Archivi per la categoria ‘Tiziana 2010’

30/7/10 – Atti contro natura (2)

venerdì, 30 luglio 2010

Er prete è un coso nero contro la Patria e la modernità (Trilussa)
Molti religiosi sono sospettosissimi. Sembra che – per motivi puramente religiosi, si intende – sull’iniquità la sappiano moto più lunga dei reprobi (Kipling)
Il sesso è l’ossessione dei maschi celibi invecchiati dentro le gerarchie che hanno fatto del corpo la loro dolorosa prigione, in nome di uno Spirito che campa nutrendosi di divieti, condanne e altrui sofferenze (Pino Corrias)

Nei giorni di fango in cui in Germania si parlava degli orrori della pedofilia clericale, il teologo tedesco David Berger, scandalizzato dall’accostamento tra omosessualità e pedofilia, decise di scrivere sul quotidiano Frankfurter Rundschau un editoriale per fare outing sulla sua omosessualità e in cui affermò che le posizioni della Chiesa cattolica sull’argomento erano ipocrite e bigotte, e, soprattutto, causa della crescita dell’omofobia. Contestualmente decise di dimettersi dalla direzione della rivista conservatrice Theologisches.
A distanza di tre mesi è stato licenziato dalla pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino, congedo che Berger contesta in quanto sostiene che il catechismo del 1992 vieta l’atto omosessuale ma le persone omosessuali devono “essere accettate con rispetto compassione e sensibilità”.
Non amando nessun tipo di esclusione e/o deferimento sia pure per un prete, auguri a Berger. Però è bene ricordare che nell’ottobre del 2005 un documento ufficiale della Santa Sede impartiva le modalità per accogliere aspiranti sacerdoti, reiterando il divieto di dare gli ordini sacri a quanti praticano l’omosessualità, ma anche a quelli sospettati di sostenere la cultura gay o anche di presentare “tendenze omosessuali profondamente radicate anche senza metterle in pratica”. Nella revisione del catechismo del 1997 è stato inserito un passaggio in cui si dice che l’inclinazione omosessuale è “oggettivamente disordinata”. E nel catechismo degli adulti curato dalla Cei, l’omosessualità è trattata nel paragrafo Disordini sessuali insieme a masturbazione, fornicazione, prostituzione, adulterio, incesto e stupro.
Quando l’Onu, su proposta (2009) del presidente francese Sarkozy e con le firme di 27 Stati dell’Ue, avanzò una risoluzione che chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualità nelle legislazioni del mondo, il Vaticano insieme ai Paesi islamici fondamentalisti rifiutò di aderirvi. Lo stesso rifiuto si ebbe anche nel gennaio 2006, quando il Parlamento europeo approvò una risoluzione contro l’omofobia con la quale si invitavano i parlamentari europei a condannare “ogni avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e dei transessuali, e di legiferare contro “le discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso”. Su pressione del Vaticano gli europarlamentari italiani di Forza Italia (oggi confluiti nel Pdl), Udc, Lega e Margherita (oggi confluiti nel Pd), ligi alle volontà d’Oltretevere si schierarono contro il progetto anti-discriminatorio.
Abbiamo sentito le voci delle gerarchie anche in seguito alla scontatissima inchiesta di Panorama: “venite allo scoperto invece di approfittare dei benefici della tonaca”.
Per la mia cultura l’agire della Chiesa cattolica è criminoso. Ed è da criminali avere rapporti con questa gente.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

26/7/10 – Atti contro natura 1,

http://www.nessundio.net/blog/2010/07/26/4266/

29/7/10 – Bugie estive

giovedì, 29 luglio 2010

Estate/ sei calda come i baci che ho perduto/ sei piena di un amore che è passato/che il cuore mio vorrebbe cancellare/ odio l’estate

