Archivi per la categoria ‘Testamento Biologico ed Eutanasia’

Eutanasìa in Gran Bretagna.

Venerdì, 12 Febbraio 2010

Mentre in Italia aumentano le pressioni della Santa Inquisizione vaticana per l’approvazione della Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita , nella più civile e libera Albione la magistratura decide di non perseguire le figlie di una donna che aveva deciso di morire senza farsi torturare.

Notizia tratta dal sito ADUC - LEGGI

Due donne che sono rimaste sedute accanto alla madre per quattro giorni in attesa che morisse, non saranno perseguite penalmente per assistenza al suicidio. Jane Aiken Hodge, 91 anni, affetta da pressione alta e leucemia, aveva redatto un testamento biologico con istruzioni di non essere sottoposta a manovre di rianimazione. Aveva anche scritto al proprio medico spiegando di non voler essere rianimata nel caso in cui avesse ingerito una overdose di sonniferi.
Michael Jennings, legale della Procura, ha detto di essere convinto che si sia trattato di un suicidio indipendente, senza assistenza.
Hodge, scrittrice di fama con oltre 40 bestseller, è deceduta lo scorso giugno. La polizia ha detto che quattro persone, tra cui due figlie, sono rimaste a farle compagnia fino alla fine.
“Il 13 o 14 giugno 2009, la signora Hodge ha ingerito una grande quantità di farmaci ed ha perso conoscenza. Durante questo periodo, quattro persone sono rimaste accanto alla donna”, ha detto il legale della Procura. “Hodge ha agito da sola. Non c’è alcuna prova che sia stata aiutata o spinta da terzi a somministrarsi la sostanza. Ho deciso che ci sono prove insufficienti per procedere con l’accusa di assistenza al suicidio. In assenza di prove sufficienti, non c’è alcun interesse pubblico ad aprire un procedimento penale, così come previsto dalle linee guida provvisorie sul suicidio assistito”.
La Procura ha aggiunto di aver verificato la validità del testamento biologico, che avrebbe impedito a qualsiasi ospedale di agire per riportare in vita la donna. “Un ospedale non avrebbe potuto offrire trattamenti ulteriori rispetto a quelli ricevuti in casa sua”.
Dopo la morte nel 2004 della sorella Joan Aiken, rinomata autrice di libri per bambini, Hodge aveva scritto un editoriale su un quotidiano lamentando la continua resistenza alla legalizzazione del suicidio assistito: “Tutte queste maldicenze sui presunti pericoli del testamento biologico fanno sì che sia ancora più difficile morire senza soffrire. E’ deprimente”.

6/2/10 – A che punto è la notte?

Sabato, 6 Febbraio 2010

“Morgan ha sbagliato ma non va massacrato. Bisogna dargli un’altra possibilità…”. Un po’ più di coraggio, dài Bersani. Non dico che dovevi dire: “Condivido Morgan”. Potevi dire: “Non condivido ma vorrei vivere in un Paese libero”. Neanche Bersani ha osato spingersi fino a questo punto (cioè fino a esprimere chiaramente il suo pensiero). Perché? E’ un uomo prudente. Già, temo che la campagna bigotta d’estate contro gli eccessi sessuali di Berlusconi abbia lasciato nella sinistra uno strascico “beghino” che sarà lungo e difficile eliminare. (Piero Sansonetti, Gli Altri)

