre più, fino a rendere urgente il ricovero E induce a presentare la denuncia, prima di andare in sala operatoria, a futura memoria. «Sarebbe stato meglio essere colpiti da una pallottola», dice la
Sbai a Libero, «ma forse hanno cambiato tattica. Oppure portano avanti contro i singoli individui il piano di chi voleva avvelenare l’acquedotto romano». Con lei non ci sono riusciti. E ora qualcuno dovrà pure assumersi la responsabilità di un tentato omicidio che sembratolto direttamente da una congiura di palazzo ottomana. Alla procura di Roma, c’è già un fascicolo aperto sul caso, che attende un esito. Lei intanto non si arrende: *«Mollerò solo da morta. È questo il prezzochesi paga a lottare contro il fondamentalismo islamico e a difendere i diritti delle donne immigrate * », spiega facendo riferimentoalle battaglie politiche e civili che l’hanno già messa *nel mirino dei salafiti che sono in Italia*. I segnali sono ancora sul web, con video che la bollano come nemica dell’islam. E qualche mese fa, la stessa deputata aveva denunciato un’intrusione nel suo condominio. L’hanno colpita ma non affondata e ora è peggio per quelli che accusa di essere «musulmani soltanto a parole, ma di islamico hanno solo la parte malvagia, senza scrupoli, che fa tagliare le teste. *Bisogna combatterli di più*, proprio per questo».

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Marcus Prometheus:

Gli assassini ed avvelenatori della democrazia sono fra noi.
La Laicita’ e la civilta’ democratica sono sotto attacco: ovunque in
Europa. Ci vogliono sottomettere e dhimmizzare
Suad Sbai deputata mussulmana laica al Parlamento italiano avvelenata dagli
islamisti salafiti in jihad contro l’Italia e contro i moderati.
L’islamismo colpisce per primi i mussulmani moderati, ma l’islamismo
avvelena anche te ed il tuo mondo, digli di smettere

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06.03.2010

Finalmente Bat Ye’or sul Corriere.
*Ma le viene attribuita un’opinione su Wilders che stravolge il suo
pensiero*

*Testata*: Corriere della Sera
*Data*: 06 marzo 2010
*Pagina*: 55
*Autore*: Maria Antonietta Calabrò
*Titolo*: «L’Europa è sottomessa all’islam»
<http://www.informazionecorretta.com/zoom.php?w=33664&t=N>

*Basta avere pazienza, poi l’olio buono viene galla, diceva qualcuno. Ci
auguriamo che la pagina dedicata a Bat Ye’or oggi, 06/03/2010, dal CORRIERE
della SERA, con una intervista di Maria Antonietta Calabrò, possa farla
conoscere a un pubblico il più vasto possibile. Accurato il titolo ”
L’Europa è sottomessa all’islam”. Solo una domanda, e un invito ai nostri
lettori di porla al CORRIERE della SERA, perchè evidenziare all’interno
della pagina una frase non contenuta nel testo ? Eccola ” le emergenze: …
l’ultima ondata xenofoba in Olanda”. Conoscendo bene Bat Ye’or, non può
averla pronunciata, infatti non compare nell’intervista. L’opinione di Bat
Ye’or su Geert Wilders l’opposto di quella che le viene attribuita. Una
grave scorrettezza, in un pezzo che non lo merita.
Ecco l’articolo:*

*I libri di Bat Ye’or sono pubblicati in italiano da LINDAU*

Il Medio Oriente si sta svuotando di cristiani. E l’Europa si sta riempiendo
di musulmani. Altri cinquanta milioni sono attesi, secondo le stime
ufficiali della Commissione europea, entro cinquant’anni, nel 2060, per
«rimpiazzare» il 15 per cento della popolazione europea lavoratrice, ormai
invecchiata. Ciò avverrà attraverso al Hijra, il concetto islamico di
migrazione.
In un senso o nell’altro, in Oriente e in Occidente, il cristianesimo deve
fronteggiare il suo declino, mentre l’islam procede nella sua avanzata. «Le
Monde Diplomatique» di qualche settimana fa ha affrontato in un ampio saggio
di Patrick Haenni e Samir Amghar il tema dell’«islam conquistatore, un mito
che ritorna». La scorsa estate «Newsweek» ha dedicato la copertina al
concetto di «Eurabia», negandolo, sull’onda dell’ottimismo generato dalla
nuova politica di Obama nei confronti dei musulmani. Ma il fallito attentato
contro i «crociati» che avrebbe dovuto far saltare in aria un aereo,
decollato dall’Europa e diretto negli Usa, proprio il giorno di Natale, ha
smorzato gli entusiasmi e riproposto domande e interrogativi. E così pure
gli omicidi dei cristiani in Medio Oriente e in Africa (che sono ormai
cronaca quotidiana) e le polemiche sui minareti e sul velo in Svizzera e
Francia, per non parlare dell’avanzata xenofoba in Olanda, notizia proprio
di ieri.

