Archivi per la categoria ‘Testamento Biologico ed Eutanasia’

Cose da non credere.

giovedì, 24 settembre 2009

Vittorio Feltri, direttore de il Giornale berlusconiano, prende posizione contro DuceSilvio e la stragrande maggiranza del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano a proposito della Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita pretesa dai gerarchi cattolici.

Il vero errore è imporre come morire
. da Il Giornale del 24 settembre 2009, pag. 1
di Vittorio Feltri

Caro Renato, ignoro se l’ispiratore della lettera che sollecita un
cambiamento della legge sul testamento biologico, già approvata dal Senato,
sia stato Gianfranco Fini; quand’anche fosse così non avrei difficoltà a
dichiararmi d’accordo con lui. Se ho ben capito, l’estensore e i firmatari
della missiva chiedono una cosa liberale, molto ragionevole: le nuove norme
rispettino la volontà di qualunque cittadino, credente o non credente. In
altre parole. Non è lecito in una materia delicata quale il fin di vita
trasformare in norma generale un principio della fede. Ciascuno di noi abbia
piuttosto il diritto di accettare l’alimentazione «forzata» oppure di
respingerla lasciando scritta nel testamento la propria decisione.
Decisione, intendiamoci, non definitiva bensì revocabile come accade in ogni
pratica testamentaria: oggi penso di donare i miei averi a Tizio, domani ci
ripenso e li dono a Caio. Affari miei. Simmetricamente, non esiste ragione
al mondo per cui debba delegare allo Stato la scelta se rimanere in vita a
ogni costo o se morire. Perché la vita e la morte- sono mie. Tu, cattolico,
sei convinto sia giusto restare immobile e incosciente in un letto con dei
tubicini infilati dappertutto che ti facciano vegetare? Liberissimo di
mettere nero su bianco: desidero questo. E guai se poi non ti accontentano.
Ma se io la penso diversamente e ritengo più opportuno evitarmi la tortura
di quei tubicini a te gradita, perdio autorizzami ad andare al- l’inferno e
non provarci neanche a salvarmi l’anima; preferisco provvedere di persona
anche a questa. Donne e uomini sono obbligati, dalla giovinezza alla
vecchiaia, a cavarsela da soli; studiare, lavorare, assicurare il necessario
alla famiglia, distinguere il male dal bene, pagare le tasse (nel mio caso,
come in quello di tanti altri, ho svolto perfino il servizio militare).
Chissà perché quando giunge il momento di tirare le cuoia, i medesimi
individui non sono più padroni nemmeno di stabilire in quale modo tirarle.
Scusa, ma in base a quale logica voi parlamentari vi prendete l’arbitrio di
sostituirvi al cittadino in una soluzione che spetta soltanto a lui? Non c’è
altro da aggiungere se non una precisazione. lo non ti impongo un
determinato modello di comportamento davanti al bivio: crepo subito o più
lentamente? Fai un po’ come ti pare. Perché tu, viceversa, imponi a me la
via da seguire? Sono consapevole. La religione cristiana è quanto di più
serio, e per un cristiano è importante attenersi ai suoi insegnamenti. Non
oserei mai impedirglielo. Però mi secca abbastanza se lui impedisce a me di
agire secondo la mia idea, sia pur sbagliata dal suo punto di vista.

I gerarchi vaticani si leccano i baffi in attesa di mettersi a tavola.

martedì, 8 settembre 2009

Sull’Osservatore Romano grandi aperture di fiducia al governo amico dopo l’incontro di Viterbo fra il papa e Letta, plenipotenziario di DuceSilvio per i rapporti con i preti-padroni. Che adesso aspettano di vedere cosa metterà nel piatto (e nelle loro casse) il Capo del Governo. Intanto DuceSilvio ha già anticipato che rispetterà il diktat del Vaticano per quanto riguarda una Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita.