I telegiornali impacchettati da veri professionisti nell’arte di rivestire il nulla con pomposità fanno diventare l’ ESODO* dei vacanzieri il fatto del giorno per tutta l’estate. Dopo le risibili interviste sul caldo – mai una domanda ai padroni del vapore sul perché gli autobus romani abbiano aria condizionata rara, perché siano state rimosse le pensiline alle fermate dell’autobus proprio a luglio … – i cosiddetti giornalisti si spostano sui caselli dell’autostrada a chiedere dove andate, quanto vi fermate, quando tornate.
La scorsa settimana la ministro del Turismo Brambilla, ha presentato l’indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani. Il dato boom è che 30 milioni di italiani hanno pianificato una vacanza tra luglio e settembre contro il 25.9 dell’anno scorso. Dice Michela Vittoria Brambilla che il turismo è la prima attività produttiva del Paese, però (e si para il culo) non ci sarà aumento del fatturato perché gli albergatori hanno ridotto i prezzi.
Notizia per i boccaloni e i minzolini alla quale ha reagito subito (il disfattista e forse comunista) Trefiletti di Federconsumatori che ha chiesto al ministro di essere realista e di non diffondere “dati mendaci”. Secondo l’organizzazione “la contrazione dei flussi turistici per questa stagione sarà preoccupante, con una caduta sotto la soglia del 40% dei cittadini che potranno usufruire di una vacanza”. Anche Cinzia Renzi di Fiavet (Fed. italiana associazione imprese viaggi e turismo) conferma i dati sulle 13mila agenzie di viaggio che denunciano gravi carenze di prenotazioni. Per il presidente degli albergatori Bernabò Bocca il 46,3% degli italiani non si muoverà, e uno su 4 lo farà per mancanza di soldi.
Come se non bastasse, paesi nostri diretti competitori come Turchia, Spagna, Grecia utilizzano il da noi poco utilizzato sistema all inclusive che assicura spese certe e contenute.
Nella vacanza italiana l’albergo e il ristorante rappresenta il 60% mentre il 40% va in trasporti e tempo libero. Il tempo della vacanza si contrae e il fatturato scende. Visto che il governo ha pensato bene di ripristinare un ministero che era stato cancellato con un referendum popolare, almeno che questo dicastero provasse a mettere a punto le strategie per implementare il turismo nei prossimi secoli invece di partorire imbarazzanti e inutili spot.
Del resto come pensare alle vacanze con disoccupazione, cassa integrazione e blocco dei contratti per milioni di lavoratori? Che però non esistono nel paradiso di bugie dei telegiornali di Vaticalia.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Ci sia permesso ricordare ai giornalisti, gli stessi con i quali siamo stati solidali sulla questione legge-bavaglio, ma dai quali vorremmo qualche cosa di serio di tanto in tanto, che la parola esodo non vuol dire spostamento in massa, ma spostamento in massa forzoso. Potrebbero ad esempio utilizzarla qualora volessero descriverci lo spostamento di aquilani dalla loro città distrutta alle newtown e negli alberghi della costa. T.F.

26/7/10 – Atti contro natura

lunedì, 26 luglio 2010

All’ospedale Gaetano Pini di Milano, un giovane gay non ha potuto donare il sangue. E’ giusto? Si 31,4% No 68,6% (sondaggio corriere.it)

L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma la teologia cristiana ignora la natura perché guarda attraverso gli occhiali del creazionismo, che considera le persone e l’universo un dono di Dio. Sembra un paradosso quindi il richiamo alla natura da parte di chi alla natura non crede. Ma, è anche incredibile che la Chiesa cattolica che sentenzia, giudica, condanna con grande sicumera, basi le sue sicurezze su fonti labili. Nel catechismo di Pio X (papa dal 1903 al 1914) la sodomia era tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, gli altri tre sono omicidio volontario, oppressione dei poveri, frode. Gridano vendetta, cioè provocano la punizione divina come nel Genesi viene distrutta la città di Sodoma. Però, l’assunto che il cristianesimo e in particolare il cattolicesimo si rifacciano alla Bibbia è una affermazione quanto meno gonfiata (i fatti del cristianesimo sono narrati nei Vangeli). Come si sa nel libro si racconta la storia del popolo di Israele e non ha un carattere propriamente religioso come vogliono sostenere i cristiani, ma è piuttosto un romanzo epico (come i più noti e non sfruttati a fine religioso Iliade e Odissea) . Nell’episodio biblico a cui la Chiesa romana si richiama per condannare l’omosessualità, non c’è questa assertività, tanto che Dio si lamenta perché il popolo non ubbidisce e discute su ogni cosa. I cristiani dicono di essere figli di Abramo, ma Abramo contratta con Dio: se a Sodoma esistono cinquanta giusti… o anche un solo giusto tu distruggeresti con una pioggia di fuoco la città di Sodoma? E dice a Dio : il giudice di tutta la terra non giudica secondo giustizia (Genesi 18:25-32). L’omosessualità era molto diffusa tra i popoli mediorientali nel periodo storico dei fatti raccontati nella Bibbia, ma non era comune, secondo il libro, tra gli Ebrei. Raccontiamo l’episodio: Lot viveva a Sodoma quando due angeli arrivarono in città e Lot li invitò ad entrare a casa sua per mangiare e riposarsi. Rapidamente si sparse la voce che a casa di Lot c’erano due uomini bellissimi e presto una folla di uomini anziani e giovani si recò in quella casa chiedendo: dove sono gli uomini che sono venuti da te? Falli uscire. Lot comprese che gli abitanti di Sodoma volevano violentare i suoi ospiti, e decise, pur con dolore, di offrire le sue due giovani figlie vergini pur di salvaguardare i sui ospiti. La folla allora si scagliò contro Lot per sfondare l’uscio, ma i due angeli afferrarono Lot e colpirono la gente di fuori con un bagliore accecante, così essi si affannarono inutilmente a cercare un’entrata (Genesi 19:1-11)
Secondo molti commentatori in questo passo il peccato va ricercato nella concupiscenza di “cosa altrui”. Nel Levitico (che elenca le regole che gli ebrei devono osservare), l’omosessualità è comunque da evitare. Non dovrete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con la donna: è una pratica mostruosa (Levitico 18:22). Perché tanta severità per pratiche così poco conosciute tra gli Ebrei? Probabilmente perché l’omosessualità è intesa come mezzo di culto a divinità pagane, come leggiamo in Deuteronomio 23:17, dove si fa riferimento al prostituto sacro. Però troviamo anche passi delicati e che ci indicano rapporti omosessuali improntati a grande tenerezza. Il primo episodio è riferito a David, futuro re di Israele, e a Gionathan, figlio di re Saul. Il loro è un rapporto intenso e per l’amore che gli portava, Gionathan fece giurare David, perché:
l’amò più di un fratello (I Samuele 18:4), David, l’amò come l’anima sua (I Samuele 18:1) E David dopo la morte dell’amico dirà: Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna (II Samuele 1:26). E lo stesso Saul dirà al figlio : Figlio di una donna perduta! Non so forse che sei legato al figlio di Isaia, a vergogna tua e a vergogna della nudità di tua madre?(I Samuele 20:30).. La Chiesa cattolica ha un giudizio sprezzante sulle donne, quindi non prende neanche in esame di giudicarle per la loro omosessualità, ma nella Bibbia troviamo anche passi che riguardano l’amore fra donne. Il racconto riguarda Ruth che, rimasta vedova , potrebbe ricongiungersi alla sua famiglia ma chiede alla suocera di rimanere con lei: non chiedermi di abbandonarti, lasciami venire con te, dove tu abiterai abiterò con te. Solo la morte potrà separarmi da te (Ruth 1:16-20) . Ruth decide di rimanere con Noemi e leggiamo che si unisce a lei (davka bah) proprio come leggiamo nel Genesi quando un uomo lascia padre e madre per unirsi alla donna (davka) . Sotto al cielo e nei libri esistono molte più realtà di quante sembra comprenderne la Chiesa cattolica e sant’Agostino (se si offende l’ordine naturale si offende Dio stesso in qualità di ordinatore della natura). E’ complesso coniugare il cristianesimo e la modernità soprattutto quando non si ha nessuna propensione e interesse per la concezione postcreazionista – e quindi naturale – del mondo e delle persone.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

