Archivi per la categoria ‘Tiziana 2010’

5/11/10 – Tra gli Amish

venerdì, 5 novembre 2010

Sei rimasto in silenzio per la vergogna o per lo stupore? (Boezio, De consolatione philosophiae)

Chester Mast è rinchiuso da maggio in una prigione nel nord del Missouri. Ha solo 26 anni, è sposato e ha tre figli piccoli e sulla sua testa pende una accusa pesante come un incudine: stupro e molestie ai bambini. I suoi crimini sarebbero stati compiuti in due stati, il Missouri e il Wisconsin, nell’arco di un decennio. Mast ha una folta barba rossa, non i baffi però, che sono proibiti dalla sua religione perché rappresentano un simbolo della vita militare e della sua violenza. E’ un amish, gruppo religioso protestante che veste e lavora in maniera anacronistica rifiutando il progresso e ispirandosi alla bibbia. La storiaccia criminosa – la prima udienza del processo si svolgerà il 15 dicembre - ha turbato la piccola comunità religiosa di Pike County (Missouri) composta da circa settanta nuclei famigliari, e gli altri abitanti della contea. Nelle guide locali gli amish sono definiti the simple people, vengono rispettati perché molto pacifici, perché la loro presenza da un grosso contributo al turismo (il colore locale è garantito dal calesse trascinato dai cavalli, gli abiti fuori dal tempo, le cuffie delle donne e i cappelli di feltro degli uomini), perché i prodotti da forno che preparano artigianalmente sono commercializzati e apprezzati in tutta la contea.
Ma il terribile (presunto) crimine di Mast ha spalancato la porta sugli abusi nelle piccole congregazioni religiose. Si è appreso infatti che la comunità era a conoscenza degli abusi sessuali compiuti da Mast ed era stato bandito già nel 2004, ma solo nel 2009, dopo sofferti dibattiti interni, è stata decisa la denuncia all’autorità giudiziaria. In una lunga intervista al New York Times, il saggio della comunità di Pike County ha spiegato che la decisione della denuncia è stata presa dopo aver costatato l’irrecuperabilità del giovane e l’insuccesso del gruppo che voleva recuperarlo. Per la cultura amish, fatti come quelli di Mast vengono avvertiti come un fallimento spirituale di tutti, e possono essere parzialmente riscattati con una ammissione completa dell’errore e risolti con una preghiera comunitaria. Però ora Mast è in prigione, e i membri della sua comunità hanno cercato di convincerlo a confessare e a farsi giudicare. La sua avvocato ha interrotto bruscamente le visite degli amish perché compromettono la sua strategia difensiva. Per gli amish l’avvocato è una specie di diavolo perché sta impedendo a Mast di confessare ed espiare fino in fondo il suo peccato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Gli Amish, cristiani anabattisti, nel 1500 lasciarono la Svizzera per le persecuzioni religiose e nel 1730 si stabilirono in Pennsylvania e Ohio. Primi obiettori di coscienza della storia Usa, oggi sono circa 200mila e parlano un dialetto tedesco. A 16 anni i ragazzi/e hanno un periodo di libertà fuori dalla comunità prima di decidere il battesimo e l’eventuale ritorno in comunità.

http://cinema-tv.corriere.it/film/witness-il-testimone/02_81_69.shtml

2/11/10 – Unfit to run Italy

martedì, 2 novembre 2010

A dire il vero, non ho alcuna visione d’avvenire, neanche a un anno di scadenza, a maggior ragione a vent’anni. E’ già abbastanza difficile vivere al presente… Le profezie non mi interessano (avendo avuto a suo tempo qualche problema con i profeti, francamente non aspiro a questo mestiere). Qualunque sia l’impegno che mettiamo ad analizzare le probabilità, so che l’unica cosa di cui possiamo esser sicuri è che quel che accadrà supererà le nostre facoltà di previsione. Sarà forse meglio di quanto speriamo o peggio di quanto temiamo. La Storia ci prende sempre di sorpresa. Posso dire cosa mi piacerebbe vedere: meno religione, più giustizia, meno reality, più benevolenza, meno confusione durante i tea parties, più intelligenza e meno calcio… Ma se non avessi diritto che a un solo auspicio, meno religione mi andrebbe benissimo. Molta meno religione. Preferibilmente, che la religione non ci fosse affatto. Questo abbasserebbe il livello di idiozia mondiale di almeno una buona metà. Forse di più. Sarebbe sufficiente (Salman Rushdie, La Règle du Jeau)

Massimino D’Alema ha invitato la Chiesa a provocare una crisi di governo chiedendo una ingerenza nella vita politica del Paese. Se non ora, quando, chiede. E sbaglia pure la citazione che per esteso dice: “se non ora quando e se non noi chi per noi”, ed è contenuta nei Pirqé Avoth (= massime dei padri); ha tutto un altro significato e niente ha a che vedere col cattolicesimo del quale, con tutta evidenza, è intriso il capoccione comunista ora Pd. Non è la prima volta che i politici del Pd tirano la mozzetta ai prelati prendendo, tra l’altro, sonori calci in faccia. Questi ottusi professionisti della politica invocano un rigore moralistico che non è utile agli italiani e che, è già successo, si ritorce contro chi lo invoca (vedi il dossier su Marrazzo e i transessuali, estratto in vista delle elezioni regionali nel Lazio che lo vedevano vincente). Inutili i tentativi di invocare la sacralità della famiglia – che parole stonate dalla sinistra che non ha preso coscienza di come le famiglie italiane siano mutate a dispetto di una legislazione che non tutela i cambiamenti – perché il Vaticano e la Cei, sebbene in imbarazzo di fronte alle prodezze del premier, non recedono dall’asse privilegiato stabilito con il governo Berlusconi. Per le gerarchie ecclesiastiche le fregnacce dette da questo governo – dai rifiuti di Napoli al terremoto dell’Aquila alla fine del cancro all’indimenticato milione di posti di lavoro… – non contano davanti alla promessa di soffocare i temi civili che, grazie all’insipienza politica di destra e sinistra, ormai si chiamano temi etici.
Tradizionalmente la Chiesa cattolica stabilisce rapporti esclusivamente con i potenti – dittatori sanguinari compresi – ma con questo premier ha una timidezza in più. Dopo aver sperimentato la potenza dei giornali del capo con l’affaire Boffo (direttore dell’Avvenire, quotidiano della Cei), le gerarchie sono ben attente a non uscire dai ranghi, nel terrore che il premier gli scagli tra le gambe Feltri e Belpietro alla ricerca dei preti pedofili. E con simili giornalisti si potrebbe arrivare a scoprire vizi fin sull’altare del Bernini (che come si sa sta a san Pietro).
D’Alema, che ama dipingersi come politico intelligente, invece di chiedere l’aiuto della Chiesa (il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero, e alla malleveria di Togliatti dobbiamo l’art. 7 della Costituzione), dovrebbe fare bene l’opposizione. Ad esempio non perdendo energie per spiegare che il premier ha superato la soglia dei suoi poteri, che a questo penseranno la magistratura e i giornali. Se si vuole cancellare Berlusconi, l’opposizione crei alleanze, prepari una squadra di governo, compili una agenda con pochi punti precisi su economia, lavoro, ambiente. E non si gingilli parlando dei divertimenti del premier ma si occupi dei dolori del Paese. E soprattutto, tenga ben lontano qualsiasi ulteriore ingerenza della Chiesa cattolica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Martedì 2 novembre, ore 21.00
Il Pitigliani – Via Arco de’ Tolomei, 1, Roma
Presentazione del libro di Mario Pirani
POTEVA ANDARE PEGGIO
Mezzo secolo di ragionevoli illusioni

