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	<title>.:: No God ::. &#187; Testamento Biologico ed Eutanasia</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>20/9/11 &#8211; Non rubateci anche la morte</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 06:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[legge sulla tortura obbligatoria di fine vita]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Numerosi esperti prevedono che tra 20 &#8211; 30 anni, potrebbe verificarsi un terremoto spaventoso nell’area urbana di Tokyo, e tuttavia gli abitanti continuano a condurre una vita normale. Perché non impazziscono di terrore? In giapponese abbiamo un termine, mujò, per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo, che ogni cosa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Numerosi esperti</strong> prevedono che tra 20 &#8211; 30 anni, potrebbe verificarsi un terremoto spaventoso nell’area urbana di Tokyo, e tuttavia gli abitanti continuano a condurre una vita normale. Perché non impazziscono di terrore? In giapponese abbiamo un termine, mujò, per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo, che ogni cosa è transitoria. Tutto ciò che esiste si estingue, tutto muta costantemente. Non esiste alcun equilibrio eterno, non vi è nulla di sufficientemente immutabile in cui si possa riporre eterna fiducia. Anche così noi giapponesi abbiamo saputo cogliere una forma di bellezza dentro questa rassegnazione. Se osserviamo la natura ammiriamo d’estate le lucciole e in autunno le foglie gialle dei boschi. Osserviamo ogni cosa con passione perché la bellezza svanisce in brevissimo tempo (Haruki Murakami)<br />
<strong>Vorrei sapere da lor signori,</strong> disse la Fata rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio, vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo! A quest’invito il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso di Pinocchio: poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole: a mio credere il burattino è bell’è morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo! Mi dispiace, disse la Civetta, di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero! E lei non dice nulla? Domandò la Fata al Grillo-parlante Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, Cap. XVI)</em></span></p>
<p><strong>Il disegno di legge sul testamento biologico</strong> è stato incardinato in commissione Salute del Senato. Il relatore Calabrò ha annunciato tempi veloci per la terza lettura del provvedimento perché “dalla Camera non sono giunte modifiche sostanziali” per cui dovrebbe diventare legge a Palazzo Madama. Radicali e Idv hanno chiesto alla commissione di procedere con una serie di audizioni e hanno annunciato “approfondimenti e modifiche importanti”. Questa settimana è convocato un ufficio di presidenza per fissare il calendario dei lavori a cominciare dalla discussione generale che potrebbe iniziare la settimana successiva.<br />
Quindi, il dado è tratto. A meno di ripensamenti degli ultimi istanti, la cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure mediche sarà cosa fatta. Le volontà dei malati e le opinioni dei loro amici e parenti saranno insignificanti, mentre ai medici, spogliati dei loro saperi, sarà riservato il ruolo di padroni delle nostre vite. Lo Stato che non si occupa della buona vita e delle buone cure mediche, si vuole riscattare con quella che crede essere una morte opportuna.<br />
La maggioranza dei parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la più parte dei cattolici – ha deciso il varo di una legge oscurantista che potrà non rispettare grazie alle garanzie economiche di cui gode, non lo fa perché, come sostiene con arroganza, ha una scala valoriale più alta e nobile di quella dei cittadini comuni, ma perché ignora che la democrazia è importante. I parlamentari contano sull’altra parte suppurante della casta, quella giornalistica, che copre le loro nefandezze per garantirsi il posto nei media di regime, e che mai promuoverà dibattiti e scriverà articoli per aprire gli occhi alle persone, scippandogli il diritto alla corretta informazione.<br />
E’ la conseguenza della teocrazia-dittatura l’accanimento di una legge che afferma il predominio statale nella decisione di aspetti privati sul come vivere e come morire, e che non mette sullo stesso piano i cittadini che vogliono fare scelte diverse. Ed è incompatibile con la modernità uno Stato che vuole impadronirsi della professionalità dei medici, ai quali va chiesto di rapportarsi con i colleghi di altre discipline, con gli infermieri, con i tecnici, ma soprattutto con i malati e le persone a lui vicine. Questi importanti professionisti devono essere in grado di condividere angosce e paure, ma anche infondere ottimismo, no essere al soldo del politico rubagalline grazie al quale possono forse diventare primari. Perché poi, nella vita normale, la maggior parte dei medici sono persone per bene, e chiedono l’aiuto di amici e parenti per rispettare i desideri dei malati aiutandoli “ad entrare nella morte ad occhi aperti”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">15/7/11 – Così  ci rubate anche la morte.<br />
</span> </strong>E’ difficile stabilire  quale sia  il punto più  offensivo per l’intelligenza, della legge  licenziata alla Camera sul biotestamento (Disposizioni di alleanza terapeutica,  di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, Dat).  Forse l’emendamento che parla di sospensione  dell’alimentazione ai pazienti in “accertata assenza di attività cerebrale  integrata cortico-sottocorticale”. In parole semplici, i morti.  O anche, che alimentazione e idratazione  forzata non sono terapie ma forme di sostegno vitale (perciò obbligatorie). E le  terapie mediche, non sono vitali?  E  ancora, le persone nel Dat possono indicare solo i trattamenti sanitari  accettati, non quelli rifiutati. Ha un senso? La legge “garantisce che il medico  debba astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o  non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche e agli obiettivi di  cura”. Nella pratica  mettere il catetere  per estrarre l’urina (cioè l’idratazione) o una flebo (cioè il cibo) a un  terminale in coma, è una  cosa inutile  sul piano della guarigione o anche del sollievo, che qualsiasi medico o  infermiere eviterà di fare, a meno che non si chiami Mengele (o sia un  parlamentare italiano). Inoltre nei nove articoli di questa legge non si parla  di infermieri che sono le figure professionali più vicine ai malati. E che nel  caso di un malato terminale fanno iniezioni di farmaci che evitino convulsioni o  scosse epilettiche conducendolo in maniera più gentile verso l’ultimo  respiro.  