Archivi per la categoria ‘Sessualità’

La querelle Feltri-Boffo ha suscitato molti interessanti e contrastanti commenti.

sabato, 29 agosto 2009

Fra i tanti che potete leggere nel florilegio pubblicato da il Messaggero ci ha colpito questo di Franco Grillini : “”" Grillini: «Bravo Feltri. È giusto smascherare i moralisti incoerenti» e «Boffo è la punta dell’iceberg»: è quanto afferma Franco Grillini, presidente dell’associazione dei giornalisti gay Gaynet. «Negli ambienti della politica e del giornalismo – dice – tutti sapevano tutto del direttore di Avvenire, come tutti sanno tutto delle decine e decine di moralisti nella politica italiana e in Vaticano che hanno una vita privata totalmente incoerente con la loro vita pubblica. Se si passa il proprio tempo, come ha fatto finora Dino Boffo, a sparare a zero sugli omosessuali, sulle donne che abortiscono, su chi si rivolge ai centri per l’inseminazione assistita, sui divorziati, e chi più ne ha più ne metta, si dovrebbe come minimo dare il buon esempio». «Invece, viviamo – sottolinea Grillini – nel Paese dei “puttanieri moralisti”. Noi riteniamo – conclude Grillini – che chi costruisce la propria carriera, sia essa politica o religiosa, sulla base del più anacronistico dei moralismi dovrebbe viaggiare con una telecamera nelle mutande»”"”.

E qui tutti gli altri commenti LEGGI

Non sempre essere atei e “de sinistra” è garanzia di intelligenza.

venerdì, 10 luglio 2009

Ce ne da una prova il sindaco Cacciari in preda a un attacco, speriamo momentaneo, di sessuofobìa. Voleva impedire la manifestazione “Erotica 2009″. Da non perdere il commento della nostra amica Anna Spina.

Fonte della notizia dal Corriere della Sera LEGGI

…..MILANO — Da una parte il sindaco filosofo, il pd Massimo Cacciari, contrario all’approdo a Venezia di Erotica 2009: «Por­terebbe alla rimozione dei freni inibitori». Dall’altra un nugolo di pornostar, da Milly D’Abbrac­cio a Vittoria Risi, da Valentine Demy a Sofia Gucci, paladine del festival dell’hard giunto alla sua 15a edizione: «Cacciari ven­ga a vederci e capirà che non c’entriamo niente con la prosti­tuzione ». In mezzo una batta­glia a colpi di ordinanze e ricor­si conclusasi ieri, parrebbe, con una sentenza del Tar e il via libe­ra alla manifestazione: la fiera del sesso si terrà da oggi a do­menica a Marghera. Come da programma…..

Commento di Anna Spina :

In Italia si permettono manifestazioni xenofobe e fasciste  organizzate dai
tristi figuri di Forza Nuova, dai circoli Pound, si permette l’affissione di
manifestini evidentemente razzisiti e violenti, si permette  che Onorevoli
bercino canzoncine sguaiate e razziste senza battere ciglio, si permette che
sindaci come Gentilini arringhino la folla sbrodolandasi addosso  una
maleodorante bava  razzista e omofoba, si permette che il Vaticano detti
l’agenda politica al Governo e cosa fa il  il maggiore partito  d’Opposizione? TACE  il PD,
tace,   il PD non ha meglio da fare che dimostrare il proprio bigottismo da sagrestia,
sparando a Venezia  sulle pornodive e su Erotica 2009 con giustificazioni di
questo tenore:*Le motiva­zioni del divieto: «tutelare le condizioni di
vivibilità dell’abi­tato di Marghera» e scongiura­re «un potenziale pericolo
per la sicurezza urbana». Vale a di­re: «La manifestazione – si leg­ge – può
attrarre numeroso pubblico. E per le sue peculiari caratteristiche,
prevedendosi ‘l’attiva partecipazione degli spettatori’, è inevitabile
l’attiva­zione di meccanismi di rimozio­ne dei freni inibitori». *
giustificazioni che per carità di patria definisco ridicole ma che in realtà sono peggio che
ridicole, sono stupide ed offensive
Che Cacciari pensi ai freni inibitori suoi che ai nostri ci pensiamo noi!PS
MI AUGURO
Che il Pd si sciolga perchè se si deve fare una sana opposizione ad un
Governo di destra inetto  e razzista  certo NON la si farà mai con questo PD
e con questi chierichetti tristi che vorrebbero dirmi  quante seghe posso
farmi, quanti culi posso guardare, con chi e come fare l’amore.

