Archivi per la categoria ‘Tiziana 2009’

30/11/09 – Calamita cattolica

domenica, 29 novembre 2009

Gesù, la Madonna e lo Spirito Santo vogliono andare in vacanza. Betlemme, propone lo Spirito Santo. Ma Gesù dice, ci siamo stati tante volte. Allora Gerusalemme. E Gesù replica anche lì siamo andati tante volte. Allora andiamo a Lourdes. E la Madonna risponde, si, si, lì non ci sono mai andata (dal film Lourdes di Jessica Hausner)
La Madonna è triste e san Giuseppe amorevolmente le si avvicina e le chiede perché sei triste? Lei non risponde e lui insiste: Maria, perché sei triste? E lei vabbè te o dico, preferivo una femminuccia (Silvio ai vertici del Pdl)

Sarà forse vero che quando l’uomo si vede con l’acqua alla gola si rivolge alla religione. E’ difficile spiegare altrimenti la decisione di Gordon Brown, in un momento così difficile per sé e per il suo partito, di porre mano all’ abolizione dell’Act of Settlement, cioè la legge approvata tre secoli fa che impedisce alla famiglia reale britannica di convertirsi al cattolicesimo pena la rinuncia al diritto di successione al trono. Sembra che stiamo parlando di pestare l’acqua nel mortaio, ma in realtà sarebbe un gran cambiamento perché la regina è capo dello Stato e capo della chiesa anglicana (guarda http://www.nessundio.net/blog/2009/11/27/3106/ ). La revisione riguarderebbe anche l’abolizione della clausola che accorda la preferenza ai maschi rispetto alle femmine (gli eredi al trono sono Charles e Andrew e i loro figli precedono la loro sorella principessa Anna che è la primogenita della regina Elisabeth). Parlamentari laburisti e conservatori concordano che l’Act of Settlement, che prevede un esplicito giuramento del monarca a non convertirsi al cattolicesimo per salire sul trono, è obsoleto e anche poco rispettoso della libertà individuale, ma la cavillosità della modifica e il disinteresse dei britannici hanno sempre consigliato di soprassedere. Del resto anche Tony Blair per convertirsi al cattolicesimo, fede di sua moglie Cherie e dei loro figlioli, ha aspettato la fine del suo mandato.
I maligni, ma spesso un po’ di cattiveria è vicina alla verità, sostengono che Brown vuole questa revisione per accostare il suo nome a qualcosa che non sia solo l’aver portato il partito laburista al minimo storico. Regalmente la regina Elisabeth tace.
In Gran Bretagna i cattolici sono 4,2 milioni contro 25 milioni di anglicani. Il gran numero di polacchi e latinoamericani immigrati per lavoro nel paese, fanno si che le chiese cattoliche siano piuttosto affollate la domenica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

27/11/09 – ConVersioni (2)

venerdì, 27 novembre 2009

“Il lupo e l’agnello dormiranno insieme”, dice l’Antico Testamento. Ma è probabile che l’agnello dormirà pochissimo.
Se due cavalcano un cavallo, uno deve andare dietro (W. Shakespeare)

