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30/12/09 – Perdere l’amore

mercoledì, 30 dicembre 2009

Da lunedì 28 dicembre sarà soppressa la fermata degli autobus in via del Plebiscito davanti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Una decisione presa per fluidificare il traffico e per ragioni di sicurezza (dal comunicato stampa dell’Atac del 26.12.09)
E’ o non è il nostro presidente del Consiglio Unto dal Signore? Ora bisogna solo attendere che qualche suo seguace proponga di indicare nel 22 dicembre (giorno del perdono a Tartaglia) una ricorrenza da festeggiare con partecipazione di popolo nel santuario di Arcore (Peppino Caldarola, il Riformista)

Commentando la spinta al papa il premier ha detto: “dobbiamo davvero contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio”. Una dichiarazione poco intelligente perché accredita – audacemente – che i due fatti, l’aggressione al premier e la spinta al pontefice, sono entrambe figlie del contesto velenoso in cui viviamo (secondo Silvio). E’ un messaggio del tutto infondato come molte affermazioni che abbiamo sentito in questi giorni, ahimè, a media unificati.
Se il gesto esecrabile del lancio della miniatura del duomo doveva sortire l’effetto di un abbassamento delle penne di tutti i pavoni del parlamento, sembra evidente che ciò, almeno a sentire le numerose telefonate e messaggi di questi giorni, non è successo. Il premier continua ad essere ben lontano dallo statista che crede di essere e si mostra, come sempre, tracimante.
Tra l’altro, sarebbe interessante sapere qual è il clima di odio che circonda il santopadre. La sortita del teologo confuso su Pio XII non sembra aver destato lo sconcerto che la gravità del fatto avrebbe meritato, non ha avuto neanche l’onore di un approfondimento giornalistico (neanche degli pseudorivoluzionari che preferiscono scherzare coi fanti ma lasciando in pace i santi).
La questione cattolica, uno dei grandi nodi del Paese al pari della mafia, dell’evasione fiscale e della mancanza di equità sociale (ecc), è ben lontana dall’essere risolta, e gli auguri di natale del premier al papa mostrano gli anni luce che mancano alla soluzione del problema. Il governo, ha promesso Silvietto al papa, sarà in linea con i valori proposti dalla Chiesa cattolica. Intanto ha fatto diffondere subito la notizia che in virtù dell’amore che lo ha pervaso, ha regalato alle deputatesse una bel pendaglio a forma di croce. Strasburgo toglie il crocefisso e io me ne frego della Corte e ve la regalo a tutte, tie’.
Oltre alle leggi personali annunciate con amore cosa ci porterà il 2010? Probabilmente leggi che sembreranno partorite dall’agenda dei vescovi. Per intanto il premier è entrato nella storia dei santi col perdono dato al suo assalitore, lo stracco rito di un disgraziato paese che non si riconosce nella giustizia ma cristianamente perdona, sia che ti venga portata via la casa per lo smottamento che avevi denunciato, sia che ti ammazzino la figliola che nessuno ha ascoltato quando denunciava che l’ex fidanzato la perseguitava. Ovviamente dal 7 febbraio in poi tutto con amore: basta con la vecchia e stantia storia della politica che serve per dare forza alle ragioni dei deboli.
Non zuccheroso perdono ma giustizia vuole Ilaria Cucchi. La chiede per suo fratello Stefano che a 31 anni è morto perché selvaggiamente picchiato in carcere. Chiede giustizia mentre il ricordo del giovane sbiadisce: i medici che non si erano accorti delle fratture sono stati reintegrati, i carabinieri e gli agenti penitenziari si rimpallano la responsabilità, persino il documento dei Dap che ha ammesso errori negligenze e soprusi, viene raccontato in poche righe. Gli auguri – sinceri e affettuosi – sono per Ilaria e le persone che credono che il rigore della legge non deve essere disgiunto dalla tutela della dignità della persona.
Auguri per un 2010 sereno, pieno di salute e di crescita (come si usa dire).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=hgDT8mX_uOM

18/12/09 – Vacanza

venerdì, 18 dicembre 2009

Questa rubrica si prende qualche giorno di vacanza. Nel frattempo vi auguro di non abbrutire nel luogo comune. A presto, Tiziana

“E’ tempo di liberarsi, andate e festeggiate: Il Natale, la Hannukah, la Kwanza, il Solstizio. Qualunque cosa vi renda felici: tanti auguri a tutti!” Eccolo il messaggio natalizio del marchio Gap che sta dividendo gli americani. La scelta di uno spot che unisce festività diverse “per non discriminare nessuno”, infatti, ha provocato l’ira dell’Afa, l’Associazione delle famiglie. A far arrabbiare i tradizionalisti americani, più della Hannukah (festa ebraica iniziata l’11 dicembre) e la Kwanza (antico rito della comunità afroamericana che inizia il 26 dicembre), è stato il riferimento al Solstizio: “Un rito di magia pagana paragonato al Santo Natale non è accettabile”.( Laura Fiengo, Vanity Fair , n.51)

