Articoli marcati con tag ‘bagnasco’

Il compromesso storico lo faranno i preti.

martedì, 25 ottobre 2011

Dopo il convegno di Todi sta prendendo corpo la nuova strategia politica del Vaticano. Non più una riesuazione della DC fatta dai vecchi e nuovi democristiani di PD, UDC e PDL, ma un partito tutto nuovo con l’innesto anche dei vecchi comunisti depurati delle pretese laiciste. In pratica i gerarchi vaticani, dopo la diffusione del documento del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace con il quale accettano e sponsorizzano la lotta al liberismo in economia (ultima frontiera dei nostalgici del comunismo), lasciano intravvedere il nuovo partito che si accingono a sperimentare in Italia. E’ una chiara apertura all’apporto dei combattenti e reduci della frammentata diaspora comunista. Ma questo avrà un prezzo che in nome della lotta al capitalismo tutti i vecchi comunisti sono pronti a pagare : nessuna parità di diritti per le coppie omosessuali, revisione e forse abolizione della Legge 197 sull’aborto e approvazione immediata della Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita. E’ chiaro che la crisi economica mondiale che attraversiamo è frutto dei meccanismi perversi dell’arricchimento facile e truffaldino a cui il sistema capitalistico vigente ha dato spazio e licenziosità. Ed è altrettanto evidente che un’ organizzazione sociale bimillenaria come la chiesa cattolica non poteva non accorgersi della fine epocale del capitalismo selvaggio. E con invidiabile tempestività si sono affrettati a mettere il cappello sulle riforme del sistema a cui le autorità finanziarie e monetarie internazionali dovranno necessariamente ricorrere. In attesa di questi eventi di portata planetaria nella piccola ma significativa Italia si sperimenta il compromesso storico, in salsa cattolica, fra cristianesimno e marxismo. Censurando, ovviamente, ogni riferimento alle religioni come oppio dei popoli.



20/10/11 – Daspo

giovedì, 20 ottobre 2011

Da cattolico non mi ha mai convinto l’idea che dovessi schierarmi in un partito o in un altro, al contrario continuo a pensare che il contributo delle proprie convinzioni può essere dato efficacemente in qualsiasi organizzazione, meglio senza l’ostentazione dell’appartenenza al mondo cattolico (molleo 81, lettera al Corriere della Sera)
Non ritengo
che il Paese abbia bisogno dei cattolici, anzi. L’esempio che ci fornisce la storia è che la religione non solo non è un collante, ma al di sopra di una massa critica di popolazione diviene invece un forte elemento di divisione. Con ciò non vorrei certo negare ai cattolici l’espressione, ma rimane assodato che non possono essere maggioranza nel dibattito bensì voce autorevole quanto quella dei non religiosi (Sergio S., lettera al Corriere della Sera)