Non tutti gli anglicani hanno condiviso la svolta liberal in favore del sacerdozio femminile e omosessuale. Le comunità tradizionali sono insorte per queste aperture e il primate di Canterbury, Rowan Williams, non è stato in grado di mediare fra le diverse visioni dell’anglicanesimo. Approfittando delle difficoltà la Congregazione per la Dottrina della fede ha consentito ai tradizionalisti di ricongiungersi ai cattolici. Ma, la Chiesa di Roma, per sua natura ambigua, non si è confrontata con il primate di Canterbury, cosa che ha fatto gridare al tradimento il vescovo di Southwark Tom Butler e ha spaccato la chiesa anglicana. All’indomani della sua elezione al trono di Pietro, Benedetto XVI disse di “essere disposto a fare quanto in suo potere per promuovere la fondamentale causa dell’ecumenismo”, non aveva parlato apertamente di conversioni ma questa annessione gestita silenziosamente ci somiglia tanto. Domenica scorsa il primate e il papa si sono incontrati e hanno dichiarato di avere una comune volontà ecumenica ma Williams sembra vittima di un raggiro ordito a sua insaputa. “Farebbe meglio a chiedersi non come si sarebbe comportato Gesù, quanto piuttosto Oliver Cromwell” ha scritto provocatoriamente The Times dell’arcivescovo. Non bastasse questo il prossimo anno Benedetto XVI si recherà in Gran Bretagna dove si prevede che annuncerà la beatificazione di John Henry Newman, cardinale inglese morto nel 1890, convertitosi al cattolicesimo dall’anglicanesimo.
Sembrano esserci due filoni del cristianesimo, uno più avanzato a cui appartiene la Chiesa d’Inghilterra e quello meno avanzato (o tradizionale) a cui fa riferimento il cattolicesimo e la chiesa ortodossa greca e russa. E’ noto, del resto, che i rapporti fra la Chiesa di Roma e il Patriarcato di Mosca sono identici nella dottrina sociale ed etica. Di questo pari sentire ne abbiamo avuto una recente dimostrazione con la presa di posizione comune per la sentenza sul crocefisso quando la chiesa ortodossa greca e quella di Mosca si sono immediatamente schierate con la Chiesa cattolica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Lo scisma anglicano
Lo scisma della Chiesa anglicana dalla Chiesa cattolica si consumò nel XVI secolo, dopo il divorzio di Enrico VIII
I tradizionalisti
Negli anni recenti i tradizionalisti anglicani hanno contestato la scelta di ammettere al sacerdozio e all’episcopato le donne e gli omosessuali e si sono riavvicinate alla Chiesa di Roma
L’apertura del Vaticano
Il mese scorso la Chiesa cattolica ha deciso di varare una costituzione apostolica in cui si prevede l’istituzione di ordinariati per la riammissione degli anglicani. E’ previsto l’ingresso anche di preti sposati e in casi eccezionali anche di seminaristi con famiglia.

Su questo argomento

20/11/09 – CoVersioni

26/11/09 – Capre e cavoli

giovedì, 26 novembre 2009

Olaf (upon what were once knees) does almost ceaselessly repeat “there is some shit I will not eat”. E. E. Cummings, Sing of Olaf glad and big (*)

Sembrava la solita voce messa in giro per parlare male di Berlusconi, invece, per non tradire il detto il peggio è sempre certo, c’è stata la conferma. Il premier lunedì partirà alla volta di Minsk, in Bielorussia, per incontrare Alexander Lukashenko, amabilmente nominato dal Dipartimento di stato americano l’ultimo dittatore europeo. Non è stato comunicato il motivo del viaggio, ma probabilmente il premier dirà che è per mediare un eventuale ingresso della Bielorussia in Europa. In quel paese oltre all’analfabetismo democratico, è in vigore la pena capitale, e la Germania, la Francia e la Spagna non vogliono sentir parlare di una ipotesi del genere.
Di questo scellerato viaggio si parla poco, così come dell’incontro avuto ad aprile a palazzo Grazioli in occasione della visita del presidente bielorusso in Vaticano, ma sarebbe il caso che i media provassero a chiedere conto di queste spedizioni berlusconiane, magari sottraendo un po’ di tempo al fumoso moralismo sessuofobico che ha preso l’abbrivio e che ci sta rimandando l’immagine delle transessuali mostrificandole e facendoci fare a tutti almeno 999 passi indietro. Nel frattempo il premier annuncia che vuole parlarci di sé a reti unificate. Vuole spiegarci la “riforma” della giustizia, mentre il paese è afflitto da paure che riguardano la vita quotidiana, non quella di essere rapinati da un immigrato, foss’anche un clandestino, ma dall’assenza di prospettive. Perché, la ripresina che ciclicamente il ministro dell’Economia racconta, non riguarda le famiglie che vivono pesantemente il peso della crisi.
Nel frattempo Massimino D’Alema, che nella direzione del Pd ha detto “non dobbiamo aprire una polemica con il partito socialista europeo, che soffre di una debolezza di cui noi siamo stati partecipi”, il Pse sta tentando di ricucire lo strappo offrendo un incarico prestigioso al mancato mr Pesc. Intanto Massimino parteciperà al congresso del Pse il 7-8 dicembre a Praga, per l’eventuale presidenza della Feps (Foundation for european progressive studies) si è preso un po’ di tempo.
Molti interventi durante la direzione del Pd, specie di provenienti dalla Margherita, hanno ipotizzato di rompere col Pse. La questione dell’adesione al gruppo, ampiamente dibattuta nel Pd fin dalla sua accidentata nascita, non è passata inosservata tra i leader europei, ed è più che probabile che il Pd abbia pagato il prezzo della mancata promozione di D’Alema per le sceneggiate sgradevoli sull’affiliazione internazionale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento

3/11- Mr. Europe,

23/11 – Amori e disamori

Video ameno

(*) Olaf (su quelle che una volta erano ginocchia)/ripete senza sosta/ “c’è della merda che non mangerò” E.E. Cummings, Canto di Olaf grosso e contento

24/11/09 – La Presidenta in Vaticano

martedì, 24 novembre 2009

Mia Buenos Aires/terra in fiore/che vedrà la mia fine/al tuo riparo/non ci sono delusioni/volano gli anni/si dimentica il dolore/Come una carovana/i ricordi passano/come una scia/dolce di emozione/Voglio che tu sappia/che già solo evocandoti/scompaiano i dolori/del cuore (Alfredo La Pera, Mia amata Buenos Aires)

Sabato 28 novembre Cristina Kirchner e Michelle Bachelet, le presidenti dell’Argentina e del Cile, saranno ricevute dal papa per celebrare i 25 anni della pace fra i due paesi dopo una controversia territoriale nella quale fu mediatrice la Santa Sede.Sembra difficile però, che tra Benedetto XVI e la presidenta Kirchner voleranno baci e abbracci, a causa dello scompiglio che la notizia di un imminente matrimonio omosessuale argentino ha portato nei sacri palazzi.
Già da qualche mese nel Parlamento argentino c’era un vivace dibattito sull’introduzione dei matrimoni omosessuali, ma l’accelerazione è stata impressa da un giudice di Buenos Aires, la signora Gabriela Seijas, che ha ritenuto incostituzionali gli articoli del codice civile che stabiliscono il matrimonio solo fra un uomo e una donna deliberando che l’unione è possibile anche fra una coppia dello stesso sesso. La decisione è arrivata dopo la battaglia legale intrapresa da Jose Di Bello e Alex Freyre ai quali il Comune di Buenos Aires aveva negato il matrimonio. I due fidanzati, entrambi sieropositivi, hanno deciso di sposarsi il 1° dicembre, giornata mondiale della lotta contro l’aids. Il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha annunciato che non farà ricorso contro il verdetto, perché – ha detto – il mondo cambia, non si può impedire alla gente di amare e vivere con chi vuole e gli argentini preferiscono avere anche questa opzione. E’ evidente che la sentenza e la decisione del potentissimo governatore Macri, metterà sciolina alle decisioni parlamentari.
Tutto bene? Mica tanto visto che l’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, ha cominciato a menare fendenti a destra e manca. Intanto definendo leggero e inconsistente il governatore Macri. Nella nota pubblicata dall’Osservatore Romano, l’arcivescovo si è addentrato in una lunga riflessione sul matrimonio, istituzione del diritto romano, che stabilisce che la parola matrimonium è riferita al diritto di ogni donna ad avere figli. L’eterosessualità, prosegue la nota dell’Osservatore, non è discriminazione ma il presupposto del matrimonio.
Per il momento sembra prevalere da parte della Chiesa una sorta di rassegnazione, ma è probabile che si sta solo riavendo dallo shock che una tale decisione potrebbe rappresentare per l’America latina tutta. Vedremo sabato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

