24/10/11 - La risata che lo seppellirà.
E stata provocata ieri a Bruxelles da una controscena di due comici stranieri la risata che seppellirà Brighella, la maschera più comica del tatrino italiano della politica. Luogo della memorable performance la sala della conferenza stampa dove un giornalista ha chiesto a due capocomici esteri (una tedesca e un francese) cosa pensavano del loro collega italiano Brighella, noto barzellettiere, re incontrastato di ogni palcoscenico nazionale e internazionale in cui si perpetuano le esibizioni del tradizionale Teatro dell’Arte all’antica italiana. Stavolta la domanda dell’improvvido giornalista ha dato l’avvio a una formidabile controscena dei due abili capocomici che si sono scambiati ammiccamenti, occhi al cielo e sorrisetti a cui la platea ha reagito con una sonora e dissacrante risata. Secondo tutti i critici teatrali più accereditati, trattandosi di una risata non per lui ma contro di lui, è probabile che il Brighella abbandoni le scene magari con una performance memorabile come quella di “Amarcord” in cui lo zio matto arrampicato su un albero grida l’unica invocazione di cui è esperto e capace : voglio una donnaaaa….!
6/09/11 – Anche Rugantino ha diritto a un grande ruolo nel tetatrino della politica italiana.
All’ombra di Silvio Brighella e Umberto Capitan Fracassa, con Giulio Arlecchino servitore di due padroni, irrompe sulla scena del teatro dell’Arte all’antica italiana anche una famosa maschera romana, Rugantino. Non poteva mancare a cura di Tiziana Ficacci, attenta osservatrice dei più importanti fenomeni culturali, politici e sociali del nostro Paese, un particolare e dettagliato excursus su un personaggio, il sindaco di Roma in carica, destinato a grandi avventure sceniche in attesa di poter diventare co-protagonista nel nostro teatrino politico, alla pari delle altre Maschere che tanto divertono gli spettatori italiani e stranieri. Partcolarmente gustoso l’incipit di Tiziana per presentare il personaggio : “servo vostro”, in piena sintonia con il linguaggio della grande tradizione teatrale italiana. Venghino signori, venghino… lo spettacolo continua. LEGGI
31/08/11 – PPCC : Presa Per Culo Continua.
Brighella, Capitan Fracassa e Arlecchino servitore di due padroni hanno scritto ieri ad Arcore la nuova farsa per il teatrino della politica. Salvi i ricchi e i preti che non pagheranno nemmeno un centesimo, pagheranno solo le famiglie con l’aumento sicuro delle bollette. Salvi i parassiti di stato della casta politica grazie agli enti territoriali che resteranno tutti in funzione in attesa di una legge costituzionale che li eliminerà insieme a metà dei parlamentari… ma chi ci crede !!! E il Decreto Legge promulgato dal povero Napolitano (dopo che Brighella, Capitan Fracassa, Arlecchino e tutte le altre Maschere del Teatro dell’Arte all’antica italiana l’avevano condiviso e firmato all’unanimità) che fine ha fatto ? E non era grazie a quel copione teatrale che l’Europa aveva salvato la tournée estiva della compagnia ?
22/08/11 – Capitan Fracassa agita lo spadone.
Ieri grande esibizione di Bossi che con lo spadone nella mano malferma cercava di interpretare al meglio il personaggio più grottesco del teatro dell’arte all’antica italiana, quello che finisce immancabilmente a calci nel culo in tutte le farse di cui abbiamo documentazione storica. La performance è stata allietata anche da una pernacchia destinata al segretario del PDL Alfano oltre che da gustosi insulti inidirizzati alla categoria dei giornalisti. Un’esibizione imbarazzante che arricchisce una raccolta infinita di frizzi, lazzi, sberleffi, gestacci, cachinni e insulti feroci come quello che dedicò al Prof Miglio (una scorreggia nello spazio) quando ci fu fra loro una frattura politica. Un triste finale per un personaggio che dopo aver rappresentato per venti anni l’eroe eponimo di un immaginario popolo padano oggi rischia il posto nella riunione al vertice del suo partito. Sarà il 25 luglio del Duce della Lega ?
25/07/11 – La moltiplicazione delle scrivanie.
E’ il giusto titolo per l’ultima farsa mandata in scena a Monza da Capitan Fracassa Bossi, capocomico della Lega di lotta e di teatrino. Dopo aver collocato su eleganti trespoli le targhe di presunti Ministeri davanti alla Villa Reale di Monza il capocomico Capitan Fracassa si è mostrato ai fotografi con alcuni comprimari, Calderoli e Rosy Mauro detta la pasionaria della Lega. Capitan Fracassa ha poi costretto anche un riluttante Tremonti a farsi fotografare in prima fila insieme a un’altra personalità del PDL, la rosso-fiammeggiante ministra Brambilla che ha voluto anche lei sfilare sulla passerella insieme alla targa del suo ministero. Divertente il siparietto di Bossi che ha mostrato le banconote offerte da (o estorte a) Tremonti per pagare la sua scrivania di ministro leghista a Monza. Si voleva infatti sottolineare che questa farsa e le relative scenografie e suppellettili non costeranno niente agli italiani ma solo (per il momento, diciamo noi) ai parlamentari che hanno messo in scena l’avanspettacolo. Non abbiamo notato fra le suppellettili mostrate nei TG di regime se ci fossero anche i crocifissi d’ordinanza che, secondo i leghisti, dovrebbero caratterizzate tutti gli uffici pubblici lombardi
20/07/11 – Capitan Fracassa e il triplo salto mortale.