Già è passato un anno dalla morte di Eluana Englaro e la legge sul testamento biologico che il Parlamento aveva minacciato all’indomani delle scompostezze che aveva provocato nel mondo partitico italiano il decesso della donna - il disegno di legge Calabrò - si strascica stracca. Le posizioni nel frattempo si sono cristallizzate ancora di più, grazie all’arroccamento bypartisan di molti (nei partiti) nella difesa estremista della vita comunque e per tutti.
Ieri notte è morta Francesca, alla quale solo due mesi fa era stato diagnosticato un tumore tra i più cattivi. In questo breve periodo ha usufruito solo di cure antidolorifiche decise dalle due giovanissime figlie… se penso che solo fino a qualche giorno fa alla Camera i deputati parlavano di quanti milligrammi di morfina si possono somministrare a un malato terminale.
Lo Stato può fissare delle regole, può varare una norma di legge con pochi semplici articoli che diano ampia libertà di scelta, perché le questioni legate alla vita, alla morte, alla libertà di cura devono restare di appartenenza della persona, dei familiari e amici, del medico personale. E’ così difficile per i parlamentari comprendere che certe tecniche mediche possono diventare, per alcuni, invasive o non sopportabili? E veramente offende i sentimenti religiosi di qualcuno stabilire che l’idratazione e l’alimentazione forzate possono essere interrotte? La libertà di opinione è solo la libertà di sostenere le opinioni di qualche politicastro sostenuto da media compiacenti? Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici italiani – ha deciso di fare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano perché hanno una diversa base valoriale della gente comune, ma solo perché ignorano che la democrazia è importante.
Dove sono i cittadini che dopo la decisione della Corte di Strasburgo sul crocefisso hanno manifestato nelle piazze per chiederne l’obbligatorietà? Quali sono i cittadini che hanno chiesto al ministro degli Esteri di sondare i colleghi europei per verificare la possibilità di chiedere “una moratoria sull’aborto”? Lo zero virgola raccolto dalla lista pazza di Ferrara vale più del resto della popolazione italiana? Conta più una teocrazia che in questi giorni sta mostrando al mondo la telenovela Boffo Vian (e in ansia per le “rivelazioni” che Feltri il 22 febbraio potrebbe rendere all’ordine dei giornalisti per audizioni sulla “manina”?)
Domande, troppe e retoriche.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Testamento biologigico:

Mercoledì, 2 Dicembre 2009

ci sono i cristianisti che vogliono la tortura obbligarotoria e per tutti e i cristiani che rispettano il diritto di scelta. Una segnalazione dai nostri amici di LiberaUscita.

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.
Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.
Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.
E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.
Già nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione“.
I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.
Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.
Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.
L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrà approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.
Cecilia M. Calamani - Cronache laiche

Commento: La laicità perduta
Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.
Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?

LiberaUscita
PS. Si allegano il modulo per il testamento biologico della Chiesa Valdese e le motivazioni che lo accompagnano

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Testamente biologico a Bologna stoppato dalla burocrazia comunale.

Venerdì, 23 Ottobre 2009

Segnalazione a cura dell’ Associazione LiberaUscita.

La segreteria generale di Palazzo D’Accursio boccia la proposta con un parere giuridico negativo. Anzitutto, come riferisce la Rete Laica a cui il parere e’ stato inviato, “il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati”; e se e’ vero che la “redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia”, lo e’ altrettanto che servira’ il via libera del Garante dalle Privacy. “Il Comune- e’ l’indicazione della Segreteria generale- potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ’sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Una serie di paletti che vengono letti dai promotori come un “giudizio politico” nei confronti della proposta.
Rete Laica di Bologna attacca la Segreteria Generale del Comune: ”Secondo il regolamento, e’ tenuta a dare un parere di legittimita’ sulle proposte avanzate e nient’altro, ma nell’allegare anche un parere giuridico ci sembra che sia sconfinata nel giudizio politico”, ha spiegato in una nota il portavoce Maurizio Cecconi. Per Cecconi, infatti, ”i punti cardine del parere giuridico della Segreteria Generale sono: la normativa vigente non permetterebbe la creazione del registro presso l’Anagrafe; la redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia; il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’Anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati; il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ’sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Dunque, e’ l’analisi di Cecconi, ”dobbiamo constatare che le obiezioni giuridiche avanzate dalla Segreteria Generale tentano di smontare la nostra proposta di delibera popolare”, ma ”dopo un esame approfondito, possiamo affermare con sicurezza che sono infondate, perche’ gia’ altri Comuni hanno istituito presso l’Anagrafe il registro dei testamenti biologici e in nessun modulo per i testamenti biologici e’ chiesto al cittadino quali siano le sue convinzioni religiose o filosofiche”. Dunque, ha concluso Cecconi, ”il parere giuridico espresso testimonia una concezione privatistica dei diritti, che diventano cosi’ esercitabili solo se si registra un documento privato davanti a un notaio: e’ la stessa concezione privatistica dei diritti promossa dal cattolicesimo conservatore che, come di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni civili con un apposito registro, sempre risponde che ‘e’ sufficiente sottoscrivere una registrazione privata”’.
L’associazione Luca Coscioni, che si batte per il registro comunale del testamento biologico, protesta per il parere negativo fornito oggi dalla Segreteria generale di Palazzo D’Accursio. Un parere legale “che viene espresso fuori dalla realta’ del tempo attuale”.
il Pdl di Bologna chiede alla maggioranza di centrosinistra di ritirare la proposta di un registro dei biotestamenti. “Secondo me il Pd -dice il vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Foschini - dovrebbe prendere atto di questo e rendersi conto che proseguire sulla strada dell’ordine del giorno e’ una forzatura. Quando la politica si impone sulla tecnica quello che viene fuori e’ una strumentalizzazione”. Del resto lavorare per un registro che
potrebbe solo rinviare ai vari notai presso cui sono depositate le volonta’ “sarebbe solo una spesa inutile”. Cosi’ come “inutile” giudica Foschini la raccolta delle 2.000 firme per la delibera popolare da parte della Rete Laica. “Le obiezioni di merito della Segreteria generale dicono che il Comune non ha alcuna competenza - prosegue il berlusconiano - mi sembra che di questo tema si debba parlare nelle sedi opportune, cioe’ il Parlamento”.