Per una legge che sancisce che  “la vita umana è un diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella  fase terminale dell’esistenza”,  non  sorprende che il fiduciario debba essere un parente. Non un convivente, non un  amico. Anche in questo i parlamentari hanno mostrato ampiamente di non conoscere  la realtà: ognuno di noi sa che gli unici parenti sui quali può contare sono i  genitori, i più fortunati magari si fidano di   un fratello, ma pochissimi consegnerebbero i propri averi ad un cugino o  a una  cognata ignorante travestita da  piccola borghese, figurarsi il bene più prezioso che è la propria vita.  Nella vita normale i malati, spesso persone  non giovanissime, possono contare solo sugli amici e i medici sono ben felici di  poter delegare le incombenze più tristi come comunicare l’ineluttabilità della  malattia che ha colpito i loro assistiti.<br />
I parlamentari, e con questa legge lo dimostrano una  volta di più, attribuiscono una inesistente sacralità al lavoro del medico,  caricando questi importanti lavoratori anche di cose che non li riguardano.</p>
<p><em><strong>Aggiungo una esperienza  personale</strong> che ho vissuto recentemente. Ho assistito fino al suo ultimo respiro un caro  amico malato terminale. Morto in casa come desiderava, senza inutili  accanimenti, con un infermiere personale istruito dal medico e dall’onlus per  malati terminali. Nella sua cartella clinica – rilasciata da una delle cliniche  romane più note  – c’era un foglio  firmato dal malato e controfirmato da un infermiere e il medico con il mio nome  indicato come  persona da informare sul  decorso della malattia e le terapie. Lo stesso sulla scheda della onlus. Oggi  constato che con questa legge, la nota clinica, la onlus, i medici, gli  infermieri,  il mio caro amico ed io,  siamo fuorilegge.  Nella tristezza che  cammina con me dal giorno infelice della sua morte, posso consolarmi perché  l’amato amico è scampato almeno a questa ingiustizia.<br />
Tiziana Ficacci, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></em></p>
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		<title>15/7/11 – Così ci rubate anche la morte</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 11:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[biotestamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il futuro è architettato da un carnevale di idioti/fai meglio ad andartene/Non voglio essere il soldato che segue il capitano di una nave che affonda/di sacerdoti che si aggrappano ai loro dogmi/che escono ad armare i loro fucili/con la croce tenuta alta (Violet Hill, Coldplay) Sofferente, senza speranza, appena 41enne ed amante della vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Quando il futuro</strong> è architettato da un carnevale di idioti/fai meglio ad andartene/Non voglio essere il soldato che segue il capitano di una nave che affonda/di sacerdoti che si aggrappano ai loro dogmi/che escono ad armare i loro fucili/con la croce tenuta alta (Violet Hill, Coldplay)<br />
<strong>Sofferente,</strong> senza speranza, appena 41enne ed amante della vita, al medico e amico Robert Klopstock che esitava a praticargli l’iniezione mortale di morfina, Franz Kafka disse: “mi uccida, altrimenti è un assassino”</em></span></p>
<p><strong>E’ difficile stabilire</strong> quale sia il punto più offensivo per l’intelligenza, della legge licenziata alla Camera sul biotestamento (Disposizioni di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, Dat). Forse l’emendamento che parla di sospensione dell’alimentazione ai pazienti in “accertata assenza di attività cerebrale integrata cortico-sottocorticale”. In parole semplici, i morti. O anche, che alimentazione e idratazione forzata non sono terapie ma forme di sostegno vitale (perciò obbligatorie). E le terapie mediche, non sono vitali? E ancora, le persone nel Dat possono indicare solo i trattamenti sanitari accettati, non quelli rifiutati. Ha un senso? La legge “garantisce che il medico debba astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche e agli obiettivi di cura”. Nella pratica mettere il catetere per estrarre l’urina (cioè l’idratazione) o una flebo (cioè il cibo) a un terminale in coma, è una cosa inutile sul piano della guarigione o anche del sollievo, che qualsiasi medico o infermiere eviterà di fare, a meno che non si chiami Mengele (o sia un parlamentare italiano). Inoltre nei nove articoli di questa legge non si parla di infermieri che sono le figure professionali più vicine ai malati. E che nel caso di un malato terminale fanno iniezioni di farmaci che evitino convulsioni o scosse epilettiche conducendolo in maniera più gentile verso l’ultimo respiro. Per una legge che sancisce che “la vita umana è un diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza”, non sorprende che il fiduciario debba essere un parente. Non un convivente, non un amico. Anche in questo i parlamentari hanno mostrato ampiamente di non conoscere la realtà: ognuno di noi sa che gli unici parenti sui quali può contare sono i genitori, i più fortunati magari si fidano di un fratello, ma pochissimi consegnerebbero i propri averi ad un cugino, figurarsi il bene più prezioso che è la propria vita. Nella vita normale i malati, spesso persone non giovanissime, possono contare solo sugli amici &#8211; ai quali a volte chiedono di tenere lontani i parenti – e i medici sono ben felici di poter delegare le incombenze più tristi come comunicare l’ineluttabilità della malattia che ha colpito i loro assistiti. Medici e infermieri cercano il sostegno di amici e parenti, e questi in parlamento lo ignorano.<br />