Bat Ye’or è la studiosa dell’islam cui si deve l’elaborazione del concetto
di «Eurabia», reso celebre in Italia dagli scritti di Oriana Fallaci. È
l’islam- sostiene – la causa del declino del cristianesimo, a cominciare dal
Medio Oriente. Poi lancia un appello – nel corso di questa intervista- a
cristiani ed ebrei a non lottare l’uno contro l’altro, facendo così il gioco
jiadista.

*Perché i cristiani sono sempre meno in Medio Oriente? *

«Il declino della popolazione cristiana e ebrea indigena è la conseguenza di
molti fattori. I principali mi sembrano la totale espropriazione dei vinti e
l’islamizzazione delle loro terre conquistate dalla jihad, in conformità ai
dettami della sharia; la conversione forzata; imassacri nelle campagne e
nelle città, la schiavitù; la deportazione in massa, lo sfruttamento
fiscale, la disumanizzazione, la vulnerabilità. Ma anche le costanti guerre
tribale fra musulmani come accade oggi in Iraq. Ho definito l’insieme di
questi fattori legati alla politica musulmana verso i non-musulmani con la
parola dhimmitudine. Questo concetto rappresenta una condizione religiosa e
legale iscritta nella legge della jihad valida anche oggi. La pirateria
aerea e marittima, il rapimento di ostaggi, le minacce terroriste sono nella
tradizione di ben 13 secoli di jihad, da quando cioè i cristiani e gli ebrei
europei erano costantemente vittime sulle coste del Mediterraneo di
aggressione, assassini o cattura per i mercati di schiavi. La jihad
costituisce un’ideologia che unisce religione, legge e politica. Regola ogni
comportamento dei musulmani con i non-musulmani, sia in tempo di guerra, di
tregua o di sottomissione (appunto dhimmitudine) ».

*Qual è la differenza tra la jihad islamica e l’estremismo e la violenza in
altre religioni, compresa quella praticata nel corso della storia dai
cristiani?*

«La jihad contro gli infedeli è una guerra permanente che può essere
combattuta con mezzi militari o pacifici: proselitismo, propaganda,
corruzione. Tuttavia la tregua deve sempre essere uno stato di non-guerra, e
mai di vera pace. Ne è un esempio il terrorismo internazionale che oggi
impone all’Occidente uno stato di paura constante e la disorganizzazione
della vita normale. Il mondo, per l’islam, si divide infatti in dar al-islam
e dar al-harb » . Che cosa significa? «I territori del dar al-islam sono
quelli retti dalla legge islamica, mentre i non-musulmani sono gli harbi,
ossia i “cittadini del dar al-harb” o “territorio della guerra”, designato
in tal modo perché è destinato a passare sotto la giurisdizione islamica o
con la guerra ( harb), o attraverso la conversione dei suoi abitanti. C’è
un’altra possibilità: il territorio è lasciato in una pace relativa a
condizione che l’islam si possa sviluppare. La pace è raggiunta solo con la
sottomissione o la conversione. Le altre religioni non hanno questa visione
imperialistica» .

*L’opinione pubblica vede la jihad come una versione musulmana delle
crociate cristiane. È così? *

«In realtà la jihad e le crociate sono ideologie radicalmente differenti,
persino opposte, emergenti da due visioni del mondo. La guerra c’è in ogni
società, ma non ha il carattere di un obbligo eterno, condotto secondo leggi
teologiche rigide e immodificabili considerate parola di Dio. Guerra,
crudeltà e violenza esistono in ogni società ma possono essere criticate e
respinte come sbagliate proprio in base ai vari credo religiosi. Non così la
jihad» .

«Gli ebrei sono isolati in un’Europa culturalmente e politicamente
palestinizzata, che sostiene l’ideologia jihadista contro Israele, e fa
rivivere l’alleanza nazi-palestinese tra Hitler e il Gran Mufti di
Gerusalemme. Purtroppo immagino che in futuro ebrei e cristiani si
combatteranno perché entrambi saranno strumentalizzati dalle forze jihadiste
che li manipolano per distruggerli entrambi. Ciò significherà la fine della
nostra civiltà, faciliterà l’islamizzazione dell’Europa e favorirà gli eredi
spirituali delle ideologie totalitarie opposte alla libertà e alla dignità
umana. Si rallegreranno gli antisemiti che odiano la Chiesa a causa delle
sue radici giudaiche e che lavorano per islamizzarla e raggiungere, non
sembri eccessivo, lo scopo del Terzo Reich» .

*Quale deve essere la posizione della Chiesa a suo giudizio?
*
«Vedo la relazione della Chiesa con Israele centrale per la sua stessa
spiritualità: la Chiesa deve decidere se è fondata su valori biblici o
coranici. È una scelta politica difficile quando le scimitarre islamiche
pesano sulle teste cristiane. La domanda è quanto a lungo i cristiani
possono permettere la demonizzazione di Israele e che si invochi la sua
distruzione senza essere loro stessi distrutti dal vero nemico che
supportano. Quanto più i cristiani negano la jihad e la dhimmitudine, tanto
più la cristianità sarà dominata. Benedetto XVI in modo molto mite e
diplomatico ha cercato di alludere a questa lunga storia di agonia
cristiana, che l’islam nega, nel suo discorso di Ratisbona, a un livello
altamente filosofico e storico».