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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>16/5/12</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[16/5/12 - Il potere temporale sono i beni che i preti e i frati posseggono in tutti i paesi: questi beni sono la forza di Roma in Italia, in Ispagna, e per tutto dove stanno. Togliete loro questi beni che essi hanno acquistato togliendoli alle vedove, ai pupilli, ingannando i creduli, vendendo il paradiso, ciurmando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>16/5/12</strong> <strong>- <em>Il potere temporale sono i beni che i preti e i frati posseggono in tutti i paesi:</em></strong><em> questi beni sono la forza di Roma in Italia, in Ispagna, e per tutto dove stanno. Togliete loro questi beni che essi hanno acquistato togliendoli alle vedove, ai pupilli, ingannando i creduli, vendendo il paradiso, ciurmando la buona gente: togliete questi beni ed avrete distrutto il potere temporale. I clerici faranno ogni sforzo per conservarli, verranno a tutte le transazioni: si faranno anche maomettani per ritenere i beni che sono la vita, la verità, il Dio vivo e vero per loro. Togliete i denari ai preti, e li vedrete diventare agnelli, e udrete il papa dire: possumus et volumus (Luigi Settembrini, il 25 maggio 1865)</em></span></p>
<p><strong>Tre anni fa in questo periodo</strong> – c’era appena stato il terremoto nell’aquilano – sparute associazioni laiche e i radicali avevano sollecitato il governo a chiedere che i fondi dell’8&#215;1000 fossero riservati allo Stato: la legge infatti prevede che quei fondi vengano destinati soprattutto al contrasto delle calamità naturali anche se è successo che quei denari siano stati utilizzati per finanziare le missioni militari all’estero. Da quando è stato istituito l’8&#215;1000 nessun governo – mai nessun governo – ha pensato di farsi un po’ di pubblicità come fanno le religioni che, avendo siglato intese con lo Stato, hanno diritto al contributo. Parecchi anni fa l’ingenua Livia Turco provò a chiederli per i bambini poveri e l’allora cassiere pontificio, mons. Attilio Nicora, tacciò l’iniziativa di “sleale concorrenza alla Chiesa”.<br />
Come è noto dell’8&#215;1000 lo Stato raccoglie ben poco; in parte questo è dovuto al meccanismo bizantino di assegnazione dei fondi. Per destinare il contributo a una delle istituzioni accreditate bisogna indicare espressamente la propria scelta nella dichiarazione dei redditi. A farlo è solo il 40% dei contribuenti (36% alla Chiesa cattolica, 3% allo Stato e 0,qualcosa agli altri) mentre il restante 60% lascia la casella in bianco, in molti pensando che i soldi finiranno in ogni caso nelle casse pubbliche. Sbagliando però, perché la quota residua dell’8&#215;1000, che è la fetta più grossa della torta, viene ripartita percentualmente secondo le scelte esplicite. In sintesi estrema, per ottenere più finanziamenti alla Chiesa cattolica, bisogna attuare un espediente per prendere dalle tasche dei presunti cattolici quello che mai donerebbero spontaneamente.<br />
L’iniquo sistema dell’8&#215;1000 costringe i cittadini che non vogliono finanziare la Cei a contribuire forzosamente con la ripartizione, oppure a scegliere la fede che ritiene meno invasiva per la sua quotidianità. <strong>Alla faccia dei cittadini virtuosi che vorrebbero che le proprie tasse, tutte, andassero allo Stato. </strong>Più volte ho barrato la casella dell’8 per mille all’ucei che, come quasi tutte le altre fedi delle intese non destina i fondi raccolti a scopi religiosi ma piuttosto a progetti sociali e, come le altre fedi delle intese, rendiconta fino all’ultimo centesimo in modo trasparente e verificabile. Ma non è una scappatoia sensata. Le tasse si devono pagare a beneficio di tutti, per noi, ma anche per chi ha meno, per noi, ma anche per i servizi che non utilizzeremo. Versare l’8&#215;1000 ad una fede è una forma di egoismo rivendicativo. Tra l’altro, in un momento di revisione delle spese, è impensabile che lo Stato sprechi risorse facendo da contabile e cassiere alle istituzioni religiose.<br />
Invece al 5&#215;1000, istituito nel 2006 per destinare lo 0,5 dell’irpef alla ricerca e al volontariato (ma bisogna dirlo sono state ammesse anche delle denominazioni risibili) aderisce quasi il 70% della popolazione. Considerato lo scarso contributo che lo Stato italiano attribuisce alla ricerca e alla salute che pure ci interessa tutti, varrebbe la pena (secondo me) scegliere tra queste, ma solo dopo aver accertato se spendono bene i soldi che gli eroghiamo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>13/5/12</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 05:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[13/5/12 - Tutte le volte che si riflette sul bello, si è arrestati da un muro. Tutto ciò che è stato scritto al riguardo è miserabilmente ed evidentemente insufficiente (Simone Weil ) C’è un momento dell’anno – questo – e un posto di Roma – il roseto comunale – dove, anche se solo per pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>13/5/12</strong> <strong>- <em>Tutte le volte</em></strong><em> che si riflette sul bello, si è arrestati da un muro. Tutto ciò che è stato scritto al riguardo è miserabilmente ed evidentemente insufficiente (Simone Weil )</em></span></p>
<p align="justify"><strong>C’è un momento dell’anno</strong> – questo – e un posto di Roma – il roseto comunale – dove, anche se solo per pochi momenti, è possibile dimenticare che la città è in pieno disfacimento.<br />
