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RAI News censura John Lennon ?

venerdì, 10 dicembre 2010

Mentre si sentiva Imagine sarebbe sparita dai sottotitoli che scorrevano la frase che recita “…and no religion too”. Ce lo saremmo aspettato da tutti gli altri ma certo non da RAI News che ci sembrava il più laico dei canali RAI. E invece abiamo letto in una mailing list questa incredibile segnalazione sulla quale aspettiamo conferme dai nostri lettori più attenti. E’ possibile che in questo paese la TV pubblica abbia abbia così tanta paura delle reazione dei preti padroni fino al punto di censurare una frase della più famosa canzone di John Lennon ?

Salve, Vi segnalo una cosa in apparenza banale, ma che mi ha fatto imbestialire: Ieri su RAI NEWS24: stanno commemorando John Lennon, mettono in onda un videoclip di “Imagine”, con la traduzione che scorre in alto. Salta incredibilmente il passaggio “and no religion too”, poi riprendono…la traduzione. Una censura pressochè certa, oltretutto offensiva per l’autore, che sappiamo bene (ascoltare anche God al riguardo) come la pensasse… Spero sia ancora in rete, fateci caso se lo trovate. Nota bene che avevo notato la stesso identico videoclip lo scorso 4/10, messo in onda per la marcia di Assisi, poi pensavo di essermi sbagliato e ho lasciato perdere. Dopo varie fatiche sono riuscito a mandare un mail al sito (non è facilissimo), se lo faceste anche voi ve ne sarei grato.  Il senso dell’operazione è abbastanza chiaro: hanno estrapolato il messaggio pacifista, mondialista, ecc., omettendo quello che evidentemente è il tabù più duro a morire… Grazie/Saluti. xxxx

25/10/10 – Gli sportivi

lunedì, 25 ottobre 2010

Il sindaco (di Roma) conferma il gran premio di Formula 1 alle Tre Fontane, zona sottoposta a vincolo ambientale, e ribadisce che l’iniziativa produrrebbe un indotto stimato in un miliardo di € all’anno. Ma di che cosa si tratta? Sarebbe possibile conoscere fonti e destinazioni di questo enorme flusso di denaro? Ce n’è anche per il fisco? (lettera al Corriere della Sera – cronaca di Roma)
Non abbiamo il diritto di essere pigri (G. Salvemini)

Di calcio NoGod se ne è occupato durante i Mondiali sudafricani. (leggi quello di sotto) Cercammo di dare una lettura – seppur parzialissima – un po’ diversa, con brevi flash sui paesi che inizialmente competevano con l’Italia e piccole curiosità. Insomma, calembour estivi.
E oggi? Oggi parliamo di Ciro Ferrara. In molti lo conosceranno per la pubblicità di Danette, soffice crema di Danone, spot che per un periodo ha interpretato anche con moglie e figlioli. Da qualche giorno oltre che testimone dello yogurtino è il tecnico dell’Under 21.
Il suo curriculum è questo: spalla di Marcello Lippi in Nazionale, diventa allenatore della Juventus, una squadra importante (anche se è andata avanti da Agnelli, cioè con aiutini) e ha inanellato una serie di insuccessi clamorosi. Lippi pensava di cedergli il suo incarico dopo i Mondiali del Sudafrica, ma Ferrara andò così male con i bianconeri che venne addirittura esonerato. Il suo contratto con Danone però non è stato cassato, anzi addirittura oggi canta in gruppo con Conti, Carrà, Marcuzzi, Sandrelli le virtù del bifido. Dopo la catastrofe Juventus sarebbe stato meglio farlo proseguire tranquillamente nella pubblicità, invece che fa la Federazione calcio? Lo chiama all’Under 21. Magari gli dirà bene e vincerà tutto, ma non sembra proprio una scelta fatta in base al merito. Lo so è una cavolata ‘sta cosa, ma forse è vero che il calcio è il paradigma italico.

Tiziana Ficacci www.nogod.it

Nogod ai mondiali di calcio in Sudafrica

15/6/10 - “Se uno nasce quadrato non muore tondo”, è il libro-biografia di Rino Gattuso, centrocampista del Milan, e che, insolitamente, il calciatore ha dedicato alla suocera. Nato a Schiavonea di Corigliano Calabro, lì ha avviato una azienda di pulitura di molluschi che da lavoro a molti compaesani e ai numerosi famigliari. In conferenza stampa ha detto che i politici non dovrebbero occuparsi di calcio così come i calciatori non si occupano di politica. Durante l’ultima tornata elettorale, disse: “condivido molte delle cose che dice Bossi. Apprezzo in particolare l’idea del federalismo fiscale, ognuno deve governare da solo, in questo modo viene responsabilizzato molto di più. Anche da me in Calabria i fondi che arrivano dall’Europa potrebbero essere utilizzati meglio”. Si vede che pur essendo nato quadrato ogni tanto diventa tondo. Durante una trasferta spagnola dichiarò un certo disgusto per i matrimoni uomosessuali (sic) ma, al momento, non si sa se ha cambiato idea pure su questo. Non si parla più della proposta del ministro della Semplificazione Calderoli di “tagliare” i premi milionari che gli Azzurri percepirebbero in caso di buon piazzamento. Con una ironia che ha sorpreso, loro hanno deciso di devolvere gli eventuali bonus alla fondazione per le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In molti hanno letto la scelta come una ripicca nei confronti del ministro leghista e probabilmente è così. Ma meglio, molto meglio, della richiesta degli olimpici che da Pechino chiesero (ma non ottennero) la detassazione dei premi. Richiesta ancor più spudorata considerato che molti atleti olimpici sono carabinieri, poliziotti, finanzieri, forestali…

17/6/10 – Il primo ministro neozelandese ha annunciato la sua presenza in Sudafrica per sostenere gli All Whites che incontreranno l’Italia. Il premier John Key guida il paese dal 2008 sostenuto dal National Party che fa del patriottismo il suo caposaldo. Ad Aotearoa, il nome maori della Nuova Zelanda, dicono che il premier parte per fuggire dalle critiche che lo inseguono: l’economia del paese è in forte crisi e il suo governo è in caduta libera, e una vittoria sportiva… è il vecchio panem et circenses. Italia-Nuova Zelanda si disputerà domenica 20 giugno. Esattamente un anno prima moriva Neda, uccisa dalla polizia iraniana mentre partecipava ad una manifestazione dell’Onda verde. L’Iran non è presente con la sua squadra ai mondiali, ma gli iraniani amano il calcio. Sappiamo che non sarà così, ma sarebbe bello che i tifosi sugli spalti mostrassero dei cartelli per ricordare le speranze nel cambiamento della giovane Neda.

