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La manifestazione dei filopalestinesi occidentali bloccata da Israele.

lunedì, 16 aprile 2012

La manifestazione dei filopalestinesi occidentali bloccata da Israele.

- Paradossalmente questa manovra potrebbe aver salvato la vita ad alcuni di loro, quelli che gli estremisti islamici palestinesi considerano “portatori di vizi occidentali” (libertà di pensiero, ateismo, omosessualità, ecc.) e come tali a rischio di sgozzamento rituale. Grazie ai perifdi israeliani questi resteranno non solo umani ma soprattutto vivi.

16/03/12 – Strage di gufi su Via della Conciliazione.

venerdì, 16 marzo 2012

Sulla celebre arteria creata da Mussolini per celebrare la sottomissione dell’Italia al Vaticano con la firma dei Patti Lateranensi si è registrata ieri una caduta al suolo di gufi agonizzanti. Si tratta di uccellacci omofobi di tipo religioso, politico e giornalistico equamente ditribuiti a destra, sinistra e centro, tutti affranti dal dolore per una sentenza della Corte di Cassazione che riconosce il diritto a un riconoscimento giuridico per le coppie formate da cittadini omosessuali. Per il momento viene escluso il matrimonio e viene demandato al Parlamento il compito di legiferare sulla materia. Siamo certi che i gufi agonizzanti riceveranno linfa vitale dai palazzi del potere religioso dominante in Italia, laddove la liberalizzazione e il riconoscimento di quei rapporti è maggiormente temuto. La possibilità di vivere al riparo delle leggi una relazione omosessuale di coppia potrebbe aggravare la crisi delle vocazioni di quanti nella tonaca cercano l’alibi per non cercare moglie.

Ma i gay sono masochisti ?

venerdì, 19 agosto 2011

Quello che mi ha sempre sorpeso del mondo gay che frequento abitualmente è la cieca adesione di molti omosessuali a sistemi di potere religioso o politico che si basano sulla loro discriminazione, quando va bene, e sull’eliminazione fisica, quando va male. Moltissimi dei miei amici gay continuano a professarsi cattolici andando a messa e per santuari pur essendo consapevoli che il papa e i suoi gerarchi attingendo non a proprie turbe psichiche (o forse anche a quelle), ma direttamente alle bufale di libri sacri eterni e immodificabili alimentano tutti giorni l’omofobia e la discriminazione nei loro confronti impedendo che le leggi civili riconoscano loro la piena parità di diritti. E non solo continuano a definirsi cattolici ma alcuni votano addirittura per i partiti politici (quasi tutti i partiti, per la verità) che seguono le direttive anti-gay dei gerarchi vaticani. La stessa sorpresa provo per i miei amici gay che si dichiarano comunisti o genericamente “de sinistra” quando arrivano a criticare e anche a disprezzare un gay come Pim Fortuyn (assassinato da un terrorista ecologista) o altri politici e intellettuali come Geert Wilders o Theo Van Gogh (assassinato da un terrorista islamico), per i solo fatto che pur essendo di orientamento politico democratico e liberale si permettono di denunciare il pericolo del nazi-islamismo trionfante in occidente. E così anche i gay, pur sapendo che nei paesi a maggioranza musulmana sono i primi a pagare anche con la vita la loro condizione di omosessuali, con il cervello taroccato dall’ideologia politica aderiscono alla vulgata “de sinistra” che definisce razzisti e xenofobi quelli che si permettono di sollevare il velo sui pericoli dell’integralismo islamico. Questo articolo di Angelo Pezzana approfondisce molto bene il fenomeno.