Il roseto comunale è ai piedi dell’Aventino, sopra il Circo Massimo, dietro il cenotafio di Giuseppe Mazzini che molti romani chiamano il monumento a Mussolini , perché come scrive Fulvio Abbate <em>“in uno dei suoi bassorilievi è possibile scorgere un fregno maschile identico al duce del fascismo”.<br />
</em>Via di valle Murcia, tre scalini e si accede al paradiso. Tutte le gamme del bianco del rosa del rosso, un profumo che a tratti stordisce… che più. Nel passato qui c’era l’hortaccio dei giudii, poi diventato cimitero ebraico dopo l’abbattimento del ghetto (1870), infine espropriato negli anni ’20 durante il riordino urbanistico della città che, in linea di massima, è l’assetto che ancora vediamo. Fa – almeno a me – un certo timore conoscere che sotto lo splendore delle splendide rose giacciono le ossa dei morti. Solo i più attenti si accorgono che il roseto è disegnato come una menorah, mentre la maggioranza guarda come una buffa diavoleria il bassorilievo posto all’ingresso con incise le leggi di Mosè, quelle che i cristiani chiamano comandamenti (e ai quali ovviamente non ubbidiscono). Bisogna sbrigarsi ad andare al roseto perché è aperto solo a maggio e perché le rose sfioriscono presto (e il profumo e quei colori io credo che ci aiutano a fare un po’ di strada verso la fragile e meravigliosa felicità) .</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
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		<title>11/05/12</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[11/05/12 &#8211; Amore/Vola da me/Con l’aeroplano di carta/Della mia fantasia/Con l’ingegno del tuo sentimento/Vedrai fiorire terre piene di magia/ E io sarò la chioma d’albero più alta/Per darti frescura e riparo (Alda Merini) Occhiuti come pochi i cattolici sanguinari del Movimento per la Vita faranno la loro seconda marcia in coincidenza con la Giornata dedicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><em><strong>11/05/12 &#8211; Amore/Vola da me</strong>/Con l’aeroplano di carta/Della mia fantasia/Con l’ingegno del tuo sentimento/Vedrai fiorire terre piene di magia/ E io sarò la chioma d’albero più alta/Per darti frescura e riparo (Alda Merini)</em></span></p>
<p><strong>Occhiuti come pochi</strong> i cattolici sanguinari del Movimento per la Vita faranno la loro seconda marcia in coincidenza con la Giornata dedicata alla festa della mamma. Il focus della marcia che sfocerà in san Pietro alle 12 per l’angelus papale, è come sempre la condanna dell’aborto e la conseguente esaltazione della madre secondo lo schema della famiglia di Nazareth. Noi italiani, corrotti dall’onnipresente cattolicesimo, siamo convinti che la data scelta per la festa della mamma cada di maggio in onore della Madonna, la madre per eccellenza. In realtà l’idea di dedicare un giorno alla mamma è della militante pacifista Anna Jervis per invitare le madri d’America a costituire una rete per la riconciliazione tra le parti all’indomani della guerra di secessione; scelse il 10 maggio, anniversario della morte di sua madre. Successivamente il presidente Usa Wilson nel 1914 istituzionalizzò la festa fissandola alla seconda domenica di maggio. La celebrazione venne importata in Italia da un francescano di Assisi che consegnò immediatamente la festa allo spirito mariano.<br />
Come si sa per le mamme italiane c’è ben poco da festeggiare. E i motivi vanno dagli ostacoli – spesso barriere – nel lavoro, dalla scarsezza dei nidi, dalla totale assenza di aiuti economici per i nuovi nati. Ancora, l’Italia è l’unico paese europeo dove il lavoro di cura (bambini e anziani) è svolto quasi esclusivamente dalle donne.<br />
Non sarà certo un regalo a sollevare le mamme da questi gravi problemi, ma, specie se si è adulti come me, si ha la certezza che l’unico amore incondizionato e senza richieste viene da lì. Anche se ci si mette un pò a capirlo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p><span style="color: #800080;"><em>°°°°°</em></span><br />
<span style="color: #800080;"><em> La Chiesa cattolica concepisce la sessualità come un’attività puramente riproduttiva. E la catena di divieti – contro gli anticoncezionali, l’aborto, l’omosessualità – affonda le radici in un’idea animalesca del sesso. Gli animali ubbidiscono d’istinto all’imperativo della Natura: riprodursi. Gli umani, però, hanno una facoltà in più: la ragione. E’ nella nostra mente che nasce la sessualità. … E’ paradossale che una religione fondata sull’idea che Dio si sia fatto uomo consideri poi l’uomo un animale. Paradossale, ma non incoerente: la paura del sesso va di pari passo con la paura del libero pensiero. Controllare i corpi è un modo per controllare le menti. Non deve dunque stupire la recente presa di posizione dell’Agesci, che considera un “problema educativo” un capo scout omosessuale, perché “il capo è il modello per i suoi ragazzi”&#8230;.. L’idea di fondo è che l’omosessualità sia un disturbo, una malattia a rischio contagio. E’ probabile che in dichiarazioni così ottuse aleggi il terrore della pedofilia, che della sessuofobia cattolica è senza dubbio il portato più tragico. Ma così si commette un ulteriore errore, perché accostare omosessualità e pedofilia non è solo un insulto, è una colossale sciocchezza. Basterebbe riconoscere i diritti della natura umana, e ogni problema d’incanto si scioglierebbe: ma a questo passo i cattolici sembrano ancora drammaticamente impreparati. (Fabrizio Rondolino, Vanity Fair</em></span></p>
