Articoli marcati con tag ‘alemanno’

30/9/10 – S.P.Q.R. (2)

giovedì, 30 settembre 2010

…di Fini ormai sappiamo tutto e la sua vita privata è stata sezionata a vivo. Fini, con le sue debolezze e i suoi guai familiari, non ha più segreti per l’opinione pubblica. Ed è la terza carica dello Stato. Invece si vuole che la stessa opinione pubblica ignori che cosa abbia davvero fatto il premier nelle vicende che lo vedono imputato. Tutta la verità su Montecarlo e nessuna verità sul caso Mills? … Questa volta il premier e il suo staff si sono dati, come si suol dire, la zappa sui piedi. Non possono più invocare indulgenze o salvacondotti. “Trattamento Fini” anche per Berlusconi. Se l’è cercato. (Peppino Caldarola, Mambo)

Nonostante i numeri (342) che il premier ha avuto per continuare la sua (in)azione di governo, la Lega si sta portando avanti con la campagna elettorale e prende al balzo la palla tirata in campo dal senatùr con l’offesa suina ai romani che il Pd vorrebbe sfiduciare e che determinerebbe la loro uscita dal governo. Come si sa i politici arrivano in ritardo a comprendere quello che la gente comune afferra immediatamente. Fini, ad esempio, ha impiegato 50 anni per capire che il fascismo è il male assoluto e 15 per dire che il cav. è inattendibile. Il premier solo adesso inizia a intendere che la Lega Nord Padania non può essere domata con le zollette di zucchero. Il ministro delle Riforme Bossi (cioè un fancazzista del nord considerato il livello di riforme attuate da questo governo) non demorde sull’SPQR declinato come porci romani, e recita un intervento fiume da Radio Padania col sottofondo musicale di una canzone di Alberto Fortis “e vi odio a voi romani, io vi odio a tutti quanti, distruttori di finanze e nati stanchi, siete un peso alla nazione, siete proprio brutta gente, io ti odio grande Roma decadente”. L’assurdo è che “il Bossi” ha pure un po’ di ragione. Non c’è romano, neanche tra quelli che hanno salutato romanamente (cioè a braccio teso) l’ascesa del sindaco moretto, che non si sia accorto come Roma sprofondi ogni giorno di più nel degrado e nella sporcizia. In compenso Alemanno, antipatico fin dal nome, si vanta di fare il mediatore tra Fli e Pdl, propone la città per assurdità padane come la Formula 1, è convinto che la città sia in grado di organizzare le Olimpiadi, ha trasformato il festival del Cinema di Roma – che secondo il precedente sindaco doveva essere una kermesse sul cinema – in un competitore della Mostra di Venezia riuscendo così ad indebolire entrambi gli appuntamenti a favore di Cannes. All’ombra di questi campioni della buona amministrazione del Pdl, il partito dei padani si è gonfiato a dismisura. Anche perché si è diffusa l’idea che i leghisti sono bravi e amministrano bene: per cui invece di guardare i marchi della scuola di Adro titolata a Miglio (e pensare che lì nacquero Emilio ed Enrico Dandolo che combatterono nelle Cinque Giornate di Milano e nella difesa di Roma nel 1849 dove Enrico cadde eroicamente) si dovrebbe guardare l’ampiezza della mensa e la funzionalità della palestra. Perfino i preti rimangono in silenzio nonostante i limiti posti alla Fiera del Rosario che dal 1865 si tiene a San Donà del Piave, perché non vogliono far sfilare le chilometriche cosce delle miss padane vicino ai gonfaloni delle madonne e dei cristi. E che dire del Veneto di Luca Zaia, la regione dello ius sanguinis, del prima i veneti dello statuto regionale, dell’inno nazionale da suonare solo in casi rarissimi… anche in quella terra felice 100mila posti di lavoro si sono persi e a fine dicembre scadranno le casse integrazione straordinarie. La sanità ha un buco consolidato di un miliardo di €, prodottosi in dieci anni ma di cui nessuno ha mai parlato. E a guidare la sanità nella regione sono stati negli ultimi anni Flavio Tosi oggi sindaco di Verona, e Francesca Martini oggi sottosegretario alla Salute. Non sapevano del buco? Intanto la commissione statuto lavora alacremente allo statuto della regione, al regolamento della regione, all’inno della regione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

2/5/10 – Votare

domenica, 2 maggio 2010

Oggi è il santo natale. Il grande varietà religioso comincerà alle ore nove e trenta: il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo con l’aiuto di Dio e di alcuni marines (Full metal jacket)