Intervengono, insieme all’autore, Anna Foa, Arrigo Levi, Benedetto Carucci Viterbi

27/10/10 – Il lodo cristiano

mercoledì, 27 ottobre 2010

Il passato è il prologo (da La Tempesta, W.S.)
Al mondo ci sono molte religioni
, ma solo due, quella cristiana e quella islamica, sostengono di essere le fortunate depositarie del messaggio definitivo di Dio all’umanità, e che sia compito loro diffonderlo al resto del mondo, eliminando qualsiasi ostacolo possa intralciare il cammino (Bernard Lewis)*

La Chiesa di Ratzinger non ha potuto fare a meno di farsi giudice della scena internazionale, non limitandosi a condannare Israele per i territori occupati, cioè quelli conquistati militarmente nel 1967, ma la terra tout court, la terra promessa biblica (assegnata con una risoluzione Onu nel 1947). E così la questione politica diventa questione teologica cancellando la patina di tolleranza che la Chiesa si era data riconoscendo lo Stato di Israele. Monsignor Cyrille Saint Bustros, arcivescovo greco-melchita e presidente della Commissione che ha steso il messaggio finale del Sinodo sul medio oriente, scrive: “per noi cristiani non si può più parlare di terra promessa al popolo giudeo… la terra promessa è tutta la terra. Non vi è più un popolo scelto… perché il nuovo testamento ha superato il vecchio”. Non ci appassiona il dibattito teologico, ma ci interessa ribadire che la Chiesa di Roma non sopporta che esista qualcuno che interpreta la bibbia in maniera diversa, soffre di non essere riuscito ad annettere e convertire il popolo ebraico, patisce chi non riconosce la sua superiorità. Come scrive Donatella Di Cesare su Pagine ebraiche : “la cattolicità non può sopportare il resto di Israele che non permette al suo presunto universalismo di trionfare. Perché l’imperium per eccellenza è la Chiesa, la cui espansione, cioè l’evangelizzazione spesso forzata e coatta di interi popoli, ha assunto nei secoli forme imperialistiche e violente”.
Per quanto riguarda la schizofrenia rispetto al mondo musulmano c’è poco da dire. Basti ricordare come il Vaticano condannò Israele quando 200 palestinesi si barricarono nella basilica della natività di Bet’lem (nel 2002) prendendo in ostaggio i frati che, tra l’altro, tennero a pane secco e acqua. Come ha affermato David Rosen, direttore del dipartimento per gli Affari interreligiosi dell’American Jewish Committee, la Chiesa attacca Israele (e gli ebrei) perché non paga pegno, se attaccasse l’islam radicale pagherebbe un prezzo altissimo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Bernard Lewis, professore emerito di studi sul vicino oriente all’Università di Princeton, considerato una delle voci più autorevoli sull’islam e sul medio oriente. All’età di 94 anni, ha appena pubblicato per la Oxford University Press “Fede e potere: la religione e la politica nel medio oriente” un compendio di saggi che mostrano la relazione tra governo e religione nel mondo islamico.

