Archivi per la categoria ‘Sessualità’

Cazzate papali,

mercoledì, 18 marzo 2009

…indignazione in Francia e critiche da istituzioni Internazionali. Dopo l’ennesima gravissima esternazione di sulla inutilità dei preservativi per la lotta all’AIDS piovono le critiche a Benedetto 16. Pietosa la giustificazione frettolosamente raccapezzata  alla meno peggio  in Vaticano : il povero diavolo è stato frainteso. Ma qualcuno gli ha fatto i necessari esami clinici ?

Il ministero degli Esteri francese contro le dichiarazioni di Benedetto XVI in Africa
Anche il Fondo Mondiale per la lotta alla malattia insorge: “Ritratti”
La Francia critica il Papa sull’Aids
“Preoccupano frasi sul preservativo”
La Santa Sede: “Dichiarazioni riassunte in modo
frettoloso, erano parte di un ragionamento complesso”

PARIGI – “Grandissima preoccupazione” è stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per “le conseguenze” sulla lotta contro l’Aids delle parole del papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo. “La Francia esprime la sua più viva inquietudine per le consequenze delle dichiarazioni di Benedetto XVI”, ha dichiarato il portavoce del ministero Eric Chevallier.

“Se non è nostro compito giudicare la dottrina della Chiesa, crediamo che tali dichiarazioni mettano a rischio le politiche della salute pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”, ha aggiunto. A sollevare le critiche francesi sono state le parole del Papa che ieri, durante il suo viaggio in Africa, ha dichiarato che non si poteva risolvere il problema dell’Aids con “la distribuzione dei preservativi”

, e che, al contrario “questi aggravano il problema”.

Anche il direttore esecutivo del Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids, Michel Kazatchikine, ha espresso la sua profonda indignazione a Radio France Inter. “Queste parole sono inaccettabili. E’ una negazione dell’epidemia. E fare tali dichiarazioni in un continente che è sfortunatamente quello più colpito dalla malattia, è assolutamente incredibile”, ha commentato, concludendo “Chiedo che queste parole vengano ritirate, in modo chiaro”.

Alle polemiche risponde la Santa Sede, dicendo che la considerazione di Benedetto XVI circa l’inefficacia del condom per arrestare l’epidemia dell’Aids in Africa è stata riassunta ieri dai media in modo frettoloso. La posizione espressa della Chiesa sui preservativi, fa sapere la Santa Sede, è quella già nota di Giovanni Paolo II e ieri Papa Ratzinger ha osservato solo che questi mezzi non risolvono il problema dell’Aids a conclusione di un ragionamento lungo e articolato sulle risposte efficaci che la Chiesa Cattolica sta dando sul fronte dell’Aids proprio in Africa, come emerge dal testo completo delle dichiarazioni del Pontefice sull’aereo, diffuso solo oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede: “Non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello – dice il Papa nel testo diffuso oggi – con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”.
(18 marzo 2009)

Caro Dalai Lama….

martedì, 10 marzo 2009

Mentre dal punto di vista politico non possiamo che solidarizzare con i tibetani che aspirano all’autodeterminazione e alla libertà, abbiamo qualche pesante riserva su alcuni dettami della loro religione, e del suo interprete unico, il Dalai Lama.

Caro Dalai Lama,

sul diritto delle persone omosessuali a vivere traquillamente il proprio orientamento in tutte le sue legittime dimensioni hai ripetutamente espresso, in nome della tua fede religiosa,  la stessa omofobia delle fascio-gerarchie cattoliche e dei nazi-islamisti. Poichè tu condividi tale avversione anche con gli omofobi gerarchi fascio-comunisti cinesi mi sembra del tutto “naturale” che per la legge metafisica del contrappasso questi ultimi ti stiano facendo un culo così a te, e a tutti i tuoi seguaci. Non che me ne compiaccia, anzi me ne dolgo. Prendo però semplicemente atto che evidentemente anche in metafisica, come nella fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Pur se nel tuo caso la violenza morale che tu eserciti con l’omofobia contro le persone omosessuali ti ricasca addosso, a te e a tutti li tua, come violenza fisica a cura di altri soggetti.

l’Italia omofoba e razzista: una dura realtà

lunedì, 2 febbraio 2009

Anna Spina


L’anno scorso giunse alla “socia” del sito Tiziana, la gentile e-mail di un laico, animatore di una associazione laica.
Nella mail, per il resto carina, si spiegava che anche l’amico amava le donne mentre aveva, come dire in uggia, gli uomini, per meglio dire una particolare categoria di uomini: i froci.
Quando Tiziana mi inoltrò la mail una parte di me provò una rabbia cieca, il desiderio di sfasciare qualcosa, un desiderio doloroso, come un bisogno primario, chessò bere, mangiare, dormire, pisciare.
L’altra parte di me ne rimase sconvolta, inoltre mi preoccupai a morte: temevo che, dato il tono degli articoli, le amiche etero che collaboravano al sito fossero prese per “froce”, scrissi personalmente all’estensore della mail spiegandogli che noi non odiavamo mica i maschi, caso mai lottavamo contro quella mentalità e quel genere di uomini che attribuisco al pisello un ruolo taumaturgico! ci tenni a precisare che solo io e io soltanto, Anna Spina, del sito liberelaiche, ero omosessuale e comunque non odiavo nessuno, tanto meno, ovvio, i “froci”.
Perchè l’ho precisato? Perchè ho avuto paura. Una paura antica, sempre presente: la paura che la mia omosessualità potesse in qualche modo danneggiare chi mi stava vicino, amici, collaboratori, famiglia.
Ricordavo troppo bene i giudizi impietosi a scuola sulle ragazze sospettate di essere dell’ “altra sponda” o sui ragazzi poco “maschi”, ricordavo come mi tremava il cuore quando ascoltavo i giudizii disgustati e aspri di mio padre sugli omosessuali,
Ma la paura che davvero mi toglieva il fiato, la paura che mi ha accompagnato per una larga parte della mia vita, non era paura per me, non era paura delle botte, dell’isolamento, a queste evenienze ero preparata, ma la paura che ti prende per chi è tua amica, per quelle persone al tuo fianco che tu incosapevolemente, a causa della tua natura, puoi danneggiare, quella paura ha cambiato per sempre la mia vita.
D’altronde come non aver paura, in quest’Italia, xenofoba, razzista, omofoba in questa Italia, che, abbandonata la maschera zuccherosa da “Italiani brava gente”, mostra il suo vero volto: un volto razzista, che vede gli stranieri tutti e indistintamente solo come stupratori, mentre tace su quelle migliaia di uomini e donne che lavorano e creano benessere, in questa Italia in cui, a sinistra regna sovrana la confusione mentale e si aprono le porte a guru omofobici come Fagioli, si divulgano liste di proscrizione per i negozi appartenenti a cittadini ebrei e a destra si applaude a chi, come Gentilini propugna la pulizia etnica dai “culattoni”, si ascoltano preti che affermano sconce idiozie circa l’Olocausto.