Il 25 dicembre ragazzi miei, è l’antica festa pagana del Sol invictus, il sole invincibile, che coincide con il solstizio d’inverno… spesso le nuove religioni adottano le festività già esistenti per rendere la conversione meno traumatica. E’ un fenomeno che si chiama trasmutazione. Aiuta la gente ad abituarsi alla nuova fede: i fedeli mantengono le stesse festività, pregano negli stessi templi, usano gli stessi simboli. L’unica cosa che cambia è l’oggetto di culto, il dio che si adora (Angeli e demoni, Dan Brown, Oscar Mondadori € 13)

Sono solo dei frammenti. Li hanno trovati mesi fa, negli scavi di una tomba al Campo del Sangue, l’orto di Gerusalemme che Giuda comprò per trenta denari. Sono d’un sudario dell’epoca di Gesù, dice la squadra di archeologi israeliani, americani, canadesi, che li ha studiati a lungo per arrivare a una conclusione: “è un tessuto a trama molto semplice, ottenuto con l’uso soltanto di due fili intrecciati”, quanto basta a dimostrare che l’altro e ben più celebre sudario (la sacra sindone) sarebbe in realtà un falso, perché il suo ordito è molto più complesso e con più fili, fu introdotto solo in epoca successiva”. Tornano dunque i dubbi sulla fotografia del Cristo custodita nel Duomo di Torino. Il team internazionale, che ha pubblicato la sua ricerca negli Usa, sulla rivista PloS One della Public Library, ha trovato il nuovo sudario nei pressi della tomba di Hannah, il sacerdote che processò Cristo. Avvolgeva la salma d’un uomo morto di lebbra. E’ in cotone, tessuto a mano con un sistema semplicissimo usato nella Giudea del I secolo; secondo il professor Orot Shamir, un metodo ben diverso dalla torcitura della Sindone, tipica invece della Grecia o dell’Italia. La nuova scoperta arriva a pochi mesi dall’ostensione della reliquia di Torino, che dopo dieci anni verrà di nuovo mostrata ai fedeli. (Francesco Battistini, Corriere della Sera, 17.12.’09)

16/12/09 – Deprecabile

mercoledì, 16 dicembre 2009

E’ chiaro che anche la magistratura ha contribuito a creare un clima così. Questo è il vero motivo per cui occorre cambiare la Costituzione. Anche la caccia all’uomo giudiziaria ha creato il contesto in cui è stata possibile l’aggressione. La magistratura deve essere ricondotta al suo ruolo. Che è al di sopra e al di fuori della politica. I magistrati non devono fare politica; sarebbe come se il Papa o la Chiesa pretendessero di farla. (Don Verzè, fondatore del San Raffaele, intervistato dal Corriere della Sera)

Per fortuna oggi il premier lascia l’ospedale. Altri leader politici, più importanti di lui, come Olof Palme, Yitzhak Rabin, Benazir Bhutto, sono morti gettando nello sconforto i loro Paesi. L’aggressione dello squilibrato con la statuina del duomo aggiunge un tocco surreale alla situazione che fa pensare più al caso di John Lennon che ad un gesto di “terrorismo politico” con precisi mandanti morali come hanno sobriamente raccontato, prima nei salotti televisivi e poi alla Camera, i parlamentari pdl. Per aggiungere un ulteriore tocco di irrazionale solo negli interventi dei deputati Pd si è fatto cenno al problema della sicurezza del presidente.
Due giorni di gran via vai all’ospedale, e quelli che prima erano tutti contro sono stati tutti intorno. Il moderato Casini che proponeva fronti nazionali per fermare il Cav, dava un appiglio sul quale lavorare a Bersani, e Fini sembrava poter intravedere una destra senza Berlusconi. Cambiamenti che si sono infranti come il naso e i denti del premier. Come dire che il gesto di Tartaglia, che è acclarato che ha disturbi psichiatrici, ha annientato in pochi secondi una tela incompleta ma tessuta faticosamente. Casini si è dovuto ringoiare tutto, e Fini si è recato al capezzale del ferito col capo cosparso di cenere.
In molti pensano che se stamattina si votasse Berlusconi sfiorerebbe l’80%. Oggi si, domani forse. Il premier ha troppe volte infranto l’accordo con le istituzioni, ha litigato oltremisura con il Capo dello Stato, una figura generalmente rispettata dagli italiani, minando le poche sicurezze dei cittadini nei fondamenti della Repubblica. In questo momento la violenza del bipolarismo forzato è troppo forte per trascurare la difesa delle istituzioni democratiche. Oggi siamo appesi al buon senso mostrato dal Presidente della Camera che ha stigmatizzato, per l’ennesima volta, l’espropriazione del Parlamento per il continuo ricorso alla fiducia.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