In Olanda si incomincia a capire. Quando in Italia ?
di Angelo Pezzana

Come ha reagito l’Olanda, dopo la strage norvegese ? Sui giornali italiani questa domanda non ha suscitato alcuna curiosità, eppure l’Olanda è il paese dove l’estremismo islamico ha ucciso Pim Fortuyn e Theo van Gogh, nomi presto dimenticati, mentre Geert Wilders, leader per Partito della Libertà, terzo come voti e sostenitore della coalizione di governo, viene continuamente citato come xenofobo e antislamico, uno che vorrebbe espellere dall’Olanda tutti gli immigrati.Naturalmente è vero il contrario, Wilders è un liberal democratico, non vuole cacciare via chi non delinque, semplicemente è un politico che ha capito in tempo ciò che i politici europei si rifiutano persino di affrontare, l’invasione dell’Europa da parte dell’immigrazione musulmana. Prima o poi ci arriveranno anche gli altri politici, e, aggiungo, anche i mezzi di informazione, ma sarà forse troppo tardi.Averlo capito non è essere islamofobi, come la vulgata politicamente corretta vorrebbe farci credere, e sulla quale si sono allineati la maggior parte dei mezzi d’informazione, significa invece non condividere l’idea di società civile e politica che l’islam propone, anzi, il verbo giusto è impone, perchè sarà questo il destino del nostro continente (del mondo ?), quando i musulmani supereranno la soglia del 51%. Immaginare una società sotto il tallone della Sharia e volersi opporre è quello che ogni amante della libertà e della democrazia dovrebbe sentire. Ma dirlo, oggi, significa essere etichettati con gli insulti più turpi.Per questo mi ha stupito leggere sulla International Herald Tribune di ferragosto, l’edizione internazionale del New York Times, come dire il giornale politicamente corretto per eccellenza, in linea con i vari El Pais,Le Monde,TheTimes ecc., un articolo di Steven Erlanger,corrispondente da Parigi, inviato ad Amsterdam per sentire come il paese dei tulipani la pensa dopo la strage del bianco/biondo/cristiano Anders Breivik in Norvegia, cosa dicono i cittadini della capitale che vivono in quartieri nei quali la maggioranza è ormai islamica, non formata da un insieme di immigrati, no, proprio da musulmani.Anche Erlanger usa nei confronti di Wilders e del suo partito il linguaggio tipico del giornale per il quale scrive, ma, questa è la sorpresa, dà anche voce alla gente comune che intervista. Per primi intervengono, ovviamente, i critici di Wilders, ma, dopo di loro, finalmente si esprimono quelli che con gli islamici condividono il quartiere, il condominio, raccontando quella che per loro è già la vita in una società dove gli stili di vita seguono altre regole.Uno dice che fra dieci anni l’Olanda sarà uno stato musulmano, una signora dice che non può più vestirsi come vuole perchè viene fatta oggetto di critiche dai vicini casa, la sensazione di non vivere più nel paese nel quale si era cresciuti è comune a molti.Naturalmente il politico, il sociologo, il docente universitario esprimono ben altre posizioni, tutti difendono i valori del multiculturalismo, l”invasione islamica non ha ancora lambito il loro quieto vivere, le loro abitudini non sono ancora state modificate, la paura non fa ancora parte delle loro giornate.Ma il fatto che un giornalista come Erlanger, non sospetto di simpatie verso chi ha una visione diversa del futuro dell’Europa (del mondo?) abbia deciso dare un taglio non totalmente favorevole all’invasione islamica di un paese europeo, può essere un campanello d’allarme per il provincialismo dei nostri media.
Se l’Olanda non è più il paese dei tulipani della nostra infanzia, qualcuno comincia ad accorgersene. Chissà che dopo l’Herald Tribune non arrivino a ruota i giornaloni di casa nostra, in fondo, se lo scrive l’Herald Tribune, che è come dire il New York Times, che non sia arrivato il momento di accorgersi che il mondo sta cambiando ?

OGGI Manifestazione a Roma dell’ EURO-PRIDE

venerdì, 10 giugno 2011

…per la parità di diritti di tutti i cittadini contro le ideologie religiose e politiche che diffondono odio e discriminazione.

No God ci sarà.

Tuttavia la lettura del Documento Politico di presentazione dell’Euro Pride ha suscitato alcune perplessità in un nostro visitatore perché, a fronte di un esplicito riferimento alle pulsioni omofobe che le gerarchie cattoliche e ortodosse alimentano in Europa, nel paragrafo riguardante il resto del mondo non si fa alcun riferimento alle violenze e omicidi commessi in applicazione di precisi dettami della religione islamica.

