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Sequestro di persona obbligatorio per le donne che scelgono la RU 486 ?

giovedì, 8 aprile 2010

Un odioso reato diventerebbe un legittima opzione delle pubbliche autorità se si desse retta al ministro Fazio e a tutti i cristinisti mobilitati contro le donne che, scegliendo la pillola RU 486, non intendono farsi recludere obbligatoriamente in ospedale per tre giorni. Intanto è stata somministrata a Bari la prima pillola abortiva legale in Italia

Da La Stampa LEGGI

Mentre il ministro Fazio avverte che la somministrazione senza ricovero obbligatorio è reato, la prima paziente sceglie di firmare la liberatoria e uscire.

Flavia Amabile

La Ru486 è arrivata. Ieri a Bari è stata somministrata per la prima volta al di fuori delle sperimentazioni su una paziente e le strutture di tutt’Italia si stanno organizzando per poterla fornire alle donne che ne faranno richiesta. Il ministro Ferruccio Fazio ha avvisato le Regioni che chi non si atterrà all’obbligo di ricovero commetterà «reato». Ma la giovane barese è uscita poche ore dopo la somministrazione, e la polemica sulle modalità è lontana dall’essere chiusa.

Nel frattempo al ministero della Salute si è insediato un tavolo che si appresta a stilare delle linee guida. Come ha spiegato il ministro Fazio «daranno indicazioni alle Regioni non già sul ricovero, sul quale il Consiglio superiore di sanità si è espresso in modo chiaro, ma sulla necessaria informazione da dare alle pazienti, in modo che questo possa essere garantito». La commissione lavorerà in tempi rapidi, ha garantito. «Il Css – ha ribadito il ministro – ha espresso un parere molto chiaro, indicando che il procedimento abortivo inizia con il distacco del prodotto del concepimento, quindi potenzialmente dall’assunzione della prima pillola. Da qui l’obbligatorietà del ricovero, per la necessità di rispettare la legge 194».

….segue….

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Pedofilia pretesca, vediamo le statistiche addomestiche dai gerarchi della SS Vaticana.

martedì, 6 aprile 2010

Non per niente da 2 mila anni sono maestri impareggiabili di mistificazioni e fandonie, veri campioni fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale , ma sulle percentuali sono facilmente smentiti trattandosi di operazioni aritmetiche e non di elocubrazioni teologiche.

Commento del nostro amico Marcus Prometheus.

E’ per me incredibile come quasi nessuno sappia usare le statistiche, svilupparle, inquadrarle nella situazione cui si riferiscono, capirle, presentarle per l’importanza che hanno.
Per esempio: *La Radio Vaticana sostiene che “solo” lo 0,3% degli abusi pedofili commessi negli USA sono risultati commessi da preti. (Vedi articolo sotto)* .
Lo 0,3% equivale a dire il 3 per mille. Ma poiche’ risulta che negli USA i preti fossero l’anno scorso 41.500 su 300 milioni di abitanti risulta che negli USA ci sia un prete cattolico ogni 7.000 abitanti.
Se un prete su settemila persone produce il 3 per mille dei casi di abusi significa che un solo prete produce tanti abusi quanti 21 cittadini non preti ovvero un prete produce 21 volte tanti abusi quanto un cittadino medio. 21 volte tanto significa un tasso di criminalita’ pedofila per i preti rispetto alla popolazione generale piu’ grande del 2.100%
Insomma sapendo leggere le statistiche si potra’ dire che* Radio Vaticana sbandiera che i preti sono piu’ pedofili della popolazione generale SOLO del 2.100%*

*Ovvero che frequentare un prete e’ rischioso quanto frequentare ben 21 persone prese a caso per la strada!

Marcus Prometheus

da la Repubblica del 6 aprile 2010

di o.l.r. La stampa estera contro il Papa. “A Paqua silenzio sulla
pedofilia”
L’orgoglio cattolico in difesa del Papa si materializza – a sorpresa – prima
della solenne Messa di Pasqua nella persona del cardinale decano Angelo
Sodano. Vera e propria alzata di scudi per difendere il Pontefice dalle
critiche per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Critiche apparse ancora ieri sui maggiori giornali europei e statunitensi,
con qualche autorevole testata – come il Washington Post- che chiede persino
le dimissioni di Benedetto XVI. «Santità, tutta la Chiesa le è vicino ed il
popolo di Dio non si lascerà impressionare dal chiacchiericcio del momento»,
declama Sodano davanti a Benedetto XVI. Un fuori programma inedito destinato
a sollevare anche interrogativi e polemiche là dove il cardinale Sodano dà
l’impressione di voler derubricare lo scandalo della pedofilia tra i preti a
un banale «chiacchiericcio»

