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Ricordate la memorabile battuta…

Mercoledì, 3 Marzo 2010

…della sposina abbandonata da Kevin Kline nel film “In and Out” ? Ma sono tutti gay ? Pare proprio di sì. Non c’è trasmissione televisiva, reality, fiction, approfondimento, talk show, film, competizione canora in cui non appaiono protagonisti di dichiarata o evidente appartenenza omosessuale. Ne siamo sinceramente contenti, anche perchè queste presenze contribuiscono a far accettare, se non a rispettare, l’esistenza di persone, maschi e femmine, portatrici di un particolare e soprattutto diffuso e naturalissimo orientamento sessuale. Una presenza costante che contribuisce in parte a smorzare l’odio e la violenza che invece alcune forze politiche e in particolare la gerarchie cattoliche e quasi tutte le religioni alimentano con la loro dichiarata omofobia. Quello che però mancava ancora era di scoprire in modo clamoroso l’esistenza anche di una diffusa prostituzione gay in chiave corruttiva della politica. Pare che adesso anche questo gap sia stato colmato grazie ad alcune intercettazioni nell’ambito dello scandalo relativo al caso Balducci.

Da La Repubblica LEGGI

Roma - La catastrofe senza fine di Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, perno e anima della “cricca”, detenuto dal 10 febbraio, conosce un ennesimo passaggio istruttorio che adombra una nuova e diversa ipotesi di reato: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile. E che porta in Vaticano, lì dove documenta traffici di giovani ragazzi presentati, talvolta, come seminaristi e identifica un “religioso” nigeriano del “coro di san Pietro” il cui solo mestiere sembra essere recuperare, pronta consegna, la merce per l’ingegnere “Gentiluomo di sua Santità”, classificandola per altezza, peso, colore della pelle e misure anatomiche…… (segue)

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Gli islamisti tuchi (come i cristianisti italiani) dichiarano guerra alla laicità.

Domenica, 28 Febbraio 2010

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato questa nostra opinione : “”" 24/0210 - Turchia, un immaginario colpo di stato per sradicare la laicità. Con grandissimno clamore mediatico, proprio in occasione di un vertice internazionale, il presidente islamista Erdogan ha annunciato l’arresto di presunti complottisti. Si tratta di alti ufficiali dell’esercito, l’istituzione che tradizionalmente difende la laicità conclamata nella costituzione voluta da Ataturk. Ma ora gli integralisti islamici vogliono rifondare il paese nel rispetto della sharìa. LEGGI “”" - La nostra opinione viene confermata in questo articolo di Carlo Panella.