21/6/10 – Wayne Rooney, attaccante inglese, indossa abitualmente una vistosa croce. Dice che è orgoglioso di portarla perché ci tiene a mostrare la sua cattolicità, e ha un po’ sofferto di essersela dovuta togliere durante la partita con l’Algeria. Mark Whittle, capo delle relazioni pubbliche della Fifa, fischia il fuorigioco a un giornalista che vorrebbe approfondire il tema: we don’t do religion. L’unica religione ai mondiali deve essere il calcio!
Ma in Somalia il calcio è questione di vita o di morte, perché i fondamentalisti islamici puniscono con durezza chi perde tempo a guardare illegalmente le partite della coppa del mondo considerate una maledizione per l’essere umano.
L’Italia non brilla e i c.t. in poltrona criticano le scelte fatte: magari Cassano del Sampdoria (e Balotelli, Totti…) avrebbero fatto bene. Intanto il sampdoriano si è sposato con Carolina: un matrimonio misto, lui ateo lei cattolica: mentre la sposa prendeva la comunione lo sposo è restato in piedi davanti all’altare.

23/6/10 – Per gli economisti europei la Slovacchia è un miracolo: il paese è riuscito a mantenere uno sviluppo costante nonostante la crisi globale e l’ingresso, nel 2009, nella moneta unica. Il pil crescerà del 4,8% nel 2010. La nazionale è arrivata per la prima volta ai mondiali e pare che abbia buone opportunità grazie anche al centrocampista, Marek Hamsik, che gioca nel Napoli. La Slovacchia si incontrerà con l’Italia giovedì 24.
Il regime di Pyongyang come accoglierà al rientro la squadra che ha avuto ben sette goal dal Portogallo? Nel 1966 i giocatori nordcoreani, che persero clamorosamente ai mondiali di calcio che si disputavano in Inghilterra, al loro rientro vennero ristretti in un lager per essere rieducati su ordine di Kim Il Sung. Sarà più clemente il figlio e attuale dittatore Kim Jong Il? Quali saranno le punizioni in una dittatura asiatica paranoica con bomba atomica per i giocatori della Corea del Nord?

25/6/10 – Inviati RAI ai mondiali: Eugenio De Paoli, Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Civoli, Fabrizio Failla, Carlo Paris, Enrico Varriale, Amedeo Goria, Marco Mazzocchi, Alessandro Forti, Paolo Arcaro, Gianni Cerqueti , Stefano Bazzotto, Paolo Paganini, Simona Rolandi, Gianni Bezzi, Alberto Rimedio, Marco Lollobrigida, Salvatore Bagni, Fulvio Collovati, Ubaldo Righetti, Carlo Longhi, Daniele Tombolino, Sandro Mazzola (l’unico che sembra capirci qualcosa), Gian Piero Gasperini, Beppe Dossena, Marino Bartoletti, Ivan Zazzeroni + tecnici e qualcun altro di cui mi sfugge il nome. In collegamento con piazza da Siena a Roma: Maurizio Costanzo, Giampiero Galeazzi, Paola Ferrari. Il chiacchiericcio dei “giornalisti” RAI, è molto più molesto delle pur fastidiose vuvuzelas.

28/6/10 – Se è consueto saltare sul carro del vincitore, è normale scendere di corsa dal carro del perdente. E il calcio, ahimè, è archetipo del costume italico. Ma la nazionale esclusa dai Mondiali è l’immagine del Paese morente? L’Italia vinse due titoli mondiali consecutivi nel 1934 e nel 1938. Mussolini poteva ricavarne: “le prodezze sportive accrescono il prestigio della nazione e abituano gli uomini alla lotta in campo aperto”. Ma per più di qualcuno quegli anni non furono memorabili. Poi si rivinse in Spagna nel 1982: c’era Pertini a tifare per gli azzurri, presidente partigiano, socialista, laico, simpatico. In quell’anno vennero ammazzati dalla mafia Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, il terrorismo sterminò sedici persone, i fedayn palestinesi spararono agli ebrei romani che uscivano dalla sinagoga uccidendo un bambino. Altro titolo mondiale nel 2006: gli azzurri accolti a Roma trionfalmente a Palazzo Chigi, da dove una carinissima ministro dello Sport Melandri, salì fisicamente sul camion aperto che attraversò (immobilizzandolo) il centro cittadino per una intera serata. Niente quella vittoria portò alla politica e al paese. Ma è giusto così, il calcio è un gioco, e ogni parallelismo è risibile. Non sembrano capirlo i nostri insignificanti politici che hanno sgomitato per lasciare il loro inutile epitaffio sulla sconfitta (un po’ annunciata) della nazionale italiana. Anche il Segretario di Stato vaticano ha detto la sua.

2/7/10 – Il Ghana è il maggior produttore di cacao del mondo per la cui raccolta sono impiegate quasi esclusivamente donne. La squadra, l’unica africana arrivata tra le prime otto, è accompagnata, come tradizione locale da un pastore. I ghanesi si rivolgono a Dio prima della partita, nell’intervallo e alla fine. Sono in maggioranza evangelici, ma si uniscono al rito anche giocatori musulmani. Dopo la vittoria con gli Stati Uniti anche il presidente ghanese, John Atta Mills, si è unito alla preghiera. Questa sera il Ghana incontrerà l’ Uruguay.
Per seguire le partite senza distrarsi dalla religione, a Riad sono comparse delle moschee mobili. Grossi camion con rubinetti per consentire le abluzioni ai fedeli, distribuzione di tappeti da srotolare sui marciapiedi, schermi spenti per cinque minuti, il tempo di rivolgersi ad Allah. Purtroppo per i tifosi un paio di giorni fa il muezzin ha chiamato alla preghiera durante i calci di rigore della partita Giappone Paraguay. Un ristorante di Phoenix, in Arizona, ha inserito nel menu un hamburger di leone in omaggio ai Mondiali sudafricani. Gli animalisti hanno minacciato di far saltare il locale

6/7/10 – I giornalisti non ne hanno parlato, ma il 10 giugno, in Thailandia, è stato dato un calcio d’inizio particolare: la “Coppa del mondo 2010 dietro le sbarre”. Gli atleti sono stati selezionati tra i 10mila detenuti stranieri di 90 nazionalità diverse che si trovano nelle prigioni del Paese. La prima partita, come a Città del Capo, è stata Sudafrica-Messico, l’ultima si disputerà lo stesso giorno di quello africano. Il campionato è stato organizzato nel carcere di Klong Prem, a nord di Bangkok. Le partite vengono trasmesse dalla tv locale Pbs. I giocatori e il pubblico, circa 300 persone, sono state selezionate tra i detenuti che hanno tenuto una buona condotta.

8/7/10 – Gli argentini chiedono al ct Maradona di non lasciarli. La presidenta Cristina Kirchner, ha invitato la squadra alla Casa Rosada, ma Lionel Messi dice che non è possibile perché non sono degni di tanto onore. Dieguito vuole ritirarsi e la Federcalcio argentina afferma che sarà lui a decidere il proprio futuro. “Alla fine – scrive Darwin Pastorin sull’Unità – ascolterà soltanto il pulsare delle sue vene, quelle vene perennemente aperte, le vene dell’America latina, bellezza e naufragio, le vene di un campione unico e irripetibile”. Cesar Cigliutti è il presidente di una associazione omo argentina (www.cha.org.ar) , ed è convinto che il 14 luglio al Senato passerà la legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, già approvata alla Camera il 5 maggio scorso. La Chiesa cattolica avrebbe voluto negoziare l’unione civile a livello nazionale, ma ancora più negativi nei confronti del mondo gay sono gli evangelici. Che, del resto, sono ormai più numerosi dei cattolici in tutta l’America latina. Cigliutti dice che il calcio è omofobico, anche se, ricorda, Maradona anni fa venne trovato nudo con altri uomini durante una festicciola….

