Articoli marcati con tag ‘alemanno’

27/5/09 – Er più

mercoledì, 27 maggio 2009

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Deve essere vero che fa più danni lo stupido che l’assassino. Se poi lo stupido assomiglia alla lumachella di Trilussa il cerchio si chiude perfettamente.
Un po’ di fatti: il sindaco Alemanno si è recato qualche giorno fa a Gerusalemme, con una delegazione talmente folta da destare meraviglia in un paese che vanta da sempre politici informali e pratici. La gita capitolina aveva lo scopo di ritirare una targa assegnata ai romani e per titolare uno slargo, accanto alla sinagoga italiana della città gerosolimitana, a Roma. Una sorta di ponte storico “pacificatore” in memoria di quando i Romani fecero schiavi gli abitanti della Giudea, episodio storico che è mirabilmente raccontato sull’Arco di Tito (davanti al Colosseo). Alemanno eccitato dalla targa, ha fatto lo smargiasso come mai… si è recato a Sderot e si è preso di striscio un kassam (che però non lo ha colpito), e si è improvvisato mediatore di pace (!!!) offrendo una sede romana per l’ambasciata dello stato palestinese (e speriamo che lo Stato ci sia presto, ma non spetta al comune offrire sedi prestigiose). Tornando a casa ha trovato al varco associazioni islamiche capeggiate da Hamza Piccardo e rappresentanti di paesi arabi che hanno protestato con forza, perché inaugurare piazza Gerusalemme (una palina in pietra rosa nella zona del ghetto da scoprire mercoledì 27) con gemellaggio e presenza del sindaco di Gerusalemme Nir Barkat, è un formale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.
La fuga alemanniana dalla cerimonia è stata comunicata a Barkat con un fax spedito di sabato (che in Israele shabbat sia festa lo sanno pure i selci), ufficialmente per la partita della Champions. Ovviamente lì non si sono bevuti la questione della sicurezza determinata dalla partita di cui tutti, per primo Alemanno, erano a conoscenza da mesi, anzi il primo cittadino di Gerusalemme era stato invitato all’Olimpico dal suo omologo romano. E se ieri i giornali sotto l’immagine del moretto scrivevano rimu (inganno), il primo ministro Netanyahu ha parlato di tradimento politico. Barkat oggi sarà a Roma per placcare Alemanno, e se non riuscirà a fissare una data per la cerimonia saranno problemi grossi che non potranno certamente essere leniti da un posto in tribuna all’Olimpico.
Che Alemanno sia stato un errore anche per la coalizione che lo sostiene è fatto acclarato. Il richiamo di Berlusconi sulla trascuratezza della capitale, poi leggermente rettificato (ma sappiamo che il cav. la prima cosa che dice è quella che pensa) è stato un avvertimento per il vanaglorioso. Il famoso buco di bilancio che Alemanno ha tentato di allargare oltre ogni pudore, è stato ripianato e stoppato da palazzochigi. Ma, sul fronte decoro-sicurezza-trasporti, la città già ferita è ora morente sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente la nostra preoccupazione non è che Alemanno rappresenti una palla al piede per Berlusconi, la nostra tristezza è per la città umiliata.
Quanto all’altra creatura morente, l’opposizione che rincorre il cav. cavalcando le dieci domande da salotto moralista di Repubblica sperando di sconfiggerlo coi pettegolezzi, si riscuota dalla sua debolezza politica, magari riflettendo sul fatto che ha consegnato la città delle Fosse Ardeatine e del 16 ottobre, ad un clericofascista incompetente. E anche ponendo domande – serie e sue però – sulla modesta azione del governo da lui presieduto.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Vedi anche qui http://www.nessundio.net/blog/2009/05/04/1567/

La Formula 1 divide i cristianisti.

venerdì, 22 maggio 2009

Polemiche furiose fra il cattolicissimo Governatore della Lombardia, Formigoni, e l’iper-clericale sindaco di Roma, Alemanno. Casus belli la disputa del Gran Premio di Formula 1 che il sindaco chierichetto vorrebbe far correre a Roma l’anno prossimo. Micidiale ma divertente la battuta del cristianista ciellino Formigoni a proposito del nome da dara a quella eventuale competizione : “Gran Premio del Vaticano”, dal momento che il luogo deputato per il Gran Premio d’Italia è Monza, in Lombardia. Che bello vedere due integralisti cattolici che si azzuffano fra loro tirando in ballo anche lo Stato dove regna il Papa Re, che fra l’altro è anche il loro capo supremo.