Non convince l’accusa di un golpe che ha portato (…) all’arresto di 40 personalità turche, tra cui due ex capi di Stato Maggiore. Non convince innanzitutto perché quando i generali turchi hanno voluto fare un golpe, l’hanno sempre fatto e chi stava al governo se ne è accorto solo il giorno dopo. Ed è stata una lunga serie di golpe: nel 1960 contro il governo autoritario di Menderes (poi impiccato); nel 1980 contro Ecevit e Demirel che stavano trascinando il paese nel baratro di una guerra civile; infine, nel 1997 contro Erbakan (leader del partito islamico, in cui allora militava di Erdogan) accusato di “deriva islamista”. Tutti golpe, si badi bene, mirati a difendere la natura laica dello Stato, con i generali tuchi che hanno subito ridato la parola a libere elezioni e a governi democraticamente eletti, esempio raro di una classe militare turca che ha usato della forza sempre e solo per difendere la democrazia. Purtroppo però, una Europa che nulla o poco comprende, ha imposto alla Turchia un processo di riforme finalizzate all’ingresso nell’Ue, che hanno tolto ai militari quel ruolo costituzionale di “garanti” della laicità e della democrazia che hanno sempre svolto, grazie alle caratteristiche unbiche della esperienza kèmalista. Erdogan, che ha vinto trionfalmente (questo va ricordato, come va ricordata la grande crisi di consenso dei partiti laici turchi) due elezioni col suo islamista Akp, ha avviato con estremo piacere queste riforme e ha depotenziato il potere di intervento costituzionale dei vertici militari. Dal 2007, però, il governo Erdogan ha avviato anche un processo pericoloso, che ha portato agli arresti di ieri. Ispirata dal governo, una parte - solo una parte- della magistratura ha effettuato decine di arresti di militari sostenendo - con prove che a molti paiono pretestuose- che stavano tentando un golpe attraverso l’operazione Ergenekon, sigla di un golpe strisciante
che avrebbe mirato alla destabilizzazione della Turchia con clamorosi attentati: le uccisioni di don Andrea Santoro e del giornalista armeno Hrant Dink, l’attacco al Consiglio di Stato e anche una trama per uccidere lo scrittore premio Nobel 2006 Orhan Pamuk. La pretestuosità e di questo quadro accusatorio è apparsa però chiara il 13 aprile 2009 con l’arresto di 18 “membri di Ergenekon”, tra cui Tijen Mergen, dirigente del gigante editoriale Dogan che pubblica il quotidiano Hurriyet, Mehmet Haberal, rettore dell’ Università Baskent di Ankara e Mustaka Yurtkuran, presidente di un’associazione ispirata agli insegnamenti laici di Kemal Ataturk. Arresti che rafforzavano il sospetto che Erdogan e il suo Akp, imbrigliando la fortd stampa dell’opposizione laica, cavalcassero un inchiesta fantasiosa mirata solo a silenziare i centri culturali e politici che potevano favorire una ripresa in forze dei partiti laici, avversari del governo islamista. Ipotesi rafforzata il 18 febbraio, quando il Csm turco -Hsyk- all’unanimità ha deciso di sospendere dall’incarico Osman Yanal,procuratore di Erzurum, che aveva fatto perquisire un magistrato di Erzincan, Ilhan Cihaner,
ovviamente accusato di essere membro di Ergenekon, che stava conducendo un’inchiesta sulla potente confraternita islamica Ismailaga. Insomma, è forte il sospetto che Ergenekon e il suo progettato golpe in
realtà sia una montatura architettata -o favorita- dall’Akp di Erdogan per eliminare pretestuosamente l’opposizione laica, così come sono fortissime le preoccupazioni per la stessa tenuta del quadro democratico in Turchia


Carlo Panella

Dio, Patria e Famiglia fischiati a Sanremo.

Mercoledì, 17 Febbraio 2010

La cazoncina tutta lacrime e retorica, che sembrava soprattutto un inno a sostegno di un futuro partito monarchico-cattolico, è stata fischiata dal pubblico nonostante la presenza del principino alto, bello, biondo e con gli occhi azzurri. O magari è stata proprio la scadente performance canora del rampollo Savoia che scatenato i fischi ?

Madonne e santi.

Martedì, 16 Febbraio 2010

Offuscati dallo straordinario successo di Padrepio per un lungo periodo hanno sofferto di un certo oscuramento mediatico sia le varie Madonne che anche alcuni altri santi un tempo popolarissimi. Ma le Madonne sono tornate all’attenzione delle cronache grazie alla trournèe napoletana di quella di Medjugorie, avvenuta con grande successo alcuni giorni fa. E adesso anche per Sant’Antonio da Padova è arrivato il momento della rivincita mediatica grazie all’esposizione, cominciata ieri, dei suoi resti mortali. Su questo evento un po’ macabro (il TG di Rai Uno ha lungamente esibito l’urna di cristallo contenente ben visibili i poveri resti) vi proponiamo un commento del nostro cortese lettore Marco Bertinatti.