14/12/09 – Tette di Stato

lunedì, 14 dicembre 2009

I tuoi seni sono grappoli d’uva (7:8); le tue poppe sono più dolci del vino (7:4); il tuo seno è una tazza rotonda (7:3). Cantico dei Cantici, (che sui seni ha ragione)

C’era bisogno di un ddl (per essere effettivo si attende una risposta del garante della privacy) che vietasse la mastoplastica additiva alle minorenni? Secondo Francesca Martini, sottosegretario leghista alla Salute, nota alle cronache di colore per aver mostrato fieramente il suo avambraccio alle telecamere de il Fatto quotidiano (talk rai2 condotto da Monica Setta) pronta a inocularsi il vaccino per la nuova influenza , si si si. Non sarebbe stato meglio ricordare ai medici, attraverso il loro Ordine, che è buona norma aspettare la fine dello sviluppo prima di affettare una bambina? E non esiste il famoso consenso informato che per i minorenni deve essere, per ora, controfirmato da un genitore o da un tutore adulto?
Per la mia cultura è un po’ difficile da comprendere, ma sembra che un numero crescente di adolescenti si senta umiliata da un seno misura seconda e, per uscire dal disagio si organizza con le protesi. Personalmente consiglierei un analista che le aiuterebbe a comprendere l’origine del disagio e, soprattutto, ad apprezzare la bellezza dei seni, che risiede nella forma, nella consistenza… e non solo nel volume. Ma, non siamo tutti uguali ed è equo che una giovane, ben informata dal medico degli eventuali rischi sanitari per l’oggi e per il futuro, faccia quel che creda col suo corpo. Il legislatore e la politica non dovrebbero occuparsi di questi argomenti, anche perché, guarda il caso, riguardano sempre solo la repressione delle donne, dal seno alla ru486.
Più utile sarebbe far crescere le ragazze con una maggiore consapevolezza di sé, e forse qui il legislatore, e la politica, potrebbero intervenire lavorando per l’eliminazione di qualsiasi discriminazione di genere. Ma, piaccia o no, le ragazze devono poter interrompere la gravidanza (come in Spagna) e ritoccarsi il seno quando vogliono.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

29/9/09 – Gli uomini non cambiano http://www.nessundio.net/blog/2009/09/29/2692/
17/11/2009 – Il MURO che non cade http://www.nessundio.net/blog/2009/11/17/2987/
4/12/09 – Sic et simpliciter http://www.nessundio.net/blog/2009/12/04/3167/

A Roma un 15 dicembre con i fiocchi per i patiti del gossip.
Presso la sala Mocenigo dell’Empire Palace Hotel in via Aureliana presentazione del libro Gradisca, presidente di Patrizia D’Addario. A parlarne insieme a lei Luca Telese (Il Fatto), Norma Rangeri (il manifesto) e l’editore Alberto Castelvecchi. Stesso giorno e stessa ora (17.30) presso la Casa internazionale delle donne in via della Lungara presentazione de Il pesce rosso non abita più qui di Maria Gabriella Genisi. Il libro racconta le peripezie erotico-sentimentali di un ministro berlusconiano (Bondi?), e verrà commentato da Fabrizio d’Esposito (il Riformista).

12/12/09 – Squilibri (2)

sabato, 12 dicembre 2009

Ma va a ciapà i ràtt (Castelli a Saviano)

Nella guerra civile in cui viviamo da un po’ di tempo (il premier quando parla sembra non ricordare che ha governato 8 anni degli ultimi 15, e che dei tre presidenti “comunisti” di cui si lamenta Carlo Azeglio Ciampi è stato eletto anche con i suoi voti. Vuole fare la riforma della giustizia? E’ un leader populista e sa che l’immunità parlamentare gli elettori, anche i suoi, non l’abbozzerebbero, e la separazione delle carriere dividerebbe la maggioranza) passano in subordine cose gravissime.
Gianluca Ensoli, medico del Cie (centri di identificazione e di espulsione degli immigrati) di Ponte Galeria a Roma, racconta che vengono somministrati farmaci in tre turni: il giorno il valium e il tavor, la sera il minias. Somministrare farmaci è lo strumento per eccellenza delle dittature. I diversi, cioè gli stranieri poveracci che ambiscono a cambiare la loro condizione, vengono trattati come pazzi da contenere. Questo è orribile ed ancora più agghiacciante è come la Lega, il partito più importante nella compagine governativa, spinga all’odio verso queste persone. Il vicesindaco di Milano (pdl provenienza an) ha mostrato grande preoccupazione per le minacciate raccolte di firme anti minareti, e ha precisato che al momento non esistono richieste in questo senso da parte delle comunità islamiche. Tempeste in bicchieri d’acqua ma che servono a mettere in movimento idee malate, parole malate. E che portano con prepotenza la religione al centro del dibattito in una sorta di primitive crociate.
Ho ritrovato un post di un paio d’anni fa sulla libertà religiosa LEGGI e mi rendo conto che la situazione è addirittura peggiorata. Il laicismo, la sobrietà, l’eleganza, sembrano lontane.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Articolo 18 – Libertà di pensiero, di coscienza e di religione… ma meglio se è quella cattolica