Infettatevi tutti !

sabato, 20 giugno 2009

Dura reazione dei preti alla mozione approvata dalla Provincia di Roma per la distribuzione dei preservativi nelle scuole superiori. Dice il cardinale Vallini che con la scusa della  informazione e della prevenzione si rischia di “banalizzare nuovamente i temi dell’affettività, della sessualità, dell’educazione giovanile….”"”. Quindi quelli che si preoccupano di impedire con i preservativi la diffusione dell’aids e delle gravidanze indesiderate sarebbero “cattivi maestri”.

Qui la fonte della notizia da il tempo di Roma LEGGI

Preti scoponi.

sabato, 6 giugno 2009

L’osservanza del voto di castità, un obbligo che può essere considerato il più “contro natura” fra i tanti imposti a chi si dedica al sacerdozio e alla vita consacrata, pare che sia talmente poco rispettato da richiedere un duro intervento del papa. E così sono state impartite severeissime disposizini per “dare un taglio”, si fa per dire, all’esuberanza sessuale (etero e omo) specialmente di preti e frati. Pare infatti che non siamo moltissime le monachelle che gettano la tonaca per acchiappare un marito. Povero papa, con la devastante crisi delle vocazione, il giro di vite già dato tre anni fa per impedire che i gay accedano al sacerdozio, e ora con le nuove misure tese a espellere i preti scoponi (che evidentemente sono tantissimi) chi ci resta o ci viene più a fare il prete ? Non faceva prima a eliminare quell’orribile voto contro natura che, se ossservato veramente, provoca – secondo molte e serie ricerche psicologiche- terribili e devastanti conseguenze ?

LEGGI

Preti vogliosi e furbetti.

sabato, 30 maggio 2009

Un caso di prete a cui piacciono le donne (maggiorenni) fa riaccendere il dibattito sul celibato imposto ai sacerdoti cattolici. Succede in USA, dove un popolarissimo prete mediatico, sospeso dalle autorità eccelsiastiche perchè sorpreso core a core con una bella signora, tolta la tonaca  è passato alla concorrenza protestante convolando a giuste nozze. Caso che rischia di diventare sempre più frequente perdurando l’ostilità della chiesa cattolica al matrimonio (con donne) dei propri preti. E si capisce anche la lungimiranza delle gerarchie vaticane nell’ostacolare in tutti i modi che vengano riconosciuti i matrimini fra omosessuali. Se anche i preti gay potranno sposarsi chi rimarrà a fare il sacerdote cattolico ?

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera

LEGGI

NEW YORK – Era stato sorpreso a sbaciucchiare e accarezzare un’avvenente signora su una spiaggia di Miami. Ma invece di abbattersi, dopo la scomunica il popolare prete cattolico ha annunciato la sua conversione al protestantesimo, una fede che gli consentirà di salire all’altare con la sua fidanzata segreta. «Ho visto con i miei stessi occhi quanti miei fratelli servono Dio da uomini sposati e con la benedizione di una famiglia», ha spiegato padre Alberto Cutié, la cui rimozione da una parrocchia di Miami Beach aveva scatenato un acceso dibattito sulla legittimità del celibato nel sacerdozio cattolico. Soprattutto in vista dei recenti sondaggi che segnalano la continua fuga di fedeli e pastori dalla Chiesa cattolica americana.

Il carismatico prete quarantenne noto con il soprannome di «Father Oprah» (dalla star dei talk show Oprah Winfrey) è un leader religioso notissimo a Miami grazie alla sua trasmissione sul canale ispanico Telemundo e ai bestseller in cui dispensa consigli alla comunità ispanica su matrimoni, tradimenti e relazioni sentimentali in generale. Ma lo scorso 5 maggio una rivista messicana aveva pubblicato le sue foto in costume da bagno e avvinghiato a una prosperosa bruna, sotto il titolo a caratteri cubitali «Santo Dios!». Più tardi un video dell’erotico incontro sulla spiaggia tra il prete e la misteriosa donna era stato trasmesso da un’altra televisione ispanica della Florida. Apriti cielo.

