Articoli marcati con tag ‘b16’

20/4/10 – Occidente?

martedì, 20 aprile 2010

“Tu sei solo una creatura infernale mentre io rappresento il credo professato da popoli interi. Lo sai che la religione cristiana è seguita da più di un miliardo di persone?” “Capirai, anche la ruota della fortuna” (dal film Riposseduta, parodia dell’Esorcista)
Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri. La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani (Pietro Nenni all’Assemblea costituente 27 marzo ’47)

Domenica scorsa aprendo i lavori dell’assemblea del Pd, la presidente Bindi ha fatto gli auguri al papa per il suo quinto anno di pontificato. Il vicepresidente della Camera Lupi, ha ribattuto con orgoglio a Bocchino che lo accusava di essere un maestro della lottizzazione per conto di Comunione e Liberazione, che la sua connotazione ecclesiale è apprezzata da tutti i colleghi.
Cosa c’è di malato nel nostro Paese? Intanto l’articolo 7 della Costituzione che ha creato una condizione superprivilegiata per la Chiesa. L’articolo nella pratica impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Di fatto gran parte della nostra legislazione, si pensi alla legge 40 o alla indisponibilità del fine vita, ma anche il non riconoscere i più elementari diritti civili della persona, sembra essere guidato dal “diritto naturale”. Che appare come un riferimento concettuale e giuridico immodificabile nel tempo, quanto assoluto e valido per tutti, e quindi che da tutti deve essere accettato. Proprio come prevede la Chiesa cattolica per i suoi dogmi.
Sarà una preoccupazione eccessiva, ma la domanda è lecita: Vaticalia, o meglio la Chiesa cattolica che così pesantemente condiziona un paese a sovranità limitata come l’Italia, è compatibile con l’Occidente?
Gli Stati Uniti, culla dell’Occidente, hanno sempre guardato con sospetto alla Chiesa cattolica che percepiscono come una minaccia ai loro valori, quelli che noi chiamiamo, spesse volte con sprezzo, la religione civile dell’America che guarda più, forse, all’eroismo delle figure epiche dell’antico testamento che ai miracoli del vangelo. Due mesi prima della sua storica elezione come primo presidente cattolico nel 1960, John Kennedy pronunciò a Houston un discorso per rassicurare la sua indipendenza dalla Chiesa: “Credo in una America in cui la separazione della Chiesa e dello Stato è assoluta, in cui nessun prelato cattolico dica al presidente che cosa fare, e nessun pastore protestante dica ai suoi per cui votare; un Paese in cui nessuna Chiesa o scuola confessionale riceva fondi pubblici o goda di privilegi, dove a nessuna persona venga negato l’accesso alla vita pubblica perché la sua religione è diversa da quella del presidente che ha il diritto di nominarlo o degli elettori che potrebbero eleggerlo. Credo in una America che non è ufficialmente né cattolica, né protestante, né ebrea, nella quale nessun uomo pubblico chiede o accetta istruzioni , su questioni di pubblico interesse, dal papa, dal Consiglio nazionale delle chiese o da qualsiasi fonte ecclesiastica, dove nessun organo religioso cerca d’imporre la propria volontà direttamente o indirettamente sulla popolazione o sugli atti pubblici dei suoi funzionari, e dove la libertà religiosa è così indivisibile che ogni azione contro una Chiesa è un’azione contro tutte” . Non è un caso che in un paese che ha accolto e digerito questo discorso siano nate le prime denunce, a partire dagli anni Cinquanta, ai preti pedofili. Il cardinale di Chicago Joseph Bernardin, sul finire del 1991 rende pubblico che un prete della sua diocesi, già colpevole di abusi e perdonato, non soltanto li aveva reiterati ma era stato ricollocato in un seminario. Una parte della gerarchia cattolica americana ha mostrato al mondo una Chiesa penitente che tenta di recuperare l’integrità riconoscendo le proprie colpe attraverso la denuncia dei crimini alla giustizia civile. Seppure con tempi lunghissimi, la Chiesa americana – una parte considerevole di essa – si è mossa secondo i principi del pensiero occidentale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Con ritrosia i media vaticaliani hanno timidamente parlato del grave scandalo riguardante i Legionari di Cristo. www.nogod.it ne aveva parlato già dallo scorso anno. Ripubblichiamo il post di seguito per i nostri lettori. Il papa era appena stato operato al polso che si era fratturato cadendo mentre “i quattro gatti”, è un riferimento ai pochi presenti alle benedizioni domenicali del papa che fruttarono una rimozione di un giornalista del tg3 che descriveva la piazza san Pietro semivuota con questo esempio.