Tiziana Ficacci – resistenzalaica.it
sabato 08 dicembre 2007

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Da tempo immemorabile la tolleranza non è la caratteristica della religione, anzi, tutto il contrario. Nel corso del tempo la religiosità è stata alla base dell’identità della tribù, della nazione e della comunità. Questa identità è stata il fondamento della separazione dal mondo e causa del conflitto tra israeliti e cananei, cristiani e romani, musulmani e ebrei, sik e induisti, protestanti e cattolici.
Ogni religione è radicata in una particolare esperienza o senso del sacro o interessi specifici e giura sulla propria unicità e superiorità. Sono andate perdute vite umane in guerre e persecuzioni, più per la religione che per ogni altra singola causa. Continuamente l’intolleranza religiosa ha costituito l’ossatura del pregiudizio razziale ed è la ragione della discriminazione politica e sociale nei confronti dei non e diversamente credenti.
Le religioni sono tutte fortemente autoritarie e, diversamente da quanto pensiamo alle nostre latitudini, questo non riguarda solo le fedi di rivelazione profetica (ebraismo, islamismo, cristianesimo), ma anche le religioni mistiche (induismo, buddismo, confucianesimo, taoismo). Leggiamo, ad esempio, in testi buddisti: “Non vi è nessuna altra via per guadagnare la salvezza se non mediante l’insegnamento di Budda”.
I maggiori programmi verso la libertà religiosa non sono nati dalle confessioni religiose, dai sinodi, dai concili, ma dalle costituzioni, dai corpi legislativi, dalle corti di giustizia.
L’art. 7 della Costituzione italiana regola i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica attraverso i Patt Lateranensi.
L’articolo scritto nel ’48 presumeva che i Patti del ’29 sarebbero stati presto revisionati, e non indica per le revisioni cambiamenti costituzionali. Ma dopo le modifiche apportate nell’84 nessun governo ha voluto scottarsi con la bollente patata vaticana.
In Italia, paese sottoscrittore della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo la libertà religiosa esiste?
Si, se si considera che qualsiasi religione può essere praticata senza subire persecuzioni. No, se si considera che a tutt’oggi c’è un concordato che, seppur scrostato dalle ruggini più marce con la revisione dell’84, sancisce la superiorità di una religione sulle altre ignorando il diritto di chi non ha religione.
Lo Stato italiano ha cercato nel corso del tempo di arginare questa pesante disarmonia siglando intese con le minoranze religiose esistenti sul territorio (11 agosto ’84, Tavola valdese; 22 novembre 1988, Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno; 22 novembre 1988, Assemblee di Dio in Italia; 8 marzo 1989, Unione delle comunità ebraiche in Italia; 29 novembre 1995, Chiesa evangelica Luterana in Italia; 12 aprile 1995, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia) e stilando bozze di intesa (con l’Unione Buddista italiana e con la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, entrambe in attuazione dell’art. 8, terzo comma della Costituzione).
Con l’Accordo con la Chiesa cattolica siglato nell’84 la religione cattolica smette di essere religione di Stato, ma non cessano le discriminazioni per le minoranze e i non credenti.
Finisce l’assurdo obbligo dell’ora di religione che ha bollato con epiteti infami molti studenti costretti a produrre certificati per l’esonero. Ma rimane nelle classi elementari l’abitudine di organizzare il presepio, le carole natalizie, il terrorismo sul corpo che risorge nei riti pasquali, il crocefisso alle pareti. Malcostume dovuto al pessimo stato dell’istruzione e alla crassa ignoranza e pigrizia degli insegnanti che toccano il loro fondo con la maestra. Purtroppo quasi sempre donna, il che rende questa critica ancora più amara.
Altro grande elemento di discriminazione è vigente nell’informazione. Avete presente i giornalisti che annunciano il santo padre (il papa, il pontefice, il capo della Santa Sede), o che, peggio, vi fanno gli auguri in coda al Tg di buon natale? Ricordate una telegiornalista che salutava la domenica buon Giorno del Signore? Avete presente il crocefisso mostrato su improbabili seni di presentatrici, vallette ecc? Ecco, questa ostentazione non sempre è indolore per chi crede diversamente, è fastidiosa per chi non crede. Patetici sono i politicamente corretti che fanno gli auguri per le festività confondendo il giorno di kippur per una festa allegrotta o che offrono da bere durante il digiuno di ramadan. Ma un augurio in più, alla fine, fa comunque sempre piacere.
Come ignorare le discriminazioni linguistiche? Ancora oggi capita di riempire moduli dove il nome è segnalato come nome di battesimo, e quanto è urtante sentir dire cristiano, bravo cristiano, siamo tutti cristiani. E questo per dire siamo tutti brave persone. Recentemente un importante quotidiano romano per commentare un efferato crimine titolava “Non siamo più cristiani”.
Argomento a sé l’ipocrisia degli uomini politici e il loro vigliacco soggiacere al potere del regno vaticano. Va usato per loro un disprezzo biblico. Nell’Esodo, Faraone non ha nome, è il cattivo per antonomasia. Lo stesso per i politici, non hanno diritto a nessuna indulgenza e riconoscimento.
Cosa significa equità per una persona appartenente ad una minoranza religiosa o non credente? L’abrogazione dell’art. 7 della Costituzione. L’abolizione delle intese, metastasi del cancro concordatario. La libertà di disporre dei propri soldi da versare a comunità di fede (o anche spenderli per sé). La libertà di poter mandare i bambini in qualsiasi scuola senza doverli sostenere perché diversi.