Ma prima ancora di essere allontanato dalla parrocchia di San Francesco di Sales, il prete ha ammesso di essersi innamorato della 35enne divorziata Ruhama Buni Canellis, con la quale avrebbe una relazione da oltre due anni. «Non ho smesso di essere un uomo soltanto perché ho indossato l’abito talare», ha spiegato in un’intervista Cutié. «Ci sono pantaloni sotto la tonaca». La Canellis era al suo fianco anche nella cerimonia di consacrazione a membro della sua nuova chiesa protestante – la Trinity Episcopal Cathedral di Miami – dove è stato accolto a braccia aperte.

Islam e omosessualità.

venerdì, 15 maggio 2009

Abbiamo sempre duramente commentato su questo sito il criminale comportamento dei fondamelisti islamici nei confronti delle persone omosessuali e degli atei, entrambi passibili di condanna a morte secondo le indicazioni dell’immaginaria entità soprannaturale di riferimento. Ora pare che in alcuni paesi a maggioranza islamica stia emergendo un atteggiamento meno drastico. Ma solo per quanto riguarda l’orientamento sessuale e non già per il diritto di affermare, senza essere ammazzati, che dio -qualsisi dio- è un’invenzione degli uomini. Secondo il nostro carissimo amico Peter Boom, che ci fornisce gradite e aggiornate notizie, in Indonesia intellettuali e saggi musulmani starebbero, bontà loro, rivedendo le posizioni più omofobiche del’islam. Nessuna novità però per quanto riguarda il diritto a non credere nella Menzogna Globale

L’ISLAM RICONOSCE L’OMOSESSUALITA’
di Peter Boom

http://digilander.libero.it/pansexuality

Questo è il titolo di un interessante articolo sul giornale Indonesiano in lingua inglese “The Jakarta Post” ( http://www.thejakartapost.com/news/2008/03/27/Islam-039recognizes-homosexuality039.html ).
In nove paesi islamici vige ancora la pena di morte per omosessualità ed in molti altri paesi questa è ancora considerata contro la legge e viene punita in svariati modi.
In molti paesi anche la posizione delle donne è a dir poco precaria e non vengono rispettati i diritti umani.
Il dibattito su The Jakarta Post inizia così: “Omosessualità ed omosessuali sono naturali e creati da Dio, dunque permissibili dentro l’Islam. Studiosi musulmani moderati hanno affermato che per l’Islam non ci sono ragioni per rifiutare gli omosessuali e che la condanna di omosessuali od omosessualità da parte di importanti ulema (studiosi di teologia) e molti altri musulmani è basata su interpretazioni grette (narrowminded) dell’Islam stesso.Siti Musdah Mulia della Conferenza Indonesiana delle Religioni e della Pace ha citato la “al-Hujurat” (49:3) affermando che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali per etnia, ricchezza, posizione sociale ed anche per orientamento sessuale. Non c’è differenza tra lesbiche e non-lesbiche. Negli occhi di Dio le persone vengono valutate per la loro devozione (piety).

Una dichiarazione senz’altro in linea con la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Anche i Valdesi ed altre religioni cristiane sono della stessa opinione mentre la chiesa cattolica rimane ancora dell’avviso che gli atti omosessuali vadano condannate mettendosi sullo stesso piano immorale di certi paesi islamici fanatici che si rifiutano di firmare la richiesta per la depenalizzazione dell’omosessualità (proposta dal Presidente Sarkozy presso le Nazioni Unite).

Un altro partecipante alla Conferenza Indonesiana si è espresso come segue:”L’essenza della religione (Islam) è di rendere umane le persone, di rispettarle e di conferirle dignità. Anche l’omosessualità è creazione di Dio e dovrebbe essere considerata naturale.