Birminghan è la città inglese con il più alto numero di musulmani: 170mila abitanti di fede islamica e 116 moschee. Qui si verificano scontri tra gli hooligans (i teppisti del Birminghan City e quelli dell’Aston Villa), scontri interetnici tra inglesi e pakistani fomentati dai membri del Bnp (British National Party) e dai fondamentalisti religiosi. L’amministrazione della città è guidata dai Tory, da questa città ha preso forza il Bnp che attualmente ha due seggi al Parlamento europeo. Gli ulema, per la prima volta, hanno approvato un documento “muslim vote 2010” per invitare i cittadini inglesi islamici a registrarsi per accedere al voto del 6 maggio. Nell’atto si invitano i correligionari a votare per contrastare i partiti di estrema destra e antislamici. Nick Clegg dei LibDem ha colto al volo la situazione e ha picchiato duro su Gordon Brown (Labour) per la guerra in Iraq. La politica estera di Cameron (Tory) viene percepita di continuità con quella del Labour che pure in questa città amministrata dai conservatori ha assegnato il seggio a Westminster al Labour. La parlamentare uscente Gisela Stuart spera di essere riconfermata e per questo si è spinta a giurare che il locale Queen Elizabeth Hospital , che sorge proprio nei quartieri maggiormente abitati dai musulmani, non subirà ridimensionamenti nonostante i tagli annunciati dal governo centrale alla sanità pubblica.
In Italia non ci si iscrive per votare e la maggior parte delle persone si presenta all’appuntamento senza conoscere i programmi, cosa del resto difficilissima considerato che l’informazione è un lavoro “sotto padrone”, sovente ben remunerato per tenere a bada le bestiole scrittrici. Per cui a Roma – e mi taccio sul governo centrale – ci ritroviamo con un sindaco che è stato abilissimo nel farsi eleggere evocando lo spettro di zingari assassini e romeni stupratori, col risultato che da quando c’è lui sono aumentati stupri, violenze sugli omosessuali, tensioni di tipo razzista. Dopo aver rotto le scatole a mezzo mondo sull’enorme buco lasciato da Veltroni che perfino Tremonti è stato costretto a ridimensionare, il grande amministratore ha detto che per la pulizia del concerto del 1° maggio non ci sono soldi e quindi gli organizzatori se la pulissero. Immagino che sia l’invidia per “il molto più di un milione” che viene spontaneamente a san Giovanni a sentirsi la musica che ha spinto il sindaco di Roma che, per tradizione consolidata negli anni, fa pagare ai romani acqua e raccolta rifiuti del Vaticano. Sia chiaro, a me del concerto che sento pure da casa, neanche interessa, ma si può negare pure il piacere di stare insieme a sentire musica gratis a giovani che hanno poco futuro? Perfino Il Giornale diretto da Feltri ha trovato un inutile esborso di denaro la diretta del concertone in rai. Sembra che in Italia, oltre al consueto razzismo nei confronti degli stranieri, ci sia il classismo. Ti piacciono i Baustelle e Paolo Nutini? Bene te li vedi nel loro tour pagando e non a gratis a san Giovanni e meno che mai nella tv pubblica che deve utilizzare il satellite per collegarsi con quattro straccioni dell’isola dei famosi o pagare Clerici che fa cantare i bambini. Intanto il sindaco Alemanno fa il punto sul suo lavoro, addirittura con faccia da bronzo pretesca in conferenza stampa, e osa dire che tutto va bene madamina la marchesina. Con l’azienda municipalizzata Acea (azienda distribuzione acqua creata nientemeno che dall’amministrazione Nathan) che per la prima volta non da dividendi agli azionisti, con l’assurda operazione di decoro per nascondere le prostitute (a tutte le ore in strada, da via Urbana a via Giotto e immagino che questo accada anche nella degradatissima periferia romana), con lo sgretolamento della domus aurea e con l’annuncio cretino di tirar giù un muretto dell’odiata teca dell’ara pacis spendendo 45 milioni di € (ma non ci sono i soldi per pulire la piazza occupata dai giovani amanti della musica!), nonostante Roma sia entrata ra le prime cinque città con la bolletta più salata per la raccolta rifiuti (non certo tra le prime cinque città più pulite) e, ahimè, con gli autobus sempre più sconosciuti. Intanto piove o c’è il sole, er papa magna.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Il primo maggio tra festa e repressione è la mostra che fino al 30 ottobre sarà visibile presso l’Archivio centrale dello Stato (Roma), e curata da Gianna Granati. E’ la storia della festa dei lavoratori dalle origini (la manifestazione europea voluta dall’Internazionale nel 1890) al secondo Dopoguerra, con un focus sul lavoro femminile. Documenti, fotografie, riviste, volantini, bandiere dei movimenti operai. Per ricordarsi anche quanta fatica ci è voluta per ottenere diritti elementari che oggi sembrano a rischio tra l’indifferenza dei più

27/4/10 – Dis-informazione

martedì, 27 aprile 2010

Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare/così solita e banale che non merita nemmeno/due colonne sul giornale (F. Guccini)