15/1/10 Diventando papa, Benedetto XVI ha tentato di riportare la Chiesa sulla via della tradizione.
Prima mossa
è stata la restaurazione della Messa Tridentina in latino, abolita dal Concilio Vaticano II. Il 7 luglio 2007 il Segretario di Stato ha pubblicato il Motu Proprio, documento scritto e firmato dal papa, reintroducendo l’uso della messa latina di papa Pio V (1566-1572). Con questo atto Benedetto XVI ha inteso riportare all’interno della Chiesa la confraternita di san Pio X, fondata nel 1970 a Econe (Svizzera) dal vescovo Marcel Lefebvre in rifiuto del Concilio Vaticano II. Lefebvre venne sospeso a divinis da papa Paolo VI. Nonostante la sospensione Lefebvre consacra quattro vescovi aprendo lo scisma e viene scomunicato. Per i lefebvriani gli ebrei rimangono deicidi, ed educano i loro fedeli all’antisemitismo che considera gli ebrei responsabili dell’uccisione di Gesù. La preghiera del venerdì santo sugli ebrei è stata modificata più volte. Nel 1959 papa Giovanni XXIII decise di abolire l’aggettivo perfidus in relazione agli ebrei. Papa Paolo VI introduce la preghiera in italiano e introduce una condanna dell’antisemitismo. Benedetto XVI il 4 febbraio 2008 modifica la preghiera del venerdì santo cancellando due volte l’aggettivo perfidus in relazione agli ebrei, ma con la conservazione del passo che esorta gli ebrei a riconoscere Gesù Cristo. Secondo rav Riccardo Di Segni è la prova del “ritorno della speranza di conversione degli ebrei” come previsto nel testo pre-conciliare. Benedetto XVI il 25 gennaio 2009 dice: “Nel caso di san Paolo alcuni preferiscono non usare il termine conversione perché era già credente, era un ebreo fervente, dunque non passò da una condizione di non fede a una condizione di fede, dagli idoli a Dio, e non dovette abbandonare la fede ebraica per aderire a Cristo”. Per Benedetto XVI il giudaismo non è una fede separata ma una fase antica della storia del cristianesimo. Certamente una ombra nera sulla strada del dialogo tra fedi, per cui è l’ebraismo che dovrebbe avvicinarsi al cristianesimo. Come del resto si legge in un documento ratzingeriano del 2000, Dominus Jesus, in cui è scritto: “il dialogo non sostituisce ma accompagna la missione evangelizzatrice della Chiesa”. Può interessare agli ebrei un dialogo che ha come obiettivo la loro conversione? Nella nuova versione della vecchia preghiera, unica occasione in cui la Chiesa prega per gli ebrei, si esprime la speranza che questi si convertano. Il 21 gennaio 2009 il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione episcopale revocò la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani guidati da mons. Bernard Fellay superiore generale della confraternita di san Pio X. La questione divenne di interesse mediatico quando uno dei quattro, il vescovo inglese Richard Williamson rilasciò una intervista alla televisione svedese andata in onda il 22 gennaio 2009 in cui negava la Shoah; il Vaticano non chiese a Williamson di ritrattare le sue dichiarazioni. Un passo indietro rispetto al Concilio Vaticano II “autorizzando” contemporaneamente la negazione della Shoah. Molte dichiarazioni di condanna vennero pronunciate da confraternite episcopali (in Germania, Austria, Francia, Svizzera). La cancelliera Angela Merkel accusò apertamente il papa di avere dato il permesso di negare la Shoah, aggiungendo che il Vaticano non aveva ancora prese adeguate posizioni sull’olocausto. Il 4 febbraio 2009 il Segretario di Stato vaticano finalmente intervenne dicendo che il papa aveva voluto soltanto eliminare l’impedimento al dialogo con i 4 vescovi, ribadendo che il riconoscimento del Concilio Vaticano II è una condizione irrinunciabile per il riconoscimento della confraternita di san Pio X e che le posizioni di Williamson sulla Shoah sono inaccettabili. Nel frattempo la superficialità della Chiesa rispetto alle posizioni negazioniste del vescovo inglese, provocano forti reazioni nel mondo, più deboli in Italia, e viene diffusa la notizia che il papa non conosceva queste posizioni. A distanza di alcuni mesi dalla revoca della scomunica, Williamson non ha ritrattato ma è rimasto dentro la Chiesa con funzioni non autorizzate di vescovo. Il 10 marzo 2009 Benedetto XVI ha fatto un gesto inconsueto e coraggioso inviando una lettera a tutti i vescovi per spiegare il suo comportamento e riconoscendo che questa sua disattenzione aveva messo a rischio i rapporti con gli ebrei e la pace all’interno della chiesa. Non solo, ha ringraziato gli ebrei per avere evidenziato l’equivoco. Comunque, è rimasta la remissione della scomunica ai quattro vescovi perché, ha ricordato il papa, non si può rimanere indifferenti ad una comunità che ha 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 università, 117 confratelli, 164 consorelle e migliaia di fedeli. In sintesi né il papa né il suo entourage si è posto la domanda se questa riammissione avrebbe creato problemi con gli ebrei; anche strano appare che all’interno della curia nessuno fosse a conoscenza delle posizioni negazioniste di Williamson. Il rabbino David Rosen dell’American Jewish Commitee , ha messo in relazione questo episodio con le parole pronunciate da Benedetto XVI ad Auschwitz il 28 maggio 2006 in cui disse che “sei milioni di polacchi , un quinto della nazione, persero la vita nella seconda guerra mondiale”. Tornato in Vaticano si corresse “Hitler fece sterminare 6 milioni di ebrei ad Auschwitz- Birkenau e in altri campi analoghi”. La correzione, rara in un papa, è un gesto apprezzabile, specie per gli ebrei che nelle quotidiane benedizioni della mattina ringraziano Dio per il dono del ripensamento (ma anche per l’intelligenza che, come vediamo, spesso manca anche in persone di alto potere). Il 12 maggio 2008, in occasione delle presentazione delle credenziali di Mordechay Lewy, nuovo ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, il papa ha detto di ritenere Israele responsabile del “declino allarmante della popolazione cristiana in Medio Oriente” (in Israele la popolazione cristiana è stabile, la forte emigrazione è dai territori palestinesi); ha accusato Israele per l’eccesso di difesa ma senza dire una parola sul terrorismo subito e chiedendo al solo Israele di assumersi la soluzione di due stati sovrani e indipendenti fianco a fianco. E infine “le trattative su questioni economiche e fiscali”, oltre ai “visti per collaboratori della Chiesa”, cosa quanto mai pericolosa perché la Chiesa vuole portare in Erez Israel preti dai paesi arabi, per cui sono richiesti grossi controlli di sicurezza. Domenica 19 aprile 2009, il papa, parlando da piazza san Pietro diede il suo pieno sostegno alla conferenza di Ginevra contro il razzismo e la xenofobia, e parlò di paesi vittima del terrorismo escludendo dall’elenco Israele. L’8 maggio 2009 il papa arriva in visita ufficiale in Giordania e fra l’11 e il 15 maggio visita Israele e l’Autorità palestinese. Verrà evitato accuratamente per tutta la durata della visita di chiamare Israele col suo nome utilizzando il termine improprio Terra Santa. Visitando Yad Vashem il papa tiene una lezione biblica sull’importanza del nome di ogni vittima (yad vashem = ricordo di ogni nome) . Ma il direttore di Yad Vashem è deluso perché si aspettava una forte condanna del nazismo. Per ultimo, ma solo in ordine di tempo, l’accelerazione decisa per la beatificazione di Pio XII. Le beatificazioni sono una questione interna alla Chiesa, anche se alcune di queste hanno importanza anche per altri, in questo caso gli ebrei, poiché se c’è un dialogo in corso è evidente che verrebbe troncato se Pio XII diventasse beato e successivamente santo. L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Mordechay Lewy ha ribadito che in seno alla Chiesa persiste l’antigiudaismo e non tutti hanno accettato l’enciclica Nostra Aetate. Quanto alla supposta rete di aiuti avviata da Pio XII, permangono dubbi. Aiuti dati segretamente da religiosi sono indubbiamente esistiti, e la prova è che alti gradi della Chiesa hanno contribuito a salvare gli ebrei, come ad esempio a Firenze e a Genova, mentre in altre località, come a Venezia, il patriarca era in sintonia con i nazisti. Quindi se ci fosse stata una posizione chiara e netta di Pio XII probabilmente sarebbe stata la stessa per tutti.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

25/10/10 – Gli sportivi

lunedì, 25 ottobre 2010

Il sindaco (di Roma) conferma il gran premio di Formula 1 alle Tre Fontane, zona sottoposta a vincolo ambientale, e ribadisce che l’iniziativa produrrebbe un indotto stimato in un miliardo di € all’anno. Ma di che cosa si tratta? Sarebbe possibile conoscere fonti e destinazioni di questo enorme flusso di denaro? Ce n’è anche per il fisco? (lettera al Corriere della Sera – cronaca di Roma)
Non abbiamo il diritto di essere pigri (G. Salvemini)

Di calcio NoGod se ne è occupato durante i Mondiali sudafricani. (leggi quello di sotto) Cercammo di dare una lettura – seppur parzialissima – un po’ diversa, con brevi flash sui paesi che inizialmente competevano con l’Italia e piccole curiosità. Insomma, calembour estivi.
E oggi? Oggi parliamo di Ciro Ferrara. In molti lo conosceranno per la pubblicità di Danette, soffice crema di Danone, spot che per un periodo ha interpretato anche con moglie e figlioli. Da qualche giorno oltre che testimone dello yogurtino è il tecnico dell’Under 21.
Il suo curriculum è questo: spalla di Marcello Lippi in Nazionale, diventa allenatore della Juventus, una squadra importante (anche se è andata avanti da Agnelli, cioè con aiutini) e ha inanellato una serie di insuccessi clamorosi. Lippi pensava di cedergli il suo incarico dopo i Mondiali del Sudafrica, ma Ferrara andò così male con i bianconeri che venne addirittura esonerato. Il suo contratto con Danone però non è stato cassato, anzi addirittura oggi canta in gruppo con Conti, Carrà, Marcuzzi, Sandrelli le virtù del bifido. Dopo la catastrofe Juventus sarebbe stato meglio farlo proseguire tranquillamente nella pubblicità, invece che fa la Federazione calcio? Lo chiama all’Under 21. Magari gli dirà bene e vincerà tutto, ma non sembra proprio una scelta fatta in base al merito. Lo so è una cavolata ‘sta cosa, ma forse è vero che il calcio è il paradigma italico.