“”"
Mah! Avete letto attentamente il “documento politico” della manifestazione?
( http://www.europrideroma.com/Documento+politico.html?sezione=54&lang=it )
Non c’è il minimo, velato accenno alla religione islamica, la religione più becera, ignorante, incivile e assassina che sia mai stata concepita da una mente squilibrata, che oggi continua a mietere vittime in tutto il mondo, anche in Europa.
In moltissimi casi le donne e gli omosessuali sono le categorie più massacrate, e in modi orribili, in nome dell’islam.
È giustissimo reclamare parità di diritti, qui in Europa e nei Paesi civilizzati, per i sessualmente diversi, e stigmatizzare l’atteggiamento del clero cattolico che li discrimina e li considera dei malati.
Ma il clero, qui da noi, al massimo può scrivere qualche farneticazione sull’Osservatore Romano o blaterare qualche confusa predica dal pulpito di una chiesa, non può impiccare i gay alle gru per edilizia.
Parafrasando (ironicamente) una nota parabola, stiamo
vedendo, questa volta, “la pagliuzza nel nostro occhio e non vedendo la trave nell’occhio del fratello”, mentre il “fratello” sta cercando di infilare la sua trave anche nel nostro occhio!
Ho scritto alla direzione dell’Euro-Pride, ma non ho ottenuto neppure un rigo di risposta.
La mia impressione, è che questa manifestazione sia diventata un puro affare commerciale.
Io, non ci sarò.
Cordiali saluti,….

13/3/11 – In Sudafrica

domenica, 13 marzo 2011

La fotografa sudafricana Zanele Muholi nei giorni dei Mondiali di calcio, ha esposto le sue foto in una importante galleria di Città del Capo. Volti femminili in bianco e nero. Tutte sono lesbiche, molte sono calciatrici. Muholi ha fondato nel 2008 la Thokozani Football Club, squadra che ha partecipato ai giochi gay di Colonianel 2010. Molti passi sono stati fatti in Sudafrica sulla strada dei diritti ma le lesbiche sono considerate dei paria: una delle calciatrici ritratta nella mostra è stata lapidata nel 2007. Se ne parla pochissimo, ma esiste nel Paese un macabro rituale che prevede lo stupro collettivo delle omosessuali prima di essere ammazzate. *

Un uomo accusato di aver stuprato una donna con lo scopo di guarirla dall’omosessualità e farla diventare eterosessuale, sarà processato il 15 marzo a Città del Capo.
Millicent Gaika , 30 anni nel 2009, mentre tornava a casa dopo una serata trascorsa con amici, incontrò un suo vicino di casa che le chiese una sigaretta. Ma il fumo era solo una scusa, perché Millicent venne condotta immediatamente a casa dell’uomo che la stuprò per cinque ore: “so che sei lesbica ma ti dimostrerò che sei una donna, anzi ti metterò incinta così guarirai dalla tua malattia”.
Sembra il delitto di un folle, ma è un reato, lo stupro correttivo, assai frequent. Action Aid, associazione non profit afferma che ogni anno in Sudafrica vengono denunciati 520 casi di stupri correttivi su lesbiche.
Nelle zone più periferiche e povere delle città e nelle campagne, resiste un forte pregiudizio omofobico, nonostante in Sudafrica sia bandita la discriminazione sull’orientamento sessuale, i matrimoni fra omosessuali siano legali, e a Città del Capo si svolge un importante gay pride.
Ad oggi un solo processo di stupro correttivo si è concluso con una sentenza di colpevolezza: quello della calciatrice Eudy Simelane stuprata e uccisa da un branco nel 2008. Alla vigilia del processo il ministro della Giustizia incontrerà associazioni e ong che proporranno un piano contro le aggressioni omofobiche.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Dalla rubrica NoGod ai Mondiali di calcio dal 15/6/10 all’11/7/10 qui http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm

30/7/10 – Atti contro natura (2)

venerdì, 30 luglio 2010

Er prete è un coso nero contro la Patria e la modernità (Trilussa)
Molti religiosi sono sospettosissimi. Sembra che – per motivi puramente religiosi, si intende – sull’iniquità la sappiano moto più lunga dei reprobi (Kipling)
Il sesso è l’ossessione dei maschi celibi invecchiati dentro le gerarchie che hanno fatto del corpo la loro dolorosa prigione, in nome di uno Spirito che campa nutrendosi di divieti, condanne e altrui sofferenze (Pino Corrias)