. Come, in effetti, avviene ieri negli editoriali
dei più importanti quotidiani internazionali che quasi all’unanimità mettono
l’accento sui «silenzi» che il Pontefice ha osservato sui preti pedofili
durante la Settimana Santa e nella omelia di Pasqua tenuta dalla Loggia
della Benedizione della basilica vaticana.
Come, ad esempio, scrivono El Pais in Spagna, il Times e il Guardian nel
Regno Unito, Le Monde in Francia, che nelle edizioni di ieri hanno puntano
il dito contro «le mancanze» di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa.
«Il Papa ha terminato la Settimana Santa così come l’aveva iniziata -
scrive, tra l’altro, El Pais – , senza pronunciare una sola parola sui casi
di abusi sui minori». Il Times di Londra riporta invece le proteste che
hanno segnato la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, in Irlanda, con
un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull’altare delle scarpe
da bambino per ricordare le vittime degli abusi al grido di “vergogna”
rivolto all’arcivescovo Diarmuid Martin. Negli Usa, critiche dal New York
Times – che con Maureen Dowd ha suggerito polemicamente alla Chiesa di
servirsi di «sessorcisti» più che di esorcisti – e dal Washington Post, che
paragona la crisi del clero cattolico allo scandalo Watergate degli anni’70
che costrinse il presidente Nixon alle dimissioni. Attacchi anche dal
settimanale tedesco Der Spìegel che accusa il Papa di aver «guastato i
rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici, e anche con i tedeschi
che, al momento della sua elezione erano tanto fieri di lui».
E’ solo «un’eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti
pedofili ma direttamente il Papa», controbatte la Radio Vaticana, che cita
un rapporto governativo Usa del 2008 secondo cui i sacerdoti cattolici
coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%. Mentre oltre il 64
per cento dei casi di abusi sono commessi da genitori, parenti o conviventi,
dunque all’interno delle relazioni familiari. «La Chiesa – ricorda la nota
trasmessa nel radiogiornale internazionale – difende la giustizia, e la
prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul
matrimonio tra un uomo e una donna».
Così c’è chi vede nelle critiche l’obiettivo di escludere la Chiesa dal
dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di «avvocati senza
scrupoli che tentano di mettere le risorse delVaticano alla portata dei
tribunali». Papa Ratzinger, intanto, tornato a parlare in pubblico ieri,
lunedì di Pasquetta, da Castel Gandolfo ha ricordato ai sacerdoti di essere
«come gli angeli». Una esortazione fatta forse per indicare, indirettamente,
la strada da seguire per «pulire» la Chiesa da quella parte del clero che si
è macchiata di peccati imperdonabili come le violenze sessuali su minori.
*

Donne, dovete abortire solo sotto i ferri del chirurgo !

giovedì, 1 aprile 2010

Parola di Roberto Cota. La Lega paga la prima cambiale elettorale ai Vescovi Guardiani della vera fede cristianista. E immediatamente ne subiranno le conseguenze le donne del Piemonte a cui non sarà consentito di interrompere la gravidanza con la pillola RU 486. Facile prevedere che su questa posizione si attesteranno tutti i presidenti delle regioni in cui ha vinto il centro-destra, ma anche quelli dell’altro schieramente se di provenienza catto-integralista.

Da il Riformista LEGGI

Roma, 1 apr. (Apcom) – “L’aborto con la Ru486 deve essere messo sullo stesso piano di quello chirurgico: non è più facile, anzi è piu complesso e molto doloroso”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, mentre arriva in Italia la pillola abortiva, la Ru486, in Italia. La pillola, infatti, a partire da oggi, primo aprile, sarà distribuita nel nostro paese dall’azienda produttrice francese Exelgyn, che ha delegato la Nordic Pharma Srl ad aprire gli ordini di vendita sulla base delle richieste degli ospedali italiani. La pillola, dal nome commerciale di Mifegyne, è in commercio da più di venti anni in 30 paesi nel mondo e, rileva la casa produttrice, è stata utilizzata da più di un milione e mezzo di pazienti ed in Italia è stata autorizzata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ad esclusivo uso ospedaliero. Ma le pillole Ru486 che Mercedes Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte potrebbero essere destinate a restare in magazzino. “Per quanto potrò fare io, sì”,ha risposto il neo presidente del Piemonte Roberto Cota. Roccella da parte sua ha ribadito l’importanza delle indicazioni date dal ministero della Salute sull’uso della pillola abortiva esclusivamente in ambito ospedaliero e sottoponendo le donne al trattamento in regime di ricovero: “L’aborto non è una vittoria – ha aggiunto – In questo Paese siamo riusciti a far diminuire costantemente gli aborti ormai da più di vent’anni tanto che l’Italia è in controtendenza rispetto a tutti i Paesi d’Europa. Questo farmaco non è un ‘farmaco….