24 /7/10 – Magic Italy

sabato, 24 luglio 2010

“Discendere dalle scimmie! Oh caro, speriamo che non sia vero. Ma se lo è, allora preghiamo che non si sappia in giro” (la moglie del vescovo di Worcester, Inghilterra, dopo che fu illustrata la teoria evolutiva di Darwin)

Immagino sia molto provinciale lamentarsi per una minivacanza di una settimana, alla quale peraltro nessuno mi ha costretta, in un posto incantevole della costiera amalfitana, in un albergo che, secondo classifiche non so da chi stilate, ha la piscina più bella del mondo. Francamente non so se veramente Caruso sia passato di qui cantando, ma quello che mi sorprende e al contempo scoccia è che in quest’albergo lussuosissimo la connessione internet è considerata una richiesta da marziani e il solo computer dell’albergo è nella reception. Ora, come dicevo all’inizio, per una vacanza di una settimana si parte col solo bagaglio a mano, e non ci si trascina dietro il computer, per quanto piccolo ingombrante, con tutti gli annessi e connessi che ti fanno sembrare da subito una rompiscatole agli eventuali compagni di gita. Quindi, dopo le opportune rimostranze, l’albergo, che è in effetti molto bello, mi ha dato la possibilità di utilizzare un piccolo computer. Questa premessa per dire che l’accesso a internet è più facile nelle tende beduine, nel deserto dei Gobi, nelle distese della Patagonia piuttosto che nella magic Italy (nonostante spot del premiere)