23/11/09 – Amori e disamori

lunedì, 23 novembre 2009

Fai le cose che sai fare e falle meglio che puoi, il resto linkalo (Jeff Jarvis)
Marcello Marchesi raccontava di un tale che affogò perché si vergognava a gridare aiuto

La delusione (dell’intero mondo politico, della presidente di Confindustria, di Pippo Baudo, di Platinette…) per la mancata nomina dell’italiano Massimino D’Alema al vertice della politica estera europea, dovrebbe lasciare il posto ad una riflessione meno emotiva e un po’ più politica.
Si può comprendere la dietrologia dei primi giorni che addossava al nostro premier un suo disimpegno, ma solo chi non ha idea di come funziona Bruxelles può continuare a sostenerlo. Berlusconi, dopo il goffo tentativo di imporre Mauro (pdl) alla presidenza del parlamento Ue – incarico che era riservato alla Polonia e che solo un presuntuoso errore di calcolo dovuto all’incompetenza o del premier o dei suoi consiglieri ha provocato – in questo frangente si è mosso con passo felpato e secondo le regole. Il gruppo Pse, soprattutto Schulz e Rasmussen, aveva chiesto la disponibilità a D’Alema per la candidatura a Mister Pesc, il governo italiano ha dato la sua apertura a sostenerlo con dichiarazioni reiterate del ministro degli Esteri Frattini. Per Roberto Gualtieri, eurodeputato di fede dalemiana, i socialisti europei hanno dimostrato la loro debolezza e la subalternità alla signora Merkel, in particolare Schultz che non ha opposto resistenza quando è saltata la candidatura italiana. Tutta colpa del Pse dunque? Certamente il gruppo ha dimostrato di essere secondo ai governi, ma non ci si può illudere che sia passata inosservata la sceneggiata dell’adesione del Pd al Pse ed è più che probabile che il Pd abbia pagato il prezzo dell’indecisione sull’affiliazione internazionale. Per il senatore Nicola Latorre, alter ego di Massimino (ma molto più fascinoso), nel gruppo Pse hanno prevalso scelte nazionaliste. Dice il senatore : “il traguardo del Pse deve essere la costruzione dell’Europa politica, se invece il Pse resta fermo ai riformismi nazionali allora sorge un problema e noi del Pd dobbiamo affrontarlo”. Auguri.
Onde evitare gli alti lai di chi trova politicamente scorretto che in queste righe non ci siano i soliti insulti al premier, rimedio subito ricordando che Berlusconi si trova bene con Putin e Gheddafi e che, pare sembra si dice, presto rincontrerà il presidente bielorusso già accolto a palazzo Grazioli in occasione della sua visita, qualche mese fa, al teocrate vaticano.
Francamente odioso invece l’atteggiamento della stampa e dei politici italiani sulle nomine di basso profilo. Se è vero che sarebbe stato molto meglio per l’Europa avere rappresentanti che dessero l’idea che l’Ue comprende il nuovo ordine mondiale, la scelta diversa non significa che il belga Van Rompuy e la britannica lady Ashton siano privi di talento.
Il presidente belga potrebbe essere in grado di costruire consenso tra i 27 anche se certamente vederlo a tu per tu con il presidente americano piuttosto che cinese sembra difficile. Più di lui conterà però Catherine Ashton: intanto controllerà un budget multimiliardario e uno staff di migliaia di persone disseminate nel mondo, e certamente i suoi studi prestigiosissimi nella London School of Economics, il suo passato semirivoluzionario (addirittura attenzionata dai servizi britannici), il suo interesse all’educazione (sottosegretaria all’’istruzione), al sociale, alle minoranze e in particolar modo ai diritti degli omosessuali, saranno utili nel momento in cui dovrà sintetizzare la posizione dei 27.
Quel che è certo è che oggi nell’Unione, come nella Fattoria di Orwell, tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. E al resto del mondo difficilmente questo è sfuggito.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento vedi anche :