4/5/09 – Er più

lunedì, 4 maggio 2009

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Chissà se il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è ispirato alla lumachella di Trilussa per la sua agenda del 1° maggio. Contrariamente al buon senso e alla tradizione degli ultimi anni infatti, ha evitato di salutare i giovani che hanno affollato il tradizionale concerto di San Giovanni per ricordare i lavoratori – quest’anno le morti bianche – optando per un omaggio a san Giuseppe artigiano patrono dei lavoratori. Il sigillo clerico-romano è una specialità del sindaco moretto, che già lo ha sperimentato per il suo primo 21 aprile al Campidoglio mettendo sotto protezione della chiesa Romolo e Remo, secondo la leggenda fondatori della città.
Un anno è passato da quando il sindaco è salito in Campidoglio salutato dai sostenitori a braccia tese tra lo sventolio di bandiere con la croce celtica. Come abbiamo constatato il fascismo, più o meno goffamente rinnegato, non ha provocato scandalo tra i romani che lo hanno scelto nonostante la sua storia.
Il 28 aprile il sindaco dei romani ha convocato, anche se sconsigliato dal suo staff, una conferenza stampa sui generis, cioè alla presenza dei giornalisti ai quali però sono state proibite le domande. E quindi i meschinetti hanno annotato sui loro taccuini: in un anno fuori dalla crisi, Roma era a rischio adesso è salva e Berlusconi nei prossimi giorni verrà in Campidoglio. E ancora, sconfitta la prostituzione (che ha cambiato zone), l’abusivismo (?) e bonificati i campi rom (che vuol dire trasferimento da una parte all’altra della città). Annullato il parcheggio del Pincio (al quale il centro destra aveva dato l’occhei nella passata giunta), accorpate le aziende della mobilità (metro e bus erano state spacchettate). La chicca è stato l’annuncio della carta bimbo per le famiglie poverissime che verrà attivata l’8 maggio festa della mamma. Interessante il lapsus sullo steccato ideologico superato del 25 aprile, diventato nella foga alemanniana 25 luglio (il 25 luglio del ’43 è la data sulla sfiducia data a Mussolini dal Gran consiglio del fascismo).
E gli assessori? Quello al Commercio vanta l’inaugurazione del mercato Trionfale, opera messa su dalla passata giunta e osteggiata dall’allora opposizione, l’assessora alla Scuola cita i viaggi ad Auschwitz, invenzione veltroniana-doc, l’assessore all’Ambiente detta ai presenti di aver approvato il regolamento sulle botticelle, non ancora calendarizzato però. Il clou lo raggiunge il delegato allo Sport che annuncia come suoi eventi storici della città, quali gli Internazionali di tennis, e i giochi equestri a piazza di Siena (uno dei miei primi ricordi di infanzia) e quello all’Urbanistica che comunica il riassetto di piazza Augusto Imperatore, lavoro già deliberato e avviato dalla passata giunta. Con spudoratezza viene citato come momento difficile della città l’alluvione. Per piovere è piovuto, ma il Tevere è forse esondato?
Solo un cenno alla microcriminalità, che ovviamente non c’è più anche se i giornali un giorno si e un giorno si aprono con qualche accoltellamento, ferimento, stupro. Che Dio, così presente nella vita della giunta capitolina, ce la mandi buona.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2009/04/25/1465/

Er più, storia d’amore (poco) e de’ cortello

sabato, 25 aprile 2009


Il passato qui da noi si dimentica senza comunicati e soprattutto da un giorno all’altro. E probabilmente il sindaco di Parigi era ancora fermo a quello che era successo il giorno prima quando ha esposto il suo turbamento per la selva di braccia tese che hanno accolto l’ingresso in Campidoglio del sindaco Alemanno. Noi ricordiamo che per la questione si prese una lavata di testa dal presidente della Camera, in quei giorni suo segretario di partito. Tra le ultimissime un 25 aprile coi partigiani e la decisione di negare il patrocinio al gay pride di Roma (al momento nessuna richiesta è stata fatta in questo senso) . Intanto registriamo che anche Romolo e Remo sono stati messi sotto la protezione di santamadrechiesa il 21 aprile, e sicuramente ci proteggeranno dal clima poliziottesco in cui è sprofondata Roma. Di seguito riportiamo alcuni post che abbiamo scritto sul sindaco moretto.