I parlamentari, e con questa legge lo dimostrano una volta di più, attribuiscono una inesistente sacralità al lavoro del medico, caricando questi importanti lavoratori anche di cose che non li riguardano. E’ di questi giorni l’iniziativa del ministro per l’Istruzione Gelmini di ridurre di un anno (da 5 a 4) il corso di laurea in medicina. Potrebbe essere utile introdurre , come negli Stati Uniti, la possibilità di avere degli insegnamenti che aiutino la comunicazione. Il medico deve essere in grado di rapportarsi con i colleghi di altre discipline, con gli infermieri, con i tecnici, ma soprattutto con i malati e le persone a lui vicine. Deve essere in grado di condividere angosce e paure, ma anche saperli entusiasmare. Così vogliamo i medici, non dei censori delle volontà del malato.<br />
<strong>Aggiungo una esperienza personale</strong> che ho vissuto recentemente. Ho assistito fino al suo ultimo respiro un caro amico malato terminale. Morto in casa come desiderava, senza inutili accanimenti, con un infermiere privato istruito dal medico e dall’onlus per malati terminali. Nella sua cartella clinica – rilasciata da una delle cliniche romane più note e specializzate in oncologia – c’era un foglio firmato dal malato e controfirmato da un infermiere con il mio nome indicato come unica persona da informare sul decorso della malattia e le terapie. Lo stesso sulla scheda della onlus. Oggi constato che con questa legge, la nota clinica, la onlus, i medici, gli infermieri, l’infermiere privato, il mio caro amico ed io, siamo fuorilegge. Nella tristezza che cammina con me dal giorno infelice della sua morte, posso solo dire che l’amato Gianni è scampato almeno a questo fondamentalismo. Oggi avrebbe compiuto gli anni, e come sempre avrebbe offerto un bel pranzo a me e ad altri amici. E magari avrebbe ripetuto il suo motto: l’amore è dei coraggiosi, tutto il resto solo coppie.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p>°°°°°°<br />
<strong>Segnaliamo sull’argomento trattato il film di Alejandro Amenabar <em><span style="color: #0000ff;">Il mare dentro</span></em>.</strong><br />
Il film racconta la vita di Ramon Sampedro Camean (il sempre bravo e fascinoso Bardem), meccanico navale, che a causa di un tuffo in acqua bassa si frattura la settima vertebra. Da quel momento e per 28 anni ha chiesto il diritto ad una morte dignitosa.<br />
Nel 1996, anno della sua morte, è stato pubblicato Cartas desde el infierno, una raccolta di lettere e poesie che Sampedro scrisse tenendo una penna nella bocca, e che Amenabar ha usato come schema per il suo film che si svolge prevalentemente nella sua stanza, con i parenti e gli amici che si affaccendano intorno al suo letto e che, infine, con complicità e amore, lo aiutano a morire.<br />
Ramon Sampedro è stato il primo spagnolo a chiedere ufficialmente l’eutanasia infrangendo i pilastri giuridici, etici e religiosi di uno Stato che con un immaturo paternalismo si definiva custode della sua vita. Ramon si considerava un morto cronico, diceva che la sua orizzontalità lo umiliava e lo faceva sentire come un neonato. Ma non era disperato né depresso : “il mio equilibrio consiste nel sapere che si può sopravvivere addomesticando l’inferno, ma senza dimenticare che è assurdo rimanerci”. Nel libro ci sono le lettere ai giudici, ai preti, al papa, al re. Lo Stato e la religione erano i suoi nemici naturali perché impedivano la sua volontà. “Dare sacralità alla sofferenza mi pare la forma più crudele di schiavitù”, dice in una delle sue lettere.<br />
Ma ci sono anche poesie bellissime come questa e che Amenabar sceglie per chiudere il film<br />
Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso/nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà/che fanno vero un desiderio nell’incontro./Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta/il mio corpo cambiato non è più il mio corpo/è come penetrare il centro dell’universo/Il tuo sguardo il mio sguardo, come una eco che va ripetendo/senza parole, più dentro, più dentro, /fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo/Però, sempre mi sveglio/ mentre io voglio essere morto/ perché io con la mia bocca resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli</p>
<p>http://www.ryderitalia.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=117%3Abioetica-e-religione-ebraica&#038;catid=36%3Abioetica-e-medicina&#038;Itemid=56&#038;lang=it</p>
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		<title>La Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita verso l&#8217;approvazione.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/07/10/5035/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 14:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[biotestamento]]></category>

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		<description><![CDATA[EUTANASIA DEL PARLAMENTO &#8211; DI FURIO COLOMBO da: il Fatto di domenica 10 luglio 2011 E’difficile immaginare giorni più squallidi di questi in Parlamento, mentre è in discussione una penosa legge che vieta ai cittadini, in modo dettagliato e poliziesco, ogni possibilità di scegliere e dichiarare in anticipo come, in una situazione di fine vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>EUTANASIA DEL PARLAMENTO &#8211; DI FURIO  COLOMBO</strong></p>
<p>da: il Fatto di  domenica 10 luglio 2011</p>
<p>E’difficile  immaginare giorni più squallidi di questi in Parlamento, mentre è in discussione  una penosa legge che vieta ai cittadini, in modo dettagliato e poliziesco, ogni  possibilità di scegliere e dichiarare in anticipo come, in una situazione di  fine vita, vorrebbero morire, se con le macchine o affidati al decorso della  natura e del buon medico. Dimenticate il buon medico. &#8220;Il medico non può  prendere in considerazione Indicazioni del paziente orientate a cagionare la  morte&#8221;. Ricorderete che era quello che Piergiorgio Welby disperatamente  chiedeva, non perché innamorato del suicidio ma perché travolto dalla pena delle  terapie obbligatorie . C&#8217;è, qualcuno che non vorrebbe una buona cura ,se quella  cura ci fosse? Qui stiamo parlando del confine estremo, ma la spensierata  maggioranza del Parlamento, Lega Nord inclusa (quella che si immagina tutto buon  senso e famiglia), va via come il vento a votare &#8221; proibito&#8221;, &#8221; impossibile&#8221;, &#8221;  impedito&#8221;, &#8221; mai e poi mai&#8221;, come se fosse in discussione una  dieta.</p>