Don Piero Gelmini è noto per essere a capo di un grande centro di recupero per tossicodipendenti maschi, per utilizzare invece di psicoterapia e/o farmaci il rivoluzionario metodo detto cristoterapia, per avere come responsabile della comunicazione Alessandro Meluzzi, già deputato di Forza Italia e opinionista di punta dei talk show più trash della tv nostrana, per avere tra i più cari amici ed estimatori sottosegretari come Giovanardi, deputati come Gasparri, e per godere di donazioni cash da parte del premier. Solo i più attenti però sanno che Piero Gelmini non può più fregiarsi del titolo di don in quanto tornato allo stato laicale per meglio affrontare le pesanti accuse di molestie mossegli da parecchi ragazzi che hanno frequentato i suoi centri.
Molti romani hanno conosciuto don Ruggero Conti durante la campagna elettorale che ha portato Alemanno al Campidoglio. Il prete era in pole position per ricoprire il ruolo di assessore ai servizi sociali ma non se ne fece più nulla solo perché si erano accumulate denunce di molestie e pedofilia ai danni dei ragazzini che frequentavano l’oratorio. Come è noto il Comune di Roma da parecchi anni si costituisce parte civile nei casi che maggiormente destano sconcerto nella popolazione, ma per un motivo misterioso, o meglio miracoloso, il sindaco non diede mandato per costituire parte civile la città. Il processo a don Conti , così come quello a Gelmini, sono avvolti in una nube densa che li nasconde ai giornalisti. Il diritto all’informazione, a giornalisti che non siano solo e sempre servi garantiti dalla fnsi, dall’usigrai e dall’ordine (l’ordine dei giornalisti esiste in Italia e in qualche altro paese d’operetta) per fortuna ha casa in altri paesi, guarda caso quelli da dove sono partite le commissioni d’inchiesta per i preti pedofili. Se non ci fosse stata una stampa libera, e in Irlanda e negli Stati Uniti c’è stata, il Vaticano non sarebbe stato costretto a guardare in faccia la realtà che le gerarchie avrebbero volentieri continuato ad ignorare. Nel libro Il Peccato nascosto (ed. Nutrimenti, € 12, di Anonimo) si rende conto delle indagini giornalistiche che hanno portato all’emersione degli scandalosi fatti consumati nelle muffose sacrestie. Di particolare interesse la storia dell’arcivescovo Bernard Law che in seguito ai servizi del Boston Globe – che vinse un Pulitzer per le inchieste sulla pedofilia – nel 2002 dovette rifugiarsi precipitosamente in Vaticano da Boston. Oggi è arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore (una delle 4 basiliche romane, le altre sono san Pietro, san Giovanni, san Paolo) ed è la prova vivente degli insabbiamenti vaticani. Grande spazio è dedicato al capitolo irlandese con il rapporto Murphy che analizza gli abusi che, nella solo Dublino, dal ’75 al 2004 hanno fatto 320 vittime, e il cui lavoro è stato monitorato dai telegiornali e dalla stampa. C’è anche una sezione del libro dedicata all’Italia. Bella e simbolica la copertina dove è ritratto un papa che ha il volto coperto dalla mozzetta rossa alzata dal vento.
Va anche detto che nei paesi dove è emerso lo scandaloso comportamento occultato dalle gerarchie, i governi non sono stati a guardare e le popolazioni sono turbate e scosse dagli avvenimenti. In Belgio, dove c’è da molti anni una crisi di identità che mette a rischio la continuazione della convivenza fra valloni e fiamminghi, le dimissioni del vescovo pedofilo di Bruges (fiammingo) hanno dato un ulteriore colpo al dialogo tra i due gruppi etnici che avevano come punto d’incontro l’essere entrambi cattolici.
In Italia invece tutto scorre tranquillamente. Gli spot per l’8 per mille rimandano immagini celestiali, con una faccia di bronzo il papa dalla finestra parla del buon pastore…
Del resto l’Italia è un paese bizzarro. Mentre sto scrivendo vedo su la7 il presidente della Camera con la sua orribile cravatta rosa che agita il dito sotto il naso del premier, ma, scrive il radicale Rocco Berardo sul suo blog, che nel resoconto della Direzione nazionale sul sito del Pdl Fini è stato cancellato. Dopo il caso Radek epurato dalle fotografie di Stalin eccetto che per le mani, nel sito Pdl cancellato il presidente della Camera ma non il premier che gli risponde. Ma il Pdl non è un partito, P sta per popolo… o forse per Perimetro.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

1/2/10 – Adesioni passive

lunedì, 1 febbraio 2010

E in fondo perché no? Perché non andarcene/da questo brutto posto in un paese nuovo, dove sia per così dire possibile/ricominciare da zero (Natan Zach, Sento cadere qualcosa, Einaudi, 15 €)