29/9/08 – … un sindaco che a Nathan  preferisce il Marchese del Grillo, per la gioia delle vedove di Pio IX e dei residui del califfato pontificio in abiti da zuavo (A. Giuli, v.direttore Il Foglio) A distanza di una settimana è ancora difficile comprendere il silenzio assenso di Alemanno sulla commemorazione dei soldati pontifici uccisi a Porta Pia dai bersaglieri liberatori di Roma ad opera del suo delegato alla memoria della città. Nessuno nega che sia permesso al sindaco di coltivare una convinzione cattolica tanto forte, ma un Paese serio non dovrebbe ignorare le conseguenze politiche dell’identificazione che il sindaco fa tra Roma e il Vaticano. Dal suo insediamento è stato un continuo correre dietro alle sottane dei preti. Lo ricordiamo alla prima uscita a Santa Maria Maggiore scodinzolante davanti a Benedetto XVI col quale ha preso l’impegno di compiere ciò che il suo predecessore non ha ardito, cioè intitolare tutta la Stazione Termini al papa Giovanni Paolo II. E’ stato guest star al meeting di Comunione e Liberazione, ha portato il saluto della città ad un numero esagerato di parrocchie. E non possiamo dimenticare che è stato il mecenate dell’affluente parroco romano arrestato per pedofilia.
Nella ordinanza contro le mignotte ha rifiutato di sentire le ragioni delle lavoratrici e si è confrontato solo con l’associazione Giovanni XXIII. Ospite del programma 8 ½ ha definito “peccato” la prostituzione e “peccatori” i clienti. Del resto ha dimostrato di non essere interessato all’eliminazione dello sfruttamento ma solo ad eliminare le “maddalene” dalla città santa, giacché ha dichiarato “l’applicazione della nostra ordinanza sta provocando lo spostamento fuori da Roma della prostituzione. I segnali quindi sono positivi”. Un atteggiamento adatto al sindaco della città dei puritani piuttosto che ad un politico che dovrebbe avere una visione più ampia del sagrato della chiesa.
Questo succede a Roma, la capitale d’Italia. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

10/9/08 – Tutto non si può esporre. Entrate e troverete Rivedere i giudizi sul fascismo, fare distinguo tra totalitarismo e dittatura, tra pre leggi razziali e post leggi razziali, tra fascismo e Rsi… tutto interessante. Il dibattito storiografico non va in prescrizione, purché si ricordi che il giudizio della storia è stato emesso. Bando ai tabù quindi, ma fare come il sindaco dei romani, che ha scelto Gerusalemme, anzi meglio, il viale dei Giusti fra le Nazioni che porta allo Yad Vashem, per la riabilitazione morale del fascismo è sembrato francamente un po’ troppo (tanto da congelare anche la commissione Amato). Senza voler mancare di rispetto ai tanti romani che lo hanno eletto alla guida della città, ci sia consentito di esprimere qualche riserva sulla lucidità del sindaco. Prendiamo ad esempio quella che è diventata una questione nazionale, cioè il the horror parking Pincio show. Da capo dell’opposizione Alemanno si guardò bene dal fare le barricate alla decisione del parcheggio nella pancia della collina, oggi, nel tentativo di rendersi gradevole ai Celentano, a qualche intellettuale della domenica e a Italia Nostra (che un anno fa la pensava diversamente, ricordiamo strenuo oppositore dell’esagerato progetto solo l’ottimo consigliere radicale Staderini), delega una sua decisione al ministro Bondi, e chiede ai sovrintendenti di togliergli le castagne dal fuoco. Senza neanche provare a dire come si concilia il blocco di un parcheggio con la sconsiderata riapertura al traffico privato in strade riservate ai soli mezzi pubblici. E’ in virtù della sua appartenenza alla destra sociale che si è accodato al giudizio di Sgarbi che ha spolverato Pasolini per sostenere che i garage alla povera gente non servono? Perché è noto che i poveri camminano a piedi nudi e i ricchi non hanno il garage privato. Troveremo il sindaco insieme a Marina Ripa di Meana e consorte, a chiedere in ginocchio il triduo di preghiera a Benedetto XVI per l’integrità del Pincio? Purtroppo analoghe preghiere non furono richieste per il sacco del Gianicolo, sventrato a favore di un megaparking per i pullman dei pellegrini vaticani. Il Presidente del Consiglio, che ad oggi per dimostrarci che è uno statista ha fatto il caucasotto con Putin e il tonno per Gheddafi, trovasse il modo, lui che tutto può, di liberarci dai fasci molesti. Anche con metodi fascistissimi. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