11/7/10 – La fotografa sudafricana Zanele Muholi nei giorni dei Mondiali di calcio, ha esposto le sue foto in una importante galleria di Città del Capo. Volti femminili in bianco e nero. Tutte sono lesbiche, molte sono calciatrici. Muholi ha fondato nel 2008 la Thokozani Football Club, squadra che parteciperà ai giochi gay di Colonia che si svolgeranno ad agosto. Molti passi sono stati fatti in Sudafrica sulla strada dei diritti ma le lesbiche sono considerate dei paria: una delle calciatrici ritratta nella mostra è stata lapidata nel 2007. Se ne parla pochissimo, ma esiste nel Paese un macabro rituale che prevede lo stupro collettivo delle omosessuali prima di essere ammazzate.
I miracoli tirano e il polpo Paul dell’acquario di Oberhusen vive il suo momento di celebrità. Ha indovinato sette pronostici consecutivi, cioè una probabilità statistica di accadimento di poco più dell’1%. Chissà Paul dove poggerebbe i suoi tentacoli se nell’acquario venisse calata una foto di Casini e una di Bossi. Cosa lasceranno al Sudafrica questi Mondiali di calcio? Non sarà questa manifestazione l’ennesimo cavallo di Troia per depredare ancora il Paese (e il continente) ?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Non solo Rosy Bindi.

lunedì, 4 ottobre 2010

Il nostro premier ha raccontato una barzelletta sugli ebrei condita con i soliti stereotipi: ricchi e avari.
Di seguito alcuni commenti di autorevoli esponenti della comunità ebraica

La kippà, il cosiddetto copricapo ebraico, è simbolo di limite. Ciascuno deve sapere fin dove arriva e non tentare – nel delirio di onnipotenza – di andare oltre. In questa prospettiva sarebbe bene ordinare kippot per tutta l’umanità. In particolare per coloro che raccontano barzellette, intrise di pregiudizio, sulle tragedie umane Benedetto Carucci Viterbi, rabbino

“Quest’attentato odioso che voleva colpire gli israeliti che si recavano in sinagoga e che ha colpito dei francesi innocenti che attraversavano la rue Copernic”. Sono le parole che Raymond Barre, allora primo ministro del governo francese (nello stesso governo Maurice Papon è ministro del Bilancio) pronuncia il 3 ottobre 1980 alla televisione francese TF1, dopo l’attentato alla sinagoga in cui quattro persone sono uccise e 50 vengono ferite. Ci mise cinque giorni prima di correggersi e rendersi conto della inaccettabilità di quelle parole. Giovedì scorso il nostro presidente del Consiglio ci ha nesso meno tempo. Ma, egualmente, ha usato parole fuori posto, per non dire fuori luogo. E’ sempre difficile trovare le parole giuste. Deve essere conseguenza del fatto che si hanno le idee parecchio confuse. David Bidussa, storico

Riprende, dopo la pausa determinata dalle ultime solennità autunnali, l’attività degli enti ebraici italiani. Le organizzazioni ebraiche stanno valutando in queste ore i fatti che da alcuni giorni animando il dibattito e alimentano le polemiche politiche. Nel corso della giornata è attesa una nota ufficiale dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Fra le numerose notizie e i vari commenti registrati nelle scorse ore riguardo a quanto avvenuto, le agenzie di stampa degli ultimi giorni hanno intanto fra l’altro segnalato anche le prese di posizione che sono qui di seguito riportate.

- Magiar (Ucei): “Sincero sentimento di disprezzo”
“Non mi sorprendono le parole di Ciarrapico. Chiunque conosca la sua storia si puo’ aspettare di tutto. Mi auguro fortemente che il parlamento e il governo sappiano prendere provvedimenti adeguati”. Questo il commento con rilasciato all’Ansa dell’assessore alla cultura dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane Victor Magiar. Gli uffici dell’Unione, come quelli delle altre istituzioni ebraiche, sono chiusi per le festività ebraiche di Sheminì Azeret oggi e Simchat Torà che chiudono un lungo periodo di ricorrenze cominciate all’inizio di settembre con Rosh Hashana (l’anno nuovo). Magiar, incontrato mentre passeggiava, ha dato il suo commento a voce. “E’ grave – ha aggiunto riferendosi a Ciarrapico – che una persona del genere con il suo passato e storia possa sedere nel Senato della Repubblica. E’ comunque inaccettabile che nell’aula si possano impunemente sostenere certe affermazioni”. “Da parte nostra – ha concluso Magiar – un sincero sentimento di disprezzo per cosi’ tanta ignoranza”.

- Ruben: “Parole vergognose”
«A questo punto credo di dover dire qualcosa anch’io, visto che toccherebbe a me andare a comprare le kippah, essendo ebreo e di Futuro e libertà…». Alessandro Ruben nasconde a stento l’indignazione sotto una patina d’ironia. Le parole pronunciate nell’aula del Senato da Giuseppe Ciarrapico a proposito delle ‘kippah ordinate da Finì, hanno scatenato un putiferio nell’emiciclo di Montecitorio e il deputato Fli, dopo il minidibattito in Aula, torna sul caso del giorno. «Chiedo al presidente del Senato, del quale conosco la vicinanza alla comunità ebraica italiana, di prendere provvedimenti contro le vergognose parole di Ciarrapico. Chiedo al presidente del Consiglio – aggiunge Ruben – di spiegare al senatore Ciarrapico, che ha amabilmente presentato tempo fa come ‘il nostro Aldo Fabrizi’, che questo film non ha fatto ridere proprio nessuno e che non deve fare queste… Battute, tantomeno in Parlamento». «Qui – prosegue il deputato Fli – non si tratta di un’opinione politica ma di un’offesa intollerabile contro cittadini italiani di religione ebraica. Non c’entra neanche Israele, non è una questione di politica estera, è razzismo contro una minoranza». Ruben ringrazia Silvano Moffa «per aver da subito espresso la posizione del gruppo Fli in Aula», ma tiene a stigmatizzare quello che considera «un fatto gravissimo»: «Davvero nessuno si aspettava di sentire più nel nostro Paese, per di più in un’aula parlamentare, parole così inaccettabili. Parole che spiegano come mai – osserva – gli ebrei italiani abbiano avuto difficoltà a partecipare alla vita politica. Pensavamo che il centrodestra avesse contribuito ad archiviare un simile modo di pensare che non di può liquidare come semplici battute».

- Fiano: “Parole di un fascista antisemita”
«Le parole di oggi di Giuseppe Ciarrapico, che nel corso dell’ultima campagna elettorale si è definito orgogliosamente fascista, ricordano da vicino i più infausti modi di argomentare dell’antisemitismo fascista». Lo sottolinea il deputato del Pd Emanuele Fiano, criticando le parole dette dal senatore del Pdl oggi al Senato. «Era probabilmente da circa 70 anni -prosegue Fiano- che non risuonavano nelle aule del Parlamento parole che utilizzano un simbolo classico della religione ebraica come la kippah per offendere un avversario politico e che sono ancora più offensive perché sottintendono un accordo tra politici di destra e gli ebrei. Siccome queste cose le abbiamo già viste e sentite -conclude Fiano- noi le parole di un fascista antisemita non le passeremo mai più sotto silenzio».