9/12/09 – Squilibri

mercoledì, 9 dicembre 2009

Tutto cambia tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi. Ma si sbagliano (D. de Rougemont)
Surtout pas trop de zèle (Talleyrand)

Il Presidente della Repubblica incontrando il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ha sostenuto che l’impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana. Ha dimenticato però di dire quanto costa questo essenziale a ogni italiano, anche a quei tanti che non sono interessati all’acquisto. Intanto ieri i romani hanno avuto il primo assaggio del colonialismo natalizio da parte della Santa Sede, con la città bloccata per la consueta passeggiata papale alla statua dell’immacolata in piazza Mignanelli (restaurata qualche anno fa dallo stilista Valentino, non tanto per devozione ma perché nella piazza c’era la sede del suo atelier e lo irritava la colonna nero carbone). La rai ha seguito la diretta della preghiera, ma nonostante l’appassionata retorica il vaticanista De Carli, ha fallito il miracolo dei pani e dei pesci mostrando una piazza vuotina ma un sindaco (e consorte) in preda all’orgasmo davanti al santopadre.
Niente bagno di folla per Benedetto XVI, ma i suoi grattacapi non finiscono qui. Infatti questo venerdì saranno a rapporto il cardinale Sean Brady, primate d’Irlanda e monsignor Diarmuid Martin arcivescovo di Dublino, per discutere degli abusi sessuali nelle scuole cattoliche. Sarà esaminato il rapporto Murphy , cioè l’inchiesta su quanto accaduto negli istituti cattolici di Dublino negli ultimi dieci anni. Dai vari rapporti e resoconti è emersa una specie di complicità tra la Chiesa e le istituzioni governative che hanno spesso archiviato le denunce delle vittime. Sembra che il papa voglia fare un repulisti, tardivo ma comunque utile e apprezzabile.
Sarà stato perché le celebrazioni dei vent’anni della caduta del muro avevano dato troppo lustro a Berlino che i media vaticaliani hanno deciso di relegare alle brevi l’ennesima notizia alla città tedesca. Eppure la capitale dell’ateismo, secondo la definizione del cardinale Walter Kasper, dal prossimo anno santificherà le feste, per cui la domenica sarà vietato lo shopping. Lo ha stabilito una sentenza della Corte costituzionale con questa motivazione “un semplice interesse economico dei mercanti e l’interesse dei consumatori non sono abbastanza fondamentali per giustificare le eccezioni di apertura dei negozi”. Le chiese e i sindacati felici, il sindaco Klaus Wowereit* annuncia contromisure. Avremmo gradito sentire qualche commento per questi ultrà della santa domenica; ci consoliamo con la polizia e il sindaco di Gerusalemme che reprimono, anche un po’ violentemente, i pochi ma tignosi ultraortodossi che pretendono il riposo sabbatico per supermercati e piscine. Tov yalla bye, come dicono i giovani israeliani che salutano almeno in tre lingue.
Intanto si vedono parecchi piumini-sciarpe-guanti viola (ametista, ciclamino, indaco, lavanda, lilla, malva, melanzana, mosto, porpora, prugna) per le strade, e non si sa se esprimano antiberlusconismo o solo empatia per un colore finalmente sdoganato dalle grinfie della quaresima. Quello che di più fastidioso rimane dell’ondina viola è la sicumera di alcuni di aver smosso il mondo essendo i depositari della verità (tutti papi nel senso di pontefice), e i politici di sx che “stanno col movimento” da mignatte, succhiando linfa senza neanche prendersi lo scomodo di crearsi un movimento (ergo una idea) da soli. Indipendentemente dal colore della nostra sciarpa, siamo in parecchi a volere un governo diverso dall’attuale, magari mettendo in campo idee senza sentirci ogni volta tacciati di intelligenza col nemico (intelligenza?) se non sposiamo il giustizialismo , la delazione, il gossip moralistico. Ci piace il corsivo di Francesco Piccolo sull’Unità “…siamo in tanti, la pensiamo in maniera diversa su tante cose, ma siamo costretti a stare sempre insieme con forcaioli, violenti, reazionari, comici diventati messia, gente che starà bene soltanto quando vedrà tutti in galera, altri che fanno una satira di serie c, altri che mandano mail a tutto il mondo con barzellette su Berlusconi o sull’altezza di Brunetta. Dicono, è Berlusconi che ci costringe a farlo. Ecco, è esattamente questa conclusione che respingo con tutta forza: non voglio essere peggiore di quello che sono, perché lo sarei da 15 anni e ancora per qualche anno, suppongo. E si può essere peggiori in modo cosciente, e addirittura volontario, per un giorno o per una settimana, ma non per un Ventennio”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* 13/10/08 – Ritratto di (signor) sindaco