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4/12/09 – Sic et simpliciter

venerdì, 4 dicembre 2009

Il vero guaio delle donne è che devono sempre cercare di adattarsi alle teorie degli uomini sulle donne (D.H. Lawrence)
Il voto, pensai, non significa nulla per le donne. Dovremmo armarci (Edna O’Brien)

Secondo il ministro Sacconi la donna che vorrà abortire con la pillola Ru486 dovrà comunque stare tre o quattro giorni in ospedale rimanendoci fino all’avvenuta espulsione del feto. Una decisione che, per il ministro, è determinata dal rispetto della legge 194 che prevede per l’aborto chirurgico una sosta all’ospedale. Al di là dell’impossibilità di applicare questo regolamento – è noto che il malato anche morente può, dietro sua responsabilità, lasciare l’ospedale – è evidente che la questione è un’altra. Si vuole riaffermare che per le donne abortire deve essere faticoso, doloroso, avvilente, snervante, impegnativo, angoscioso, degradante, ignominioso.
La legge 194 contiene la via di fuga per i medici di obiettare perfino nel servizio pubblico. In realtà nella stragrande maggioranza dei casi copre dei medici fannulloni (nel senso offensivo che usa il ministro Brunetta), oppure che vogliono fare carriera senza perdere tempo per interventi non gratificanti per un chirurgo (come un dentista che cava un dente piuttosto che impiantare un bell’incisivo), o ancora che desiderano esercitare in ospedali di enti religiosi, e, per ultimo ma non ultimo, intervenire ambulatorialmente nei loro studi privati dietro sostanzioso compenso.
E’ evidente che l’introduzione della Ru486 scriverebbe la parola fine a queste avvilenti storie.
Ma, il ministro del Welfare (che vuol dire benessere), non vuole consentire alle donne che governa di essere maggiorenni. E allora per giustificare l’ingiustificabile si concentrano in bella sequenza tutti i più frusti, umilianti luoghi comuni sulle donne scervellate che se facilitate abortirebbero un giorno si e un giorno pure.
Riuscirà il ministro Sacconi con la sua ignorante cocciutaggine a tenere l’Italia fuori dal mondo civile? Anche questa volta siamo davanti a scelte ideologiche ma difficilmente applicabili, così come è successo per le ronde o per l’immigrazione clandestina. Sono norme che gettano veleno nella società, e qualcuno si chiederà, se la politica le donne le vede come delle stolte che inghiottono una pilloletta come fosse una zolletta di zucchero, perché non posso permettermelo io che sono il marito e la schiaffeggio, che sono il collega e le faccio mobbing, che sono il corteggiatore respinto e le faccio lo stalking? Quelle del ministro sono norme fatte per compiacere la Chiesa romana, solo le gerarchie non certo le cattoliche, ma che non impediranno alle italiane di assumere la Ru486 come succede già in alcune regioni e nel resto del mondo. La politica del ministro del Welfare renderà difficile la vita al personale sanitario intelligente, alle donne più povere, ma nella realtà è stupida e di corto respiro. Perché le donne, e per fortuna sempre in numero crescente, hanno consapevolezza e rispetto di sé, e sanno che nessun Sacconi potrà costringerle ad un ricovero coatto o alle grinfie di un aborto chirurgico non deciso da sole.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.direfarepensare.it/dossier_194_2008.html
http://www.perstefanocucchi.blogspot.com/

Tu abortirai con dolore e dovrai soffrire tre giorni in ospedale !

sabato, 28 novembre 2009

Questa la decisione del ministro Sacconi che asseconda di fatto la volontà dei gerarchi vaticani di rendere difficile, se non impossibile, il ricorso alla pillola RU486 in alternativa ai ferri del chirurgo. Punire le donne che vogliono decidere sulla propria maternità, questa è la volontà dei gerarchi cattolici.