- Nirenstein: “Opporci all’antisemitismo”
«Voglio esprimere tutta la mia disapprovazione per le dichiarazioni di Giuseppe Ciarrapico. Tutti dobbiamo opporci a qualsiasi forma di antisemitismo e oggi in particolare, dal momento che questo fenomeno è in ascesa esponenziale nel mondo, in primis in Europa. È intollerabile che nel nostro Parlamento si possa presentare un atteggiamento di questo genere». Sono le parole con le quali Fiamma Nirenstein, parlamentare del Pdl e vicepresidente della commissione Esteri della Camera, ha stigmatizzato in aula a Montecitorio le affermazioni fatte al Senato da Ciarrapico «Tutti e penso che i deputati del mio gruppo condividano la mia posizione, condanniamo le affermazioni di Ciarrapico. La guerra contro l’antisemitismo è una questione di civiltà. Per questo -ha concluso Nirenstein- appoggio in pieno l’intevento del collega del Pd Emanuele Fiano».

- Nahum: “Un’ingiuria agli ebrei italiani”
«Siamo molto stupiti dal fatto che il Pdl non abbia preso provvedimenti nei confronti di Ciarrapico, noi questi provvedimenti li pretendiamo. Mi rivolgo al capo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, affinché Ciarrapico venga espulso dal gruppo del Pdl in Senato. Noi chiediamo un atto politico concreto perché non è possibile che nel maggior partito italiano, cioè il Pdl, senatori o deputati possano benissimo ingiuriare cittadini di religione ebraica con frasi antisemite. Se questi provvedimenti non verranno presi noi constateremo che nel Pdl vengono giustificati comportamenti antisemiti». Lo dice a Radio Radicale Daniele Nauhm, vicepresidente della comunità ebraica di Milano ed ex presidente dei giovani ebrei italiani. «Spero davvero che Gasparri ci dia una risposta – dice Nauhm – e che non ci si dica in maniera capziosa che il governo italiano è il miglior amico dello stato di Israele. Non dobbiamo confondere i piani, l’ingiuria di Ciarrapico è stata rivolta ai cittadini italiani di religione ebraica, non bisogna confondere il piano tra ebrei ed Israele. In questo caso l’ingiuria è venuta nei nostri confronti, siamo cittadini di questi Paese, cittadini italiani e crediamo nelle istituzioni della Repubblica italiana. Il presidente del consiglio ha dato una risposta confusionaria, avrebbe dovuto dire che Ciarrapico doveva essere espulso seduta stante dal gruppo del Pdl. Nel 2008 avevamo avvertito il Pdl che Ciarrapico non era nuovo a questo tipo di posizioni. Questa volta ci aspettavamo dal presidente del Consiglio un atto politico concreto, non è concepibile che un parlamentare della Repubblica possa ingiuriare cittadini di religione ebraica, ma non solo di religione ebraica, e che comportamenti di stampo razzista siano ben venuti e impuniti nel Parlamento».

- Luzzatto: “Chi ha incarichi badi a quello che dice”
“Chi ha incarichi istituzionali dovrebbe fare attenzione a cio’ che dice soprattutto quando si tratta di ebrei, rom ed extracomunitari”. E’ il monito dell’ex presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Amos Luzzato, al presidente del Consiglio Berlusconi riguardo alla barzelletta sugli ebrei. Luzzato, in un’intervista a La Stampa, ammette che episodi del genere avvengono anche perché “non siamo stati capaci di trasmettere all’opinione pubblica la gravità dell’Olocausto e delle persecuzioni che abbiamo subito” e poi rileva “l’illogicità della storiella di Berlusconi, il cui presupposto è clamorosamente antistorico”. “Gran parte degli italiani – prosegue Luzzato – crede che di fronte all’Olocausto, gli ebrei fossero in condizione di mettersi al sicuro. Purtroppo a questa visione falsata hanno contribuito anche i numeri gonfiati degli ebrei salvati per iniziativa di Pio XII che in realtà furono una percentuale minoritaria”. L’ex presidente invita alla prudenza anche perché “un secolo fa negli Stati Uniti si facevano sugli italiani le stesse battute che oggi in Italia si fanno sugli ebrei o sugli stranieri che delinquono. Con barzellette del genere su finisce per smentire e offendere la memoria di tanti nostri poveri connazionali emigrati in giro per il mondo”.

Togliatti e i fascisti, uniti nella lotta per la Patria comune.

martedì, 28 settembre 2010

Scopro solo adesso questo documento ripescato non so come e non so da chi. Sono rimasto senza parole.
Sarà vero ? O è una bufala degli sporchi capitalisti ?

Da una pagina  su facebook

http://ko-kr.facebook.com/note.php?note_id=117793834932420

Agli operai e ai contadini,
Ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai militi,
Agli ex-combattenti e ai volontari della guerra abissina,
Agli artigiani, ai piccoli industriali e ai piccoli esercenti,
Agli impiegati e ai tecnici,
Agli intellettuali,
Ai giovani,
Alle donne,
A tutto il popolo italiano!

Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori, e vi diciamo:
Lottiamo uniti per la realizzazione di questo programma […]
Fascisti della vecchia guardia!
Giovani fascisti!
Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere assieme a voi ed a tutto il popolo italiano per la realizzazione del programma fascista del 1919, e per ogni rivendicazione che esprima un interesse immediato, particolare o generale, dei lavoratori e del popolo italiano. Siamo disposti a lottare con chiunque voglia davvero battersi contro il pugno di parassiti che dissangua ed opprime la Nazione e contro quei gerarchi che li servono.
Perché la nostra lotta sia coronata da successo dobbiamo volere la riconciliazione del popolo italiano ristabilendo la unità della Nazione, per la salvezza della Nazione, superando la divisione criminale creata nel nostro popolo da chi aveva interesse a spezzarne la fraternità.
Dobbiamo unire la classe operaia e fare attorno a questa la unità del popolo e marciare uniti, come fratelli, per il pane, per il lavoro, per la terra, per la pace e per la libertà.
Dobbiamo ristabilire la fiducia reciproca fra gli italiani; liquidare i rancori passati; smetterla con la pratica vergognosa dello spionaggio che aumenta la diffidenza, dobbiamo risuscitare il coraggio civile delle opinioni liberamente espresse: nessuno di noi vuol cospirare contro il proprio paese: noi vogliamo tutti difendere gli interessi del nostro paese che amiamo.
Amnistia completa per tutti i figli del popolo che furono condannati per delitto d’opinione. Abolizione delle leggi contro la libertà e del Tribunale Speciale, che colpiscono i difensori del popolo, che difendono gli interessi dei nemici del popolo e dell’Italia.
Diamoci la mano, figli della Nazione italiana! Diamoci la mano, fascisti e comunisti, cattolici e socialisti, uomini di tutte le opinioni. Diamoci la mano e marciamo fianco a fianco per strappare il diritto di essere dei cittadini di un paese civile quale è il nostro.
Soffriamo le stesse pene. Abbiamo la stessa ambizione: quella di fare l’Italia forte, libera e felice. Ogni sindacato, ogni Dopolavoro, ogni associazione diventi il centro della nostra unità ritrovata ed operante, della nostra volontà di spezzare la potenza del piccolo gruppo di capitalisti che ci affamano e ci opprimono. […]

Palmiro Togliatti e altri 60 esponenti del PCI, agosto 1936

Scuole politicizzate, non solo ad Adro.

martedì, 21 settembre 2010

Dopo la scuola intitolata al’ideologo della Lega Gianfranco Miglio, con corollario di simboli leghisti, anche a Roma, quartiere di San Lorenzo, una scuola pubblica sceglie di onorare un uomo politico con una targa commemorativa. In questo caso non si tratta di un italiano, e nemmeno di un padano, ma del palestinese Arafat. Non tutti però sono d’accordo.

