Archivi per la categoria ‘Tiziana 2008’

Bambini rom, la Corte di Cassazione ha stabilito che….

martedì, 2 dicembre 2008

La Corte di Cassazione ha stabilito che i rom possono sfruttare i bambini servendosene per l’accattonaggio.

Un italiano verrebbe punito per riduzione in schiavitù. La ragione addotta dalla Corte è che tra i rom la mendicità dei minori è una tradizione e quindi deve essere rispettata anche quando fa a pezzi la legge. Sul piano giuridico è un precedente pericoloso, perché accettare come fonte del diritto l’etnicità, spalanca le porte alla fine delle garanzie stabilite dalla Carta dei diritti dell’uomo e dalla nostra Costituzione per molti immigrati che qui risiedono. Porte aperte alla violazione dell’integrità del corpo, alla poligamia, all’omofobia, al matrimonio forzato. E’ uno strano concetto dello stato di diritto quello che nega ai più deboli, in questo caso ai piccoli rom, le garanzie costituzionali nel nome dell’abusata parola accoglienza quando sarebbe il caso di utilizzare il termine equità.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

30/11/08 – Riguardo alle cose umane non ridere, non piangere, non indignarsi, ma capire (Baruch Spinoza)

domenica, 30 novembre 2008

I lettori di questo sito conoscono bene il nostro pensiero su quello che, con felice e sintetica espressione, chiamiamo menzogna globale. E’ però vero che avremmo gradito da parte dell’informazione nostrana una maggiore attenzione agli obiettivi che i terroristi di Mumbai hanno scelto. L’occidente sicuramente, quel che rimane – dopo la nostra colpevole disattenzione – dell’islamismo moderato e, ancora una volta gli ebrei.
L’attacco alla Chabad House non ha niente a che vedere con l’avversione di moltissimi, anche occidentali, per lo Stato di Israele. I chassidim, conosciuti come Lubavitch dal nome del loro iniziatore, sono una corrente ortodossa dell’ebraismo, spesso anche antisionista, che sostiene che solo attraverso la gioia e il quotidiano, non la preghiera ascetica, l’uomo si avvicina a Dio. Il rabbino Gavriel Holtzberg e sua moglie Rivka erano giovanissimi e si erano trasferiti da New York a Mumbai. Erano cresciuti entrambi a Crown Heights, la zona di Brooklyn dove si trova il quartier generale della comunità Chabad Lubavitch e dove i turisti vanno a comprare diamantini. Il loro bambino, il piccolo Moshe, è stato portato in salvo nelle prime ore dell’attacco terroristico.
Le comunità Chabad si trovano nelle più grandi città (in ben 75) e sono note per la loro accoglienza, a ebrei e no, proponendosi come centri che offrono “buona accoglienza, buon cibo e grandi discussioni”. Nella enorme città di Mumbai la comunità ebraica conta 4.500 persone e il centro alla Nariman House era punto di riferimento per molti ebrei che in quella città passavano.
Al momento non sappiamo di imam e muftì, di papi e vescovi, che abbiano mostrato sdegno per un attacco perpetrato ai danni di ebrei perché ebrei. E per chi crede nell’equità e nella giustizia, questo silenzio è un grande dolore.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

27/11/08 – Quand tu me prends dans tes bras/Tu me parles tout bas/ Je vois la vie en rose

giovedì, 27 novembre 2008

Mentre nel mondo si celebrava la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in Gran Bretagna è stata approvata la Forced Marriage Act per la quale chiunque obblighi qualcuno a sposarsi contro la sua volontà rischia due anni di prigione.
Nel Paese vengono denunciati ogni anno 1500 casi di matrimoni forzati, fenomeno che riguarda soprattutto famiglie provenienti dal Pakistan, India e Bangladesh. La pratica viene liquidata come prassi religiosa, ampio cappello che nasconde le più orride scelleratezze, ma in realtà nessuna fede lo consente. La scelta libera dei nubendi è un prerequisito che fa parte del matrimonio ebraico, cristiano, indù, sikh e mususulmano. E questo la politica e l’informazione, due asini travestiti sempre a braccetto, dimenticano di dirlo.
Di matrimonio ha anche parlato il leader dei conservatori David Cameron, che considera eccessivamente onerosa l’equiparazione economica delle unioni di fatto al matrimonio. Ma le misure che il primo ministro Brown ha allo studio per affrontare la crisi economica che ha investito anche la Gran Bretagna esclude che l’argomento possa entrare nel dibattito.
E di matrimonio, o meglio della sua abolizione, si parlerà il 10 dicembre in America e in Canada. Le organizzazioni lgbt hanno indetto una sorta di sciopero bianco, il day without gay, per protestare contro l’esito del referendum che ha messo al bando il matrimonio omosessuale in California. In America queste cose si possono fare per la forza, anche economica, che le organizzazioni lgbt hanno.
I media italiani hanno esultato, quasi all’unanimità, per la vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei Famosi. Il direttore di rete 2 – in quota Lega – ha dichiarato che la tv pubblica con questo risultato ha avuto il merito di cambiare la società. Personalmente avrei gradito di più la vittoria di Bélen, donna che ha subito il pregiudizio di chi vuole la femmina in casa e in chiesa con Vladimir che inzuppava il pane in questo pregiudizio leccandosi anche le labbra. Bene così comunque, adesso che la rai ha compiuto questo importante passo, dedichi un po’ di spazio al day without gay, e ci mostri che l’omofobia è stata sconfitta. Perché a me, nonostante l’Isola, sembra che corra spedita come un treno trascinando odio e disprezzo.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

24/11/08 – La botte piena e la moglie ubriaca

lunedì, 24 novembre 2008

Ci sono persone che hanno la rara fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto. Sandro Curzi sembra rientrare in questa categoria. Comunista dalla culla fu resistente nel gruppo romano capeggiato da Reichlin. Con un curriculum così era l’uomo giusto per le avventure editoriali del Grande Partito Comunista. Entrò in rai con un concorso fasullo che servì per salvare i giornalisti di Paese Sera che chiudeva. Del resto tutti i concorsi rai per giornalisti sono artefatti. Quando nel ‘77 nacque rai 3 – la prima rete era per i dc e la seconda per i socialisti – Biagio Agnes, potente presidente di viale Mazzini, propose il nome di Curzi. Il suo tg ruppe gli schemi, notizie un po’ diverse, facce nuove, parecchie donne, molti comizi… divenne ben presto Telekabul, nomignolo inventato da Giuliano Ferrara. I giornalisti, che ancora oggi sono in video, erano spesso figli importanti, figli di amici, parenti. Del resto Curzi ha avviato alla professione figlia e genero senza farsi troppi scrupoli. Anche se va ricordato che gli eredi delle caste hanno una marcia in più grazie al latte che succhiano fin da neonati! Quando nel ’93 arrivò la stagione dei professori, passò a Tmc di Cecchi Gori. Diresse l’informazione portandosi dietro le mogli di qualche papavero rai e quando ruppe col proprietario non si comportò diversamente dalla sua creatura Santoro: visse il cambiamento di condizione come un furto, non alla ‘ggente, ma a lui personalmente. Maurizio Costanzo lo ospitò nel suo show tutte le sere per un breve editoriale. Memorabile un suo attacco dal teatro Parioli alla giornalista Grimaldi del tg1 – che pare avesse condotto una diretta soporifera – sponsorizzando al suo posto l’onnipresente Alba Parietti tra gli applausi sbragati del pubblico più qualunquista del mondo. Che lui chiamava popolo. Un capitolo a parte la passione da uomo vecchio per le donne, promosse spesso per la vanità che riuscivano ad accarezzare. Partecipò al Festival di Sanremo in un gruppo chiamato riserva indiana, e difese il calciatore Di Canio che aveva fatto un saluto fascista ai suoi sostenitori. Disse che era per difendere la Lazio che ieri ha giocato con la maglia listata di nero. Entrò in Rifondazione comunista e diresse Liberazione fino al 2005. Aveva un numero esagerato di golfini lilla, glicine e rosa, e molte sciarpe di seta. Pur ripreso per i capelli (che non aveva) più volte per il tumore al polmone non smise mai l’antipatica abitudine, frequente nelle persone piene di sé, di fumare la pipa lasciando una scia fastidiosa al suo passaggio fregandosene dell’olfatto degli altri.
Chiude la carriera in rai come consigliere anziano e come partecipante in carrozzella alla manifestazione del circo massimo. Per fortuna ci ha evitato lo svolazzar di tonache attorno al suo capezzale. Essere al posto giusto al momento giusto. Curzi questa mattina traverserà la piazza del Campidoglio, dove per due giorni il suo corpo è stato salutato da amici e beneficati, e avrà ad indicargli la direzione solo lo splendente Marco Aurelio, perché il presepio che il sindaco contro ogni logica allestirà sulla abbagliante piazza si farà l’8 dicembre. Ed è meglio così.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