<p>E via a votare che  &#8220;il parere espresso dal collegio dei medici non è vincolante per il medico  curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue  convinzioni di carattere scientifico e deontologico&#8221;. Ecco introdotta la  obiezione di coscienza sul corpo sofferente del povero inconscio. Ed ecco che  cosa si intende per &#8220;convinzioni di carattere scientifico e deontologico&#8221;:  &#8220;l&#8217;alimentazione e la idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la  tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e  fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della  vita.&#8221;</p>
<p>Inutilmente medici  del livello scientifico e della esperienza professionale di Umberto Veronesi e  di Ignazio Marino, che sono membri del Parlamento, hanno spiegato in ogni sede  che non è vero, sostenuti dalla scienza medica del mondo . Che cosa volete che  conti di fronte al ricettario della dottoressa onorevole Binetti, psichiatra  sfuggita alla sua specializzazione e autrice del comma 5, art.3 della legge  ancora beffardamente intitolata &#8220;Disposizioni in materia di alleanza  terapeutica, di consenso Informato, e di dichiarazioni anticipate di  trattamento&#8221;?</p>
<p>Priva di ogni  preoccupazione al mondo, salvo di piacere al Vaticano (parte antica e retrograda  di una potente burocrazia che per il momento tiene bloccato e sotto minaccia il  sentimento della pietà), la maggioranza della Camera dei Deputati va avanti  spedita e vota senza pensieri e senza un minimo di riflessione e di coerenza  anche questa conclusione dell&#8217;articolo 3, comma 5:&#8221; Esse (alimentazione e  idratazione) non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di  trattamento&#8221;. La vendetta contro Eluana Englaro continua. A quanto pare per  questa gente (votano tutti, compunti e lieti, come se capissero che cosa stanno  facendo, oltre che compiacere Il monsignore, come se sapessero quanta sofferenza  stanno preparando soprattutto per i più poveri e i meno assistiti) a quanto  pare, per questa gente uguaglianza vuol dire avere diritto tutti alla stessa  sorte: dicano le macchine, e non l&#8217;amore e la scienza medica, quanto può durare  un corpo oltre la vita finita e quanto deve patire un essere umano morente per  essere in linea col catechismo.</p>
<p>Ma l&#8217;ipocrisia di  una così pesante imposizione legislativa sui cittadini è detta bene nel comma 2  dell&#8217;articolo 1. Sentite, e riflettete almeno per un istante sulle parole che  seguono (e intanto pensate a Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Luca Coscioni):  &#8221; La presente legge garantisce politiche sociali ed economiche volte alla presa  in carico del paziente, dei soggetti incapaci di intendere e di volere e della  loro famiglia&#8221;.</p>
<p>Prima di esclamare  &#8220;con che coraggio si permettono di dire queste cose, in questi giorni?&#8221; andate  avanti, all&#8217;articolo 9, comma 4: &#8221; Dal presente articolo non devono derivare  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All&#8217;attuazione del  medesimo si provvede nell&#8217;ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie  già previste a legislazione vigente.&#8221;</p>
<p>Voglio  ricordare  ancora, per un momento, il  titolo di questa legge triste e bugiarda: &#8220;Disposizioni in materia di alleanza  terapeutica&#8230;&#8221;. Alleanza, qui, significa imposizione, obbligo, sottomissione.</p>
<p>Come avete visto,  tutto ciò che ha a che fare con il testamento biologico, così come è inteso  nelle società libere e democratiche, dove I cittadini sono rispettati, che siano  vivi, morti o sul punto di morire, è proibito in questa legge. E&#8217; giusto  ricordare che Pd e IDV fanno opposizione continua. Ma il Pd &#8211; nonostante la  invocazione di Bersani, &#8220;per favore, in nome del&#8217;umanità fermatevi!&#8221; &#8211; è diviso  e Indebolito dall&#8217;equivoco religioso. Non c&#8217;è niente di religioso, in questa  legge spietata. E per fortuna ci sono cattolici appassionati e convinti che lo  vedono bene e lo testimoniano. Però la barricata di resistenza è composta dalle  centinaia di emendamenti dei sei deputati radicali eletti nel Pd. Li ho firmati  tutti, almeno per lasciare una traccia: la civiltà è passata alla Camera dei  Deputati nei giorni tristi del fondamentalismo  vaticano.</p>
<p>E’ passata ma non ha  potuto fermarsi.</p>
<p><strong>Furio Colombo su il Fatto</strong></p>
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		<title>6/7/11 – La nave dei dannati</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/07/06/5022/</link>
		<comments>http://www.nessundio.net/blog/2011/07/06/5022/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 05:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[lbiotestamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi) www.ryderitalia.it La legge sul biotestamento è definitivamente affossata? Siccome ogni giorno ha la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Ora come ora</strong> applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi) www.ryderitalia.it</em></span></p>
<p><strong>La legge sul biotestamento</strong> è definitivamente affossata? Siccome ogni giorno ha la sua pena, è possibile che il parlamento malato ritiri fuori l’argomento, ma certo non sarebbe male che la partitocrazia tirasse una riga nera su quella parola per non tornarci mai più sopra. Su questioni tanto importanti &#8211; cosa è più importante del come e quando vivere e del come e quando morire? &#8211; non si scherza. Lo Stato non dovrebbe consentire che esponenti di partito, leader religiosi, caste mediche, associazioni culturali, movimenti, pensino di poter dare indicazioni schierandosi ideologicamente. Nella società dispari in cui viviamo l’unica cosa che veramente ci appartiene è il nostro corpo, che sempre meno in Italia possiamo curare tutti allo stesso modo. Per garantire pari diritti alla salute dovrebbero lavorare i governi e i partiti. Invece questo consesso di ingordi, servi dell’uno o dell’altro padrone, fanno i boss con beni che non sono nella loro disponibilità.<br />
Mentre intorno ai letti (pratici lettini elettrici che i malati quasi sempre pagano con i loro soldi, 18 euro al giorno in affitto o 4mila euro in contanti se lo acquistano) dei sofferenti si schierano le diverse fazioni, assistiamo al paradosso di ospedali che dimettono malati in fase avanzata, spesso anziani, con terapie complesse e difficili da effettuare a casa senza l’aiuto di un infermiere e una rete di amici, e senza soprattutto che esista una rete efficiente che possa aiutarli gratuitamente. Di questo si parla?<br />