Levi quella targa, Sindaco Alemanno, lettera aperta di Deborah Fait

<http://www.informazionecorretta.com/zoom.php?w=36501&t=N>

Gentile Sindaco Alemanno,

Ho appena letto che una scuola del quartiere San lorenzo di Roma ha esposto un targa commemorativa per Yasser Arafat. Sono rimasta scandalizzata ma non stupita conoscendo la venerazione che molti itaiani hanno ancora per il peggior terrorista del 1900, che ha liberato il mondo della sua presenza nel 2004.
Ricordo che molti anni fa andai a parlare in un liceo di Trento e il preside mi accolse con questa frase “Non si permetta di criticare Arafat che per me e’ un eroe”.
Arafat. un miserabile assassino, un fanatico, un furbo che aveva capito subito quale era il tallone d’achille degli italiani e degli europei: l’odio per gli ebrei e lui conquisto’l'Europa intera, il mondo occidentale intero (perche’ gli altri arabi lo hanno sempre odiato) piagnucolando, mistificando la storia, negando il diritto degli ebrei sulla loro Terra, negando persino l’esistenza del grande Tempio degli ebrei a Gerusalemme.
Piagnucolava in inglese la parola Pace e in arabo ordinava la morte. Arafat, signor Sindaco, grazie al Lodo Moro ebbe facolta’ di far scorazzare per l’italia i suoi scagnozzi armati di missili, Arafat da quel falso criminale che era si guardo’ bene di mantenere le promesse fatte a Moro, mal ripago’ l’indulgenza dell’Italia nei suoi confronti e la sconvolse col terrorismo.
Signor Sindaco Alemanno, Il 27 dicembre del 1985 un gravissimo attentato a Fiumicino fece 16 morti, italiani signor Sindaco.
Nello stesso giorno, stessa ora ecco un altro attentato a Vienna, due morti.
Nel 1985 Arafat, l’uomo cui viene dedicata una targa, ordino piu’ di 600 attentati e navi cariche di armi tentarono di arrivare sulle coste israeliane per ammazzare ebrei.
Arafat, il santo, il premio nobel della vergogna, fece catturare e ammazzare, le mani legate dietro la schiena quattro turisti israeliani a Cipro: un colpo alla nuca e via. Gli esecutori? La “Forza 17″ dell’OLP al cui comando negli anni 2000 fu quell’altro santo tanto amato dagli italiani, Marwan Barghouti, in galera in Israele per i suoi delitti , chiamato Nelson Mandela dai suoi ammiratori che lo vogliono libero e presidente della Palestina.
Un criminale, un assassino, un barbaro.
Barghouti ordino’ a Forza 17 la fucilazione di due ragazzi di Tel Aviv, fermatisi in una trattoria per un piatto di humus, li trascinarono fuori, contro il muro , un colpo in fronte e via. Cosi’ e anche molto peggio hanno agito i palestinesi di Arafat, signor sindaco. E una scuola italiana gli dedica una targa? Non divaghiamo, vediamo gli altri attentati di quel sant’uomo in Europa, i maggiori e piu’ crudeli perche’ elencarli tutti e’ impossibile.
Vorrei ricordarle l’Achille Lauro, signor sindaco: passeggeri sequestrati, un ebreo paralitico ammazzato a freddo e a bruciapelo e scaraventato in mare sulla sedia a rotelle. I terroristi furono arrestati ma l’aereo che li trasportava atterro’ a Sigonella e a quel punto le Autorita’ italiane rifiutarno di consegnare agli americani i terroristi che partirono indenni per essere naturalmente accolti come eroi dai palestinesi e acclamati dagli italiani. Del resto Craxi era innamorato di Arafat che paragonava a Garibaldi o  Mazzini a seconda dei casi. E Andreotti? Andreotti era solito paragonare i paletinesi ammazzati in scontri a fuoco con gli israeliani alle vittime delle Fosse Ardeatine.
Con simili governanti cosa potevamo aspettarci, signor sindaco? Potevamo aspettarci quello che e’ avvenuto: Arafat divenne padrone dell’Italia, entrava e usciva dagli uffici dei governanti, tra inchini e sorrisi striscianti, sempre armato di pistola. Aveva il suo pistolone alla cintura persino quando e’ entrato in Vaticano per essere ricevuto dal Papa, lo stesso Papa che ancora non voleva riconoscere Israele , che addirittura si guardava bene dal nominare la parola Israele…ma Arafat, si sa, era una specie di santo, assassino ma santo per gli italiani, persino per la Chiesa.
Ma oggi no, oggi non si puo’ piu’ venerare quel demonio. Oggi no. E’ difficile ricordare tutti i morti fatti da quel mostro ma voglio che lei sappia, signor sindaco a chi e’ stata dedicata quella targa vergognosa:
Nel 1986, 6 settmbre, strage in una sinagoga di Istambul , 23 morti fra i fedeli.
Nel marzo del 1989 un autobus venne fatto precipitare in un burrone vicino a Gerusalemme, 14 morti carbonizzati.
Signor Sindaco, potrei anche raccontarle quello che Arafat e i suoi feddaiyn hanno fatto in Libano, si parla di 40.000 morti, forse 50.000 secondo il “Journal de Geneve”.
Alla fine Arafat, il vigliacco, fu costretto a scappare protetto dalle Marine Militari francese e britannica e si rifugio’ a Tunisi da dove, da bravo padrino mafioso, continuo’ a organizzare mattanze e stragi in giro per il mondo.
Parigi; sinagoga, 4 morti 12 feriti.
Vienna, sinagoga, 2 morti 19 feriti
Anversa, sinagoga. 3 morti 80 feriti
Parigi, ristorante kasher, 6 morti 21 feriti
Vorrei concludere questa mia lettera, Signor Sindaco, ricordando l’attentato piu’ doloroso per noi ebrei italiani .
Era il 9 ottobre 1982, nella sinagoga di Roma c’era una festa, la benedizione dei bambini, secondo la tradizione.
I fedeli uscirono dal Tempio, le famiglie con i bambini per mano e furono accolti da una scarica di mitra e lanci di bombe a mano.
Stefano Gay Tache’ , un bambino di 2 anni, mori’ crivellato dai colpi, i feriti 35 di cui ancora oggi molti con le schegge conficcate nel corpo.
L’olp di Arafat vendeva armi alle Brigate Rosse e ad altri gruppi eversivi italiani ed europei, ricordo la famigerata Baader Meinhof che commetteva i suoi crimini a braccetto cogli assassini dell’OLP di Arafat.
Signor Sindaco Alemanno, da molto anni il mondo sta andando alla rovescia e si osannano gli assassini. Ricordo con sofferenza le ovazioni ad Arafat portato in trionfo ad Assisi tra i sorridenti e commossi Occhetto e Lama.
E’ di ieri la notizia che David Irving, il piu’ famoso negazionista della Shoa’, fara’ la guida ad Auschwitz per convincere i gruppi che lo sterminio degli ebrei non c’e’ mai stato.
Il mondo va cosi’, peggio non potrebbe, il Male vince sul bene.
La supplico, Sindaco Alemanno, non sia complice delle persone senza coscienza che hanno messo quella targa abominevole in onore del peggior terrorista della storia moderna.
Non lo faccia, Sindaco Alemanno, onori invece la memoria del piccolo Stefano Tache’, vittima innocente, facendo togliere quella vergogna da una scuola di Roma Capitale.
grazie