25/8/08 – Come è un sindaco di destra? Dopo quattro mesi dalla sua elezione il sindaco Alemanno, esponente della cosiddetta destra sociale, ancora non ha spiegato cosa ha in testa per Roma. La sicurezza naturalmente, tema su cui ha vinto al traino del successo nazionale di Berlusconi, che però non può essere il solo argomento per governare una città. Anche perché gli sporadici episodi di cronaca nera che sono stati così strumentalizzati nella sua campagna elettorale, oggi non possono essere liquidati come casi estremi.  I suoi assessori si muovono fra il bisogno di fare piazza pulita, addirittura ripristinando, in controtendenza col resto delle grandi capitali del mondo, il traffico privato nelle aree riservate ai mezzi pubblici, e il bisogno di attaccarsi alle pletoriche commissioni che tanto spazio hanno avuto nell’amministrazione Rutelli.
Ogni giorno viene annunciata una rivoluzione smentita dopo ventiquattro ore perché inopportuna (via Almirante ad esempio) o impossibile (l’abbattimento dell’Ara Pacis, l’eliminazione dei parchimetri). Oppure lo spoil system legittimo ma con proposte di nomi talmente sbiaditi che devono di corsa essere reintrodotti nel cappello del mago. Poi partorendo un gran nome, Giuliano Amato per la commissione Attali (non se po’ sentì, chiamarla commissione Amato è impossibile?), ma proponendo di stiparla con il presidente delle Ferrovie Cipolletta, Antonello Venditti, Franco Cardini, qualche pretone e tre metri sopra il cielo Federico Moccia. Raccontare ai palazzinari romani e ai commercianti che il lungo governo del centrosinistra è stato  “gli anni del malaffare” non è, e Alemanno lo sa, la verità. L’odiosa polemica sul buco di bilancio estesa ogni oltre buon senso, è stato un modo per prendere tempo e anche i romani più sprovveduti e che lo hanno votato lo sanno. Eppure i suoi predecessori qualche progetto che andrebbe rivisto lo hanno lasciato. Sostituire la notte bianca, che faceva parte del gemellaggio tra Roma e Parigi e che non è una invenzione veltroniana, con la notte futurista (tra l’altro a febbraio unico mese freddo in città) non sembra un grosso cambiamento. Per esempio, controllare le aziende municipalizzate e far arrivare puntuali gli autobus (camminando nelle orme del suo illustre predecessore)? Per intenderci, far lavorare gli impiegati comunali ridandogli un ruolo, è possibile? Ad oggi il nuovo sindaco sembra un bruttarello che si sforza di piacere a tutti, uomo d’ordine che strizza l’occhio ai noglobal anti-ogm, che invita il papa al Campidoglio e da la cittadinanza al Dalai Lama, che ha approvato il piano regolatore appena un anno fa come capo dell’opposizione e che oggi vuole cambiarlo promuovendo case popolari nelle estreme periferie, una sorta di villaggi per disgraziati, che politicamente è costretto a promuovere il federalismo fiscale ma che è convinto di far diventare Roma una città-stato. Nel frattempo la sua amministrazione per conquistarsi un cm sui giornali  propone di concedere terreni preziosi ai privati per fare un parco a tema sull’antica Roma (anche se abbiamo l’originale), o annulla i contratti per consentire agli impiegati comunali di scegliere tra caffè normale o equo e solidale in omaggio all’autarchia del buon tempo che fu.  Miglioramenti visibili per i romani saranno difficili se Alemanno sente il bisogno di far risalire le cause delle difficoltà cittadine all’unità d’Italia “quando Roma era solo un paesone ed è diventata capitale”. Ma i romani lo hanno scelto e agli altri non resta che segnalare quello che sembra più fastidioso. Tiziana Ficacci,www.nogod.it