Un netto ‘no’ anche dai consiglieri guazzalochiani (in quota Udc) Maria Cristina Marri e Tommaso Bonetti, che dunque prendono le distanze dal capogruppo Felice Caracciolo.
Il Pd va avanti sul testamento biologico. “Il parere della Segreteria generale non inficia in alcun modo la validita’ della nostra proposta”, fa infatti sapere il capogruppo democratico a Palazzo D’Accursio, Sergio Lo Giudice. Anzi, le obiezioni della Segreteria generale che oggi hanno scatenato l’ira della galassia di associazioni promotrici della proposta di delibera popolare erano state in qualche modo gia’ messe in conto dai democratici. “Le due opzioni da noi previste, il deposito del testamento presso notaio o la consegna in busta chiusa al Comune- spiega Lo Giudice- risolvono positivamente il tema dei limiti di un’amministrazione comunale a farsi esecutore testamentario”. Sia che alla fine nella pratica si opti per la soluzione adottata a Firenze per aggirare questo limite (le dichiarazioni sono conservate presso un notaio e l’amministrazione si limita a conservare gli estremi del documento) oppure per il modello scelto a Pisa (il Comune conserva il testamento, ma in busta chiusa), una forma di registrazione delle volonta’ dovrebbe comunque non incontrare ostacoli legali. Cosi’ come era previsto che si dovesse chiedere il via libera al Garante. “E’ anzi opportuno- spiega ancora Lo Giudice- che quando si istituisce un registro si chieda un parere al Garante della Privacy. Non dimentichiamo che anche quello alla privacy e’ un diritto”.
Si arrabbia invece Rifondazione comunista, schierata con la proposta di delibera popolare della Rete Laica.

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Testamento biologico.

Domenica, 18 Ottobre 2009

A Bologna i cattolici pretendono che il loro correligionari del PD-Partitus Dei in Consiglio Comunale votino contro la possiblità che i cittadini possano decidere sulla propria salute, sulla propria vita, sul proprio corpo.. La risposta dell’Associazione LiberaUscita.

Dall’Agenzia DIRE di sabato 10 ottobre:

L’istituzione a Bologna del registri dei testamenti biologici, inutile e non prioritario, rappresenta l’ennesimo atto ideologico oltre che illegittimo. Invitiamo quindi i cattolici del Pd in Consiglio comunale a valutare attentamente tale proposta con i valori fondamentali del cattolicesimo, del Vangelo e del Magistero. E se da tale valutazione dovessero emergere incoerenze, li invitiamo a non votare o a dichiararsi non cattolici“.

E’ quanto dichiara il presidente provinciale delle Acli Francesco Murru. Per Murru il registro coi Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento) “è privo di efficacia giuridica, essendo tale materia di competenza dei Parlamento, che ha sul tavolo varie proposte di legge. Tale registro potrebbe incorrere inoltre in gravi violazioni della legge sulla privacy”.

“Spiace che il Pd bolognese, impegnato nelle primarie, impugni una bandiera ideologica laicista senza avviare alcun confronto con la società civile e con i cattolici impegnati in politica”, prosegue Murru. “Alla maggior parte dei cittadini, poi, una proposta del genere non interessa: hanno ben altri problemi. Auspico che il sindaco Delbono indirizzi il Consiglio comunale a preoccuparsi dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi“.