20/7/09 – Il polso della situazione

Abituati al guinzaglio corto i coraggiosi giornalisti italiani hanno pensato di relegare nelle brevi di cronaca il documentario Vows of Silence presentato dal loro collega Jason Berry durante il FictionFest di Roma appena concluso. Il documentario è la storia della setta dei Legionari di Cristo fondata dal pedofilo messicano Marcial Maciel Degollado, sottoposto a due inchieste da parte del Vaticano, morto nel 2008 dopo essere stato invitato a non parlare più in pubblico. Insieme al regista ha presentato il documentario Jose Barba Martin, ex seminarista e abusato, che ha deciso di parlare solo nel ’94, quando sentì il papa (era sul trono Giovanni Paolo II) accreditare come esempio padre Maciel.
Parlare dei Legionari di Cristo è come mettere le mani in un nido di vespe. Per l’annuario pontificio del 2006, la setta contava 125 sedi, 1.960 religiosi di cui 664 sacerdoti, e anche per l’anno in corso ben 50 giovani hanno richiesto di entrare in seminario. Numeri pesanti in considerazione del calo di vocazioni nel mondo. Berry accusa Giovanni Paolo II di aver protetto padre Maciel perché capobastone di ben 60mila fedeli e in grado di portare cospicui fondi alla chiesa. Benedetto XVI da cardinale aveva chiusi entrambi gli occhi, ma ora ha avviato una terza indagine dopo aver ascoltato 50 testimoni. L’indagine vuole fare luce su quanto l’immoralità del fondatore dei Legionari abbia inciso sulla vita della congregazione e del movimento dei fedeli da lui fondato. Mercoledì 15 maggio William Levada, prefetto della dottrina della fede e il segretario di Stato Tarcisio Bertone, hanno bussato alla porta della sede romana (l’Ateneo Regina Apostolorum, imponente costruzione sulla via Aurelia). La commissione d’inchiesta è composta da cinque religiosi (Ricardo Watti Urquidi, vescovo messicano, Ch. Chaput, arcivescovo di Denver, Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria, Ricardo Ezzato Andrello, arcivescovo cileno, Blazquez Perez, vescovo di Bilbao) che hanno avuto contatti con la setta. Hanno il compito di capire se il movimento deve essere definitivamente chiuso o se, e questa è la versione più auspicata dalla Chiesa di Roma, sostituire la leadership attraverso un capitolo generale (cioè una riunione interna). La commissione d’inchiesta è stata sollecitata dai membri dei Legionari Usa, incoraggiati dal tentativo di pulizia e di punizione dei tanti preti pedofili che in quella regione sta operando.
I quattro gatti che contano sull’informazione gentilmente concessa dalla rai, oggi sanno che il polso papale, dopo anestesia locale, ha subito due piccoli fori e, a cielo coperto (senza bisturi) sono stati inseriti due fili metallici per mettere in trazione la frattura. Interessante sicuramente, ma anche la storia dei Legionari di Cristo, c’è anche il documentario di Berry, sarebbe bene sapere.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Fantascienza e teologia.

domenica, 7 giugno 2009

Acrobatiche elocubrazioni teologiche di B16 per far coincidere le ricerche scientifiche sul genoma con le sue fantasie religiose. E l’articolista del Corsera che ne da notizia commenta (ma forse ironizza) ” Raffinata riflessione teologica di Benedetto XVI ….

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera
LEGGI

ROMA - Raffinata riflessione teologica di Benedetto XVI con ricorso a un’analogia che attinge al linguaggio della scienza biologica prima dell’Angelus di domenica 7 giugno. «La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perchè viviamo per amare ed essere amati» ha detto il pontefice prima di intonare l’Angelus. «Usando un’analogia suggerita dalla biologia, diremmo – ha aggiunto – che l’essere umano porta nel proprio “genoma” la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore»…………..