Chissà se prima o poi la partitocrazia italiana sarà studiata con la stessa attenzione con cui l’entomologo seziona l’insetto. Mentre il mondo si scuote e anche in Italia si gettano alle ortiche gli schematismi e le contrapposizioni partitiche per porre al centro del dibattito il capitalismo, le banche e la falsa democrazia che gli regge il gioco, la partitocrazia vede come organizzarsi per il futuro. Al momento non sappiamo se gli indignati italiani saranno ridotti all’afasia dai total black o dai parlamentari che, lontanissimi dai bisogni materiali ed etici delle persone, si stanno avvitando da venti anni su B. si e su B. no, con il solo risultato di tenerlo inchiodato al suo posto. (E a tal proposito non possiamo esimerci dal ricordare la pessima figura fatta dalla sedicente opposizione con la sciagurata scelta di lasciare per un giorno il Parlamento ad un manipolo di sostenitori di un governo putrescente. Il tutto per meglio gettarsi sui microfoni di giornalisti compiacenti).
Nel frattempo assistiamo a scene orribili: è impressionante vedere membri del governo e sindaci di importanti città che hanno passato gran parte della loro vita a esaltare il fascismo e a contrapporsi con la forza a giovani di opposta ideologia, scagliarsi con impetuosità contro i violenti di oggi. Se fossi un poliziotto mi rivolterei all’idea che a prendere le mie difese siano personaggi privilegiati che – senza autocritica – sono passati dagli scontri di strada alle poltroncine del potere concesse dalla fatina B. Moralismo? Consentito, quando a fare la morale ci sono persone dalla biografia discutibile che governano.
Non bastasse questo indecente spettacolo abbiamo l’evergreen, cioè la Chiesa all’attacco.
Le gerarchie ecclesiastiche vogliono occuparsi di tipologie familiari – materia che dovrebbe essere competenza di sociologi o avvocati matrimonialisti – di diritti civili, diventati grazie a loro temi etici, di medicina, di scienze. Se ne fregano di illuminare noi agnostici dubbiosi senza fede, sull’enigma della transustanziazione, sulla resurrezione dei corpi, sul mistero della trinità, la possibilità dell’aldilà, ecc ecc. Argomenti interessanti, sicuramente di più rispetto allo spirituale tema della reversibilità della pensione per il partner superstite nelle coppie di fatto etero od omo. Ma, per questi sordidi tromboni che hanno fatto dei loro corpi la loro dolorosa prigione, decidere come morire e come vivere sono temi più importanti dei dogmi, perché sanno che i popoli non si governano con le avemaria e i padrenostro.
Siccome i cattolici che sono in diaspora in tutti gli schieramenti non accettano integralmente la concezione laica dello Stato, sarebbe un bene che si costituissero in un partito unico finendo una ipocrisia fastidiosa che ostacola la contemporaneità. Meglio finirla con queste doppiezze, meglio che la Chiesa partecipi in modo limpido e trasparente alle contese politiche così come accade, ad esempio, negli Stati Uniti. Purtroppo nella nostra Costituzione (che, ahimè, non è la più bella del mondo) c’è l’art. 7 che impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. Nel frattempo i nostri parlamentari rimangono inutilmente asserragliati nei talk show a mangiare brioche, mentre nei sacri palazzi si decide il nostro futuro (senza neanche massacrarsi con la farsa delle primarie).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

SS PQR : Sempre e Solo Preti Qui Regnano.

mercoledì, 19 ottobre 2011

La “reconquista” dell’Italia da parte dello Stato Pontificio è stata celebrata ufficialmente il 20 settembre dell’anno scorso quando il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re per i rapporti internazionali, ha officiato da solo alla Breccia di Porta Pia, davanti alle autorità (?) civili completamente mute, la cerimonia di presa di possesso di Vaticalia. A distanza di un anno i conquistatori, attraverso l’intervento del generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei vescovi che controllano e guidano la politica vaticaliana, hanno dettato la linea politica che dovranno seguire i cattolici impegnati in politica, a cominciare da quelli attivi nel mondo del lavoro che hanno promosso l’incontro di Todi. Confuse e contraddittorie le reazioni dei politicanti, soprattutto quelli del PD-Partitus Dei e del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, Protesi i primi a valutare le conclusioni di Todi come un benservito a Berlusconi, e convinti i secondi di aver ricevuto invece un sostegno clamoroso alla loro politica e al loro leader. Al di là di queste opposte valutazioni a Todi è emerso soprattutto che dietro la definizione di “valori non negoziabili” il generale-cardinale Bagnasco e il suo Governo Ombra guardano soprattutto ai valori economici e ai privilegi fiscali di cui gode la chiesa cattolica e il suo sterminato indotto di enti religiosi e associazionismo laico. Il tutto dietro una presunta difesa della vita a spese del diritto delle donne a decidere sulla propria maternità e di uomini e donne a decidere sulla propria salute, il proprio corpo e la propria vita. E naturalmente anche a spese del riconoscimento giuridico dei rapporti affettivi non approvati dalla morale cattolica. Su questa affermazione evidente di uno “stato etico” legittimato dall’adesione incondizionata da parte di tutti i maggiori partiti (esclusi i radicali) all’etica conclamata e codificata dalla dominante religione cattolica si consumerà l’ultimo barlume di laicità costituzionale. Per difendere i cittadini dalla definitiva trasformazione di vaticalia in Vicereame del Papa Re lanciamo  un appello ai cittadini e alle associazioni laiche  per convocare gli Stati Generali sulla Laicità. Prima che si troppo tardi

Bagnasco getta la maschera e appare Khomeini.