Nei giorni di fango in cui in Germania si parlava degli orrori della pedofilia clericale, il teologo tedesco David Berger, scandalizzato dall’accostamento tra omosessualità e pedofilia, decise di scrivere sul quotidiano Frankfurter Rundschau un editoriale per fare outing sulla sua omosessualità e in cui affermò che le posizioni della Chiesa cattolica sull’argomento erano ipocrite e bigotte, e, soprattutto, causa della crescita dell’omofobia. Contestualmente decise di dimettersi dalla direzione della rivista conservatrice Theologisches.
A distanza di tre mesi è stato licenziato dalla pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino, congedo che Berger contesta in quanto sostiene che il catechismo del 1992 vieta l’atto omosessuale ma le persone omosessuali devono “essere accettate con rispetto compassione e sensibilità”.
Non amando nessun tipo di esclusione e/o deferimento sia pure per un prete, auguri a Berger. Però è bene ricordare che nell’ottobre del 2005 un documento ufficiale della Santa Sede impartiva le modalità per accogliere aspiranti sacerdoti, reiterando il divieto di dare gli ordini sacri a quanti praticano l’omosessualità, ma anche a quelli sospettati di sostenere la cultura gay o anche di presentare “tendenze omosessuali profondamente radicate anche senza metterle in pratica”. Nella revisione del catechismo del 1997 è stato inserito un passaggio in cui si dice che l’inclinazione omosessuale è “oggettivamente disordinata”. E nel catechismo degli adulti curato dalla Cei, l’omosessualità è trattata nel paragrafo Disordini sessuali insieme a masturbazione, fornicazione, prostituzione, adulterio, incesto e stupro.
Quando l’Onu, su proposta (2009) del presidente francese Sarkozy e con le firme di 27 Stati dell’Ue, avanzò una risoluzione che chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualità nelle legislazioni del mondo, il Vaticano insieme ai Paesi islamici fondamentalisti rifiutò di aderirvi. Lo stesso rifiuto si ebbe anche nel gennaio 2006, quando il Parlamento europeo approvò una risoluzione contro l’omofobia con la quale si invitavano i parlamentari europei a condannare “ogni avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e dei transessuali, e di legiferare contro “le discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso”. Su pressione del Vaticano gli europarlamentari italiani di Forza Italia (oggi confluiti nel Pdl), Udc, Lega e Margherita (oggi confluiti nel Pd), ligi alle volontà d’Oltretevere si schierarono contro il progetto anti-discriminatorio.
Abbiamo sentito le voci delle gerarchie anche in seguito alla scontatissima inchiesta di Panorama: “venite allo scoperto invece di approfittare dei benefici della tonaca”.
Per la mia cultura l’agire della Chiesa cattolica è criminoso. Ed è da criminali avere rapporti con questa gente.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

26/7/10 – Atti contro natura 1,

http://www.nessundio.net/blog/2010/07/26/4266/

26/7/10 – Atti contro natura

lunedì, 26 luglio 2010

All’ospedale Gaetano Pini di Milano, un giovane gay non ha potuto donare il sangue. E’ giusto? Si 31,4% No 68,6% (sondaggio corriere.it)