La prossima ostensione del corpo (in effetti dopo 779 anni è rimasto solo qualche osso) di S.Antonio da Padova ricorda a noi tutti la ragione per cui la Chiesa insista nel conservare  ed esporre i resti dei suoi principali testimonials. Risulta indispensabile ricordare ai fedeli il fatto che la resurrezione del corpo sia parte integrante della loro fede. Viene infatti da chiedersi quanti dei frequentatori abituali delle chiese riescano ad immaginare un numero incalcolabile di anime alla ricerca affannosa delle ossa che sostenevano il corpo mortale durante questo epocale evento. Probabilmente al nostro cane, fedele compagno di una vita, è stata negata un’anima proprio per evitare una raffigurazione inevitabilmente umoristica. Al contrario noi poveri atei non diamo alcuna importanza al cadavere dei nostri cari (preoccuparci del nostro è evidentemente impossibile, come già compreso dai filosofi stoici) e molti di noi vedono nella cremazione una simbolica restituzione degli elementi ricevuti in prestito dalla Natura. Se quest’ultima sia o meno “cosciente” (il “Deus sive Natura” di Spinoza tanto per intenderci), non lo riteniamo cruciale per la nostra esistenza durante la quale, se non altro, non tentiamo d’imporre a nessuno le nostre idee e non graviamo sul bilancio dello Stato.

Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

L’ultima figuraccia del “mignottaro”.

Lunedì, 15 Febbraio 2010

Reazione di una donna albanese all’ennesima battutaccia di Silvio Berlusconi.
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La lettera.
Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi : “Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate” In nome delle belle ragazze albanesi “Signor Berlusconi, basta battutacce”
di ELVIRA DONES *

Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

“Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione. ”
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

* Elvira Dones, scrittrice-giornalista.
Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all?Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Attualmente risiede negli Stati Uniti, dove alla narrativa alterna il lavoro di giornalista e sceneggiatrice.
(15 febbraio 2010)

Un premio che scotta.

Sabato, 13 Febbraio 2010

E’ uscito da pochi giorni nelle sale il film “Lourdes” che ha ricevuto a Venezia 2009 il Premio Brian istituito dall’UAAR - Unione Atei ed un riconoscimento anche dai critici cattolici di Signis. Da questa singolare contaminizione di giudizi provenienti da aree culturali tanto distanti nasce uno “scandalo” tutto interno al mondo cattolico di cui troviamo una vistosa traccia nel Corriere della Sera.

Dal Corriere della Sera del 13/2 a pag. 25 in un articolo del cattolico Vittorio Messori, uno dei componenti dalla Triade Madonnara (Messori, Socci, Brosio) specializzati nel culto e nella propaganda delle tre Madonne : Lourdes, Fatima e Medjiugorie.

“”"”….Credo che abbia visto bene la UAAR, “Unione degli atei e degli agnostici  razionalisti” nell’attribuire a questo film il suo beffardo premio  intitolato a Brian, dal nome di un dissacrante film su Gesu’. Dicono, questi atei organizzati, che l’opera della Hausner potra’ aiutare  a perdere la fede “chi non e’ ancora approdato a una visione  disincantata e scettica”.
… … …
Che dire allora del premio attribuito dalgli uomini di cinema cattolici,  riuniti in una associazione riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede ? Che dire della diocesi milanese che ha deciso di sponsorizzare quest’opera, diffondendola nelle parrocchie ?
… … … “”"

Il Partito Rai contro Marco Beltrandi.

Venerdì, 12 Febbraio 2010

L’approvazione in Commissione di Vigilanza del regolamento per le trasmissioni politiche in tempi di par-condicio scatena violente polemiche senza che vengano adeguatamente chiariti i termini di quel regolamento. Mentre le posizioni del Partito RAI sono ampiamente diffuse e documentate, quelle di Marco Beltrandi si affidano esclusivamente alla diffusione via internet.

Da Marco Beltrandi

In queste ore sono volate dichiarazioni di condanna da ogni parte nei confronti del regolamento sulla par condicio che ho proposto e fatto approvare dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai. Questo testo rappresenta una conquista storica per il movimento radicale, e per le battaglie condotte sul fronte dell’informazione degli ultimi 40 anni.

Tutte le opinioni sono legittime, purché basate sui fatti. Per questo è bene chiarire che la norma approvata non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”.

Per chiarire le ragioni per cui abbiamo proposto questo regolamento, alcuni compagnio hanno realizzato queste domande & risposte che spero troverai utili.

Se così sarà ti chiediamo di aiutarci a chiarire la questione, condividendo questa email con i tuoi contatti o pubblicandola! su Facebook.
Il regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza su proposta del parlamentare radicale Marco Beltrandi sopprime i talk show politici?

