Articoli marcati con tag ‘bagnasco’

21/1/11 – Alzare il prezzo (2)

venerdì, 21 gennaio 2011

Ai miei fratelli cattolici ricorderei solo questo: che san Paolo ci ha sempre chiesto di pregare per re e principi non in misura della loro coerenza morale e assenza di vizi, ma in misura che garantisse al popolo “pace e tranquillità di vita”. Venendo all’osso è dirimente questo: da una parte, anche il solo atto di governo come il cassato decreto per graziare Eluana da morte per fame e per sete, firmato dal reprobo. Dall’altra un premier cattolicissimo che, in quel di Roma, su territorio italiano, per invito di istituzioni italiane, in un tempio della libera ricerca e della sapienza, non è stato capace nemmeno di garantire la libertà di parola al papa. (Luigi Amicone, direttore Tempi, settimanale di Comunione e Liberazione)
Sono anni che il cardinale Bagnasco chiede coerenza e serietà ai politici cattolici e monsignor Crociata è arrivato proporre loro Maria Goretti, come esempio. La Chiesa condanna i comportamenti e lo fa in modo severo. Non ci si può aspettare che faccia dei j’accuse alle persone, verso le quali tiene sempre un atteggiamento improntato alla misericordia. (Paola Binetti, deputato Udc e membro dell’Opus Dei)
Il Vaticano non si commenta, ma penso che per loro sia più facile parlare. Berlusconi si è trovato la casa circondata. Controllavano tutti quelli che entravano e che uscivano. Perché non hanno controllato anche lì? (Umberto Bossi, Ansa, 20.1.11 ore 17.53)
Il papa… il papa… Lei è il direttore dell’Unità e mi cita il papa. (Daniela Santanchè, Annozero)

Lunedì al Consiglio episcopale permanente della Cei che si terrà ad Ancona, il presidente dei vescovi italiani, il card. Angelo Bagnasco, dirà parole chiare forti e inequivocabili sulla vicende porcellone (e ahimè gravissime) del premier. La fretta di traversare il Ruby-cone secondo il gossip dei sacri palazzi, è stato determinato dalla copertina di un settimanale inglese dove Elton John e David Furnish sono ritratti insieme al figlio e il terrore di arrivare anche in Vaticalia a simili “degenerazioni da disordine sessuale”. Ma una paura di questo tipo forse percorre le vene di qualche parroco di sperduta provincia (che probabilmente non esiste più) mentre i gerarchi S.S. sanno benissimo che una simile fotografia in Italia non la vedranno nel breve periodo con nessun governo. Almeno fino a che la Chiesa cattolica continuerà ad essere l’istituzione che fornisce la scala dei valori di riferimento della società italiana, e che l’eccesso di arroganza del premier sembrerebbe porgergli su un piatto d’argento. L’opposizione, a cui come spesso accade fa da mosca cocchiera la stampa “amica”, non si scandalizza dell’ennesima ingerenza della Chiesa, ma anzi la incita. Il cesarista Vendola – intervistato da Gruber – ha detto che i laici devono collaborare con la Chiesa che da utili indicazioni etiche. Bypartisanamente si avvera la prima omelia di Giovanni Paolo II (22 ottobre 1978) : “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di civiltà, di sviluppo”. Sarebbe opportuno a questo punto che la gerarchia invece di mettere il cappello (e le catene) sui diversi partiti, se ne facesse uno tutto suo. Un partito confessionale che abbia una analogia assoluta tra fede e politica, che è si un passo indietro sulla via dell’occidente, ma è un modo per contarsi in maniera definitiva. Nel frattempo, invece di rimanere appesi alle mozzette del clero, sarebbe opportuno che l’opposizione – magari guidata dal segretario Pd Bersani che sembra essere quello col maggiore buon senso – non perdesse tempo ed energie a spiegare che non si fa sesso con le minorenni, ma crei alleanze, prepari una squadra di governo, compili una agenda con pochi punti precisi su economia, lavoro, ambiente. Occupandosi dei dolori del Paese e lasciando la valutazione sui divertimenti del premier e la sua inconcludenza nell’azione di governo al giudizio degli elettori. E soprattutto, tenendo ben lontano qualsiasi ulteriore ingerenza della Chiesa cattolica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Omertà, finalmente lo ammettono.