3/11/09 – Mr. Europe
http://www.thefrontpage.it/?p=799
http://www.cronachelaiche.it/2009/11/d%e2%80%99alema-non-sara-ministro-degli-esteri-dell%e2%80%99unione-europea/

20/11/09 – ConVersioni

venerdì, 20 novembre 2009

Non voglio il realismo: voglio magia! Si, si: magia! Io tento di fare della magia: altero la realtà, non dico la verità ma quella che vorrei fosse la verità. (Blanche Dubois in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams)

Papa Giovanni Paolo II presto beato? Probabile e, diciamo la verità, buona parte del mondo è del tutto indifferente. Sembra però una grave mancanza di tatto aver messo in cima alla lista delle motivazioni per la promozione di GPII la conversione al cattolicesimo di un ebreo polacco, per questo passaggio da una fede ad un’altra, addirittura guarito da un malanno.
L’uso strumentale delle conversioni non è una novità per la Chiesa cattolica, basti pensare all’uso di Edith Stein, santificata da Giovanni Paolo II e nominata patrona d’Europa. Su di lei si stanno pubblicando saggi, libri, film, si organizzano convegni e conferenze tentando il più possibile di cancellare le sue tracce di ebrea. Stein nata a Breslavia in Polonia, giovane filosofa assistente di Edmund Husserl, che si convertì volontariamente al cattolicesimo affascinata dalla figura di Teresa d’Avila, diventò monaca carmelitana con il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Approfittando della sua posizione di suora tra il 1933 e il 1938 provò a chiedere udienza al papa Pio XII per sollecitarlo a condannare la politica antiebraica di Hitler, udienza sempre negata ufficialmente per mancanza di tempo. Il merito di Stein, anche di Stein cattolica, è quello di aver provato a parlare col papa, ma che meriti hanno quelli che adesso ne esaltano la figura e che non ebbero il coraggio di chiamare gli sterminatori con il loro nome? Nella clausura del convento nell’Alta Slesia racconta la sua vita nella autobiografia “Storia di una famiglia ebraica”. Il suo racconto finisce nel momento in cui un treno blindato la prelevò per portarla ad Auschwitz, deportata perché ebrea, morta perché ebrea. Arrestata nel convento chiese di condividere il destino del suo popolo. E’ per apportare correzioni ai suoi errori che la Chiesa si è inventata una nartire ideale la cui esaltazione altro non è che una autoesaltazione?
Sarà bene tenere a mente questa storia, soprattutto nel momento in cui papa Benedetto XVI si recherà in visita al Tempio Maggiore di Roma il 17 gennaio. Che non è solo la data delle Giornata del decotto dialogo tra ebrei e cattolici, ma è il giorno in cui, nel lunario del 5770 (2010) cadrà il Moed di piombo, data in cui gli ebrei romani ricordano la salvezza dall’assedio antisemita e dalle fiamme appiccate nel 1793 al ghetto. Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha già chiarito al Vaticano che questa non sarà solo una visita ad un luogo di culto. Davanti al ritorno di influenze improprie del cattolicesimo ufficiale su tutte le questioni riguardanti la vita dei cittadini, anche non cattolici, la richiesta del rabbino al papa sembra quanto meno una domanda di chiarezza.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


18/11/09 – Roma 16/18 novembre 2009, per non morire più di fame

mercoledì, 18 novembre 2009

“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill. “In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di colpo” (Fiesta)
La mancanza di cibo è la più terribile arma di distruzione di massa e le vittime sono gli innocenti (Luìs Inacio Lula, presidente del Brasile)