22/06/08 – Che bruci la cittàà/o viva nel terroree/nel giro di due oree/finisce tutto quantoo… Distruggere è più facile che costruire. Sembrerebbe questa la logica che fin qui ha guidato il sindaco moretto scelto dai romani: risulta incomprensibile la furia contro l’Auditorium, esemplare sul piano urbanistico e culturale; la rabbia contro la Festa del cinema, il cui ridimensionamento potrebbe essere comprensibile ma non ammissibili i toni utilizzati; l’accanimento contro i menù etnici, non fondamentali è ovvio ma un piccolo strumento di conoscenza del mondo per gli scolari; il livore contro la notte bianca, certamente non vitale ma che trasmetteva socialità e senso di sicurezza ai cittadini. E’ meglio stendere un velo (pesante però) sulla questione della intitolazione della strada ad Almirante, capo del msi che è uscito, se possibile, ancora peggiore da questa storia. L’uso sconsiderato della toponomastica aveva già colpito i sindaci Rutelli e Veltroni che l’hanno utilizzata in maniera personalistica e offensiva per la città,e probabilmente dovremo rassegnarci a considerare la mappa della città il bottino del vincitore. Ma incomprensibile è l’astio di Alemanno sulla teca dell’Ara Pacis. Sullo splendido altare di Augusto, coperto da una teca di vetro neoclassica progettata da Morpurgo nel 1938, aveva già messo unghie rapaci il sindaco Rutelli decidendo di sostituire, piuttosto che aggiungere, una nuova struttura,  affidando  senza appalto la progettazione a Richard Meier. Probabilmente il lavoro così vituperato del grande architetto (che in città ha edificato una apprezzabile chiesa in zona Tor Tre Teste) patisce questo “peccato originale”. Ma misterioso, se non con “altre letture”, è il malanimo del sindaco moretto sul manufatto, che lo ha spinto  addirittura a stanziare una cifrona per smussare angoli e abbattere muretti, accarezzando l’ego di architetti a digiuno da tempo perché bocciati dal metro della meritocrazia utilizzato nei grandi concorsi internazionali. Concorso che invece ha vinto l’architetto anglo-iraniana Zaha Hadid  che nel 2009 consegnerà alla città eterna il Maxxi, museo per l’arte contemporanea del quale, passando per via Guido Reni in zona Flaminio, si scorgono le forme sinuose. Piaceranno le morbide curve agli amministratori della città? Dovremo rivalutare (che Dio se c’è ci fulmini…) i papi che si sono succeduti e non hanno distrutto quanto fatto dai loro predecessori lasciandoci una città bellissima? Possibile mai che i Borgia, i Farnese, i Piccolomini, i Borghese… avessero il senso del limite e il buon gusto che difetta agli amministratori capitolini?  5/5/08 – Il papa saluta Alemanno: “preghiamo per Roma” E finalmente è arrivata la discontinuità. Non ancora dal pd però, ma da Benedetto XVI che, irritualmente, ha salutato (consacrandolo) il nuovo sindaco di Roma presente nella basilica di santa Maria Maggiore per l’apertura del mese mariano. Il papa, dopo aver invocato Maria “per aiutarci a irrigare la città a partire dalle sue relazioni quotidiane, purificarla dalle tante cose negative, aprendola alla verità di Dio”, è sceso dall’altare e, infrangendo la vetustà del cerimoniale vaticano, è andato a salutare Alemanno che si è immediatamente prostrato. Un gesto, quello del papa, che ha impressionato anche monsignor Adriano Paccanelli, cerimoniere della basilica, che ha lodato il velo di pizzo nero che copriva il capo della moglie del sindaco. I portoni dei sacri palazzi sono stati aperti a Gianni Alemanno da don Giovanni d’Ercole, ufficio presso la Segreteria di Stato e volto tv (rai ovviamente), e che nel 2004 scalò, insieme al futuro sindaco, il K2 per piantarci la croce del giubileo. I rapporti con l’Opus Dei sembrerebbero coperti grazie alle conoscenze del collega di partito Maurizio Gasparri, mentre quelli con Comunione e Liberazione sono garantiti dalla moglie Isabella Rauti. Che è conosciuta, tra l’altro, per aver guidato la rete delle consigliere di parità italiane e, fino a qualche giorno fa, consulente della ministra Pollastrini. Parroci romani, soprattutto delle periferie, nutrono  grandi aspettative dal nuovo sindaco (non che Rutelli e Veltroni li abbiano lasciati in questi ultimi anni a becco asciutto), ma certo le concessioni per gli oratori elargite dall’ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace, hanno aumentato gli appetiti della clericaglia romana. Sembra proprio che la nuova stagione politica sia foriera di soddisfazioni per la Chiesa romana. Che mai sazia però, sta suggerendo qualche nome per il ministero della Salute. Piacerebbe tanto Maurizio Lupi (alter ego di Roberto Formigoni), che potrebbe replicare il modello sanitario lombardo: occhio di riguardo per gli obiettori, nessun dialogo sul testamento biologico, niente aperture sulla legge 40.
Non ci resta che serbare ottimismo nell’anarchia etica dichiarata da Silvio Berlusconi, e sperare che non ceda alle convinzioni della deputata Eugenia Roccella, che ha già avuto modo di ribadire come la contraccezione promuova la cultura dell’aborto, piuttosto che ad Alfredo Mantovano, che ha definito il testamento biologico il nome gentile dell’eutanasia, o a Mara Carfagna, che non smette mai di ricordarci l’anormalità dell’omosessualità. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

1/5/08- Razzisti sempre all’erta Alemanno ha preso tanti voti in più di Rutelli ed è partita la caccia al sostenitore. Trovato l’infame: l’ebreo. Tralasciamo il fatto che gli organi laici della comunità ebraica di Roma (isolatamente dal resto della città)  avevano espresso una certa perplessità su apparentamenti con la destra più estrema (che non sono stati fatti anche se ieri durante la conferenza stampa del nuovo sindaco circolava il nome di Francesco Storace come possibile presidente del Consiglio comunale), è bene ricordare a chi cerca di leggere il voto degli ebrei, che da un pò di tempo (non tanto per la verità) sui documenti anagrafici non si riporta la religione, che gli ebrei (purtroppo, visto il valore immobiliare della zona) non abitano più nel ghetto (i molti voti del centro storico) e si sparpagliano volentieri per tutta la città. Che qualcuno si sia divertito a dipingergli una stella  gialla sul petto non è certo un buon segno. Per la verità i giornali si sono ben guardati dal riportare integralmente il messaggio di auguri mandato dal presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici che fa auguri di buon lavoro al nuovo sindaco ricordandogli che con le amministrazioni Rutelli e Veltroni, con i quali i rapporti sono stati ottimi, non ci sono mai stati a Roma gravi episodi di antisemitismo al contrario di altre grandi capitali europee. Come aggiunta per gli antisionisti in genere, va rilevato che mentre la stampa israeliana ha accolto con una certa indifferenza il cambio di governo ha dedicato titoli sgomenti (tutta la stampa da sx a dx) all’elezione di un sindaco postfascista a Roma, illustrando i servizi con foto di Alemanno a braccio teso. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