Uno dei più grandi interpreti del teatrino dell’arte all’italiana, Umberto Bossi, ha aggiunto al suo repertorio di Fracassone della Repubblica (distruttore dello Stato unitario facendo fracasso patrolaio) anche la tradizionale arte dei saltimbanchi da strada . E’ riuscito infatti nella difficilissima impresa del triplo salto mortale sul caso Papa : arresto sì, arresto no, arresto forse. Grande ! Invece Berlusconi, Il suo co-protagonista sulla scena politico-teatrale nelle vesti di Brighella, abitualmente di salti mortali ne fa solo due, esternazione avventata e smentita, con attribuzione della colpa ai perfidi giornalisti.
18/07/11 – Brighella e Capitan Fracassa mattatori del teatrino Italia.
Stasera ad Arcore Berlusconi e Bossi metteranno in scena l’ultima farsa per deliziare gli amanti del genere grottesco. Tema dello spettacolino sarà il caso Papa e la possibilità del suo arresto. In questo caso, a differenza della sceneggiata napletana dove c’è sempre lui, lei (a volte madonna e a volte mignotta) e ‘o malamente, manca il personaggio femminile. Cosa che, trattandosi di Arcore, è abbastanza sorprendente. Per quanto riguarda ‘o malamente lasciamo ai nostri lettori decidere chi sia fra Brighella e Capitan Fracassa quando sapranno il finale della farsa di stasera. Intanto gustiamoci questo Travaglio. LEGGI
2/07/11 - Compagnia Grandi Spettacoli PDL.
Prima nazionale ieri a Roma del nuovo spettacolo che la primaria Compagnia presenterà sul circuito nazionale della politica. Al vecchio capocomico, noto anche come “barzellettiere d’Italia”, è stato affiancato un co-protagonista di grande personalità che attinge la sua arte alla gloriosa tradizione siciliana dei pupi. Un’ovazione in piedi ha accolto il nuovo eroe della scena dopo la “cavatina”, che nell’opera lirica in particolare è il pezzo di autopresentazione del personaggio. Una commovente rievocazione del momento in cui giovinetto vide per la prima volta in azione il barzellettiere, ricevendone un irresistibile impulso ad amarlo e seguirlo. La cavatina poi, come quella celeberrima di Figaro nel “Barbiere di Siviglia”, ha riguardato i nobili propositi del co-protagonista con un picco di applausi scroscianti quando ha affermato di voler creare un Partito degli Onesti. Ma la scena madre non poteva che essere appannaggio del vero, grande e unico Barzellettiere riconosciuto in Italia e all’estero, dove è stato capace di far ridere i più importanti leader di governo e capi di stato internazionali. Indimenticabile e travolgente esibizione che ha raggiunto vette eccelse quando con la voce rotta dalla commozione ha scatenato un’ondata d’amore scambievole in simbiosi con la platea. Grande momento di teatro. Da oggi si replica in tutte le piazze e in tutte le TV italiane.
20/06/11 – Cazzari Padani.