Come abbiamo più volte scritto, le cose delle donne non sono rilevanti politicamente. Quindi non c’è niente da sorprendersi che sia passata come acqua sul marmo la decisione dei giudici della Corte costituzionale che ha bocciato la norma riguardante la carcerazione immediata per gli stupratori decisa con un decreto legge lo scorso anno. Secondo i giudici della Consulta non può essere tolta al magistrato la facoltà di disporre misure alternative al carcere per chi stupra una donna o un bambino. Il decreto legge, come si ricorderà, fu voluto fortemente dalla ministro Carfagna in seguito ad una ondata di stupri e forse anche in virtù che uno dei must del governo era l’ordine pubblico. La motivazione della Corte osserva che “per quanto odiosi e riprovevoli, i fatti che integrano i delitti in questione ben possono essere e in effetti spesso sono meramente individuali e tali, per le loro connotazioni, da non postulare esigenze cautelari affrontabili solo e rigidamente con la misura massima”. L’unica risposta alla decisione, al momento, solo quella della ministro per le Pari Opportunità che ha detto: “non esiste e non possiamo accettare una classifica della brutalità… chi violenta una donna o un bambino deve entrare in carcere da subito. L’intervento della Corte è lontano dal sentire dei cittadini e ci allontana dalla tolleranza zero contro i crimini sessuali”.
E’ probabile che il silenzio della partitocrazia sia stato determinato dal caldo, da una certa simpatia per i giudici che va (un po’ troppo) forte in certi settori, dalla forte antipatia che i ministri di questo governo si attirano pure quando, come in questo caso e non me ne vengono in mente altri, hanno ragione. Certi silenzi, numerosi per la verità, quando provengono dal secondo partito italiano, provocano un forte imbarazzo a quelle persone che hanno votato per il Pd.
Molte righe invece sono state scritte sul caso del giudice israeliano che ha condannato per stupro un uomo che intratteneva rapporti sessuali con una donna alla quale aveva taciuto il suo status di sposato con prole oltre alla sua etnia. Ovviamente la sentenza è stata un buon motivo per la stampa vaticaliana per sottolineare il razzismo israeliano-ebraico. E magari sarà pure così. Non sarebbe stato male però scrivere che le maglie della condanna per stupro in quel paese sono molto elastiche e molto benevole – o paternaliste – nei confronti delle donne. Casi come quello riportato si verificano con una certa frequenza nei tribunali. Lo scorso anno destò un certo scalpore la vicenda di un funzionario governativo che otteneva sesso promettendo licenze di costruzione. La sua carriera di bugiardo è terminata con il licenziamento, la condanna per millantato credito e stupro. Forse eccessivo, ma punire le menzogne, che spesso feriscono gli ingenui cuori innamorati, non è male.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

20/7/10 – Oggi parliamo di donne (3)

martedì, 20 luglio 2010

C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre, la donna (Pitagora)

Nel prossimo anniversario della morte di Benazir Bhutto, uccisa il 27 dicembre del 2007 dagli estremisti islamici, verrà presentato ufficialmente un partito politico pachistano interamente femminile, Girls of Bhutto. La leader, Uraima Satmar, era amica e collaboratrice di Bhutto. Il nuovo partito godrà dell’aiuto del Movimento nazionale unito, una formazione di immigrati indiani, il cui obiettivo è la lotta ai talebani. Satmar dice che Bhutto è un modello per molte giovani pachistane che sono stanche dell’estremismo islamico e dello strapotere maschile ammantato di principi pseudo religiosi.
Oggi nel Pakistan le donne sono costrette a girare con il burqa, le bambine hanno un limitato accesso all’istruzione, le mogli e le figlie sono completamente assoggettate a padri e mariti. Le madri non hanno nessun ascendente sui figli maschi che vengono instradati alle scuole coraniche. Nelle zone rurali diverse donne sono state lapidate per adulterio, in seguito a processi più che sommari. Per punire mogli infertili, o per altri futili motivi, i mariti tirano acido corrosivo in faccia alle loro donne, senza che nessuna autorità intervenga per porre fine allo scempio. Nelle grandi città, Peshawar, Islamabad, Karachi, si parla di costituire squadre di polizia anti-acido, ma si prende tempo perché il governo centrale teme di mostrarsi troppo puntuta con i talebani. Dai primi giorni di agosto una piccola emittente televisiva, trasmetterà un talk condotto da donne sfigurate con l’acido che inviteranno un ospite in studio a parlare della questione.
Sarà difficile fermare i fanatici talebani, forse le donne ce la faranno.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.direfarepensare.it/InRicordodiBenazirBhutto.html

18 /7/10 – Oggi parliamo di donne (2)

domenica, 18 luglio 2010

Non distinguo più l’inverno dall’estate dallo stato dell’erba o dell’erica delle lande, ma dal vapore o dal gelo che si formano sui vetri. Io che un tempo camminavo nei boschi di faggi ammirando il colore azzurro che prendono le penne della gazza quando cadono, io che incontravo sul mio cammino il vagabondo e il pastore… vado di stanza in stanza, col piumino in mano (Virginia Woolf, Le Onde)

Forse è il troppo amore, possibile l’emulazione, o anche – perché no – il gran caldo di questi giorni. Scuse balorde che servono a non guardare in faccia la verità, a rassicurarci, anche su quegli uomini che, magari per un po’, facciamo camminare vicino a noi. E’ possibile che la realtà sia molto peggiore. La violenza degli uomini è profonda e trae la sua linfa dalla storia del Paese.
Nel libro di Caterina Soffici, Ma le donne no*, si fa il punto su alcune date fondamentali: fino al 1963 era in vigore lo ius corrigendi che dava al marito il diritto di colpire la moglie accusata, a suo personalissimo giudizio, di aver commesso errori. Fino al ’68 l’adulterio era reato, le donne potevano essere incarcerate per due anni mentre gli uomini – a meno che non destassero un eccessivo scandalo pubblico – potevano tradire tranquillamente la moglie. Fino al 1975 l’uomo esercitava la patria potestà su tutta la famiglia. Solo l’introduzione del nuovo diritto di famiglia ha abolito la potestà maritale dando pari diritti ai coniugi. E il delitto d’onore, quello che fa rovesciare le budella ogni volta che un fanatico musulmano uccide la moglie e fa scrivere fiumi di inchiostro ai civilissimi compatrioti senza memoria? Fino all’81 era in vigore nel nostro ordinamento, e l’uomo che uccideva la moglie, la figlia, la sorella, “nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onore suo e della sua famiglia” aveva diritto a tutte le attenuanti e subiva una pena dai tre ai sette anni. Ma se la donna uccideva il marito per lo stesso caso, era condannata all’ergastolo. Solo nel 1996, dopo un faticoso dibattito durato venti anni, è stata approvata la legge sulla violenza sessuale, dichiarando il reato contro la persona e non contro la morale. Sono date che dovremmo ricordare ogni volta che un uomo ammazza una donna perché è geloso, è debole, è passionale.
Ci vogliono tanti anni per cambiare la testa di un popolo. I maschi italiani – a volte pure quelli che amiamo – di strada ne devono fare ancora tanta.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*http://www.nessundio.net/libri.htm (25/2)