venerdì, 28 maggio 2010

Sorridente e affabile come una diva che si offre ai fotografi sulla croisette di Cannes il generale-cardinale Bagnasco ha sfilato sul red carpet che lo portava all’incontro con la stampa a conclusione della 61° Assemblea generale della CEI. Con impagabile affabilità ammette che oltre ai 100 (solo 100 ?) casi di pedofilia pretesca portati all’attenzione delle competenti autorità religiose potrebbe esserci anche “qualche caso” di omertoso oscuramento dei crimini da parte dei vescovi competenti. Ecco fatto. Siamo sempre allo stesso schema difensivo inaugurato nella trasmissione AnnoZero del 31/05/07 dal duo Santoro-Fisichella. Ricordate ? “Pochi casi isolati” suggeriva ammiccante Santoro, e Fisichella signorilmente annuiva con curiale compostezza. Allora si riferivano a quelli che poi si sono rivelati migliaia di casi di abusi. Oggi i pochi casi isolati sono, secondo l’amabile Bagnasco, quelli nascosti omertosamente dai suoi colleghi vescovi. Quanto pochi lo scopriremo solo se i media vaticaliani faranno il loro dovere di informare, come nei paesi civili.

Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI

…E’ “possibile” che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili, ha detto il capo dei vescovi rispondendo alle domande dei giornalisti…

Il generale-cardinale Bagnasco detta la linea al Governo Vaticaliano.

martedì, 26 gennaio 2010

Nella periodica riunione del Governo Ombra dei Vescovi (che controlla e guida il sottoposto Governo Vaticaliano) il genarale-cardinale Bagnasco si è esibito nella tradizionale somministrazione di aria fritta buonista con il pepe di tre ingrendienti piccanti : 1) emersione di giovani personalità cattoliche più disposte ad esaudire i desiderata delle gerarchie vaticane ; 2) impegno ad approvare la Legge sulla Tortura Obbligatoria di fine vita anche impedndo l’approvazione a livello locale di registri comunali ove sottoscrivere le libere volontà dei cittadini; 3) lotta dura al riconoscimento delle famiglie di fatto di qualsiasi tipo, comprese quelle composte da un maschio e una femmina.

Qui la fonte della notizia da Il Tempo LEGGI

Povero Bossi.

venerdì, 4 settembre 2009

Voleva andare a baciare la sacra pantofola di Ratzinger e invece si è dovuto accontentare, insieme a Calderoli, di una udienza (confessione ?) nella sagrestia di Bagnasco. L’udienza (confessione ?) è durata un’oretta. Non è dato conoscere se il cardinale abbia impartito l’assoluzione dai peccati di intemperanza anti-vaticano recentemente manifestati dal duo leghista sul tema dei respingimenti dei clandestini. La nostra impressione è che si tratti del tipico incontro di arrufianamento praticato in Italia da tutti i partiti clericali, tranne i radicali, da sempre, Di Pietro e -quando c’erano- socialisti, liberali e rapubblicani.

Qui la fonte della notizia dal Corsera

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Le verginelle offese.

domenica, 30 agosto 2009

Sua Eminenza il cardinale-generale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida la Repubblica vaticaliana, attacca Vittorio Feltri per aver resi pubblici presunti peccatucci di Dino Boffo, direttore de L’Avvenire, organo ufficiale del suo Governo Ombra. Insomma per le marie-santissime-e-sempre-vergini del Vaticano solo er mignottaro può essere sputtanato (giustamente, diciamo noi) se va a mignotte… mentre se un loro funzionario va a maschi (come l’articolo di Feltri ha rivelato) tutti devono tacere.