O da una parte o dall’altra: così sembra essersi ridotto il Paese e noi con lui. Privi ormai di curiosità per le idee degli altri ci adeguiamo acriticamente al pensiero unico, diviso in una corrente di destra e una di sinistra. Aumentano siti e blog ma ognuno di noi resta arroccato sulle sue posizioni non avendo nessun interesse a mettersi in discussione, e così la magnifica rete diventa un miscuglio di informazione anodina che rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica, cioè esattamente il contrario di quel che dovrebbe essere.
In onore del politicamente corretto, che spesso decliniamo scorrettamente tanto da aver paura di prendere posizioni dissonanti col filone d’appartenenza, potremmo raccogliere l’invito della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi) che chiede ai media di adottare un blog iraniano censurato dal regime. Ogni sabato alle 19, madri iraniane si incontrano al parco Laleh a Teheran e vestite di nero portano con sé una foto, spesso di ragazzi giovanissimi. E’ sorprendente come nel nostro canale di pensiero l’Iran interessi così poco e così poco ci colpisca sapere che il nostro Paese è il primo partner commerciale in Europa di quella teocrazia violenta.
In onore del politicamente scorretto, oggi mi riconosco di più, scrivo un po’ di cose in libertà.
Vivo a Roma e uso esclusivamente mezzi pubblici. La sera lavoro fino a tardi e prendo spesso il taxi, che trovo esclusivamente perché lavoro in pieno centro. Dopo le dieci le donne sole usufruiscono di uno sconto gentilmente concesso dal Comune di Roma, ma i tassisti lo schifano, anzi appena sali ti avvertono che se gli chiedi l’abbuono loro ci rimettono di tasca loro e ti tocca sentirli per tutto il viaggio che allungano in maniera incredibile se insisti che lo esigi. In linea di massima coprono il tassametro con un pupazzo o il gagliardetto della squadra, difficilmente ottieni il resto perché i tassisti viaggiano solo con banconote da 100 €. Sul taxi il cliente non fuma, ma il tassista ti accoglie in una macchina dove fino ad un secondo prima ha fumato e/o scoreggiato. Il sindaco Gianni Alemanno concederà ai tassisti – che hanno contribuito ad eleggerlo in quanto promise la non liberalizzazione del servizio che la corporativa categoria temeva come la peste - un aumento delle tariffe. Non serve un genio per capire che per decongestionare il traffico bisogna incoraggiare l’uso del mezzo pubblico anche diminuendo le tariffe. L’aumento è solo una concessione corporativa che prevede anche il ritocco della tariffa da Fiumicino da 40 a 45 € . Un notevole trasferimento di ricchezza (5 euro di aumento per n corse) per legge, da cittadino privato a tassinaro. Ha senso questo aumento? Un collaboratore del sindaco, con pragmatismo e spregiudicatezza, ha detto ai tassisti : “gli aumenti scatteranno dopo le elezioni regionali, così voi tassisti sarete contenti, ma il giorno del voto i cittadini non avranno ancora fatto i conti con le nuove tariffe” . Questa dichiarazione tra virgolette pubblicata sul Corriere della Sera non è stata smentita… sicché.
E neanche si parla più delle diciotto (18) linee di autobus che provenienti da via del Corso, via del Teatro Marcello, via Nazionale, per raggiungere largo Argentina saltano la fondamentale fermata palazzo Grazioli, sede di molti uffici e anche residenza privata del premier. Un gesto da servi da parte del prefetto e dell’Atac che, tra l’altro, non risponde a nessun criterio di sicurezza. Se il premier è in pericolo è doveroso e giusto proteggerlo, ad esempio consigliandogli vivamente di rimanere a palazzo Chigi che è pure un bel posto e che gli spetta di diritto. Dobbiamo assuefarci all’ingiustizia? Continuare ad essere vinti in un mondo di vincitori? O scegliere la strada del confronto di idee fra di noi per tentare di uscire dalla secca?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13/10/09 – Er più

martedì, 13 ottobre 2009

13/10/09 – Er più

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Il 28 aprile del 2008, Gianni Alemanno ha strappato Roma al centrosinistra che governava da 15 anni la città. Tanti sono i ricordi di quella serata: i saluti romani sullo scalone d’onore del Campidoglio, le bandiere con la celtica, i cori. Il sindaco, da subito, se ne dissociò, ma in città i fascisti si sono sentiti legittimati, liberi di scorrazzare, attaccare manifesti in onore della rsi, celebrare messe per quei caduti (con preti complici ben contenti di officiare), indire manifestazioni, insultare lo stesso sindaco quando si è “troppo sbilanciato” con le visite alla comunità ebraica e con, ob torto collo la toccata e fuga al gay village appeso al braccio della moglie (sicuramente più intelligente di lui e che lo tiene vistosamente per le palle).
La sua unica parola d’ordine è la sicurezza. Per cui oggi a Roma è tutto vietato, bere una birra o mangiare un gelato seduti su un gradino, col risultato che a divieti così scemi non si risponde nemmeno e in compenso aumenta il caos. Secondo il prefetto di Roma, scelto dal sindaco, l’unica emergenza è quella dei rom e poi, con un bello stacco, quella abitativa. Gli sfrattati, quelli che hanno occupato non infastidendo nessuno, anzi salvando edifici dal degrado al quale erano avviati, vengono rimossi per una questione di decoro, e il loro sfratto/occupazione viene considerato secondo l’ufficio stampa capitolino al pari di un reato.
Gli zingari sono trattati come birilli, spostati da una parte all’altra della città, aggravando i problemi di inserimento dei bambini costretti a raggiungere la scuola con pulmini. Ai disagi sociali la sola risposta è ordine pubblico. Prigioniero della sua agenda non si guarda intorno e non nota che i vigili urbani sono inesistenti, ma intanto si decide di armarli, chissà se spareranno ai possessori dei tanti motorini e biciclette buttate per strada come mai si erano viste. Le pochissime idee messe in campo, la commissione Attali presieduta da Marzano (dopo che Amato lasciò precipitosamente in seguito a incredibili affermazioni del sindaco sul fascismo), le manifestazioni sul futurismo…, scomparse miseramente senza sostituire la vivace estate romana (quest’anno scoloritissima) che pure incanalava molti giovani che adesso, per noia, si sentono legittimati a fare i bulli per la città. Inoltre aziende municipali e giunta piena di nomi senza qualità, centinaia di delegati (allo sport, alla salute, ai rapporti col Vaticano, alla vita…) imbarazzanti per curricula, assunzioni di persone con fedina penale sporchetta… E certo non gratis, il capo ufficio stampa del Campidoglio ha uno stipendio di 118mila € all’anno, contro i 40mila assegnati alla stessa figura dal sindaco precedente. E ancora viaggi esagerati con famiglia e staff supergonfi. Presenze quotidiane in tutte le chiese, con attribuzione di doni, per festeggiare santi improbabili. L’amicizia con i preti è un capitolo a sé, don Conti ad esempio, presunto pedofilo sotto processo al quale con escamotage poco chiari il sindaco ha evitato la costituzione civile da parte della città.
Gianluca Iannone, leader di Casa Pound e grande elettore del sindaco, dice che la violenza appartiene a tutte le metropoli e quella sui deboli è sintomatica della modernità. Gens Romana, associazione che si riconosce in Alemanno, ha pensato bene di manifestare contro il ’68 impiastricciando i manifesti del film sull’argomento di Placido. Il regista, un po’ sputtanandolo, si è rivolto direttamente al sindaco per far cessare gli stupidi sit in davanti ai cinema che proiettano la pellicola.
In questo ambiente sono aumentate piccole violenze quotidiane, tra cui le aggressioni agli omosessuali che Alemanno stigmatizza, senza riconoscere che se crei un clima ostile, non pubblicizzando il gay village , oppure non dando patrocini al gay pride, anzi mutilando il percorso del corteo e, soprattutto, derubricando ad atti di bullismo tali aggressioni, è inutile pure fare l’indignato. Alemanno dovrebbe comprendere che solo un ambiente sano aiuta lo sviluppo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