15/7/10 – Oggi parliamo di donne

giovedì, 15 luglio 2010

watch?v=OI9ZwtA6QOw&feature=related

Le pene e le leggi previste per i vari reati in qualsiasi paese del mondo rispecchiano la cultura di quei paesi, e il dovuto rispetto per le nazioni dovrebbe prevalere sulla tentazione di imporre agli altri i propri criteri di giudizio. Si precisa inoltre che il nuovo codice penale islamico, in via di approvazione dall’assemblea Consultiva islamica iraniana, non menziona la pena di lapidazione (dal comunicato dell’Ambasciata in Italia della Repubblica islamica dell’Iran in seguito agli articoli sulla condanna per lapidazione dell’adultera Sakineh)

La storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani somiglia a quella di tante altre donne condannate dai tribunali dei paesi islamici più radicali. E’ stata accusata di avere fatto sesso con due uomini al di fuori del matrimonio, una confessione estorta con novantanove frustate, poi la condanna. Grazie ai due figli della donna che hanno pubblicizzato il caso, si sono mobilitate organizzazioni per i diritti umani e molta gente comune. Il tribunale iraniano ha deciso di rinviare l’esecuzione della lapidazione, ma non si sa per quanto.
All’interno delle istituzioni iraniane lo scandalo internazionale destato dal caso, ha avviato un confronto sulla legittimità della lapidazione. Nel Corano questa pena non è mai citata per punire l’adulterio, anche se i tribunali islamici richiamano il testo per giustificare il metodo. L’adulterio (zina) è una delle sei offese che Allah prescrive di punire con le frustate (le altre sono falsa accusa di adulterio, furto, rapina, apostasia e ubriachezza). Oggi il codice penale iraniano – che è in corso di revisione come ha comunicato l’Ambasciata iraniana in Italia – descrive in maniera articolata la lapidazione: “le pietre usate non devono essere troppo grandi da uccidere subito il condannato né troppo piccole da non poter essere considerate pietre”. Alla vittima viene fatto indossare un sudario, viene calata in una buca ricoperta di terra, fino alla vita l’uomo, fino al petto la donna. Se l’adulterio è stato dimostrato in tribunale con una confessione dell’adultera/o è il giudice che scaglierà la prima pietra, se invece è dimostrato da testimoni saranno loro i primi a lanciare.
La traduzione di zina è adulterio, ma di fatto comprende ogni atto sessuale ritenuto illegale: sesso non coniugale, sodomia, stupro, incesto. Il giudizio più complesso è l’intreccio tra stupro e adulterio. E’ frequente che la vittima di stupro è accusata anche di adulterio se non riesce a dimostrare di essere stata costretta al rapporto sessuale. E’ orribile è vero. Ma non deve farci dimenticare che nel nostro Paese ancora oggi il primo giudizio sullo stupro è “era in giro di sera, era una donna leggera, vestiva scollato”. Spiace ricordare il caso di una sedicenne di Montalto di Castro, comune laziale, dove il sindaco Pd pagò, con apposita delibera comunale, le spese legali a un branco di maschi poco più che adolescenti definendo in consiglio la stuprata una mignotta. In quel partito non c’è stata nessun tipo di condanna per il sindaco e i consiglieri, neanche da parte delle donne.
Nel mondo islamico, specialmente nelle zone rurali, l’accusa di adulterio è usata come mezzo di controllo sulle donne. Rarissimi gli uomini puniti per adulterio.

All’inizio del 2011 nascerà una super agenzia delle Nazioni Unite, UnWomen, contro le discriminazioni di genere. Avrà il compito di fare pressione sui 192 paesi dell’Assemblea generale sui temi dell’integrazione femminile e della lotta alle disuguaglianze. Il rischio è che diventi un ghetto dove si discute di diritti ma senza esportarli nei luoghi della politica. E’ probabile che sarà chiamata a dirigere l’agenzia Michelle Bachelet, già presidente del Cile. Emma Bonino dice che nessun paese aderente alle Nazioni Unite ha risolto i problemi nei confronti delle donne e ricorda come in Italia permanga la barriera contro i nuovi diritti, “dalla Ru 486 alla procreazione assistita, oltre alla perpetuazione del familismo come ammortizzatore sociale, un modo ipocrita per costringere le donne a farsi carico di anziani e bambini”. Solo l’8% dei bambini italiani ha accesso all’asilo nido contro il 40-45% dell’Ue.