martedì, 18 ottobre 2011

Straordinaria epifania a Todi dove il generale-cardinale Bagnasco è finalmente apparso in tutta la sua straordinaria somiglianza con il teologo-politico che ha realizzato la rivoluzione islamista in Iran. Non solo detta la linea politica al partito unico cristianista che sorgerà sulle macerie del berlusconismo da una parte e del compromesso storico dall’altra ma, come Khomeini, avrà anche il sostegno dei pasdaran del popolo in salsa cattolica, quei rappresentanti dei lavoratori che ieri a Todi si sono uniti a lui come gli islamo-comunisti sostennero in un primo momento la rivoluzione iraniana. Quelli che poi furono prima emarginati se insistevano sulle rivendicazioni sociali, ma subito integrati nelle forze di repressione se si adeguavano alle linee dettate dagli ayatollah. C’è addirittura una somiglianza incredibile fra la CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida da sempre la politica vaticaliana qualunque sia il goerno in carica, e quell’autocrazia rappresentata dal gran consiglio degli Ayatollah che, dopo la morte di Khomeini, oggi ha al suo vertice quella sorta di “papa” sciita che oggi è Khamenei. L’unica differenza è che i catto-ayatollah italiani e il loro capo, il generale-cardinale Bagnasco, a differenza degli autocrati islamisti iraniani, hanno al di sopra di loro il Papa Re, Ma questo nel nostro Paese significa solo che il potere cei catto-ayatollah sarà ancora più forte e pervasivo come si è già evidenziato nella prolusione di Bagnasco che ieri ha subito preteso il riconoscimento della funzione pubblica della religione. Vale a dire che è un pubblico servizio e va compensato con pubbliche finanze. Prepariamoci a pagare molto più dell’ottopermille, fra poco i preti diventeranno pubblici funzionari nel parastato di dio. Ma c’è anche di più. Dice Bagnasco: nessuno si azzardi a mettere in discussione i valori morali non negoziabili che la CEI impone ai governi vaticaliani di qualsiasi colore. L’etica cattolica prevale. E così si chiude il cerchio e Vaticalia diventa uno “stato etico” certificato e garantito dall’etica imposta in esclusiva dalla chiesa cattolica. Sotto il governo dei catto-ayatollah che però non hanno ancora indicato chi sarà l’Ahmadinejad italiano di loro fiducia.

7/10/11 – Fare il punto (2)

venerdì, 7 ottobre 2011

Fra le reazioni sfuggenti del centrodestra alle parole del card. Bagnasco sui politici che “ammorbano l’aria”, un colpo di genio l’ha avuto Maurizio Sacconi: “Nel breve i parlamentari che apprezzano il suo messaggio sanno di dover concorrere alla definitiva approvazione della legge sul fine vita”. Tiè, sempre perfido Sacconi. Che ama mettere in un vicolo cieco, i suoi interlocutori. Come nella barzelletta sulle monache, alle quali bastava dire no per non essere violentate. Peccato che a tutti noi, con la legge in questione, non basterà aver detto no, perché lo Stato rinunci a violentare la nostra scelta. Ma questo è un vicolo cieco, un cul de sac che non interessa Sacconi (Balthazar, Cattivi pensieri)
Sotto Palazzo Grazioli, la residenza romana di B., nessuno può più sedersi né appoggiarsi alle fioriere per ragioni di sicurezza. Lo spiegano i funzionari che l’anno scorso hanno soppresso prima il parcheggio destinato ai residenti, poi anche le fermate dell’autobus (18 linee). Una piccola zona rossa intorno alla quale sta crescendo il furore dei cittadini ai quali viene perfino impedita la sosta per scaricare la spesa. Solo le auto blu hanno diritto al parcheggio e di notte bivaccano a decine, controllate da agenti di polizia e carabinieri trasformati in posteggiatori. I quaranta Big Jim della guardia presidenziale fanno i duri con i passanti. Tengono quel che resta del premier in un vuoto d’aria, curando che nei trasferimenti non incappi mai in clamorose contestazioni… (Pino Corrias, Vanity Fair)