L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma la teologia cristiana ignora la natura perché guarda attraverso gli occhiali del creazionismo, che considera le persone e l’universo un dono di Dio. Sembra un paradosso quindi il richiamo alla natura da parte di chi alla natura non crede. Ma, è anche incredibile che la Chiesa cattolica che sentenzia, giudica, condanna con grande sicumera, basi le sue sicurezze su fonti labili. Nel catechismo di Pio X (papa dal 1903 al 1914) la sodomia era tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, gli altri tre sono omicidio volontario, oppressione dei poveri, frode. Gridano vendetta, cioè provocano la punizione divina come nel Genesi viene distrutta la città di Sodoma. Però, l’assunto che il cristianesimo e in particolare il cattolicesimo si rifacciano alla Bibbia è una affermazione quanto meno gonfiata (i fatti del cristianesimo sono narrati nei Vangeli). Come si sa nel libro si racconta la storia del popolo di Israele e non ha un carattere propriamente religioso come vogliono sostenere i cristiani, ma è piuttosto un romanzo epico (come i più noti e non sfruttati a fine religioso Iliade e Odissea) . Nell’episodio biblico a cui la Chiesa romana si richiama per condannare l’omosessualità, non c’è questa assertività, tanto che Dio si lamenta perché il popolo non ubbidisce e discute su ogni cosa. I cristiani dicono di essere figli di Abramo, ma Abramo contratta con Dio: se a Sodoma esistono cinquanta giusti… o anche un solo giusto tu distruggeresti con una pioggia di fuoco la città di Sodoma? E dice a Dio : il giudice di tutta la terra non giudica secondo giustizia (Genesi 18:25-32). L’omosessualità era molto diffusa tra i popoli mediorientali nel periodo storico dei fatti raccontati nella Bibbia, ma non era comune, secondo il libro, tra gli Ebrei. Raccontiamo l’episodio: Lot viveva a Sodoma quando due angeli arrivarono in città e Lot li invitò ad entrare a casa sua per mangiare e riposarsi. Rapidamente si sparse la voce che a casa di Lot c’erano due uomini bellissimi e presto una folla di uomini anziani e giovani si recò in quella casa chiedendo: dove sono gli uomini che sono venuti da te? Falli uscire. Lot comprese che gli abitanti di Sodoma volevano violentare i suoi ospiti, e decise, pur con dolore, di offrire le sue due giovani figlie vergini pur di salvaguardare i sui ospiti. La folla allora si scagliò contro Lot per sfondare l’uscio, ma i due angeli afferrarono Lot e colpirono la gente di fuori con un bagliore accecante, così essi si affannarono inutilmente a cercare un’entrata (Genesi 19:1-11)
Secondo molti commentatori in questo passo il peccato va ricercato nella concupiscenza di “cosa altrui”. Nel Levitico (che elenca le regole che gli ebrei devono osservare), l’omosessualità è comunque da evitare. Non dovrete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con la donna: è una pratica mostruosa (Levitico 18:22). Perché tanta severità per pratiche così poco conosciute tra gli Ebrei? Probabilmente perché l’omosessualità è intesa come mezzo di culto a divinità pagane, come leggiamo in Deuteronomio 23:17, dove si fa riferimento al prostituto sacro. Però troviamo anche passi delicati e che ci indicano rapporti omosessuali improntati a grande tenerezza. Il primo episodio è riferito a David, futuro re di Israele, e a Gionathan, figlio di re Saul. Il loro è un rapporto intenso e per l’amore che gli portava, Gionathan fece giurare David, perché:
l’amò più di un fratello (I Samuele 18:4), David, l’amò come l’anima sua (I Samuele 18:1) E David dopo la morte dell’amico dirà: Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna (II Samuele 1:26). E lo stesso Saul dirà al figlio : Figlio di una donna perduta! Non so forse che sei legato al figlio di Isaia, a vergogna tua e a vergogna della nudità di tua madre?(I Samuele 20:30).. La Chiesa cattolica ha un giudizio sprezzante sulle donne, quindi non prende neanche in esame di giudicarle per la loro omosessualità, ma nella Bibbia troviamo anche passi che riguardano l’amore fra donne. Il racconto riguarda Ruth che, rimasta vedova , potrebbe ricongiungersi alla sua famiglia ma chiede alla suocera di rimanere con lei: non chiedermi di abbandonarti, lasciami venire con te, dove tu abiterai abiterò con te. Solo la morte potrà separarmi da te (Ruth 1:16-20) . Ruth decide di rimanere con Noemi e leggiamo che si unisce a lei (davka bah) proprio come leggiamo nel Genesi quando un uomo lascia padre e madre per unirsi alla donna (davka) . Sotto al cielo e nei libri esistono molte più realtà di quante sembra comprenderne la Chiesa cattolica e sant’Agostino (se si offende l’ordine naturale si offende Dio stesso in qualità di ordinatore della natura). E’ complesso coniugare il cristianesimo e la modernità soprattutto quando non si ha nessuna propensione e interesse per la concezione postcreazionista – e quindi naturale – del mondo e delle persone.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13 GENNAIO COMMEMORAZIONE DI ALFREDO ORMANDO

martedì, 12 gennaio 2010

13 GENNAIO COMMEMORAZIONE DI ALFREDO ORMANDO

Roma – 13 gennaio 2010, appuntamento a Piazza Pio XII (davanti alle transenne di Piazza San Pietro)
alle ore 18,30
UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO

Il 13 c.m. ricorre l’undicesimo anniversario dall’immane
sacrificio di Alfredo Ormando e ci sarà (almeno lo voglio
sperare) la commemorazione presso il confine con lo stato
del vaticano. Lo Stato Italiano (venduto al vaticano) non
sta facendo niente per sollevare dall’oppressione i milioni
di gay, bi- e pan-sessuali italiani. L’anticristica
religione cattolica non ha firmato per la depenalizzazione
dell’omosessualità proposta presso le Nazioni Unite dalla
Francia (Liberté, Egalité, Fraternité) mettendosi di
fatto sulle stesse posizioni dei paesi islamici.
OMO-, BI_ e PANSESSUALI ITALIANI SVEGLIATEVI, altrimenti Vi
cammineranno sopra. Protestate e andate in massa alla
commemorazione di Alfredo Ormando (il nostro Jan Palach).