I musulmani hanno bisogno di abbracciare la ijtihad ( l’iter per prendere una decisione legale per mezzo di una interpretazione indipendente dal Corano e/o la Sunnah) per evitare di rimanere prigionieri del vecchio paradigma senza sviluppare interpretazioni di più larghe vedute.

Alla conclusione della conferenza è stato affermato che la cultura indonesiana accetta l’omosessualità. La condanna dell’omosessualità veniva richiesta soltanto da due gruppi di musulmani conservatori i quali dichiaravano che il rapporto tra persone dello stesso sesso è un peccato, ma che non consideravano i gay come nemici.

Un altro grande paese orientale è l’India dove, malgrado il puritanesimo inglese, i pregiudizi sono minori e sul “Kolkata Mirror”, importante giornale in lingua inglese, si trova un’intervista a diverse persone con la domanda cosa pensino della pansessualità. Le risposte sono nel segno di una grande apertura mentale, come per esempio: “Ad ognuno il suo, non c’è niente di sbagliato in un rapporto consensuale tra adulti”, o anche “la sperimentazione sessuale dovrebbe essere incoraggiata”.

L’Asia infatti ha avuto sempre tradizioni molto poco condizionanti per quanto riguarda una pansessualità libera, malvista solo quando esagerata o violenta. L’India ha prodotto il famoso Kama Sutra, la Cina il Tao (via o cammino) con l’insegnamento che una vita spiritualmente valida richiede anche molto buon sesso. Lo Yin e Yang chiusi in un unico cerchio simboleggianti l’interscambiabilità tra il femminile ed il maschile, era l’affermazione forse più antica della pansessualità. Come si vede non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Nei paesi a maggiore influenza islamica la situazione è più complessa, ma i primi tentativi di liberazione sessuale sono arrivati pure lì come ultimamente a Beirut nel Libano, dove duecento omosessuali hanno manifestato in piazza contro la repressione esercitata dalla polizia.

A Kampala (Uganda) venti omosessuali quasi tutte lesbiche (tante volte le donne sono più coraggiose degli uomini!) hanno apertamente dimostrato in piazza a favore della depenalizzazione dell’omosessualità ( sette anni di carcere!!!). Un ministro ha dichiarato che l’Uganda è un paese cristiano (sic!).

Personalmente mi ricordo la prima manifestazione gay a San Remo nel mese di aprile 1972. La polizia ci aveva praticamente assediati e quando mi sono baciato in bocca con un bel ragazzo norvegese abbiamo rischiato l’arresto, ma … la cultura avanza, seppur troppo lentamente.

In conclusione resta da sperare che il mondo attraverso la globalizzazione soprattutto nelle comunicazioni diventi più libero e liberato da quelle gerarchie ecclesiali fanatiche e completamente obsolete.

EccoVi gli ultimi tre commenti in lingua inglese (con traduzione in italiano):

Good (not verified) — Tue, 04/14/2009 – 9:51am

“Conference of Religions and Peace cited the Koran’s al-Hujurat (49:3) that one of the blessings for human beings was that all men and women are equal, regardless of ethnicity, wealth, social positions or even sexual orientation.”

i am a Muslim and Arabic is my mother language, al-Hujurat (49:3)means = And if they had patience till you could come out to them, it would have been better for them. And Allah is Oft-Forgiving, Most Merciful.

thats the correct translation

source:

http://www.searchtruth.com/search.php?keyword=Allah&chapter=49&translato…(traduzione)

Good (non verificato)

“La Conferenza delle Religioni e della Pace ha citato la al-Hujurat (49:3) che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali, senza distinzione di appartenenza etnica, ricchezza, posizioni sociali ed anche di orientamento sessuale.” Io sono Musulmano e la mia madrelingua è l’arabo, al-Hujurat significa = E se coloro avessero avuto pazienza finché Tu potessi venire a loro, questo per loro sarebbe stato meglio. E Allah perdona spesse volte, è massimamente misericordioso.

Questa è la traduzione corretta.