30/4/08 – Dopo il terremoto L’allarme sul pericolo fascista è stato inutile, perché i romani non hanno avuto paura dell’arrivo del moretto, ma piuttosto hanno manifestato fastidio per lo scambio di poltrona tra Veltroni e Rutelli che ha dato l’impressione del Campidoglio-proprietà. Certo la lacerazione è stata forte, soprattutto a livello simbolico, e non sarebbe sano sottovalutarne la gravità.   Gianni Alemanno ha detto alla folla che si è accalcata intorno al Marco Aurelio (sventolando tricolori e croci celtiche e cantando Gianni facce l’saluto),  che sarà il sindaco di tutti i romani e dobbiamo credergli. L’idea di cittadinanza populista postfascista leghista che il sindaco pdl ha proposto durante la campagna elettorale sembra essere diversa da quella della tradizione definita negli anni della democrazia dei partiti. In quattro anni questa idea sarà messa alla prova, valutata, e poi giudicata alle prossime elezioni. Sarebbe utile che i perdenti non si dilungassero in lagne, ma piuttosto analizzassero con attenzione i motivi della sconfitta e le ragioni della vittoria degli altri, e si interrogassero sulla loro caliginosa identità. Abbiamo verificato che Rutelli è stato bocciato dai cittadini romani, è sicuro che gli italiani lo vogliano vicepresidente del Senato? Sicuri che riconfermare i capigruppo del pd sia stata la scelta più giusta? Forse sarebbe bene cominciare a fare un po’ d’ordine in casa propria. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Alemanno e la sua corte di consulenti….

giovedì, 12 marzo 2009

costerà ai romani 18 milioni di euro l’anno. Sono 182 fra dirigenti, funzionari e collaboratori vari le new entry nella magiatoia capitolina che, con migliaia di dipendenti, non aveva personale qualificato abbastanza per dare al sindaco chierichetto le consulenze speciali di cui, a quanto pare, non può fare a meno. Lo rivela l’Espresso in uscita domani.

Da Mssimiliano Iervolino nella mailing list di radicaliroma :

(LZ) COMUNE ROMA. L’ESPRESSO: CONSULENTI ALEMANNO PER 18,5 MLN
UN TERZO DECISIONI GIUNTA SONO ASSEGNAZIONI INCARICHI ESTERNI.

(DIRE) Roma, 12 mar. – “Il Comune di Roma guidato da Gianni
Alemanno, nonostante le promesse antisprechi e il buco in
bilancio sbandierato ai quattro venti, in meno di un anno ha
assunto con contratti a tempo determinato 182 persone tra
dirigenti, funzionari, collaboratori degli assessorati e comandi
di ogni genere. Per una spesa complessiva, tra stipendi lordi e
oneri previdenziali, che tocca i 18 milioni e mezzo”. E’ quanto
si legge in un articolo che sara’ pubblicato sul numero
dell’Espresso in edicola domani.
“Solo per l’Ufficio Stampa- prosegue l’articolo- sono stati
assunte 24 persone, per un costo che -per il 2008 e il 2009-
supera gli 1,4 milioni di euro. I quattro dirigenti dell’Ufficio
extradipartimentale per la sicurezza, guidato dal generale Mario
Mori, costeranno ai romani oltre 1 milione di euro. I 18 milioni
e mezzo di euro complessivi andranno rifinanziati, in gran parte,
alla fine del 2010: la maggioranza dei contratti scade infatti
alla fine del prossimo anno”.(SEGUE)

Non solo. L’Espresso ha studiato tutte le
delibere di giunta fin qui approvate, scoprendo “che oltre un
terzo delle decisioni prese finora dal sindaco e dalla sua
squadra hanno riguardato l’assegnazione di incarichi esterni:
poche le decisioni operative prese per rilanciare la citta’.
Anche il Consiglio comunale ha, per lo piu’, ratificato le
decisioni prese dai Municipi”.
“I grandi investimenti infrastrutturali sono bloccati,
nonostante decine di opere (i cui progetti sono stati gia’
approvati in via definitiva) siano state cofinanziate da Regione,
leggi statali e privati- sottolinea L’Espresso- Per
l’allargamento della via Tiburtina, il Ponte della Scafa, il
Ponte dei Congressi, il sottopasso di via Cristoforo Colombo, lo
svincolo degli Oceani e altre ‘opere di interesse prioritario’
varate dalla precedente amministrazione sono disponibili circa
230 milioni. Altri 350 sono garantiti dai fondi per Roma
Capitale. Ma in quasi un anno non si e’ sboccato quasi nulla”.

