Oggi è il santo natale. Il grande varietà religioso comincerà alle ore nove e trenta: il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo con l’aiuto di Dio e di alcuni marines (Full metal jacket)
Birminghan è la città inglese con il più alto numero di musulmani: 170mila abitanti di fede islamica e 116 moschee. Qui si verificano scontri tra gli hooligans (i teppisti del Birminghan City e quelli dell’Aston Villa), scontri interetnici tra inglesi e pakistani fomentati dai membri del Bnp (British National Party) e dai fondamentalisti religiosi. L’amministrazione della città è guidata dai Tory, da questa città ha preso forza il Bnp che attualmente ha due seggi al Parlamento europeo. Gli ulema, per la prima volta, hanno approvato un documento “muslim vote 2010” per invitare i cittadini inglesi islamici a registrarsi per accedere al voto del 6 maggio. Nell’atto si invitano i correligionari a votare per contrastare i partiti di estrema destra e antislamici. Nick Clegg dei LibDem ha colto al volo la situazione e ha picchiato duro su Gordon Brown (Labour) per la guerra in Iraq. La politica estera di Cameron (Tory) viene percepita di continuità con quella del Labour che pure in questa città amministrata dai conservatori ha assegnato il seggio a Westminster al Labour. La parlamentare uscente Gisela Stuart spera di essere riconfermata e per questo si è spinta a giurare che il locale Queen Elizabeth Hospital , che sorge proprio nei quartieri maggiormente abitati dai musulmani, non subirà ridimensionamenti nonostante i tagli annunciati dal governo centrale alla sanità pubblica.
In Italia non ci si iscrive per votare e la maggior parte delle persone si presenta all’appuntamento senza conoscere i programmi, cosa del resto difficilissima considerato che l’informazione è un lavoro “sotto padrone”, sovente ben remunerato per tenere a bada le bestiole scrittrici. Per cui a Roma – e mi taccio sul governo centrale – ci ritroviamo con un sindaco che è stato abilissimo nel farsi eleggere evocando lo spettro di zingari assassini e romeni stupratori, col risultato che da quando c’è lui sono aumentati stupri, violenze sugli omosessuali, tensioni di tipo razzista. Dopo aver rotto le scatole a mezzo mondo sull’enorme buco lasciato da Veltroni che perfino Tremonti è stato costretto a ridimensionare, il grande amministratore ha detto che per la pulizia del concerto del 1° maggio non ci sono soldi e quindi gli organizzatori se la pulissero. Immagino che sia l’invidia per “il molto più di un milione” che viene spontaneamente a san Giovanni a sentirsi la musica che ha spinto il sindaco di Roma che, per tradizione consolidata negli anni, fa pagare ai romani acqua e raccolta rifiuti del Vaticano. Sia chiaro, a me del concerto che sento pure da casa, neanche interessa, ma si può negare pure il piacere di stare insieme a sentire musica gratis a giovani che hanno poco futuro? Perfino Il Giornale diretto da Feltri ha trovato un inutile esborso di denaro la diretta del concertone in rai. Sembra che in Italia, oltre al consueto razzismo nei confronti degli stranieri, ci sia il classismo. Ti piacciono i Baustelle e Paolo Nutini? Bene te li vedi nel loro tour pagando e non a gratis a san Giovanni e meno che mai nella tv pubblica che deve utilizzare il satellite per collegarsi con quattro straccioni dell’isola dei famosi o pagare Clerici che fa cantare i bambini. Intanto il sindaco Alemanno fa il punto sul suo lavoro, addirittura con faccia da bronzo pretesca in conferenza stampa, e osa dire che tutto va bene madamina la marchesina. Con l’azienda municipalizzata Acea (azienda distribuzione acqua creata nientemeno che dall’amministrazione Nathan) che per la prima volta non da dividendi agli azionisti, con l’assurda operazione di decoro per nascondere le prostitute (a tutte le ore in strada, da via Urbana a via Giotto e immagino che questo accada anche nella degradatissima periferia romana), con lo sgretolamento della domus aurea e con l’annuncio cretino di tirar giù un muretto dell’odiata teca dell’ara pacis spendendo 45 milioni di € (ma non ci sono i soldi per pulire la piazza occupata dai giovani amanti della musica!), nonostante Roma sia entrata ra le prime cinque città con la bolletta più salata per la raccolta rifiuti (non certo tra le prime cinque città più pulite) e, ahimè, con gli autobus sempre più sconosciuti. Intanto piove o c’è il sole, er papa magna.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Il primo maggio tra festa e repressione è la mostra che fino al 30 ottobre sarà visibile presso l’Archivio centrale dello Stato (Roma), e curata da Gianna Granati. E’ la storia della festa dei lavoratori dalle origini (la manifestazione europea voluta dall’Internazionale nel 1890) al secondo Dopoguerra, con un focus sul lavoro femminile. Documenti, fotografie, riviste, volantini, bandiere dei movimenti operai. Per ricordarsi anche quanta fatica ci è voluta per ottenere diritti elementari che oggi sembrano a rischio tra l’indifferenza dei più