Commento di LiberaUscita alle dichiarazioni del Presidente delle ACLI di Bologna. :


- i registri comunali consistono nella autenticazione e conservazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dai cittadini, ossia semplici atti amministrativi che gli ottomila e passa Comuni italiani redigono quotidianamente ai sensi dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;

- le stesse dichiarazioni sono quotidianamente oggetto di autenticazione da parte dei notai, che ne garantiscono la legittimità;

- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono prive di efficacia giuridica, in quanto attestano le volontà dei sottoscrittori circa i trattamenti sanitari che intendono accettare o rifiutare qualora divenissero incapaci di intendere e di volere, nel rispetto dell’art 32. della Costituzione Italiana;
- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono in contrasto con la legge sulla privacy, in quanto sono custodite a cura dei Comuni e non sono rese pubbliche;

- i registri comunali NON sono di competenza del Parlamento, il quale sta discutendo sui contenuti delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel presupposto che debbano essere comunque autenticate. E’ evidente che qualora il Parlamento dovesse stabilire per legge che un dato trattamento sanitario (ad esempio: l’idratazione e l’alimentazione artificiale) non possa essere oggetto delle dichiarazioni anticipate di volontà, da quel momento le eventuali disposizioni inerenti tali trattamenti non avrebbero più valore;

- con il termine “laicista” si vuole soltanto forzare volutamente, in senso spregiativo, il significato di “laico”. Con lo stesso metodo, possiamo definire il Presidente delle ACLI :“cattolicista” in luogo di “cattolico”;

- la bandiera del testamenti biologici è stata impugnata dal PD perché voluta dalla maggioranza degli italiani, e quindi anche dai cattolici, visto che sono in larga maggioranza nella popolazione. Se poi i cattolici che dettano le loro volontà per la fine della loro vita infrangono i “valori fondamentali” del Cristianesimo, ebbene Benedetto XVI li dovrebbe scomunicare, ed insieme a loro scomunicare anche quei cattolici che infrangono altri “valori fondamentali” in quanto divorziano, usano anticoncezionali, desiderano la donna d’altri, sono omosessuali, convivono al di fuori del matrimonio e vorrebbero regolarizzare la loro unione e magari adottare bambini abbandonati, donne che abortiscono o ricorrono alla fecondazione assistita, scienziati che utilizzano le cellule staminali per le ricerche, coloro che si fanno cremare non credendo alla resurrezione della carne o aiutano a morire chi non vuole più essere torturato, ecc. A quel punto, se tutti gli scomunicati portassero – come fu imposto agli ebrei sotto il nazismo – un segno di riconoscimento, potremmo finalmente riconoscere quanti “sepolcri imbiancati” ci sono fra coloro che si proclamano cattolici;

- secondo l’esimio Presidente delle ACLI di Bologna, il sindaco Delbono non dovrebbe occuparsi del registro comunale bensì “dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”. Come a dire che i problemi derivanti dalla crisi non debbono essere risolti dal Governo, ma dai sindaci. In altri termini, Delbono non deve fare ciò che può ma deve fare ciò che non può. Ottima intuizione: qualcuno dovrebbe suggerirla al Presidente del Consiglio e al suo Ministro per la Finanza creativa, Tremonti.
Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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Cose da non credere.

Giovedì, 24 Settembre 2009

Vittorio Feltri, direttore de il Giornale berlusconiano, prende posizione contro DuceSilvio e la stragrande maggiranza del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano a proposito della Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita pretesa dai gerarchi cattolici.

Il vero errore è imporre come morire
. da Il Giornale del 24 settembre 2009, pag. 1
di Vittorio Feltri