Dopo il terremoto arrivano i preti.

martedì, 14 aprile 2009

Per primo sarà il generale-cardinale Bagnasco, a seguire B16 forse a fine mese. Non si ferma la passerella mediatica di politicanti e presunte “autorità” civili e religiose che vanno a visitare e portare aiuto, dicono loro, ai terremotati. Con quali vantaggi concreti oltre all’intasamento del traffico e alla confusione nella normale attività di assistenza è difficile dire. Ma Bagnasco sarà anche latore di ben 3 milioni di Euro prelevati dal bottino dell’ottopermille, che però ammonta a parecchie centinaia di milioni l’anno. Insomma lo zero virgola qualcosa di quanto viene estorto dallo Stato a tutti noi contribuenti a favore della CEI – Congrega Estorsori Istituzionalizzati. Tutti i media di regime, pubblici e privati, tacciono invece sulla possibilità che lo Stato impieghi per la ricostruzione la sua quota dell’ottopermille. I politicanti al servizio dei preti -la quasi totalità dei parlamentari esclusi i radicali e pochissimi altri- temono che se adottassero e pubblicizzassero un simile provvedimento (previsto peraltro dalla Legge 222 del 1985 che regolò la truffa estorsiva dell’ottopermille), i contribuenti firmerebbero per lo Stato e non per la chiesa cattolica. E questi ultimi si farebberto rodere il culo, togliendo l’appoggio che ad ogni elezione forniscono ai loro “picciotti” nelle Istituzioni. Per scongiurare questo pericolo il ministro Tremonti vorrebbe aggiungere ai destinatari del cinquepermille, oltre alle migliaia di enti e associazioni già concorrenti, anche i terremotati d’ Abruzzo,  aggiungendo così anche la presa per il culo degli italiani dal momento che gli importi raccolti con il cinquepermille sono ridicoli rispetto a quelli dell’ottopermille. E in più vanno suddivisi fra migliaia di beneficiari. Ma dal mago della creatività contabile Giulio Tremonti non c’era da aspettarsi niente altro che trucchi.

Ed ecco qui da la Repubblica una ricca documentazione sull’ imbrogliuscone Tremonti

di Ranieri Salvadorini


L’iniziativa del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di devolvere il 5 per mille ai terremotati abruzzesi, rischia di essere controproducente perché metterebbe in crisi tante piccole associazioni di volontariato, molte delle quali peraltro già attive nelle zone colpite dal sisma. A sostenerlo sono in tanti, dal consulente di Emergency Gianpaolo Concari al Forum del terzo settore, dal presidente del Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato Marco Granelli all’Aduc.

Iniziativa demagogica. “Devolvere il 5 per mille per gli abruzzesi, come annunciato da Tremonti, potrebbe essere inutile e potenzialmente dannoso, mentre i fondi già ci sarebbero”. Concari, commercialista esperto di enti no profit, parla di inizativa “inquietante e demagogica”.

L’idea di Tremonti è potenzialmente dannosa perché colpirebbe quell’arcipelago di associazioni che costituiscono la spina dorsale del servizio di Protezione civile nazionale e che ora e per molto tempo ancora saranno impegnate nell’attività di assistenza ai terremotati. Tutte associazioni che sono potenziali destinatarie del 5 per mille e che, nell’ipotesi che si crei un unico canale “abruzzese”, rischiano grosso. “Infatti – spiega Concari – la campagna dichiarazione dei redditi 2008 è in avanzato corso di lavorazione e questo fa pensare che l’unico modo di intervenire sia la creazione di un codice fiscale “ad hoc” che funga da collettore per l’Abruzzo, senza possibilità per il contribuente di poter segnalare le singole associazioni a cui devolvere la quota”.

“Soldi per il terremoto in realtà ce ne sono già adesso – dice Concari – si possono infatti anticipare e quindi smobilizzare i soldi dell’8 per mille”. La legge già prevede, all’art. 2 comma 1 del d. P. R. 10/03/1998, che, qualora l’8 per mille sia devoluto allo Stato, questo li utilizzi “per calamità naturali”. “Quindi basterebbe ‘blindare’ i fondi dell’8 per mille per indirizzare nuove risorse alla popolazione abruzzese”, prosegue Concari.

Ma perché “blindare” se la legge prevede con molta precisione dove indirizzare il fondo dell’8 per mille (fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali, ndr)? “Perché il fondo, in questi anni, è stato depauperato per tappare falle di bilancio, oppure, e questo è incontrovertibile, per finanziare azioni di guerra in Afghanistan. E al contrario del 5 per mille non ha un tetto massimo, se non nell’ammontare globale dell’Irpef”.