Qualche anno fa il regista Moretti, che a voce alta disse l’ovvio affermando che con gli attuali leader non si sarebbe mai cavato un ragno dal buco, fornì di esca una serie di manifestazioni che sembravano poter smuovere quel monolitico piombo dei partiti. Quel movimento morì strozzato quando a circondare i palazzi del potere insieme alla gente comune apparsero i potenti segretari di partito, i deputati, i senatori. Appena ieri (13 febbraio) sebbene su un appello discutibile (basti ricordare il richiamo alla coscienza religiosa della nazione) donne di diverse età e culture riempirono le piazze. Ma le manifestazioni erano piene di segretari di partito che si buttavano in braccio ai giornalisti (soprattutto della rai che, si sa, è una pertinenza di palazzochigi) che per qualche ora sgrullarono quell’albero per coglierne i frutti con la loro risibile immagine spiattellata sugli schermi all’ora di cena. Per non dire del popolo viola che è praticamente guidato dal capo ufficio stampa dell’Idv. Anche le associazioni omosessuali non sono riuscite a portare a casa niente, neanche (ed era una piccola cosa) l’aggravante nei reati per omofobia. E’ probabile che il motivo di tanta scarsezza di successo, oltre che di capacità di indignazione durevole, sia determinata dalla inadeguatezza di spogliarsi da ideologie vecchie e superate che allignano a destra e sinistra e si incardinano in formazioni partitiche. Invece nelle grandi capitali dell’Occidente assistiamo alla nascita di movimenti trasversali per età e cultura, che vogliono confrontarsi con i potentati dell’economia di mercato. Non sono espressioni folcloristiche, ma contestazioni che segnano passaggi epocali.
E’ deprimente che per disturbare la tranquillità degli inquilini dei palazzi del potere italiano sia dovuto intervenire un “padrone” che ha interpretato il buon senso di quella imprenditoria saldamente radicata sul territorio. Ebbene, dopo quella lettera critica a tutta pagina sui grandi quotidiani deputati e deputatesse hanno sentito la necessità di rispondergli piccati (Bindi che è stata al governo con Mastella gli ha rinfacciato di essergli amico, La Russa gli ha dato dello scarparo che deve comprarsi le pagine per farsi sentire, e tutti gli hanno detto di scendere in politica se vuole parlare). Ebbene, questi campioni della democrazia con infinite legislature alle spalle, se si fossero presi lo scomodo di fare un po’ di spesa al supermercato, o fossero saliti qualche volta su un autobus, quelle cose di senso comune le avrebbero sentite dire dai cittadini.
E visto che ci occupiamo – modestamente con questo piccolo sito – di comunicazione, basta con questi talk show con pochi argomenti, con sempre gli stessi reiteratamente invitati nelle medesime trasmissioni. Sarebbe, secondo me, l’ora di dare un calcio a questo morbo che è nato nella politica e si è esteso a tutto il Paese – e che ha annientato il libero pensiero, o meglio il pensare autonomamente – di dividersi in fronti contrapposti, prendere posizioni pro o contro, da una parte o dall’altra, che ci costringe a cantare in cori. Cori stonatissimi .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

La Conferenza degli Ayatollah unanime contro Berlusconi.

mercoledì, 28 settembre 2011

La prolusione del generale-cardinale Bagnasco è stata condivisa approvata dai vescovi della CEI che, come gli Ayatollah in Iran, hanno potere assoluto sul governo italiano, qualunque sia la composizione e l’ispirazione ideologica. E tutto il mondo dei politicanti pende dalle loro labbra, chi plaudendo alle loro decisioni, chi replicando umilmente, ma tutti si adeguano sapendo benissimo chi è che comanda. E’ questo che ci ferisce e ci indigna. Questo atteggiamento remissivo e sottomesso ad una autorità religiosa che rende l’Italia l’unico Paese democratico occidentale del tutto simile ai paesi in cui vige la sharìa, cioè l’allineamento della politica ai precetti della religione dominante e delle conseguenti direttive emanate suoi rappresentanti. Non che in alcuni casi non abbiano ragione, ma l’insistenza e l’ingerenza dei gerarchi vaticani sulla politica italiana è assolutamente abnorme. Sappiamo bene che gran parte di questo debordante potere del clero deriva dal famigerato articolo 7 della nostra Costituzione che, appesantita dall’inserimento dei Patti Lateranensi nel suo Corpus, ufficializza e tutela quell’ingerenza. Ma sappiamo anche che ci si può liberare dal peso di questa anomalia (solo italiana in tutto l’occidente democratico) come è successo in due soli casi: le leggi che hanno consentito la possibilità di rifarsi una famiglia e il diritto delle donne di decidere sulla propria maternità. Si deve adesso trovare il modo di cancellare sia la mostruosità istituzionale (l’articolo 7) che impone all’Italia i meccanismi dello “stato etico” derivanti dall’entità statuale e religiosa che ci domina da oltretevere, ed anche di abbattere nello stesso tempo tuti i privilegi ed esenzioni fiscali che rendono quel sistema doppio di potere insopportabilmente parassitario della nsotra economia nazionale.