Si è svolta ieri a Pontida il 15° Festival del Flatus Vocis Leghista, con un leader stanco e malato che non ha saputo far altro che ripetere vaghe minacce a destra e sinistra senza nessuna proposta concreta sui problemi reali dell’economia e del lavoro. Le solite stanche litanie su Roma ladrona tanto per riscaldare le frattaglie dei seguaci, ma nessuna risposta compromettente alla richiesta dei facinorosi che invocavano in coro la secessione. E’ stato invece Roberto Maroni a spingersi fino a una pericolosa e inaccettabile esclamazione per una “Padania libera e indipendente“, che detta dal ministro dell’Interno sembra un pesante tradimento della Costituzione unitaria su cui ha giurato. Ma Bossi una cosa giusta l’ha detta, quando ha parlato dei cicli storici di 15 / 20 anni in cui hanno dominato particolari ideologie e i relativi gruppi di potere: la destra storica di fine ottocento, il giolittismo, il fascismo, la democrazia cristiana, il consociativismo catto-comunista e il berlusconismo. Ma nel dirlo voleva far credere che il prossimo ventennio dovrebbe essere quello dominato dalla Lega, senza rendersi conto che proprio nel ventennio berlusconiano il suo partito personale, co-responsabile del berlusconismo, ha esaurito ormai tutte le sue potenzialità. E chiamando in causa anche Tremonti con accenti severi ha di fatto messo nelle mani del ministro la risposta vera ai problemi che ci riguardano tutti. E sarà proprio lui nei prossimi giorni che uscirà vincitore dal caos attuale o imponendo una manovra di 40 miliardi da lacrime e sangue o, per restare al potere, accontentando i demagoghi di destra e sinistra mandano a picco il paese. Se Tremonti salverà l’Italia dalla crisi simil-greca sarà solo lui il vincitore e nessun altro; se fallirà sranno travolti quelli che l’hanno messo al potere, primi fra tutti Berlusconi e Bossi. Ed ecco l’ampio minestrone di aria fritta che la Lega ha distribuito come “dodecalogo” per il governoLEGGI – Le solite vecchie proposte che tornano a galla da almeno venti anni e che nessun governo, compresi quelli degli ultimi 20 anni con la Lega dentro, è mai riuscito a realizzare. Ma per illudere il popolo bue della Padania va bene anche questo. Ciliegina sulla torta nella migliore tradizione del teatro dell’arte la rivelazione di Capitan Fracassa Bossi che Brighella Berlusconi era pronto a firmare per il trasferimenti di alcuni ministeri al Nord, ma “poi si è cagato sotto“.
31/05/11 – ‘a Berlusco’, facce ride !
E adesso ? Il povero DuceSilvio ha avuto notizia della sua disfatta proprio a Bucarest, nel luogo fatale dove il suo omologo Ceausescu, dopo aver convocato la piazza per riceverne l’ennesima ovazione, fu crivellato da una bordata di fischi e pochi giorni dopo fu crivellato da una bordata di pallottole. Non era per niente il luogo giusto per aspettare i risultati del ballottaggio, ma almeno Berlusconi non rischia la fucilazione né a Bucarest né a Roma. Dopo le sue ultime squallide esibizioni internazionali, quando lo abbiamo visto scodinzolante e piagnucoloso cercare il conforto pietoso di Obama e Medvedev, dopo la stanca ripetizione di vecchie barzellette e slogan ammuffiti a reti unificate, siamo convinti che il vecchio guitto intrattenitore di crocieristi meriti almeno un “serata d’onore”, come si usava una volta fra i teatranti a fine carriera. E per consolarlo delle delusioni potrenmmo onorarlo parafrasando la battuta più fulminante mai pronunciata nel teatro italiano grazie alla penna del grande Ennio Flaiano nel suo “Marziano a Roma” : “”” …’a Berluscco’, facce ride !!! “””
12/04/11 – ‘A Berlusco’, facce ride !
E lui subito racconta che ha ha pagato Ruby perché non si prostituisse. Spettacolare performance del “primo barzelletiere” d’ Italia per non venir meno all’unico primato che nessuno gli nega. Uscito dall’aula delle udienze del Tribunale di Milano DuceSilvio si è esibito in un irresistibile show fra i giornalisti e il folto gruppo di fans che l’aspettavano fuori. Si è trattato di un vero e proprio spettacolo degno del più nobile e tradizionale varietà all’italiana, con il capocomico che spara le sue migliori battute ben collaudate su tutti i palcoscenici, e i giornalisti che gli fanno da spalla. Non c’è dubbio che dopo Mussolini questo è il primo leader politico capace di suscitare altrettanto entusiasmo. Ora, che facciano finta di credere a tante panzane molti suoi sodali in Parlamento (che senza di lui non starebbero lì a maturare ricche pensioni), è comprensibile anche se non commendevole. Ma che gli credano anche milioni di elettori è la dimostrazione di un carisma indiscutibile di cui dobbiamo mestamente prendere atto. Non senza tifare per un rapido capovolgimento delle sue fortune teatrali.
31/03/11 – E Lampedusa sorgerà più bella e più grande che pria !
Come il grande Ettore Petrolini nell’indimenticabile Nerone ieri DuceSilvio si è esibito in un memorabile show sul palcoscenico di Lampedusa. Promesse mirabolanti, svuotamento dei profughi in 48 ore, esenzione dalla tasse, il premio Nobel e un Casino (con accento alla francese). . Il tutto recitato con un sorriso paraculo che la diceva lunga sul personaggio straordinario che la Provvidenza ci ha fatto incontrare. E’ mancata solo la battura finale del Nerone quando, come Petrolini, DuceSilvio avrebbe dovuto sussurrare a qualcuno dei suoi co-protagonisti sul palcoscenico, indicando la folla prima ostile e poi plaudente : “”” Vedi, basta che gli dici due fragnacce che poi la gente si affeziona ! “”” Grande, grande, grande ! Più di Petrolini e addirittura più di Wanna Marchi.
Alcuni divertenti commenti pescati nei giornali e in alcune mailing list. LEGGI