Potrebbe essere di qualche utilità l’esperienza inglese che non ha ceduto a tentennamenti etici. Il Royal College of General Practitioner in accordo con il Royal College of Nursing, ha stabilito che i medici di famiglia chiederanno ai malati terminali di mettere per scritto le loro volontà di fine vita. L’obiettivo non è quello di schedarli per prepararli all’inferno, ma per offrire le più giuste terapie senza deludere il malato e senza venir meno all’integrità di medici e infermieri. Alcuni commentatori, tra cui la minoranza cattolica inglese, hanno dichiarato che è una porta spalancata sull’eutanasia, ma non è così. Intanto perché per il momento la decisione è richiesta ai soli malati terminali e non agli infermi in stato vegetativo. Da noi una decisione di questo tipo porterebbe a un circo senza fine, addirittura all’interno della stessa categoria medica che a tutt’oggi si avvale dell’obiezione di coscienza per pratiche che non condivide adducendo motivazioni ideologiche, morali o religiose davanti ad atti medici previsti dalla legge italiana. E senza nessuna sanzione né riprovazione morale anche quando i sanitari sono dipendenti del servizio pubblico.<br />
Il rispetto è una parola desueta nel nostro lessico. Rispolverarla sarebbe bene per tutti noi, come bene sarebbe fare un passo indietro tutti quanti. La sofferenza e il dolore della malattia e della morte esige rispetto, silenzio ideologico e libertà di scelta personale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> www.nogod.it</p>
<p>°°°°°°°<br />
<strong>11/3/11 – Assistiamo in questi giorni</strong> al tentativo di cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure. La legge in discussione prevede che né la volontà del malato né le opinioni delle persone di fiducia conteranno, ma il dominus assoluto sarà il medico riconosciuto pubblico ufficiale. Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini, vuole riscattarsi con quella che politici mercenari considerano una buona morte. Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici – ha deciso di licenziare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano così perché hanno una scala valoriale più alta e nobile di quella dei comuni cittadini come pure alcuni interventi di parlamentari lasciano trapelare, ma perché ignorano che la democrazia è importante. Resta incomprensibile l’accanimento a voler legiferare su come morire da parte di una maggioranza governativa che ogni momento protesta per l’ingerenza dello Stato e che vuole affermare il predominio statale nella decisione su aspetti privati come la libertà di cura e la buona morte. Sentire – grazie a radio radicale – gli interventi sulla Calabrò imporrebbe, questa volta si, il trattamento sanitario obbligatorio che, come si sa, è previsto solo in casi eccezionali per malati di testa che potrebbero nuocere a sé o ad altri. Infatti sembra che si potrà continuare a decidere se farsi curare o no, ad esempio un malato di tumore se crede potrà rifiutare radioterapia o chemioterapia. E i medici continueranno a farci firmare il consenso informato per un impianto dentario, asportare la tiroide, inserire un port. Ma se siamo in coma diventiamo proprietà dello Stato. E i medici, saranno disponibili a prendersi questa rogna? Nel mondo normale il medico chiede l’aiuto e il consenso degli amici per parlare con il malato e aiutarlo davanti all’inarrestabilità della morte. Ma de che stamo a parlà?</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> www.nogod.it</p>
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		<title>29/4/11 – Falchi, ultimo atto (2)</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/04/29/4863/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 07:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>
		<category><![CDATA[tortura di fine vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blu è l’invisibile che diventa visibile (Yves Klein) C’è qualcosa di contraddittorio nel blu che da carica e che calma (Johann Wolfgang Goethe) Spruzza dei glitter blu sul viso e sui capelli e nessuno ti riconoscerà (Paris Hilton ) Sempre dovrebbe essere garantito a ciascun cittadino di prendere liberamente le sue decisioni. Durante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Il blu è l’invisibile</strong> che diventa visibile (Yves Klein)<br />
<strong>C’è qualcosa di contraddittorio</strong> nel blu che da carica e che calma (Johann Wolfgang Goethe)<br />
<strong>Spruzza dei glitter blu</strong> sul viso e sui capelli e nessuno ti riconoscerà (Paris Hilton )</span></p>
<p><strong>Sempre dovrebbe essere garantito</strong> a ciascun cittadino di prendere liberamente le sue decisioni. Durante la malattia e la morte soprattutto, così come stabilisce con spirito laico e liberale la Carta costituzionale. Nel dolore di chi è legato al morente, nella solitudine del malato davanti alla fine, deve essere impedito l’intervento intrusivo dello Stato e pensare alle persone. Prevedere che le decisioni dei malati possano, anzi debbano, essere contraddette dai medici trattati come cerberi (diecimila medici hanno consegnato al Presidente della Camera le loro firme per dissociarsi da questa follia) è un reato contro l’individuo.<br />
Nel mondo normale i malati parlano con i loro amici e familiari e chiedono un consiglio al medico, che non parla dei dogmi della religione, ma spiega come ammorbidire i dolori della fine. Come aggirare legalmente e gratuitamente il medico della asl che è vincolato a bolli e registri e non può prescrivere più di due fialette di morfina, come evitare nel momento più estremo bentelan in vena e cateteri per non allungare artificiosamente e affannosamente la vita al morente già entrato in coma.<br />
(E appena chiudi gli occhi lo risenti tutto il respiro faticoso delle ultime ore ma ti consoli sapendo che l’ amico caro è morto senza convulsioni e attacchi epilettici. E soffri per non avergli fatto una carezza in più, per averlo angosciato parlandogli dei costi assurdi degli infermieri privati e di quello che copre o no l’assicurazione, non certo per non avergli imposto la fiala di bentelan che gli avrebbe allungato di qualche ora l’affanno)<br />