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		<title>Una riflessione</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omofobia e razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione da tener presente anche per le prossime elezioni in Italia : vale la pena di mettere il riconoscimento delle coppie di fatto ivi comprese quelle omosessuali (attenzione : MAI parlare nemmeno lontanamente di matrimonio gay&#8230; figuriamoci !) fra le priorità del programma elettorale ? Personalmente pur essendo interessato fortemente a quel riconoscimento giuridico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800080;"><strong>Una riflessione da tener presente anche per le prossime elezioni in Italia</strong></span> : vale la pena di mettere il riconoscimento delle coppie di fatto ivi comprese quelle omosessuali (attenzione : MAI parlare nemmeno lontanamente di matrimonio gay&#8230; figuriamoci !) fra le priorità del programma elettorale ? Personalmente pur essendo interessato fortemente a quel riconoscimento giuridico mi aspetto che i miei partiti di riferimento (radicali e socialisti) mettano al primo posto delle priorità il lavoro, il risanamento dell&#8217; economia e l&#8217;abbattimento dei costi della politica. Solo dopo metterei insieme agli altri temi elettorali i diritti civili, per evitare che la canea omofoba dei politicanti e dei gerarchi cattolici (spesso cripto-gay in conflitto di identità) si servano di quel solo argomento per perpetuare le discriminazioni delle persone omosessuali</p>
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		<title>8/5/12</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 05:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[8/5/12 &#8211; “Dimenticate Auschwitz!”, è il titolo dell’ultimo libro di Henryk Broder. L’autore polacco naturalizzato tedesco, ebreo, è figlio di genitori sopravvissuti ai lager nazisti. Secondo l’autorevole scrittore “Auschwitz è un’oscena Disneyland della morte, un’oasi wellness per il superamento del passato, perché la cosiddetta cultura della memoria consiste in rituali autoconsolatori per i posteri degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>8/5/12</strong><em> &#8211; <strong>“Dimenticate Auschwitz!”,</strong> è il titolo dell’ultimo libro di Henryk Broder. L’autore polacco naturalizzato tedesco, ebreo, è figlio di genitori sopravvissuti ai lager nazisti. Secondo l’autorevole scrittore “Auschwitz è un’oscena Disneyland della morte, un’oasi wellness per il superamento del passato, perché la cosiddetta cultura della memoria consiste in rituali autoconsolatori per i posteri degli sterminatori”.<br />
</em><strong><em>Ai nostri tempi</em></strong><em>, odiarsi e mordersi perché non abbiamo il cranio assolutamente costruito nello stesso modo, inizia ad essere la più mostruosa delle follie (E. Zola, Le Figaro, 16 maggio 1896)</em></span></p>
<p align="justify"><strong>Il 6 giugno la nazionale italiana di calcio,</strong> i cosiddetti azzurri, si recheranno in visita ad Auschwitz approfittando della vicinanza geografica con l’Ucraina dove si svolgeranno i campionati europei e, soprattutto, perché i dirigenti sportivi non potevano fare a meno di accettare questo invito suggerito alle diverse squadre addirittura dal premier tedesco Merkel. Che per la verità ha chiamato anche ad una maggiore partecipazione alle vicende della incarcerata Yulia Timoshenko . Entrambi i richiami della Frau hanno lasciato indifferenti gli italiani, in caso più disponibili a sensibilizzarsi sui randagi ucraini essendo, come noto, meno foriero di problemi avere solidarietà per gli animali piuttosto che mostrare empatia per gli umani.<br />
Merkel appare al momento una dei pochi leader europei sensibile alla memoria della Shoah e netta nei confronti della xenofobia e neonazismo dei partiti nazionalisti in Europa. E’ utile ricordare che Merkel fu durissima con la Chiesa cattolica – non facendo nessuno sconto al pastore tedesco che la guida – sulla morbidezza, se non addirittura malleveria, nei confronti del negazionista lefevriano Williamson.<br />
In attesa di vedere il ciglio umido di De Rossi mentre mastica la gomma e, soprattutto, le reazioni dei tifosi che usualmente inneggiano ai forni insultando come ebrei quelli della squadra avversaria durante i fastidiosissimi derby, è interessante ricordare che molti insegnanti che preparano gli studenti nei viaggi ad Auschwitz per la conservazione della memoria, sostengono che al ritorno parecchi giovani manifestano accentuate reazioni antisemite. Per aver partecipato più volte alla preparazione di questi viaggi mi verrebbe da dire che gli insegnanti non hanno una adeguata preparazione storica: spesso vengono utilizzate categorie fumose come la banalità del male, talora fanno ricorso a categorie mistiche… per cui si ricorre alle colpe degli ebrei (come è noto accusati di aver crocefisso Gesù) che, per la loro diversità (e superbia ricchezza potere avarizia)…. hanno provocato una reazione. Sembrerebbe mancare una seria analisi che connetta quelle vicende storiche agli eventi del secolo da poco finito. Difficilmente la Shoah viene letta come la punta estrema dell’idea – viva e attuale ieri come oggi – secondo cui la società è divisa in razze e etnie: alcuni hanno diritto di vivere e altre no per la loro pericolosità sociale. E il calcio e i suoi tifosi ci ricordano ad ogni partita questa loro indole, al punto di insultare (lo zingaro lo zulù…) perfino i loro gladiatori che sono arruolati per la forza e abilità e non per la limpieza de sangre!</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