Peter Boom.

Qui di seguito alcuni articoli su Ormando:

ALFREDO ORMANDO

Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una
famiglia con otto figli di San Cataldo (Sicilia), due anni
di seminario e un tormentato periodo universitario, si e’
immolato con la benzina in piazza San Pietro a Roma il 13
gennaio 1998.

Sua madre lo aveva sentito la sera prima. Alfredo le aveva
telefonato dicendole che si sarebbe recato a Roma per motivi
di studio. Gaetano Mangano, l’uomo che gli aveva affittato
una stanza a Palermo, l’aveva visto due giorni prima
quando Alfredo gli aveva chiesto in prestito centomila lire.

Una donna che pulisce i gabinetti a piazza San Pietro ha
visto Ormando mentre si versava addosso la benzina e poi
correva avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza.

Gli agenti di polizia l’hanno subito soccorso e uno di
loro ha anche tentato di spegnere le fiamme usando la
propria giacca. Prima di perdere coscienza Alfredo disse:
“Non sono neanche stato capace di morire”.

Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì
dopo dieci giorni di atroce agonia.

Le lettere che si era portato appresso non furono pubblicate
e la sala stampa del Vaticano rilascio’ un comunicato
stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si era suicidato
a causa della sua omosessualita’ o in protesta contro la
chiesa cattolica, ma perche’ aveva problemi in famiglia.

Ma, subito dopo la sua morte l’ANSA ricevette le sue
lettere con la posta e ne pubblico’ parte.

Ormando aveva inviato da Palermo una copia all’ANSA, prima
di prendere il treno per Roma. Sapeva benissimo che le
lettere, una volta nelle mani dei preti, non sarebbero mai
state pubblicate.

Un mese dopo la sua morte (febbraio 1998) ci siamo recati in
nove in piazza San Pietro per porre dei fiori sul luogo dove
lui si era bruciato come un bonzo. Arrivo’ subito la polizia
e ci intimo’ di andar via. Avevano l’ordine del Vaticano
di far togliere anche i fiori. Io dissi loro che se Gesu’
Cristo si fosse trovato sul sagrato della basilica, Lui
sarebbe sceso e ci avrebbe abbracciato uno per uno e che
quindi il Vaticano aveva dato ancora una volta dimostrazione
di essere anticristico.

Gli uomini delle Forze dell’Ordine erano visibilmente
commossi e dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e uno
di loro mi disse che anche lui era Siciliano; un altro mi
racconto’ che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo
con la propria giacca era ancora sotto shock e di notte non
riusciva a dormire.

La piu’ bella pianta la regalai per farla dare a quel
poliziotto per ringraziarlo per la sua buona azione.

Nel 1999, sotto una pioggia battente, eravamo di nuovo a San
Pietro per commemorare Ormando. Questa volta erano presenti
anche i presidenti Arcigay (Sergio Lo Giudice) e del Mario
Mieli (Imma Battaglia). La polizia non poteva permetterci di
entrare sulla piazza e cosi’ decidemmo di deporre i fiori
sul suolo italiano, al confine con lo Stato del Vaticano,
una chiara dimostrazione del comportamento anticristico di
quello Stato.

Anche gli anni passati ando’ alla stessa maniera e la
Polizia permise la nostra commemorazione.

Peter Boom.

LETTERA AUTOGRAFA DI ALFREDO ORMANDO AD UN AMICO:

Palermo, Natale 1997

Caro Adriano, quest’anno non sento piu’ il Natale, mi e’
indifferente come tutte le cose; non c’e’ nulla che riesca
a richiamarmi alla vita.

I miei preparativi per il suicidio procedono
inesorabilmente; sento che questo e’ il mio destino, l’ho
sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico e’
la’ ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha
dell’incredibile.

Non sono riuscito a sottrarmi a questa idea di morte, sento
che non posso evitarlo, tantomeno fare finta di vivere e
progettare per un futuro che non avro’: il mio futuro non
sara’ altro che le prosecuzione del presente.

Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita
terrena e cio’ non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di
porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo
perche’ ho deciso piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre
potevo farlo anche a Palermo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: e’ una
forma di protesta contro la Chiesa che demonizza
l’omosessualita’, demonizzando nel contempo la natura,
perche’ l’omosessualita’ e’ sua figlia.

Alfredo