Tiziana Ficacci www.nogod.it

Nogod ai mondiali di calcio in Sudafrica

15/6/10 - “Se uno nasce quadrato non muore tondo”, è il libro-biografia di Rino Gattuso, centrocampista del Milan, e che, insolitamente, il calciatore ha dedicato alla suocera. Nato a Schiavonea di Corigliano Calabro, lì ha avviato una azienda di pulitura di molluschi che da lavoro a molti compaesani e ai numerosi famigliari. In conferenza stampa ha detto che i politici non dovrebbero occuparsi di calcio così come i calciatori non si occupano di politica. Durante l’ultima tornata elettorale, disse: “condivido molte delle cose che dice Bossi. Apprezzo in particolare l’idea del federalismo fiscale, ognuno deve governare da solo, in questo modo viene responsabilizzato molto di più. Anche da me in Calabria i fondi che arrivano dall’Europa potrebbero essere utilizzati meglio”. Si vede che pur essendo nato quadrato ogni tanto diventa tondo. Durante una trasferta spagnola dichiarò un certo disgusto per i matrimoni uomosessuali (sic) ma, al momento, non si sa se ha cambiato idea pure su questo. Non si parla più della proposta del ministro della Semplificazione Calderoli di “tagliare” i premi milionari che gli Azzurri percepirebbero in caso di buon piazzamento. Con una ironia che ha sorpreso, loro hanno deciso di devolvere gli eventuali bonus alla fondazione per le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In molti hanno letto la scelta come una ripicca nei confronti del ministro leghista e probabilmente è così. Ma meglio, molto meglio, della richiesta degli olimpici che da Pechino chiesero (ma non ottennero) la detassazione dei premi. Richiesta ancor più spudorata considerato che molti atleti olimpici sono carabinieri, poliziotti, finanzieri, forestali…

17/6/10 – Il primo ministro neozelandese ha annunciato la sua presenza in Sudafrica per sostenere gli All Whites che incontreranno l’Italia. Il premier John Key guida il paese dal 2008 sostenuto dal National Party che fa del patriottismo il suo caposaldo. Ad Aotearoa, il nome maori della Nuova Zelanda, dicono che il premier parte per fuggire dalle critiche che lo inseguono: l’economia del paese è in forte crisi e il suo governo è in caduta libera, e una vittoria sportiva… è il vecchio panem et circenses. Italia-Nuova Zelanda si disputerà domenica 20 giugno. Esattamente un anno prima moriva Neda, uccisa dalla polizia iraniana mentre partecipava ad una manifestazione dell’Onda verde. L’Iran non è presente con la sua squadra ai mondiali, ma gli iraniani amano il calcio. Sappiamo che non sarà così, ma sarebbe bello che i tifosi sugli spalti mostrassero dei cartelli per ricordare le speranze nel cambiamento della giovane Neda.

21/6/10 – Wayne Rooney, attaccante inglese, indossa abitualmente una vistosa croce. Dice che è orgoglioso di portarla perché ci tiene a mostrare la sua cattolicità, e ha un po’ sofferto di essersela dovuta togliere durante la partita con l’Algeria. Mark Whittle, capo delle relazioni pubbliche della Fifa, fischia il fuorigioco a un giornalista che vorrebbe approfondire il tema: we don’t do religion. L’unica religione ai mondiali deve essere il calcio!
Ma in Somalia il calcio è questione di vita o di morte, perché i fondamentalisti islamici puniscono con durezza chi perde tempo a guardare illegalmente le partite della coppa del mondo considerate una maledizione per l’essere umano.
L’Italia non brilla e i c.t. in poltrona criticano le scelte fatte: magari Cassano del Sampdoria (e Balotelli, Totti…) avrebbero fatto bene. Intanto il sampdoriano si è sposato con Carolina: un matrimonio misto, lui ateo lei cattolica: mentre la sposa prendeva la comunione lo sposo è restato in piedi davanti all’altare.

23/6/10 – Per gli economisti europei la Slovacchia è un miracolo: il paese è riuscito a mantenere uno sviluppo costante nonostante la crisi globale e l’ingresso, nel 2009, nella moneta unica. Il pil crescerà del 4,8% nel 2010. La nazionale è arrivata per la prima volta ai mondiali e pare che abbia buone opportunità grazie anche al centrocampista, Marek Hamsik, che gioca nel Napoli. La Slovacchia si incontrerà con l’Italia giovedì 24.
Il regime di Pyongyang come accoglierà al rientro la squadra che ha avuto ben sette goal dal Portogallo? Nel 1966 i giocatori nordcoreani, che persero clamorosamente ai mondiali di calcio che si disputavano in Inghilterra, al loro rientro vennero ristretti in un lager per essere rieducati su ordine di Kim Il Sung. Sarà più clemente il figlio e attuale dittatore Kim Jong Il? Quali saranno le punizioni in una dittatura asiatica paranoica con bomba atomica per i giocatori della Corea del Nord?

25/6/10 – Inviati RAI ai mondiali: Eugenio De Paoli, Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Civoli, Fabrizio Failla, Carlo Paris, Enrico Varriale, Amedeo Goria, Marco Mazzocchi, Alessandro Forti, Paolo Arcaro, Gianni Cerqueti , Stefano Bazzotto, Paolo Paganini, Simona Rolandi, Gianni Bezzi, Alberto Rimedio, Marco Lollobrigida, Salvatore Bagni, Fulvio Collovati, Ubaldo Righetti, Carlo Longhi, Daniele Tombolino, Sandro Mazzola (l’unico che sembra capirci qualcosa), Gian Piero Gasperini, Beppe Dossena, Marino Bartoletti, Ivan Zazzeroni + tecnici e qualcun altro di cui mi sfugge il nome. In collegamento con piazza da Siena a Roma: Maurizio Costanzo, Giampiero Galeazzi, Paola Ferrari. Il chiacchiericcio dei “giornalisti” RAI, è molto più molesto delle pur fastidiose vuvuzelas.

28/6/10 – Se è consueto saltare sul carro del vincitore, è normale scendere di corsa dal carro del perdente. E il calcio, ahimè, è archetipo del costume italico. Ma la nazionale esclusa dai Mondiali è l’immagine del Paese morente? L’Italia vinse due titoli mondiali consecutivi nel 1934 e nel 1938. Mussolini poteva ricavarne: “le prodezze sportive accrescono il prestigio della nazione e abituano gli uomini alla lotta in campo aperto”. Ma per più di qualcuno quegli anni non furono memorabili. Poi si rivinse in Spagna nel 1982: c’era Pertini a tifare per gli azzurri, presidente partigiano, socialista, laico, simpatico. In quell’anno vennero ammazzati dalla mafia Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, il terrorismo sterminò sedici persone, i fedayn palestinesi spararono agli ebrei romani che uscivano dalla sinagoga uccidendo un bambino. Altro titolo mondiale nel 2006: gli azzurri accolti a Roma trionfalmente a Palazzo Chigi, da dove una carinissima ministro dello Sport Melandri, salì fisicamente sul camion aperto che attraversò (immobilizzandolo) il centro cittadino per una intera serata. Niente quella vittoria portò alla politica e al paese. Ma è giusto così, il calcio è un gioco, e ogni parallelismo è risibile. Non sembrano capirlo i nostri insignificanti politici che hanno sgomitato per lasciare il loro inutile epitaffio sulla sconfitta (un po’ annunciata) della nazionale italiana. Anche il Segretario di Stato vaticano ha detto la sua.