2/02/09 – Gay e lesbiche a ruota libera su tutte le reti TV.

lunedì, 2 febbraio 2009

Su www.liberelaiche.it Tiziana Ficacci commenta l’ampia visibilità che Rai e Mediaset consentono ad omosessuali maschi e femmine, sia nelle fiction, che nei reality ed anche nei più vari talk-show e programmi di intrattenimento. Si tratta di un vero e proprio sdoganamento mediatico, anche se non c’è nessun avanzamento per il riconoscimento giuridico delle omo-coppie. Nè ci sarà alcun passo avanti visto che sia il PD-Partitus Dei che il PDL-Popolo della Libertà vigilata dai preti, non oseranno mai approvare alcun provvedimentoartito ostegiato dai gerarchi della SS vaticana. Da parte nostra torniamo a sottolineare come a differenza di gay e lesbiche e delle loro associazioni permane rigido e insormontabile il divieto di far apparire su tutte le TV pubbliche e private gli atei e le loro organizzazioni rappresentative.

Ma lui&lui non possono dire “tubiamo!”

Tiziana Ficacci


Secondo l’ultimo rapporto Eurispes 6 italiani su 10 sono favorevoli alla regolamentazione, se non proprio al matrimonio, delle coppie omosessuali. Ancora pochi, ma è il segno che qualcosa si sta lentamente muovendo.
L’omosessuale (maschio) è stato sdoganato dalla tv generalista, anzi, è diventato un toccasana per gli ascolti, specie se indugia in giacche colorate e buoni sentimenti.
In principio i buoi erano scappati dalla stalla a Sanremo, dove si cantava che il miglior amico di una donna è un gay, ma per non esagerare quest’anno si accosta la porta, e quindi è giusto cantare che dalla condizione di omosessualità si può guarire. Ma nessuno avrebbe il coraggio di stroncare Milk o il padre scopertosi gay dell’ultima fiction di successo.
Però c’è più di una cosa che non torna. Perché per strada non vedo mai una coppia di donne, o di uomini, che si scambia tenerezze, che si tiene per mano, che si compra un tubo di baci… Che abbiano paura?
Paura tutta italiana se anche l’etoile della danza Roberto Bolle, ha ritrattato l’outing che aveva fatto liberamente e senza nessuna sorpresa in Francia.
Certo paura la dimostra la politica che non legifera sul tema, e la Chiesa cattolica che chiede un test di “mascolinità” agli aspiranti seminaristi.
Fra breve – anche l’Irlanda entro il mese di marzo definirà le unioni di fatto – rimarremo soli con la Polonia a non riconoscere i diritti civili degli omosessuali. Ed è un paese triste quello dove qualcuno ha paura di tenersi per mano.

Verginità alla turca.

domenica, 28 dicembre 2008

 Sorprende che in un paese candidato a entrare nell’ Unione Europea le donne non più vergini si preoccupino di farsi ricostruire l’imene da esperti chirurghi. A quanto pare l’operazione è richiesta da ragazze che avendo già esercitato liberamente il loro diritto all’amore temono, al momento del matrimonio con l’ultimo “fidanzato”, di essere scoperte non illibate. Numerosi casi di ripudio e casi anche più tragici di eliminazione fisica della peccatrice, alimentano una sorta di psciosi collettiva. Qui la fonte della notizia LEGGI

Un prete etero fa sesso con una donna che poi lo ricatta.

mercoledì, 19 novembre 2008

La boccaccesca avventura  riporta all’attezione dell’opinione pubblica il tema della castità imposta ai sacerdoti cattolici. Forzare la natura (e la castità forzosa è una vera propria azione contro natura), può condurre secondo molti psicologi a comportamenti devianti se non addirittura a veri e propri crimini sessuali, come molestie e violenze. Nel caso di questo prete siciliano, che ha assecondato la sua natura etero copulando con una femmina adulta e consenziente, il reato l’ha commesso la donna quando ha tentato di ricattarlo. Pensate quanti reati, stupri e violenze in meno potremmo registrare se i preti (e le monache) fossero liberi di sfogare i loro naturalissimi istinti sessuali (sia etero che omo, dato che entrambi gli orientamenti sono un “dono” della natura), ma sempre con maschi e femmine adulti e consenzienti. Magari, se gradito, anche con un cattolicissmo matrimonio. Riservato, però, solo a coppie rigorosamente etero. Almeno per il  momento. Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera