Archivi per la categoria ‘Tiziana 2008’

29/9/09 – Gli uomini non cambiano

martedì, 29 settembre 2009

Gli uomini quando escludono Dio dal loro orizzonte possono giungere a quelle assurdità della storia che l’esperienza del comunismo ha mostrato anche nella Repubblica Ceca. Ma il santopadre è stato accolto da una incredibile apatia della popolazione che pure ha subito tale asprezza (Raffaele Luise, tg3)
Il 29 settembre Berlusconi compie 73 anni, finalmente il tg1 può aprire con una festa del premier (F d’E, il Riformista)
Andrà a visitare il Louvre? No, sono devota di padre Pio (D’Addario a Parigi confonde il Louvre con Lourdes)
Le religioni possono offrirci qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani (25/8/09, scorrendo in basso)

La Catalogna (la regione della Spagna con Barcellona come capoluogo) è coraggiosa. E’ stata la prima delle diciassette regioni – comunidades – ad applicare le leggi zapateriane sul matrimonio omosessuale nel 2004, e nel 2006 la prima a fare chiarezza sulla morte assistita per i malati terminali, favorendo la volontà del malato e sanzionando l’apatia immobile dei medici. Oggi affronta a viso aperto lo stupro e la pedofilia, approvando un “protocollo di trattamento farmacologico coadiuvante nel recupero dei delinquenti sessuali”, aprendo la strada alla cosiddetta castrazione chimica per chi serialmente commette violenze sessuali su donne e bambini. Montserrat Tura, consigliera per la Giustizia catalana, ha spiegato che i criminali entreranno nel progetto su base volontaria e chi lo sceglierà non avrà sconti di pena ma diritto alla libertà vigilata. La scelta della Catalogna avviene dopo un lungo dibattito che ha coinvolto il parlamento spagnolo, a seguito della violenza e uccisione a Siviglia di Mari Luz di 5 anni, da parte di un pedofilo recidivo scarcerato per una leggerezza del pm. Il fatto ha dato il via ad una parziale riforma delle pene per i reati sessuali che contemplano libertà vigilata dopo la scarcerazione per termine della pena e un registro che censisce gli stupratori e che può essere consultato su richiesta alle autorità. L’esecutivo socialista aveva ipotizzato anche la castrazione chimica ma il progetto si arenò in Parlamento. La Catalogna, governata da socialisti, comunisti e verdi, ancora una volta ha mostrato coraggio nell’infrangere i luoghi comuni del buonismo maschilista. Si sa che la castrazione chimica non esclude completamente la volontà di commettere nuovamente una violenza sessuale, ma le statistiche parlano del 70-80% di efficacia.
In Vaticalia la castrazione chimica è argomento politicamente scorretto come un po’ tutto ciò che riguarda giustizia e sicurezza, col risultato che ad occuparsene è la nuova destra che fa i danni che abbiamo davanti agli occhi. Continuiamo a parlare di Spagna: in quel paese, dove la pillola del giorno dopo si acquista senza prescrizione medica, le donne possono abortire a 16 anni senza il permesso dei genitori. E’ una decisione corretta, perché se è vero che una giovane a quell’età ha bisogno di essere consigliata e guidata, la decisione di vedere la trasformazione del proprio corpo e l’accettazione o no di un’altra vita, è argomento che può riguardare solo e soltanto lei. Inoltre, e non è cosa di poco conto, lo Stato protegge la scelta di una giovane donna anche da eventuali interferenze famigliari che potrebbero ostacolare la sua decisione. Si pensi al rapporto che un cittadino italiano ha con lo Stato, dove le decisioni personali sono sottomesse a quelle di giudici, medici, fiduciari… Che la superiorità spagnola sia determinata oltre che dal socialismo dal numero di donne che siedono nell’esecutivo?
Nei giorni scorsi il tar ha condannato la giunta provinciale di Taranto perché non ha rispettato le cosiddette quota rosa. Che il maschilismo in politica sia un imperativo è dimostrato anche da questa risibile espressione, che potrebbe essere resa prendendo a prestito l’ affirmative action americana. Machismo condiviso da entrambi gli schieramenti, come dimostra la giunta tarantina (centrosinistra), e i quotidiani scontri ai vertici del pd e del pdl che non vedono nessuna presenza femminile. Di più, le pochissime donne presenti nei partiti abituate a reggere le giacche dei loro colleghi quando, raramente, qualcuna arriva a fare la ministra, non dubitano delle modalità usate per occupare quei posti. E se qualcuna fra di loro brilla di luce propria (a me viene in mente solo Bonino) si cerca di tenerla alla larga preferendo accoccolarsi nelle consorterie maschili. Eppure, se i partiti avessero voluto rispettare le “quote rosa” con il porcellum avrebbero avuto l’agio di farlo. Alla infelice situazione partitica mette un carico la religione che, combinata con l’arretratezza culturale, provoca sui corpi delle donne sfracelli. Pochi giorni fa abbiamo assistito al tristissimo caso di una donna che si è suicidata e ha ucciso i suoi bambini di 5 e 6 anni depressa per il divorzio e la solitudine. Con la sua nota sensibilità il papa, che vive sulla luna, all’indomani del triste fatto ha condannato il divorzio e le famiglie allargate. Si può? E ancora, quante Sanaa vivono in Italia? Da noi c’è un razzismo espresso, che è quello che vuole cacciare tutti i musulmani e i diversi, e poi c’è il razzismo mascherato che è quello che dice che è bene lasciar fare perché hanno culture diverse. Se avessimo mostrato sempre questa indifferenza, oggi in Italia avremmo ancora i matrimoni combinati e il delitto d’onore (cassato solo nell’81). Non credo che possiamo permetterci giudizi troppo duri sull’arretratezza culturale-religiosa dei padri delle Sanaa, quando accettiamo di buon grado che un omosessuale non abbia riconosciuto nessun diritto. Che fare? Potremmo intanto non lasciare sole le donne, non ghettizzarle nelle periferie della città, non contrapporre ad una scelta religiosa l’inviolabilità del terreno a dieci chilometri dal Duomo, non isolare i loro figli dando biada ai fautori dell’ora di religione a scuola, lavorare per l’integrazione come la parte meno esaltata del governo sembra voler fare (anche se le ipotesi espresse appaiono molto confuse).
La loro libertà, delle Sanaa e delle loro madri, è la nostra.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=g1nrmqM0XWY
http://video.libero.it/app/play/?id=ca1484fbcf8848ca4df46c44fa4f9ffb
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=31282

22/12/08 – Voglio dipingere di rosso la mia stanza/appena parti lo farò…

lunedì, 22 dicembre 2008

E’ stato sgradevole il coro di no che si è levato da più parti – rigorosamente bipartisan – che ha accolto la proposta Brunetta sull’equiparazione tra uomini e donne dell’età della pensione. Proposta che, per quanto concerne i dipendenti del pubblico impiego, è atto dovuto dopo l’ennesimo richiamo dell’Europa.
La pensione anticipata per le donne è un premio di consolazione per far inghiottire le discriminazioni, un “voto” di scambio. Non ti viene dato quello a cui hai diritto, come la parità economica e di carriera, ma hai la pensione prima. Apparentemente il vantaggio è per tutti: delle donne, che amareggiate di non aver dedicato tempo ai figli hanno qualche anno per riservargli ancora un po’ di vita attiva, e della società che così non deve occuparsi del sostegno alle giovani mamme che utilizzano le nonne. E’ praticamente la stessa logica degli ammortizzatori sociali che non da niente ai giovani che vengono aiutati dai genitori e dai nonni.
La scandalosa iniquità risiede nel fatto che lo Stato sociale non manca, solo si fa il trasferimento di denaro sul prepensionamento piuttosto che sui giovani. Sul prepensionamento piuttosto che sui servizi che – ahimè – ancora oggi sono a carico delle donne. Che, praticamente e psicologicamente non potranno mai liberarsi dall’handicap (spesso lo è) della famiglia di origine che in parte supplisce all’accudimento dei bambini (che riprenderà tutto con gli interessi quando la prepensionata dovrà prestare assistenza ai genitori). Mandare in pensione le donne che hanno più figli come proposto da qualche ministro buontempone (per non usare termini più crudi), è assolutamente caricaturale, mentre sarebbe meglio avere dei bei nidi e delle belle scuole che non dosino l’orario sulla vita della casalinga del mulino bianco. Inoltre, questo permanere della diversa età del pensionamento femminile, sembra essere un modo (culturale e simbolico) per equiparare la differenza femminile come debolezza che ha bisogno di tutela. Ovviamente le differenze tra femmine e maschi esistono, ed è giusto che le leggi ne tengano conto. Ma non per perpetrare la debolezza delle donne sul mercato del lavoro, ma piuttosto per equiparare le opportunità e le carriere. Le donne non hanno bisogno di tutela, ma che vengano riconosciuti i loro diritti, come del resto succede negli altri paesi europei.

Tiziana Ficacci, per  www.nogod.it

19/12/08 – Uguali agli altri

venerdì, 19 dicembre 2008

Oggi arriva nelle sale cinematografiche italiane un film che in Francia ha incassato 7 milioni di € e che lì è diventato un caso di costume. Titolo originale Commes les autres che i distributori italiani hanno voluto ammorbidire traducendolo in Baby Love. Il film racconta la vicenda del pediatra Manu (Lambert Wilson) e dall’avvocato Philippe (Pascal Elbé) che hanno seri contrasti su come avere un bambino. Manu si finge singolo per avviare le pratiche per l’adozione (in Francia si può, a noi l’Europa ha dato un anno di tempo per adeguarci), ma gli assistenti sociali scoprono la bugia. Allora si rivolge a Fina (Pilar Lopez de Ayala), giovane argentina in cerca di lavoro e permesso di soggiorno. Manu decide di sposarla in cambio di un bambino. Non fa i conti con le geometrie del cuore: la giovane si innamora e una notte di sesso complica un po’ la situazione. Vincent Garenq, il regista, che ha presentato il film a Roma, durante la conferenza stampa ha ricordato che in Francia l’omosessualità ha smesso di essere reato solo nell’81 e che, grazie anche al riconoscimento delle unioni omosessuali (pacs) la società ha metabolizzato la questione, compresa l’omoparentalità. L’attore Lambert Wilson (Manu), bellissimo cinquantenne, ha ricordato che il Gabon il 17 dicembre ha presentato alle Nazioni Unite la proposta francese per la depenalizzazione universale dell’omosessualità, e sulla scandalosa dichiarazione vaticana dice “mi fa sorridere vedere quanto il Vaticano è lontano dai problemi dell’umanità. Ma sorrido molto meno se penso quanto queste idee retrograde possano pesare sulla vita delle persone in tanti Paesi del mondo. Non perdo la fiducia però: un papa reazionario come Ratzinger alla fine nuocerà soprattutto a se stesso. Fino a qualche anno fa era impensabile l’idea di un nero alla presidenza degli Stati Uniti, e invece è arrivato Obama. Che il papa lo voglia o meno, le mentalità cambiano e le società si adeguano”. Vedremo come sarà accolto questo film nelle sale italiane, ma per buon augurio vogliamo ricordare ai lettori di Nogod che 40 anni fa, il 19 dicembre 1968, in Italia veniva abolito il reato di adulterio.

Tiziana Ficacci, per  www.nogod.it

16/12/08 – Bella/che ci importa del mondo

martedì, 16 dicembre 2008

 

E’ colpa del sindaco se a Roma piove e l’acqua limacciosa del Tevere gonfio ci vieta l’aperitivo sui barconi? Forse non del tutto, ma è colpa dei governi che si susseguono se lo Stato italiano sta diventando uno Stato etico. Si parla di equiparare l’età delle pensioni a quella degli uomini e torme di donnette del governo, guarda caso per una volta appoggiate e sostenute, ricordano la primaria funzione riproduttiva della donna a scapito del lavoro. Del resto, non erano state la ministra della Gioventù (Meloni) e quella delle Pari opportunità (Carfagna) a proporre il rivoluzionario esperimento degli asili nido di caseggiato con una mamma a turno che si fa carico dei bambini delle altre? E non è della ministra dell’Istruzione (Gelmini) la faziosa idea di dimezzare l’orario scolastico delle scuole elementari affinché gli scolari possano stare più tempo con la mamma? E’ o non è la sottosegretaria alla Salute (Roccella) che si preoccupa che l’introduzione della pillola Ru lasci la donna ad espellere il feto in triste solitudine lontano dai confortevoli ospedali? Queste donne, ascari di maschi peggio di loro, hanno una idea delle loro congeneri e della famiglia ferma agli anni Cinquanta. Una visione arretrata della donna, della famiglia e una visione oscurantista sul sesso. Liberate le strade dalle mignotte per non turbare i bambini che la notte girano per le strade del vvizzio. Nel minimale piano anticrisi governativo, c’è una addizionale irpef del 25% sulla produzione e il commercio di materiale con scene di sesso esplicito. Senza tenere in nessun conto che registi e attori che lavorano in queste produzioni pagano già le tasse esattamente come chi scolpisce le statuine di padrepio. Ma il sesso no,  il governo ha deciso che non va bene, e quindi si paga di più. E le produzioni italiane andranno all’estero a girare i porno, nessun salvataggio per i siffredi nostrani, mica sono alitalia.