Da Notizie Radicali

Pasdaran e finiani studiano le possibili mosse. Il Vaticano intanto…


di Valter Vecellio

I rapporti tra Vaticano e governo italiano sono “saldi e il clima è sereno”, assicura il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, dopo il colloquio con papa Joseph Ratzinger. Certo: saranno tali fino a quando il Vaticano avrà la sua convenienza, e da questo Governo ricaverà degli utili. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e la sottosegretaria Eugenia Roccella hanno ulteriormente chiarito, con le loro interviste di domenica, quello che era già chiaro: il Governo è disposto a concedere di tutto e di più. “Non è negoziabile”, dice Sacconi al “Corriere della Sera”, “il fondamentale diritto all’alimentazione e all’idratazione”; poi, dopo aver strologato di laicità, il ministro esprime “fortissima diffidenza verso la pillola RU486, e ribadisce la bizzarra teoria secondo la quale si potrebbe/dovrebbe votare a colpi di maggioranza quella parte della legge sul biotestamento che più suscita dissenso e perplessità anche all’interno della stessa PdL; poi, con calma, si voterebbero le parti su cui invece è possibile trovare un accordo con l’opposizione. Il sottosegretario Roccella, punta di lancia del Partito Pontificio, ascoltata dal “Riformista” lancia messaggi trasparenti: “Il centro-destra possiede una cultura che è più vicina alle posizioni della Chiesa…Sin dalla ripresa dei lavori in Parlamento lo dimostreranno i fatti”.

La maggioranza, tuttavia, appare molto più divisa e confusa di quanto l’ostentata sicurezza dei pasdaran della PdL certifichino. E’ un fatto che alla fine della settimana passata si sia tenuto un vertice tra Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Quagliariello e Verdini per fare il punto della situazione e prefigurare le prossime mosse. Mancavano tutti gli uomini dell’ex AN, anche i più “vicini” come Gasparri o La Russa. D’altra parte anche chi si riconosce nelle posizioni del presidente della Camera Fini si muove. All’ordine del giorno degli uni e degli altri, come comportarsi in vista del prossimo dibattito sul biotestamento. Per i pasdaran berlusconiani si tratta di riacquistare lustro agli occhi della gerarchia vaticana; per gli altri, è l’occasione per smarcarsi e “contare” contandosi.

Contemporaneamente l’Ipso di Renato Mannheimer fa sapere che dall’aprile ad oggi Berlusconi ha perso cinque punti tra l’elettorato cattolico “praticamente”: dal 55 per cento di cinque mesi fa, si è passati al 50 per cento; il disagio presente nell’elettorato cattolico del centro-destra, nota Mannheimer, per ora non si esprime con mutamenti di voto o di schieramento, e questo soprattutto per la mancanza di attrattiva dell’opposizione: “al massimo, viene scelta l’astensione, come è accaduto in occasione delle ultime elezioni europee; e come sembra si stia verificando in questo momento”.

Resta il fatto che quella di un’alternativa a Berlusconi non è più un’ipotesi da fantascienza. E’ molto probabile che il Cavaliere porterà a termine la legislatura, sia pure con crescenti difficoltà; ma dopo – e non solo per una questione anagrafica – potrebbe essere costretto a lasciare il passo. Per quanto ostenti indifferenza e sicurezza, a livello internazionale è screditato, ridotto a macchietta di colore; sul fronte interno i tanti problemi verranno a sintesi, restando sostanzialmente irrisolti.

Il fatto è che se il centro-sinistra arranca, il centro-destra nella sua attuale connotazione difficilmente sopravviverà a Berlusconi. La PdL è, come avverte il presidente emerito Cossiga, “una persona divenuta partito”. Non c’è nessuno, all’infuori di Berlusconi, di tenere insieme il partito e garantire l’alleanza con la Lega di Bossi. Le voci di corridoio riferiscono di manovre che vedono protagonisti, tra gli altri, Tremonti, Letta, Scajola. Contemporaneamente si ragiona molto di un possibile ruolo del leader dell’UdC Casini: da buon democristiano fiuterà la direzione del vento, pronto alla politica dei due forni; quando la PdL imploderà, cercherà di raccoglierne l’eredità; e se solo gli si prospetterà la possibilità di un’intesa con il centro-sinistra, contratterà per ricavarne il massimo utile. E il Vaticano, a questo punto, potrebbe dare il suo gradimento, qualcuno a questo punto pensare che si tratta della “vendetta” per l’ “affaire” Boffo. Vicenda che certo ha irritato molto, in Vaticano, che però ha una sua regola da cui non transige: come nella battuta del “Padrino”: “Affari. Si tratta di affari”.