Anche la sensuale Sherazad rischia di sparire. “Le mille e una notte”, le storie di Aladino, Sinbad il marinaio, Ali Babà e i quaranta ladroni, fanno arrabbiare gli islamici fanatici egiziani perché la protagonista, Sherazad, è una eretica, figlia di Sassanidi, re della Persia pre islamica (641 d.C.) . Il procuratore generale ha ritenuto irricevibile la richiesta di censura dello zibaldone fantastico, ma è molto probabile che, approfittando della tensione di un difficile transizione che la malattia di Mubarak provoca nel paese, i fondamentalisti tornino all’attacco.
Essere donne è ancora, in troppo mondo, difficile.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Nel mondo

80% le quote di donne sul totale delle vittime del traffico di esseri umani (stime da un minimo di 500mila a 2 milioni di persone in tutto il mondo) 60 milioni le giovani sotto i 18 anni che sono costrette ai matrimoni forzati 141 gli Stati nel mondo dove lo stupro domestico è legale 48,4% la percentuale di popolazione femminile sopra i 15 anni di età economicamente inattiva, contro il 22,3% degli uomini 18,7 milioni le donne rimaste disoccupate dopo la crisi economica del 2008 517 milioni le donne che non sanno leggere e scrivere: i 2/3 del totale di 776 milioni di analfabeti del mondo 1 su 16 le donne che rischiano di morire per cause legate al parto in Africa. In Europa il rapporto è di una donna su 1.400

E in Italia

46,1% il tasso di occupazione delle donne italiane (la media europea è del 58,3%) 16,8% il divario retributivo tra uomini e donne in Italia 6.7 milioni le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale (il 31,9%) 193 le donne presenti in Parlamento (il 20,3%) 847 le sindaco (il 10,59%) 2 le presidenti di Regione (Fonte Nazioni Unite)
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13/7/10 – Cannibali

martedì, 13 luglio 2010

Caro Giulio, non ti sarà sfuggito che la delibera comunale per il riordino e l’aumento delle tariffe per i taxi romani, prevede uno sconto del 50% sulla corsa per i genitori che accompagnano i bambini al Bambino Gesù. Escluso lo sconto per i reparti pediatrici degli altri ospedali. Non ti sembra una marchetta all’ospedale della Santa Sede? Tiziana

La cronaca: Vespa ha organizzato una cena nella sua bella casa a Trinità dei Monti - avuta in affitto da Propaganda Fide per appena (prezzo del tutto fuori mercato) 6mila € al mese - per il cinquantesimo della sua attività giornalistica. Ospiti il premier con la figlia Marina, Casini, il governatore della Banca d’Italia Draghi, il segretario di Stato vaticano Bertone, il presidente di Generali Geronzi, Letta. In poche righe ecco sintetizzato il mood del paese. Il contorto groviglio di informazione, politica, Chiesa e giustizia, se vogliamo ricordare che la signora Vespa è un importante magistrato. Le persone – o il popolo come è tornato in auge chiamare i sudditi – possono partecipare ad elezioni parademocratiche, ma tanto poi la gestione delle loro vite viene fatta intorno ad un tavolo di una casa elegante affittata a prezzo amicale. E’ probabile che in nessun’altro paese dell’Occidente si discuterebbe di allargare la compagine governativa attovagliati a casa di un giornalista e davanti ad un capo di Stato estero. Ma è anche possibile che il suddetto straniero sia il deus ex machina per la new entry. Politicamente la cena sarà infruttuosa, perché il premier è ormai saldamente ostaggio di Tremonti e Bossi avendo commesso l’impoliticità di pungersi con Fini.
All’epoca di Mani pulite, la Chiesa era ritenuta (erroneamente beninteso) l’unica istituzione moralmente solida e capace di sopravvivere indenne al disfacimento politico-istituzionale del Paese.
Ora il disfacimento che in molti sospettavamo è palese ed è stato messo in evidenza proprio dai meccanismi della politica. Appalti, scambi di mazzette, regalie varie… nessuna sorpresa per una Chiesa che si è fatta Stato.
La religione più ingenua e banale del mondo si è trasformata nei secoli in una teocrazia che ha lasciato tracce di sangue sul suo cammino - sterminando popoli, convertendo a forza, rinchiudendo nei ghetti, stringendo patti con i dittatori – e trovando sempre il modo per rinascere dalle sue ceneri presentandosi ripulita mediante due pater ave gloria, è il partner ideale della politica senza etica.
E mentre questa scia di sangue veniva tracciata, nascosti dietro i riti medioevali alcuni preti molestavano dei bambini. Il papa ha parlato di Maligno, di male che si annida al suo interno. Non smettono il loro linguaggio medioevale e questo forse è il mondo a cui vogliono rimanere ancorati. Ovviamente insieme alla classe politica e al governo più provinciale, classista e antimoderno dell’Occidente.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