21/11/08 – Qualcuno di cui sparlare

venerdì, 21 novembre 2008

La prima volta è stato su la 7, poi la scena è stata passata alla moviola da Striscia la notizia. I fatti: Donadi (Idv) sbraita contro l’elezione sleale di Villari (Pd) alla vigilanza rai. Bocchino (vicepresidente Pdl alla Camera) annaspa, e Latorre (vicepresidente Pd al Senato) passa un “pizzino” a Bocchino, che legge e recita: “voi dell’opposizione avete fatto lo stesso con Pecorella, non l’avete voluto alla Consulta e abbiamo scelto Frigo”. L’appunto del senatore Pd viene accartocciato, ma Piroso, diligente conduttore del programma, lo ha raccolto e ricomposto con lo scotch per mostrarlo alle telecamere. Nicola Latorre è abituato alle intercettazioni. Nella stagione dei furbetti del quartierino era suo il numero più rovente. E’ antipatico a pelle perché accusato di essere occhi e orecchi di Massimino D’Alema; in realtà insieme a Max vorrebbe scavalcare Veltroni a sinistra parlando con Vendola e a destra inciuciando con Casini.
Nato 54 anni fa a Fasano (Brindisi), era segretario della Fgci del suo paese quando conobbe D’Alema, capo dei giovani comunisti. Si piacquero e Max lo voleva con sé a Roma, ma Nicola rimase a lavorare in banca per non deludere la moglie, accontentandosi della famiglia e di fare il sindaco del paesotto. Il simpaticissimo Claudio Velardi, che contro ogni logica di conservazione è andato a fare l’assessore al Turismo alla regione Campania, chiamò Latorre a Palazzo Chigi quando il leader Ds divenne Presidente del Consiglio. Il risotto che fece epoca (e ridere) cucinato da D’Alema a Porta a Porta era girato nella sua cucina. E sempre casa sua fu il teatro dell’incontro tra Di Pietro e D’Alema ai tempi della candidatura di Di Pietro al Mugello. Un secolo fa…
E’ uomo elegantissimo, porta i gemelli con estrema disinvoltura e ha una passione per gli occhiali colorati. Ama le donne che pensa sicure di sé, che non gli chiedono nulla, e che non necessariamente gli diano ragione. A qualcuno di noi piacque quando all’indomani del risultato elettorale, disse che lo inquietava il discorso del papa alla Cei in cui affermò che occorreva resistere ad ogni tendenza a considerare la religione, e in particolare il cristianesimo, come un fatto solo privato. Oggi che Villari, con una mossa che rimanda al Pcus, è stato scacciato dal Pd, ci rimane solo Latorre di cui sparlare.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

Pio XII, beato subito !

mercoledì, 19 novembre 2008

19/11/08 – La Chiesa di Roma si è tanto arrovellata e tormentata attorno al silenzio di Pio XII sullo sterminio dei milioni di ebrei, che ora grida con tutta la potenza di cui dispone il suo anatema profetico contro il signor Beppino Englaro (Adriano Sofri, Piccola Posta)