La sfrontatezza mostrata dai politici italiani che si fanno scudo della religione per comandare mostra, anche se è difficile coglierne l’annuncio in questo momento, la fine della Chiesa cattolica come istituzione. Nei 150 anni dell’Unità, l’Italia ha visto cattolici laici, la stessa Democrazia cristiana è riuscita a tenere la barra ferma sulla distinzione tra Stato e Chiesa. E la Chiesa non teme di sostenere un governo reazionario per cercare una centralità che l’intelligenza delle persone non gli concede più.<br />
Se questa legge passerà, sarà una macchia di fango indelebile nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia che ebbe come tratto distintivo la separazione fra Stato e Chiesa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>11/3/11 – Falchi, ultimo atto</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Tutti vogliamo</strong> vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)<br />
<strong>Ora come ora </strong>applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi)</em></span></p>
<p><strong>Assistiamo in questi giorni</strong> al tentativo di cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure. La legge in discussione prevede che né la volontà del malato né le opinioni delle persone di fiducia conteranno, ma il dominus assoluto sarà il medico riconosciuto pubblico ufficiale. Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini, vuole riscattarsi con quella che politici mercenari considerano una buona morte. Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici – ha deciso di licenziare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano così perché hanno una scala valoriale più alta e nobile di quella dei comuni cittadini come pure alcuni interventi di parlamentari lasciano trapelare, ma perché ignorano che la democrazia è importante. Resta incomprensibile l’accanimento a voler legiferare su come morire da parte di una maggioranza governativa che ogni momento protesta per l’ingerenza dello Stato e che vuole affermare il predominio statale nella decisione su aspetti privati come la libertà di cura e la buona morte.<br />
Sentire – grazie a radio radicale – gli interventi sulla Calabrò imporrebbe, questa volta si, il trattamento sanitario obbligatorio che, come si sa, è previsto solo in casi eccezionali per malati di testa che potrebbero nuocere a sé o ad altri. Infatti sembra che si potrà continuare a decidere se farsi curare o no, ad esempio un malato di tumore se crede potrà rifiutare radioterapia o chemioterapia. E i medici continueranno a farci firmare il consenso informato per un impianto dentario, asportare la tiroide, inserire un port. Ma se siamo in coma diventiamo proprietà dello Stato. E i medici, saranno disponibili a prendersi questa rogna? Nel mondo normale il medico chiede l’aiuto e il consenso degli amici per parlare con il malato e aiutarlo davanti all’inarrestabilità della morte.<br />
Ma de che stamo a parlà?</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
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		<title>11/3/11 – Falchi, ultimo atto</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 07:16:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti vogliamo vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby) Ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Tutti vogliamo vivere e guarire,</strong> ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)<br />
<strong>Ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo</strong> firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi) http://www.radicali.it/contro-tortura-di-stato-video</em></span></p>
<p><strong>Assistiamo in questi giorni</strong> al tentativo di cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure. La legge in discussione prevede che né la volontà del malato né le opinioni delle persone di fiducia conteranno, ma il dominus assoluto sarà il medico riconosciuto pubblico ufficiale. Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini, vuole riscattarsi con quella che politici mercenari considerano una buona morte. Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici – ha deciso di licenziare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano così perché hanno una scala valoriale più alta e nobile di quella dei comuni cittadini come pure alcuni interventi di parlamentari lasciano trapelare, ma perché ignorano che la democrazia è importante. Resta incomprensibile l’accanimento a voler legiferare su come morire da parte di una maggioranza governativa che ogni momento protesta per l’ingerenza dello Stato e che vuole affermare il predominio statale nella decisione su aspetti privati come la libertà di cura e la buona morte.<br />
Sentire – grazie a radio radicale – gli interventi sulla Calabrò imporrebbe, questa volta si, il trattamento sanitario obbligatorio che, come si sa, è previsto solo in casi eccezionali per malati di testa che potrebbero nuocere a sé o ad altri. Infatti sembra che si potrà continuare a decidere se farsi curare o no, ad esempio un malato di tumore se crede potrà rifiutare radioterapia o chemioterapia. E i medici continueranno a farci firmare il consenso informato per un impianto dentario, asportare la tiroide, inserire un port. Ma se siamo in coma diventiamo proprietà dello Stato. E i medici, saranno disponibili a prendersi questa rogna? Nel mondo normale il medico chiede l’aiuto e il consenso degli amici per parlare con il malato e aiutarlo davanti all’inarrestabilità della morte.<br />
Ma de che stamo a parlà?</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p><strong>22/11/10 – I registri comunali sul biotestamento </strong>non valgono, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera) Esaltate da una piccola apparizione della moglie di Welby e dal papà di Eluana in un programma televisivo, le iene mai sazie hanno ripreso a nutrirsi di carogne. Vorrebbero i sedicenti “sostenitori della vita”, avere anche loro un microfono in quel programma. Ma non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla. Il giornalista Antonio Socci, che sta vivendo la tribolazione della figlia Caterina gravemente ammalata, si scaglia ancora contro il padre di Eluana che ha pensato diversamente da lui. Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano. Nessuno impone a Socci di fare scelte diverse da quelle che sostiene per sé e per sua figlia. Per questo in quel programma hanno fatto bene ad offrire il microfono a chi patisce una mancanza di libertà.</p>
