…sta per arrivare in discussione alla Camera. Rispetto al Senato ci saranno alcune piccole modifiche che non cambiano però la sostanza liberticida del testo in discussione. Intanto qua e là nel paese si confrontano in pubblici dibattiti politici e intellettuali. Vi segnaliamo questa sintesi curata dall’Associazione LiberaUscita di un dibattito svoltosi a Roma.
La terza via ?
Ieri sera a Roma, presso lo “Spazio Cremonini al Trevi”, è stato presentato il libro del sen. Domenico Nania “Il testamento biologico. La terza via”, della Koinè Nuove Edizioni.
Erano presenti, oltre l’autore, il Presidente emerito della Corte Costituzionale, prof. Giovanni Maria Flick, il sen. Vannino Chiti e S.E. Monsignor Rino Fisichella. Coordinatore: Francesco Giorgino, del TG1.
Con questo libro il sen. Nania intende dimostrare che “partendo da una prospettiva costituzionale e non laicista o integralista si può trovare il punto d’incontro tra la libertà di decidere dell’individuo e i compiti istituzionali della Repubblica”.
Già dalla premessa rileviamo come il termine “laicista” sia volutamente usato non per indicare “l’atteggiamento ideologico di chi sostiene la piena indipendenza del pensiero e dell’azione politica dei cittadini dall’autorità ecclesiastica” (Il nuovo Zingarelli), bensì un atteggiamento contrario alla Costituzione, la quale è invece basata sul principio della laicità. Purtroppo, tale snaturamento del lessico è divenuto ormai normale: lo stesso Coordinatore l’ha usato nel suo intervento iniziale. A ciò aggiungasi l’uso improprio del termine “eutanasia”, che ormai non significa più ”buona morte, morte tranquilla e naturale” (Zingarelli), bensì “cattiva morte”, se non “omicidio”.
Passando alla proposta del sen. Nania, “la terza via” sarebbe quella di bypassare lo scontro ideologico, ossia di cancellare dal ddl in discussione alla Camera il riferimento alla “indisponibilità” della vita e il divieto di rinunciare alla idratazione e alimentazione forzata, ed in cambio prevedere che coloro che rifiutano tali trattamenti, che l’autore considera di sostegno vitale, siano dimessi dalle strutture pubbliche e vadano a morire a casa loro.
Ciò nella concezione che le cure palliative debbano essere destinate soltanto a chi vuol vivere e non a chi vuole morire.
Considerato che è già un diritto lasciare l’ospedale quando si vuole (vedi il caso Nuvoli in Sardegna), appare evidente lo scopo del sen. Nania: indurre i cittadini a NON sottoscrivere alcun testamento biologico.
Se questa sarebbe “la terza via”, meglio allora nessuna legge.
Il prof. Flick e il sen. Chiti, mentre condividono l’idea di eliminare dal ddl il riferimento alla indisponibilità della vita e all’obbligo dei trattamenti di sostegno vitale, non sono della stessa opinione dell’autore. Il prof. Flick ha ricordato che la leniterapia non ha come obiettivo il mantenimento in vita bensì l’eliminazione o l’attenuazione del dolore. Nemmeno Mons. Fisichella è d’accordo con l’autore, ma da un punto di vista diverso. A suo giudizio, poichè la vita è giustamente inviolabile è di conseguenza indisponibile. Con ciò ammettendo ciò che a parole non dice, ossia che è indisponibile perchè non è a disposizione della persona bensì del suo creatore.
Cordiali saluti
Giampietro Sestini
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