Caro Renato, ignoro se l’ispiratore della lettera che sollecita un
cambiamento della legge sul testamento biologico, già approvata dal Senato,
sia stato Gianfranco Fini; quand’anche fosse così non avrei difficoltà a
dichiararmi d’accordo con lui. Se ho ben capito, l’estensore e i firmatari
della missiva chiedono una cosa liberale, molto ragionevole: le nuove norme
rispettino la volontà di qualunque cittadino, credente o non credente. In
altre parole. Non è lecito in una materia delicata quale il fin di vita
trasformare in norma generale un principio della fede. Ciascuno di noi abbia
piuttosto il diritto di accettare l’alimentazione «forzata» oppure di
respingerla lasciando scritta nel testamento la propria decisione.
Decisione, intendiamoci, non definitiva bensì revocabile come accade in ogni
pratica testamentaria: oggi penso di donare i miei averi a Tizio, domani ci
ripenso e li dono a Caio. Affari miei. Simmetricamente, non esiste ragione
al mondo per cui debba delegare allo Stato la scelta se rimanere in vita a
ogni costo o se morire. Perché la vita e la morte- sono mie. Tu, cattolico,
sei convinto sia giusto restare immobile e incosciente in un letto con dei
tubicini infilati dappertutto che ti facciano vegetare? Liberissimo di
mettere nero su bianco: desidero questo. E guai se poi non ti accontentano.
Ma se io la penso diversamente e ritengo più opportuno evitarmi la tortura
di quei tubicini a te gradita, perdio autorizzami ad andare al- l’inferno e
non provarci neanche a salvarmi l’anima; preferisco provvedere di persona
anche a questa. Donne e uomini sono obbligati, dalla giovinezza alla
vecchiaia, a cavarsela da soli; studiare, lavorare, assicurare il necessario
alla famiglia, distinguere il male dal bene, pagare le tasse (nel mio caso,
come in quello di tanti altri, ho svolto perfino il servizio militare).
Chissà perché quando giunge il momento di tirare le cuoia, i medesimi
individui non sono più padroni nemmeno di stabilire in quale modo tirarle.
Scusa, ma in base a quale logica voi parlamentari vi prendete l’arbitrio di
sostituirvi al cittadino in una soluzione che spetta soltanto a lui? Non c’è
altro da aggiungere se non una precisazione. lo non ti impongo un
determinato modello di comportamento davanti al bivio: crepo subito o più
lentamente? Fai un po’ come ti pare. Perché tu, viceversa, imponi a me la
via da seguire? Sono consapevole. La religione cristiana è quanto di più
serio, e per un cristiano è importante attenersi ai suoi insegnamenti. Non
oserei mai impedirglielo. Però mi secca abbastanza se lui impedisce a me di
agire secondo la mia idea, sia pur sbagliata dal suo punto di vista.

I gerarchi vaticani si leccano i baffi in attesa di mettersi a tavola.

Martedì, 8 Settembre 2009

Sull’Osservatore Romano grandi aperture di fiducia al governo amico dopo l’incontro di Viterbo fra il papa e Letta, plenipotenziario di DuceSilvio per i rapporti con i preti-padroni. Che adesso aspettano di vedere cosa metterà nel piatto (e nelle loro casse) il Capo del Governo. Intanto DuceSilvio ha già anticipato che rispetterà il diktat del Vaticano per quanto riguarda una Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita.

Da Notizie Radicali

Pasdaran e finiani studiano le possibili mosse. Il Vaticano intanto…


di Valter Vecellio

I rapporti tra Vaticano e governo italiano sono “saldi e il clima è sereno”, assicura il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, dopo il colloquio con papa Joseph Ratzinger. Certo: saranno tali fino a quando il Vaticano avrà la sua convenienza, e da questo Governo ricaverà degli utili. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e la sottosegretaria Eugenia Roccella hanno ulteriormente chiarito, con le loro interviste di domenica, quello che era già chiaro: il Governo è disposto a concedere di tutto e di più. “Non è negoziabile”, dice Sacconi al “Corriere della Sera”, “il fondamentale diritto all’alimentazione e all’idratazione”; poi, dopo aver strologato di laicità, il ministro esprime “fortissima diffidenza verso la pillola RU486, e ribadisce la bizzarra teoria secondo la quale si potrebbe/dovrebbe votare a colpi di maggioranza quella parte della legge sul biotestamento che più suscita dissenso e perplessità anche all’interno della stessa PdL; poi, con calma, si voterebbero le parti su cui invece è possibile trovare un accordo con l’opposizione. Il sottosegretario Roccella, punta di lancia del Partito Pontificio, ascoltata dal “Riformista” lancia messaggi trasparenti: “Il centro-destra possiede una cultura che è più vicina alle posizioni della Chiesa…Sin dalla ripresa dei lavori in Parlamento lo dimostreranno i fatti”.

La maggioranza, tuttavia, appare molto più divisa e confusa di quanto l’ostentata sicurezza dei pasdaran della PdL certifichino. E’ un fatto che alla fine della settimana passata si sia tenuto un vertice tra Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Quagliariello e Verdini per fare il punto della situazione e prefigurare le prossime mosse. Mancavano tutti gli uomini dell’ex AN, anche i più “vicini” come Gasparri o La Russa. D’altra parte anche chi si riconosce nelle posizioni del presidente della Camera Fini si muove. All’ordine del giorno degli uni e degli altri, come comportarsi in vista del prossimo dibattito sul biotestamento. Per i pasdaran berlusconiani si tratta di riacquistare lustro agli occhi della gerarchia vaticana; per gli altri, è l’occasione per smarcarsi e “contare” contandosi.