11/7/10 – Incongruenti

domenica, 11 luglio 2010

“Parlano della libertà di stampa come se si trattasse di un diritto assoluto che prescinde dai diritti degli altri, ma in democrazia non esistono diritti assoluti” (l’amatissimo Silvio)
“Le grida di l’Aquila l’Aquila, sono continuate minacciose” (dal sito del tg1)

La manovra economica è indispensabile, e francamente nessuno contesta questa affermazione. In caso è arrivata tardi e probabilmente è troppo al ribasso. Il governo, che non è di destra né populista, ma solo pericolosamente imbecille, ha deciso di evitare l’aumento diretto delle tasse e i prelievi sulle rendite finanziarie, sulle banche e sui redditi più alti, e si è trovato a dover spolpare solo due categorie: l’impiego pubblico e le autonomie locali.
Gli impiegati dello Stato sono considerati, soprattutto dal ministro che dovrebbe rappresentarli, dei privilegiati fannulloni e non godono di grandi simpatie; le regioni invece dovranno gestire il malcontento quando saranno costrette a ridurre – e tagliare – servizi fondamentali. Quando il cittadino dovrà fronteggiare i tagli, non piglierà a insulti il premier, che del resto furbescamente dice che ha le mani legate dalla Costituzione e dai “giudici che sono tutti comunisti”, piuttosto con il presidente della Regione o coi sindaci che hanno ottenuto dal governo ampi spazi per aumentare le tasse municipali.
Oltre ai sindaci e ai presidenti delle province (ente inutilissimo ma gran succhiatore di risorse e il cui mantenimento è caro a tutti i partiti) sono salite sul carro dei graziati diverse categorie: le forze dell’ordine che hanno ricevute rassicurazioni oltre che dal ministro dell’Economia, da quello dell’Interno e della Difesa; la rai, per la quale si era parlato di un taglio degli emolumenti del 20%, rientrato e per i dipendenti e per i collaboratori. L’Usigrai, il corporativo sindacato dei garantiti giornalisti rai, era stato durissimo con i ventilati tagli che li riguardava. E dopo questo pacco dono come potrà pretendere chi vorrebbe una informazione libera e corretta che in rai criticheranno i tagli incongruenti che riguarderanno le altre categorie? Escono bene anche le imprese, almeno stando a ciò che ha riferito Marcegaglia. Benino anche i magistrati che sono riusciti a far correggere in parte i tagli ai giovani professionisti. Benissimo – al momento – per gli agricoltori che hanno avuto l’emendamento sponsorizzato dalla Lega per l’esenzione dalle multe sull’esubero delle quote latte. Anche se l’Ue ha minacciato sanzioni al governo, nel quale caso le multe per le quote dovremo pagarle tutti. Il ministro dell’Economia garantisce che sicuramente non cambierà il saldo finale della manovra. Guai quindi a chi non si trova lo sponsor forte.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

15/6/2010 – http://www.nessundio.net/blog/2010/06/15/4100/

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NoGod ai Mondiali di calcio

La fotografa sudafricana Zanele Muholi nei giorni dei Mondiali di calcio, ha esposto le sue foto in una importante galleria di Città del Capo. Volti femminili in bianco e nero. Tutte sono lesbiche, molte sono calciatrici. Muholi ha fondato nel 2008 la Thokozani Football Club, squadra che parteciperà ai giochi gay di Colonia che si svolgeranno ad agosto. Molti passi sono stati fatti in Sudafrica sulla strada dei diritti ma le lesbiche sono considerate dei paria: una delle calciatrici ritratta nella mostra è stata lapidata nel 2007. Se ne parla pochissimo, ma esiste nel Paese un macabro rituale che prevede lo stupro collettivo delle omosessuali prima di essere ammazzate.
I miracoli tirano e il polpo Paul dell’acquario di Oberhusen vive il suo momento di celebrità. Ha indovinato sette pronostici consecutivi, cioè una probabilità statistica di accadimento di poco più dell’1%. Chissà l’oracolo Paul dove poggerebbe i suoi tentacoli se nell’acquario veni

8/7/10 – Cialtroni

giovedì, 8 luglio 2010

Superato brillantemente l’ostacolo Brancher, il Cavaliere punta dritto verso Fini. Rimane da capire quali meriti ci siano da applaudire, visto che la nomina del ministro, sfiduciato persino dalla Gazzetta Ufficiale, era scientemente mirata a tamponare una falla giudiziaria. Ora tocca al Presidente della Camera, contro cui convergono le truppe del Capo. Se fosse soltanto un problema di numeri la partita non si giocherebbe. Sta di fatto che in questi due anni si sono sfaldati nell’ordine: la Protezione Civile (braccio operativo onnipotente del Capo), il partito (pdl) nei vertici e sul territorio, le amicizie internazionali (rimangono Gheddafi e Putin) e, persino la ciambella di salvataggio di ultima istanza (la Chiesa) (lettera a un quotidiano)