Deborah Fait

Attentato al papa ? Ma per favore !

sabato, 18 settembre 2010

In inghilterra hanno arrestato sei algerini, prestavano servizio come spazzini a buckingham palace e ai comuni. Non è stato trovato nulla di nulla, nemmeno un fumogeno, ma secondo i servizi segreti inglesi la “soffiata” non poteva rimanere inascoltata. Non si dice naturalmente in cosa consistesse la “soffiata” ma cosa importa, oggi tutto il mondo e tutti i giornali parlano di fallito attentato al papa associandolo al terrorismo islamico. Ma quel che più conta è che appare come un nuovo santo martire anche se nessuno gli torcerà un capello.

Ed ecco il delizioso commento di un nostro cortese lettore :

La notizia ha sconquassato la “tranquillità” che da mesi gravita intorno alla visita del Papa in Gran Bretagna.

Sei pericolosi ceffi esperti in pulizie e disinfestazioni da ratti sono stati arrestati perché si hanno concreti indizi che tramassero contro la vita del nostro amato Papa.

Le perquisizioni presso le loro abitazioni private non hanno portato al rinvenimento di armi o esplosivi, peggio.

In esclusiva per i miei amici sono in grado di fornire la lista completa delle PROVE di colpevolezza dei sei nordafricani.

Si tratta di prove lampanti del loro odio contro la persona del Pontefice e costituiscono da sole una palese dimostrazione delle brutte intenzioni che ardevano sotto la cenere della loro copertura di netturbini.

1) in nessuno dei loro appartamenti è stato rinvenuto un crocifisso.

2) quattro di loro erano in possesso di preservativi che conservavano nei loro portafogli.

3) tutti e sei sono gay ed hanno partecipato ad almeno tre delle ultime edizioni del gay pride.

4) nelle loro automobili non è stata trovata traccia alcuna di santini calamitati con la faccia di San Pio e neppure di calamite con su scritto “Madonnina prega per me”.

5) in alcuni appartamenti sono stati rinvenuti libri di Odifreddi e Dawkins con appunti scritti a matita a margine della pagina.

6) durante la cattura uno di loro rivolgendosi ad un collega ha dichiarato “Dio t’assista!” non pronunciando bene e chiaramente l’apostrofo.

7) tutti quanti gli arrestati hanno fino ad ora condotto una vita relativamente tranquilla ed il relativismo, si sa, è pericolosissimo!!

8) infine, nessuno di loro è battezzato.

Alla luce delle numerose schiaccianti prove di colpevolezza raccolte da Scotland Yard i sei sono stati provvisoriamente condotti nelle segrete della Torre di Londra. In ottemperanza agli accordi tra Vaticano e Corona britannica i sei terribili terroristi saranno consegnati alle autorità vaticane. Essi non rischiano la pena di morte in quanto non più contemplata dalle leggi vaticane da ben 41 anni !!! E’ comunque possibile avanzare delle ipotesi sulla pena che potrà loro essere inflitta. Con tutta probabilità la condanna potrà consistere nell’obbligo di ascolto ininterrotto di Radio Maria per 48 ore. La pena è terribile. L’ultima volta che il Vaticano ha inflitto una condanna del genere il recluso ha tentato più volte il suicidio trattenendo spontaneamente il respiro. Per questo motivo i reclusi dovranno scontare la pena legati ed intubati.

Buona notte e al prossimo scoop !!!
Paride

Questi o quelli per me pari son !

lunedì, 5 luglio 2010

E’ stata pubblicizzata un’applicazione per iPhone grazie alla quale atei e credenti possono trovare domande e risposte preconfezionate da usare in occassione di dibattiti sull’eterna questione dell’esistenza o meno di dio o di consimili immaginarie entità soprannaturali.

Stralci di un simpatico articolo tratti da il Riformista

Sull’iPhone il duello atei vs. credenti

… è l’ultima mania sul mercato americano: una serie di applicazioni per l’iPhone che insegnano come condurre un duello retorico se ci si trova in difficoltà con degli atei o con dei credenti. L’eterna battaglia dell’uomo ridotta in pochi pixel. Le grandi domande dell’universo corredate da risposte strategiche, per segnare punti in proprio favore durante una discussione. I movimenti cristiani negli Usa sono scatenati e hanno realizzato una serie di programmi facilmente scaricabili per poter rispondere agli assedi dei “non credenti”.  Per par condicio, anche gli atei si sono attrezzati, creando delle apllicazioni ad hoc che smontano l’architettura dei versetti biblici.

Il BibleThumper (lo smontabibbia),  sta spopolando tra i miscredenti…  permette agli atei di tenere nel taschino i versetti più irrazionali della Bibbia… se qualcuno crede nella separazione delle acque di Mosè, l’iPhone ricorda che “è irragionevole credere che quell’evento sia accaduto perché nella storia dell’uomo non si è più verificato”. La riproducibilità di un evento ne prova la sua fondatezza.

I credenti si difendono pugnacemente. Il programmino “Fast Facts, Challenger & Tactics” , suggerisce che se si discute con un ateo è necessario evocare il “principio antropico” che suppergiù dice che il mondo, così come lo conosciamo, è improbabile che sia una mera casualità.

In una epoca che ha ampiamente metabolizzato l’idea che Dio è morto, ora la Apple allena a riportarlo in vita.

Anna Mazzone, Il Riformista, 4 luglio .