<p>Tiziana Ficacci, www.nogod.it</p>
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		<title>13/1/11 &#8211; Il senso del sacro</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/01/12/4722/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 10:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Non abbiamo il diritto di essere pigri (G. Salvemini) Tutti vogliamo vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby) Pare che molto presto, non per l’interesse del Paese ma per dare un colpo al nascente terzo polo, tornerà alla Camera il brutto testo sul testamento biologico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Non abbiamo il diritto </strong>di essere pigri (G. Salvemini)<br />
<strong>Tutti vogliamo vivere e guarire</strong>, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)</em></span></p>
<p><strong>Pare che molto presto</strong>, non per l’interesse del Paese ma per dare un colpo al nascente terzo polo, tornerà alla Camera il brutto testo sul testamento biologico. Il Pdl avrà con sé l’Udc, molti del Pd , probabilmente “le colombe” Fli. Ci sono i numeri per approvare una legge rigorosissima e intollerante che, rendendo obbligatori alimentazione e idratazione forzata, si impossessa dei nostri corpi. Dice Umberto Veronesi che meglio sarebbe evitare una nuova legge: “ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio”. Con la legge, aggiunge lo scienziato “si rende obbligatoria la vita artificiale”.<br />
Credo che Veronesi abbia ragione.<br />
Perché non si deve avere fiducia nel senso di responsabilità delle persone?<br />
Si può decidere di interrompere cure sofisticate e nello stesso tempo considerare sacra la vita. Che è sacra per ognuno di noi.<br />
Penso che questa strada noi (pochi) laici dovremmo percorrere.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> www.nogod.it</p>
<p>http://www.lucacoscioni.it/convenzione_di_oviedo</p>
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		<title>Per evitare la Tortura Obbligatoria di Fine Vita&#8230;</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/11/30/4641/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 15:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mario monicelli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; voluta dai sadici preti e dai loro chierichetti politici il grande laico Monicelli si è suicidato. Arrivato a 95 anni, sofferente e senza speranza di una vita decente, un grande maestro di cinema e cultura ha deciso di mettere fine alla sua vita buttandosi dalla finestra. Solo questo è possibile in Italia dove non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; voluta dai sadici preti e dai loro chierichetti politici il grande laico Monicelli si è suicidato. Arrivato a 95 anni, sofferente e senza speranza di una vita decente, un grande maestro di cinema e cultura ha deciso di mettere fine alla sua vita buttandosi dalla finestra. Solo questo è possibile in Italia dove non si può ricorrere all&#8217;eutanasia, una morte indolore e dignitosa, consentita nei paesi dove esiste la libertà di decidere per chi è costretto a sopravvivere in condizioni legalmente e sanitariamente riconosciute dolorose e irreversibili. Ma questo non sarà mai possibile in Italia fino a che i gerarchi della SS Vaticana.domineranno attraverso i loro zuavi politici. Ma la cosa più disgustosa è il commento ipocrita di alcuni intervistati dai TG vaticaliani &#8220;si sentiva solo&#8221;. Cosa niente affatto vera ma serviva a nascondere il vero motivo del suicidio LA LIBERA SCELTA di porre fine a uno scampolo di non vita nel dolore di un male crudele e senza scampo. Ma questo non si può dire nelle TV del regime dei preti eredi di Torquemada, il grande torturatore della&#8217;Inquisizione.</p>
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		<title>22 /11/10 – … e se domani (e sottolineo se)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 09:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[englaro]]></category>
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		<description><![CDATA[I registri comunali sul biotestamento non valgono, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera) Si vedono in tv i difensori a oltranza della vita che, dopo aver bollato la parola eutanasia come pratica nazista, utilizzano tranquillamente, magari nello stesso programma, il mantra staccare la spina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>I registri comunali sul biotestamento non valgono</strong>, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera)<br />
<strong>Si vedono in tv i difensori a oltranza della vita</strong> che, dopo aver bollato la parola eutanasia come pratica nazista, utilizzano tranquillamente, magari nello stesso programma, il mantra staccare la spina a un governo moribondo senza curarsi minimamente del corto circuito semantico (commento in un blog)</em></span></p>
<p><strong>Scoprire di essere malati è bruttissimo.</strong> Sapere che – forse – la tua malattia potrebbe giovarsi di una ricerca che in questo paese non si fa, è deprimente. Non avere troppi parenti che, secondo un calcolo meramente statistico, ti sopravviveranno, ti porta senza lentezza a riempire i moduli della Fondazione Veronesi. Aggrava molto questi momenti tristi della vita &#8211; tristi, ma vita – il farfugliamento continuo che siamo costretti a sentire da politici e gerarchie ecclesiastiche.<br />
Ringalluzziti da una piccola apparizione della moglie di Welby e dal papà di Eluana in un programma televisivo, le iene mai sazie hanno ripreso a nutrirsi di carogne. Vorrebbero i sedicenti “sostenitori della vita”, avere anche loro un microfono in quel programma. Ma non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla. Il giornalista Antonio Socci, che sta vivendo la tribolazione della figlia Caterina gravemente ammalata, si scaglia ancora contro il padre di Eluana che ha pensato diversamente da lui.<br />
Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano. Nessuno impone a Socci di fare scelte diverse da quelle che sostiene per sé e per sua figlia. Per questo in quel programma hanno fatto bene ad offrire il microfono a chi patisce una mancanza di libertà.</p>
<p>Tiziana Ficacci, www.nogod.it</p>
<p>http://www.ilpost.it/2010/11/16/saviano-racconta-welby/</p>
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		<title>Vicenza, testamento biologico soggetto all&#8217;approvazione del Vescovo,</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/06/12/4089/</link>
		<comments>http://www.nessundio.net/blog/2010/06/12/4089/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 21:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testamento Biologico ed Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[registro testamento biologico a Vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; gerarca territoriale della SS Vaticana. Dopo l&#8217;approvazione in Consiglio Comunale di una delibera che consentiva ai cittadini di registrare le proprie volontà arriva il veto del vescovo-gerarca e il provvedimento viene annullato. Segnalazione di Giorgio Grossi, socio di LiberaUscita http://www.liberauscita.it/online/ E VICENZA DICE NO AL REGISTRO…DOPO IL VETO DEL VESCOVO Accogliendo una petizione popolare sottoscritta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; gerarca territoriale della SS Vaticana.<br />
Dopo l&#8217;approvazione in Consiglio Comunale di una delibera che consentiva ai cittadini di registrare le proprie volontà arriva il veto del vescovo-gerarca e il provvedimento viene annullato.</p>
<p>Segnalazione di Giorgio Grossi, socio di <strong>LiberaUscita</strong> <a href="http://www.liberauscita.it/online/">http://www.liberauscita.it/online/</a></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;">E VICENZA DICE NO AL REGISTRO…DOPO IL VETO DEL VESCOVO<br />
</span><br />
Accogliendo una petizione popolare sottoscritta da 600 elettori, in data 28  settembre 2009 il Consiglio comunale di Vicenza aveva approvato con una  maggioranza “risicata” una mozione per l’istituzione del registro per i  testamenti biologici. Il “cattolicissimo” sindaco Achille Variati era uscito  dall’aula per non partecipare alla votazione, pur «promettendo, come sindaco di  tutti, il dovere di proseguire un tracciato votato dalla maggioranza per  verificarne la praticabilità». Di qui l’idea di una commissione speciale,  composta da demografi, avvocati e tecnici comunali, per approfondire il grado di  “fattibilità” dell’iniziativa. Ora arriva il responso. Ed è negativo, come è  stato comunicato l&#8217;8 giugno dal direttore generale del Comune Simone Vetrano  alla conferenza dei capigruppo. Il primo no, quello decisivo, si dà per «riserva  costituzionale in materia sanitaria», e si spiega che «anche in presenza di  vuoti legislativi, non è facoltà degli enti locali esprimersi in merito,  altrimenti si assisterebbe alla nascita di diversi casi tutti differenti a  seconda dei singoli orientamenti».<br />
La riunione del Consiglio comunale è  stata vivace, ma si è arrivati sostanzialmente ad una scelta decisiva. «Cosa  succederà adesso? L’intenzione comune è quella di congelare la discussione sul  tema, almeno fino a luglio, in attesa di qualche novità in ambito legislativo a  livello nazionale &#8211; spiega Federico Formisano (capogruppo Pd), sintetizzando  l’esito della conferenza dei capigruppo -. Visto gli impedimenti, qui ci sarebbe  il rischio di aprire un registro prettamente certificativo e non di reale  utilizzo. Aspettiamo che venga discusso in parlamento, dunque. Mantenendo  tuttavia l’impegno di affrontare di nuovo la questione prima della pausa  estiva».<br />
La vicenda aveva scatenato il dibattito in città. Si erano espressi  medici, religiosi, politici. Non solo: nei mesi scorsi non era mancato un  intervento critico dello stesso vescovo Cesare Nosiglia che «amareggiato » aveva  definito la stessa mozione «una moneta fuori corso». </span></p>
<p><em><span style="font-size: small;">Commento. Siamo alla commedia, anzi alla farsa. La  “Commissione speciale” incaricata dal sindaco di Vicenza di approfondire il  “grado di fattibilità” del registro per i testamenti biologici ha dichiarato che  “non è facoltà degli enti locali esprimersi in merito”. In altre parole, non  rientrerebbe nella facoltà degli enti locali autenticare la sottoscrizione di un  cittadino in calce ad una sua dichiarazione, di cui soltanto lui si assume la  responsabilità. Secondo la “Commissione speciale” di Vicenza i milioni di  autodichiarazioni di atto notorio che i Comuni italiani autenticano ogni anno  sarebbero dunque contro legge. E tutti gli altri Comuni (un centinaio ad oggi)  che hanno istituito il registro, ovviamente dopo i doverosi approfondimenti  giuridici, sociologici e organizzativi? Che dire poi dei notai, i quali  autenticano regolarmente dichiarazioni analoghe a quelle depositate nei  registri? Sbaglia anche il capogruppo del PD, quando attribuisce al registro il  valore di un “reale utilizzo”, che ovviamente non può essere contrario alla  legge, anziché quello proprio di “certificazione”. Il capogruppo Formisano  dovrebbe sapere che la legge in discussione in Parlamento non può vietare i  registri comunali, perchè non può andare contro la Costituzione.<br />
</span></em><em><span style="font-size: small;">La verità è un&#8217;altra. La Chiesa ha compreso il  vero significato dei registri: quello di dimostrare pubblicamente la volontà dei  cittadini rispetto ai trattamenti sanitari e parasanitari che intendono o meno  accettare nel caso divengano incapaci di intendere e di volere. Per questo il  vescovo Nosiglia è intervenuto – come sempre fa la Chiesa immischiandosi nelle  misure legislative e amministrative dello Stato – definendo i registri una  “moneta fuori corso”. Si è dimenticato, volutamente, di aggiungere: “secondo la  legge di Dio, come interpretata dalla gerarchia cattolica”. Ma la Chiesa può  contare su oltre 27.000 parrocchie in un paese (l’Italia) dove l’esito delle  elezioni politiche può dipendere da 24.000 voti, per cui avviene – purtroppo –  che ambedue i contrapposti schieramenti politici si adeguano ai suoi  “comandamenti”<br />
</span></em><em><span style="font-size: small;">Giorgio Grossi </span><br />
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