Renata Polverini, ha celebrato i suoi cento giorni da presidente della Regione Lazio alla grande. Non nel salotto di Ballarò di Giovanni Floris che l’ha imposta al grande pubblico tirandogli la volata per il successo elettorale, ma sotto un fresco gazebo bianco pronta a tagliare il nastro al nuovo reparto accettazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Come si sa l’amministrazione della sanità è competenza della regione e Polverini era così sorridente e carina con le scarpe basse e l’abitino di lino bianco che sembrava che l’ospedale lo avesse aperto lei. Come è noto invece il Bambino Gesù, che si occupa della salute dei bambini romani, laziali e del sud dell’Italia, è di proprietà della Santa Sede e dalla regione non prende solo la convenzione ma cospicue cifre. In questo caso 2.5 milioni di €. Si dirà che il Paese se li riprende con l’interesse grazie alla cura dei bambini, però questo è un discorso peloso. Perché, come è giusto che sia, ogni bambino curato, ogni tonsilla, ogni valvola cardiaca, ogni ernia, ogni lunga permanenza nell’incubatrice (l’ospedale è una eccellenza per i prematuri), viene pagata dal sistema sanitario nazionale.
Polverini, insieme al sindaco di Roma Alemanno, ha annunciato raggiante che entro due anni sarà attivo un nuovo centro ambulatoriale e per brevi degenze del Bambino Gesù accanto alla Basilica di san Paolo. Detto così, e come hanno riferito le cronache romane dei principali giornali e il tgr rai, non possiamo che alzare il calice. Ma, se si conosce il genesi della storia, si cambia idea. Il prezioso terreno accanto alla Basilica durante il giubileo del 2000 era stato concesso in uso dal sindaco Rutelli alla Santa Sede, e al responsabile dell’evento cattolico card. Crescenzio Sepe, per agevolare il riposo dei pellegrini. In quel periodo infatti c’erano tavolini e sedie, piccoli chioschi per la vendita di panini ecc. In attesa della fine della kermesse il quartiere favoleggiava su uno spazio riservato all’Università Roma 3 - il rettorato e le diverse facoltà sono sparpagliate nelle vie limitrofe – accompagnato da un megaparcheggio interrato che, in effetti, avrebbe avuto un suo perché in considerazione del fatto che a pochi metri di distanza c’è una importante stazione della metro B (san Paolo Basilica) e una fermata del treno per Ostia (che è una megaperiferia della città).
Ma, finita la festa gabbato lo santo, dove per gabbati si intendono i romani.
Il sindaco Veltroni ha preferito non pungersi con la spinosa questione, e Alemanno ha tolto le spine concedendo il terreno al Vaticano. Ma poi, io mi domando se un sindaco ha l’autorità di regalare cose che dovrebbe gestire. Nel frattempo nessuno dice niente. Già inquieta parecchio il federalismo demaniale che è stato approvato tra gli applausi governativi, ma con simili amministratori c’è da avere veramente paura.
In un periodo di vacche magrissime colpisce favorevolmente il cittadino contribuente la decisione adottata dall’amministrazione di Castel Gandolfo – nel paese c’è la residenza estiva del papa – che quest’anno non farà il consueto concerto in onore del pontefice per non prosciugare le esauste casse comunali. Benedetto XVI non patirà, perché il sindaco di Roma la ricca, ha ripristinato il concerto in suo onore il 29 giugno, santi Pietro e Paolo patroni della città. Era stato soppresso dal sindaco Nathan.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

Gli argentini chiedono al ct Maradona di non lasciarli. La presidenta Cristina Kirchner, ha invitato la squadra alla Casa Rosada, ma Lionel Messi dice che non è possibile perché non sono degni di tanto onore. Dieguito vuole ritirarsi e la Federcalcio argentina afferma che sarà lui a decidere il proprio futuro. “Alla fine – scrive Darwin Pastorin sull’Unità – ascolterà soltanto il pulsare delle sue vene, quelle vene perennemente aperte, le vene dell’America latina, bellezza e naufragio, le vene di un campione unico e irripetibile”.

Cesar Cigliutti è il presidente di una associazione omo argentina (www.cha.org.ar) , ed è convinto che il 14 luglio al Senato passerà la legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, già approvata alla Camera il 5 maggio scorso. La Chiesa cattolica avrebbe voluto negoziare l’unione civile a livello nazionale, ma ancora più negativi nei confronti del mondo gay sono gli evangelici. Che, del resto, sono ormai più numerosi dei cattolici in tutta l’America latina. Cigliutti dice che il calcio è omofobico, anche se, ricorda, Maradona anni fa venne trovato nudo con altri uomini durante una festicciola….
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