Eutanasia gesuiticamente corretta.

mercoledì, 2 settembre 2009

Riceviamo dal nostro amico Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita, questa interessante sintesi di un dibattito sulla depenalizzazione dell’eutanasia svoltosi in Spagna a cui ha partecipato un noto teologo gesuita.

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L’EUTANASIA É COMPATIBILE CON LA RELIGIONE - DI CRISTINA CASTRO

da: “El País” di giovedì 13 agosto 2009 – traduzione per LiberaUscita di Alberto Bonfiglioli

Il gesuita e professore di etica dell’Università gesuitica Sophia (di Tokio), Juan Masiá, ha affermato oggi che “la difesa dell’autonomia e il rispetto della dignità dell’individuo in una prospettiva religiosa è compatibile con la depenalizzazione dell’eutanasia”. Facendo riferimento al dibattito sull’aborto e la morte degna, considera incomprensibile la contrapposizione di gruppi “pro-vita o anti-vita”, tipica del nostro paese (Spagna).

Il gesuita, che ha criticato l’influenza delle “ideologie politiche e religiose” nel dibattito pubblico, ha rilasciato le sopracitate affermazioni all’Università Internazionale Menéndez y Pelayo di Santander (Spagna) dove si trova per il corso “Eutanasia e suicidio assistito. Un diritto del secolo XXI”, diretto dal dott. Luis Montes.

La docente di filosofia morale e politica, Margarita Boladeras e il presidente dell’Associazione Europa Laica, Francisco Delgado, hanno concordato sulla necessità di affrontare il dibattito sulla morte con dignità da tutti i punti di vista. Tutti e due hanno sottolineato la necessità di una regolamentazione che tenga conto anche delle “disuguaglianze territoriali”: “La situazione nelle grandi città è accettabile, ma nelle zone rurali spesso non lo é, non solo per la scarsità di mezzi palliativi, ma per l’attenzione sanitaria in generale”.

Masiá, espulso dalla sua cattedra all’Università Pontificia di Comillas (Spagna) nel 2006 per le sue dichiarazioni in difesa dell’uso del preservativo, ha affermato che la Chiesa cattolica in Spagna è in una situazione “francamente anomala ed a marcia indietro rispetto al Concilio Vaticano II”. A suo giudizio le imposizioni a politici e parlamentari credenti su ciò che devono votare non sono accettabili, perché “non é cristiano imporre ciò che si debba pensare”.

Sui simboli religiosi in luoghi pubblici, Masià ha detto che nell’Università gesuitica privata dove lavora in Giappone, “mai ci salterebbe in mente di mettere un crocefisso”.

Commento. Come afferma Masià, professore gesuita, la Chiesa cattolica pratica (da quando è morto Giovanni XXIII) “la marcia indietro rispetto al Concilio Vaticano II”, ma non soltanto in Spagna. La differenza con l’Italia deriva soltanto dal fatto che la maggioranza dei nostri uomini politici, per ottenere l’appoggio delle 26.000 parrocchie, fanno a gara nell’obbedire alle “imposizioni” della Chiesa. Magari con la scusa della “obiezione di coscienza”, come se ciò li giustificasse, moralmente ed eticamente, di privare gli altri della loro autonomia a decidere.

Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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LiberaUscita
Associazione nazionale laica e apartitica
per la legalizzazione del testamento biologico
e la depenalizzazione dell’eutanasia
Via Magenta, 24 – 00185 Roma
telefono (provvisorio): 338.9595790
fax (provvisorio): 06.69924050
sito web: www.liberauscita.it
email: info@liberauscita.it

Schifani contro Fini.

lunedì, 31 agosto 2009

30/08/09 – Commento di Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita.

Ieri, al “meeting” di Comunione e Liberazione di Rimini, il Presidente del Senato Renato Schifani ha bacchettato il suo collega di Partito e presidente della Camera, Gianfranco Fini, per essersi dichiarato a favore della modifica del disegno di legge sul testamento biologico approvato dal Senato.

Da “la Reppubblica” di oggi apprendiamo che l’autorevole Presidente del Senato ha affermato: “Sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi autorevoli di qualunque provenienza. Sul testamento biologico le soluzioni approvate in Parlamento andranno rispettate, perché frutto di un libero dibattito e di un libero voto espresso senza condizionamenti esterni di carattere etico”.