http://www.nessundio.net/blog/2009/12/09/3195

7/12/09 – Consigli (non richiesti)

lunedì, 7 dicembre 2009

Luttuoso, curiale, legato alla quaresima? Beh, come bisogna chiamarli questi quindici anni con Silvio? E comunque il viola (ametista, ciclamino, indaco, lavanda, lilla, malva, melanzana, mosto, porpora, prugna) alle brune con gli occhi verdi e l’incarnato chiaro sta benissimo.

Certamente la piazza san Giovanni era piena, e comunque in Italia ci sono molto più di un milione di persone che vorrebbero un governo diverso anche se sabato non erano al corteo. In quella piazza però c’erano tanti giovani e quello che pensano, da dove vengono, come formano la propria cultura dovrebbe essere importante per l’opposizione. Vedendo la manifestazione in tv (rainews24 e sky) scandalizzavano i vari Civati, Franceschini, Ferrero… e altri così stinti di cui non ricordo neanche il nome, che si buttavano sui microfoni (soprattutto della rai dove i giornalisti bene o male sono dipendenti della politica partitica) ma venivano schizzati via dai manifestanti.
Cosa dovrebbero fare i partiti di opposizione? I miei suggerimenti (naturalmente non richiesti) oggi sono per il Pd del simpatico ma statico Bersani.
Il duo Ferrero-Diliberto si è unito in una formazione rosso antico, e l’esperienza di Sinistra e Libertà, dopo la defezione dei socialisti assolutamente estranei a quella esperienza, e al riposizionamento dei Verdi, sembra arrivata alla fine. I leader della fu Rifondazione comunista rischiano di consumare la loro piccolissima eredità puntando tutto su Nichi Vendola da ricandidare alla regione Puglia. Probabilmente il governatore ne uscirebbe sconfitto e calerebbe il sipario su quell’esperienza politica. Sarebbe tanto complicato per Vendola e i suoi entrare nel Pd bersaniano portando il loro patrimonio di idee? Quanto alla regione Puglia, il Pd ha un candidato perfetto, e cioè Massimino D’Alema. E’ una idea pazza? Certo per chi aveva la velleità di diventare mr. Pesc mr. Puglia sembrerebbe un passo indietro, ma arriva il momento per tutti in cui è meglio abbassare il capo davanti ad ambizioni eccessive, riconoscere che persone migliori di noi occupano posti più prestigiosi, e che è il caso di lavorare per quello che sappiamo fare. 

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

6/12/09 – Simul stabunt, simul cadent.

sabato, 5 dicembre 2009

Something is rotten in the state of Denmark! (Shakespeare, Amleto, Atto I, Scena IV)