No, devono solo rispettare le regole che la legge prevede, e cioè dare parità di spazio ai diversi candidati presidente ed ai diversi partiti. Potranno organizzare i faccia a faccia tra i candidati Presidenti di Regione; i confronti tra i partiti; le interviste dei leader. L’unica cosa vietata è favorire un partito (invitandolo più volte di altri) o un candidato (organizzando una puntata solo per lui)

Il regolamento è un ennesimo attacco alla libertà di informazione, a favore di Berlusconi?

Il regolamento stabilisce soltanto che le trasmissioni di maggiore ascolto non potranno invitare solo chi vogliono loro, dando più spazi ad un partito/leader o ad un altro a seconda dell’orientamento di ciascuna, il motivo per cui finora sono state condannate in ogni campagna elettorale, per decine di volte. I dibattiti tv delle presidenziali americane, le trasmissioni politiche più seguite al mondo, sono regolati nei minimi dettagli: dalla posizione che assumono i candidati (sul podio o seduti intorno a un tavolo), al tempo di risposta dopo ogni domanda, alla possibilità o meno di ribattere alle risposte del contendente, agli argomenti dei vari dibattiti. In occasione delle primarie, quando i candidati arrivano ad essere anche più di 6 o 7, sono invitati tutti su un piano di parità.

Le trasmissioni saranno ingestibili, con decine di partiti e partitini?

No, perché sono ammessi a livello nazionale solo i candidati Presidente ed i partiti che saranno presenti in un numero di Regioni che rappresentano almeno dell’elettorato coinvolto. I partiti non devono essere presenti tutti insieme ma anche distribuiti in più puntate.

Report, Che tempo che fa, Domenica In dovranno chiudere?

No. Come da sempre accade in periodo elettorale, semplicemente non potranno ospitare politici. Se lo fanno, devono dare spazio uguale a tutti

Si vuole cancellare l’audience dei talk show?

Falso. Quando si fecero i faccia a faccia all’americana, ad esempio tra Prodi e Berlusconi, con Mentana e con Minum moderatore, furono seguiti dai più di dieci milioni di persone.

Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.

Cosa potrebbe accadere

  • Porta a Porta: 4 trasmissioni settimanali, adatte per i confronti tra partiti (4 a puntata ad esempio). Possibili anche (come già fatto alle elezioni Regionali del 2000) che si tengano all’interno della stessa puntata due o tre sessioni, ciascuna con un faccia a faccia tra i candidati Presidente di una Regione
  • Annozero e Ballaro: mantenendo una sola puntata a settimana (quindi 4 ciascuna nei 30 giorni finali), potrebbero organizzare confronti tra partiti, 4 esponenti per puntate ad es. (come già fa Ballaro). Con due puntate settimanali ciascuna, potrebbero anche dedicarsi ai faccia a faccia tra Presidenti Regioni
  • Vespa, Santoro, Floris: potrebbero anche condurre le interviste ai leaders previste per gli ultimi 15 giorni, in spazi ad hoc

Commenta su internet:
Regole per i talk show: domande, risposte & i tuoi commenti

La Rai in subbuglio.

Mercoledì, 10 Febbraio 2010

Con il voto del radicale Marco Beltrandi la Commissione di Vigilanza Rai ha sospeso per la durata della campagna elettorale tutte le trasmissioni che per moltissimi anni hanno escluso i radicali nelle varie puntate. I radicalofobi di Porta a Porta, Annozero, Ballarò e In mezz’ora dovranno fare solo tribune elettorali. Non si sa se lo stesso criterio potrà essere applicato anche alle trasmissioni analoghe delle reti del padrone, altrettanto radicalofobe delle omologhe Rai.