Ma possiamo vivere così (in più non bevendo neanche l’aperitivo sul fiume per colpa del sindaco)? Tiziana Ficacci, www.nogod.it

14/12/08 – Cambiare (donne) si deve

domenica, 14 dicembre 2008

 

Equiparare l’età della pensione delle donne a quella degli uomini è un suggerimento che Emma Bonino, l’unica donna della politica italiana, sta proponendo già dallo scorso anno al dibattito. Tutta l’Europa va in questa direzione e presto anche l’Italia, che è già oggetto di una procedura di infrazione comunitaria per quanto riguarda l’impiego pubblico, dovrà adeguarsi. La scorsa settimana durante un convegno organizzato dai radicali italiani, il ministro Sacconi ha escluso che l’Italia si adeguerà a quanto richiesto dall’Europa (!). Ieri il ministro della Funzione Pubblica Brunetta ha dichiarato che con tempi e modi flessibili nella pubblica amministrazione presto ci si adeguerà al resto dell’Europa. I sindacati tutti, dalla Cgil alla Ugl, hanno escluso che la strada è, al momento, percorribile. Va ricordato alle donne che potrebbero seccarsi di lavorare come gli uomini, che cinque anni di contribuzione in meno si traducono in una pensione minore e a maggior rischio di erosione. Le donne sanno che, tornando a casa, finiscono col fare le bambinaie ai nipotini e le badanti ai genitori e ai suoceri. I detrattori della proposta dicono che i cinque anni di lavoro in meno indennizzano le donne per il peso del lavoro domestico e di cura. Ma piuttosto che questa carità pelosa, meglio sarebbe investire in asili nido, in strutture per anziani… in breve in quei servizi, ora inesistenti, e ai quali le donne suppliscono con fatica e sacrificio di sé. In troppi, datori di lavoro, sindacati, ministrisacconi, pensano che il lavoro femminile sia uno sgradevole accidente che è meglio circoscrivere e contenere. Le donne, in genere più intelligenti e intuitive degli uomini, credo che per prime capiranno che è il caso di lavorare cinque anni per avere una pensione meno bassa (e mandare a fanculo tutti questi stronzi che vogliono sottometterci:bambini, vecchi, sindacati, ministrisacconi).

Tiziana Ficacci,  per www.nogod.it

13/12/08 – Siamo troppi

sabato, 13 dicembre 2008

Parlare di sovrappopolazione spesso è sgradevole. Come è possibile che noi occidentali che abbiamo difficoltà e mille remore a tagliare le nostre emissioni nocive parliamo di tagliare i bambini? I luoghi del mondo dove la popolazione cresce più rapidamente non emettono ossido di carbonio e hanno tassi di consumo alimentare minime. Il divario con l’occidente è così alto che per essere responsabile di una quantità di emissioni di gas pari a quella di un qualunque cittadino italiano (il romano abitualmente emette gas mefitici anche in metropolitana) dovrebbe mettere al mondo 262 figli. Possiamo noi con la pancia piena e seduti nelle nostre case alla giusta temperatura in qualsiasi stagione, col frigorifero bello pieno e la macchina – magari un suv – sotto casa, dire di tagliare i bambini? I miliardi di persone che oggi praticamente non emettono gas, prima o poi si uniranno alle nostre abboffate, o almeno è quello che dovremmo augurargli se crediamo nella equa distribuzione della ricchezza. E le donne, devono continuare a somigliare a coniglie senza memoria di sé?
Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (trovate qui l’ultimo Rapporto Unfpa sull. Stato della Popolazione Mondiale  LEGGI ) stima che 350 milioni di donne che vivono nei paesi più poveri non avrebbero voluto l’ultimo figlio, ma non avevano i mezzi per prevenire la gravidanza, né la possibilità di ricorrere ad un aborto sicuro.
Per aiutarle concretamente a scegliere si dovrebbe creare una rete mondiale anti-Vaticano. L’ultimo sconsiderato anatema papale, che condanna aborto e contraccezione chiamando l’embrione bambino, meriterebbe che prendessimo i forconi marciando su sampietro. Per poter guardare senza vergognarci tutte le donne e gli uomini che vivono nei paesi poveri del mondo.