Jacques Diouf direttore generale della Fao dal 1994, invece di fare un (1) giorno di sciopero della fame avrebbe dovuto dimettersi. Nel 2000 l’organizzazione annunciò che avrebbe dimezzato la percentuale degli affamati entro il 2015 e oggi, dopo un decennio in cui questo obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto, lui è ancora al suo posto. Ancora oggi Diouf ha chiesto 44 miliardi di € che, tra l’altro, non avrà, ma i soldi da soli non servono se manca una visione strategica. Intanto la povertà non si affronta se non si parla di democrazia e se non si comprende il senso e l’utilità delle biotecnologie che devono sposarsi con istruzione, educazione, salute, modernizzazione, prioritario ruolo delle donne. Diouf, incoraggiato dal sindaco di Roma che si è unito alle 24 ore di digiuno, sembra lavorare (poco) solo per fornire ai poveri una ciotola di riso.
Eppure Diouf, senegalese cittadino del mondo che ha cazzeggiato amabilmente con il nostro premier, dovrebbe sapere che il piatto non lo riempiono i tiranni. Basti per tutti la presenza di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe che affama il suo ricco paese per piegare la resistenza interna. E basta soprattutto ricordare il monito del grande economista Amartya Sen, studioso delle carestie che ricorda che “nessun governo democratico potrebbe vivere affamando i suoi elettori”.
Folle folle folle idea quella della sindachessa Isabella Rauti, che comunque ha anche un incarico assegnatogli dalla ministra Carfagna, che ha partecipato al vertice delle dittatrici. Piccolo elenco: la moglie di Ahmadinejad completamente coperta dal chador nero che ha denunciato il pianto dei bambini di Gaza all’egiziana Suzanne Mubarak, dimenticando però di chiederle se il suo grande paese gli apriva le frontiere. Poi Aisha Hassan , prima dama della Somalia un paese dove si è messi a morte dopo un processo sommario, Grace Mugabe dello Zimbabwe il paese più povero dell’Africa nera. Alle mogli si è aggiunta la signora Maria Esther Reus Gonzalez, ministro della Giustizia di Cuba paese che viola costantemente diritti civili e umani. In compenso il sindaco Alemanno prima ha organizzato un bel cocktail, poi si è ricordato che era di cattivo gusto ingozzarsi al Campidoglio a pochi metri dalla Fao e ha annullato tutto. Chissà chi ha mangiato il rinfresco ordinato. In compenso il sindaco Alemanno prima ha imbottigliato i romani in una morsa di traffico e poi ha chiesto scusa. Pare che la prossima volta invece di isolare la Fao dal resto della città faranno un corridoio di fuga. La strada dello sviluppo è lunga e tortuosa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

er più, ovvero er sindaco pasticcione

Ricordate la visita di Benedetto XVI al Campidoglio il 9 marzo? Al Sindaco Alemanno sembrava un po’ poco la solita statuina della lupacchiotta che allatta Romolo e Remo e decise di donare un bel terreno a via dell’Inviolatella Borghese, dentro il parco di Veio. Il dono doveva servire a don Giovanni D’Ercole (appena nominato vescovo ausiliario dell’Aquila) per il villaggio degli ercolini. Da subito iniziarono proteste da parte degli abitanti della zona, spalleggiati da Italia Nostra, che fecero ricorso al Tar perché quell’area era stata assegnata dal demanio al Comune per destinarla a parco pubblico. La Santa Sede accortasi della situazione in cui era stata messa dal sindaco pasticcione ha deciso di fare un passo indietro. Il sindaco ne ha preso atto e ha riacquisito il terreno che sarà finalmente destinato a parco per i cittadini tutti volendo potranno passeggiarci anche gli ercolini) . Per rappezzare col papa il Campidoglio ha concesso un palazzo in via Gomenizza 81 (angolo via Teulada) dove i famosi ercolini si spera troveranno pace.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