<p><a href="http://www.lascatolachiara.it/articoli/VdM2012.htm">http://www.lascatolachiara.it/articoli/VdM2012.htm<br />
</a><a href="http://www.italialaica.it/news/rassegnastampa/35558">http://www.italialaica.it/news/rassegnastampa/35558</a><br />
<a href="http://80.241.231.25/ucei/PDF/2012/2012-05-05/2012050521587111.pdf">http://80.241.231.25/ucei/PDF/2012/2012-05-05/2012050521587111.pdf</a></p>
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		<title>3/5/12</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2012/05/03/5736/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[3/5/12 – Laico è colui che, a differenza dell’uomo della certezza, della verità, della fede, non ha certezze di cui sia sul serio certo, non conosce verità che gli appaiano come verità, non ha fede. E’ l’uomo che nell’assumere questo atteggiamento e nel corroborarlo, di conseguenza, di idee e di concetti, non sa tuttavia se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>3/5/12 – <em>Laico è colui che,</em></strong><em> a differenza dell’uomo della certezza, della verità, della fede, non ha certezze di cui sia sul serio certo, non conosce verità che gli appaiano come verità, non ha fede. E’ l’uomo che nell’assumere questo atteggiamento e nel corroborarlo, di conseguenza, di idee e di concetti, non sa tuttavia se queste idee siano sul serio idee e non illusioni, concetti e non sogni, e allora ecco che, dopo aver delineate le une e pensati i secondi, cerca in altre idee e in altri concetti quel che nei primi aveva cercato e non trovato. Cerca e non trova, perché questo è il destino del laicismo; il non avere idee, concetti, fedi che resistono alla prova a cui, incessantemente, il dubbio sottopone le loro forme. (Gennaro Sasso, Parolechiave, Carocci)<br />
</em><strong><em>Quello che è apparso chiaro ad Oslo e sull’isola di Utoya, </em></strong><em>è che il delirante odio antislamico, può rivelarsi pericoloso tanto quanto il veleno qaedista contro gli infedeli… bisognerà chiedersi se i gruppi che in Europa si fanno portatori di ideologie antislamiche e ostili alle migrazioni denunceranno ciò che Breivik ha commesso nel nome della loro causa (Roger Cohen, International Herald Tribune) </em></span></p>
<p align="justify"><strong>Nell’Italia degli anni Settanta</strong> furono conquistati diritti civili in armonia con le aspettative di una società che stava evolvendo, mentre in questa interminabile cosiddetta seconda Repubblica sono state approvate le peggiori leggi mai conosciute. Un ceto partitocratrico privo di riferimenti valoriali – quello della prima Repubblica sebbene frammentato godeva di forti spinte ideali &#8211; bisognoso di suggerimenti, è stato divorato in un boccone dalla Chiesa che non solo ha incassato leggi cosiddette etiche, ma ha anche introitato grossi vantaggi economici. Di più, con l’avvento di Gran Premio II e di B16, sono stati inghiottiti quei pochi passi in avanti verso la pluralità fatti dal Concilio Vaticano II, il che ha portato ad una arretratezza della Chiesa che si è riflettuta sul parlamento! Sorprende che in un Paese che con queste modalità è inchiodato al medioevo, ci siano molti commentatori che, affascinati dai movimenti xenofobi nostrani (Lega, CasaPound, La Destra…), e sedotti dalle formazioni nazionaliste antieuropee e antioccidentali (dall’Ungheria all’Olanda passando per la Francia e la Finlandia) ritenga che la minaccia a questo splendore sia il feroce Saladino.<br />
Si badi, in un paese che trascura che il principio di laicità è l’unico che comprende una completa pluralità, il rischio di passare da una teocrazia all’altra in un soffio è una possibilità. Ma sorprende e addolora che ci si allei in maniera acritica con qualsiasi pastore evangelico che metterebbe alla sbarra i sodomiti o, addirittura, ci si ritrovi sullo stesso balcone di B16 che si mette sotto i piedi le donne, usando le loro stesse parole per difendere i cristiani dai fondamentalisti islamici. E’ evidente che non dobbiamo restare indifferenti davanti ai cristiani assassinati in Nigeria e in Kenya, ma possiamo realmente sostenere che in quei paesi vengono uccisi i cristiani perché rappresentano una garanzia di pluralismo? Ma davvero l’intelligenza, il progresso, la capacità di analisi è come acqua sul marmo? Possibile che il metro che dobbiamo usare è ancora quello del fideismo religioso? Le parole contano ed è pericoloso usarle con leggerezza perché possono modificare la comprensione dei fatti. Ma si può dire che al totalitarismo si deve opporre la democrazia? Emanciparsi vuol dire anche non guardare solo con gli occhiali minoritari della religione più fanatica. Che esiste ma appartiene a una minoranza che in caso va isolata non ingrandita. Quando si indossano quegli occhiali lì, il pericolo si moltiplica. Se si chiede a un leghista quanti sono “i terroni”, te li conta come l’intera popolazione italiana. E per ultimo, non è da pazzi criminali inchiodare tutti i musulmani a un solo modello? (esattamente quello che ci irrita quando le sentenze stabiliscono che il crocefisso è parte della nostra storia). Questo metro di giudizio ci fa somigliare a quel tale che per fare un dispetto al suo viso si tagliò il naso.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/" target="_blank">www.nogod.it</a></p>
<p align="justify"><span style="color: #800080;"><strong>°°°°°<br />