Fonte della notizia il Corriere della Sera
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Via libera all’uso della pillola abortiva Ru486, ma solo durante il ricovero in ospedale. È la sintesi del parere che il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha inviato all’Aifa. Una lettera preparata dopo che la commissione Sanità del Senato aveva approvato a maggioranza il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla RU486, chiedendo al governo di fermare la procedura di immissione in commercio del farmaco in attesa del parere tecnico del Ministero della Salute. Il ministro Sacconi, dopo aver citato la legge 194 e i pareri del Consiglio Superiore di Sanità del 2004 e del 2005, scrive al presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli di ritenere che «la specialità Mifegyne, nota anche come pillola RU486, possa essere utilizzata per uso abortivo, in compatibilità con la legge 194, solo se l’intera procedura abortiva, e fino all’accertamento dell’avvenuta espulsione dell’embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall’art. 8 della suddetta legge». «Ritengo anche necessaria – prosegue Sacconi – una specifica sorveglianza da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo, in particolare relativi alla eventuale richiesta di dimissioni anticipate della paziente». …… segue

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Tu abortirai con dolore.

venerdì, 27 novembre 2009

Tutti gongolanti i gerarchi della SS Vaticana per lo stop imposto dalla Commissione Sanità del Senato all’uso della pillo Ru486. Vedono confermata la loro sadica speranza di costringere le donne ad abortire solo sotto i ferri del chirurgo.

Di seguito piccola rassegna stampa per i lettori di Nogod
Ru486

Sole 24 ore
E
xelgin: Italia unico paese a fare difficolta’ (mar.b.), a pag.21
Giorno/Resto/Nazione
Int. a Livia Turco – “Decida il medico e non i politici” di Itti Drioli, a pag..3
Avvenire
Int. a Eugenia Roccella – Roccella: cosi’ tuteliamo la salute delle donne di Viviana Daloiso, a pag.4
La Repubblica
Le donne inascoltate di Umberto Veronesi, a pag.1

Sulla Ru486 il laico Fini spacca il PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano.

lunedì, 10 agosto 2009

Dopo aver definito ironicamente “originale” la proposta del fondamentalista cattolico Gasparri mette in agitazione gli zuavi pontifici del PDL che vorrebbero immediatamente costringere il Parlamento vaticaliano ad emettere un giudizio tecnico-scientifico per impedire l’uso della pillola abortiva.

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera  LEGGI

…«È originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull’efficacia di un farmaco». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, di ritorno dalla commemorazione della strage di Marcinelle, ha replicato alla proposta avanzata da Maurizio Gasparri di una «indagine conoscitiva» da parte del Parlamento sulla pillola abortiva Ru486. «Ognuno ha la sua opinione e io ho la mia – ha sottolineato Fini -, ma non credo ci sia motivo per un dibattito politico». «Ci sono – ha aggiunto – le linee guida del governo. C’è l’Agenzia del farmaco che si è già pronunciata, non vedo cosa c’entri il Parlamento». GASPARRI : SE NE OCCUPI PARLAMENTO – «Sulla RU486 non solo è possibile, ma è necessario che se ne occupi il Parlamento. Lo faremo senz’altro a settembre respingendo le patetiche intimidazioni della sinistra, che non ci impressionano e non ci fermano. Non si può delegare a tecnici privi di legittimazione democratica una decisione che attiene al diritto alla vita». Così si era espresso Maurizio Gasparri circa la questione della Ru486. «Confermo la volontà del Pdl – aveva aggiunto l’ex esponente di An e attuale presidente del gruppo Pdl al Senato – di portare il problema in Parlamento». E dopo la secca bocciatura di Fini….. (segue LEGGI)

3/8/09 – …e svanì nella tempesta della vita quotidiana

lunedì, 3 agosto 2009

Bisognerebbe che un po’ tutti nel centrodestra riflettessero sul fatto che oltre al Ponte sullo Stretto di Messina e l’aeroporto di Malpensa ci sono altre cose che contano. Questa pastiglietta che si assume per espellere il feto annullando il senso di colpa è pericolosa. Credo che contro la pillola la Lega possa ingaggiare una seria battaglia (on. Massimo Polledri)