Contemporaneamente l’Ipso di Renato Mannheimer fa sapere che dall’aprile ad oggi Berlusconi ha perso cinque punti tra l’elettorato cattolico “praticamente”: dal 55 per cento di cinque mesi fa, si è passati al 50 per cento; il disagio presente nell’elettorato cattolico del centro-destra, nota Mannheimer, per ora non si esprime con mutamenti di voto o di schieramento, e questo soprattutto per la mancanza di attrattiva dell’opposizione: “al massimo, viene scelta l’astensione, come è accaduto in occasione delle ultime elezioni europee; e come sembra si stia verificando in questo momento”.

Resta il fatto che quella di un’alternativa a Berlusconi non è più un’ipotesi da fantascienza. E’ molto probabile che il Cavaliere porterà a termine la legislatura, sia pure con crescenti difficoltà; ma dopo – e non solo per una questione anagrafica – potrebbe essere costretto a lasciare il passo. Per quanto ostenti indifferenza e sicurezza, a livello internazionale è screditato, ridotto a macchietta di colore; sul fronte interno i tanti problemi verranno a sintesi, restando sostanzialmente irrisolti.

Il fatto è che se il centro-sinistra arranca, il centro-destra nella sua attuale connotazione difficilmente sopravviverà a Berlusconi. La PdL è, come avverte il presidente emerito Cossiga, “una persona divenuta partito”. Non c’è nessuno, all’infuori di Berlusconi, di tenere insieme il partito e garantire l’alleanza con la Lega di Bossi. Le voci di corridoio riferiscono di manovre che vedono protagonisti, tra gli altri, Tremonti, Letta, Scajola. Contemporaneamente si ragiona molto di un possibile ruolo del leader dell’UdC Casini: da buon democristiano fiuterà la direzione del vento, pronto alla politica dei due forni; quando la PdL imploderà, cercherà di raccoglierne l’eredità; e se solo gli si prospetterà la possibilità di un’intesa con il centro-sinistra, contratterà per ricavarne il massimo utile. E il Vaticano, a questo punto, potrebbe dare il suo gradimento, qualcuno a questo punto pensare che si tratta della “vendetta” per l’ “affaire” Boffo. Vicenda che certo ha irritato molto, in Vaticano, che però ha una sua regola da cui non transige: come nella battuta del “Padrino”: “Affari. Si tratta di affari”.

Eutanasia gesuiticamente corretta.

Mercoledì, 2 Settembre 2009

Riceviamo dal nostro amico Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita, questa interessante sintesi di un dibattito sulla depenalizzazione dell’eutanasia svoltosi in Spagna a cui ha partecipato un noto teologo gesuita.

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L’EUTANASIA É COMPATIBILE CON LA RELIGIONE - DI CRISTINA CASTRO

da: “El País” di giovedì 13 agosto 2009 – traduzione per LiberaUscita di Alberto Bonfiglioli

Il gesuita e professore di etica dell’Università gesuitica Sophia (di Tokio), Juan Masiá, ha affermato oggi che “la difesa dell’autonomia e il rispetto della dignità dell’individuo in una prospettiva religiosa è compatibile con la depenalizzazione dell’eutanasia”. Facendo riferimento al dibattito sull’aborto e la morte degna, considera incomprensibile la contrapposizione di gruppi “pro-vita o anti-vita”, tipica del nostro paese (Spagna).

Il gesuita, che ha criticato l’influenza delle “ideologie politiche e religiose” nel dibattito pubblico, ha rilasciato le sopracitate affermazioni all’Università Internazionale Menéndez y Pelayo di Santander (Spagna) dove si trova per il corso “Eutanasia e suicidio assistito. Un diritto del secolo XXI”, diretto dal dott. Luis Montes.

La docente di filosofia morale e politica, Margarita Boladeras e il presidente dell’Associazione Europa Laica, Francisco Delgado, hanno concordato sulla necessità di affrontare il dibattito sulla morte con dignità da tutti i punti di vista. Tutti e due hanno sottolineato la necessità di una regolamentazione che tenga conto anche delle “disuguaglianze territoriali”: “La situazione nelle grandi città è accettabile, ma nelle zone rurali spesso non lo é, non solo per la scarsità di mezzi palliativi, ma per l’attenzione sanitaria in generale”.

