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Cacciari e Onfray, due ateismi a confronto.

sabato, 12 dicembre 2009

Mentre il filosofo italiano, sedicente ateo, critica l’ateismo “del nulla” all’ombra dei preti-padroni che discettano dell’altro “nulla” chiamato Dio, esce anche in Italia l’ultima fatica letteraria di un ateo serio, Michel Onfray.

Cacciari da Agenzia AGI LEGGI

(AGI) – CdV, 11 dic. – “Fede e ragione non siano negligenti contro l’ateismo pratico dilagante, che al termine Dio fa corrispondere il nulla”. Lo ha chiesto il filosofo e sindaco di Venezia Massimo Cacciari, intervenuto alla terza sessione del Convegno “Dio oggi” promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Cei. “L’ateismo dilagante – ha spiegato Cacciari – e’ quello pratico per il quale Dio non corrisponde a nulla. Questo significa che oltre l’esserci nel mondo non vi e’ nulla e che l’essere nel mondo e’ tutto”. In quest’ottica, ha continuato, “non vi e’ possibilita’ di dare senso alla possibilita’ di essere altro dal mondo”.
“La grande battaglia dei monoteismi – ha rilevato – e’ proprio nei confronti di questo ateismo pratico dilagante”. “Se c’e’ un punto in cui i monoteismi – e’ la proposta-appello di Cacciari – nelle loro insuperabili differenze, potrebbero essere accomunati e’ quello di sollevare un’istanza critica forte, decisa, contro questo ateismo pratico, che non ha nulla a che vedere con le grandi tradizioni ateistiche che sono immanenti nel monoteismo, nei termini di una ‘fraterna inimicizia’. I monoteismi, quindi, come ‘istanza critica sia in senso di testimonianza, sia in senso teologico”.

Onfray da Le MOnde Diplomatique  LEGGI

L’arte di gioire. Per un materialismo edonista. Michel Onfray, Fazi Edirore 2009, 18,50 €.
E’ un viaggio tra le pieghe della storia e della quotidianità di grandi pensatori. Onfray ha la capacità e la disinvoltura di passare da Platone a quanti hanno dissertato e mai praticato la filosofia del corpo, la libertà dello spirito e ci trasporta nella corrente libertaria dei cirenaici, gnostici licenziosi, fratelli del Libero Spirito, libertini eruditi, pensatori irriverenti a tutto come Nietzsche, De Sade o Fourier. Il pudore muore con l’innocenza, dice Onfray, e l’edonismo è l’arte del di-sprezzo.
La filosofia dionisiaca o del piacere di Onfray in questo libro è addossata al corpo e all’energia che lo percorre, lo abita e l’ossessiona.