De profundis per i governanti liberi scopatori.

martedì, 27 settembre 2011

Il generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei Vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, ha dettato la linea politica e morale per tutti i governanti presenti e futuri della repubblica sottomessa alla loro competenze territorialie La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al pari di tutte le altre Conferenze nazionali che il Vaticano ha costituito in tutti paesi del mondo in cui si annidi una comunità di credenti cattolici, si riunisce periodicamente più volte l’anno per esaminare la politica del paese e dare disposizioni ai poiliticanti cattolici affinché si comportino secondo il magistero della chiesa e della sua dottrina sociale. Nella sua prolusione di ieri il Bagnasco non ha dato soltanto il benservito al cattolico attualmente in carica in Italia con il compito di applicare i desiderata pontifici, ma ci sembra che, di conseguenza, anche il prossimo dovrà essere al riparo da qualsiasi illazione peccaminosa per quanto riguarda la morale sessuale. Quindi nessun cattolico gay e/o convivente more uxorio potrà avere l’approvazione del CEI. Fuori gioco Vendola e Casini ? Non ci sembra che, a parte i comportamenti sessuali, la CEI preveda ostracismo per altri comportamenti, come ad esempio quelli in contrasto con l’onestà e il rispetto della legalità. Comunque da un’attenta lettura della prolusione ci è sembrato che abbiano molta più importanza le indicazioni politiche generali che riguardano soprattutto l’obbligo per i politicanti cattolici di salvaguardare i privilegi e gli interessi concreti del Cupolone :  più soldi per le scuole cattoliche, privilegi fiscali, applicazione delle direttive sulla Tortura Obbligatoria di fine vita (vedi sotto), ecc. I media vaticaliani invece sono tutti concentrati sulle presunte bastonate a Berlusconi dal quale ormai i gerachi vaticani hanno ottenuto tutto l’ottenibile e guardano ben oltre. Magari a una nuona DC in cui paracadutare anche i catto-comunisti di Bersani ormai convertiti al clericalismo più docile e puro attraverso le vecchie cariatidi democristiane da Bindi a Fioroni.

Un de profundis per Berlusconi ?

mercoledì, 21 settembre 2011

Pochi giorni fa scrivevamo che la sorte del Governo Berlusconi era legata alle decisioni che avrebbe preso il generale-cardinale Bagnasco nella prossima riunione del Governo Ombra dei vescovi italiani. LEGGI

- Ora anche all’interno del mondo cattolico
aumentano quelli che si chiedono come i preti-padroni d’Italia possano continuare a sostenere il grande scopatore. LEGGI

- Se lo chiede anche qualche giornalista celebre. LEGGI

- Da parte nostra però non vorremmo che la fine del governo Berlusconi dipendesse dai comportamenti sessuali del leader. Preferiremmo che cadesse innanzi tutto per la sua manifesta incapacità di risolvere i problemi economici, politici e sociali del nostro paese e anche per il suo “immorale” asservimento agli interessi e ai privilegi dei gerarchi vaticani oltre che per aver messo nelle loro mani con la Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita il nostro diritto a decidere sul nostro corpo e sulla nostra salute. Ma se saranno i gerarchi vaticani a farlo cadere chiunque lo sostituirà continuerà come lui a sottomettere l’Italia alla volontà della teocrazia oggi dominate.

Ma Bertone per chi tifa ?