Fonte:

http://www.searchtruth.com/search.php?keyword=Allah&chapter=49&translato…

Peter Boom (not verified) — Tue, 04/14/2009 – 4:44pm

I want to express my appraisal for the translation of the Koran’s al-Hujurat (49:3) that one of the blessings for human beings is that all men and women are equal, regardless of ethnicity, wealth, social positions or even sexual orientation.
This should be an example also for the catholic and other churches who still preach discrimination and hatred.
Thank you very much, Peter.

(traduzione)

Peter Boom (non verificata)

Voglio esprimere il mio apprezzamento per la traduzione della al-Hujurat (49:3) che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali, senza distinzione di appartenenza etnica, ricchezza, posizioni sociali ed anche di orientamento sessuale. Questo dovrebbe essere da esempio anche per la chiesa cattolica e le altre chiese che tuttora predicano discriminazione e odio.

Tantissime grazie, Peter Boom.

Ahlam (not verified) — Tue, 05/05/2009 – 6:27pm

What’s this nonsense? Are those people who recognize homosexuality true Muslims? Don’t they fear God for coming up with such a conclusion. All rational sane persons who can read the Quran and the Sunnah of the Prophet peace be upon him can understand that homosexuality is a sin, it is something very obvious. Homosexuality is against nature and the law of God. homosexuality is sick and disgusting.
May Allah guide people to the right path and may He protect us and our children from the insanity and immorality of some people, ameen!

(traduzione)

Ahlam (non verificato)

Cos’è questa assurdità? Questa gente che riconosce l’omosessualità è musulmana davvero? Non temono Dio per essere arrivati ad una simile conclusione? Tutte le persone razionali e sane di mente che possono leggere la Quran e la Sunnah del Profeta pace sia con Lui possono capire che l’omosessualità è un peccato, questo è molto evidente. Omosessualità è contronatura e contro la legge di Dio. Omosessualità è malata e disgustosa.

Possa Allah guidare la gente sulla giusta strada e possa Lui proteggere noi ed i nostri figli dalla dissennatezza e dall’immoralità di certa gente, ameen!


Peter Boom (not verified) — Thu, 05/07/2009 – 4:42am

Dear Ahlam, you mean you want to judge the creations of God. Homosexuality is perfectly natural and you can see that in Nature, where not only human beings, but also animals and plants live various sexual behaviours. See please the Theory and the Philosophy of Pansexuality on the site http://digilander.libero.it/pansexuality which I hope will open your eyes and help you not to judge.
May your God help you to throw away terrible prejudices which cause marginalization, death, injustice and social disorder.
All the best, Peter.

(traduzione)

Peter Boom (non verificato)

Caro Ahlam, Tu vuoi dire che puoi giudicare le creazioni di Dio. L’omosessualità è perfettamente naturale e questo lo puoi vedere nella Natura, dove non solo gli esseri umani, ma anche gli animali e le piante vivono comportamenti sessuali diversi. Vedi per favore la Teoria e la Filosofia della Pansessualità sul sito: http://digilander.libero.it/pansexuality che spero Ti faccia aprire gli occhi e Ti aiuti a non giudicare.

Possa il Tuo Dio aiutarTi a gettar via i terribili pregiudizi che causano discriminazione, morte, ingiustizia e disordine sociale.

I miei migliori saluti, Peter Boom.

Un fantasma si aggira nel mondo islamico, Jasad, il corpo nudo e crudo.

sabato, 2 maggio 2009

Potrebbe avere lo stesso impatto rivoluzionario che lo spettro del comunismo provocò dal 1848 in Europa.

Giornalisti arabi coraggiosi
“Jasad”, il seme della libertà piantato
in terra libanese

di       Andrea B. Nardi <http://www.loccidentale.it/user/Andrea+B.+Nardi>
2 Maggio 2009  [image: RivistaJasad_libano.jpg]

C’è un gruppo di giornalisti che, per via di qualche esaltato caduto vittima
di una cultura oscurantista, rischia la vita. C’è un gruppo di giornalisti
che, oltre a rischiare persecuzioni, denunce, incarcerazioni, processi in
sistemi giuridici non esattamente garantisti, sta affrontando una delle
maggiori sfide storiche all’interno delle società arabe. Sono i giornalisti
della redazione di “Jasad” <http://www.jasadmag.com/en/index.asp>
(*Corpo*in arabo), rivista patinata appena nata – siamo al secondo
numero -,
pubblicata in Libano e sempre più diffusa nei paesi arabi. Ma perché
*Corpo*è così importante, e perché i suoi giornalisti sono tanto
eroici?