Qui la fonte della notizia
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Bagnasco colpito dal solleone.

martedì, 11 agosto 2009

Il cardinale-generale che attraverso la CEI controlla e guida la Repubblica Vaticaliana ha deciso che l’opinione pubblica non può decidere ciò che è morale o immorale. Solo la chiesa cattolica, fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale, detiene l’interpretazione esclusiva dell’etica alla quale tutti devono attenersi. E poi si inventa che quello dell’opinione pubblica è forse «il più subdolo e strisciante dei poteri ingiusti che vorrebbero imprigionare la libertà della Chiesa e dei cattolici»”. Come se qualcuno in Italia avesse detto che i cattolici non sono liberissimi di praticare (ma solo su loro stessi) tutti i più disparati comportamenti e marchingeni masochistici di loro godimento e gradimento. Urge intervento sanitario specializzato per i colpi di sole.

Dal Corriere della Sera LEGGI

…«Sembra che il bene e il male dipendano dall’opinione pubblica», come se «ciò che è morale o immorale dipendesse dai numeri», da quello che «la maggioranza pensa sui valori», ha detto il cardinale, aggiungendo che quello dell’opinione pubblica è forse «il più subdolo e strisciante» dei «poteri ingiusti che vorrebbero imprigionare la libertà della Chiesa e dei cattolici». «C’è anche chi ritiene e proclama che non ha più senso parlare di moralità e di immoralità, poiché, essendo impossibile, essi pensano, conoscere la verità delle cose, ognuno decide individualmente e assolutamente ciò che è bene o meno, basta non disturbare troppo gli altri», ha proseguito il capo dei vescovi italiani.

Secondo il cardinale Bagnasco, quindi, l’opinione pubblica «minaccia la libertà del credente», è una «vera e propria ideologia che mina alla radice la costruzione della persona, la quale non è più riconosciuta responsabile di sé, ma è consegnata senza punti di riferimento etici, senza principi di fondo universali e assoluti».

Bagnasco riscopre i lavoratori…

martedì, 26 maggio 2009

…e distrae l’attenzione dalla pedofilia di massa in Irlanda. Su tutti i media vaticaliani viene data la massima visibilità alla prolusione del generale-cardinale Bagnasco in occasione dellla periodica riunione dell’austero consesso che costituisce ormai l’appuntamento istituzionale in cui i gerarchi della SS Vaticana dettano la linea politica al sottomesso governo dell’ italico vicereame pontificio. La riunione cade giusta giusta all’indomani dello scandalo gigantesco che sta sconvolgendo la chiesa cattolica in Irlanda e, almeno in Italia, grazie a questo rinnovato buonismo pro-lavoratori della pedofilia pretesca non si parlerà. Anzi Bagnasco acquisisce benemerenze a sinistra, che contribuiranno a mettere la sordina anche a qualsiasi rivendicazione per dare ai cittadini il diritto di decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita. Infatti fra le direttive che il genarale-cardinale Bagnasco ha dettato c’è anche la riconferma che il corpo dei cittadini appartiene esclusivamente alla chiesa cattolica e che su quel corpo solo la chiesa può prendere decisioni.

Qui la fonte della notizia

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/bagnasco-cei/bagnasco-cei/bagnasco-cei.html

Dopo il terremoto arrivano i preti.