5/3/09 – Che sensazione di leggera follia…

giovedì, 5 marzo 2009

Mentre scrivo non so se in Campidoglio si sta lavorando a qualche nuovo divieto o ordinanza. Quel che è certo è che in questo momento squadre di addetti con scopa e straccio stanno tirando a specchio il Palazzo Senatorio per accogliere degnamente il vescovo di Roma, cioè papa Benedetto XVI*. La città è tappezzata già da un po’ di giorni di manifesti di saluto e abbraccio dei romani al papa dal gusto assai discutibile… che indubbiamente avrebbero passato la censura. Infatti da un po’ di giorni la città si è dotata di una commissione che valuti i contenuti dei manifesti pubblicitari. La decisione della commissione censura-manifesti è arrivata dopo che la concessionaria per la pubblicità sui mezzi di trasporto locali (Atac) ha rifiutato un manifesto della Fondazione Al Gore ritenuto blasfemo. Bene ha fatto il fotografo Oliviero Toscani a reagire all’ennesimo atto censorio chiedendo al sindaco di rimuovere, visto che ci tiene tanto a correggere slogan e comportamenti, la croce celtica che porta appesa al collo.
E’ ormai quasi un anno che sul colle capitolino si è insediata la nuova amministrazione e non si contano gli atti sconclusionati e completamente privi di logica compiuti dal sindaco e dai suoi. Ho addirittura ricevuto una telefonata allarmata dalle Filippine da una persona che non sentivo da anni, perché le gran piogge di dicembre erano state vendute come un alluvione. Per memoria, il Tevere non è esondato, ma le foto del sindaco con l’impermeabile e affannato (lo è sempre, forse non è sereno e in pace con se stesso) hanno dato quell’immagine della città. Del resto “a Roma coprifuoco per i cornetti” è un titolo di giornale che a noi ci fa incazzare ma fuori confine può essere inteso come una nuova cosca mafiosa o camorristica (camorra e mafia però non sono problemi gravi come i rom). Certo è incredibile pensare che a Parigi, Madrid, New York se ti gira l’uzzolo puoi farti anche una zuppa di cipolle, due tapas, o un hot dog alle 3 di notte, e magari anche comprarti un paio di mutande, mentre qui l’artigiano cornettaro è inquisito perché con la scusa del bombolone forse ti rifila pure una birra. La notte si dorme, devono aver pensato gli intelligenti assessori, non si va in giro a mangiare i cornetti. Intanto già chi voleva condividere il dolcetto con una mignotta, così tanto per non mandarlo tutto in cosce, deve fare molta più fatica. Perché le lavoratrici si sono riconvertite in tante signorine bon ton con abiti di tartan e borsette chanel, e i maschi, in genere non sveglissimi, prendono parecchie cantonate sprecando corteggiamenti laddove sono richiesti € fruscianti.
Certo è che la città senza i loschi divoratori di cornetti sarà più sicura, anche perché a stomaco vuoto sarà ben difficile che il branco voja lavora’.
Rimaniamo in attesa di una commissione che censuri il Campidoglio.

P.S. C’entra? No, non c’entra ma voglio scriverlo lo stesso. Che scena penosa il bacetto tra Berlusconi e Gheddafi. Il colonialismo è la storia che ha provveduto a condannarlo, e le scuse di una Italia che non c’è più non hanno nessun senso. Inoltre il Presidente del Consiglio è espressione di una democrazia (seppure zoppetta come la nostra) contrariamente al colonnello Gheddafi. Ed è probabile che fra una decina d’anni gli italiani dovranno scusarsi con un nuovo leader libico per quel bacetto. Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

* Ben 200 giornalisti accreditati per l’evento del 9 marzo. Prima di Bendetto XVI aveva varcato il portone del Palazzo Senatorio Giovanni Paolo II invitato dal sindaco Francesco Rutelli. Visita storica considerato che è stato il primo pontefice a attraversare quel portone dalla fine dello Stato pontificio. Prima di lui Paolo VI venne invitato a visitare una mostra ai Musei Capitolini sulla Piazza del Campidoglio. Nel momento in cui Benedetto XVI si affaccerà da Palazzo Senatorio (balcone utilizzato solo per eventi eccezionali) per benedire i romani che si recheranno sulla piazza, suoneranno a festa tutte le campane delle chiese romane.