8/2/12</strong> <strong>– Sam Harris, autore de La fine della fede,</strong> sostiene che il maggiore pericolo per il libero pensiero e la civiltà oggi sia il fondamentalismo islamico, ma che non bisogna sottovalutare il pericolo cristiano, entrambe fedi che negano la realtà tangibile, per la sofferenza che creano in obbedienza ai loro miti religiosi e per la loro fedeltà a un Dio di fantasia. Tuttavia lo studioso è ottimista e afferma che presto guarderemo ai tempi in cui si credeva in Dio come oggi guardiamo al periodo in cui si riteneva che la schiavitù fosse normale. Ogni giorno noi italiani vediamo quanto sia sproporzionato lo spazio che i media concedono ai sospiri del papa, della Cei, al parere dell’ultimo parroco. Ogni giorno sentiamo le persone che si indignano dei beni sottratti a tutti gli italiani a favore delle gerarchie ecclesiastiche. Questo train de vie ci umilia come italiani, anche perché sappiamo che i nostri concittadini, anche molti cattolici, non condividono l’onnipresenza della Santa Sede, né vogliono sentirsi il fiato sul collo per le frenesie sessuofobiche e per i troppi dogmi sul come vivere e come morire. Partendo da questa ovvia constatazione, non si comprende perché dobbiamo continuare a pensare che ogni cittadino musulmano sia un invasato. I cittadini musulmani, che ormai conosciamo anche nel nostro Paese, per la maggioranza sono esattamente come noi, hanno le nostre stesse aspettative e desideri. Sicuramente fa scalpore che qualche cittadino del Bangladesh o del Marocco ammazzi la moglie o la figlia perché si occidentalizza, ma è inammissibile che un italiano si scandalizzi per questo, come se ignorasse che drammi familiari uguali sono stati una realtà fino a poco tempo fa. Possiamo scandalizzarci di qualcuno che proviene da un paese che ha un diverso livello di sviluppo e che fra qualche anno raggiungerà il nostro? E noi quando riusciremo a raggiungere i diritti civili del resto dell’occidente? Quando le donne avranno realmente pari diritto e non si sarà discriminati per le proprie scelte sessuali ad esempio? Non c’è razzismo nel pregiudizio secondo il quale il mondo musulmano non è culturalmente adatto alla libertà? Attenti che è quello che in molti paesi europei dicono di noi vaticaliani. E tutto ciò con la religione non c’entra – e l’agnostico lo riconosce &#8211; ma c’entra semmai molto con la malleveria della politica insulsa alla gerarchia teocratica. E per ultimo, questo atteggiamento schizzato nei confronti degli islamici, mette il bavaglio a quei tanti che hanno animato le primavere arabe. Non accompagnare i cittadini che hanno contestato le dittature e che percorrono l’accidentato difficile duro sentiero della democrazia, è scellerato. Qual è il dovere dei laici? Intanto dare spazio alla storia del pensiero laico, poi non criminalizzare le religioni ma neanche ritenerle portatrici -senza se e senza ma &#8211; di valori positivi. Le religioni possono offrire qualcosa <span style="text-decoration: underline;">solo</span> se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani. La moderazione e la sobrietà nei giudizi ci serve per compiere il percorso verso la fragile meravigliosa e misteriosa felicità umana.</span><br />
<span style="color: #800080;"> Tiziana Ficacci, <a href="http://www.nogod.it/" target="_blank"><span style="color: #800080;">www.nogod.it</span></a></span></p>
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		<title>Quanto ci costa il generale-cardinale Angelo Bagnasco.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2012/04/30/5731/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 06:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[preti padroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra le tante spese inutili che nessun governo vaticaliano si permetterà mai di abbattere ci sono quelle per i cappellani militari. Un corpo speciale dell&#8217;esercito che genera addirittura mostri pensionistici. Pensate che Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, per appena tre anni di Ordinario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><strong>Fra le tante spese inutili</strong> che nessun governo vaticaliano si permetterà mai di abbattere ci sono quelle per i cappellani militari. Un corpo speciale dell&#8217;esercito che genera addirittura mostri pensionistici. Pensate che <strong>Angelo Bagnasco</strong>, Presidente della CEI, il <a href="../../governoombra.htm">Governo Ombra</a> dei vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, per appena tre anni di Ordinario Militare (vale a dire capo dei cappellani dell&#8217;esercito) si cucca una pensione da generale di corpo d&#8217;armata, che per i generali veri è più 4000 Euro mensili secondo il calcoli che abbiamo trovato in questo illuminante articolo.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">Bagnasco, pensione da generale</span></strong><br />
<span style="color: #800080;">di Riccardo Bianchi </span><br />
<span style="color: #800080;">I cappellani militari costano allo stato oltre 15 milioni di euro l&#8217;anno. E tra loro abbondano i vescovi babypensionati con emolumenti d&#8217;oro. Tra cui anche l&#8217;attuale presidente della Conferenza episcopale italiana</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">(27 aprile 2012)</span></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>All&#8217;interno della cittadella militare della Cecchignola c&#8217;è un seminario.</strong> Vi nascono i futuri cappellani militari, preti che per l&#8217;esercito italiano sono anche ufficiali. Il seminario è cattolico, ma a pagare la formazione degli attuali otto seminaristi ci pensa lo stato italiano. Perché la «Scuola allievi cappellani militari» fa parte dell&#8217;ordinariato militare, una speciale diocesi che però è anche una struttura delle forze armate e i cui soli uffici centrali romani pesano per 2 milioni di euro sul bilancio del ministero della Difesa. Sembrano tanti, ma pensioni e stipendi di tutti i sacerdoti e, soprattutto dei vescovi che comandano, toccano la cifra di ben 15 milioni di euro all&#8217;anno. E abbondano i casi di babypensionamenti. </span></p>