Il sottotitolo recita: «Rivista culturale periodica specializzata nella
letteratura, le scienze e le arti del corpo», e, benché sia tutta scritta
rigorosamente in arabo, è nelle immagini che si palesa subito la sua carica
rivoluzionaria. Per la prima volta in assoluto in un periodico arabo vengono
stampate liberamente fotografie di nudi e di particolari anatomici maschili
e femminili senza alcun pudore, il tutto a corredo di serissimi articoli di
scienza, di costume, e di società. I collaboratori sono intellettuali,
scrittori, studiosi, giornalisti arabi, e devono firmarsi col proprio nome.
Gli argomenti di volta in volta affrontati appartengono a quella sfera che
tange l’erotismo ludico per fare in realtà informazione colta: esattamente
quanto di peggio per i tabù di società islamiche ossessionate dal sesso -
nell’ultimo numero il tema è “il pene”, con descrizioni, notizie
scientifiche, commenti, e molti ritratti espliciti.

Joumana Haddad è la fondatrice, editrice e direttrice; trentottenne,
giornalista collaboratrice di molti quotidiani libanesi, coltissima,
poliglotta, ha obiettivi ben precisi: «Avrei potuto scegliere di farla in
francese, ma ciò che è accettabile nelle lingue europee non lo è in arabo.
La scommessa – afferma la Haddad – è proprio quella di far riscoprire
l’antica eredità di questa lingua usata in passato per scrivere testi che
oggi farebbero arrossire il pubblico più smaliziato» (intervista di Lorenzo
Trombetta per Limes

<http://temi.repubblica.it/limes/erotismo-jasad-una-rivista-contro-loscurantismo/3641>).
La tiratura aumenta sempre più, arriva in abbonamento in tutto il mondo
arabo, compresa la super conservatrice Arabia Saudita, e i suoi lettori sono
uomini e donne.

Quindi, temi che in Occidente sarebbero ormai innocui, qui diventano
pericolosi: sessualità, erotismo, informazione scientifica, psicologia,
cultura varia (recensioni di mostre internazionali, libri e film altrimenti
censurati), ma anche denuncia sociale di alcune delle questioni più spinose
nell’islam: la violenza sulle donne, l’omosessualità, la pedofilia. In
pratica, tra la foto di un seno e l’intervista a uno psicologo, gli scopi di
*Corpo* sono squarciare l’arretratezza culturale delle società arabe
iniziando dallo sdoganamento delle tematiche sessuali, le più pregnanti in
civiltà bigotte, ma anche le più destabilizzanti per le stesse. Una specie
di “operazione Playboy” con cui Hugh Hefner nel 1953 iniziò a scardinare il
perbenismo della società americana protestante, facendone emergere
l’ipocrita repressione sessuale, esorcizzandola, e provocando così un
dibattito culturale libero e consapevole che sarebbe sfociato nella
maturazione sessuale della società, e di cui in primis avrebbe giovato in
seguito il femminismo occidentale.

Affrancare queste tematiche dalle pruderie clericali permette d’affrontarne
molte altre legate ai diritti umani e sociali; al contrario, lasciare tutto
sommerso ottiene soltanto la falsa rappresentazione di una società “pulita e
morigerata”, mentre al di sotto di questa striscia la degenerazione
dell’eros, la sua perversione e violenza, protetta da un’ignorante e
ingiustificata verecondia. Ricordiamoci che stupri, discriminazioni,
incomprensioni fra sessi e generazioni, provengono sempre dalla repressione
culturale.* *

Non è un caso che una rivista di tal tenore sia apparsa in Libano, che viene
spesso considerato un’oasi di libertà nel retrivo panorama arabo-islamico.
In questo c’è una parte di verità, risalente a quando il Libano veniva
definito la Svizzera del Medio Oriente. Patria di dissidenti, tribuna per
proclami politici, milieu interculturale e religioso, frontiera permeabile
alle idee occidentali, nel Paese dei Cedri, tuttavia, siamo ancora ben
distanti dalle concezioni libertarie europee. La censura governativa è per
il momento un sistema assai repressivo, e le sue mani colpiscono ogni
aspetto informativo e culturale. L’istituzione incaricata della censura
appartiene nientemeno che alla struttura militare, la Sicurezza Generale, e
gli argomenti fra i più pericolosi sono: Israele, la guerra civile, e
appunto il sesso.