L’iniziativa di Tremonti presenta anche un altro inconveniente, quello dei tempi in cui il denaro sarebbe utilizzabile. “I soldi servono adesso e non nel 2012, perché con il 5 per mille prima di due/tre anni è difficile che si veda qualcosa. Purtoppo questa è l’esperienza di ogni associazione del terzo settore”. Un terzo settore verso cui lo Stato è già debitore, secondo una stima recente de Il Sole24Ore, di circa 25 miliardi di euro.

Così si torna indietro. Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del terzo settore, sostiene che sulle risorse del 5 per mille non bisogna “tornare indietro”. Va ribadito il principio di sussidiarietà alla base del fondo, secondo il quale “è il cittadino che sceglie a quale organizzazione dare i propri soldi per specifici interventi. E fra queste non può esserci lo Stato, altrimenti si torna agli aiuti del pubblico”.

“Il ministro Tremonti ci chieda invece un impegno per l’Abruzzo, lo daremo anche per iscritto ma non cancelli la logica della sussidiarietà”, suggerisce Olivero.

Guerra tra poveri. Per Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato, strutture create dalla legge sul volontariato a servizio delle associazioni) con la destinazione del 5 per mille alle popolazioni terremotate “si fa una guerra fra poveri”.

“Ricordo – spiega – che sul 5 per mille lo Stato ha fissato un tetto, 380 milioni di euro. Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano ad essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all’assistenza domiciliare per gli anziani e così via”. Così come è stata annunciata la misura “non aggiunge nulla. Tremonti – precisa Granelli – interviene su soldi già destinati dallo Stato ad altro. Mi sembra un intervento inopportuno”. Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi.
Sudditanza al Vaticano. Secondo l’Aduc la proposta di Tremonti è “sintomatica perché conferma la sudditanza del nostro governo al Vaticano”. L’associazione dei consumatori ricorda che “tre senatori Radicali-Pd hanno proposto, con una interrogazione parlamentare, che lo Stato promuova la devoluzione del proprio otto per mille. Niente di particolarmente rivoluzionario visto che la devoluzione di questi fondi per casi del genere è già previsto dalla legge”. “Si tratterebbe – spiega l’Aduc – solo di incrementare più di quanto già avviene questo tipo di scelta: tra le confessioni religiose e lo Stato la gara, sempre in teoria, dovrebbe esserci per definizione. Certo è anomalo che lo Stato si metta a gareggiare con le confessioni religiose per questo tipo di finanziamenti”.

(13 aprile 2009)

Favolette di Pasqua.

lunedì, 13 aprile 2009

Anche ieri abbiamo ascoltato i tradizionali sproloqui del papa sulla “resurrezione” dell’immaginaria entità soprannaturale di cui si proclama vicario e unico interprete autirizzato : ” La risurrezione pertanto non è una teoria, ma una realtà storica rivelata dall’Uomo Gesù Cristo…

Ah, ecco….!

E poi B16 non poteva non rinverdire i fasti del suo passato di Capo della Santa Inquisizione, e giù fendenti e anatemi contro i liberi pensatori che si ostinano a non credere alla versione cattolica della Menzogna Globale.

” L’annuncio della risurrezione del Signore illumina le zone buie del mondo in cui viviamo. Mi riferisco particolarmente al materialismo e al nichilismo, a quella visione del mondo che non sa trascendere ciò che è sperimentalmente constatabile, e ripiega sconsolata in un sentimento del nulla che sarebbe il definitivo approdo dell’esistenza umana. È un fatto che se Cristo non fosse risorto, il “vuoto” sarebbe destinato ad avere il sopravvento. Se togliamo Cristo e la sua risurrezione, non c’è scampo per l’uomo e ogni sua speranza rimane un’illusione.”

Qui la fonte della notizia LEGGI

Santa ipocrisia.

lunedì, 22 dicembre 2008

SS B16 ha reso omaggio a Galileo Galilei e agli scienziati che cercano, dice lui, nella natura i segni della sua immaginaria entità di riferimento. Nessun accenno alla persecuzione che il Santo Uffizio pontificio mise in atto contro Galileo. Qui la fonte della notizia LEGGI