“Tu sei solo una creatura infernale mentre io rappresento il credo professato da popoli interi. Lo sai che la religione cristiana è seguita da più di un miliardo di persone?” “Capirai, anche la ruota della fortuna” (dal film Riposseduta, parodia dell’Esorcista)
Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri. La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani (Pietro Nenni all’Assemblea costituente 27 marzo ’47)
Domenica scorsa aprendo i lavori dell’assemblea del Pd, la presidente Bindi ha fatto gli auguri al papa per il suo quinto anno di pontificato. Il vicepresidente della Camera Lupi, ha ribattuto con orgoglio a Bocchino che lo accusava di essere un maestro della lottizzazione per conto di Comunione e Liberazione, che la sua connotazione ecclesiale è apprezzata da tutti i colleghi.
Cosa c’è di malato nel nostro Paese? Intanto l’articolo 7 della Costituzione che ha creato una condizione superprivilegiata per la Chiesa. L’articolo nella pratica impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Di fatto gran parte della nostra legislazione, si pensi alla legge 40 o alla indisponibilità del fine vita, ma anche il non riconoscere i più elementari diritti civili della persona, sembra essere guidato dal “diritto naturale”. Che appare come un riferimento concettuale e giuridico immodificabile nel tempo, quanto assoluto e valido per tutti, e quindi che da tutti deve essere accettato. Proprio come prevede la Chiesa cattolica per i suoi dogmi.
Sarà una preoccupazione eccessiva, ma la domanda è lecita: Vaticalia, o meglio la Chiesa cattolica che così pesantemente condiziona un paese a sovranità limitata come l’Italia, è compatibile con l’Occidente?
Gli Stati Uniti, culla dell’Occidente, hanno sempre guardato con sospetto alla Chiesa cattolica che percepiscono come una minaccia ai loro valori, quelli che noi chiamiamo, spesse volte con sprezzo, la religione civile dell’America che guarda più, forse, all’eroismo delle figure epiche dell’antico testamento che ai miracoli del vangelo. Due mesi prima della sua storica elezione come primo presidente cattolico nel 1960, John Kennedy pronunciò a Houston un discorso per rassicurare la sua indipendenza dalla Chiesa: “Credo in una America in cui la separazione della Chiesa e dello Stato è assoluta, in cui nessun prelato cattolico dica al presidente che cosa fare, e nessun pastore protestante dica ai suoi per cui votare; un Paese in cui nessuna Chiesa o scuola confessionale riceva fondi pubblici o goda di privilegi, dove a nessuna persona venga negato l’accesso alla vita pubblica perché la sua religione è diversa da quella del presidente che ha il diritto di nominarlo o degli elettori che potrebbero eleggerlo. Credo in una America che non è ufficialmente né cattolica, né protestante, né ebrea, nella quale nessun uomo pubblico chiede o accetta istruzioni , su questioni di pubblico interesse, dal papa, dal Consiglio nazionale delle chiese o da qualsiasi fonte ecclesiastica, dove nessun organo religioso cerca d’imporre la propria volontà direttamente o indirettamente sulla popolazione o sugli atti pubblici dei suoi funzionari, e dove la libertà religiosa è così indivisibile che ogni azione contro una Chiesa è un’azione contro tutte” . Non è un caso che in un paese che ha accolto e digerito questo discorso siano nate le prime denunce, a partire dagli anni Cinquanta, ai preti pedofili. Il cardinale di Chicago Joseph Bernardin, sul finire del 1991 rende pubblico che un prete della sua diocesi, già colpevole di abusi e perdonato, non soltanto li aveva reiterati ma era stato ricollocato in un seminario. Una parte della gerarchia cattolica americana ha mostrato al mondo una Chiesa penitente che tenta di recuperare l’integrità riconoscendo le proprie colpe attraverso la denuncia dei crimini alla giustizia civile. Seppure con tempi lunghissimi, la Chiesa americana – una parte considerevole di essa – si è mossa secondo i principi del pensiero occidentale.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Con ritrosia i media vaticaliani hanno timidamente parlato del grave scandalo riguardante i Legionari di Cristo. www.nogod.it ne aveva parlato già dallo scorso anno. Ripubblichiamo il post di seguito per i nostri lettori. Il papa era appena stato operato al polso che si era fratturato cadendo mentre “i quattro gatti”, è un riferimento ai pochi presenti alle benedizioni domenicali del papa che fruttarono una rimozione di un giornalista del tg3 che descriveva la piazza san Pietro semivuota con questo esempio.
20/7/09 – Il polso della situazione
Abituati al guinzaglio corto i coraggiosi giornalisti italiani hanno pensato di relegare nelle brevi di cronaca il documentario Vows of Silence presentato dal loro collega Jason Berry durante il FictionFest di Roma appena concluso. Il documentario è la storia della setta dei Legionari di Cristo fondata dal pedofilo messicano Marcial Maciel Degollado, sottoposto a due inchieste da parte del Vaticano, morto nel 2008 dopo essere stato invitato a non parlare più in pubblico. Insieme al regista ha presentato il documentario Jose Barba Martin, ex seminarista e abusato, che ha deciso di parlare solo nel ’94, quando sentì il papa (era sul trono Giovanni Paolo II) accreditare come esempio padre Maciel.
Parlare dei Legionari di Cristo è come mettere le mani in un nido di vespe. Per l’annuario pontificio del 2006, la setta contava 125 sedi, 1.960 religiosi di cui 664 sacerdoti, e anche per l’anno in corso ben 50 giovani hanno richiesto di entrare in seminario. Numeri pesanti in considerazione del calo di vocazioni nel mondo. Berry accusa Giovanni Paolo II di aver protetto padre Maciel perché capobastone di ben 60mila fedeli e in grado di portare cospicui fondi alla chiesa. Benedetto XVI da cardinale aveva chiusi entrambi gli occhi, ma ora ha avviato una terza indagine dopo aver ascoltato 50 testimoni. L’indagine vuole fare luce su quanto l’immoralità del fondatore dei Legionari abbia inciso sulla vita della congregazione e del movimento dei fedeli da lui fondato. Mercoledì 15 maggio William Levada, prefetto della dottrina della fede e il segretario di Stato Tarcisio Bertone, hanno bussato alla porta della sede romana (l’Ateneo Regina Apostolorum, imponente costruzione sulla via Aurelia). La commissione d’inchiesta è composta da cinque religiosi (Ricardo Watti Urquidi, vescovo messicano, Ch. Chaput, arcivescovo di Denver, Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria, Ricardo Ezzato Andrello, arcivescovo cileno, Blazquez Perez, vescovo di Bilbao) che hanno avuto contatti con la setta. Hanno il compito di capire se il movimento deve essere definitivamente chiuso o se, e questa è la versione più auspicata dalla Chiesa di Roma, sostituire la leadership attraverso un capitolo generale (cioè una riunione interna). La commissione d’inchiesta è stata sollecitata dai membri dei Legionari Usa, incoraggiati dal tentativo di pulizia e di punizione dei tanti preti pedofili che in quella regione sta operando.
I quattro gatti che contano sull’informazione gentilmente concessa dalla rai, oggi sanno che il polso papale, dopo anestesia locale, ha subito due piccoli fori e, a cielo coperto (senza bisturi) sono stati inseriti due fili metallici per mettere in trazione la frattura. Interessante sicuramente, ma anche la storia dei Legionari di Cristo, c’è anche il documentario di Berry, sarebbe bene sapere.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