2/7/10 – Il Ghana è il maggior produttore di cacao del mondo per la cui raccolta sono impiegate quasi esclusivamente donne. La squadra, l’unica africana arrivata tra le prime otto, è accompagnata, come tradizione locale da un pastore. I ghanesi si rivolgono a Dio prima della partita, nell’intervallo e alla fine. Sono in maggioranza evangelici, ma si uniscono al rito anche giocatori musulmani. Dopo la vittoria con gli Stati Uniti anche il presidente ghanese, John Atta Mills, si è unito alla preghiera. Questa sera il Ghana incontrerà l’ Uruguay.
Per seguire le partite senza distrarsi dalla religione, a Riad sono comparse delle moschee mobili. Grossi camion con rubinetti per consentire le abluzioni ai fedeli, distribuzione di tappeti da srotolare sui marciapiedi, schermi spenti per cinque minuti, il tempo di rivolgersi ad Allah. Purtroppo per i tifosi un paio di giorni fa il muezzin ha chiamato alla preghiera durante i calci di rigore della partita Giappone Paraguay. Un ristorante di Phoenix, in Arizona, ha inserito nel menu un hamburger di leone in omaggio ai Mondiali sudafricani. Gli animalisti hanno minacciato di far saltare il locale

6/7/10 – I giornalisti non ne hanno parlato, ma il 10 giugno, in Thailandia, è stato dato un calcio d’inizio particolare: la “Coppa del mondo 2010 dietro le sbarre”. Gli atleti sono stati selezionati tra i 10mila detenuti stranieri di 90 nazionalità diverse che si trovano nelle prigioni del Paese. La prima partita, come a Città del Capo, è stata Sudafrica-Messico, l’ultima si disputerà lo stesso giorno di quello africano. Il campionato è stato organizzato nel carcere di Klong Prem, a nord di Bangkok. Le partite vengono trasmesse dalla tv locale Pbs. I giocatori e il pubblico, circa 300 persone, sono state selezionate tra i detenuti che hanno tenuto una buona condotta.

8/7/10 – Gli argentini chiedono al ct Maradona di non lasciarli. La presidenta Cristina Kirchner, ha invitato la squadra alla Casa Rosada, ma Lionel Messi dice che non è possibile perché non sono degni di tanto onore. Dieguito vuole ritirarsi e la Federcalcio argentina afferma che sarà lui a decidere il proprio futuro. “Alla fine – scrive Darwin Pastorin sull’Unità – ascolterà soltanto il pulsare delle sue vene, quelle vene perennemente aperte, le vene dell’America latina, bellezza e naufragio, le vene di un campione unico e irripetibile”. Cesar Cigliutti è il presidente di una associazione omo argentina (www.cha.org.ar) , ed è convinto che il 14 luglio al Senato passerà la legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, già approvata alla Camera il 5 maggio scorso. La Chiesa cattolica avrebbe voluto negoziare l’unione civile a livello nazionale, ma ancora più negativi nei confronti del mondo gay sono gli evangelici. Che, del resto, sono ormai più numerosi dei cattolici in tutta l’America latina. Cigliutti dice che il calcio è omofobico, anche se, ricorda, Maradona anni fa venne trovato nudo con altri uomini durante una festicciola….

11/7/10 – La fotografa sudafricana Zanele Muholi nei giorni dei Mondiali di calcio, ha esposto le sue foto in una importante galleria di Città del Capo. Volti femminili in bianco e nero. Tutte sono lesbiche, molte sono calciatrici. Muholi ha fondato nel 2008 la Thokozani Football Club, squadra che parteciperà ai giochi gay di Colonia che si svolgeranno ad agosto. Molti passi sono stati fatti in Sudafrica sulla strada dei diritti ma le lesbiche sono considerate dei paria: una delle calciatrici ritratta nella mostra è stata lapidata nel 2007. Se ne parla pochissimo, ma esiste nel Paese un macabro rituale che prevede lo stupro collettivo delle omosessuali prima di essere ammazzate.
I miracoli tirano e il polpo Paul dell’acquario di Oberhusen vive il suo momento di celebrità. Ha indovinato sette pronostici consecutivi, cioè una probabilità statistica di accadimento di poco più dell’1%. Chissà Paul dove poggerebbe i suoi tentacoli se nell’acquario venisse calata una foto di Casini e una di Bossi. Cosa lasceranno al Sudafrica questi Mondiali di calcio? Non sarà questa manifestazione l’ennesimo cavallo di Troia per depredare ancora il Paese (e il continente) ?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

24/10/10 – Al Sud

domenica, 24 ottobre 2010

Finalmente si è capito chi pagherà il conto del federalismo fiscale. L’ha spiegato, con il candore che lo rende uno dei personaggi rivelatori della politica italiana, Roberto Calderoli. Le Regioni potranno aumentare l’addizionale Irpef sino al 3%; in cambio, saranno diminuite le imposte sulle aziende. E i lavoratori dipendenti? Ha risposto Calderoli: “certo, si può fare il caso di un lavoratore dal reddito medio-alto che paga l’addizionale Irpef ma che non beneficia né del calo dell’Irap né dell’Ires. Ma quanti sono in questa situazione?”. In questa situazione sono i salariati, che pagano le tasse vuoi per virtù vuoi per necessità; e i loro redditi, che per le statistiche sono medio-alti, nella realtà sono medio-bassi. …Resta un dato: la distribuzione iniqua del carico fiscale è il vero scandalo italiano. Se il federalismo, anziché correggerlo, lo aggrava, non serve a molto. http://blog.aldocazzullo.it

Grande effetto mediatico per il tricolore bruciato a Terzigno. Gesto forte, anche perché è possibile che quel sud si stia chiedendo quale sia la propria appartenenza alla comunità nazionale. Domanda legittima dopo il ventennio leghista diventato cultura di governo. Il sud è ormai dipinto come una palla al piede per lo sviluppo, mentre il federalismo è il toccasana per disfarsi del mezzogiorno ingordo e inutile, che è bene lasciare al suo ruolo non essenziale.
La rivolta di Terzigno nasce dall’incuria della politica degli ultimi anni, ma affonda le radici per il lungo abbandono che rafforza l’interesse, in tutto il Mezzogiorno, per il partito del sud. In prossimità del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia è un campanello d’allarme.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Terroni, il libro di Pino Aprile (edizioni Piemme, euro 17.50) che ha venduto quasi duecentomila copie in un paio di mesi, racconta la storia del sud dall’Unità ad oggi raccontando l’appropriazione indebita di queste terre ad opera del nord