Premesso che è diritto, ed aggiungerei dovere, di un rappresentante del popolo, autorevole o meno, esprimere la sua opinione sulle questioni di fondo riguardanti l’intero Paese in modo da poter essere giudicato dagli elettori, chiedo all’ineffabile sen. Schifani: “Premesso che il Papa è certamente persona autorevole, i cui reiterati interventi esterni di carattere etico condizionano pesantemente i parlamentari, perché il Presidente del Senato non lo ha mai criticato?”. Inoltre: “Da quando in qua le soluzioni approvate da un solo ramo del Parlamento (il Senato) debbono essere rispettate? O forse Schifani ha già abolito il bicameralismo, su cui tanto si discute?”

Per quanto concerne la laicità, Schifani ha affernato solennemente: “Laicità, infatti, comporta assunzione di responsabilità dinanzi alle proprie coscienze, alle proprie sensibilità, alla propria cultura ed anche, per chi crede, alla propria fede.” No, caro Schifani, non è laicità impedire per legge ad altri, che non la pensano come noi, di disporre della propria vita quando per loro diventa sofferenza e morte. La legge umana non è identica alla legge divina (lasciamo stare  da quale “Dio” dettata e da quale uomo interpretata). Una legge sul testamento biologico per definirsi “laica” deve consentire a tutti, credenti, diversamente credenti e non credenti, di potersi assumere le proprie responsabilità, anche dinanzi alla propria fede, ma senza impedire agli altri di poter fare altrettanto. Sempre nel rispetto dello stesso principio, valido per tutti: “male non facere”.

Cordiali saluti.

Giampietro Sestini

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I preti-padroni scatenano contro FINI i cani da guardia del loro potere.

giovedì, 27 agosto 2009

Dopo le dichiarazioni di mons. Fisichella, longa manus della CEI proprio all’interno del Parlamento -dove svolge la funzione di “cappellano” della Camera dei Deputati- Quagliarello e Gasparri, capi-gruppo di Camera e Senato del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, attaccano Fini colpevole di aver affermato che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Fini mette in crisi il PD-Partitus Dei.

mercoledì, 26 agosto 2009

Partecipando a un dibattito sul Testamento Biologico alla Festa del PD a Genova, il Presidente della Camera fa sobbalzare sulle sedie i presenti. “Cercherò di far cambiare alla Camera il testo licenziato del Senato”. E adesso avranno il coraggio i compagnucci della parrocchietta di dire un loro pensiero libero da ingerenze varitane e condiviso da tutti sul Testamento Biologico ?

Intanto i preti-padroni attaccano Fini per bocca di mons. Fisichella, cappellano della Camera dei Deputati e controllore interno al Parlamento per conto della CEI, l’organo supremo dei catto-ayatollah: “sia super partes”, vale a dire stai al tuo posto e fatti i cazzi tuoi, altrimenti…..!

Fini: biotestamento, cerchero’ di corregere il testo di legge
26 Agosto 2009 19:03 POLITICA

GENOVA – Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite della Festa del
Pd a Genova, afferma che fara’ ”il possibile” per correggere alla Camera il
testo di legge sul biotestamento. “Non credo che si tratti di favorire la
morte ma di prendere atto della impossibilita’ di impedirla, affidando
all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione” ha detto.
”Non voglio fare – ha concluso Fini – nessuna crociata contro i cattolici,
per i quali ho il massimo rispetto, ma chi dice che su queste questioni
decide la Chiesa e non il Parlamento, per me e’ un clericale e io dico che
no, spetta al Parlamento decidere”. (RCD)

3/8/09 – …e svanì nella tempesta della vita quotidiana

lunedì, 3 agosto 2009

Bisognerebbe che un po’ tutti nel centrodestra riflettessero sul fatto che oltre al Ponte sullo Stretto di Messina e l’aeroporto di Malpensa ci sono altre cose che contano. Questa pastiglietta che si assume per espellere il feto annullando il senso di colpa è pericolosa. Credo che contro la pillola la Lega possa ingaggiare una seria battaglia (on. Massimo Polledri)