17/11/2009 – Il MURO che non cade

martedì, 17 novembre 2009

era buono da mangiare piacevole a vedersi e desiderabile perché faceva acquistare intelligenza, prese il frutto e ne mangiò (Genesi 3:6)… farò grandi le sofferenze tue e della tua gravidanza, partorirai figli con doglia e avrai desiderio di tuo marito che dominerà su di te (Genesi 3:16)

Molti commentatori hanno notato che a Berlino, durante le celebrazioni del ventennale della caduta del muro, ne è crollato un altro: il ministro degli Esteri Guido Wastervelle ha presenziato a tutte le cerimonie, dalle funzioni religiose al concerto, dai discorsi dei Nobel e dei testimoni al pranzo, insieme al suo fidanzato. Bellissimo, speriamo di vedere presto questa normalizzazione delle coppie omosessuali anche al femminile. Come si sa, tutto quello che avviene nel mondo dei maschi è più semplice, o comunque accettato anche se ob torto collo, a differenza di quanto accade nel mondo delle donne.
Nel muro compatto fatto di uomini – nel senso di maschi – davanti alla porta di Brandeburgo si vedeva la piccola crepa prodotta da due donne, Angela Merkel e Hillary Clinton. Entrambe le signore, con bellissime sciarpe colorate, hanno vissuto gli anni del femminismo, hanno condiviso la fatica di farsi strada in un mondo maschilista, tutte e due hanno raggiunto un grado così alto di potere politico esclusivamente per i loro meriti, l’una e l’altra sanno come scegliersi una giacca per coprire le piccole magagne che segnano il corpo di chi ha dedicato più tempo alla crescita intellettuale che alla cura del fisico.
E’ un muro che mostra poche fessure quello che tiene lontane le donne dal potere politico.
Probabilmente è per questo che è passato come un fatto insignificante – in un paese che protesta per la libertà di stampa ma mai per il diritto ad essere informati – quanto successo all’ospedale Sacco di Milano che, durante le interminabili vacanze di natale non offrirà l’analgesia epidurale alle partorienti. Questo per rispettare le ferie degli anestesisti, che, pagando 900 € , potranno essere però rintracciati. E così Eva continua a scontare la colpa di aver offerto il frutto della conoscenza a quell’insulso di Adamo continuando a partorire con dolore. Come è noto il sistema sanitario nazionale ha inserito da pochissimo la prestazione grazie all’impegno del ministro Turco nel penultimo governo, ma il fatto che in un periodo di contrazione economica è la prima prestazione sanitaria a saltare la dice lunga sul rispetto delle donne e dei nascituri che in questo paese, che si riempie la bocca con la parola famiglia, c’è.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

15 /11/09 – Chi difende il crocefisso?

domenica, 15 novembre 2009

L’ultima volta che ha pianto? Mi viene sempre da piangere quando alla fine della messa cantiamo il Salve Regina. La persona scomparsa che richiamerebbe in vita? Mi vengono in mente solo persone vive che manderei a morte (Io donna intervista Camillo Langone)

La ragionevole sentenza di Strasburgo ha gettato nel panico i cattolici fanatici italiani. Ma anche i vertici ortodossi greci hanno accusato il colpo. L’arcivescovo di Atene ha convocato un sinodo ad hoc per dare una risposta forte a quello che viene erroneamente considerato un attacco ai simboli cristiani, e per avere più forza sta tentando un accordo con la Chiesa di Roma. Come è noto tra ortodossi e cattolici c’è una dialogo che dura da decenni con alti e bassi, ma non è escluso che la difesa di simboli comuni possa funzionare da propellente. I vertici della chiesa ortodossa greca temono, oltre alle sempre crescente secolarizzazione, il nuovo governo guidato dai socialisti che durante la recente campagna elettorale hanno preso l’impegno con gli elettori di tassare il ricco patrimonio ecclesiale.
La chiamata alla mobilitazione dei cristiani europei da parte della Grecia al momento non sembra aver raccolto sostenitori nel resto dell’Europa. I protestanti europei, in sintonia con quelli italiani, respingono decisamente che il crocefisso sia un simbolo identitario e/o culturale, ma riconoscendone la valenza religiosa ritengono che la sua collocazione naturale sia nella coscienza e nel cuore di chi crede. Presto sapremo se la Santa Sede preferirà aprire alla chiesa ortodossa greca (e moscovita) o se guarderà al resto d’Europa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento anche