Masiá, espulso dalla sua cattedra all’Università Pontificia di Comillas (Spagna) nel 2006 per le sue dichiarazioni in difesa dell’uso del preservativo, ha affermato che la Chiesa cattolica in Spagna è in una situazione “francamente anomala ed a marcia indietro rispetto al Concilio Vaticano II”. A suo giudizio le imposizioni a politici e parlamentari credenti su ciò che devono votare non sono accettabili, perché “non é cristiano imporre ciò che si debba pensare”.

Sui simboli religiosi in luoghi pubblici, Masià ha detto che nell’Università gesuitica privata dove lavora in Giappone, “mai ci salterebbe in mente di mettere un crocefisso”.

Commento. Come afferma Masià, professore gesuita, la Chiesa cattolica pratica (da quando è morto Giovanni XXIII) “la marcia indietro rispetto al Concilio Vaticano II”, ma non soltanto in Spagna. La differenza con l’Italia deriva soltanto dal fatto che la maggioranza dei nostri uomini politici, per ottenere l’appoggio delle 26.000 parrocchie, fanno a gara nell’obbedire alle “imposizioni” della Chiesa. Magari con la scusa della “obiezione di coscienza”, come se ciò li giustificasse, moralmente ed eticamente, di privare gli altri della loro autonomia a decidere.

Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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Associazione nazionale laica e apartitica
per la legalizzazione del testamento biologico
e la depenalizzazione dell’eutanasia
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Schifani contro Fini.

Lunedì, 31 Agosto 2009

30/08/09 - Commento di Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita.

Ieri, al “meeting” di Comunione e Liberazione di Rimini, il Presidente del Senato Renato Schifani ha bacchettato il suo collega di Partito e presidente della Camera, Gianfranco Fini, per essersi dichiarato a favore della modifica del disegno di legge sul testamento biologico approvato dal Senato.

Da “la Reppubblica” di oggi apprendiamo che l’autorevole Presidente del Senato ha affermato: “Sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi autorevoli di qualunque provenienza. Sul testamento biologico le soluzioni approvate in Parlamento andranno rispettate, perché frutto di un libero dibattito e di un libero voto espresso senza condizionamenti esterni di carattere etico”.

Premesso che è diritto, ed aggiungerei dovere, di un rappresentante del popolo, autorevole o meno, esprimere la sua opinione sulle questioni di fondo riguardanti l’intero Paese in modo da poter essere giudicato dagli elettori, chiedo all’ineffabile sen. Schifani: “Premesso che il Papa è certamente persona autorevole, i cui reiterati interventi esterni di carattere etico condizionano pesantemente i parlamentari, perché il Presidente del Senato non lo ha mai criticato?”. Inoltre: “Da quando in qua le soluzioni approvate da un solo ramo del Parlamento (il Senato) debbono essere rispettate? O forse Schifani ha già abolito il bicameralismo, su cui tanto si discute?”

Per quanto concerne la laicità, Schifani ha affernato solennemente: “Laicità, infatti, comporta assunzione di responsabilità dinanzi alle proprie coscienze, alle proprie sensibilità, alla propria cultura ed anche, per chi crede, alla propria fede.” No, caro Schifani, non è laicità impedire per legge ad altri, che non la pensano come noi, di disporre della propria vita quando per loro diventa sofferenza e morte. La legge umana non è identica alla legge divina (lasciamo stare  da quale “Dio” dettata e da quale uomo interpretata). Una legge sul testamento biologico per definirsi “laica” deve consentire a tutti, credenti, diversamente credenti e non credenti, di potersi assumere le proprie responsabilità, anche dinanzi alla propria fede, ma senza impedire agli altri di poter fare altrettanto. Sempre nel rispetto dello stesso principio, valido per tutti: “male non facere”.

Cordiali saluti.

Giampietro Sestini

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I preti-padroni scatenano contro FINI i cani da guardia del loro potere.

Giovedì, 27 Agosto 2009

Dopo le dichiarazioni di mons. Fisichella, longa manus della CEI proprio all’interno del Parlamento -dove svolge la funzione di “cappellano” della Camera dei Deputati- Quagliarello e Gasparri, capi-gruppo di Camera e Senato del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, attaccano Fini colpevole di aver affermato che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano.

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