<p><span style="color: #800080;">Tra questi babypensionati spunta il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, che dal 2003 al 2006 è stato anche arcivescovo ordinario militare, cioè reggente della diocesi, per legge equiparato ad un generale di corpo d&#8217;armata. Un ruolo del genere si aggira sui 190mila euro lordi di stipendio all&#8217;anno, quello che riceve l&#8217;ordinario attuale, monsignor Vincenzo Pelvi. Come pensione, si parla di oltre 4mila euro lordi al mese, ma Bagnasco prende di meno perché non è arrivato ai venti anni di servizio. Detto questo, raggiungendo nel 2006 i sessantatre anni d&#8217;età ha avuto diritto al vitalizio sostanzioso con soli tre anni di contributi, e come lui tre generali predecessori: i monsignori Gaetano Bonicelli (sette anni di contributi), Giovanni Marra (otto anni) e Giuseppe Mani (otto anni). </span></p>
<p><span style="color: #800080;">Il problema delle pensioni dei cappellani è un vero dilemma: interrogato da Maurizio Turco dei Radicali, il ministro della difesa Di Paola ha risposta che l&#8217;Inpdap non sa dire a quanto ammontino, ma ha stimato che la media degli assegni per i 160 religiosi, di cui 16 alti graduati, si aggiri sui 43 mila euro lordi annui. Sommandoli agli 8,6 milioni di euro che costano i 184 cappellani in attività, vescovi compresi, si arriva a 15 milioni. Un bel costo per «l&#8217;assistenza spirituale delle forze armate». </span></p>
<p><span style="color: #800080;">«Il governo parla di tagliare 30-40 mila posti tra militari e civili al ministero della Difesa, ma i cappellani dovevano scendere a 116 e invece superano ancora i 180». spiega Luca Comellini del partito per la tutela dei diritti dei militari, che con Turco ha sollevato il caso delle spese. C&#8217;è un sacerdote alla Croce Rossa e ce ne sono al fronte: «Per altro quando dicono messa la domenica ricevono l&#8217;indennità di lavoro festivo e se vanno in guerra quella di missione». </span></p>
<p><span style="color: #800080;">L&#8217;unico che nella storia ha sciolto i cappellani è stato Mussolini il giorno dopo la marcia su Roma dell&#8217;ottobre 1922. Temeva fossero infiltrati del Vaticano, ma negli anni &#8217;30 iniziò a riaprire le truppe alla presenza dei preti. Poi nessuno ci ha rimesso mano. Anzi, nel 1997 il governo di centrosinistra di Romano Prodi ha alzato i gradi e con loro lo stipendio dei religiosi: il vicario generale, secondo della gerarchia dell&#8217;ordinariato, passò da generale di brigata a generale di divisione, gli ispettori da tenenti colonnello a generali di brigata. Furono creati altri ruoli di rango elevato, così che se prima i sacerdoti erano tenenti, capitani o maggiori, adesso possono essere anche colonnelli e tenenti colonnello. </span></p>
<p><span style="color: #800080;">Un discorso a parte, anzi un articolo a parte, meriterebbe tutta la discussione interna alla Chiesa sul valore dei cappellani. Nel &#8217;65 un gruppo di loro scrisse di ritenere «un insulto alla Patria e ai suoi Caduti la cosiddetta «obiezione di coscienza», che, «estranea al comandamento cristiano dell&#8217;amore, è espressione di viltà». Ci pensò Don Lorenzo Milano a rispondere che «E&#8217; troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa». Da anni, dai tempi di monsignor Tonino Bello, Pax Christi chiede di smilitarizzarli e di passare la cura delle anime dei soldati alle parrocchie in cui ha sede la caserma. Insomma, all&#8217;interno delle curie è un tema che fa discutere. Ma un altro si presenterà allo stato laico: stanno arrivando soldati di fede diversa, ma l&#8217;ordinariato è un ufficio puramente cattolico. Come farà a garantire l&#8217; «assistenza spirituale delle forze armate» che non credono in Cristo o almeno non nel papa? Sarà un altro bel dilemma.</span></p>
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		<title>Sconfinata impudenza</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 06:15:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle ultime esternazioni di Capitan Fracassa e Brighella, note maschere del Teatro dell&#8217;Arte all&#8217;antica italiana ormai ridotte a patetiche macchiette nel teatrino della politica, si sono aggiunte nei giorni scorsi alcune memorabili esternazioni del Celeste, come viene affettuosamente chiamato Roberto Formigoni. Con eleganza letteraria degna di ben altri personaggi Corrado Augias ha definito quel florilegio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ultime esternazioni di<span style="color: #ff0000;"> Capitan Fracassa e Brighella</span>, note maschere del Teatro dell&#8217;Arte all&#8217;antica italiana ormai ridotte a patetiche macchiette nel teatrino della politica, si sono aggiunte nei giorni scorsi alcune memorabili esternazioni del <span style="color: #ff0000;">Celeste</span>, come viene affettuosamente chiamato Roberto Formigoni. Con eleganza letteraria degna di ben altri personaggi <strong>Corrado Augias</strong> ha definito quel florilegio di esternazioni come &#8220;<span style="color: #0000ff;">sconfinata impudenza</span>&#8220;. Noi le chiameremmo più volgarmente.</p>