27/8/09 – Realpolitik

giovedì, 27 agosto 2009

Imprenditore milanese beccato con la jeep anfibia (!) sulla spiaggia nell’isoletta di Budelli. In Costa Smeralda i riccastri fanno i gavettoni con lo champagne. Ah, il buon gusto della lotta di classe (Stefano Di Michele, Il Foglio)
I vogatori del rione Portaccia, uno dei cinque che partecipano al palio marinaro di Castiglion della Pescaia, sono stati multati (100 €) dal sindaco Pdl, per aver indossato durante la gara una canottiera rossa con la caricatura del premier sovrastata da un cartello divieto d’accesso (vari giornali)

Il sindaco Alemanno si è mosso in maniera adeguata perché si è reso conto che si stava sgretolando il punto cardine del suo programma, la sicurezza, che non riguarda soltanto l’omofobia ma anche gli immigrati e le donne. Andrea Berardicurti, segretario del Mario Mieli ha spiegato così l’apertura del sindaco di Roma alla richiesta della deputata Pd Anna Paola Concia di recepire la legge contro l’omofobia che potrebbe essere definita di buon senso e importante per entrambi i poli. Il problema è che il Pdl potrebbe pure rispondere affermativamente mentre non è sfuggito a nessuno che dal Pd non siano venute grandi sostegni alla comunità omosessuale ad eccezione (un po’ tardiva in verità) del candidato alla segreteria Ignazio Marino, odoroso di incenso, che si è recato al Gay Village. Intanto l’Arcigay ha denunciato che alla Festa nazionale del Pd di Genova non ci sia in programma nessun incontro tra partito e associazioni omosessuali. Imma Battaglia, presidente DiGay Project , non dimentica le umiliazioni che il sindaco ha inflitto al Gay Pride al quale ha rifiutato di concedere il patrocinio, trova inaspettato il si ad una visita al Gay Village e pensa che forse stia nascendo una destra moderna.
Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini ieri ha fatto il pienone alla Festa Pd, si è trovato in sintonia con Franco Marini, compagno sul palco, sulle politiche dell’immigrazione e di una evidente dipendenza del Pdl dalla Lega dai temi della sicurezza a quelli economici. Ma il presidente ha raccolto applausi da divo del rock quando, nominando i cattolici ma laici Scoppola ed Elia, ha ribadito che non esiste nel paese un conflitto tra laici e cattolici , ma tra laici e clericali. Franco Marini ha preferito non replicare.
Apprezzamenti per Gianfri anche dal Sinodo valdese* che lo ha dichiarato, insieme al Presidente della Repubblica, il solo uomo politico laico in tema di biotestamento e temi etici, e anche aperture dalla comunità ebraica che lo ritiene l’unico interlocutore possibile su laicità e immigrazione tanto da invitarlo ad un confronto su questi temi il 16 settembre. Finora solo Violante ha avuto un analogo invito consultivo.
Questo avviene nel silenzio del Pd col quale, di fatto, non si confronta più nessuno. Cogliendo al volo la infelice battuta sul “festino” ( “questa è una festa non un festino e per questo Berlusconi non è stato invitato” ha detto lo spiritoso organizzatore della convention Pd) i ministri si sono smarcati , i radicali , tra l’altro eletti in nove nelle liste del partito, non sono stati invitati, così i socialisti. Socialisti e radicali, che è come dire che del riformismo non frega niente. Nel frattempo Berlusconi se ne va per santuari come qualsiasi italiano, e tra lo svolazzar di tonache si prova un po’ di nostalgia per lo sfarfallio delle gonnelle delle escort. Il mondo cambia, gli operai accannano i sindacati e salgono sulle gru, e solo cariatidi sfigate parlano di comunisti e cattocomunisti. Intanto li incontra Berlusconi, che abbraccia Putin, Chavez (per il quale ha convocato la bella Aida Yespica), Lukashenko (ricevuto in Europa solo da lui e da B16) e il sedicente amico del popolo Gheddafi. Solo se si tocca il fondo si risale (speriamo).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Dopo i cattolici i valdesi sono i secondi percettori del gettito dell’8 per mille (quest’anno circa 8 milioni di €). Hanno richiesto di usufruire della quota non espressa e fra tre anni potranno accedere alla cifra che, presumibilmente, raddoppierà l’entrata. Su modello dei valdesi anche le comunità ebraiche hanno richiesto la quota non espressa e, presumibilmente lo faranno anche le altre fedi che hanno stipulato le intese con lo Stato italiano. Per un paese laico il concordato è il cancro, le intese le metastasi. (tf)