5/7/10 – Epilogo

lunedì, 5 luglio 2010

Chi vive in un’isola deve farsi amico il mare (Antico proverbio arabo)

Un mese fa la vicenda della Freedom Flotilla partita dalla Turchia per forzare il blocco israeliano a Gaza, teneva banco animando le piazze e rinfocolando, ad esempio in Italia, i mai sopiti livori antiebraici traducendo la protesta in attacchi mirati nell’antico ghetto di Roma. Senza eccessivo scandalo neanche nel mondo politico, usualmente pronto a dare la sua opinione su tutto.
Nel frattempo Israele ha deciso di allentare un po’ il blocco e aumentare le quantità di merci che, prima della vicenda della imbarcazione turca, erano fissate in 15.000 tonnellate alla settimana e che escludevano troppi prodotti, dai materiali da costruzione alle sostanze vischiose come gelatine e creme. Il valico di Rafiah, cioè il confine egiziano, è stato aperto dall’Egitto solo per pochi giorni e con il contagocce. Delle promesse di aiuto per il controllo ai confini israeliani offerto dall’Ue ad oggi sono solo documenti scritti e parole.
Uno studio della rivista inglese Lancet ha diffuso i risultati di una inchiesta che dimostra, dopo un anno dall’azione militare israeliana “piombo fuso” a Gaza (27 dicembre 2008 – 18 gennaio 2009), che la chiusura del confine continua ad avere un effetto devastante sulle condizioni di salute della popolazione. Solo il 26% dice di avere dei pasti regolari tre volte al giorno, scarso l’accesso al latte che viene consumato regolarmente solo da ¼ degli intervistati . Secondo il ricercatore Niveen Abu-Rmeileleh della Università di Birzeit (Cisgiordania) il 70% delle famiglie non è in grado di procurasi il cibo. Gaza è amministrata da Hamas che ha imposto la sharia sulla striscia rendendo molto disagevoli le condizioni della parte laica o meno fanatica della popolazione. Perfino una colonia estiva per i bambini, finanziata dall’Unhcr, è stata smantellata violentemente perché ritenuta troppo occidentale. I paesi arabi continuano una strategia adottata da sempre con i palestinesi, cioè tenerli in miseria per usarli come una arma contro Israele. Sembra che anche l’Ue abbia sposato questa tattica. La Ong israeliana Gisha per attirare l’attenzione della comunità internazionale sulla difficile situazione di Gaza, ha prodotto una simulazione on line: safe passage come il nome del corridoio previsto dagli accordi di Oslo 1993 che doveva collegare, via Israele, Gaza con la Cisgiordania. Si digita www.spg.org.il e si tenta di arrivare in Cisgiordania. Ma il risultato è sempre lo stesso: la strada è sbarrata. Grazie anche alla comunità internazionale che ha rimosso Gaza da qualsiasi road map.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

2/6/10
– La Flotilla pacifista non era animata dalle migliori intenzioni, ma in uno scontro tra militari e civili, sono i militari che hanno torto. Non si abborda una flottiglia di pacifisti ben disposti ad usare coltelli e bastoni sui soldati calati dagli elicotteri senza calcolare tra le probabili conseguenze la carneficina. Un errore tecnico si trasforma in una sciagura politica e umana in un soffio. E su questo c’è l’unanimità, soprattutto all’interno di Israele che ha inondato di pesantissime critiche il governo Netanyahu. La mattanza dei cosiddetti pacifisti resterà incollata addosso agli israeliani - non al governo - per parecchio tempo: mediaticamente niente di nuovo, perché quel paese ha sempre avuto una pessima stampa. L’unica possibilità che rimane al Paese per abilitarsi è togliere l’assedio a Gaza. Tre anni dopo l’avvento di Hamas (quando Ismail Haniyeh dichiarò finita la laicità perseguita dall’Anp), Gaza rimane sigillata. Israele garantisce 15.000 tonnellate di aiuto ogni settimana, ma secondo le Nazioni Unite è poco perché i beni vietati (dai materiali da costruzione alle sostanze vischiose come balsami per capelli e gelatine) sono troppi. Non è più praticabile che solo Israele risponda di questa situazione. La comunità internazionale ha rimosso Gaza da qualsiasi road map, l’Egitto apre con il contagocce il valico di Rafiah perché teme l’invasione di palestinesi nel suo territorio, i pacifisti invece di fare pressione sulla Lega araba (che mai li ascolterebbe) preferiscono associarsi a missioni dubbie. Del resto la Turchia non nega che alla partenza delle navi i militanti hanno inneggiato al jihad ricordando Khaybar (una città saudita dove Maometto sconfisse una tribù ebraica). Lo sconsiderato attacco della scorsa notte ha isolato ancora di più il governo Netanyahu che, non va dimenticato, è stato eletto dopo le chiusure europee poste alla bravissima e moderata Tzipi Livni. L’attuale ministro degli Esteri Lieberman ha incarognito i rapporti con la Turchia (anche se con Erdogan il paese si sta islamizzando e si sta scegliendo nuovi partner) tagliandosi i ponti con uno storico amico. La Turchia sfrutta la situazione nel tentativo di assumere una leadership nel Medioriente (ma non è detto che i suoi desiderata andranno a buon fine). L’azione di forza israeliana ha prodotto una ondata di consensi ad Hamas assestando un duro colpo all’Autorità palestinese accusata dai seguaci di Hamas di tradire la causa nazionale perché negozia col nemico sionista, indebolendo la posizione di Abu Mazen e sfibrando sempre più il processo di pace. Al solito turba, ma non sorprende, la veloce posizione di condanna del Vaticano. Che ci piacerebbe sentire per una volta che si è pentita di riconoscere qualche anno fa quel Paese di cui, come del resto molti, non comprende l’esistenza. Israele è da sempre in una specialissima situazione etico-politica, ha il diritto di difendersi, ma ha il dovere di non sbagliare.

Tiziana Ficacci,www.nogod.it

15 anni fa, il 3 luglio del ’95, Alexander Langer
si suicidò provocando una grande emozione in tutti quelli che conobbero la sua militanza e il suo impegno. Vogliamo ricordarlo con un passo su Mani Pulite scritto per la rubrica “Lettere dall’Italia” che teneva sulla rivista tedesca Kommune: “Ciò che i giudici hanno fatto è stato giusto e aderente al loro mandato, ma non può portare a concludere che la politica scacciata dal tempio debba essere sostituita dalla giustizia e che l’onestà da sola possa in futuro garantire l’agire politico: questo sarebbe un cortocircuito. Il potere dei giudici, o addirittura il giustizialismo come surrogato della politica, non è certo la soluzione. Le rivendicazioni democratiche e libertarie non possono finire in pasto a scorciatoie demagogiche o al nuovo potere delle toghe. E tanto meno a processi spettacolo di stampo giacobino”.

Il sito della fondazione dedicata a Langer è www.alexanderlanger.org

Qualcosa si muove sul fronte occidentale:

lunedì, 5 luglio 2010

…Cesare vuol processare (il vicario di) Dio.  Un interessante articolo sui rapporti fra la legge dello Stato e quella della Chiesa nel corso dei secoli, con un commento del Segreario di LiberaUscita. http://www.liberauscita.it/online/