Debbie Purdy è una 46enne di Bradford (Yorkshire) malata di sclerosi multipla che presto si recherà alla Dignitas, in Svizzera, per mettere fine alla sua vita dolorosa accompagnata dal marito Omar Puente, un violinista di origine cubana. Al rientro Puente non sarà perseguito. Infatti, anche se solo formalmente, la Gran Bretagna punisce con una pena fino a 14 anni di carcere, chiunque agevoli, sia pure solo accompagnando un sofferente, il suicidio assistito. Farà giurisprudenza il parere emesso la scorsa settimana (30 luglio) dai Law Lords di Londra che hanno sancito che la legge sulla punibilità è poco chiara e deve essere approfondita; nel frattempo è sospesa la applicabilità della pena. Decisione presa anche grazie alla spinta di un sondaggio pubblicato con grande rilievo sul Times, in base al quale il 74% dei britannici è favorevole all’eutanasia.
Anche in Italia i sondaggi dei quotidiani rilevano continuamente che la gente è favorevole al testamento biologico e molto di più. Per colpa sicuramente nostra, abbiamo una classe dirigente (non solo politica) che mette in discussione la scienza, e ci ridicolizza davanti al resto del mondo per questioni inesistenti quali, ad esempio, l’introduzione della RU486. Politici (che coprono spesso e volentieri scandali sanitari) mostrano di preoccuparsi dei rischi legati al farmaco accreditando 26 casi di morte, anche se l’Oms e l’Istituto Superiore di Sanità stimano 11 casi (dall’87) di donne che sono morte per un rapporto di causalità. In realtà sappiamo che le resistenze sono dovute a questioni “etiche”, cioè quello che la Chiesa, interlocutore privilegiato del pubblico potere, considera etico. Roccella, sottosegretario al Welfare (si chiama così ed è una delle tante ridicolaggini di Magic Italy), contraria alla 194, è politica ideologica e antidemocratica e risponde solo alle sue idee e a quelle della Santa Sede, un club di gente non democratica e soprattutto con soci solo maschi. Sacconi, ministro del Welfare (con l’aggravante che un tempo è stato socialista) chiede garanzie e impone improponibili paletti punitivi. Paesi che non sono meno rigorosi del nostro dal punto di vista della tutela della salute pubblica accettano che le donne abortiscano nel modo che considerano meno traumatico. Qui si da credito ai monsignori Elio Sgreccia e Rino Fisichella, di cui, intimamente, non frega (quasi sicuramente) niente a nessuno.
Sarebbe bene che il Presidente del Consiglio meditasse durante le sue vacanze, che per essere all’altezza dei leader mondiali dovrebbe quanto meno giudicare gli italiani che governa alla pari dei cittadini degli altri paesi, e non come degli eterni minorenni che devono essere messi sotto la tutela di medici e Sacconi. E per non essere un Presidente dimezzato, che all’estero poi gli chiacchierano dietro, non deve consentire che il clero e i suoi volenterosi camerieri intervengano in sede legislativa suggerendo ai parlamentari le soluzioni più gradite quando sono in ballo decisioni politiche che coinvolgono l’etica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Testamento Biologico, conferenza di Beppino Englaro a Genova.

sabato, 18 luglio 2009

Ne parla il Giornale dei Berlusconi con la consueta dose di veleno contro chi si oppone alla Tortura Obbligatoria di fine vita pretesa dalla SS Vaticana e dai suoi zuavi che presidiano il Parlamento vaticaliano.