Debbie Purdy è una 46enne di Bradford (Yorkshire) malata di sclerosi multipla che presto si recherà alla Dignitas, in Svizzera, per mettere fine alla sua vita dolorosa accompagnata dal marito Omar Puente, un violinista di origine cubana. Al rientro Puente non sarà perseguito. Infatti, anche se solo formalmente, la Gran Bretagna punisce con una pena fino a 14 anni di carcere, chiunque agevoli, sia pure solo accompagnando un sofferente, il suicidio assistito. Farà giurisprudenza il parere emesso la scorsa settimana (30 luglio) dai Law Lords di Londra che hanno sancito che la legge sulla punibilità è poco chiara e deve essere approfondita; nel frattempo è sospesa la applicabilità della pena. Decisione presa anche grazie alla spinta di un sondaggio pubblicato con grande rilievo sul Times, in base al quale il 74% dei britannici è favorevole all’eutanasia.
Anche in Italia i sondaggi dei quotidiani rilevano continuamente che la gente è favorevole al testamento biologico e molto di più. Per colpa sicuramente nostra, abbiamo una classe dirigente (non solo politica) che mette in discussione la scienza, e ci ridicolizza davanti al resto del mondo per questioni inesistenti quali, ad esempio, l’introduzione della RU486. Politici (che coprono spesso e volentieri scandali sanitari) mostrano di preoccuparsi dei rischi legati al farmaco accreditando 26 casi di morte, anche se l’Oms e l’Istituto Superiore di Sanità stimano 11 casi (dall’87) di donne che sono morte per un rapporto di causalità. In realtà sappiamo che le resistenze sono dovute a questioni “etiche”, cioè quello che la Chiesa, interlocutore privilegiato del pubblico potere, considera etico. Roccella, sottosegretario al Welfare (si chiama così ed è una delle tante ridicolaggini di Magic Italy), contraria alla 194, è politica ideologica e antidemocratica e risponde solo alle sue idee e a quelle della Santa Sede, un club di gente non democratica e soprattutto con soci solo maschi. Sacconi, ministro del Welfare (con l’aggravante che un tempo è stato socialista) chiede garanzie e impone improponibili paletti punitivi. Paesi che non sono meno rigorosi del nostro dal punto di vista della tutela della salute pubblica accettano che le donne abortiscano nel modo che considerano meno traumatico. Qui si da credito ai monsignori Elio Sgreccia e Rino Fisichella, di cui, intimamente, non frega (quasi sicuramente) niente a nessuno.
Sarebbe bene che il Presidente del Consiglio meditasse durante le sue vacanze, che per essere all’altezza dei leader mondiali dovrebbe quanto meno giudicare gli italiani che governa alla pari dei cittadini degli altri paesi, e non come degli eterni minorenni che devono essere messi sotto la tutela di medici e Sacconi. E per non essere un Presidente dimezzato, che all’estero poi gli chiacchierano dietro, non deve consentire che il clero e i suoi volenterosi camerieri intervengano in sede legislativa suggerendo ai parlamentari le soluzioni più gradite quando sono in ballo decisioni politiche che coinvolgono l’etica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

I preti aguzzini alimentano la follia criminale contro le donne.

lunedì, 3 agosto 2009

Dopo le esternazionei di vescovi e cardinali, capitanati dal Presidente della CEI Bagnasco, si scatena l’indotto politico della SS Vaticana con le più cervellotiche e malvage ipotesi per impedire l’uso della pillola RU486. Vogliono addirittura legalizzare il sequestro di persona imponendo alle donne che ricorrono alla pillola il ricovero coatto in ospedale per tre giorni, abolendo di fatto il diritto previsto dalle norme di uscire dall’ospedale a richiesta degli interessati. E per impedire questa possibilità vogliono imporre alle richiedenti una visita psichiatrica. Come nell’Unione Sovietica dei tempi belli, quando chi non si allineava alle imposizioni del regime finiva al manicomio. A questo vogliono arrivare i deputati vaticaliani pur di assecondare la SS Vaticana.

Qui la fonte della notiza da La Repubblica LEGGI

La pillola RU486 al centro dello scontro politico.

sabato, 1 agosto 2009

Gli zuavi del PD-Partitus Dei e del PDL-Popolo della Libertà vigilata vigilata dal Vaticano si mobilitano per eseguire gli ordini della SS Vaticana : impedire che la commercializzazione della pillola possa trovare applicazione concreta. Le donne che decidono di interrompere la gravidanza devono essere punite costringendole a passare sotto i ferri del chirurgo anzichè usare la pillola. E il ministro Sacconi, un tempo laico e socialista, già prepara le contromosse per asscondare i diktat dei preti.

Ecco un florilegio di commenti contrari e favorevoli.

Monsignor Fisichella: “Chi abortisce sia cosciente della gravità del gesto”
Il ministro Sacconi all’Agenzia del farmaco: “Regole certe, si rispettino i limiti della 194″
Pillola abortiva, l’ira del Vaticano:
“La Chiesa non resterà passiva”
Franceschini: “L’interruzione di gravidanza è legge, e questo è un sistema meno invasivo”
Fuoco di sbarramento dalla maggioranza, la Prestigiacomo: “Ok sotto controllo ospedaliero”

ROMA – Il via libera dell’Agenzia del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva ha innescato una serie di reazioni contrapposte. Il Vaticano ha subito parlato di “veleno letale” e di “delitto” che comporta “la scomunica” della chiesa per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo “all’iter”. “Non possiamo restare passivi”, ha scritto monsignor Rino Fisichella in un editoriale dell’Osservatore Romano. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi chiede garanzie che l’uso della pillola non entri in contrasto con le regole stabilite dalla 194. I radicali e il centrosinistra hanno invece parlato di vittoria per le donne. Posizioni differenti nel centrodestra.