QUANDO CESARE VUOLE GIUDICARE DIO – DI AGOSTINO PARAVICINI BAGLIANI

da: “la Repubblica” di domenica 4 luglio 2010

I rapporti tra la Chiesa e la giustizia,
che accompagnano la storia del cristianesimo fin dalla sua affermazione storica sotto l’imperatore Costantino († 337), hanno conosciuto da sempre oscillazioni e situazioni conflittuali. Pur considerando il cristianesimo religione di stato, Costantino ordinò che le cause dottrinali dei donatisti fossero portate davanti al giudice imperiale. L’imperatore Giustiniano intervenne in modo ancor più incisivo nella vita interna della Chiesa, garantendo sì protezione ma anche il rispetto di sanzioni in caso di violazione della legge. Il suo Codice (533) regolava in modo dettagliato i problemi disciplinari anche di preti e diaconi. L’imperatore permise persino a ciascuno di denunciare all’imperatore contravvenzioni alla legge.
Costantino aveva però anche concesso ai vescovi di poter giudicare le cause civili riguardanti i semplici chierici, e così si comporteranno i concili fin dal Quarto secolo. Il Concilio di Ippona (393), di cui Agostino era il vescovo, minacciò di deporre il chierico che avesse sottomesso una causa, civile o criminale, al giudice secolare. Nacque dunque già nel Quarto secolo quello che i giuristi del Medioevo e dell’età moderna chiameranno il «privilegio del foro».
Anche Carlomagno legiferò con i suoi numerosi “capitolari” sulla disciplina del clero, pur concedendo ai vescovi ampi spazi giurisdizionali.
La situazione cambiò radicalmente nell’Undicesimo secolo, in seguito alla volontà del papato romano di liberarsi dalla tutela dei grandi signori laici. Uno dei punti fermi della lotta contro le investiture fu proprio la “libertà della Chiesa” anche in termini giurisdizionali. Papi come Alessandro III (1159-1181) e Innocenzo III (1198-1216) estesero alle autorità ecclesiastiche tutte le cause civili e criminali riguardanti il clero, lasciando alle autorità civili il diritto di giudicare le cause di natura feudale. Nacquero così nuovi gravi conflitti con i poteri laici che tentarono sovente di opporsi, giungendo in molte regioni dell’Europa medievale a una sorta di compromesso.
Si distinse infatti tra la deposizione e la degradazione dei chierici colpevoli dei più gravi delitti. La deposizione, che non comportava la perdita dei privilegi, fu riservata alla giustizia ecclesiastica. Con la deposizione si sanzionavano crimini come la lussuria. La degradazione, ancora più severa, veniva invece decisa anche da giudici laici. Il rituale prevedeva che con un coltello o un vetro si raschiasse la pelle delle dita del chierico (che servono a consacrare l’Eucarestia) e si scalfisse con delle forbici la tonsura (simbolo della sua dignità).
L’esecuzione della sanzione finale (generalmente il rogo) spettava all’autorità civile.
Come ebbe ad affermare Gregorio VII (1075-1084), «il papa non poteva essere giudicato da nessuno» (Dictatus pape). Soltanto in caso di eresia, poteva però essere deposto da un concilio. Ed è proprio per farlo deporre da un concilio che Guglielmo di Nogaret, in compagnia di Sciarra Colonna, catturò ad Anagni (settembre 1303) papa Bonifacio VIII (1294-1303) cui aveva rivolto fin dal 1302 gravissime accuse, come quella di adorare gli idoli, di essersi dato a pratiche magiche e quant’altro. Accuse storicamente insostenibili ma che avrebbero permesso al re di Francia di trasformare il concilio parigino in un vero e proprio tribunale.
L’affermarsi del diritto canonico medievale, e poi il Concilio di Trento, confermarono l’eccezionalità delle prerogative giurisdizionali ecclesiastiche, dovendo però sempre fare i conti con forti resistenze e tradizioni locali. Del resto, anche il Codice di diritto canonico del 1917 prevedeva la possibilità di deroghe locali che tra Otto e Novecento furono sovente oggetto di negoziati concordatari.

Commento.

Abbiamo riportato questo interessante articolo-saggio di Agostino Paravicini Bagliani (Scriptor della Biblioteca Apostolica Vaticana dal 1969 al 1981, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Losanna dal 1981, Direttore della «Rivista di storia della Chiesa in Italia»dal 2003) perché ripercorre nei secoli la questione della giurisdizione separata fra Stato e Chiesa. A parte il periodo dello Stato Pontificio, in cui la giurisdizione fu unificata sotto il Papa-Re (Giordano Bruno docet), sinora la Chiesa ha di fatto evitato che lo Stato giudicasse i reati commessi da religiosi. Per questo le recenti vicende dei preti pedofili, le perquisizioni avvenute in Belgio e la pronuncia della corte di appello federale degli Stati Uniti che ha dato il via libera ad un processo contro il Vaticano per presunti casi di abusi sessuali, rappresentano molto di più di un semplice fatto di cronaca in quanto potrebbero costituire l’inizio di un nuovo corso in cui i reati, da chiunque e ovunque siano commessi, sono giudicati dallo Stato. E non solo i reati di pedofilia. Sotto questo punto di vista, il titolo dell’articolo non dovrebbe essere “Cesare che vuole giudicare Dio”, bensì “la Chiesa che vuole sottrarsi alle leggi dello Stato”.  (gps)

Israele, laici e ultraordossi.

venerdì, 25 giugno 2010

La difficile convivenza di due mondi opposti e separati.

Di seguito riportiamo stralci di un utile articolo di Stefano Jesurum tratto dal magazine Sette in questi giorni in edicola

Quando qualcuno con responsabilità pubbliche denuncia gli integralismi della propria parte senza tener conto che ciò lo danneggerà politicamente, compie un atto di coraggio e di lealtà. Cosa che da noi accade di rado, praticamente mai. Ma che in Medio Oriente ogni tanto succede, e per via del clima che là si respira ci autorizza a chiamarli gesti di semi-eroismo. Due  storie esemplari sono quella della Principessa di Riyad e del sindaco di Tel Aviv.

Lei si chiama Basma bint Saud bin Abd al-Aziz Al Saud, appartiene alla famiglia reale saudita e dalle colonne del giornale Al Madinah Daily lancia un attacco frontale alla polizia religiosa del suo Paese, la famigerata Autorità per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio. L’accusa di avere instaurato un vero e proprio terrorismo religioso, di operare in maniera selvaggia e indiscriminata contro i civili invece di dedicarsi a indagare e combattere la corruzione di ogni genere presente all’interno del governo…

Lui si chiama Ron Huldai. Ha vissuto in un kibbutz socialista che si chiama Hulda e per questo la famiglia di Ron (pionieri polacchi giunti in Palestina da Lodz) presero il cognome Hudai. Ron, nato nel 1944, due lauree, è stato un pilota di caccia da combattimento e in seguito ha fatto parte dello staffi di comando dell’Aviazione. Eletto sindacodi Tel Aviv  nel 1998, confermato nel 2003 con il 62% dei suffragi, e di nuovo nel 2008. Ora, a rischio di compromettere una vita di successi, il sindaco socialista scatena una tempesta politica , invitando i laici a ribellarsi agli haredim – gli ebrei ultraortodossi – e al loro peso sociale ed economico.

Un appello alla maggioranza silenziosa degli israeliani “in difesa della democrazia”. Perché l’8-10% iper religioso della popolazione non contribuisce né alla  difesa del Paese né al suo sviluppo.  Perché gli allievi delle yeshivòt (scuole religiose) sono indirizzati esclusivamente a studi talmudici ed esentati dalle materie umanistiche e scientifiche. Così la locomotiva delle industrie high.tech deve trainare sempre più vagoni zavorra, pesanti e improduttivi. Il  risultato, secondo il sindaco di Tel Aviv, è un aumento impressionante e pericoloso del mondo ultraortodosso oltre che un danno enorme per la società israeliana. sjesurum@corriere.it