C’è solo un paese dove i cristiani sono cresciuti in numero in tutto il medio oriente: in Israele da 34 mila che erano nel 1949 sono diventati 163mila, e saranno 187mila nel 2020. Invece, nei paesi musulmani i cristiani diminuiscono, ma le cinquanta chiese ospitate al sinodo preferiscono dare addosso a Israele, dove godono di piena libertà di culto e di espressione. Attaccano Israele perché non pagano pegno, se attaccassero l’islam radicale invece pagherebbero un prezzo altissimo. Il tatticismo che usano li condanna al suicidio. (David Rosen, direttore del dipartimento per gli Affari interreligiosi dell’American Jewish Committee)

22/10/10 – Carne

venerdì, 22 ottobre 2010

Quando si dice che la religione sta tornando, in realtà si confonde la religiosità con il fenomeno socioculturale che la vede trasformarsi in strumento di lotta politica. Un fenomeno che riguarda quelle aree dove c’è e torna la povertà economica, e dove c’è e torna l’ignoranza. La religiosità vissuta come fatto privato, stigmatizzata da Benedetto XVI, è un fenomeno culturale molto diverso. Che non solo è compatibile con la laicità, ma a certe condizioni può arricchirla (Gilberto Corbellini, www.ilsole24ore.com)
C’è solo un passo tra lo spargere sangue animale e lo spargere sangue umano (Isaac B. Singer)
La Chiesa è attrezzata, e può vantare un’esperienza più che millenaria di lobbying. I laici? (http://www.uaar.it/news/2010/10/15/dio-non-torna-tornato-clericalismo/)

“Se niente importa” è un bel libro di Jonathan Safran Foer (Guanda, € 18), insieme racconto, inchiesta e testimonianza. L’autore invita alla riflessione, mostrando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è più debole e senza voce – il confine fra umano e inumano, fra chi accetta senza riflettere le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione. Foer ha percorso gli Stati Uniti visitando gli allevamenti dove gli animali, dai maiali alle galline, dalle mucche alle pecore, vivono in spazi ristretti, spesso impilati sicché quelli nelle gabbie sottostanti vivono sommersi dagli escrementi. In più gli animali sono sottoposti a regimi alimentari impropri, tra cui massicce dosi di farmaci. Sono animali malaticci inviati nei mattatoi dove vengono uccisi con scariche elettriche. Spesso sono ancora vivi mentre, sul tapis roulant, si avviano alla dissezione.
Qualche giorno fa il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale ha stabilito che la carne proveniente da animali che non sono stati storditi prima dell’uccisione devono avere una etichetta che riporta l’informazione. Benissimo, è una norma in più che potrà tranquillizzare i carnivori. Nel riportare la notizia alcuni organi di stampa cialtroni , Padania in testa, hanno attribuito la mancanza di intontimento dell’animale alla sola macellazione halal, cioè quella in uso tra gli islamici. Non è il solito attacco xenofobo ma è soprattutto ignorante. In Italia la macellazione avviene in mattatoi controllati dalle Asl che garantiscono lo stordimento agli animali. La macellazione rituale halal è la stessa che usano gli ebrei, cioè col taglio netto alla giugulare affinché l’animale muoia sul colpo, perché, come viene prescritto ritualmente “l’uomo è superiore all’animale ma non ne è il padrone”. A Roma ebrei e musulmani – che macellano nell’unico mattatoio comunale che esiste in città – hanno raggiunto un accordo per cui i musulmani prendono i quarti posteriori giacché gli ebrei consumano solo i quarti anteriori dell’animale.
Di tanto in tanto si legge di macellazioni clandestine, ma non sono legate a riti religiosi, quanto piuttosto a mercato (nero) parallelo.
Questi riti legati al cibo, seppur razionalmente ridicoli, sono molto importanti per chi vuole identificarsi con la sua religione/cultura, perché aiutano a mantenere un baluardo all’assimilazione e a fortificare la propria identità. Del resto nessun laico (o ateo intelligente*) desidererebbe mai l’assimilazione di chi ha una religione che trasformi i singoli in greggi ammaestrati, perché è lo spazio pubblico che deve essere neutro, mentre per la spesa degli alimentari e per la propria vita personale ognuno si regola come preferisce.
Accreditare come ha fatto la stampa deteriore che la macellazione rituale non prevede lo stordimento dell’animale, è il solito rimescolamento del fango che serve a fomentare guerricciole di cui proprio non si sente il bisogno. Le uniche necessità che ha un paese sano sono regole certe per tutti, anche per gli animali
E doveroso aggiungere che diete vegetariane ben calibrate sono adatte alle persone in tutti gli stadi del ciclo di vita, compresa la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia e l’adolescenza. Hanno un apporto minore di colesterolo e grassi saturi e un apporto maggiore di fibre, magnesio, potassio, vitamine C ed E, folacina, carotenoidi, flavonoidi e fitochimici.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Gli Incoerenti http://www.nessundio.net/blog/2010/10/16/4521/

20/10/10 – La negazione

mercoledì, 20 ottobre 2010

Una legge contro il negazionismo secondo me non sarebbe né una scelta intelligente, né una scelta lungimirante. Non aiuta né a farsi un’opinione, né a far maturare una coscienza civile. L’Italia ha bisogno di una pedagogia, di una didattica della storia, di un modo serio e argomentato di discutere e di riflettere sui fatti della storia. Non servono leggi che hanno il solo effetto di incrementare la categoria dei martiri (David Bidussa, storico delle idee)

Con una lettera inviata a la Repubblica il 15 ottobre, il presidente della comunità ebraica romana, ha proposto di introdurre una legge per il reato di negazionismo. La richiesta è arrivata all’indomani dell’ennesimo intervento del professore Claudio Moffa che, nella lezione conclusiva del master “Mattei nel vicino e medio oriente” all’università di Teramo, ha sostenuto che non c’è alcun documento autografo di Hitler che dica di sterminare gli ebrei. Va detto che il professore queste tesi le ha sostenute recentemente anche durante una lezione svolta nella sede della Federazione nazionale della stampa (sic) senza nessuno scandalo (ad eccezione di Riccardo Chiaberge che segnalò l’incongruenza della conferenza su Il Fatto). Il prof. Moffa spadroneggia sul web, ad esempio sul sito del partito di Storace*.
Se può essere comprensibile lo scoramento che ha spinto il presidente della Cer Riccardo Pacifici – per il quale nutro stima e affetto – nel formulare una proposta così forte, va ribadito che il negazionismo è un male culturale e sociale che deve essere contrastato con mezzi culturali e sociali, e imboccare la strada di vietarlo per legge è un azzardo che la democrazia liberale potrebbe non sostenere. Consegnarsi ad una legge penale su questi temi è una debolezza, è una resa delle ragioni della nostra cultura.
Non sorprende che i si più squillanti all’eventuale legge, sono venuti da quei leader eredi morali di quanti firmarono il manifesto della razza. Così come non hanno stupito le dichiarazioni degli impettiti Polverini e Alemanno (presidente della regione Lazio e sindaco di Roma), che alzata la bocca dal fiero pasto – cioè le rituali corone per ricordare il rastrellamento del 16 settembre ’43 – annunciano viaggi ad Auschwitz, ormai diventati un magma indistinto con la visita alle foibe e a Hiroshima, tour inseriti dal sindaco nei percorsi offerti agli studenti. E al diavolo la specificità della Shoah.
Piuttosto è il mondo accademico che deve trovare il modo per non far salire in cattedra questi professori: chi non conosce i frattali non insegnerà matematica, chi ignora la teoria dei giochi non parlerà di statistica, chi non sa la storia non può occupare abusivamente una cattedra. Il pensiero, anche quello demente, può essere praticato, anche urlato, ma non da una aula universitaria.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*14/10/10 – Ampliare http://www.nessundio.net/blog/2010/10/14/4515/

http://80.241.231.25/ucei/PDF/2010/2010-10-17/2010101716916529.pdf
http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?ID=2010101616908786