Fisichella: “Chi abortisce sia cosciente della gravità del gesto”. “La Chiesa non può mai assistere in maniera passiva a quanto avviene nella società”. Non lascia dubbi l’articolo di monsignor Fisichella, presidente della Pontificia Accademia della Vita. La pillola Ru486 è – sottolinea il presule – “una tecnica abortiva” perché sopprime una “vita umana vera e piena”. Fare ciò – ricorda – “è una responsabilità che nessuno può permettersi di assumere senza conoscerne a fondo le conseguenze”

. Quanti faranno ricorso alla pillola compiranno “un atto abortivo diretto e deliberato; devono sapere delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro, ma soprattutto devono essere coscienti della gravità oggettiva del loro gesto”.

Sacconi: “Garantire compatibilità con la legge 194″. Il ministro Sacconi si dice “certo che l’Aifa saprà indicare nel dettaglio le modalità con cui garantire il pieno rispetto della legge 194, la quale impone il ricovero in una struttura sanitaria dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza, come ricordato dallo stesso comunicato del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia”. In esso, sottolinea il ministro, “si ribadisce anche che la legge prevede una stretta sorveglianza, da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare e sui possibili rischi, nonché l’attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse”.

Movimento per la vita: “Banalizza l’aborto”. L’aborto in Italia “è diventato un fatto di massa, di routine, e la pillola Ru486 è particolarmente grave perchè lo banalizza. E in definitiva vuole cancellare fino in fondo l’idea che c’è di mezzo la vita di un figlio. Come si fa a dire che c’era davvero un bambino se per ucciderlo basta bere un bicchier d’acqua o poco più?”. A chiederselo è il presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini, commentando a Radio Anch’io il via libera in Italia della pillola abortiva.

Roccella: “Clandestinità legale, contraria alla 194″. “Non sono stati chiariti alcuni punti oscuri del metodo relativi alla sicurezza nell’utilizzo” della Ru486: è il primo commento del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, la quale chiede “chiarezza” all’Aifa. “Come ministero – aggiunge – dobbiamo garantire la compatibilità con la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e dobbiamo garantire la sicurezza delle donne”. Il pericolo, secondo Roccella, è che con la pillola abortiva Ru486 si possa arrivare a una “cladestinità legalizzata” degli aborti. Il metodo dell’aborto farmacologico, ha affermato, “intrinsecamente porta la donna ad abortire a domicilio, proprio perchè il momento dell’espulsione non è prevedibile”, in una sorta di “clandestinità legale”. Che è “difficilmente compatibile con la 194″.

Monsignor Sgreccia: “Delitto da scomunica”.
“Per voce di monsignor Giulio Sgreccia, emerito presidente dell’Accademia per la vita, il Vaticano auspica “un intervento da parte del governo e dei ministri competenti”. Perché – spiega – non “è un farmaco, ma un veleno letale” che mina anche la vita delle madri, come dimostrano i 29 casi di decesso. La Ru486 – afferma monsignor Sgreccia – è uguale, come la chiesa dice da tempo, all’aborto chirurgico: un “delitto e peccato in senso morale e giuridico” e quindi comporta la scomunica latae sententiae, ovvero automatica”cladestinità legalizzata” degli aborti.

Bianchi: “Non passi messaggio che così è più facile”. Non passi il messaggio che con la Ru486 abortire diventa più facile. Lo sottolinea in una nota Dorina Bianchi, capogruppo del Pd in commissione Sanità al Senato. “Sul piano tecnico quanto stabilito dalla Agenzia del farmaco non può essere messo in discussione – prosegue la Bianchi – ma sotto il profilo culturale è importante non far passare il messaggio che ora abortire sia diventato più facile perchè basta prendere una pillola”.

Università Cattolica: “Rimuovere cause dell’aborto”. “Il dibattito sulla Ru486 – si legge in una nota del centro di ateneo di bioetica dell’Università Cattolica, diretto dal professor Adriano Pessina – pone in evidenza la necessità che la moratoria sull’aborto volontario si trasformi concretamente nell’opera di rimozione delle cause che lo permettono. Oggi, tra queste cause, la più rilevante non sembra essere quella economica, ma quella culturale, che ha portato al disimpegno della società, alla scomparsa della figura e della corresponsabilità paterna, che ha accettato una linea di indifferenza che di fatto conduce alla solitudine esistenziale delle madri che decidono di abortire”.