martedì, 14 aprile 2009

Per primo sarà il generale-cardinale Bagnasco, a seguire B16 forse a fine mese. Non si ferma la passerella mediatica di politicanti e presunte “autorità” civili e religiose che vanno a visitare e portare aiuto, dicono loro, ai terremotati. Con quali vantaggi concreti oltre all’intasamento del traffico e alla confusione nella normale attività di assistenza è difficile dire. Ma Bagnasco sarà anche latore di ben 3 milioni di Euro prelevati dal bottino dell’ottopermille, che però ammonta a parecchie centinaia di milioni l’anno. Insomma lo zero virgola qualcosa di quanto viene estorto dallo Stato a tutti noi contribuenti a favore della CEI – Congrega Estorsori Istituzionalizzati. Tutti i media di regime, pubblici e privati, tacciono invece sulla possibilità che lo Stato impieghi per la ricostruzione la sua quota dell’ottopermille. I politicanti al servizio dei preti -la quasi totalità dei parlamentari esclusi i radicali e pochissimi altri- temono che se adottassero e pubblicizzassero un simile provvedimento (previsto peraltro dalla Legge 222 del 1985 che regolò la truffa estorsiva dell’ottopermille), i contribuenti firmerebbero per lo Stato e non per la chiesa cattolica. E questi ultimi si farebberto rodere il culo, togliendo l’appoggio che ad ogni elezione forniscono ai loro “picciotti” nelle Istituzioni. Per scongiurare questo pericolo il ministro Tremonti vorrebbe aggiungere ai destinatari del cinquepermille, oltre alle migliaia di enti e associazioni già concorrenti, anche i terremotati d’ Abruzzo,  aggiungendo così anche la presa per il culo degli italiani dal momento che gli importi raccolti con il cinquepermille sono ridicoli rispetto a quelli dell’ottopermille. E in più vanno suddivisi fra migliaia di beneficiari. Ma dal mago della creatività contabile Giulio Tremonti non c’era da aspettarsi niente altro che trucchi.

Ed ecco qui da la Repubblica una ricca documentazione sull’ imbrogliuscone Tremonti

di Ranieri Salvadorini


L’iniziativa del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di devolvere il 5 per mille ai terremotati abruzzesi, rischia di essere controproducente perché metterebbe in crisi tante piccole associazioni di volontariato, molte delle quali peraltro già attive nelle zone colpite dal sisma. A sostenerlo sono in tanti, dal consulente di Emergency Gianpaolo Concari al Forum del terzo settore, dal presidente del Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato Marco Granelli all’Aduc.

Iniziativa demagogica. “Devolvere il 5 per mille per gli abruzzesi, come annunciato da Tremonti, potrebbe essere inutile e potenzialmente dannoso, mentre i fondi già ci sarebbero”. Concari, commercialista esperto di enti no profit, parla di inizativa “inquietante e demagogica”.

L’idea di Tremonti è potenzialmente dannosa perché colpirebbe quell’arcipelago di associazioni che costituiscono la spina dorsale del servizio di Protezione civile nazionale e che ora e per molto tempo ancora saranno impegnate nell’attività di assistenza ai terremotati. Tutte associazioni che sono potenziali destinatarie del 5 per mille e che, nell’ipotesi che si crei un unico canale “abruzzese”, rischiano grosso. “Infatti – spiega Concari – la campagna dichiarazione dei redditi 2008 è in avanzato corso di lavorazione e questo fa pensare che l’unico modo di intervenire sia la creazione di un codice fiscale “ad hoc” che funga da collettore per l’Abruzzo, senza possibilità per il contribuente di poter segnalare le singole associazioni a cui devolvere la quota”.

“Soldi per il terremoto in realtà ce ne sono già adesso – dice Concari – si possono infatti anticipare e quindi smobilizzare i soldi dell’8 per mille”. La legge già prevede, all’art. 2 comma 1 del d. P. R. 10/03/1998, che, qualora l’8 per mille sia devoluto allo Stato, questo li utilizzi “per calamità naturali”. “Quindi basterebbe ‘blindare’ i fondi dell’8 per mille per indirizzare nuove risorse alla popolazione abruzzese”, prosegue Concari.

Ma perché “blindare” se la legge prevede con molta precisione dove indirizzare il fondo dell’8 per mille (fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali, ndr)? “Perché il fondo, in questi anni, è stato depauperato per tappare falle di bilancio, oppure, e questo è incontrovertibile, per finanziare azioni di guerra in Afghanistan. E al contrario del 5 per mille non ha un tetto massimo, se non nell’ammontare globale dell’Irpef”.

L’iniziativa di Tremonti presenta anche un altro inconveniente, quello dei tempi in cui il denaro sarebbe utilizzabile. “I soldi servono adesso e non nel 2012, perché con il 5 per mille prima di due/tre anni è difficile che si veda qualcosa. Purtoppo questa è l’esperienza di ogni associazione del terzo settore”. Un terzo settore verso cui lo Stato è già debitore, secondo una stima recente de Il Sole24Ore, di circa 25 miliardi di euro.