Tiziana Ficacci, per  www.nogod.it

10/12/08 – Born in the Usa

mercoledì, 10 dicembre 2008

La scorsa settimana Fox ha mandato in onda Mypods and Boomsticks, un episodio dei Simpsons, nel quale una famiglia musulmana si trasferisce a Springfield. Homer Simpson (il padre) è convinto che la famigliola islamica stia progettando un attacco terroristico, ma Bart Simpson (il figlio) prende le difese di Bashir (il suo coetaneo islamico) che viene vilipeso a scuola stabilendo buoni rapporti di vicinato. La puntata è talmente piaciuta al Cair (Consiglio per le relazioni tra Islam e America) da invitare i suoi aderenti a scrivere una lettera di ringraziamento a Matt Groening, autore dei Simpsons. In stile obamiano Cair ha detto: “questo episodio ha mostrato come gli americani possano lavorare per il rispetto reciproco e l’inclusione attraverso i rapporti tra i vicini di casa”. Cair è stato fondato nel ’94 e fa azione di lobbyng per favorire la conoscenza dell’islam e la sua corretta rappresentazione.
Non è chiarissimo invece cosa ha voluto dimostrare A.J.Jacobs che si è letto ben bene la bibbia e ha deciso di vivere per un anno secondo le regole prescritte: non si è rasato i lati della barba come indicato dal Levitico, ha acquistato uno shofar (corno d’ariete) per suonarlo all’inizio del mese (come si legge nei Salmi), ha indossato solo fibre naturali (ancora il Levitico), e, come prescritto in Esodo “non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre”, non ha mangiato carne e latte insieme (e ne siamo certi la sua salute ne avrà guadagnato). Dalla esperienza Jacobs ha tratto un libro, pubblicato in Italia da Rizzoli, Un anno vissuto biblicamente (18 €), divertente e soprattutto non pretenzioso.
Dalla Revision Studios di Las Crucis nel Nuovo Messico, il sud cristiano e profondo degli Usa, nasce l’idea di una riscrittura della bibbia in chiave omo, che comincia con l’Eden abitato da due donne, Aida ed Eva. Sarà presto un film che farà incazzare la Santa Sede che ha l’imprimatur dello stravolgimento delle scritture (perché si creda o no, l’interpretazione vaticana è molto personalistica e restrittiva). La bibbia gay-friendly si può iniziare a leggere (per ora solo il Genesi) su www.princessdianabible.com 

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

10/12/08 – Born in the Usa

mercoledì, 10 dicembre 2008

La scorsa settimana Fox ha mandato in onda Mypods and Boomsticks, un episodio dei Simpsons, nel quale una famiglia musulmana si trasferisce a Springfield. Homer Simpson (il padre) è convinto che la famigliola islamica stia progettando un attacco terroristico, ma Bart Simpson (il figlio) prende le difese di Bashir (il suo coetaneo islamico) che viene vilipeso a scuola stabilendo buoni rapporti di vicinato. La puntata è talmente piaciuta al Cair (Consiglio per le relazioni tra Islam e America) da invitare i suoi aderenti a scrivere una lettera di ringraziamento a Matt Groening, autore dei Simpsons. In stile obamiano Cair ha detto: “questo episodio ha mostrato come gli americani possano lavorare per il rispetto reciproco e l’inclusione attraverso i rapporti tra i vicini di casa”. Cair è stato fondato nel ’94 e fa azione di lobbyng per favorire la conoscenza dell’islam e la sua corretta rappresentazione.
Non è chiarissimo invece cosa ha voluto dimostrare A.J.Jacobs che si è letto ben bene la bibbia e ha deciso di vivere per un anno secondo le regole prescritte: non si è rasato i lati della barba come indicato dal Levitico, ha acquistato uno shofar (corno d’ariete) per suonarlo all’inizio del mese (come si legge nei Salmi), ha indossato solo fibre naturali (ancora il Levitico), e, come prescritto in Esodo “non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre”, non ha mangiato carne e latte insieme (e ne siamo certi la sua salute ne avrà guadagnato). Dalla esperienza Jacobs ha tratto un libro, pubblicato in Italia da Rizzoli, Un anno vissuto biblicamente (18 €), divertente e soprattutto non pretenzioso.
Dalla Revision Studios di Las Crucis nel Nuovo Messico, il sud cristiano e profondo degli Usa, nasce l’idea di una riscrittura della bibbia in chiave omo, che comincia con l’Eden abitato da due donne, Aida ed Eva. Sarà presto un film che farà incazzare la Santa Sede che ha l’imprimatur dello stravolgimento delle scritture (perché si creda o no, l’interpretazione vaticana è molto personalistica e restrittiva). La bibbia gay-friendly si può iniziare a leggere (per ora solo il Genesi) su www.princessdianabible.com 