22/7/09 – Er più

mercoledì, 22 luglio 2009

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia

Trilussa

Vacanze americane per Alemanno. Er più, con nutrita schiera e famiglia, si è recato in visita di lavoro a New York per farsi spiegare dal ruvido ex sindaco della Grande Mela Rudy Giuliani come si fa a raddrizzare l’osso del collo agli scapestrati romani, come rinchiudere nei ghetti gli schifosi zingaracci, segare le gambe alle mignotte, tosare il pelo ai delinquenti rumeni, spaccare la schiena con gli spazzoloni ai lavavetri. Invece pare che Rudy abbia raccontato alla ciumachella la teoria del vetro rotto, e cioè quel principio che spiega che se manca un vetro ad una finestra, quasi sicuramente si aggiungerà una maniglia difettosa e poi un sacchetto di spazzatura abbandonato sulla strada. Insomma, la vecchia e ovvia storia che solo un ambiente sano aiuta lo sviluppo. Chissà se il sindaco romano, per l’occasione vestito come uno dei Soprano’s, ha raccontato a Giuliani che a Roma la ‘monnezza si accumula vicino ai bidoni perché l’Ama non la raccoglie che ancora non parte il piano di redifinizione delle microaree, mentre è già annunciato l’aumento della tassa per il prossimo anno. Chissà se, forte del suo gessato, gli ha raccontato che, tanto per gradire, l’Atac (azienda dei trasporti) ha dimezzato le corse fino al 15 settembre e che solo il 30% dei bus ha l’aria condizionata… e soprattutto chissà se ha raccontato a Giuliani di come ha preso le distanze dal gay pride, trattando gli omosessuali come degli appestati. Perché noi lo ricordiamo il ruvido ex sindaco di NY che mentre individuava i veri criminali sfilava alla testa della gay parade vestito da donna. E sospettiamo anche che abbia tenuta nascosta la sua “dimenticanza” vigliaccamente attribuita a funzionari, e che ha fatto scadere i termini per la costituzione di parte civile del Comune per un processo ad un prete amico presunto pedofilo. Il guaio è che i nostri politicanti locali sono convinti che se uno è di destra (secondo il loro metro storto, perché Giuliani è repubblicano non fascio) possono condividere i loro modi arroganti e incompetenti. La sindaca, Isabella Rauti, che abbiamo visto in azione con le first lady (complimenti a Carla Bruni che ha bypassato l’inutile e costoso appuntamento evitando di stringere la mano al sindaco che ha cassato gli appuntamenti più significativi dell’ultra50ennale gemellaggio con Parigi), vestita ancora per una volta in maniera allucinante (e questo fatto di non trovare mai l’abito giusto denota una grande impreparazione per il ruolo che non le spetta ma che si è dato), e che segue il marito come una ombra cercando di prevenirlo nelle sue cafonaggini (il sindaco di Roma non conosce, tra l’altro, una parola di inglese, né ha una lontana idea del cerimoniale, e tocca con le mani le foto delle mostre come ha documentato il tgr), con tutta evidenza lo tiene per le palle. Anche se, da mogliettina sottomessa, racconta a Gioia: “come faccio a tenere il punto sul medico da scegliere quando lui è impegnato a gestire l’esondazione del Tevere?” . Come spiegarlo? Il Tevere non è mai esondato, altrimenti invece di essere qui a scrivere l’ennesima invettiva sull’incapace amministratore, starei a nuotà fra la monnezza del Tevere. Sembrano eccessive queste critiche? Ne ho elencate solo alcune, ma sono tutte ampiamente documentabili attraverso la nostra stampa che certo non può essere considerata barricadiera.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

guarda qui http://www.nessundio.net/blog/2009/06/18/1963/ per altre vicende d’er più

P. S. Arrivano le prime risposte all’annunciato tour di Buttiglione
http://www.nessundio.net/blog/2009/07/20/2215/ Scrive il New York Times che la riforma sanitaria che il presidente Usa vorrebbe varare prima della pausa estiva elargirà fondi federali pro-aborto sia agli enti pubblici che alle assicurazioni private. Smetterà B16 di pregare per Obama?

Via dell’ Impero.

venerdì, 17 luglio 2009

Nel regno di DuceSilvio non si deve dimenticare DuceBenito e il Sindaco Alemanno provvede a rinverdirne l’augusta memoria. Le politiche culturali a Roma. Da quando si è insediato è la terza manifestazione che si dedica all’evento.