<p><strong>Da La Repubblica del 24 aprile 2012</strong> —   pagina 48   sezione: COMMENTI</p>
<p><em><span style="color: #800080;"><strong>Caro Augias,</strong> ho seguito con interesse il lessico del Presidente della Lombardia. Uso frequente del termine &#8220;sfigato&#8221;, liberalizzazione del termine &#8220;pirla&#8221;; ne farò uso anch&#8217; io tutte le volte che lo riterrò opportuno. Il presidente ritiene sfigato chi non fa vacanze di gruppo. Io dico invece che sfigato è chi non conosce la bellezza di una vacanza in solitudine, o con una persona cara, e ritiene che l&#8217; unico modo di far vacanza sia intrupparsi in una chiassosa comitiva, su una barca chiassosa, in ristoranti alla moda anch&#8217; essi chiassosi. Formigoni si rende conto che con quello che spende lui e i suoi soci per una &#8220;vacanza di gruppo&#8221; ci campano per diversi mesi diverse famiglie della piccola borghesia? Evidentemente non è interessato a quello che gli altri pensano di lui e, vivaddio, sbaglia. È un uomo politico e come tale deve rispettare la sensibilità e le fatiche (e magari le angosce) dei cittadini. Italo Paini &#8211; italpa28@gmail.com </span></em></p>
<p><em><span style="color: #800080;"><strong>È vero, è anche una questione di lessico, di linguaggio</strong>. Nell&#8217; ultima settimana abbiamo avuto tre casi clamorosi di linguaggio ridicolo o delittuoso che nel famoso &#8220;paese normale&#8221; di cui ogni tanto si parla sarebbero bastati a mettere fuori gioco (politico) i loro autori. Umberto Bossi ha detto che la Lega con i suoi soldi fa quello che gli pare &#8220;anche buttarli dalla finestra&#8221;. Non è vero, non può fare quello che gli pare. Vengano dallo Stato (cioè da noi) o dai militanti quelli sono soldi pubblici e il rendiconto del loro uso dev&#8217; essere limpido e preciso. La chirurgia estetica e il Suv per il piccolo Bossi non rientra tra gli usi consentiti. Solo una salute seriamente compromessa può spiegare parole così insensate. Debole e offensivo anche Berlusconi. Dopo averci menato per il naso per settimane con le sue &#8220;cene eleganti&#8221;, se ne esce di colpo con la gara di burlesque, parola appena suggerita chissà da chi, infatti pronunciata con difficoltà. Il burlesque ha la stessa verosimiglianza di quando disse di essere &#8220;fidanzato&#8221; con una signora molto per bene, invenzione estemporanea mai più ripetuta. Le donne dichiarate esibizioniste per natura completano il quadro. Come ha giustamente scritto Natalia Aspesi, &#8220;un clown smarrito&#8221;. Formigoni, messo alle strette dalle carte, ha finalmente detto dopo cento dinieghi che le ricevute di quei pagamenti le ha buttate via e non le trova più. Massimo Giannini gli ha suggerito di non crucciarsi, finiti gli esercizi spirituali basta andare in banca e farsi dare l&#8217; estratto del conto corrente, un semplice gesto per fermare l&#8217; ondata di fango che a suo dire lo investe. Tre uomini politici squalificati da ciò che hanno fatto e dalle povere scuse che sono stati capaci di escogitare. È peggio d&#8217; una bugia; siamo di fronte a una sconfinata impudenza o a un preoccupante stress mentale.<br />
- CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it</span></em></p>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 05:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[23/4/12 – E dove altro più che a Roma (forse solo a Gemonio), la Penisola assiste alle imprese del familismo antimeritocratico e delle consorterie di partito?  E’ a Roma infatti che una amministrazione disinvolta della cosa pubblica ha pensato bene di affidare tutte le principali aziende cittadine a personaggi improbabili che potevano vantare l’unico merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>23/4/12</strong> – <strong><em>E dove altro più che a Roma</em></strong><em> (forse solo a Gemonio), la Penisola assiste alle imprese del familismo antimeritocratico e delle consorterie di partito?  E’ a Roma infatti che una amministrazione disinvolta della cosa pubblica ha pensato bene di affidare tutte le principali aziende cittadine a personaggi improbabili che potevano vantare l’unico merito di essere amici a tutta prova del sindaco Alemanno. Finiti poi quasi tutti indagati.<br />
I poveracci travestiti da centurioni assurti a scandalo della città, non hanno capito che per continuare a sguainare  i  loro gladi di latta gli serviva come minimo una tessera del partito dell’imperatore (Ernesto Galli della Loggia, Corsera)<br />
</em><strong><em>Alemanno ha trovato il tempo</em></strong><em> di sponsorizzare ancora una volta quella sorta di assurdo zoo nella giungla che è questo pseudo-parco a tema su Roma antica di timbro disneyano che dovrebbe sorgere accanto alla straordinaria, nostra, unica Roma antica imitando l’inimitabile (Paolo Conti, Corriere Roma) </em></span></p>
<p align="justify"><strong>Il 25 aprile</strong> è  una data che ci riporta indietro alle origini del nostro Paese. Costruito perché tanti volenterosi sentirono che era arrivato il loro momento e che per dare una opportunità al futuro  bisognava esserci. La maggior parte di loro non aveva un progetto, però sapeva ciò che non voleva più. Diversamente da loro noi oggi abbiamo una storia e abbiamo la possibilità di ricordarla. Le date servono a non essere indifferenti e a riscoprire ogni volta che quello che si eredita dal passato deve essere riconquistato  ogni volta per poterlo possedere veramente.<br />