Pochi giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale, Pio XII, in un discorso tenuto il 2 giugno 1945, parlò della Chiesa come vittima del nazismo. Da vescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, futuro papa Giovanni Paolo II, nel 1971 propose di edificare una chiesa ad Auschwitz. Nel giugno del ’79, ormai papa, si recò nel campo di sterminio e disse con tono ieratico: “vengo e mi inginocchio su questo Golgota del mondo moderno”. Va ricordato ai lodatori e ai critici della menzogna globale che il Golgota è una collina sita a Gerusalemme dove Gesù l’ebreo venne crocifisso dando il via alla storia del cristianesimo.
Abbracciato ad una croce di legno portata per la sua preghiera nel lager, Giovanni Paolo II continuò solennemente : “sei milioni di polacchi hanno perso la vita durante la guerra mondiale”. 6 milioni di ebrei sono stati uccisi, ma la cifra diventa per il papa il simbolo del martirologio polacco, non ebraico. La appropriazione della Shoah continuò con la beatificazione di Edith Stein il 1 maggio 1987. Stein, nata ebrea, si convertì al cattolicesimo diventando suora, ma, pur avendo la possibilità di sfuggire alla cattura stante la nuova posizione, decise di seguire le sorti del suo popolo. Uccisa ad Auschwitz perché ebrea, per il papa era la persona giusta per affermare che la Chiesa era stata vittima del nazismo. E proprio in concomitanza con la beatificazione di Stein iniziarono i forti contrasti tra ebrei e cattolici che volevano imporre una selva di croci ad Auschwitz (il Carmelo); grazie alle forti pressioni dei sopravvissuti allo sterminio e ad una energica mediazione del leader di Solidarnosc Lech Walesa, il Golgota posticcio venne retrocesso di 500 metri.
La beatificazione di Pio XII è l’ultima tessera del menzognero mosaico messo in piedi dalla Chiesa cattolica, che vorrebbe davanti agli occhi del mondo dimostrare che fu vittima del nazismo mentre il pontefice era Pio XII, testimone della fede e santo.
Una spavalda riscrittura della storia, resa ancora più arrogante perché fatta davanti a testimoni le cui ferite ancora sanguinano.  Tiziana Ficacci, per www.nogod.it – Documentazione dossierGross_PioXII.pdf

14/11/08 – La separazione tra Stato e Chiesa è sancita nel primo emendamento (1791)

giovedì, 13 novembre 2008

Mentre il cuore del mondo si è aperto all’ottimismo di fronte alla elezione del presidente americano, il Vaticano non si emoziona ma teme di aver perso quella armonia speciale che aveva con Bush sulle “questioni della vita”. I cattolici americani che hanno votato Obama, hanno mostrato però di non essere succubi dei diktat della Chiesa, esacerbati probabilmente dalle scelte fondamentaliste di Bush che trasponevano in legge le perversioni della destra religiosa più conservatrice. Sarebbe bene che la Chiesa facesse un passo indietro e riflettesse sul fatto che i cattolici non condividono i desiderata delle gerarchie ecclesiastiche.
Molti analisti in questi giorni hanno ricordato la forte presenza di Dio nella politica americana, anche se, ricorda la giornalista Claudia Mancina, la forza della democrazia americana non è nel richiamo a Dio ma alla Costituzione. Si pensi al discorso pronunciato da Obama : “Se c’è ancora qualcuno che dubita che l’America sia un luogo dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Fondatori sia vivo nella nostra epoca, che ancora mette in dubbio la forza della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta”.
Sorprende ma non stupisce, la dichiarazione di Arnold Schwarzenegger, il governatore dello Stato della California, repubblicano ma spesso vicino ai democratici (ad esempio sulle questioni ambientali). Terminator è sceso in campo per difendere le diciottomila coppie omosessuali sposate che, con la Proposition 8, il quesito referendario che rende illegali le unioni omosessuali, rischiano di vedere annullato il matrimonio. Il governatore non aveva sostenuto la campagna per il si per non mettersi contro una decisione della Corte Suprema della California, ma ora è al fianco degli attivisti per i diritti dei gay e delle lesbiche. Lo slogan preferito dai manifestanti è “l’odio non è un valore della famiglia”

11/11/08 -San Pasquale di Baylonne/protettore delle donne/fateme trovà un marito/bianco rosso e colorito/come voi tale e quale/o glorioso San Pasquale.

mercoledì, 12 novembre 2008

“Basta polemiche unilaterali, Pio XII è stato un «eccezionale dono» per la Chiesa. Papa Ratzinger tronca d’autorità la discussione sul controverso atteggiamento di Pacelli durante la stagione del nazismo”.