Qui la fonte della notizia su il Giornale
LEGGI

………… voce accorta momenti toccanti della vita di sua figlia Eluana, invoca il diritto al dialogo con i medici e con «la Chiesa che io rispetto ma che ha mai provato ad avere rispetto per noi?», ripercorre tutta la sua battaglia giudiziaria, fino a rivelare infine il suo vero intento: «che trionfi il primato della coscienza personale» ovvero «la possibilità di scegliere della propria vita e di come morire in uno stato di diritto e non in uno stato etico».
In molti si sarebbero a questo punti aspettati la reazione dell’uomo di Chiesa, ma evidentemente a molti era sfuggito che si trattava di don Paolo Farinella. Ovviamente l’unico sacerdote invitato alla serata non poteva che essere un sostenitore di Beppino Englaro, pronto a dire che «da cattolico apostolico, del Vaticano non me ne frega niente, perché è uno Stato estero a cui non rispondo, ed io sono un cittadino di uno stato laico!» Don Farinella ha quindi ribadito le sue distanze tanto dal Presidente della Cei (il Cardinale Bagnasco, mai nominato direttamente) quanto dal Papa; lo ha fatto citando più volte se stesso in diverse lettere pubbliche e articoli scritti per Micromega in cui, da sempre, aveva manifestato vicinanza alla famiglia Englaro «contro lo scempio di tutti quei cattolici che pregavano perché non venisse sospesa l’idratazione e la nutrizione di Eluana, non sapendo quello che stavano compiendo».
Il Farinella pensiero non ha risparmiato, come di consueto, nessuno, tanto meno il Presidente del Consiglio e il Parlamento «che si comporta come una tendopoli: tutti dormono e si alzano solo al fischio del fischietto per votare secondo il concordato, ovvero il baratto che c’è stato tra il Vaticano e il Presidente del Consiglio perché egli rimanga al potere». L’analisi si conclude con l’individuazione delle cause del problema che porta l’Italia a non essere uno stato laico di diritti: «In Italia abbiamo il peccato originale che solo Dio sa quando ci potrà liberare da esso: lo Stato Vaticano».
L’esponente dell’Uaar è il primo a rallegrarsi con Farinella, Beppino Englaro è al limite della commozione, il prof. Franco Manti, promotore della serata, gongola di gioia e invita tutti i presenti, sulla scia di questa lucida analisi, a «fare qualsiasi cosa pur di fermare la legge che è al vaglio del Senato e che imporrà l’idratazione e l’alimentazione per qualsiasi paziente in cura, andando contro il diritto alla coscienza personale di scegliere». Insomma, è il caso di ribadirlo, diritto di scelta della morte, ma non della vita perché – ribadisce il professore – «Libertà, vita e proprietà sono i tre diritti su cui si fonda la civiltà occidentale, e tra essi il primo è quello della proprietà personale, cioè quella del proprio corpo: il diritto di farne ciò che si vuole, altrimenti si è schiavi». Perfetta consonanza con Farinella, eroe della serata dei diritti promossi dall’ateismo e dell’agnosticismo razionalista (come il registro per l’attuazione del testamento biologico), il quale ha chiosato: «È tempo che lo dico e pur non essendo profeta so leggere i segni dei tempi: credo che sia entrata in vigore la legge sul bavaglio dell’informazione e dell’etica, perché è più probabile che Dio non esista piuttosto che l’uomo che abbiamo in disgrazia che ci governi (Berlusconi, ndr) abbia una coscienza». Applausi, anche da parte di Marta Vincenzi: è questa la sua Genova, la città risorta dalle ceneri del G8, la città dei nuovi diritti, la città dei diritti progressisti.

Testamento Biologico 2.

venerdì, 17 luglio 2009

Testamento Biologico 2. Per evitare che i gerarchi della SS Vaticana, eredi diretti del Grande Inquisitore e Torturatore Torquemada, facciano approvare dal Parlamento vaticaliano la Legge sulla Tortura Obbligatoria di fine vita l’ Associazione Luca Coscioni ha lanciato questo Appello alla mobilitazione.

Caro Giulio C. Vallocchia,

abbiamo scritto ai Segretari dei partiti di opposizione per chiedere il coinvolgimento delle loro organizzazioni nelle iniziative locali per l’istituzione del registro sul testamento biologico [link]. Non ci facciamo grandi illusioni: è più facile che singoli amministratori, sindaci e consiglieri, decidano di mobilitarsi autonomamente. anche da questo punto di vista, è decisiva la vostra iniziativa militante, non solo sul piano della raccolta firme (che può essere intrapresa per esempio su una petizione qui puoi scaricare il modulo), ma anche su quello dell’interlocuazione politica e del coinvolgimento della stampa locale. I risultati ottenuti finora [link] ci inducono a proseguire la mobilitazione anche! nei prossimi giorni.