18 /10/10 – Integrarsi

lunedì, 18 ottobre 2010

Maricica, romena di 32 anni, ora è morta. Per una lite banale e un pugno ricevuto in faccia. Alessio, romano di 20 anni, ora si dice pentito amaramente. Fine della storia avvenuta alla stazione Anagnina di Roma. Derubricata a qualche titolo in cronaca. Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se le parti fossero state invertite. I titoli sarebbero in politica e non in cronaca, si urlerebbe all’invasore violento, si darebbe la caccia all’untore. Il punto è che tutti i morti sono uguali, nessuna distinzione di passaporto ed etnia. E la verità che si tende a ignorare nascondendosi dietro la foglia di fico dell’uomo nero, è che c’è troppa violenza nelle nostre città. Ma per capire il risentimento che dalle periferie al centro le percorre tutte, da Nord a Sud, occorre avere orecchie fini, anime adatte e soprattutto la passione di capire. Qualità che mancano alla nostra politica, totalmente assente in questa vicenda. E forse anche un po’ in tutti noi. Se la cronaca ne offre occasione siamo diventati veloci a urlare all’untore. Altrimenti dimentichiamo presto, aspettando l’occasione successiva. (www.ilsole24ore.com)

Non sono tutte belle le famiglie italiane, ed importante è poterne uscire. A Modena qualche settimana fa una donna pachistana è stata uccisa a sassate dal marito perché si è opposta al matrimonio forzato della figlia. La cronaca ci racconta che la giovane era stata ritirata dalla scuola che frequentava con successo perché il padre temeva una possibile indipendenza della ragazza. Come ben sappiamo noi italiani che solo da poco (e parzialmente) siamo usciti dal medioevo più cupo*, le trasformazioni individuali sono spinte da modifiche culturali esterne, a volte aiutate con l’osservanza delle leggi vigenti (ad esempio il rispetto della 152/1975 che impone di girare col volto scoperto), altre adeguando le normative ai tempi moderni. Se si accelerassero i tempi per la cittadinanza, o anche se si consentisse ai bambini nati qui di avere la nazionalità, si offrirebbe una possibilità di tutela in più a quanti, per tradizioni culturali e religiose, sottomettono donne e figlioli.
In Gran Bretagna l’esecutivo Blair, ha provato ad arginare la piaga dei forced marriages alzando il limite del consenso al matrimonio per gli extracomunitari a 21 anni, e nel 2005 aprendo lo sportello governativo Forced Marriage Unit. Nel 2007 il parlamento ha legiferato il Forced Marriage Act per supportare e reinserire nella società le donne costrette a matrimoni non autorizzati. La Scozia sta preparando un nuovo provvedimento che renderebbe il matrimonio forzato un reato penale.
Ovviamente il problema della sottomissione delle donne in Gran Bretagna è ben lungi dall’essere risolto, anche se la presenza di alcune donne pachistane nel parlamento, tra cui Sayeeda Warsi in una eminente posizione nel partito di Cameron, lascia ben sperare.
Sui matrimoni forzati la Gran Bretagna ha prodotto film e libri, alcuni noti anche da noi. Tra questi Il Budda delle periferie e Mio figlio il fanatico dello scrittore anglopachistano Hanif Kureishi. O Londonistan di Melanie Parker. Tanti anche i film, tra cui East is East che analizza la profonda frattura tra la prima e la seconda generazione di immigrati dal Pakistan, e London River con Blenda Blethyn. Senza dimenticare il capostipite My Beautiful Laundrette di Stephen Frears, dove a rifiutare il matrimonio è Omar, innamorato del bell’amico d’infanzia Johnny.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*In Italia nel 1963 viene abolita l’esclusione delle donne dal lavoro negli uffici pubblici; nel 1996 cancellato il reato di adulterio che puniva le donne con due anni di carcere; nel 1975 viene approvato il nuovo diritto di famiglia che stabilisce la parità tra marito e moglie, abrogando la patria potestà e la potestà maritale; nel 1981 è abolito il delitto d’onore che puniva con la carcerazione da tre a sette anni il marito “offeso”; nel 1996 viene riconosciuta la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale. (dal libro di Caterina Soffici, Ma le donne no, Feltrinelli)

http://www.forumlibri.com/forum/showthread.php/1997-Kureishi-Hanif-Il-Budda-delle-periferie

http://it.movies.yahoo.com/e/east-is-east/index-368836.html

16/10/10 – Gli incoerenti

sabato, 16 ottobre 2010

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L’indifferenza è il peso morto della storia. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. E allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.” (Antonio Gramsci, 1891-1937. Fondatore del Partito comunista italiano, 1921)
La Chiesa è attrezzata, e può vantare un’esperienza più che millenaria di lobbying. I laici? (http://www.uaar.it/news/2010/10/15/dio-non-torna-tornato-clericalismo/)

Nick Clegg, vice primo ministro inglese, è al centro di durissime polemiche, accusato principalmente di incoerenza. Come è noto il politico LibDem si dice ateo, e grazie anche a questa sua dichiarazione, percepita come una maggiore neutralità di giudizio, si è conquistato il voto dei musulmani* . Clegg, sposato con una spagnola cattolica, ha tre figli che ha battezzato, ma in campagna elettorale ha teso a interpretare questo fatto come un piccolo omaggio alla cultura della sua compagna. In Inghilterra i credenti – escludendo i musulmani – non sono tantissimi (si dichiarano tali solo il 10%) e tra questi solo il 2% sono cattolici. Una volta arrivato al governo l’ateo Clegg ha iscritto suo figlio al London Oratory, prestigiosissima scuola cattolica. In Gran Bretagna le scuole cattoliche non sono come le nostre Villa Flaminia o san Giuseppe Demerode, dove l’unico requisito per essere accolti è avere un cospicuo conto bancario, ma viene richiesto agli studenti di appartenere ad una parrocchia di quartiere, con tanto di dichiarazione da parte del parroco, e la provata fede dei genitori. Come non bastasse Clegg ha anche forzato sul domicilio, in quanto la scuola è a Chelsea, mentre lui e la sua famiglia abitano a Putney. E a Londra la ripartizione territoriale degli studenti è rigidissima. La scuola scelta dal vicepremier è considerata integralista rispetto ad altri istituti cattolici, gli studenti sono obbligati a pregare più volte al giorno oltre a frequentare la messa giornalmente. Gli insegnanti sono di livello altissimo, il che rende possibile un curriculum prestigioso per accedere alla fine del corso di studio ai più autorevoli college universitari.
I talk show, i giornali, ma anche gli elettori, stanno martellando Clegg perché dia spiegazioni credibili sulla scelta, che oltre ad essere incoerente sul piano etico mostra un eccesso di classismo, ahimè tipico tra i borghesi piccoli piccoli, quelli del vorrei anche se non potrei. E’ molto interessante questa “curiosità” sulla vita privata dei politici. Curiosare in questo privato qui, sarebbe importante anche nel nostro amato Paese.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Birminghan è la città con il più alto numero di musulmani: 170mila abitanti di fede islamica e 116 moschee. In questa città ha preso forza il Bnp (British National Party) e si è radicato il fondamentalismo pachistano. Qui Clegg ha preso molti voti