Mentre ci fa male la pelle nel vedere come è malamente amministrata la capitale e come vengono sprecati i sudati denari dei contribuenti – che vengono utilizzati perfino per imbruttirla &#8211; dedichiamo un pensiero alla breve ma luminosa esperienza della Repubblica Romana del 1849 che in appena cinque mesi rappresentò una esperienza unica nella vicenda dell’unificazione italiana sostenendo idee e principi democratici, come il suffragio universale, l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto, arruolando tra le sue fila i principali protagonisti del nostro Risorgimento.<br />
Questa pagina sarà aggiornata dopo il 1° maggio.</p>
<p>Tiziana Ficacci, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
<p align="justify"><span style="color: #800080;"><em><strong>°°°°°<br />
A4GOD</strong>, è un progetto dello studio Pomo di Milano a cura di Marco Cendron e Massimo Cavallini.</em></span><br />
<span style="color: #800080;"><em> E’ una scatola dalla grandezza di un foglio A4 contenente 105 illustrazioni  inedite raffiguranti Dio  secondo 105 artisti contemporanei. Tra i disegni un Dio in maschera e boccaglio che guarda dall’alto le persone che camminano in un prato; un Dio raffigurato come un alberetto di natale striminzito col serpente del paradiso che lo scala; un Dio che è l’esclamazione di un bel ciccione a cui cade in terra un uovo. Si può acquistare a 20 € sul sito</em></span> <a href="http://www.a4god.com/">www.a4god.com</a></p>
<p align="justify"><strong>14/2/12 &#8211; </strong>http://www.nessundio.net/blog/2012/02/14/5571/</p>
</div>
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		<title>20/4/11</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 06:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tiziana 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[20/4/11 – Non sono d’accordo per gli aiuti economici alle donne sole, perché è un incentivo ad avere figli senza padre (Eugenia Roccella, già sottosegretaria del  governo più pazzo del mondo) Dobbiamo aumentare la pressione fiscale sui singoli e sulle coppie con pochi figli, un modo intelligente per ridistribuire i carichi fiscali più equamente, sostenendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><strong>20/4/11<em> – Non sono d’accordo</em></strong><em> per gli aiuti economici alle donne sole, perché è un incentivo ad avere figli senza padre (Eugenia Roccella, già sottosegretaria del  governo più pazzo del mondo)<br />
</em><strong><em>Dobbiamo aumentare</em></strong><em> la pressione fiscale sui singoli e sulle coppie con pochi figli, un modo intelligente per ridistribuire i carichi fiscali più equamente, sostenendo chi investe sul futuro del paese attraverso i figli (Gianni Alemanno, incredibilmente sindaco di Roma) </em></span></p>
<p align="justify"><strong>In questo convulso e per certi versi drammatico periodo,</strong> sembra che i grossi sacrifici economici siano affrontati solo dalle famiglie tradizionali.  Non si comprende perché tanta smemoratezza per le famiglie composte da una sola persona. Già nel 2011 a Milano le famiglie composte da un solo membro erano maggiori di quelle tradizionali. A Torino 186.432 famiglie sono composte da singoli contro 170.516 coppie con o senza figli.  Le famiglie di singoli hanno molte particolari esigenze, spesso sono composte da  anziani, a volte vedovi, spesso con difficoltà economiche, talvolta anche con carenze affettive. In Italia le tasse sottraggono ai singoli il 46,5% dello stipendio, percentuale che sale al 49,3% se vi si aggiunge la quota di liquidazione che viene accantonata. A un lavoratore sposato con coniuge e due figli a carico il fisco toglie il 35,7% (38,7% compreso il tfr). Mediamente il salario netto di un single è di 1.500 € mensile e un quarto se ne va in affitto o mutuo. Per quanto riguarda i consumi un singolo ha spese non abbattibili.<br />
I dati Bankitalia rilevano che per una famiglia di 4 unità la spesa per i beni durevoli rappresenta il 7,6% dei consumi, mentre per i singoli rappresenta il 5,6%. Inoltre va ricordato che chi è solo costa al sociale meno in scuola, mense, prestazioni, assegni di sostegno. In sintesi il singolo paga di più di quel che prende almeno finché non invecchia o si ammala gravemente.  Negli ultimi dieci anni la tassazione sulla famiglia è calata dal 3,3% (quella dei singoli solo dello 0,4%). Negli ultimi 30 anni le famiglie con un solo componente sono cresciute dall’8,5% al 26% e sono formate da uomini e donne tra i 35 e i 64 anni.<br />
<strong>Sebbene sia più che giusto che un singolo senza figli venga tassato per contribuire alla costruzione di nidi e scuole che non utilizzerà, è inaccettabile che subisca il peso di detrazioni per chi ha figli a carico</strong>. Culturalmente poi è insopportabile che chiunque abbia un figlio senta la necessità di fare pesare a chi non li ha (per caso ma anche per scelta meditata) il peso economico che questi comportano, facendoci dubitare che siano nati per portare gioia a chi li ha scelti.  Ed è francamente insopportabile che qualche politico privo di visione del mondo (ovvero la maggioranza di coloro che siedono in parlamento) continuino con la sciocchezza che il Paese affonda perché c’è la denatalità. Chi ragiona così non tiene conto che il mondo sta cambiando e le sue analisi erano già obsolete – sebbene propagandate  &#8211; durante il ventennio fascista (da cui molta parte della partitocrazia non si è mai allontanata, almeno per quanto attiene alla demorazza)</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
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