VIA DELL’IMPERO NASCITA DI UNA STRADA

.hmmessage P { margin:0px; padding:0px } body.hmmessage { font-size: 10pt; font-family:Verdana } VIA DELL’IMPERO. NASCITA DI UNA STRADA – anteprima stampa 22 luglio ore 11-13
Roma, Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio

Ai Musei Capitolini dal 23 luglio al 20 settembre

sessanta fotografie e cento reperti archeologici per raccontare l’apertura di Via dell’Impero con le immagini di professionisti romani come Filippo Reale, Michele Valentino Calderisi e Cesare Faraglia, il rapido e intenso procedere degli abbattimenti e degli sterri

17/9/09 – La prevalenza del cretino

venerdì, 17 luglio 2009

La mozione presentata dal Pd al Senato sulla moralità, inizia dichiarando che “la presente mozione non è diretta ad aprire un dibattito su tali temi specifici”. Prosegue affermando “chi governa deve essere credibile e assumere comportamenti coerenti tra la vita pubblica e quella privata”, ma affermando che “queste sfere devono rimanere distinte”. E allora perché mai devono essere coerenti? Conclude elencando un astruso decalogo di norme di comportamento cui dovrebbero attenersi i membri del governo al fine di “mantenere la credibilità che l’Italia ha recuperato a livello internazionale attraverso l’impegno che ha caratterizzato l’organizzazione del G8”. Un complimento rivolto proprio a quel Berlusconi che la mozione vorrebbe censurare. (da un editoriale non firmato del Riformista)

Il cretino è ormai la categoria prevalente nella politica. Come altro definire se non cretineria politica la mozione presentata al Senato dal Pd che mostra le spaccature interne di quel partito che, per riverire la campagna – più che rispettabile ma giornalistica – di Repubblica, ha dovuto presentare una mozione inquisitoria e bacchettona che dice e non dice. Tacendo, o intervenendo tiepidamente, sullo scudo fiscale e la revisione del sistema pensionistico . Accodandosi agli alti lai per la buona riuscita organizzativa del G8, anche se, va detto, solo quello di Genova ebbe un coordinamento infausto, non si ha memoria di vertici catastrofici preparati da altri paesi. Spiace che il Pd, le cui sorti non possono che riguardarci tutti, anche quelli di noi che mai nessuna fiducia hanno accordato al progetto di addizionare due vecchi partiti illiberali, non riesca a rendersi conto di aver toccato il fondo. La vulnerabilità che mostra davanti alle incursioni di un Grillo, i nervi (di Marino soprattutto) che saltano davanti al fatto che un loro dirigente forse è uno stupratore mentre c’è silenzio tombale sulla lievitazione delle iscrizioni napoletane, l’incoronazione ad icona di una dirigente locale di mezza età neanche fosse la nuova Rosa Luxemburg… beh, questo smarrimento sembra il frutto di miopia e cretinismo.
Non so che tipo di aggettivo si possa usare per la presa di posizione del sindaco di Roma sulla sentenza Gabbo. Come si sa il poliziotto che sparò al tifoso ultras della Lazio Gabriele Sandri ha avuto sei anni di reclusione. Poco? Così sostengono i familiari dello sfortunato giovane e gli ultras che hanno reagito attaccando una caserma dei carabinieri e una camionetta della polizia, reiterando le gesta compiute venti mesi fa quando misero a ferro e fuoco Roma. Un politico accorto si sarebbe dovuto muovere col felpato passo del gatto, e invece Alemanno ha rispolverato l’aggressività dei suoi anni giovanili (celtica al collo, ma senza pugno di ferro) e ha annunciato che parlerà con i ministri della Giustizia e dell’Interno per tentare di ripianare l’iniqua sentenza. Il sindacato di polizia è insorto, e la posizione presa dal sindaco sembrerebbe dare copertura a quegli ultras che più che giustizia si aspettavano, probabilmente, un segnale di immunità per le loro scorribande negli stadi. Passo d’ippopotamo quindi, niente gatto. Animale, ahimè, che porta male ai giornalisti-pecorelle rai che li chiamano in causa imprudentemente http://www.nessundio.net/blog/2009/07/16/2169/
E inchinandosi alla Chiesa coprono le manovre delle diverse fazioni Pd che si stanno contendendo poltrone, seggiole e strapuntini della terza rete della rai.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

18/6/09 – Er più

giovedì, 18 giugno 2009

La lumachella de la Vanagloria, ch’era strisciata sopra n’obbelisco guardò la bava e disse: già capiscoche lascerò n’impronta ne la storia. Trilussa