11/2/09 – Bligal ha-matsav*

mercoledì, 11 febbraio 2009

Non bisogna avere paura delle parole, anche se pesano come pietre.
Quando si dice che quello della signora Eluana è stato un omicidio, è da ipocriti dire di comprendere il sig. Beppino ed è meglio chiamarlo un omicida.
Se il Pd discute di coscienza e Rutelli si indigna e Fioroni minaccia di dimettersi se viene contestata la legittimità di votare col Pdl, non serve parlare di Costituzione, laicità e bla e bla, ma è bene dirsi che il Pd non è un amalgama mal riuscito, ma è una accozzaglia di inaffidabili.
Se bisogna riabilitare i cattolici perché Famiglia Cristiana chiama razzista il ministro dell’Interno, è bene ricordarsi che anche un orologio rotto due volte al giorno ha ragione. Ed è frustrante che il leader del Pd si deve agganciare ai Paolini per dire una cosa contro il governo.
Se il sindaco Alemanno commemorando Di Nella** decide di cambiare la dicitura assegnata dalla toponomastica da vittima della violenza in vittima della violenza politica, è un fascista.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

* Bligal ha-matsav = per colpa della situazione, ma anche figurato governo ladro, per colpa di…

** Paolo Di Nella fu colpito il 2/2/’83 (morì qualche giorno dopo) mentre affiggeva manifesti. Da sindaco Veltroni decise di dedicargli una via nel tentativo di mettere la parola fine a quegli anni che videro in città scontri tra rossi e fasci. Di conseguenza la madre di Verbano, al quale la toponomastica ha assegnato la dicitura di vittima del terrorismo, chiede di aggiungere terrorismo fascista.

Alemanno si prepara al Bacio della Sacra Pantofola.

lunedì, 19 gennaio 2009

L’evento si verificherà il prossimo 9 marzo allorchè SS B16 si recherà a prendere possesso del Campidoglio. Ci auguriamo che dopo l’omaggio appecoronato del Sindaco, Ratzinger voglia ripristinare l’antico cerimoniale riservato nei secoli scorsi ad un’altro e più sforntunato gruppo sociale romano che, dopo essere stato costretto ad umiliarsi con doni cospicui (in pratica a loro estorti) davanti all’Augusto Personaggio, ricevevano da questi un simbolico calcio. Ci auguriamo che Ratzinger compia lo stesso antico gesto, ma con energia sufficiente per far ruzzolare dalle scale il Sindaco Chierichetto.

Qui la fonte della notizia LEGGI

“La Sapienza ostaggio di 300 piccoli criminali”.

lunedì, 5 gennaio 2009

 Questa frase è attribuita in un articolo de La Repubblica a Gianni Alemanno, il sindaco-chierichetto che a Roma sta battendo ogni record di presenze alle messe non solo domenicali. Con quella frase Alemanno si riferisce alla situazione della più antica e prestigiosa Università romana, sia per l’invito rivolto all’ex brigatista Morucci, sia alle polemiche dell’anno scorso quando le critiche di alcuni docenti laici alla inopportuna visita di B16 spinsero i gerarchi vaticani ad annullarla. Grandioso esempio di vittimismo mediatico che portò a piazza San Pietro tutto il clericalume politico vaticaliano per un omaggio di riparazione della “santità” offesa. Anche questa volta, tuttavia, alcuni docenti laici hanno avuto il coraggio di esprimere le proprie perplessità in ordine a questa visita. Non è poco nell’appiattimento generale della cultura e della politica a fronte della deriva clericale che travolge il nostro Paese. Qui la fonte della notizia LEGGI

Presepi per tutti gli scolari, parrocchie come se piovesse in tutta Roma.

martedì, 2 dicembre 2008

Presepi per tutti gli scolari, parrocchie come se piovesse in tutta Roma.

Così il sindaco Alemanno che, inaugurando l’ennesima parrocchia romana finanziata più che generosamente dalla Regione Lazio (centrosinistra), ha promesso che il Campidoglio farà di tutto per favorire la nascita di nuove chiese. Secondo il cattolicissimo sindaco, le parrocchie non sono solo luoghi di culto, ma hanno una funzione civica, di educazione e di lotta al degrado. Di più, nelle periferie sono un essenziale strumento di aggregazione sociale. Non solo chiacchiere però dal primo cittadino romano che ha promesso la concessione di terreni. A questo punto il presidente della Regione Marrazzo, sentendosi scavalcato sul terreno del leccaculismo clericale, ha rilanciato offrendo la sua collaborazione al sindaco, dichiarando che per lui la chiesa è stato un punto di riferimento. E il sindaco ha rilanciato: “ottima collaborazione col Vaticano”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it