14/10/10 – Ampliare

giovedì, 14 ottobre 2010

E in fondo perché no? Perché non andarcene da questo brutto posto in un paese nuovo, dove sia per così dire possibile ricominciare da zero (Nathan Zac, Sento cadere qualcosa, Einaudi, 15 €)

L’abbraccio di Silvio Berlusconi non si è fermato al reintegro di Francesco Storace, leader de La Destra, ma si estende ai satelliti del politico fascista. Piero Puschiavo, leader di Fiamma futura ha stretto un rapporto con La Destra e, nel caso possibile di elezioni primaverili, entrerà nel Pdl e da lì nel Parlamento. Puschiavo, prima di Fiamma futura, è stato il fondatore di Veneto Fronte Skinhead e dirigente di Fiamma tricolore. Negli anni ’90 è stato rinviato a giudizio per apologia di genocidio e istigazione all’odio razziale. Nel 2005 è stato assolto e risarcito con 10mila € per i ritardi giudiziari. Agli atti (e alla memoria) è rimasto il testo dei manifesti del suo movimento apparsi a Verona: “Siamo un gruppo di giustizieri nazifascisti. Rivendichiamo la nostra territorialità messa a dura prova con l’arrivo dei cani negri che contaminano la nostra terra”. Rispetto al fascismo Puschiavo dice: “la storia non deve essere rinnegata”; sull’omosessualità : “non dico che sono delinquenti, ma l’omosessualità è una patologia da curare”; sull’immigrazione: “deve essere contrastata completamente”; sull’ebraismo : “non siamo antisemiti ma antisionisti e l’Italia dovrebbe rompere i rapporti con Israele” (posizione condivisa con molta sinistra). Più esponenti di Fiamma futura sono consiglieri in parecchi piccoli comuni veneti, generalmente eletti all’interno di liste civiche.
Che l’amatissimo Silvio abbia un certo pendant per i fascisti è cosa innegabile. Non solo perché volle fortissimamente Ciarrapico al Senato (contro il parere di Fini), ma anche per il suo recente innamoramento per Daniela Santanchè, promossa colonnella sul campo. Dopo aver abbandonato Alleanza Nazionale perché i suoi esponenti avevano le palle di velluto (le sue uscite sono volgarissime come è noto), entrò ne La Destra di Storace candidandosi premier. Memorabile una sua intervista “barbarica” rilasciata a Daria Bignardi, in cui ne disse di ogni a Silvio, impegnandosi pubblicamente a non dargliela (sic). Entrata alla grande nel Pdl è stata insignita dal titolo di sottosegretaria al Programma, esautorando del tutto il fuori sincrono Rotondi. La sottosegretaria ruppe con Fini (pallemosce), reo – seppur con un ritardo di oltre cinquanta anni – di dire che il fascismo fu un male assoluto, fascismo da lei rivendicato con orgoglio.
Domanda doverosa: il governo e il Pdl sono antifascisti?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Francesco Storace è stato “governatore” della Regione Lazio. Durante la sua presidenza si è prodotto un buco nella sanità che, ad oggi, è rappezzato in piccolissima parte. Presentatosi per il secondo mandato, venne scalzato da Piero Marrazzo. Ai danni del quale ci furono pedinamenti e intercettazioni, che Storace disse di conoscere e di non averne parlato perché troppo scabrosi. In vista di una possibile rielezione di Marrazzo uscirono le storie sugli amori trans del politico di centrosx. A tutt’oggi non si sa chi li ha rivelati. Daniela Santanchè, 50 anni, indossa bellissime scarpe con i tacchi altissimi e cammina con passo sicuro e disinvolto sui sampietrini romani che sono, come noto, sconnessi. Ha anche belle borse.

1/11/09
- E’ evidente che il triste caso del presidente della regione Lazio Piero Marrazzo
è esploso adesso perché adesso era utile a qualcuno, prima o poi sapremo a chi. Presto l’ex governatore tornerà al suo posto in rai, magari parteciperà ad un porta a porta dove spiegherà perché – forse – ha scelto di farsi ricattare, probabilmente scriverà un libro che andrà a ruba e questo sarà uno dei tanti momenti difficili che capitano nella vita ma che poi finiscono.
Su Novella 2000 un amico di Natalì racconta che il presidente passava spesso la sera per fare un bagno caldo, guardare la televisione in accappatoio, parlare della giornata di lavoro e della famiglia. In cambio di questo calore sembra che aiutasse l’ospitale amica a pagare il mutuo della casa in Brasile. Giornali e talk show sono unanimi nel dire che la vita privata ognuno se la gestisce come crede, però sulla punta della lingua c’è il veleno. Perché mai Marrazzo che pure aveva soldi, potere, una moglie bellina, andava con quel mascherone zinnuto? E certo non mancano le spiegazioni degli espertoni: omosessualità non confessata, identità fragile, ricerca della trasgressione ma anche del relax. Probabile, ma che importa dirlo. Resta il fatto che abbandonarsi tra le braccia di una persona che non chiede, morbida e avvolgente, magari imperfetta ma che ci rassicura sulle nostre performance, è quello che tutti cerchiamo. Qualcuno questo calore lo da gratuitamente a uomini o donne che ne gioiscono, altri lo pagano, ma è questo il problema? Bello sarebbe stato se Marrazzo avesse convocato una conferenza stampa per dire “ si, vado con i trans, questi sono i miei gusti sessuali, sto bene così”. Si potrebbe obiettare che lui ha una moglie, ma chi l’ha detto che tutte le famiglie devono essere quelle del mulino bianco? E siamo sicuri che le mogli (o i mariti) che amano non comprendono? Se il presidente avesse parlato avrebbe in un colpo solo vendicato tutti quelli che hanno amori un po’ veloci, a part time, passioni difficili… Che sono compatiti dai parenti serpenti perché non ti sei riprodotto come un coniglio e non vivi col patema d’animo di come tenerti stretto il marito. Cari signori dei talk show che vi chiedete come sia il sesso ( e l’affetto e l’amore) al di fuori della capannetta che vi siete costruiti per sussiego alla normalità, è bene che sappiate che il cuore batte anche senza la famigliola del mulino bianco. E batte forte.
Dispiace che in questo Paese non si può dire a voce alta.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it