Mantovano: “Donna abbandonata a se stessa”. “Con la Ru486 la donna è abbandonata a se stessa, e privata anche della mera opportunità di una fase di prevenzione-dissuasione”. Lo afferma, in una nota, il sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano. “Ciò che turba di più nella decisione dell’Aifa – prosegue Mantovano – non è soltanto la circostanza, in sé grave, di commercializzare in Italia la Ru486 nel disprezzo del Parlamento, che da tempo, con numerose interrogazioni, ha chiesto approfondimenti scientifici in materia”.

Bertolini: “Incompatibile con la legge 194″
Isabella Bertolini del Pdl: “Aumentano il rischio per la salute delle donne e contrasta con gli indirizzi ed i principi della legge 194″. “Le mancate risposte sui reali pericoli che questa pillola comporta – rileva – travalicano il rispetto del principio di precauzione, che è il presupposto minimo da rispettare, quando si parla di salute”.

Associazione Papa Giovanni XXIII: “Siamo in lutto”. L’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII si dichiara in lutto per l’approvazione della pillola abortiva. ”Sempre più assistiamo infatti a induzione e costrizione nelle mamme che incontriamo in procinto di abortire. Ne è la prova anche il numero sempre maggiore di extracomunitarie che abortiscono, in percentuale molto superiore alle italiane”. “Come Comunità – è la conclusione – vigileremo ora perché nessuna casa farmaceutica accetti di distribuire questo prodotto agli ospedali”.

Il vescovo di San Marino: “Pesticida umano”. Monsignor Luigi Negri, vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, definisce il farmaco un “pesticida umano”. Questa pillola “sarà usata per togliersi qualsiasi possibilità di avere un imprevisto di carattere medico. Una decisione di questo tipo non è tecnica e basta, ma coinvolge una concezione dell’uomo e del rapporto uomo-donna”.

Carlucci: “Legalizzato l’aborto fai da te”. Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl e vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha dichiarato: “Da oggi in Italia viene legalizzato l’aborto fai da te. La decisione dell’Aifa produce una domiciliazione dell’interruzione di gravidanza, in palese violazione di quanto prescritto dalla legge 194, la quale stabilisce che l’aborto deve essere praticato in ospedale e le donne adeguatamente assistite e curate. L’Aifa è stata condizionata dalla campagna ideologica e relativista messa in atto dalla sinistra italiana. A questo punto il governo deve adeguare immediatamente le linee guida della legislazione vigente se non vuole esporre le donne italiane a gravi rischi”.

Gigli: “Un regalo alle multinazionali”. “Viene autorizzato un prodotto per curare qualcosa che non è una malattia, malgrado siano state già accertate 29 morti e numerosi casi di infezione a seguito dell’uso della pillola. Si ritorna insomma al significato etimologico della parola farmaco come veleno e viene fatto un regalo alle multinazionali e all’ideologia radicale sulla pelle delle donne”. Lo sostiene Gian Luigi Gigli, responsabile del dipartimento Salute e welfare dell’Udc.

Rotondi: “Una società senza aborto”. “Non mi appassiona il dibattito sulle metodiche abortive: bisogna applicare la legge 194 nel progetto preventivo e puntare al valore di una società senza aborto, come è nelle corde di laici e cattolici”. Lo dichiara il ministro per l’Attuazione del Programma di governo e leader democristiano del PdL, Gianfranco Rotondi.

Prestigiacomo:”Ok sotto controllo ospedaliero”. “Se sotto controllo ospedaliero, sono d’accordo con l’introduzione della pillola Ru486 anche in Italia”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Aggiunge: “Non sarei d’accordo se questa pillola fosse venduta liberamente nelle farmacie”.

Franceschini: “Non vedo motivo per dire no”. “Bisogna distinguere il dibattito politico da quello scientifico. Siccome siamo in un Paese che consente l’aborto per legge, se c’è la possibilità di avere un sistema meno invasivo per le donne non vedo un motivo per dire di no”. Lo afferma il segretario del Pd Dario Franceschini a “Faccia a faccia” su Radio3.

Livia Turco: “Adesso basta con le crociate”. Il capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera commenta: “Spero che adesso finisca la crociata contro un farmaco che in realtà era una crociata contro le donne e i medici. Il timore di privatizzare e banalizzare l’interruzione di gravidanza e di lasciare le donne sole nascondeva la sfiducia nei confronti delle stesse donne e dei medici. Ora è necessario garantire che questa metodica abortiva sia utilizzata nel modo più appropriato e nell’ambito della legge 194. Per questo mi auguro che il ministero della Salute definisca insieme alle Regioni delle linee guida per garantire una presa in carico adeguata su tutto il territorio nazionale”.