5/11/09 La fine della religione
9/11/09 Ogni giorno ha la sua croce
14/11/09 Guerra asimmetrica

14/11/09 – Guerra asimmetrica

sabato, 14 novembre 2009

Io penso che una comunità sia tanto più ricca quanto meno pesi nei rapporti civili la differenza fra credenti e non credenti. La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe dar fastidio ad alunni che pratichino altre religioni o siano atei

In questi giorni abbiamo capito che i politicastri italiani non conoscono la differenza tra l’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo che è una istituzione del Consiglio d’Europa. Che ha picchiato il nostro paese in pochi giorni su argomenti che molto hanno a che fare con la sottomissione dell’Italia alla Santa Sede. Quasi sotto silenzio è passato il caso del professore Luigi Lombardi Vallauri, docente dell’Università Cattolica di Milano, che undici anni fa non ebbe rinnovato l’incarico perché le sue opinioni furono ritenute “nettamente contrarie alla dottrina cattolica”. Lombardi Vallauri ricorse al Tar, poi al Consiglio di Stato, senza successo. Decise allora di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che gli ha dato ragione. Il provvedimento ha condannato l’Italia per avere violato la libertà d’espressione del professore definendo “priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio” la decisione dell’ateneo. Come si vede, il prof. Vallauri e la famiglia di Abano per la questione del crocefisso a scuola hanno percorso le stesse strade. Entrambi i dispositivi difendono i diritti individuali della persona compreso l’aspetto religioso.
Ed è davvero sbalorditivo che politici e commentatori contestino la sentenza sul crocefisso in nome dello Stato per imporre a tutti una medesima religione.
Come era prevedibile c’è stato il ricorso del governo e raccolte di firme degli eurodeputati di entrambi gli schieramenti. E’anche arrivato il sostegno, per il momento, della Grecia che si appella ai cristiani europei (http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8358027.stm).
E’ probabile che la guerra dei crocefissi l’Italia (governativa/politica) la perderà a favore della democrazia (che contempla i diritti di tutti), ma la contesa sarà lunga e totalmente squilibrata. Da una parte chi crede nel diritto, e dall’altra chi legge nel crocefisso un significato religioso, culturale, politico, identitario. L’accozzaglia di motivazioni che i difensori del simbolo portano è, pur se nel lungo periodo, perdente. Un certo riserbo dei vertici della Chiesa, che comunque incoraggia gli ascari dei partiti, è forse da leggere in una eventuale preoccupazione determinata dall’aumento degli studenti di fede islamica. Se la Chiesa si espone troppo sulla difesa del simbolo religioso e del valore spirituale per gli studenti che dovrebbero esserne confortati, potrà opporsi ad un eventuale analoga richiesta dei musulmani? A meno che non voglia ricorrere alla conversione forzata (né lontana né estranea alla sua storia) dovrebbe cedere alle richieste islamiche.
Più prudente, almeno per il momento, farlo difendere dagli “utili idioti” della politica come simbolo culturale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Sull’argomento anche
5/11/09, La fine della religione e
9/11/09, Ogni giorno ha la sua croce

Segnaliamo ai lettori di No God la presentazione del Rapporto annuale Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) “In un mondo che cambia: donne, popolazione, clima” – mercoledì 18 novembre ore 11.00, Sala della Stampa estera, via dell’Umiltà 83/c Roma