Film, pièce teatrali, libri, notizie, tutto viene vagliato
dall’anacronistica (secondo i criteri occidentali) alleanza tra autorità
religiose musulmane, leader politici ex signori della guerra, vertici
militari spesso responsabili di crimini. Ecco che allora un barlume di
verità partorito attraverso un semplice magazine di sessualità e cultura
rischia da un momento all’altro di vedersi decapitato, ed ecco la ragione
per cui questi giornalisti sono eroici. Eppure questo è segno che nel mondo
arabo-musulmano il seme della libertà c’è, è stato piantato, ed è nostro
dovere proteggerlo, aiutarlo a crescere e diffonderlo dove ancora non c’è.

Dopo l’ultima bordata del papa…

lunedì, 23 marzo 2009

…contro il diritto delle donne a decidere sul proprio corpo per una maternità responsabile, vale la pena di ricordare la disposizione adottata dall’Unione Africana che tutela “”" I diritti riproduttivi delle donne autorizzando l’aborto terapeutico nei casi di violenza sessuale, stupro, incesto e quando portare avanti la gravidanza comprometterebbe la salute mentale e fisica della donna o la vita della donna o del feto. “”". Per essere credibili come difensori della vita e della salute delle donne e per poter parlare contro l’aborto senza essere giustamente spernacchiati, i gerarchi della SS Vaticana devono fare una sola cosa : presentarsi sui pulpiti e sulla storica finestra di Piazza San Pietro mostrando un preservativo come un ostensorio e urlare “contro l’aborto dopo, usate questo prima“.

Sul diritto alla vita dei gay

giovedì, 19 marzo 2009

…Obama rischia la Dichiarazione di Guerra da Ratzinger. A differenza del suo omofobo predecessore George Bush, il presidente Obama firmerà il documento dell’ ONU per la depenalizzazione mondiale del “reato” di omosessualità. E’ lo stesso documento che la SS Vaticana e i paesi islamici rifiutano di sottoscrivere a causa dell’ odio per le persone omosessuali imposto ai loro sedicenti profeti o apostoli da immaginarie e criminali entità soprannaturali. Per  le omofobe gerarchie e autorità di cristiani e musulmani le persone omosessuali posso essere liberamente ammazzate. Ma Obama si propone di fare molto di più e probabilmente si avvia ad un riconoscimento pieno della parità di diritti per le persone omosessuali fino al matrimonio e all’adozione, oltre che alla fine di ogni discriminazione nelle forze armate. Apriti cielo ! Già immaginiamo i preparativi di guerra e la mobilitazione generale in corso presso la SS Vaticana.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Cazzate papali 2.

giovedì, 19 marzo 2009

Gli italiani zitti come carogne. Mentre tutta l’Europa istituzionale critica e protesta per l’incredibile affermazione di B16 che i preservativi non servono per frenare la diffusione dell’AIDS in Italia solo i soliti radicali, Livia Turco e Renato Brunetta osano denunciare la pericolosità di quelle improvvide esternazioni. Tacciono invece i ministri e i sottosegretari vaticaliani al servizio del Papa Re, e tacciono come carogne anche il PD-Partitus Dei e il PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano. Invece urla come un ossesso l’ateo devotissimo Giuliano Ferrara, campione mondiale del giramento di frittata, che per arruffianarsi Ratzinger, suo nuovo idolo dopo Togliatti e Craxi, critica Francia e Germania colpevoli di lesa maestà del papa, e mette sullo stesso piano i milioni di morti e di ammalati per mancato uso del preservativo e gli aborti che quei paesi consentono nel rispetto del diritto delle donne a una maternità responsabile.