Dal 7 al 18 dicembre si terrà a Copenaghen le quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Al centro di questo vertice internazionale i negoziati per l’ampliamento della Convenzione sui cambiamenti climatici e per la firma di un nuovo accordo sul clima che aggiorni il Protocollo di Kyoto. Nella conferenza preparatoria di Poznan i delegati si sono accordati su progetti ambiziosi per prevenire, a partire dal 2013, gli effetti dannosi del riscaldamento climatico.
Secondo gli scenari previsti dall’Ippc (Intergovernamental Panel on Climate Change, la task force scientifica sul clima delle Nazioni Unite) entro la fine del secolo si potrebbe avere un innalzamento della temperatura fino a 5°.
Ma, la cosa che ci preme sottolineare dell’ampia e interessante documentazione preparatoria della Conferenza di Copenaghen, sono i dati che dimostrano come l’andamento climatico non è legato alla variabilità naturale. Infatti, leggiamo nei documenti predisposti dall’Ipcc “ci sono nuove e forti evidenze che la maggior parte del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni sia attribuibile ad attività umane”. Fenomeni meteorologici estremi conducono a spostamenti di popolazioni; i mutamenti climatici infatti determineranno l’incremento di elevati flussi migratori che, secondo le stime delle Nazioni Unite, coinvolgeranno almeno 50 milioni di persone entro il 2010, in gran parte donne e bambini. I cambiamenti climatici si correlano strettamente all’urbanizzazione. Infatti è stato calcolato che nei prossimi 20 anni la popolazione delle aree urbane raddoppierà da 2,5 a 5 miliardi nelle megalopoli (Bombay, Città del Messico, Delhi, Dakar, Lagos, San Paolo, Tokyo), e ci sarà, per la contaminazione delle falde acquifere, un incremento del tasso di mortalità infantile fino a 12 volte rispetto alle città più piccole e con servizi adeguati.
Oggi la popolazione mondiale si assesta sui 6,7 miliardi di persone che diventeranno, secondo le proiezioni, almeno 9 nel 2050. Concentrati soprattutto in alcuni continenti: in Asia la percentuale si attesterà a livelli stabili del 59%; in Africa la percentuale raddoppierà (al 20%); in America latina la percentuale raggiungerà il 9%; in Europa la percentuale scenderà dal 12 al 7%. Un aumento demografico ma anche, come si vede dai dati, un cambiamento nella distribuzione della popolazione fra i vari continenti.
E questo pone la richiesta di una più equa distribuzione delle risorse sociali ed economiche tra i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo. Nel corso dell’ultimo secolo si è utilizzata 10 volte più energia che nel millennio precedente… il pianeta riuscirà a sostenere la crescita demografica attraverso le sue risorse?
La questione demografica e quella energetica rappresentano due sfide interconnesse, due volti dello stesso problema che a Copenaghen non potranno essere eluse.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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4/12/09 – Sic et simpliciter

venerdì, 4 dicembre 2009

Il vero guaio delle donne è che devono sempre cercare di adattarsi alle teorie degli uomini sulle donne (D.H. Lawrence)
Il voto, pensai, non significa nulla per le donne. Dovremmo armarci (Edna O’Brien)

Secondo il ministro Sacconi la donna che vorrà abortire con la pillola Ru486 dovrà comunque stare tre o quattro giorni in ospedale rimanendoci fino all’avvenuta espulsione del feto. Una decisione che, per il ministro, è determinata dal rispetto della legge 194 che prevede per l’aborto chirurgico una sosta all’ospedale. Al di là dell’impossibilità di applicare questo regolamento – è noto che il malato anche morente può, dietro sua responsabilità, lasciare l’ospedale – è evidente che la questione è un’altra. Si vuole riaffermare che per le donne abortire deve essere faticoso, doloroso, avvilente, snervante, impegnativo, angoscioso, degradante, ignominioso.
La legge 194 contiene la via di fuga per i medici di obiettare perfino nel servizio pubblico. In realtà nella stragrande maggioranza dei casi copre dei medici fannulloni (nel senso offensivo che usa il ministro Brunetta), oppure che vogliono fare carriera senza perdere tempo per interventi non gratificanti per un chirurgo (come un dentista che cava un dente piuttosto che impiantare un bell’incisivo), o ancora che desiderano esercitare in ospedali di enti religiosi, e, per ultimo ma non ultimo, intervenire ambulatorialmente nei loro studi privati dietro sostanzioso compenso.
E’ evidente che l’introduzione della Ru486 scriverebbe la parola fine a queste avvilenti storie.
Ma, il ministro del Welfare (che vuol dire benessere), non vuole consentire alle donne che governa di essere maggiorenni. E allora per giustificare l’ingiustificabile si concentrano in bella sequenza tutti i più frusti, umilianti luoghi comuni sulle donne scervellate che se facilitate abortirebbero un giorno si e un giorno pure.
Riuscirà il ministro Sacconi con la sua ignorante cocciutaggine a tenere l’Italia fuori dal mondo civile? Anche questa volta siamo davanti a scelte ideologiche ma difficilmente applicabili, così come è successo per le ronde o per l’immigrazione clandestina. Sono norme che gettano veleno nella società, e qualcuno si chiederà, se la politica le donne le vede come delle stolte che inghiottono una pilloletta come fosse una zolletta di zucchero, perché non posso permettermelo io che sono il marito e la schiaffeggio, che sono il collega e le faccio mobbing, che sono il corteggiatore respinto e le faccio lo stalking? Quelle del ministro sono norme fatte per compiacere la Chiesa romana, solo le gerarchie non certo le cattoliche, ma che non impediranno alle italiane di assumere la Ru486 come succede già in alcune regioni e nel resto del mondo. La politica del ministro del Welfare renderà difficile la vita al personale sanitario intelligente, alle donne più povere, ma nella realtà è stupida e di corto respiro. Perché le donne, e per fortuna sempre in numero crescente, hanno consapevolezza e rispetto di sé, e sanno che nessun Sacconi potrà costringerle ad un ricovero coatto o alle grinfie di un aborto chirurgico non deciso da sole.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.direfarepensare.it/dossier_194_2008.html
http://www.perstefanocucchi.blogspot.com/