Così si torna indietro. Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del terzo settore, sostiene che sulle risorse del 5 per mille non bisogna “tornare indietro”. Va ribadito il principio di sussidiarietà alla base del fondo, secondo il quale “è il cittadino che sceglie a quale organizzazione dare i propri soldi per specifici interventi. E fra queste non può esserci lo Stato, altrimenti si torna agli aiuti del pubblico”.

“Il ministro Tremonti ci chieda invece un impegno per l’Abruzzo, lo daremo anche per iscritto ma non cancelli la logica della sussidiarietà”, suggerisce Olivero.

Guerra tra poveri. Per Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato, strutture create dalla legge sul volontariato a servizio delle associazioni) con la destinazione del 5 per mille alle popolazioni terremotate “si fa una guerra fra poveri”.

“Ricordo – spiega – che sul 5 per mille lo Stato ha fissato un tetto, 380 milioni di euro. Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano ad essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all’assistenza domiciliare per gli anziani e così via”. Così come è stata annunciata la misura “non aggiunge nulla. Tremonti – precisa Granelli – interviene su soldi già destinati dallo Stato ad altro. Mi sembra un intervento inopportuno”. Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi.
Sudditanza al Vaticano. Secondo l’Aduc la proposta di Tremonti è “sintomatica perché conferma la sudditanza del nostro governo al Vaticano”. L’associazione dei consumatori ricorda che “tre senatori Radicali-Pd hanno proposto, con una interrogazione parlamentare, che lo Stato promuova la devoluzione del proprio otto per mille. Niente di particolarmente rivoluzionario visto che la devoluzione di questi fondi per casi del genere è già previsto dalla legge”. “Si tratterebbe – spiega l’Aduc – solo di incrementare più di quanto già avviene questo tipo di scelta: tra le confessioni religiose e lo Stato la gara, sempre in teoria, dovrebbe esserci per definizione. Certo è anomalo che lo Stato si metta a gareggiare con le confessioni religiose per questo tipo di finanziamenti”.

(13 aprile 2009)

I preti padroni d’Italia inneggiano alla censura.

domenica, 18 gennaio 2009

Il generale-cardinale Bagnasco, Vicerè d’ Italia su nomina diretta del Papa Re, approva la censura operata contro lo slogan che l’ UAAR aveva chiesto di far circolare su due autobus di Genova. Secondo il plenipotenziario di Ratzinger si tratta di “una ferita alla sensibilità religiosa di tanta gente e non soltanto cattolici“. Ora sappiamo con certezza che l’art. 21 della nostra Costituzione che garantisce la libertà di pensiero non può essere applicato se riguarda la libertà di non credere in alcun dio.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Il generale-cardinale Bagnasco…

giovedì, 25 dicembre 2008

…capo del Governo Ombra dei vescovi che guida e controlla il Vicereame del Papa Re, ordina di punire le donne che vogliono abortire impedendo l’uso della pillola RU486. Devono pagare la loro scelta per una maternità responsabile finendo sotto i ferri del chirugo. Ma poi aggiunge sublime ipocrisia al suo anatema invocando il rispetto della Legge 194 nella parte in cui prevede la “prevenzione” , senza citare l’unico mezzo sicuramente preventivo di una maternità indesiderata, l’uso dei profilattici o della pillola. E non si ferma qui. Aggiunge poi precise disposizioni sulla formulazione della Legge che il Parlamento vaticaliano, presidiato dagli zuavi pontifici, dovrà approvare a proposito delle diposizioni di fine vita. Non saremo noi a poter decidere sulla nostra salute, sul nostro corpo e sulla nostra vita, ma saranno loro, i vescovi del Club Torquemada, che diventeranno di fatto i padroni della nostra volontà. Questo succederà se la Legge verrà approvata secondo le loro disposizioni che escludono il rispetto della nostra personale e irrevocabile audeterminazione, ma la sottomettono a incredibili e inaccettabili limitazioni. Insomma la volontà dei preti sadici e del loro indotto politico diventerà per legge superiore alla nostra stessa volontà.