Palumbo: “Valida alternativa farmacologica”. “Dal punto di vista scientifico non ho
remore sulla messa in commercio della Ru486. Ci sono regole restrittive che garantiscono la salute delle donne e l’Italia non può rimanere fuori dall’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione Affari sociali della Camera Giuseppe Palumbo (Pdl). “La Ru486 – spiega Palumbo – rappresenta solo un’applicazione medica della Legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Una valida alternativa farmacologica all’intervento chirurgico che dà anche la possibilità a quelle donne, che non possono essere sottoposte per motivi di salute ad un’operazione, di portare a termine la propria scelta di interrompere la gravidanza, sempre comunque entro i dettami della 194. Nulla di più dunque da giustificare tanto allarmismo”.

D’Avack: “Non deresponsabilizzerà le donne”
“Non credo che l’introduzione della Ru486 possa deresponsabilizzare le donne da una scelta dolorosissima qual è quella dell’aborto”. Lorenzo D’Avack, giurista e vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), commenta così il caso. Ma, ci tiene a precisare D’Avack, “parlo a titolo meramente personale, perché il Cnb non ha mai espresso pareri in merito”.

Serracchiani: “Poniamo l’accento sulla prevenzione”. “Se parliamo della pillola
abortiva Ru486, dobbiamo prima mettere l’accento, tantissimo, sulla prevenzione, soprattutto tra i giovani e giovanissimi”. Lo ha detto oggi a Trieste l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani.

Ferrero: “Vaticano e governo oscurantisti”. “L’ingerenza del Vaticano e del governo italiano, attraverso il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che mira a vietare la possibilità di utilizzare la pillola abortiva Ru486 da parte delle donne italiane, è un fatto gravissimo e inaccettabile in qualsiasi stato laico del mondo, e degno solo di una Repubblica islamica e degli ayatollah, ma soprattutto è vergognoso perchè fatto sulla pelle e in particolare sul corpo delle donne, che hanno tutto il diritto di poter scegliere liberamente se abortire o meno”. Lo afferma Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione.

Don Fortunato Di Noto: “I minori l’acquistano online”. “La pillola abortiva sbarca in internet e ora sempre di più in Italia ci vuole maggiore vigilanza per i minori che possono acquistarla online”. Lo dice Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter. Diverse segnalazioni di proposte di vendita fuori dal controllo sanitario (su forum italiani e stranieri), tra ieri e oggi, sono state inoltrate alla polizia postale italiana, compartimento Sicilia Sud-Orientale, da parte dell’Associazione Meter.

Franco: “Decisione molto saggia”. “La decisione dell’Agenzia del farmaco – commenta la senatrice Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del Partito democratico – si dimostra molto saggia ed equilibrata perchè accompagnata da due raccomandazioni che ne regolano l’utilizzo e ne garantiscono l’efficacia: la prima stabilisce in 7 settimane il tempo di intervento e non in 9 come in altri paesi europei, la seconda prevede che tutta la procedura sia svolta rigorosamente in una struttura sanitaria a garanzia totale della salute della donna”.

Mura: “Finalmente al passo con l’Europa”
“Siamo finalmente al passo con il resto d’Europa. Le donne che si troveranno costrette a ricorrere all’interruzione di gravidanza ora potranno sceglie di avvalersi di una tecnica farmacologia sicuramente molto meno invasiva dell’intervento chirurgico”. Lo dichiara Silvana Mura, dell’ Idv e membro della commissione Affari sociali.

Della Vedova: “Governo non cerchi rivincite”. “Ora che l’Aifa ha deciso, in scienza e coscienza, di consentire anche in Italia l’utilizzo della pillola Ru486, nessuno, tanto meno il governo, cerchi rivincite”. Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato Pdl. “Se si vuole mettere in discussione la legge che regolamenta l’interruzione della gravidanza, si abbia il coraggio di farlo direttamente, senza praticare un ingiustificato ostruzionismo politico”.

Boniver: “Stop alle polemiche, si usa in day hospital”. “Si chiude una lunghissima fase di perplessità che ha caratterizzato il dibattito politico nel nostro Paese. La pillola, che è un’alternativa all’aborto chirurgico, viene usata in quasi tutti i paesi europei dagli anni 80″, lo afferma Margherita Boniver (Pdl). “La pillola – specifica – non potrà essere venduta in farmacia, ma somministrata con le apposite garanzie in day hospital e questo credo dovrebbe porre fine a molte polemiche”.