Così Repubblica rilancia il tema della beatificazione di papa Pacelli, da settimane ormai al centro di un acceso dibattito, che domina sulle pagine dei principali quotidiani. L’occasione è l’intervento di Benedetto XVI a un congresso sul magistero di Pacelli, ripreso anche dagli altri quotidiani, che secondo Repubblica segnala “un’inarrestabile escalation di Ratzinger verso la beatificazione di Pio XII”. “In Curia – scrive Marco Politi – è forte il partito di coloro che si dichiarano «irritati per le intromissioni» provenienti dall’ebraismo e sostengono che bisogna smettere di essere «sotto ricatto» da parte di personalità in Israele e fuori, che rimproverano continuamente alla Santa Sede il suo comportamento durante la Shoah. Sono frasi testuali, che si colgono negli ambienti di Oltretevere, anche se off record”. Immediata la reazione di alcuni esponenti del mondo ebraico. Tullia Zevi, già presidente dell’Ucei, intervistata sempre su Repubblica da Orazio La Rocca non condivide affatto “il nuovo entusiastico giudizio che Benedetto XVI ha espresso ieri su papa Pacelli”. Il problema, sottolinea Zevi, non è se parrocchie o conventi abbiano o meno dato aiuto agli ebrei. “Qui stiamo parlando dello sterminio di 6 milioni di innocenti in difesa dei quali nessuno si espose. A partire dal Papa che purtroppo non parlò pubblicamente al momento delle deportazioni”. Decisamente caustico il commento del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni che in un’intervista alla Stampa alla domanda “Pio XII è stato «un dono di Dio» come dice il Papa?” ribatte “Sicuramente non lo è stato per il popolo ebraico. Non bisogna nominare il nome di Dio invano”. “A me sembra – prosegue – che in tutta la questione Pacelli di unilaterale, per usare le parole di Benedetto XVI, ci sia solo la campagna condotta dalla Chiesa per riscrivere il profilo storico di Pio XII”. I fatti, sottolinea rav Di Segni, richiederebbero però “ben altra prudenza”. “Per esempio – dice – dopo il rastrellamento degli ebrei al ghetto di Roma, il treno dei deportati è stato fermo alla stazione Tiburtina senza che Pio XII spendesse una sola parola per bloccarlo e non farlo partire verso i lager”. Per il rabbino Di Segni la questione della beatificazione di Pio XII va comunque fatta rientrare in una prospettiva più ampia e tutta interna alla Chiesa. «E’ in pieno svolgimento nella Chiesa uno scontro molto duro tra fazioni, proprio attorno alla figura di Pacelli. La parte della Curia più vicina al Papa sta utilizzando le polemiche su Pio XII per un disegno apologetico globale, cioè per arrivare ad una totale autoassoluzione della Chiesa. In pratica, si vuole sbandierare al mondo che la Chiesa è infallibile, ha sempre ragione e non c’è nulla nella storia ecclesiastica che richieda un mea culpa”. Sullo stesso argomento, sul Corriere un’intervista di Lorenzo Cremonesi ad Avraham Burg, ex deputato, autore del saggio “Sconfiggere Hitler” da poco edito anche in Italia. Da israeliano e laico Burg ritiene la beatificazione una questione che riguarda esclusivamente il mondo cattolico ma che non potrà non influire sui rapporti interreligiosi.
Intervento ampio del santopadre anche per ricordare il settantesimo anniversario della notte dei cristalli, quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei. E anche in questo caso la solerzia dei media ha dato ampio spazio ai persecutori (sempre B16) guardandosi bene dal fare una briciola di intervista ai perseguitati che, pur se minoranza, ci sono, e lesinando le immagini sul mea culpa che cristiani e (pochi) cattolici hanno fatto in Germania per il loro colpevole disimpegno durante quegli anni.
Riotta direttore del tg1, santo subito, altro che Pio XII!
Papa superstar su tutti i giornali, ma non può sfuggire all’attenzione la preghiera del leader dell’Avia Antonio Di Vietri, e di Fabio Berti rappresentante dei piloti Anpac. I due, prima hanno deciso lo sciopero dei voli di quel che resta di Alitalia, e poi a braccetto si sono recati nella parrocchia Santa Melania, zona Casal Palocco, tra ali di telecamere rai, mediaset e sky.
Ma la perlina della settimana riguarda il già ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il politico più futile del decennio. Da un po’ di giorni politici e giornalisti ricevevano sms sulla presenza dell’angelo, e qualcuno pensava che il cellulare di Pecoraro fosse stato clonato da qualche mattacchione . Invece no, il fatuo ha dichiarato all’universo mondo che gli angeli sono fra noi, anzi ognuno ha il suo angelo custode che ci segue e ci protegge. In particolare lui ha chiesto la protezione del suo angioletto con il quale ha tanto pregato perché il governo non mandasse l’esercito a fronteggiare i manifestanti contro la Tav in Val di Susa. Poi ne ha chiesto anche l’intercessione per un malessere di sua madre. In breve lo stinto verde, non nuovo ad outing che lasciano indifferente il mondo, ha deciso di regalare una statua di san Michele Arcangelo ad un convento in provincia di Rieti. Insomma, non è questa l’età dell’oro.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it