Facci sapere, ciao,
Marco, Rocco, José


******

Lettera aperta alla cortese attenzione di:
Stefano De Luca
(segretario nazionale del Partito Liberale Italiano), Antonio Di Pietro (presidente IdV), Claudio Fava (coordinatore nazionale di Sinistra Democratica), Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista), Grazia Francescato (portavoce dei Verdi), Dario Franceschini (segretario Pd), Riccardo Nencini (segretario nazionale del Partito Socialista), Francesco Nucara (segretario nazionale Partito Repubblicano Italiano), Luciana Sbarbati (segretario nazionale Movimento Repubblicani Europei), Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia)

Da: Marco Cappato e Rocco Berardo


Caro Segretario,

La Camera dei Deputati ha avviato la discussione sul Disegno di legge Calabrò contro il testamento biologico, cioè contro il diritto di ciascuno alla libertà di scegliere sulle proprie cure e sulla loro sospensione. Tutti i sondaggi confermano che i cittadini italiani sono all’80-85% favorevoli al testamento biologico, e dunque contrari alla sua negazione. Se ciò non ha impedito l’approvazione al Senato del testo Calabrò non è spiegabile soltanto con le condizioni di non-democrazia nelle quali versa –per la verità da decenni-  il nostro Paese, ma anche per l’incapacità delle opposizioni di esprimere finora  qualcosa di più di mere “posizioni”, più o meno critiche.  La legge contro il testamento biologico può essere fermata soltanto se si organizza una mobilitazione in grado di raggiungere e coinvolgere quella stragrande maggioranza di cittadini italiani che sono dalla parte di Piero Welby, di Giovanni! Nuvoli, di Eluana e Beppino Englaro.

Come Associazione Luca Coscioni abbiamo individuato uno strumento fondamentale per ostacolare concretamente, a partire dalle realtà locali e in particolare dagli 8.000 comuni d’Italia, sia l’approvazione che gli effetti deleteri di una legge sul modello di quella passata al Senato. Per farlo è fondamentale l’intervento dei vostri dirigenti e militanti, in particolare degli amministratori locali.

Infatti, tutti i cittadini italiani hanno (già) diritto a predisporre il proprio testamento biologico. E tutti hanno (ancora) diritto a includere la eventualità della rinuncia dell’alimentazione e idratazione artificiale. È questa la situazione a seguito delle sentenze della magistratura sul caso Englaro.

Per ora sono una decina i comuni che hanno deliberato l’istituzione di un registro del testamento biologico, già operativo per oltre 2 milioni di cittadini romani e per il comune di Pisa. I testamenti dei cittadini sono accolti anche a Rimini, Lecco  e Massa, mentre in altri comuni come Genova sono state presentate o preannunciate  proposte nel consiglio comunale; in 8 municipalità – tra le quali Torino, oltre alla stessa Roma – sono state raccolte le firme per proposte di delibere di iniziativa popolare comunale. Ad Avellino stiamo già raccogliendo firme per la convocazione di referendum comunali, e in decine di comuni si stanno raccogliendo sottoscrizioni su petizioni comunali.

Il valore di queste iniziative è straordinario: si responsabilizza l’amministrazione pubblica nella ricezione e validazione gratuita dei biotestamenti al livello più vicino al cittadino; si manda un messaggio molto chiaro ai Parlamentari che lavorano per l’abrogazione di questo diritto; ci si cautela, nel caso di approvazione della legge proibizionista, con la realizzazione di un atto che potrà servire anche ad impugnare l’eventuale nuove legge davanti alla Corte costituzionale.

Con questi obiettivi, abbiamo deciso di promuovere (in collaborazione con tutte le organizzazioni interessate, come ad esempio gli “Amici di Eleonora”, e con il Movimento politico Radicali italiani) la campagna “Il Testamento biologico nel tuo Comune”, a sostengo di tutte le proposte –referendarie, di iniziativa popolare o di consiglieri comunali” – per rendere più semplice per tutti l’affermazione concreta del diritto a predisporre le dichiarazioni anticipate di trattamento.

Chiediamo perciò a ciascuno di voi l’adesione del vostro partito, che dovrebbe consistere in un invito ai Sindaci, consiglieri comunali e amministratori locali a mettersi a disposizione per la raccolta e l’autentica delle firme sulle proposte di iniziativa popolare comunale o per la presentazione di delibere in consiglio comunale e nelle giunte, come già sta accadendo nelle realtà sopra menzionate.

Ti ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di un tuo urgente riscontro.

Marco Cappato – Rocco Berardo
Segretario – Tesoriere

Testamento Biologico.

venerdì, 17 luglio 2009

E’ in arrivo la Legge sulla Tortura Obbligatoria di fine vita che i gerarchi della SS Vaticana hanno imposto al sottomesso Parlamento vaticaliano. Un commento di Beppino Englaro.