Da La Repubblica LEGGI

ROMA - Niente Ballarò, Porta a Porta, Annozero e trasmissioni simili all’approssimarsi delle elezioni. Addirittura per tutto il mese che precede le elezioni. Non potranno andare in onda oppure dovranno trasformarsi in tribune elettorali regolamentate. E’ quanto ha deciso a maggioranza la Commissione di Vigilanza Rai che si è riunita oggi per mettere a punto le regole sui programmi tv nel periodo della campagna elettorale. E’ l’effetto del libera dato dalla Commissione al regolamento per l’applicazione della par condicio in tv in vista delle regionali del 28 e 29 marzo. Tra le novità più importanti contenute nel testo approvato questa sera dalla commissione, una norma che assimila alle regole della comunicazione politica nell’ultimo mese prima del voto anche le trasmissioni di approfondimento, passata con i voti del centrodestra e del relatore, il radicale Marco Beltrandi, e con la netta opposizione del Pd, che ha abbandonato i lavori.

La protesta del Pd. “Quello che è accaduto - accusa il capogruppo del Pd in vigilanza, Fabrizio Morri - è molto grave: il centrodestra, complice Beltrandi, ha votato la soppressione delle trasmissioni di approfondimento giornalistico nell’ultimo mese di campagna elettorale: dunque ‘Porta a Porta’, ‘Ballaro, ‘Annozero’ salteranno, cosa mai accaduta prima e che la legge non chiede, e per estensione due terzi del palinsesto di Raitre rischiano la cancellazione. La norma approvata, infatti, prevede che al posto di queste trasmissioni si facciano tribune elettorali, sottoposte alle regole rigide della ripartizione paritaria fra tutti i soggetti politici”. Secondo Morri, questa novità apre anche un problema relativo alla tv commerciale: “Dubito molto - sottolinea - che l’Autorità per le comunicazioni si senta di cancellare ‘Matrix’ o gli altri approfondimenti di Mediaset”.

La replica di Beltrandi. “Le nuove disposizioni - spiega l’esponente radicale - stabiliscono che i programmi di approfondimento possano scegliere: o devono ospitare nei loro spazi le tribune politiche, oppure possono andare in onda in orari e fasce diverse. Dipenderà da Vespa, da Floris, da Santoro, cioè dai responsabili delle trasmissioni. E in ogni caso, se decideranno di andare in onda in altre fasce orarie e si occuperanno di politica, dovranno obbedire alle regole della comunicazione politica e cioè delle tribune”.

Usigrai: “E’ il bavaglio, si va verso lo sciopero”. “Domani stesso - ha dichiarato Carlo Verna dell’Usigrai - apriremo le procedure per lo sciopero dopo la decisione della vigilanza dimettere il bavaglio all’informazione Rai durante la campagna elettorale. Si stanno minando le ragioni stesse del servizio pubblico. Una assurdità”.

Avanti Savoia !

Venerdì, 5 Febbraio 2010

Al grido di Dio, Patria, Famiglia pubblichiamo l’esilarante testo della canzone che l’ultimo regale rampollo savoiardo, Emanuele Filiberto, canterà a Sanremo accompagnato dal corazziere dalla real casa Pupo.

Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici,  “Italia Amore Mio”

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore
mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore
mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore
mio.

fonte:
http://www.angolotesti.it/S/testi_sanremo_52282/testo_canzone_pupo,_emanuele
_filiberto_e_luca_canonici_-_italia_amore_mio_978917.html

Pubblici concubini.

Domenica, 24 Gennaio 2010

Nel 1956 il vescovo di Prato diffamò così due cittadini italiani che si erano sposati in municipio anzichè in chiesa come avrebbero dovuto, secondo lui, in quanto battezzati cattolici. LEGGI

Fu un caso clamoroso che suscitò enormi polemiche e si concluse con una sentenza di tribunale che riconobbe il diritto del vescovo a definirli in tal modo dal momento che ( incredibile ! ) i cittadini italiani battezzati con rito cattolico sono “sudditi” del papa e quindi soggiacciono anche al diritto canonico che prevede esplicitamente quella definizione per chi non si sposa in chiesa. Siamo curiosi di vedere se qualche altro vescovo si azzarderà a definire nello stesso modo la Ministra Gelmini, cattolicissima, e il suo compagno che si sono sposati ieri nel comune di Sirmione del Garda con rito civile.

Qui la fonte della notizia da il Giornale LEGGI