lunedì, 19 settembre 2011

Sappiamo già che le linea politica del governo vaticaliano per i prossimi mesi sarà decisa dalla riunione della CEI nei prossimi giorni (vedi sotto) e sappiamo altrettanto bene che la chiesa fornirà il suo consenso, e non potrebbe essere diversamente, ai partiti che si richiameranno espressamente alla sua dottrina sociale e ai valori cristiani da trasferire nella politica nazionale. Quindi i partiti che usufruiranno del benefico apporto saranno sicuramente il PDL e l’UDC che entrambe le opzioni ce l’hanno dentro i propri statuti. Non ricordiamo se anche Rutelli e Fini li abbiano previsti ma non ricordiamo di averli visti codificati negli statuti di Fli e Api. Il cristianesimo, nella versione più fortemente cristianista, sta pure di fatto nella politica leghista ma non pensiamo che i vertici vaticani si spingano oltre una vaga benevolenza . Quelle due opzioni fortemente impegnative invece non appaiono nei programmi di SEL, IDV e PD, nonostante che la massiccia presenza di cattolici ci ha spinto spesso a definire il PD Partitus Dei. Non parliamo poi dei radicale che per i preti padroni sono addirittura il demonio. E allora questo punto una domanda sorge spontanea : con chi si shiereranno Bertone e Bagnasco, i due massimi esponenti della presenza e ingerenza politica vaticana in Italia ? Se conosciamo bene la chiesa cattolica le loro preferenze andranno ai leader di PDL e UDC, ma soprattutto a quello più condizionabile per i suoi comportamenti non conformi alla morale cattolica. Non l’etica in generale, perché di quella ai preti non gliene frega niente, ma solo la morale sessuale. In sostanza il leader più peccaminoso è quello da cui i preti padroni possono ottenere le migliori contropartite. Quindi se non potranno sostenere Berlusconi, sfacciato fornicatore e quindi più facilmente condizionabile, dovranno accontentarsi di Casini, convivente more uxorio. Sapremo per chi tifa Bagnasco fra pochi giorni, ma non abbiamo ancora capitro per chi tiferà Bertone. LEGGI

Ratzinger ha stabilito con il suo plenipotenziario in Vaticalia l’agenda politica italiana.

Si è svolto a Castelgandolfo, con un po’ di anticipo rispetto alle abitudini, l’incontro del papa con il generale-cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, il Governo Ombra dei vescovi italiani che controlla e guida il governo uifficiale in carica. Dal 26 settembre, quando il papa sarà in Germania per la sua visita ufficiale, il Governo Ombra dei vescovi italiani si riunirà per la consueta sessione dedicata all’esame della situazione politica italiana e fisserà l’agenda dei provvedimenti già concordati da Bagnasco con il papa. Non è escluso che fra le preghiere dell’introibo e quelle di fine cerimonia l’austero consesso dedichi anche un de profundis al governo Berlusconi.

25/1/11 – Alzare il prezzo (4)

martedì, 25 gennaio 2011

La gente in Italia non protesta perché, probabilmente per una cultura tutta cattolica, prevalgono fatalismo e rassegnazione (Guy Dinmore, Financial Times)
Apprezzo le parole di Bagnasco che chiede una tregua nei conflitti di potere. Del resto la Chiesa parla a tutti, ai cristiani e ai non cristiani (Ministro del Welfare Sacconi)
Mannaggia il diavoletto che cia’ fatto litigà. Pace pace pace!!!

Le parole esplicite da parte della Cei sono arrivate, ma non c’è stato l’intervento ad personam che la parte peggiore dell’opposizione e parecchi media estranei al libero pensiero si aspettavano. E’ il caso di rileggersi - e meditare – l’intervista rilasciata al Corriere della Sera (24/12/10) da Camillo Ruini che ad un Aldo Cazzullo in ginocchio diceva: “Non amo dare giudizi pubblici su comportamenti privati delle singole persone, specialmente quando questi giudizi verrebbero subito interpretati in chiave di lotta politica”.
E questo si che è un astuto politico che ha fatto gli interessi della Cei finché l’ha presieduta e oggi continua a farli per il suo Stato di riferimento che non è l’Italia ma il Vaticano. Quanto ai politici italiani che si buttano sulla Chiesa in modo strumentale, il puntuto Ruini dice: “Giudicare le intenzioni è molto difficile. Che i leader pensino ad un ritorno in termini politici forse è normale. Ma sono scelte che hanno dei costi. Perché la Chiesa dice spesso delle cose controcorrente”.
Proprio sicuri che bisogna chiedere l’ingerenza della Chiesa cattolica? Sono certi i politici nostrani che la potenza di fuoco del clero non spazzi via le macerie italiane?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

19/1/11 Alzare il prezzo
21/1/11 Alzare il prezzo (2)
24/1/11 Alzare il prezzo (3)

Salvare Alemanno

Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, lancia l’idea di un Coordinamento cattolici per Roma. “Unirà le personalità del mondo politico cattolico romano che hanno aderito al progetto di Silvio Berlusconi di mettere insieme moderati e riformisti in un unico partito, il Pdl. Contatterò Tajani, Baccini, Antoniozzi e tanti altri. L’impegno sarà un contributo al sindaco Alemanno nella seconda fase del suo mandato amministrativo sancito dalla nascita della nuova giunta” (la Repubblica, 24/1/11)