2/12/09 – Guardie svizzere

mercoledì, 2 dicembre 2009

I minareti sono parte integrante delle moschee, sarebbe come costruire una chiesa senza campanile. Se la proliferazione delle moschee è per loro (la Lega) fonte di preoccupazione allora dovrebbero preferire di gran lunga che ciò avvenga alla luce del sole. Ma consentire la libertà religiosa per poi vietarne i segni esteriori è perlomeno ipocrita (Emma Bonino intervistata da Il Fatto quotidiano)

Ora il Vaticano si imbarazza per il brio leghista che vuole ridisegnare la bandiera usando i simboli del cattolicesimo e, verrebbe da dire, ben vi sta. Prima hanno accettato che il cattolicesimo venisse ridotto ad una religione razziale nei talk show pecorecci, oggi si accorgono che i loro difensori sono xenofobi e razzisti.
Però il disegno della Lega non sembra così estemporaneo.
Nel precedente governo Berlusconi, quando ministro dell’Interno era Pisanu, era stata avviata una Consulta islamica. Il suo successore, Amato, durante il governo Prodi, continuò il progetto formando anche una Consulta giovanile interreligiosa. Era un tentativo di avviare un cammino per individuare una rappresentanza dell’islam italiano, così come in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna. Il ministro Maroni ha stoppato tutto. I membri (tra gli altri il Coreis, la Lega islamica mondiale in Italia, il Centro islamico culturale della Grande Moschea di Roma, l’Associazione delle donne marocchine) hanno scritto al ministro per riprendere i contatti, ma non sono stati gratificati da una risposta. Un modo per far incancrenire la situazione e magari far crescere il fondamentalismo.
Il referendum svizzero ha innestato un effetto domino che ha coinvolto diversi leader europei che propongono plebisciti inaccettabili e contro l’occidente. Perché, è bene ricordare che l’occidente ha delle regole che sono la misura della nostra cultura e il nostro sviluppo e che garantiscono le minoranze nella legalità, e far rispettare le regole attiene alla politica, non certo alla religione. La nostra Costituzione sancisce la libertà religiosa, ma anche i pari diritti per le donne, l’integrità fisica delle bambine e la loro istruzione, una sola moglie per volta. Queste sono le regole che lo Stato italiano deve chiedere di rispettare, non certo la costruzione di un luogo di culto che deve essere regolamentato dai piani regolatori dei singoli comuni (e che ci venga garantito il rispetto del silenzio, tanto dei muezzin che in Italia ancora non conosciamo, che delle campane delle chiese la cui inopportunità sperimentiamo ogni giorno).
Quanto alla croce o crocifisso sulla bandiera, ricordiamo tutti l’uso che Bossi ne voleva fare appena qualche anno fa. A proposito di questo simbolo del cattolicesimo è interessante quel che ricorda lo storico Michele Sarfatti : “Il 16 novembre 1922, presentando alla Camera la propria compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai chiare sui diritti riconosciuti dal governo alle varie religioni: “tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo”. Il 22 novembre il sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la ricollocazione del crocefisso , definito il simbolo della religione dominante dello Stato, in tutte le aule delle scuole elementari dalle quali era stato rimosso. Come venne osservato con soddisfazione, in meno di un quinquennio il crocefisso tornò al Colosseo, sul Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici pubblici, e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati. Un mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare dell’insegnamento della religione cattolica “il principale fondamento del sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano”. In quel momento il governo era di coalizione; né totalitario né dittatoriale”.
Fin qui lo storico Sarfatti. Io non so se siamo vicini ad una nuova forma di totalitarismo, però la via indicata sembra essere quella della religione dominante.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.deastore.com/libro/il-ritorno-di-dio-viaggio-marco-politi-mondadori/9788804512509.html
http://www.noisiamochiesa.org/Archivio_NSC/attual/Politi.Vigli.htm
http://www.longanesi.it/scheda.asp?editore=Longanesi&idlibro=6770&titolo=LO+SCISMA
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=118&sez=120&id=32293 http://zamparini.wordpress.com/2009/12/01/minareti-e-crocifissi/