Intervista a Beppino Englaro: con la morte di Eluana il clima culturale è cambiato
. da Secolo XIX del 16 luglio 2009, pag. 4

di Daniela Altimani
Fresco tesserato del Pd «per stima nei confronti di Ignazio Marino», Beppino
Englaro, stasera sarà a Genova, ospite della Settimana dei diritti.
Spiegherà perché appoggia l’iniziativa dei Comune di Genova che – l’annuncio
è dei sindaco Marta Vincenzi – attiverà il registro dei testamento biologico
dei cittadini.
Signor Englaro perchè ritiene valido lo strumento del registro del
testamento biologico?
«Non bisogna trovarsi scoperti nei dialogo medico-paziente per quanto
concerne le terapie. Quando si è capaci di intendere e di volere bisogna
poter dare indicazioni chiare, depositate nei comuni, per disporre della
propria salute secondo i propri convincimenti etici, filosofici,
confessionali. E poter indicare una persona di fiducia per quando quella
capacità non la si avrà più. Noi non avevamo indicazioni nero su bianco ma
conoscevamo i convincimenti di nostra figlia. Con i registri dei testamento
biologico una persona può dar voce a sè stessa senza che altri debbano farlo
per lei».
E i limiti previsti dalla legge all’esame della Camera?
«Adesso la legge non c’è e i cittadini possono decidere “trattamenti sì o
no”. Con la legge alimentazione e idratazione forzate saranno obbligatorie
ma se uno avrà dato indicazioni diverse potrà ricorrere ai giudice. Il
registro è una forma di tutela dalie imposizioni di uno stato etico, lo ha
sottolineato anche il presidente della Camera Fini».
Dopo la morte di Eluana sono cambiate le opinioni degli italiani sulla
libertà di cura?
«Il clima culturale è cambiato in meglio per quanto capisco e ho potuto
constatare. Siamo arrivati alla conoscenza e alla consapevolezza che ci sono
problematiche mai affrontate. Conoscenza e consapevolezza, tutto qui. La
gente comune si è aperta aun caso e da quello a questioni che riguardano
tutti. Ora non si può più dire di non conoscere i termini, veri e semplici,
del problema».
Due giorni fa l’hanno premiata a Empoli…
«E stato un riconoscimento non un premio, al libro di Eluana…»
Ne ha avuti altri?
«Il più grande è quello della gente che mi stringe la mano e mi ringrazia
per quello che ho fatto per tutti. E una cosa tangibile».
Ha subito anche duri attacchi. Si sono smorzati?
«Non si smorzeranno mai ma sono più velati. Giornali tipo Avvenire si sono
espressi…Ma sono cose pubbliche non devo aggiungere altro, non replico».
Si è iscritto al Pd per stima verso Marino. Un motivo veramente decisivo ?
«Sì. È la prima volta che ho una tessera di partito. Sono e rimarrò
socialista per sempre ma tessere, prima di questa, non ne ho avute. Marino l’ho
conosciuto il 2 ottobre dei 2006, era presidente della commissione igiene e
sanità, mi ricevette nel suo ufficio, era il primo firmatario con Anna
Finocchiaro di un disegno di legge sulle direttive anticipate di trattamento
terapeutico. Veniva dall’America dove dibattevano da trent’anni su quel
tema, non riusciva a capacitarsi che in Italia fossimo così indietro».
Vi siete trovati in sintonia.
«Subito. Ho visto la caratura della persona, l’ho poi incontrato altre
volte, lui ha seguito il caso Welby. Le libertà fondamentali per Marino sono
veramente sacre».
Ma nel Pd ci sono orientamenti diversi perfino opposti ai suoi e di Marino.
Come finirà?
«Il clima culturale, ripeto, sta cambiando. La mozione Marino sarà votata,
ci si conterà, si vedrà, è tutto alla luce del sole. Lui è sceso in campo
per quello che è, io non sono di una corrente o di un’altra, sono per questa
battaglia sulle libertà fondamentali della persona, condivido la chiarezza
con cui Marino l’ha impostata, in maniera semplice e rispettosa delle altre
opinioni».
Anche Beppe Grillo vuole iscriversi al Pd. Che ne pensa?
«Mi esprimo per me. Non vorrò mai scendere in politica se non, come già
faccio, per le libertà fondamentali»

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