E’ difficile stare dietro a tutto quello che fa il sindaco, ma ci siamo presi l’oneroso impegno di informare, almeno su quanto di più eclatante fa, i lettori di Nogod che non vivono a Roma e che non sono raggiunti dalle gesta der più. Avevamo appena finito di piangere/ridere sulla riverente accoglienza al Muammar el Gheddafi e sulla goffaggine del suo staff (pletorico e ben remunerato) che ha mandato almeno dieci inviti stampa dando titoli al capo della Giamahiria utilizzando come modello il rag. Fantozzi col suo capo. Salvo il giorno dopo, forse impaurito dai tanti rilievi fattigli per aver organizzato pulmini di impiegati precettati per riempire la piazza, rilasciare una intervista a la Stampa indossando i tacchetti del leader politico dando consigli di comportamento al colonnello. Sarebbe stato auspicabile che almeno per il mese di giugno si mettesse uno stop, ma per Alemanno una gaffe (politica) al giorno è un obbligo. Notevole la questione dell’amico prete presunto pedofilo. I fatti: tra le polemiche ha preso il via il processo per pedofilia a don Ruggero Conti, ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in manette il 30 giugno e accusato di violenze su 7 bambini tra il ’98 e il 2008. Don Ruggero è amico e grande elettore del sindaco, anzi, Alemanno lo aveva individuato come garante per la famiglia e le periferie. Come è noto, il Comune di Roma ormai da parecchi anni si costituisce parte civile nei casi di violenza sessuale. Durante la prima tranche del processo, rinviato al 7 luglio, il tribunale ha accolto la costituzione di parte civile delle famiglie delle presunte vittime, della onlus Caramella buona e dell’esponente Radicale Mario Staderini*, possibile grazie ad una norma (art. 9 del testo unico degli enti locali)che permette a qualsiasi cittadino elettore di prendere posizione a fianco delle vittime nei giudizi in cui manca l’amministrazione pubblica di riferimento. Il pubblico ministero infatti ha comunicato che il Comune non si era costituito parte civile nel processo, leggendo una lettera firmata da Alemanno che ha motivato la scelta con una “non completa conoscenza degli atti”. Il portavoce del sindaco, Simone Turbolente (che è a capo del pomposo staff che ha eletto re il colonnello Gheddafi) ha negato la lettera letta dal pm, e (perfino) Francesco Storace, antico sodale partitico del sindaco ora capogruppo di Destra al Campidoglio, ha chiesto di non esporre la città al ridicolo. Ma per giustificare una stronzata così, occorre un capro espiatorio, trovato nella funzionaria Rita Camilli, prontamente rimossa dal suo incarico, e individuta come colei che si era assunta la decisione di non far costituire parte civile il Comune. Ma l’Alemanno imbufalito, ha promesso altri tagli di teste eccellenti, anche perché pure per lo stupro di luglio di una coppia olandese aveva fatto (e Roma con lui) la stessa ridicola figura. Il radicale Mario Staderini ha chiesto che almeno il capo ufficio stampa si dimetta, il che sarebbe comunque un bel risparmio visto il suo non indifferente stipendio (la cui cifra è stata stabilita da una delibera di giunta quindi è atto pubblico), ben al di sopra di qualsiasi retribuzione sia stata mai concessa dal precedente sindaco. In questa vicenda l’ha fatta da padrone il radicale Mario Staderini che ha mostrato la lettera firmata il 4 giugno dal sindaco dove si legge “il sottoscritto dichiara di non costituire l’amministrazione comunale nel processo sopra indicato”. Nella determinazione dirigenziale del 25 maggio si legge che “la legittimazione alla costituzione di parte civile per i reati di violenza sulle donne non appare automaticamente trasferibile alla violenza sui minori”. E così sia!
Ma, non finisce qui. Sappiamo che l’assessore al patrimonio, sempre grazie all’ottimo Staderini che ha monitorato lo scempio, per farsi eleggere al parlamento europeo è quello che ha imbrattato di più la nostra bella città, e l’assessore al bilancio, un tecnico, minaccia le dimissioni. E ancora, nicchia sulla richiesta di intitolare un tratto di via Nomentana, all’altezza dell’ambasciata dell’Iran, al 9 luglio ‘99, data in cui cominciarono le prime proteste degli studenti iraniani, mentre sgomita per stravolgere la toponomastica a favore di qualsiasi militante missino sia morto, ammazzato o per cause naturali. Ammetto di aver avuto i brividi vedendo le braccia tese nel saluto fascista che ha accolto Alemanno, ma non sapevo che dietro quell’anacronistico saluto c’era la totale incapacità di amministrare. LEGGI  http://www.nessundio.net/blog/2009/05/27/1751/

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Mario Staderini è stato consigliere al Municipio I (centro) nella ultima e breve consiliatura Veltroni. Nonostante il consueto embargo alle attività dei Radicali, è stato uno dei personaggi politici locali più citati dai media per la sua intensa attività. Tra l’altro la richiesta di censimento degli immobili della Chiesa. E’ stato l’animatore di una bella manifestazione dal suggestivo titolo chi ha paura del Risorgimento?, per richiedere il restauro dei busti del Gianicolo. E tante altre cose. Per la serie, un radicale vale più di cento di un qualsiasi altro partito…

In Iran si spara su chi protesta, si mandano a morte gli oppositori, si arrestano le donne che non accettano di sottomettersi, si impiccano gli omosessuali. Quando si alza la voce delle persone che chiedono la libertà non possiamo tapparci le orecchie. Probabilmente lo faranno i governi, compreso il nostro. E’ la realpolitik che accarezza i dittatori dal verso del pelo sperando di essere mangiata per ultima. Ma si sa, nella palude si salva solo il coccodrillo. Nogod è vicino ai cittadini iraniani.