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

8/12/08 – Quando dalla pazzia comincia ad affiorare un metodo è bene diffidarne.

lunedì, 8 dicembre 2008

La sgradevolezza del calcio non finisce con la partita. Ci sono gli opinionisti che discettano di punte come se stessero per risolvere i problemi del riscaldamento globale, le donne dei programmi calcistici che in genere hanno lo status dell’ameba, i calciatori che fanno gli opinionisti e imperversano nelle pubblicità…, se un tifoso negli innumerevoli tafferugli che fanno da corollario agli incontri muore (o anche viene ucciso), continua a vivere sugli intonaci appena ripuliti dei palazzi, sui segnali stradali, finanche sullo sportello della macchina. Altro motivo per non apprezzare il calcio è la sottomissione e l’esibizione religiosa che calciatori e allenatori mostrano a disprezzo dell’educazione e della razionalità. E’ impossibile scacciare dalla mente l’immagine dell’allenatore della nazionale Trapattoni che inumidiva con l’acqua di Lourdes il campo durante i mondiali del ’92 in Corea (nessun risultato, l’Italia andò malissimo). Ma l’anomalia per una volta non è solo italiana. Io appartengo a Gesù, frase esibita per la prima volta sulla maglia di Kaka (Milan) è stata ostentata dall’uruguayano Edinson Cavani in forza al Palermo, che si è aggiunto agli interisti Stankovic e Adriano e allo juventino Legrottaglie che ha voluto anche aggiungere, non richiesto, che vive in castità. Questi giocatori fanno parte di un gruppo, “Atleti di Cristo”, fondato in Brasile nell’84 e che si pone l’obiettivo di diffondere il vangelo nello sport. E ancora, l’allenatore del Milan Ancellotti sgrana un rosario durante la partita e, poteva manca’, Berlusconi si raccomandò alla Madonna prima della finale di Coppa dei Campioni dell’89. E poi Donadoni, per un breve periodo sulla poltrona dell’allenatore della nazionale Lippi, ha comparato la sua scarsa popolarità alle difficoltà del povero Benedetto XVI ritenuto meno simpatico del suo predecessore. E ovviamente non manca nella galleria dei fideisti il comunista Ulivieri, allenatore del Livorno che guida la nazionale italiana religiosi. Potremmo aggiungere che il calcio ha seri problemi, ad esempio ex atleti colpiti da Sla per l’eccessivo uso di antidolorifici, corruzione, troppo denaro… E inoltre che c’è di meglio che guardare uomini che sicuramente puzzano di sudore, ad esempio farsi due risate collegandosi al sito www.teledurruti.it.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Presepi per tutti gli scolari, parrocchie come se piovesse in tutta Roma.

martedì, 2 dicembre 2008

Presepi per tutti gli scolari, parrocchie come se piovesse in tutta Roma.

Così il sindaco Alemanno che, inaugurando l’ennesima parrocchia romana finanziata più che generosamente dalla Regione Lazio (centrosinistra), ha promesso che il Campidoglio farà di tutto per favorire la nascita di nuove chiese. Secondo il cattolicissimo sindaco, le parrocchie non sono solo luoghi di culto, ma hanno una funzione civica, di educazione e di lotta al degrado. Di più, nelle periferie sono un essenziale strumento di aggregazione sociale. Non solo chiacchiere però dal primo cittadino romano che ha promesso la concessione di terreni. A questo punto il presidente della Regione Marrazzo, sentendosi scavalcato sul terreno del leccaculismo clericale, ha rilanciato offrendo la sua collaborazione al sindaco, dichiarando che per lui la chiesa è stato un punto di riferimento. E il sindaco ha rilanciato: “ottima collaborazione col Vaticano”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it